Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

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Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

Il giornalista Silvestro Montanaro, conduttore del programma RAI “C’era una volta”, racconta di come l’industria farmaceutica “crea” le malattie.

STRANAMENTE questa puntata è scomparsa dalle teche RAI

Guardate questo video. Ecco come speculano schifosamente sulla pelle nostra e dei nostri figli solo e solamente per fare soldi! Sciacalli!

L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

 

Malaria

 

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L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

Super malaria resistente ai farmaci si sta diffondendo nel Sud Est asiatico

L’allarme degli scienziati: «I trattamenti standard più diffusi si sono dimostrati inefficaci nel 60% dei casi in alcune regioni della Cambogia»

Una forma di malaria resistente ai trattamenti standard identificata per la prima volta in Cambogia nel 2007 si sta rapidamente diffondendo anche in Vietnam, dopo aver colpito Thailandia e Laos e un gruppo di ricercatori, con una lettera pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases ha lanciato un appello affinché vengano messe in atto azioni concrete prima che la malattia si diffonda in altre aree come India o Africa. Il team della Oxford Tropical Medicine Research Unit di Bangkok ha scritto: «Riteniamo che questo ceppo di malaria rappresenti una grave minaccia. È allarmante che si diffonda così rapidamente , come un incendio e temiamo possa arrivare in Africa».

Il doppio farmaco che non funziona più

Secondo l’Oms Sono circa 112 milioni le persone contagiate dalla malaria nel 2015 e nei paesi in via di sviluppo la malattia rappresenta il big killer per i bambini (429 mila morti solo nell’Africa sub- sahariana). I ricercatori, guidati dal professor Arjen Dondorp, ha spiegato che la super malaria è resistente all’artemisinina, trattamento principale per curare la malattia, utilizzato in combinazione con piperachina Ma poiché l’artemisinina è diventata meno efficace, il parassita si è evoluto per resistere anche alla piperachina «e i tassi di resistenza sono allarmanti» scrivono nella lettera. «Il doppio trattamento non ha funzionato in un terzo dei casi in Vietnam e in alcune regioni della Cambogia il tasso di fallimento si è avvicinato al 60%» ha spiegato il professor Dondorp. La resistenza ai farmaci sarebbe catastrofica in Africa, dove si verificano il 92% dei casi di malaria.

fonte: http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_settembre_22/super-malaria-resistente-farmaci-si-sta-diffondendo-sud-est-asiatico-1558cca6-9f91-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml

La terrificante testimonianza di un medico che spiega perché la medicina ufficiale é incapace di curare le malattie!

 

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La terrificante testimonianza di un medico che spiega perché la medicina ufficiale é incapace di curare le malattie!

Dr. Giuseppe De Pace
(ortopedico ospedaliero)

La testimonianza di un medico che, dopo vent’anni di professione, mette in discussione la medicina ufficiale, in quanto incapace di curare le malattie.

Sono un chirurgo ortopedico con circa vent’anni di professione (quindici in ospedale), svolti nella continua ricerca di terapie efficaci. Ho passato parecchio del mio tempo allo studio sulle strategie terapeutiche e dei nuovi farmaci, a volte provandoli su me stesso per saggiarne l’efficacia….

Ho raggiunto degli obiettivi di rilievo, sapendo, alla fine, di poter ottenere ciò che volevo. Ma la conquista più importante ottenuta è l’aver capito che la “medicina ufficiale” è falsa ed è solo strumento di potere delle Multinazionali della Salute.
Noi medici siamo plagiati, fin dall’inizio, dagli insegnamenti universitari che ci vengono propinati da un manipolo di “professori” che hanno il solo interesse di lasciarci nell’ignoranza sulla vera origine delle malattie. Alcuni di noi, alla fine, raggiungono la consapevolezza e mettono in moto delle grosse energie che provocano reazioni positive nel Tutto.

