Il Parlamento europeo se ne infischia altamente delle mamme e dei bambini di Terra dei Fuochi!

Terra dei Fuochi

 

 

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Il Parlamento europeo se ne infischia altamente delle mamme e dei bambini di Terra dei Fuochi!

 

di Piernicola Pedicini, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

“Il Parlamento europeo se ne frega della salute dei cittadini. Nell’ultima plenaria di Strasburgo, trincerandosi dietro un arido regolamento parlamentare, non è stato accolto un mio emendamento al bilancio Ue 2018 che proponeva il finanziamento di un progetto pilota per monitorare la salute delle donne in gravidanza e dei neonati residenti nei 57 comuni della Terra dei fuochi.

Il progetto, predisposto con il contributo dei medici dell’Isde e in particolare del dottor Gaetano Rivezzi, richiedeva uno stanziamento europeo di 1 milione di euro in due anni ed era basato su una solida base scientifica corroborata, tra l’altro, da ricerche notissime come lo Studio Sentieri. La Commissione europea aveva rimpallato sulle autorità italiane la responsabilità di questo tipo di attività ma speravamo di poter superare l’ostacolo con l’emendamento al bilancio dell’Ue per il 2018 che il Parlamento ha approvato nei giorni scorsi. Purtroppo non è andata così e, attraverso il meccanismo tecnico del voto in blocco (un mini canguro, simile a quelli usati in Italia), è stato deciso di non finanziare il progetto che avevo proposto.

Ancora una volta non sarà facile comunicare alle madri di bambini malati di tumore della Terra dei fuochi la delusione e la frustrazione, per come la maggioranza parlamentare della Ue capeggiata da Tajani e Pittella ha negato il problema evitando addirittura di porre ai voti l’emendamento. Va detto, che la mia proposta è frutto di un intensa attività che stiamo portando porta avanti da tempo per chiedere che l’Unione europea si occupi dell’emergenza Terra dei fuochi.

In questi ultimi mesi abbiamo promosso diverse iniziative parlamentari: interrogazioni, eventi pubblici in Italia e a Bruxelles. Abbiamo organizzato un incontro con il Commissario alla Salute e i consiglieri regionali del M5S Campania Valeria Ciarambino e Marì Muscarà da sempre attive su questa tragica emergenza. Il dramma della Terra dei Fuochi è stato dibattuto nella plenaria de Parlamento europeo alla presenza del Commissario Andriukaitis che ha risposto a una ‘Major interpellation’. Dopo sono andato avanti e ho insistito presentando il progetto pilota all’interno del bilancio generale Ue 2018. Purtroppo però, il Parlamento europeo ha preferito ignorare la mia proposta”.

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/11/il-parlamento-europe-5.html

L’accusa dei Cinquestelle (sempre loro. Purtroppo solo loro): l’Unione Europea affama i pescatori siciliani.

pescatori

 

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L’accusa dei Cinquestelle (sempre loro. Purtroppo solo loro): l’Unione Europea affama i pescatori siciliani.

L’UE affama i pescatori siciliani. È il momento di cambiare rotta.

di Rosa D’Amato, EFDD – M5S Europa

Nelle prossime settimane i ministri della pesca dei paesi membri dell’UE si ritroveranno per ridiscutere la situazione delle attuali quote pesca (CFP). Questa discussione toccherà da vicino migliaia di piccole imprese italiane che lavorano nel settore, basti ricordare che l’Italia è seconda dietro la Francia per potenza della sue flotte. In particolare la Sicilia sarà la regione maggiormente interessata dalla ricollocazione delle CFP, soprattutto perché sarà discusso un aumento delle quote di pesca del tonno del 55% circa, un prodotto che da vita a un business notevolissimo incentrato spesso con il suo commercio verso il Giappone. La pesca in Sicilia dovrebbe rappresentare un settore fondamentale per l’economia e lo sviluppo della regione. Invece, versa in una crisi profonda e le imprese e le tante famiglie che traggono il loro sostentamento da quest’attività sono sempre più penalizzate.

