Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

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Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

 

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Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

La notizia è del 2014, ma da quanto ci risulta non è cambiato niente!

SPAGHETTI AI PESTICIDI: LA LISTA DELLE MARCHE IN CUI SONO STATI TROVATI

La radio-televisione svizzera RTS e la rivista Bon à Savoir, hanno realizzato una ricerca per testare la qualità di uno dei prodotti più consumati sulle nostre tavole: gli spaghetti. i risultati delle analisi effettuate su 15 confezioni di spaghetti di marche diverse, sono però al quanto preoccupanti: infatti in sette di esse è stata rilevata la presenza di pesticidi.  La ricerca svizzera ha preso in esame la pasta prodotta sia tradizionalmente sia con grano proveniente da agricoltura biologica, venduta in cinque insegne molto comuni nello stati elvetico: Aldi, Lidl, Coop, Denner e Manor.

1) La pasta Qualité & Prix ha riportato la presenza di un pesticida molto diffuso in agricoltura, lacipermetrina, un acaricida le cui tracce si trovano anche nei chicchi di caffè e nel cotone, oltre che in altri cereali.

2) I marchi Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio sono stati giudicati positivi alla presenza di pirimifos metile, un pesticida che viene utilizzato nella conservazione del grano per la pasta nei silos.

3) Gli spaghetti Dennerè analizzati invece contenevano l’insetticida-nematocida terbufos, anch’esso come il precedente utilizzato in molti tipi di coltivazione, dalle patate al mais.

4) Dai risultati apparentemente disastrosi si sono invece salvati gli spaghetti integrali Barilla (ma non quelli tradizionali, come detto), la pasta De Cecco e gli spaghetti Garofalo.

5) Esenti dalla presenza di pesticidi anche gli spaghetti svizzeri M-Classic ed M-Budget, gli italianissimi Agnesi e gli spaghetti svizzeri di Coop e Migros.

Tuttavia i risultati non sarebbero così preoccupanti come sembrano ad una prima occhiata. A parte il fatto che molti di questi marchi non sono disponibili sugli scaffali italiani, resta da considerare che secondo le leggi in vigore la presenza di tracce di pesticidi è tollerata, purchè si mantenga al di sotto della soglia limite di 0,010 mg/kg consentita per legge. Al di là dei limiti di legge per gli insetticidi, fa invece certamente piacere scoprire che tutti i marchi che si dichiarano biologici analizzati nella ricerca sono stati rilevati effettivamente come tali.

Resta da capire se la presenza di pesticidi riguardi solo gli spaghetti svizzeri o anche quelli venduti nel nostro paese. Di certo il fatto che quattro delle sette marche giudicate non rispondenti ai limiti siano prodotte in Italia, lascia poche speranze in merito. La ricerca riporta nel dettaglio: pasta Combino di Lidl, Reggano di Aldi, Barilla e La Pasta di Flavio, tutte positive alla presenza di residui di un insetticida.

 

Fonte: La Verita Di Ninco Naco

Come l’industria alimentare ci prende in giro: acqua in bottiglia di 2 marche, stessa fonte, stesso formato, stesso contenuto, ma una costa quasi il doppio dell’altra… perchè?

acqua in bottiglia

 

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Come l’industria alimentare ci prende in giro: acqua in bottiglia di 2 marche, stessa fonte, stesso formato, stesso contenuto, ma una costa quasi il doppio dell’altra… perchè?

 

Acqua Sant’Anna e acqua Eurospin Blues: stesse caratteristiche chimiche e medesima azienda imbottigliatrice. Cambia solo il prezzo che lievita dell’80%

Un lettore ci ha segnalato che le etichette dell’acqua Sant’Anna di Vinadio e dell’acqua Blues minimamente mineralizzata di Eurospin, sembrano proprio identiche. Si tratterebbe di un’altra somiglianza sospetta per la nota acqua di Vinadio, dopo quella dell’acqua Cime Bianche di Carrefour  che  Il Fatto Alimentare aveva trattato alcuni anni fa.

L’acqua minerale Sant’Anna e l’acqua Blues di Eurospin sono entrambe minimamente mineralizzate, hanno cioè un residuo fisso inferiore ai 50 mg/l. In questo caso le etichette delle due bottiglie indicano esattamente  lo stesso residuo fisso pari a “22 mg/l” , anche il grado di durezza come pure la quantità di anidride carbonica disciolta (2 mg/l). Confrontando i risultati delle analisi chimico-fisiche riportate sulle etichette – che non certo casualmente indicano come firma il  dipartimento di biotecnologie dell’Università di Torino – si notano alcune differenze del tutto trascurabili. Queste variazioni possono essere attribuite a normali oscillazioni analitiche, anche alla luce della distanza di tre anni tra le analisi indicate da acqua Sant’Anna (2016) e quelle più datate riportate da Eurospin Blues (2013).acqua blues sant'anna confronto

Perché tutte queste somiglianze? La risposta è molto semplice: entrambe le acque sgorgano dalla stessa sorgente, la fonte Rebruant, che si trova a 1950 metri di quota sulle Alpi cuneesi, e sono imbottigliate da Fonti di Vinadio. L’unica cosa che cambia è il prezzo. Se una bottiglia da 1,5 litri di acqua Sant’Anna costa 0,44 € ( pari a 0,29 €/l), lo stesso formato di acqua Eurospin Blues minimamente mineralizzata costa 0,25 euro (meno di 0,17 €/l). La differenza è circa l’80%. Appare piuttosto chiaro che ci troviamo di fronte a due acque pressoché identiche, che sgorgano dalla stessa sorgente e sono imbottigliate dalla medesima azienda. In questo caso possiamo proprio dire che la differenza di prezzo che si paga alla cassa è dovuta ad un unico fattore: il marchio.

etichetta sant'anna

Etichetta di una bottiglia da 1,5 litri di acqua Sant’Anna di Vinadio
etichetta blues minimamente mineralizzata eurospin

L’etichetta dell’acqua Blues minimamente mineralizzata di Eurospin, imbottigliata da Vinadio

Qui si possono trovare le etichette in alta risoluzione.

 

fonte: http://www.ilfattoalimentare.it/acqua-santanna-vinadio-eurospin.html