Da molto tempo mettevo in discussione la “medicina ufficiale” in quanto incapace di curare le malattie, al massimo poteva lenire i sintomi apparenti spostandoli su altri organi. Ed è proprio su questo equivoco che si basa tutta la piramide della “medicina della malattia”. Se la malattia “A” ha come sintomi – x, y, z – , sopprimendoli si ritiene che il paziente sia guarito. Non interessa che, come conseguenza, si sia sviluppata la malattia “B” con i sintomi – j, k, w – in quanto avremo il farmaco per bloccare anche questi ultimi, e così via. Non si capisce, o non si vuole capire, che la malattia “B” è solo l’espressione del blocco della malattia “A”, cioè di un meccanismo di difesa dell’organismo che cerca una nuova via per disintossicarsi. In definitiva, come dice Tilden, le malattie non sono altro che sintomi di un’unica malattia: la tossiemia.Ho vissuto in prima persona il dramma di un bambino di undici anni, affetto da linfoma non-Hogkin. La letteratura internazionale parla di sopravvivenza dell’80% con i nuovi protocolli chemioterapici, notizia molto confortante anche per me che vivevo per la prima volta da vicino questa esperienza. L’equivoco, questa volta, si gioca sul fatto che se il paziente muore anche dopo un mese per insufficienza renale o epatica, superinfezioni, ecc. provocati chiaramente dalla chemio, per la statistica non è morto di linfoma! Ritornando al bambino, questi fu sottoposto per diciotto mesi a dosi massive di chemioterapia ed irradiazioni total-body, per cui i periodi che non faceva terapia, rimaneva in ospedale per curare gli effetti devastanti della chemio. Il suo ultimo mese di vita lo ha passato paralizzato nel letto, intontito dagli stupefacenti e quasi cieco.

A cosa è servito tutto ciò? Come si può pensare di eliminare i pidocchi da una persona dandole fuoco?

Questa triste esperienza è stata per me fondamentale in quanto mi ha definitivamente risvegliato la consapevolezza e, grazie anche all’aiuto delle persone dell’ASSOCIAZIONE S.U.M. – Stati Uniti del Mondo – (di cui oggi sono membro), ho compreso che si deve agire sulle cause per risolvere ogni problema.

Il concetto, quindi, di SALUTE non è, la non-malattia come ritiene la medicina ufficiale, ma è un perfetto equilibrio tra mente e corpo (mens sana in corpore sano). D’altronde non si spiega perché un farmaco non abbia la stessa azione in tutte le persone o una infezione non colpisca tutti i soggetti esposti. Ci deve essere una variante molto importante!
Ultimamente ho sentito dire da alcuni autorevoli (!) colleghi che una terapia è efficace se dà almeno il 55-60% di risultati positivi, vale a dire all’incirca la stessa percentuale dell’astensione al trattamento! Se un’auto non frena le vengono sostituiti i freni e per tutte le auto che hanno lo stesso problema il rimedio è lo stesso. Se una persona ha mal di testa, non è detto che prendendo un antalgico possa passare il dolore! Quindi ci deve essere una seconda variante che interferisce sul processo di guarigione. È la Mente. Mentre il Corpo lo curiamo con una sana alimentazione, disintossicandolo e dandogli i supporti necessari per reagire alle aggressioni esterne (radiazioni, inquinamenti, ecc), la Mente la preserviamo stando in pace con noi stessi e con gli altri, amando Tutto e Tutti, senza fare differenze e mettendosi veramente al posto dell’altro. Solo dal perfetto equilibrio tra Mente e Corpo scaturisce la Salute.

Sono stato operato un anno fa di lobectomia tiroidea per ipertiroidismo (!) e condannato, come d’altronde è la regola, a prendere l’Eutirox a vita. Nonostante seguissi scrupolosamente le indicazioni datemi, continuavo a soffrire di dolori muscolari agli arti e di astenia (considerate che avevo smesso di fumare da oltre un anno proprio perché soffrivo di dolori agli arti).
Cambiando dentro sono cambiato fuori, ho modificato completamente la mia alimentazione (eliminando la carne e gran parte delle proteine animali, immettendo sostanze essenziali e non raffinate, combinando bene gli alimenti), ho eliminato completamente l’Eutirox e gli altri medicinali, rivolgendomi alle sostanze naturali.
Il risultato è stato la scomparsa dei dolori muscolari e la normalizzazione dei valori ematici non solo tiroidei.
Ho sempre sofferto di influenza e raffreddore frequenti specie nella stagione invernale, e mi è stato sempre obiettato che ero un soggetto “linfatico” perché nato pretermine e quindi non avevo sviluppato bene il sistema immunitario! Oggi io non soffro più di raffredore o influenza, anche stando a contatto con soggetti influenzati, io non prendo più niente (…ma allora la teoria sui germi di Pasteur forse non è molto esatta!!) e mi sento pieno di energia e vitalità.
Soffrivo di “verruche piane” al volto che ho trattato con crioterapia ripetutamente senza grossi risultati. Dopo sei mesi di “giuste abitudini alimentari” non è più presente alcuna verruca.
Perché nel popolo americano vi è una alta incidenza di infarto da ipercolesterolemia mentre nel popolo giapponese è bassissima? Perché nei paesi più industrializzati è in crescente aumento il diabete mentre nei cosiddetti paesi sottosviluppati è pressoché assente? È lampante che la variabile è l’alimentazione, ma i padroni della Sanità non lo dicono, raccontandoci la favola della genetica e della predisposizione familiare! Infatti si è visto con il fenomeno dell’emigrazione cambiare, nell’ambito della stessa razza, l’incidenza delle malattie.

