Xylella, dal M5S l’accusa contro l’Europa: “schiaffo agli agricoltori pugliesi – rimandano il reimpianto delle varietà resistenti alla Xylella”

Xylella

 

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Xylella, dal M5S l’accusa contro l’Europa: “schiaffo agli agricoltori pugliesi – rimandano il reimpianto delle varietà resistenti alla Xylella”

Xylella, M5S: «Dall’Europa nulla di fatto sui reimpianti»

TARANTO – «Nulla di fatto sui rimpianti, mentre l’iter della procedura d’infrazione, beffa che si aggiunge al danno, va avanti. E’ un doppio schiaffo agli agricoltori pugliesi quello che è arrivato oggi dal Comitato permanente per le piante dell’Ue, che avrebbe dovuto decidere sul reimpianto delle due varietà che si presume siano resistenti alla Xylella, il leccino e la favolosa». Lo dichiara la capo delegazione del Movimento 5 Stelle, Rosa D’Amato, in merito alla riunione del Paff, il Comitato permanente per le piante dell’Ue.

«A causa dell’opposizione di alcuni Stati membri – aggiunge l’eurodeputata tarantina – la decisione è stata rinviata. Siamo a ridosso dell’estate ormai. Il clima di incertezza che si è creato è inaccettabile e in questo clima si sta favorendo da mesi una speculazione ai danni dei coltivatori, con un aumento repentino dei prezzi delle piante in causa. La Commissione europea e il governo italiano non stanno facendo nulla per evitare questa situazione. Anzi, Bruxelles prosegue con le sue minacce tra procedura d’infrazione, stop ai contributi e pressioni sugli abbattimenti. E’ ora di dire basta». Al clima “di incertezza e alle speculazioni connesse – conclude D’Amato – contribuisce anche chi diffonde false notizie, come l’autorizzazione imminente al reimpianto della favolosa, che si è rivelata falsa finora e che ha solo fatto triplicare i prezzi di questa pianta».

fonte: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/news/home/902566/xylella-m5s-dall-europa-nulla-di-fatto-sui-reimpianti.html

Xylella – Vogliono abbattere altri cento ulivi, ma solo il M5s protesta …in fondo mica sono banche da salvare…!!

Xylella

 

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Xylella – Vogliono abbattere altri cento ulivi, ma solo il M5s protesta …in fondo mica sono banche da salvare…!!

 

Xylella, i 5 Stelle: «Vogliono abbattere cento ulivi, protesteremo per impedirlo»

Il Meetup M5S di Francavilla Fontana avvisa la cittadinanza che il 28 giugno prossimo, protesterà pacificamente contro l’abbattimento di circa 100 ulivi (molti dei quali leccini secolari) nella zona Oria-Francavilla Fontana (SP51) che collega Oria a Carosino. Con grande rammarico ed indignazione denunciamo con fermezza quanto sta per accadere: è chiaro a tutti che il “Piano degli interventi” del Commissario Silletti per far fronte all’emergenza sul rischio di diffusione del batterio “Xylella fastidiosa” è assolutamente errato ed inefficace. A nostro parere, non serve infatti abbattere migliaia di ulivi, simbolo regionale e risorsa nazionale, quando basta che una macchina con sopra l’insetto vettore della Xylella viaggi a nord del Salento per diffondere la patologia. Pertanto, l’eradicazione in via preventiva di migliaia di ulivi creerà solamente un danno permanente al territorio pugliese e all’Italia intera. La nostra priorità deve essere una ed una soltanto: impedire questa assurda e ingiustificata mattanza! Il caso preso in esame nel nostro territorio ha dell’incredibile: l’ignaro proprietario degli ulivi prima citati si è ritrovato notificato, senza alcun preavviso e soprattutto senza alcune indagine diagnostica degli enti preposti, l’avviso di abbattimento dei propri ulivi. Da ciò sorge spontanea una domanda: è legittimo questo atto? Con quali criteri vengono scelti gli ulivi infetti? Ricordiamo inoltre che Francavilla Fontana è riconosciuta come “zona cuscinetto”, pertanto oltre all’abbattimento dell’ulivo è prevista l’eradicazione di tutti gli ulivi, anche non infetti, nel raggio di 100 metri dalla pianta colpita dal virus. Il Meetup M5S sarà presente nel luogo degli abbattimenti, per cercare di ottenere l’annullamento di tale assurdità. Invitiamo tutta la cittadinanza e tutte le forze politiche locali e non, ad unirsi in questa lotta che non ha colori politici ma ha come unico scopo la difesa del nostro territorio.