Ricordiamoci che la flotta siciliana è composta di 3.021 battelli, pari al 23,1 per cento del totale nazionale. La tipologia di pesca prevalente in ambito regionale è quella della “piccola pesca” (2.046 battelli, il 67,7 per cento regionale), seguita dallo “strascico” (523 battelli, il 17,3 per cento regionale), imbarcazioni solitamente di maggiore dimensione e maggior potenza motrice, e da “polivalenti passivi” (184 battelli, il 6,1 per cento regionale). Dei 7.597 pescatori siciliani la maggior parte fino a qualche anno fa erano imbarcati sui battelli della “piccola pesca”.

Purtroppo sia la decisione della ICCAT di contenere la quantità di tonno pescato entro un certo limite con l’obiettivo della conservazione dei tunnidi dell’atlantico, sia la gestione delle quote pesca da parte dell’Unione Europea, hanno contribuito a mettere in ginocchio il settore ittico e la piccola pesca siciliana. Nel primo caso la decisione dell’ICCAT ha causato un problema di bilanciamento dell’ecosistema, difatti con l’aumento della popolazione dei tunnidi dovuta alla protezione degli stessi, si è registrata contemporaneamente una diminuzione drastica nella presenza in mare di sardine e acciughe che sono il nutrimento principale dei tonni. La conseguenza diretta è che i pescatori siciliani di sarde e acciughe hanno iniziato a soffrire pesantemente della mancanza di questi pesci in mare. Il problema tocca anche indirettamente le aziende siciliane di trasformazione che lavorano con questi pesci, poiché devono acquistare sarde e acciughe provenienti da Spagna e Francia con un conseguente aumento dei costi.

D’altro canto l’applicazione delle quote pesca sui tonni rossi è considerata dai pescatori siciliani una legge assassina. Dato che consente a pochi grandi operatori di pescare il tonno siciliano mentre i piccoli pescatori non muniti delle adeguate e costose licenze di fatto scompaiono. Non solo i piccoli pescatori siciliani se la devono vedere con i grandi operatori italiani del settore ma anche con quelli provenienti da altri paesi europei, in particolare dalla Spagna. Infatti, le quote pesca suddividono le quantità di pesce pescabile per Paese, tenendo conto di quante tonnellate le flotte di un paese possono pescare. Statisticamente la Spagna, grazie al fatto che ha accesso anche al pesce dell’oceano Atlantico, registra un livello di tonnellate di pesce pescato impressionante soprattutto se comparato all’Italia. Per questa ragione la UE concede alla Spagna un’elevata percentuale di quote pesca dei tonni rossi nel mediterraneo. Concretamente l’Europa sta aiutando la Spagna a smantellare il settore ittico siciliano andando contro i proprio principi di mercato libero basato sulla competizione.

Come al solito, l’Europa si fa attanagliare dagli interessi delle grandi multinazionali, oramai il mercato del tonno è diventato un mercato estremamente remunerativo grazie all’ingenti quantità richieste dal Giappone. Da qui le pressioni delle grandi multinazionali sulle scelte degli organismi politici europei come al solito danneggiano i piccoli produttori assieme ai consumatori. Noi siamo dalla parte delle piccole e medie imprese, le vogliamo tutelare ad ogni costo. Continueremo a monitorare questa situazione che tocca un mondo imprenditoriale importante, troppo spesso dimenticato.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/10/leuropa-affama-i-pes.html

 

L’allarme del M5s – Almeno un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di ben 27 interferenti endocrini…!

 

frutta

 

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L’allarme del M5s – Almeno un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di ben 27 interferenti endocrini…!

Frutta e verdura contengono interferenti endocrini: adesso bisogna agire!

Un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di 27 interferenti endocrini che possono danneggiare il sistema ormonale dei cittadini. Un rapporto dell’ONG Pesticide Action Network (PAN) svela un’amara verità: mangiamo schifezze. Per le verdure le quantità sono leggermente più basse: il 41% di quelle analizzate contiene pesticidi e il 14% contiene sostanze che influenzano il sistema endocrino. Queste sostanze chimiche sono nocive per il sistema ormonale, sono legate all’insorgenza di tumori o patologie riproduttive come infertilità e endometriosi. Possono provocare aborti spontanei. La Commissione europea deve applicare il principio di precauzione e vietarle.