Penso che non ci siano dubbi sulla veridicità di queste mie dichiarazioni, che provengono da una mente estremamente razionale e che si è sempre mossa nei canoni della scienza e della ricerca. Tutto è ulteriormente avvalorato dal fatto che, tengo a sottolineare, ho parecchi anni di professione, svolti sempre attivamente ed ho raggiunto obiettivi ragguardevoli, almeno secondo i canoni della Medicina Ufficiale.

C’è tanta gente che non vuole cambiare le proprie abitudini sbagliate; ma c’è tanta altra gente che è alla ricerca di qualcosa di concreto e di vero e noi gli daremo il nostro aiuto a percorrere la strada della Sanità e della Consapevolezza.”

Malattie: soglie alzate e abbassate a seconda della convenienza economica

Malattie

 

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Malattie: soglie alzate e abbassate a seconda della convenienza economica

Riflettiamo su un problema che, spesso, viene totalmente ignorato dalle persone: chi dovrebbe definire le malattie? Allora partiamo con il dire che ci sono delle commissioni nazionali che decidono che un certo valore x (valore che si definisce tramite analisi e visite), non debba superare una certa soglia, altrimenti vuol dire che il soggetto è ammalato.

Adesso consideriamo che le commissioni in sé hanno notevoli conflitti di interessi, perché pagate fior di quattrini dalle case farmaceutiche. Etichettare sempre più persone sane come malate, e prescrivere loro dei farmaci che dovranno prendere per tutta la vita per ridurre fantomatici rischi, è quindi normale routine.

Secondo una recente analisi, le definizioni di malattia si sono talmente allargate, che quasi tutta la popolazione adulta più anziana, viene ora classificata come affetta da almeno una malattia cronica. Ok, posso capire che le persone più anziane siano soggette a malattie dovute all’età e all’invecchiamento, ma ad essere sincero che tutte siano realmente malate, non mi convince affatto.

Vi riporto la traduzione di un articolo preso dal sito www.nograziepagoio.it:

Le commissioni con conflitti allargano i confini delle malattie e abbassano le soglie per il trattamento. Moynhian riferisce che tra i 12 membri della commissione che ha creato la discutibile categoria diagnostica della “pre-ipertensione” nel 2003, 11 ricevevano denaro dalle compagnie, e metà di loro ha dichiarato ampi legami con più di 10 aziende a testa.

A questo proposito, c’è chi ha posizioni critiche e rifiuta la definizione di pre-ipertensione, ritenendola una pseudo-sindrome dannosa, che aumenta il mercato delle compagnie farmaceutiche. E alcuni hanno fatto presente che questa diagnosi farebbe classificare come malati quasi il 60% della popolazione adulta degli USA.

Anche 11 dei 12 autori del documento del 2009 sul diabete di tipo 2, avevano pesanti conflitti di interesse;lavoravano infatti come consulenti, relatori o ricercatori per una media di nove compagnie ciascuno. Questa commissione ha sostenuto l’abbassamento dei limiti della glicemia e ha difeso esplicitamente l’uso del “Rosiglitazone”, farmaco ritirato poi dal mercato dall’Agenzia del farmaco europea, perché pericoloso per la salute.

Sul problema delle disfunzioni sessuali i conflitti di interesse hanno raggiunto livelli assurdi: i dipendenti delle compagnie farmaceutiche hanno progettato insieme a consulenti pagati, gli strumenti diagnostici per identificare e poi medicalizzare milioni di donne con un disturbo definito del “basso desiderio”, che forse non esiste neppure.

