È ufficiale – I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra, autovelox come bancomat. Passa l’emendamento che massacrare la Gente di multe per coprire buchi di bilancio dei Comuni!

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È ufficiale – I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra, autovelox come bancomat. Passa l’emendamento che massacrare la Gente di multe per coprire buchi di bilancio dei Comuni!

Ve lo avevamo già anticipato:

I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra correttiva, per coprire buchi di bilancio invitano i Comuni ad utilizzare gli autovelox per massacrare la Gente di multe!

Ma ora è ufficiale.

Manovra, autovelox come bancomat. Passa l’emendamento che scippa i soldi alla sicurezza stradale
Via libera nella notte a una modifica al decreto di correzione dei conti. Comuni e città metropolitane potranno utilizzare i proventi delle sanzioni per finanziare oneri di viabilità e polizia locale

Torna la temuta norma autovelox che permette a Province e Citta metropolitane di utilizzare i soldi delle multe per fare cassa. Nella notte di ieri è stato approvato un emendamento all’articolo 18, firmato da un ampio spettro di forze politiche a partire dal Pd, che inserendo il comma3-bis prevede la possibilità per le province e le città metropolitane di utilizzare i proventi delle sanzioni (le contravvenzioni) per le violazioni al Codice della Strada, comprese quelle relative all’eccesso di velocità rilevato con autovelox e dispositivi analoghi, per finanziare, nel 2017 e 2018, gli oneri relativi alle funzioni di viabilità e polizia locale per migliorare la sicurezza stradale.

Tale norma deroga alla normativa vigente che prevede l’utilizzo di una quota dei proventi delle sanzioni spettanti agli enti locali per una serie di specifiche destinazioni, tra cui gli interventi relativi alla segnaletica delle strade di proprietà dell’ente, il potenziamento delle attività di controllo e di accertamento delle violazioni stradali ed altre finalità connesse al miglioramento della sicurezza stradale, nonché, per i proventi da violazioni ai limiti di velocità, alla realizzazione di interventi di manutenzione e messa in sicurezza delle infrastrutture stradali.

Pronta la rivolta di consumatori e automobilisti. “Noi siamo a favore della sicurezza stradale e per multe severe nei confronti di chi non rispetta i limiti di velocità – avvisava il Codacons nei giorni scorsi quando si era ventilata la possibilità dell’emedamento -, ma questa norma, così come studiata, appare pericolosissima perché le amministrazioni, grazie a tale misura, potranno disseminare le strade di autovelox e utilizzare i soldi delle multe non per incrementare la sicurezza sulle strade, ma per coprire i buchi di bilancio, pagare straordinari e stipendi dei vigili e realizzare opere stradali per le quali i cittadini pagano già le tasse”.

Roberto Petrini, la Repubblica

La proposta del Codacons: La vera manovra antispreco? Tagliare gli invincibili 500 enti inutili, sanguisughe da 10 miliardi di euro…!

enti inutili

 

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La proposta del Codacons: La vera manovra antispreco? Tagliare gli invincibili 500 enti inutili, sanguisughe da 10 miliardi di euro…!