IL VOTO DEL PARLAMENTO

Il Parlamento europeo ha votato una obiezione al progetto di regolamento della Commissione europea che stabilisce criteri scientifici per identificare gli interferenti endocrini. I nostri voti sono stati decisivi per raggiungere la soglia della maggioranza qualificata e siamo stati tra i primi a sollevare il caso. Nel 2016 Piernicola Pedicini aveva raccolto le firme di un decimo dei deputati del Parlamento europeo e aveva presentato una mozione di censura alla Commissione europea. La mozione, decaduta poi per il ritiro delle firme di 16 deputati del gruppo Gue/Ngl, aveva costretto la Commissione a presentare le sue proposte. Da allora è iniziata una fase di consultazione con gli Stati membri che non è ancora terminata. A distanza di oltre un anno, la maggioranza del Parlamento europeo ci dà ragione. Ma quanto tempo si è perso?

LE PRESSIONI DELLE LOBBY SUI GRUPPI POLITICI
L’obiezione approvata dal Parlamento europeo è un primo, importante, passo avanti. Purtroppo, però, i grandi gruppi politici sono riusciti a tagliare più della metà delle sostanze nocive presenti nel testo adottato in Commissione Ambiente lo scorso 28 settembre, inclusa la parte in cui denunciavamo la mancata inclusione di una categoria di sostanze sospette. Adesso sono considerati interferenti endocrini solo quelle sostanze per cui è provato scientificamente il rapporto di causalità tra l’esposizione alla sostanza e il danno. Questo vuol dire che nessuna azione può essere intrapresa contro le sostanze di cui si sospettano effetti nocivi per l’uomo a meno di non presentare una proposta complementare. Come al solito gli eurodeputati degli altri gruppi hanno ceduto alle pressioni delle grandi multinazionali dell’agrochimica e della Commissione europea stessa. I criteri proposti migliorano la situazione attuale ma non sono ancora sufficienti a garantire la piena applicazione del principio di precauzione. Per questo abbiamo sostenuto l’obiezione e votato per avere al più presto un nuovo progetto.

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/10/frutta-e-verdura-con.html

 

 

La Commissione Europea si schiera contro la Gente e a favore delle multinazionali che ci avvelenano in nome del dio denaro. Solo il M5s si oppone, ottenendo anche significativi risultati… Ecco lo stop ai pesticidi con interferenti endocrini…

 

interferenti endocrini

 

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La Commissione Europea si schiera contro la Gente e a favore delle multinazionali che ci avvelenano in nome del dio denaro. Solo il M5s si oppone, ottenendo anche significativi risultati… Ecco lo stop ai pesticidi con interferenti endocrini…

Schiaffo alla Commissione, stop alla proposta che esentava i pesticidi dagli interferenti endocrini

Il Parlamento respinge al mittente la proposta della Commissione europea sugli interferenti endocrini che avrebbe esentato alcuni prodotti chimici contenuti nei pesticidi dall’essere identificati come interferenti endocrini. Ora l’esecutivo di Bruxelles dovrà presentare al più presto un nuova proposta.

L’obiezione, presentata da Jytte Guteland e Bas Eickhout, è stata approvata con 389 voti in favore, 235 contrari e 70 astensioni, raggiungendo così la maggioranza assoluta necessaria per stopparla. Va ricordato che una relazione UNEP/WHO ha definito gli interferenti endocrini una “minaccia globale”, in riferimento, tra l’altro, all’aumento di vari disturbi endocrini nell’uomo e nelle popolazioni della fauna selvatica. Ci sono prove di effetti avversi riproduttivi (infertilità, tumori, malformazioni) che potrebbero anche influenzare la funzione tiroidea, quella del cervello e favorire l’obesità, e l’omeostasi del glucosio.