Uno degli esempi più noti di commissioni con conflitti di interesse che hanno ampliato le definizioni di malattia – continua Moynhian – riguarda il Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders (DSM, Manuale di diagnostica e statistica delle malattie mentali). Il 56% dei membri della commissione che ha prodotto la quarta edizione del Manuale, aveva legami economici con le industrie farmaceutiche, e per alcune sottocommissioni – come quelle sui disturbi dell’umore – la percentuale saliva al 100%.

Sebbene le nuove indicazioni dell’Associazione psichiatrica americana mirassero a ridurre i conflitti di interesse, la percentuale di persone con rapporti d’interesse con le compagnie farmaceutiche, nella commissione che sta producendo la quinta edizione del Manuale, è esattamente la stessa: 56%.

Allen Frances, lo psichiatra che ha coordinato la quarta edizione (il DSM-IV), afferma in modo categorico che si deve togliere questa attività all’Associazione psichiatrica americana. Secondo lui, la IV edizione ha contribuito a un’esplosione di diagnosi non necessarie nel campo del deficit di attenzione, dell’autismo e del disturbo bipolare. E sottolinea un aspetto importante, spesso non considerato o sottovalutato: oltre ai legami finanziari, anche i conflitti intellettuali possono avere un grande peso. Ad esempio i ricercatori – spiega Frances – potrebbero aver fatto inconsapevolmente pressione per un maggior riconoscimento delle loro malattie “preferite”. Non è detto che dietro alle decisioni che portano vantaggi all’industria, ci sia necessariamente la spinta di quest’ultima. Frances teme che l’imminente DSM-V possa scatenare nuove “epidemie di falsi positivi” (falsi malati) e che esperienze comuni come abbuffarsi di cibo o avere crisi di irascibilità, possano essere scambiate erroneamente per sintomi di nuove malattie.

Secondo lui gli esperti non sopportano l’idea di perdere potenziali pazienti e non sono in grado di valutare i rischi e i benefici della creazione di nuove malattie o dell’ampliamento delle vecchie. “Questo tipo di lavoro non dovrebbe più essere fatto da nessuna associazione professionale. È necessario un nuovo modo per definire le malattie”, conclude Frances.

Quindi adesso è ovvio che abbiamo bisogno di nuove commissioni libere da conflitti di interesse e che possano portare ampie prove sulle loro ricerche. Purtroppo, noi rendiamo solo se siamo malati e quindi non possiamo permetterci di essere sani… per le case farmaceutiche sarebbe un danno economico assurdo!

Un articolo di Nicoletta Dentico sul “Manifesto”, spiega con chiarezza la grave situazione in cui si trova l’Agenzia creata per difendere la salute a livello mondiale. La questione è piombata al centro dell’arena negoziale già all’inizio dell’anno – dice Dentico – durante una riunione del Comitato esecutivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms), quando la direttrice Margaret Chan ha preso in contropiede i 193 stati membri, annunciando il proposito di imbarcarsi in una consistente ristrutturazione dell’agenzia.

Con raro coraggio, secondo alcuni; con la sola (e meno nobile) intenzione di blindare la propria candidatura a un secondo mandato, secondo molti altri. Tant’è. La decisione di riformare la agenzia delle Nazioni Unite ha dominato incontrastata la discussione all’annuale Assemblea Mondiale della Sanità lo scorso maggio, agitando non poco gli animi della comunità impegnata in salute pubblica e conquistandosi le prime pagine della stampa internazionale.

Si tratta di un passaggio storico per l’Oms, lo snodo più critico dai tempi della sua fondazione nel 1948. L’Oms è malata, i sintomi sono numerosi e anche gravi, ed emergono dai commenti di alcuni funzionari ai più alti livelli: assenza di visione sul proprio ruolo, mancanza di coraggio e di leadership, scarsa trasparenza, un’immagine pesantemente ammaccata negli ultimi anni dai ricorrenti episodi di commistione con l’industria farmaceutica (ad esempio nella gestione della influenza A e della H1N1, e nella scelta degli esperti di un gruppo di lavoro per l’innovazione medica). L’indipendenza dell’Oms è messa in dubbio dall’interno, laddove si riconosce che – sempre più spesso – la competenza tecnica dell’organizzazione deve essere negoziata politicamente con gli interessi degli stati, con esiti talvolta disarmanti. 

Quando andate dal medico, dal farmacista, in ospedale, se potete, prima di ingurgitare degli intrugli che potrebbero farvi prendere a vanvera, fate delle ricerche, provate a consultare, ad esempio, medici omeopatici che vi possono guarire con soluzioni più salutari e con zero controindicazioni o considerate altre medicine alternative.