Francavilla Fontana 5 stelle

LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA? Lo hanno fatto! E parliamo di una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa!

 

DISCARICA

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LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA? Lo hanno fatto! E parliamo di una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa!

 

LA FARESTE MAI UNA DISCARICA SOPRA UNA SORGENTE D’ACQUA?

Sull’Altopiano di Asiago, nascosta tra i monti di rocce carsiche, sorge la discarica Melagon, la dove prima c’era una cava.
Esattamente 1000 metri sotto la discarica si trova una delle sorgenti valchiusane più grandi d’Europa: Le grotte dell’Oliero, dove l’acqua sorge e si crea non soltanto per le piogge ma anche per un fenomeno di condensazione, un aspetto molto particolare che fa di queste grotte una sorgente molto speciale.
Con quale logica si mette a rischio un’area così preziosa che fornisce una risorsa fondamentale come l’acqua costruendoci sopra una discarica?
Cedimenti strutturali delle rocce carsiche, possibili smottamenti del terreno e scosse sismiche, possibile contaminazione causata da percolato o altri residui, tutti potenziali rischi che potrebbero mettere in pericolo la sorgente e le grotte dell’Oliero, definito peraltro come sito di interesse comunitario (SIC) e quindi protetto dalle normative europee.
Solo un folle potrebbe pensarla.
Eppure esiste già!
Chiudiamo la discarica di Melagon e bonifichiamo l’area!

Eleonora Evi – Portavoce M5S Parlamento Europeo

QUI la fonte con le foto dei luoghi

Questi del M5s sono impazziti: “Una casa farmaceutica pubblica per difendere la salute dei cittadini” …Follia, questi infami vorrebbero negare a quei poverini delle LOBBY le loro piccole, lucrose speculazioni sulla pelle della gente?? …Ma fateci il piacere…

casa farmaceutica

 

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Questi del M5s sono impazziti: “Una casa farmaceutica pubblica per difendere la salute dei cittadini” …Follia, questi infami vorrebbero negare a quei poverini delle LOBBY le loro piccole, lucrose speculazioni sulla pelle della gente?? …Ma fateci il piacere…

 

UNA CASA FARMACEUTICA PUBBLICA PER DIFENDERE LA SALUTE DEI CITTADINI

Per il Movimento 5 Stelle la salute dei cittadini è una priorità. Un recente studio dimostra che i rischi per la salute aumentano del 44% in caso di somministrazione di farmaci off-label rispetto a quelli autorizzati. L’uso di un farmaco in maniera non corretta rispetto alle indicazioni del foglietto illustrativo è un problema per pazienti e medici. Tollerando questa pratica poco ortodossa, le case farmaceutiche risparmiano i tempi della ricerca e delle pratiche burocratiche previste nell’immissione in commercio di nuovi farmaci e coprono allo stesso tempo una fascia di mercato lasciata scoperta.

Il caso dell’ospedale Careggi di Firenze insegna: in seguito alla somministrazione del medicinale “Avastin” al di fuori delle indicazioni consentite, un terzo dei pazienti sottoposti al trattamento ha manifestato una grave infezione che poteva portare alla perdita della vista. In alcuni casi, l’uso off-label dei medicinali può essere una opportunità per curare le malattie rare, quelle su cui non viene fatta ricerca perché i profitti delle grandi case farmaceutiche non vengono garantiti. Nei Paesi del terzo mondo, dove l’accessibilità dei farmaci è sempre a rischio, i medicinali off-label servono a curare gravi malattie. Bisogna fare informazione e aumentare la consapevolezza di pazienti e medici. Ecco perché il Movimento 5 Stelle ha organizzato al Parlamento europeo un convegno sulle buone pratiche nell’uso off-label dei medicinali.