Sull’esito del voto, è intervenuto con una nota Piernicola Pedicini, eurodeputato del M5S Europa e co-firmatario della risoluzione. “La maggioranza qualificata – ha commentato l’eurodeputato – è stata raggiunta grazie ai voti della nostra delegazione. Purtroppo i grandi gruppi sono riusciti a tagliare più della metà del testo che avevamo adottato in Commissione Ambiente lo scorso 28 settembre, inclusa la parte in cui denunciavamo la mancata inclusione di una categoria di sostanze sospette. Adesso sono considerati interferenti endocrini solo quelle sostanze per cui è provato scientificamente il rapporto di causalità tra l’esposizione alla sostanza e il danno. Questo vuol dire che nessuna azione può essere intrapresa contro le sostanze di cui si sospettano effetti nocivi per l’uomo a meno di non presentare una proposta complementare. Come al solito gli eurodeputati degli altri gruppi hanno ceduto alle pressioni delle grandi multinazionali dell’agrochimica e della Commissione Ue stessa. Siamo d’accordo che i criteri proposti migliorano la situazione attuale ma non sono ancora sufficienti a garantire la piena applicazione del principio di precauzione. Per questo abbiamo sostenuto l’obiezione e votato per avere al più presto un nuovo progetto”.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/10/04/schiaffo-alla-commissione-stop-alla-proposta-che-esentava-i-pesticidi-dagli-interferenti-endocrini/26565/

Xylella, dal M5S l’accusa contro l’Europa: “schiaffo agli agricoltori pugliesi – rimandano il reimpianto delle varietà resistenti alla Xylella”

Xylella

 

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Xylella, dal M5S l’accusa contro l’Europa: “schiaffo agli agricoltori pugliesi – rimandano il reimpianto delle varietà resistenti alla Xylella”

Xylella, M5S: «Dall’Europa nulla di fatto sui reimpianti»

TARANTO – «Nulla di fatto sui rimpianti, mentre l’iter della procedura d’infrazione, beffa che si aggiunge al danno, va avanti. E’ un doppio schiaffo agli agricoltori pugliesi quello che è arrivato oggi dal Comitato permanente per le piante dell’Ue, che avrebbe dovuto decidere sul reimpianto delle due varietà che si presume siano resistenti alla Xylella, il leccino e la favolosa». Lo dichiara la capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, in merito alla riunione del Paff, il Comitato permanente per le piante dell’Ue.

«A causa dell’opposizione di alcuni Stati membri – aggiunge l’eurodeputata tarantina – la decisione è stata rinviata. Siamo a ridosso dell’estate ormai. Il clima di incertezza che si è creato è inaccettabile e in questo clima si sta favorendo da mesi una speculazione ai danni dei coltivatori, con un aumento repentino dei prezzi delle piante in causa. La Commissione europea e il governo italiano non stanno facendo nulla per evitare questa situazione. Anzi, Bruxelles prosegue con le sue minacce tra procedura d’infrazione, stop ai contributi e pressioni sugli abbattimenti. E’ ora di dire basta». Al clima “di incertezza e alle speculazioni connesse – conclude D’Amato – contribuisce anche chi diffonde false notizie, come l’autorizzazione imminente al reimpianto della favolosa, che si è rivelata falsa finora e che ha solo fatto triplicare i prezzi di questa pianta».

fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/902566/xylella-m5s-dall-europa-nulla-di-fatto-sui-reimpianti.html

Xylella – Vogliono abbattere altri cento ulivi, ma solo il M5s protesta …in fondo mica sono banche da salvare…!!

Xylella

 

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Xylella – Vogliono abbattere altri cento ulivi, ma solo il M5s protesta …in fondo mica sono banche da salvare…!!

 

Xylella, i 5 Stelle: «Vogliono abbattere cento ulivi, protesteremo per impedirlo»