Articolo dal blog “Io non mi arrendo

Rivisto da Conoscenzealconfine.it

Fonte: https://iononmiarrendo.wordpress.com/2011/07/03/malattie-soglie-alzate-e-abbassate-a-seconda-della-convenienza-economica/

La dichiarazione SHOCK di Gino Strada: “la sanità inventa le malattie per volere politico” !!!

 

Gino Strada

 

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La dichiarazione SHOCK di Gino Strada: “la sanità inventa le malattie per volere politico” !!!

Gino Strada : la sanità inventa le malattie per volere politico . Fanno riflettere i cittadini e gli ammalati le dichiarazioni di Gino Strada rilasciate durante il programma televisivo condotto da Fabio Fazio “Che Tempo Che Fa”

Gino Strada chirurgo e fondatore di Emergency, un’associazione umanitaria internazionale per la riabilitazione delle vittime della guerra e delle mine antiuomo che, dalla sua fondazione nel 1994 alla fine del 2010, ha assistito gratuitamente oltre 4 milioni di pazienti . Gino Strada mette in cattiva luce la sanità italiana e i politici che, secondo lui, hanno creato un sistema sanitario che sprona a ottenere fatturato e non a curare veramente le malattie .

Le dichiarazioni di Gino Strada:

“La sanità italiana era tra le migliori ma adesso è in crisi per colpa della politica che ha inserito il profitto. Gli ospedali sono diventati delle aziende. Oggi il medico viene rimborsato a prestazione, che è una follia razionale, scientifica ed etica. Si mette il medico in condizioni di dover fare o di ambire a fare più prestazioni perché così si guadagna e quindi si inventano nuove malattie e cure, oppure si fanno interventi chirurgici inutili. L’obiettivo non è più la salute, ma il fatturato. Il profitto va abolito nella sanità, perché abolendolo e rendendo una sanità gratuita a tutti coloro che sono sul territorio italiano, si avrebbero 30 miliardi di euro da investire ogni anno”

I’intervista di Gino Strada

Dichiarazioni queste che suscitano rabbia nei confronti non tanto della sanità,ma della politica che,con le sue leggi diventa una vera e propria azienda che cerca di trarre profitto sulla pelle del cittadino italiano.

http://www.universo7p.it

 

Il cancro non è una malattia per poveri – Le cure costano, ed i poveri possono pure crepare!

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Il cancro non è una malattia per poveri – Le cure costano, ed i poveri possono pure crepare!

Terapie anticancro solo per ricchi

Il cancro non è più una malattia dei ricchi ma l’accesso alle nuove terapie antitumorali resta un miraggio per i Paesi poveri. Quattro malati di cancro su 5 vivono in Paesi poveri o in via di sviluppo. Solo il 5% di loro può accedere a cure adeguate. Nel 2030 il cancro sarà il primo killer nel mondo, con circa 12 milioni di vittime in tutto il pianeta di cui quasi 9 milioni solo nei Paesi poveri. Questo è l’allarme lanciato dall’American Society of Clinical Oncology (Asco) in corso in questi giorni a Chicaco. In particolare, ne ha parlato la Global Oncology Leadership Task Force attraverso gli interventi di Peter Paul Yu, direttore dell’Hartford Cancer Institute del Connecticut, e di Sana Al Sukhun, direttore della scuola di Medicina dell’Università della Giordania di Amman. 

Nei paesi poveri e in via di sviluppo l’emergenza cancro ha sempre più le dimensioni di una tragedia ingestibile. L’80% dei malati di cancro vive in Paesi poveri o in via di sviluppo, ma solo il 5% di questi puo’ accedere a cure adeguate.

Basti pensare che l’Africa con l’11% della popolazione mondiale, registra il 25% dei malati complessivi di cancro e assorbe l’1% delle spese mondiali. Al contrario l’America assorbe il 50% dei valori economici con poco più del 14% della popolazione e con il 10% dei malati.