Gli invincibili 500 enti inutili sanguisughe da 10 miliardi

È un tema spinoso che era stato inserito tra le priorità del governo, insieme alla riforma della pubblica amministrazione e alla riduzione delle imposte. Invece dopo circa un anno di legislatura il nodo dell’ abolizione degli enti inutili è ancora nel cassetto di Renzi, così come l’ ha lasciato il commissario Cottarelli. E mentre la riforma della pubblica amministrazione marcia a rilento in Parlamento e di tagliare le tasse non se ne parla più, anche questo capitolo importante della spending review sembra sparito dall’ agenda del governo. Resistere, è il mantra di questa miriade di medie e piccole strutture mangiasoldi sopravvissute a tutte le velleità di cambiamento dei diversi governi. Il caso del Cnel è solo la punta di un’ iceberg. Prima del commissario Cottarelli fu l’ allora ministro della Semplificazione Roberto Calderoli a individuare 1.612 enti da eliminare perchè “dannosi”. Non se n’ è fatto nulla. Vivono ancora i Tribunali delle acque, i Bacini imbriferi montani, gli Ato e i 138 enti parco regionali nonché la pletora dei consorzi di bonifica. I carrozzoni sono ricchi di storie paradossali. Una “autodenuncia” è stata raccolta dall’ Adnkronos. “Sogno di andare a casa, di lasciare l’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione, è medievale. Si sbrighino a chiuderlo”, si sfoga il commissario straordinario Donato De Carolis dell’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione di Francavilla Fontana nel brindisino, finito più volte negli elenchi, sempre ufficiosi, degli enti inutili. “Il mio incarico era per sei mesi – racconta De Carolis – è durato sei anni e sono ancora qui. Non ci sono più dipendenti, perché sono andati in pensione, ma il patrimonio resta ed è inutilizzato. Va chiuso, non ha più ragione di vita”. Il Codacons mettendo insieme diversi censimenti ha calcolato che sono oltre 500 questi casi sanguisuga che pesano sulle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro all’ anno. Dall’ Unione italiana Tiro a Segno fino al Centro piemontese di studi africani, passando all’ Istituto di sviluppo ippico per la Sicilia e a quello per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere a Venezia. Resiste l’ Istituto Regionale per le Ville Tuscolane. Qui nessuno teme la soppressione e invitano a leggere la mission strategica sul sito: l’ ente è chiamato a “promuovere, divulgare e incentivare la conoscenza delle Ville”, oltre a curarne la manutenzione, dello stabile, e anche dei giardini. Peccato che alcune aprono solo qualche giorno all’ anno in occasioni speciali, altre si possono vedere solo su appuntamento. Tra gli enti miracolosamente scampati ai diversi tentativi di riordino c’ è anche l’ Unione Nazionale per la Lotta contro l’ Analfabetismo. Un problema, quello dell’ analfabetismo, che resta secondo, gli ultimi dati Istat, ma in modo estremamente ridotto. Se nel 1961 riguardava l’ 8,7% degli italiani nel 2011 circa l’ 1% della popolazione. Continua a esistere Arcus, creata dieci anni fa dall’ ex ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Il governo Monti l’ aveva chiusa, poi durante la discussione di un decreto del governo di Enrico Letta un emendamento della forzista Elena Centemero l’ ha resuscitata, con l’ assenso bipartisan. Sopravvive pure l’ Istituto per lo sviluppo agroalimentare, anch’ esso decretato inutile da Monti e poi rianimato in Parlamento. Al pari dell’ Istituto per il commercio estero, che poi se l’ è cavata con la trasformazione in Agenzia. Ha corso il rischio di chiusura pure l’ Ente nazionale per il Microcredito fondato da Mario Baccini. Monti aveva chiuso anche questo, ma il solito emendamento lo ha fatto resuscitare. Che dire poi dell’ Enit, più volte finita nella lista degli enti inutili. Il ministro Franceschini gli ha ridato ossigeno annunciando l’ approvazione definitiva dello statuto che chiude la fase di commissariamento e rende operativa la riforma dell’ agenzia.

I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra correttiva, per coprire buchi di bilancio invitano i Comuni ad utilizzare gli autovelox per massacrare la Gente di multe!

manovra correttiva

 

 

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I grandi economisti del nostro Governo colpiscono ancora: manovra correttiva, per coprire buchi di bilancio invitano i Comuni ad utilizzare gli autovelox per massacrare la Gente di multe!

E’ l’accusa di Codacons:

MANOVRA: SPUNTA NORMA PRO-AUTOVELOX

CODACONS ATTACCA: COMUNI POTRANNO UTILIZZARE PROVENTI MULTE STRADALI PER COPRIRE BUCHI DI BILANCIO. PRONTI AD IMPUGNARE NORMA. INTERVENGANO I PREFETTI.

Nella manovra correttiva dei conti pubblici spunta la norma pro-autovelox, una misura che permetterà alle amministrazioni delle grandi città di disseminare le strade di autovelox e utilizzare i proventi delle multe elevate da tali strumenti per fare cassa e coprire i buchi di bilancio. Lo denuncia il Codacons, che chiede l’intervento dei Prefetti e si dice pronto ad impugnare la norma nelle sedi opportune per tutelare gli automobilisti.
L’art. 61 della manovrina recita infatti: «Per gli anni 2017 e 2018, le città metropolitane, in deroga alla legislazione vigente, possono utilizzare le quote di cui all’ articolo 142 del decreto 285 del ’92 (codice della strada, ndr) per il finanziamento degli oneri riguardanti funzioni di viabilità e polizia locale».
In sostanza le città metropolitane potranno ricorrere alle multe inflitte dall’autovelox per autofinanziarsi e pagare gli stipendi ai vigili urbani e realizzare opere stradali, senza alcun limite e «in deroga alla legislazione vigente», ossia non dovendo rispettare i vincoli previsti dall’articolo 208, comma 4 del Codice della strada che impone di devolvere una quota non inferiore a un quarto dei proventi alla sicurezza stradale (segnaletica, cartellonistica, ecc.).
“Noi siamo a favore della sicurezza stradale e per multe severe nei confronti di chi non rispetta i limiti di velocità, ma questa norma, così come studiata, appare pericolosissima perché le amministrazioni, grazie a tale misura, potranno disseminare le strade di autovelox e utilizzare i soldi delle multe non per incrementare la sicurezza sule strade, ma per coprire i buchi di bilancio, pagare straordinari e stipendi dei vigili e realizzare opere stradali per le quali i cittadini pagano già le tasse – afferma il presidente Carlo Rienzi – Per questo i Prefetti devono vigilare approvando la collocazione degli autovelox solo dove realmente necessario, assicurandone un uso conforme all’interesso pubblico. Da parte nostra siamo pronti ad impugnare il provvedimento nelle sedi opportune, allo scopo di evitare che si legittimi la trasformazione degli automobilisti in bancomat”.

 

Tratto da:

http://www.codacons.it/articoli/manovra_spunta_norma_proautovelox__296817.html