VIDEO. Il portavoce Piernicola Pedicini spiega quali politiche intraprendere per mettere in sicurezza la salute dei cittadini.

Il Movimento 5 Stelle si batte per aumentare la farmacovigilanza e per una maggiore trasparenza dei foglietti illustrativi dei farmaci. Purtroppo i dati forniti all’Agenzia europea dei medicinali sugli studi relativi alla sicurezza e all’efficacia dei farmaci vengono forniti dalle stesse industrie che hanno dunque un evidente conflitto d’interessi. Bisogna eliminare questa zona grigia favorendo studi indipendenti e autorevoli. Ecco perché il Movimento 5 Stelle propone la creazione di una casa farmaceutica pubblica europea che metta insieme le migliori professionalità e favorisca la ricerca verso quelle patologie che normalmente le grandi compagnie farmaceutiche ignorano perché non sono vantaggiose economicamente.

VIDEO. Liberiamo il mercato dei farmaci! Le case farmaceutiche hanno un potere immenso! Ascolta l’intervento di Piernicola Pedicini durante il dibattito nella plenaria di Strasburgo.

 

 

Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

 

Made in Italy

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Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

Riportiamo quanto pubblicato un anno fa. Perchè, purtroppo, abbiamo la memoria corta e come ci siamo dimenticati che abbiamo a capo del primo partito Italiano ed alla segreteria del Governo gente che aveva giurato di lasciare la politica, si siamo dimenticati di porcate come questa…

 

Dal Blog di Beppe Grillo

Il Pd vota per l’invasione dell’olio tunisino e uccide il made in Italy

Oggi muore il Made in Italy. Con i voti favorevoli di Alessia Mosca (Pd), Goffredo Bettini (Pd) e dei gruppi Ppe, S&D e Alde la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha approvato l’importazione senza dazi di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia e sarà in vigore per due anni.

Un aumento del 40% di importazione di olio distruggerà la produzione olivicola pugliese, siciliana e non solo. È uno schema suicida per l’economia del Sud Europa, così come dimostrato dai precedenti accordi con il Marocco, che hanno contribuito a distruggere la produzione di arance nel Sud Italia e causato indirettamente tensioni sociali, come quelle vissute a Rosarno.

Dietro l’invasione dell’olio tunisino ci sono precisi interessi economici in gioco: l’obiettivo è quello di affossare i piccoli e medi produttori del Sud Italia, mentre ai grandi viene data la possibilità di comprare a prezzo stracciato l’olio extraeuropeo per poi spacciarlo Made in Italy, come in passato già dimostrato dalle inchieste della magistratura.

L’agricoltura italiana, ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. La Mogherini, che ha ideato il piano, conosce le conseguenze economico-sociali di questa politica iper-liberista?

L’Europa sta già facendo molto per il popolo tunisino. Nel 2011 anni ha stanziato nel programma di macro assistenza finanziaria ben 800 milioni di euro. Nel 2015 sono stati erogati 100 milioni di euro, una prima tranche di un prestito complessivo di 300 milioni. Perché adesso questa ulteriore apertura? Alcuni sospetti nascono dagli interessi economici dell’attuale primo ministro tunisino. Habib Essid è, infatti, uno dei maggiori produttori di olio del Paese e dal 2004 al 2010 è stato persino direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale. Con questa importazione senza dazi si vuole aiutare il popolo tunisino o gli affari dei suoi governanti?