Situazioni e cause di questa escalation sono abbastanza simili a quelle già da tempo registrate con il progredire della patologia diabetica: le mutate condizioni di vita, con popolazioni sempre più inattive e con abitudini alimentari sempre più “nordamericane”, fan si che l’incidenza dei tumori sia sempre più pesante proprio nei Paesi non occidentali. Inoltre la mancanza di strutture sanitarie organizzate e d’eccellenza (un solo esempio, portato da Sana Al Sukhun: ben 29 paesi africani, per un totale di 198 milioni di abitanti, non hanno una radioterapia), la carenza di personale qualificato, di programmi di screening e di farmaci neoplastici rende i tumori una sorta di epidemia pressoche priva delle cure più elementari e standard.

Proprio dall’ASCO la Global Oncology Leadership Task Force ha lanciato un allarme preoccupato ed ha ricordato quello che può fare la comunità internazionale attraverso la ricerca e la raccolta di dati, promuovendo il training, lo screening e la prevenzione primaria. Obiettivo della Task Force dell’ASCO: essere il partner essenziale delle azioni contro le neoplasie, coordinandosi prima di tutto con l’Organizzazione Mondiale della Sanità per avviare piani di intervento su tutti i Paesi poveri.

Il primo di questi interventi, già avviato nel 2005, è la Breast Health Global Initiative (BHGI), che Peter Paul Yu ha chiesto di rilanciare, perché in molti paesi in via di sviluppo “l’attenzione alla salute della donna comporta una non indifferente rivoluzione culturale e sociale”. Il secondo intervento riguarderà la mobilitazione per favorire investimenti in apparecchiature radioterapiche: una commissione internazionale creata in collaborazione con il Lancet, a cui partecipano anche economisti ed esperti in tecnologie per la salute, ha stimato che un’investimento globale di 184miliardi di dollari, necessario per sopperire le attuali carenze di radioterapie, potrebbe portare entro il 2035 a salvare oltre 26 milioni di vite all’anno.

Ha ricordato poi concludendo l’oncologo di Hartford: “L’OMS ha pubblicato all’inizio di febbraio la Guide to Early Cancer Diagnosis: la diffusione di questo documento in tutti i Paesi dovrebbe essere il prossimo passo per una strategia globale contro il cancro, fornendo una linea guida di riferimento a tutti i sistemi sanitari dei Paesi in via di sviluppo”.

Il messaggio lanciato all’Asco sulla “global health initiative” è sembrato chiaro, quanto indubitabilmente impegnativo. Dove si reperiscono tutti questi fondi in un epoca di crisi globale? La risposta richiama alla mente un recente momento storico, quando nel 2001 l’allora segretario dell’ONU, Kofi Annan, lanciò la prospettiva di un Global Fund rivolto a combattere AIDS, malaria e tubercolosi nei Paesi poveri. Il coinvolgimento di ONU, singole Nazioni, assemblee di stati (tra cui la UE), agenzie internazionali e aziende del farmaco riuscì a dare un’accelerazione importante ai sistemi sanitari di molti paesi africani nei confronti delle patologie comunicabili. Oggi potrebbe riproporsi la stessa situazione: il cancro, come dice da tempo l’ASCO, si vince con il coinvolgimento di tutti.

 fonte: http://www.mondoallarovescia.com/terapie-anticancro-solo-per-ricchi/#more-16616

Il terribile sfogo di un Medico Italiano: “La medicina è falsa ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Non cura le malattie, ma sposta i sintomi generando nuove malattie!”

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Il terribile sfogo di un Medico Italiano: “La medicina è falsa ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Non cura le malattie, ma sposta i sintomi generando nuove malattie!”

Il dottor Giuseppe De Pace ha pubblicato una lettera aperta dove ha espresso una sua denuncia, basandosi su situazioni vissute in prima persona.

La Medicina Ufficiale è falsa ed è solo uno strumento di potere delle Multinazionali della Salute. Essa è incapace di curare le malattie, al massimo lenisce i sintomi apparenti spostandoli su altri organi e generando nuove malattie, che portano il paziente a un circolo vizioso didipendenza dal sistema sanitario.

Giuseppe è un chirurgo ortopedico con vent’anni d’esperienza, di cui quindici in ospedale.
Lo sfogo nasce dall’aver visto morire un bambino di undici anni, affetto dalinfoma non-Hogkin, in seguito a una terapia che prevedeva la chemio.
La letteratura internazionale parla di sopravvivenza dell’80% con i nuovi protocolli chemioterapici. Notizia molto confortante anche per me che vivevo per la prima volta da vicino questa esperienza.

L’equivoco nasce dal fatto che se il paziente muore dopo un mese per insufficienza renale o epatica, superinfezioni, ecc provocai chiaramente dalla chemio, per la statistica non è morto di linfoma!