Il Meetup M5S di Francavilla Fontana avvisa la cittadinanza che il 28 giugno prossimo, protesterà pacificamente contro l’abbattimento di circa 100 ulivi (molti dei quali leccini secolari) nella zona Oria-Francavilla Fontana (SP51) che collega Oria a Carosino. Con grande rammarico ed indignazione denunciamo con fermezza quanto sta per accadere: è chiaro a tutti che il “Piano degli interventi” del Commissario Silletti per far fronte all’emergenza sul rischio di diffusione del batterio “Xylella fastidiosa” è assolutamente errato ed inefficace. A nostro parere, non serve infatti abbattere migliaia di ulivi, simbolo regionale e risorsa nazionale, quando basta che una macchina con sopra l’insetto vettore della Xylella viaggi a nord del Salento per diffondere la patologia. Pertanto, l’eradicazione in via preventiva di migliaia di ulivi creerà solamente un danno permanente al territorio pugliese e all’Italia intera. La nostra priorità deve essere una ed una soltanto: impedire questa assurda e ingiustificata mattanza! Il caso preso in esame nel nostro territorio ha dell’incredibile: l’ignaro proprietario degli ulivi prima citati si è ritrovato notificato, senza alcun preavviso e soprattutto senza alcune indagine diagnostica degli enti preposti, l’avviso di abbattimento dei propri ulivi. Da ciò sorge spontanea una domanda: è legittimo questo atto? Con quali criteri vengono scelti gli ulivi infetti? Ricordiamo inoltre che Francavilla Fontana è riconosciuta come “zona cuscinetto”, pertanto oltre all’abbattimento dell’ulivo è prevista l’eradicazione di tutti gli ulivi, anche non infetti, nel raggio di 100 metri dalla pianta colpita dal virus. Il Meetup M5S sarà presente nel luogo degli abbattimenti, per cercare di ottenere l’annullamento di tale assurdità. Invitiamo tutta la cittadinanza e tutte le forze politiche locali e non, ad unirsi in questa lotta che non ha colori politici ma ha come unico scopo la difesa del nostro territorio.

Francavilla Fontana 5 stelle

LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA? Lo hanno fatto! E parliamo di una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa!

 

DISCARICA

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LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA? Lo hanno fatto! E parliamo di una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa!

 

LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA?

Sull’Altopiano di Asiago, nascosta tra i monti di rocce carsiche, sorge la discarica Melagon, la dove prima c’era una cava.
Esattamente 1000 metri sotto la discarica si trova una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa: Le grotte dell’Oliero, dove l’acqua sorge e si crea non soltanto per le piogge ma anche per un fenomeno di condensazione, un aspetto molto particolare che fa di queste grotte una sorgente molto speciale.
Con quale logica si mette a rischio un’area così preziosa che fornisce una risorsa fondamentale come l’acqua costruendoci sopra una discarica?
Cedimenti strutturali delle rocce carsiche, possibili smottamenti del terreno e scosse sismiche, possibile contaminazione causata da percolato o altri residui, tutti potenziali rischi che potrebbero mettere in pericolo la sorgente e le grotte dell’Oliero, definito peraltro come sito di interesse comunitario (SIC) e quindi protetto dalle normative europee.
Solo un folle potrebbe pensarla.
Eppure esiste già!
Chiudiamo la discarica di Melagon e bonifichiamo l’area!

Eleonora Evi – Portavoce M5S Parlamento Europeo

QUI la fonte con le foto dei luoghi

Questi del M5s sono impazziti: “Una casa farmaceutica pubblica per difendere la salute dei cittadini” …Follia, questi infami vorrebbero negare a quei poverini delle LOBBY le loro piccole, lucrose speculazioni sulla pelle della gente?? …Ma fateci il piacere…

casa farmaceutica

 

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Questi del M5s sono impazziti: “Una casa farmaceutica pubblica per difendere la salute dei cittadini” …Follia, questi infami vorrebbero negare a quei poverini delle LOBBY le loro piccole, lucrose speculazioni sulla pelle della gente?? …Ma fateci il piacere…

 

UNA CASA FARMACEUTICA PUBBLICA PER DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI

Per il Movimento 5 Stelle la salute dei cittadini è una priorità. Un recente studio dimostra che i rischi per la salute aumentano del 44% in caso di somministrazione di farmaci off-label rispetto a quelli autorizzati. L’uso di un farmaco in maniera non corretta rispetto alle indicazioni del foglietto illustrativo è un problema per pazienti e medici. Tollerando questa pratica poco ortodossa, le case farmaceutiche risparmiano i tempi della ricerca e delle pratiche burocratiche previste nell’immissione in commercio di nuovi farmaci e coprono allo stesso tempo una fascia di mercato lasciata scoperta.