Il MoVimento 5 Stelle si opporrà e difenderà con tutti i mezzi la produzione e l’eccellenza italiana, già a partire dalla prossima plenaria quando il testo verrà votato per l’approvazione definitiva. Il Pd può dire lo stesso?

Dal Web

L’ UE detassa l’olio tunisino e ne aumenta le importazioni.Così muore l’olio italiano…

La UE autorizza lo sbarco di olio tunisino esentasse in Italia, contribuendo a mettere in difficoltà produzione e commercio italiano del settore.

Questo provvedimento di “razzismo economico” andrà ad aiutare i tunisini e a penalizzare i produttori di olio  italiani abbandonati a se stessi, i quali già faticano a far rispettare il marchio Made in Italy in tutto il mondo. I produttori, giustamente, temono un abbassamento dei prezzi eccessivo, causato dall’arrivo massiccio di altro olio tunisino a basso costo, perchè detassato.

In questo modo non si ferma l’invasione dell’olio tunisino. Anzi, raddoppia. Già le importazioni dal Paese africano sono aumentate del 734% nel 2015, diventando il nostro terzo fornitore dopo la Spagna, dopo la sua detassazione questa invasione a che livello arriverà?

La cosa strana è che nel 2015  l’Italia si è confermata il principale importatore mondiale di olio d’oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale. Qualcosa non torna..

Produciamo uno dei migliori oli del mondo e allo stesso tempo siamo leader nell’importazione di olio farlocco. Ed ora, con la misura presa dal Parlamento Europeo di detassare l’olio tunisino, le importazioni sono destinate ad aumentare, e il VERO olio made in italy, sovrattassato e ivato, a soccombere.

Ma non finisce quì, sembra proprio che questo provvedimento dell’ UE di agevolare l’olio tunisino per aumentarne l’importazione, fosse stato preso proprio per mettere in difficoltà  l’Italia e non gli altri paesi dell’ unione. Infatti come riferisce ILGIORNALE.it :

<<OVVIAMENTE LA DECISIONE DELL’EUROPA AVRÀ LE CONSEGUENZE MAGGIORI PROPRIO IN ITALIA. È NOTO, INFATTI, CHE SIAMO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI DI OLIO D’OLIVA DI QUALITÀ. E, SOPRATTUTTO, IL NUOVO OLIO TUNISINO “AGEVOLATO VA AD AGGIUNGERSI ALLE ATTUALI 56.700 TONNELLATE A DAZIO ZERO GIÀ PREVISTE DALL’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE-TUNISIA, PORTANDO IL TOTALE DEGLI ARRIVI ANNUALE OLTRE QUOTA 90MILA TONNELLATE, PRATICAMENTE TUTTO L’IMPORT IN ITALIA DAL PAESE AFRICANO”. INSOMMA, L’EUROPA IMPORTERÀ 90MILA TONNELLATE DALLA TUNISIA. CHE GUARDA CASO, SONO PROPRIO LE TONNELLATE DI IMPORTAZIONE CHE FA L’ITALIA.>>

E’ abbastanza chiaro quindi che queste 90mila tonnellate di olio tunisino detassato e a basso costo arrivino tutte in Italia, a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri produttori.

Una vera e propria strategia per condannare a morte l’olio italiano, che evita anche il boicottaggio di quello farlocco. Infatti,anche se i consumatori volessero, boicottare l’olio tunisino, si imbatterebbero in un’impresa ardua quasi impossibile.
Il problema è che troppo spesso non si capisce quando si sta per acquistare un olio “importato”. Il rischio concreto è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva provenienti dall’estero che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori.

 

Grano duro avvelenato – solo il M5s si ribella: i grillini all’attacco all’Ars, al Parlamento Nazionale e a Strasburgo!! Perchè stampa e Tg non ne parlano??

 

Grano duro

 

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Grano duro avvelenato – solo il M5s si ribella: i grillini all’attacco all’Ars, al Parlamento Nazionale e a Strasburgo!! Perchè stampa e Tg non ne parlano??