La medicina di oggi vede il corpo umano come un sistema biochimico, dove a ogni causa segue una conseguenza (il sintomo). Il farmaco serve quindi ad eliminare il sintomo, senza tuttavia risalire alla causa.
Il concetto di salute non è la non-malattia, come ritiene la medicina ufficiale, ma è un perfetto equilibrio tra mente e corpo.
Dunque, il corpo rimane malato, ma la malattia si sposta altrove.

La chemioterapia, ad esempio, colpisce il DNA delle cellule che si dividono rapidamente, ovvero quelle cancerogene ma non solo! Anche quelle del nostroSistema Immunitario si dividono velocemente, distruggendo così anche l’unica cosa che può salvarci la vita!

Inoltre la chemioterapia non può distruggere il 100% delle cellule cancerogene, ma dal 60% all’80%, il “resto” del lavoro è svolto dal nostro sistema immunitario.

Sapevate che secondo il Journal of the American Medical Association, le malattie iatrogene (le malattie dovute a terapie mediche) sono al terzo posto tra le cause di morte negli Stati Uniti ?! Più di 120.000 persone muoiono ogni anno a causa dei famosi Effetti Collaterali dei medicinali.

Ecco una spiegazione sugli effetti collaterali del ricercatore Bruce Lipton:
Ogni sostanza che immettiamo nel nostro corpo interagisce con determinate proteine funzionali, le quali possono determinare le funzioni di organi o distretti completamente diversi tra loro. Se prendiamo ad esempio una pastiglia per il cuore, i suoi principi attivi possono interagire anche con il sistema nervoso centrale.
Questo accade proprio perché la medicina ufficiale agisce a livello biochimico e non a livello biofisico.

Il dottore Giuseppe De Pace ha abbandonando la medicina ufficiale per poi testare su se stesso un approccio Olistico. E’ così guarito da alcune patologie croniche, semplicemente riequilibrando il proprio sistema energetico:Sono stato operato un anno fa di lobectomia tiroidea per ipertiroidismo e condannato, come d’altronde è la regola, a prendere l’Eutirox a vita. Nonostante seguissi scrupolosamente le indicazioni datemi, continuavo a soffrire di dolori muscolari agli arti e di astenia. Ho deciso di cambiare completamente la mia alimentazione (eliminando la carne e gran parte delle proteine animali, immettendo sostanze essenziali e non raffinate, combinando bene gli alimenti), ho eliminato completamente l’Eutirox e gli altri medicinali, rivolgendomi alle sostanze naturali. Il risultato è stato la scomparsa dei dolori muscolari e la normalizzazione dei valori ematici non solo tiroidei.
Fonte: http://www.respiriamoverde.com/blog/2014/02/23/medicina-non-cura-ma-sposta-sintomi-lo-sfogo-di-un-medico-italiano/

Il mare, un “farmaco” gratuito che cura almeno 16 malattie!

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Il mare, un “farmaco” gratuito che cura almeno 16 malattie !!

 

La vacanza al mare può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. Scopri i benefici di acqua, sole e salsedine sull’organismo.

 

Gettate  i farmaci e concedetevi una vacanza al mare. Si proprio lui, il mare, con la sua salsedine, il suo iodio,  la sua aria salsoiodica può rappresentare una vera e propria cura per molte malattie. Le hanno contate:  sono almeno 16.

Quali malattie si curano con il mare

A trarre beneficio da un soggiorno al mare sono le allergie respiratorie (specie da pollini), anemie, artrosi, convalescenze dopo malattie delle vie respiratorie, depressioni, distorsioni, fratture, ipotiroidismo, linfatismo, lussazioni, malattie allergiche della pelle, malattie ginecologiche, malattie reumatiche, osteoporosi, psoriasi, rachitismo.

L´importante è sapere come comportarsi per sfruttare al meglio tutti i benefici che si possono trarre da acqua di mare e sole.I benefici dell’acqua di mare

Ecco alcuni fra i principali benefici delle cure a base di maree, ovvero della talassoterapia.