Il caso dell’ospedale Careggi di Firenze insegna: in seguito alla somministrazione del medicinale “Avastin” al di fuori delle indicazioni consentite, un terzo dei pazienti sottoposti al trattamento ha manifestato una grave infezione che poteva portare alla perdita della vista. In alcuni casi, l’uso off-label dei medicinali può essere una opportunità per curare le malattie rare, quelle su cui non viene fatta ricerca perché i profitti delle grandi case farmaceutiche non vengono garantiti. Nei Paesi del terzo mondo, dove l’accessibilità dei farmaci è sempre a rischio, i medicinali off-label servono a curare gravi malattie. Bisogna fare informazione e aumentare la consapevolezza di pazienti e medici. Ecco perché il Movimento 5 Stelle ha organizzato al Parlamento europeo un convegno sulle buone pratiche nell’uso off-label dei medicinali.

VIDEO. Il portavoce Piernicola Pedicini spiega quali politiche intraprendere per mettere in sicurezza la salute dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle si batte per aumentare la farmacovigilanza e per una maggiore trasparenza dei foglietti illustrativi dei farmaci. Purtroppo i dati forniti all’Agenzia europea dei medicinali sugli studi relativi alla sicurezza e all’efficacia dei farmaci vengono forniti dalle stesse industrie che hanno dunque un evidente conflitto d’interessi. Bisogna eliminare questa zona grigia favorendo studi indipendenti e autorevoli. Ecco perché il Movimento 5 Stelle propone la creazione di una casa farmaceutica pubblica europea che metta insieme le migliori professionalità e favorisca la ricerca verso quelle patologie che normalmente le grandi compagnie farmaceutiche ignorano perché non sono vantaggiose economicamente.

VIDEO. Liberiamo il mercato dei farmaci! Le case farmaceutiche hanno un potere immenso! Ascolta l’intervento di Piernicola Pedicini durante il dibattito nella plenaria di Strasburgo.

 

 

Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

 

Made in Italy

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Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

Riportiamo quanto pubblicato un anno fa. Perchè, purtroppo, abbiamo la memoria corta e come ci siamo dimenticati che abbiamo a capo del primo partito Italiano ed alla segreteria del Governo gente che aveva giurato di lasciare la politica, si siamo dimenticati di porcate come questa…

 

Dal Blog di Beppe Grillo

Il Pd vota per l’invasione dell’olio tunisino e uccide il made in Italy

Oggi muore il Made in Italy. Con i voti favorevoli di Alessia Mosca (Pd), Goffredo Bettini (Pd) e dei gruppi Ppe, S&D e Alde la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha approvato l’importazione senza dazi di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia e sarà in vigore per due anni.

Un aumento del 40% di importazione di olio distruggerà la produzione olivicola pugliese, siciliana e non solo. È uno schema suicida per l’economia del Sud Europa, così come dimostrato dai precedenti accordi con il Marocco, che hanno contribuito a distruggere la produzione di arance nel Sud Italia e causato indirettamente tensioni sociali, come quelle vissute a Rosarno.

Dietro l’invasione dell’olio tunisino ci sono precisi interessi economici in gioco: l’obiettivo è quello di affossare i piccoli e medi produttori del Sud Italia, mentre ai grandi viene data la possibilità di comprare a prezzo stracciato l’olio extraeuropeo per poi spacciarlo Made in Italy, come in passato già dimostrato dalle inchieste della magistratura.

L’agricoltura italiana, ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. La Mogherini, che ha ideato il piano, conosce le conseguenze economico-sociali di questa politica iper-liberista?

L’Europa sta già facendo molto per il popolo tunisino. Nel 2011 anni ha stanziato nel programma di macro assistenza finanziaria ben 800 milioni di euro. Nel 2015 sono stati erogati 100 milioni di euro, una prima tranche di un prestito complessivo di 300 milioni. Perché adesso questa ulteriore apertura? Alcuni sospetti nascono dagli interessi economici dell’attuale primo ministro tunisino. Habib Essid è, infatti, uno dei maggiori produttori di olio del Paese e dal 2004 al 2010 è stato persino direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale. Con questa importazione senza dazi si vuole aiutare il popolo tunisino o gli affari dei suoi governanti?

Il MoVimento 5 Stelle si opporrà e difenderà con tutti i mezzi la produzione e l’eccellenza italiana, già a partire dalla prossima plenaria quando il testo verrà votato per l’approvazione definitiva. Il Pd può dire lo stesso?