Migliora il respiro. Ma perché il mare è un amico così prezioso? A renderlo del tutto speciale è il cosiddetto aerosol marino. L’aria, vicino alla costa, contiene una quantità più elevata del normale di sali minerali: cloruro di sodio e di magnesio, iodio, calcio, potassio, bromo e silicio.Provengono dalle onde che si rompono sulla riva e dagli spruzzi di acqua marina sollevati dal vento. I primi a beneficiarne sono i polmoni: la respirazione migliora sensibilmente fin dai primi giorni. Ma l’aerosol marino stimola anche il metabolismo, tonifica la circolazione del sangue e potenzia il sistema immunitario.

Combatte la ritenzione idrica.
Sono in molti a soffrire di ritenzione idrica durante la stagione calda. Nell’acqua marina, infatti, c’è una notevole concentrazione di sali minerali. E questo, per un meccanismo fisico chiamato osmosi, favorisce l’eliminazione, attraverso la pelle, dei liquidi che si erano accumulati nei tessuti. Con grandi vantaggi per la circolazione delle gambe.

Combatte i chili di troppo.I chili di troppo si perdono più facilmente. Il sale stimola le terminazioni nervose dell’epidermide, come conseguenza accelera il metabolismo: il corpo, in pratica, brucia più velocemente i cibi e il grasso.

Rinforza il sistema circolatorio.Per merito della pressione che l’acqua esercita mentre si è immersi, della sua temperatura, che in questa stagione è di circa 20 gradi, e del moto ondoso, che pratica un dolce massaggio su tutto il corpo.

La muscolatura aumenta di tono.Chifa anche qualche bracciata risolve molti altri problemi. Il nuoto rilassa i muscoli, scioglie in fretta le contratture e regala mobilità alle articolazioni bloccate da artrite e artrosi. E poi aiuta intestino e reni, depurando tutto l’organismo

Gino Strada: “Sanità? 11 milioni di italiani non possono curarsi. Ma è civiltà questa?”

Gino Strada

 

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Gino Strada: “Sanità? 11 milioni di italiani non possono curarsi. Ma è civiltà questa?”

 

“La forbice tra ricchi e poveri si è allargata tantissimo in questi ultimi anni. L’Italia era il Paese con il miglior sistema nazionale sanitario del mondo venti anni fa, oggi invece 11 milioni di persone non possono curarsi perché non hanno i soldi per farlo. Ma è civiltà questa?”. E’ la denuncia di Gino Strada, fondatore di Emergency, nel corso de La Gabbia Open, su La7. “Io credo che la medicina e le cure sanitarie” – continua – “siano un diritto umano fondamentale e debbano essere riconosciute. Punto e basta. Ovviamente mi riferisco alla sanità pubblica. Per me la medicina è solo pubblica, il resto è schifezza“. Duro monito del medico all’Ue e alla Nato: “Doveva essere l’Europa della pace, ma in realtà la guerra l’ha fatta. Gli Stati della Ue sono in guerra, come l’Italia. E questo dovrebbe essere incompatibile con lo spirito e i valori dell’Europa. Dei valori della Nato non voglio neanche parlare. Credo che non siano ancora nati. Cosa sarebbe l’America con Trump presidente? Non riesco neanche a immaginarla. Trump rappresenta meglio di altri l’americano medio, purtroppo. D’altra parte, se vediamo i leader degli altri Paesi, c’è un campionario di matti, da Erdogan al dittatore nordcoreano”. Poi, una battuta sull’attuale presidente americano: “Obama si è meritato il Nobel per la pace? Beh, non c’era quello per la guerra e allora hanno dovuto dargli quello”. Strada ribadisce più volte la sua opinione sull’attuale situazione travagliata nel mondo: “Io credo che il farla finita con la guerra sia l’unica opzione possibile . Un mondo senza guerre è l’unica prospettiva realistica. Che senso ha distruggere pezzi della nostra stessa società? Non ha senso sia dal punto di vista etico, sia da quello biologico”. Critica severissima anche all’Onu: “Ci sono guerre che scoppiano ogni giorno, tanto che il mondo è paragonabile ai pop-corn in questi tempi. E in sede di Nazioni Unite la questione di cosa fare rispetto alle guerre non viene neanche affrontata. Dobbiamo smettere di darci giustificazioni, pensando che in fondo è una lotta per la sopravvivenza e che le guerre ci sono sempre state. Tutte queste cazzate qui non hanno nessuna radice storica. Noi” – continua – “ non dobbiamo pensare alla lotta per la sopravvivenza. Dobbiamo pensare alla lotta per la convivenza. Abbiamo una profondissima crisi di valori. L’unica verità della guerra e del terrorismo sono le vittime

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