Dal Web

L’ UE detassa l’olio tunisino e ne aumenta le importazioni.Così muore l’olio italiano…

La UE autorizza lo sbarco di olio tunisino esentasse in Italia, contribuendo a mettere in difficoltà produzione e commercio italiano del settore.

Questo provvedimento di “razzismo economico” andrà ad aiutare i tunisini e a penalizzare i produttori di olio  italiani abbandonati a se stessi, i quali già faticano a far rispettare il marchio Made in Italy in tutto il mondo. I produttori, giustamente, temono un abbassamento dei prezzi eccessivo, causato dall’arrivo massiccio di altro olio tunisino a basso costo, perchè detassato.

In questo modo non si ferma l’invasione dell’olio tunisino. Anzi, raddoppia. Già le importazioni dal Paese africano sono aumentate del 734% nel 2015, diventando il nostro terzo fornitore dopo la Spagna, dopo la sua detassazione questa invasione a che livello arriverà?

La cosa strana è che nel 2015  l’Italia si è confermata il principale importatore mondiale di olio d’oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale. Qualcosa non torna..

Produciamo uno dei migliori oli del mondo e allo stesso tempo siamo leader nell’importazione di olio farlocco. Ed ora, con la misura presa dal Parlamento Europeo di detassare l’olio tunisino, le importazioni sono destinate ad aumentare, e il VERO olio made in italy, sovrattassato e ivato, a soccombere.

Ma non finisce quì, sembra proprio che questo provvedimento dell’ UE di agevolare l’olio tunisino per aumentarne l’importazione, fosse stato preso proprio per mettere in difficoltà  l’Italia e non gli altri paesi dell’ unione. Infatti come riferisce ILGIORNALE.it :

<<OVVIAMENTE LA DECISIONE DELL’EUROPA AVRÀ LE CONSEGUENZE MAGGIORI PROPRIO IN ITALIA. È NOTO, INFATTI, CHE SIAMO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI DI OLIO D’OLIVA DI QUALITÀ. E, SOPRATTUTTO, IL NUOVO OLIO TUNISINO “AGEVOLATO VA AD AGGIUNGERSI ALLE ATTUALI 56.700 TONNELLATE A DAZIO ZERO GIÀ PREVISTE DALL’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE-TUNISIA, PORTANDO IL TOTALE DEGLI ARRIVI ANNUALE OLTRE QUOTA 90MILA TONNELLATE, PRATICAMENTE TUTTO L’IMPORT IN ITALIA DAL PAESE AFRICANO”. INSOMMA, L’EUROPA IMPORTERÀ 90MILA TONNELLATE DALLA TUNISIA. CHE GUARDA CASO, SONO PROPRIO LE TONNELLATE DI IMPORTAZIONE CHE FA L’ITALIA.>>

E’ abbastanza chiaro quindi che queste 90mila tonnellate di olio tunisino detassato e a basso costo arrivino tutte in Italia, a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri produttori.

Una vera e propria strategia per condannare a morte l’olio italiano, che evita anche il boicottaggio di quello farlocco. Infatti,anche se i consumatori volessero, boicottare l’olio tunisino, si imbatterebbero in un’impresa ardua quasi impossibile.
Il problema è che troppo spesso non si capisce quando si sta per acquistare un olio “importato”. Il rischio concreto è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva provenienti dall’estero che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori.

 

Grano duro avvelenato – solo il M5s si ribella: i grillini all’attacco all’Ars, al Parlamento Nazionale e a Strasburgo!! Perchè stampa e Tg non ne parlano??

 

Grano duro

 

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Grano duro avvelenato – solo il M5s si ribella: i grillini all’attacco all’Ars, al Parlamento Nazionale e a Strasburgo!! Perchè stampa e Tg non ne parlano??

 

Il Movimento 5 Stelle rompe il silenzio della politica sul grano duro pieno diglifosato (o glifosate) e di micotossine che arriva nei porti italiani. Il primo ‘siluro’ è per il Governo regionale di Rosario Crocetta. Ma i parlamentari grillini si apprestano ad aprire il fuoco di sbarramento anche a Montecitorio, al Senato e al Parlamento Europeo. Le precisazioni di Cosimo Gioia, secondo il quale lo scenario in Italia è ben più grave di quello descritto dai grillini.