 

Il Movimento 5 Stelle rompe il silenzio della politica sul grano duro pieno diglifosato (o glifosate) e di micotossine che arriva nei porti italiani. Il primo ‘siluro’ è per il Governo regionale di Rosario Crocetta. Ma i parlamentari grillini si apprestano ad aprire il fuoco di sbarramento anche a Montecitorio, al Senato e al Parlamento Europeo. Le precisazioni di Cosimo Gioia, secondo il quale lo scenario in Italia è ben più grave di quello descritto dai grillini.

L’allarme lo hanno dato solo quelli del Movimento 5 Stelle: Il glifosato è anche nell’acqua!

glifosato

 

 

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L’allarme lo hanno dato solo quelli del Movimento 5 Stelle: Il glifosato è anche nell’acqua!

 

di Mirko Busto, portavoce M5S Camera

In Europa persegue a porte chiuse il tentativo di legittimare il glifosato per altri dieci anni. Si tratterebbe di un fatto gravissimo che stiamo già pagando più caro di quel che pensiamo.
Perché? Perché da sempre più studi risulta che questa sostanza, estremamente tossica e pericolosa, è ormai presente ovunque: dalle birre tedesche alle urine della maggior parte dei cittadini, dal latte materno delle donne statunitensi a molti prodotti alimentari che troviamo ogni giorno sulle nostre tavole. Basti pensare che secondo un’analisi del Salvagente, condotta su 100 alimenti a base di cereali, vi sono tracce di glifosato in molti tipi di pasta, fette biscottate, corn flakes e farina.
E secondo quanto riporta l’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque presentata in queste ore dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per le acque la situazione non è migliore, anzi.
Secondo le analisi dell’Istituto, le acque superficiali di fiumi, laghi, torrenti italiani contengono pesticidi nel 64% dei 1.284 punti monitorati (nel 2012 erano il 57%), quelle sotterranee nel 32% dei 2.463 punti studiati (erano il 31% nel 2012). E si tratta di analisi parziali. L’Istituto ha, infatti, precisato che la copertura del territorio è tutt’altro che omogenea e che molti dati relativi al centro-sud non sono mai arrivati. Questi numeri, già allarmanti, con una copertura capillare del territorio non potrebbero che peggiorare.
Sempre dallo studio risulta che fra le sostanze rilevate più spesso c’è proprio il glifosato, insieme al suo prodotto di decadimento, l’Ampa. Per l’Ispra il diserbante della Monsanto risulta “fra i principali responsabili del superamento dei limiti di qualità ambientale”.
Un erbicida classificato come probabile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ bene ricordare a chi oggi afferma che “i residui di glifosato riscontrati sono inferiori ai limiti di legge!” che il cancro, in genere, non è abituato a confrontarsi con i parametri legislativi.
Malgrado le evidenti correlazioni tra esposizione al glifosato cancerogenicità, danni al Dna, danni celebrali e molte altre patologie, c’è ancora infatti chi lo difende: per esempio l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha valutato la sostanza come sicura, senza però pubblicare le ricerche su cui si è basata, né i nomi degli esperti che le avrebbero accolte come valide. Conducendo, oltretutto, questi studi insieme alle imprese interessate da questo business. Quindi in evidente conflitto di interesse.
Nel dubbio, comunque, l’Unione Europea dovrebbe muoversi seguendo il Principio di precauzione secondo cui, in caso di informazioni scientifiche insufficienti o incerte e in caso di possibile rischio per la salute umana, animale e vegetale, un processo o un prodotto devono essere bloccati.
Quindi, delle due l’una: o ci sono prove certe che il glifosato non ha conseguenze sulla salute o, invece, i dubbi ci sono e allora è indispensabile rispettare il principio di precauzione e vietare del tutto l’erbicida, perlomeno fino a quando non sarà conclusa una valutazione scientifica indipendente sulla sostanza.
Ma ovviamente in Europa dei cittadini, della precauzione e della salute se ne fregano e così prima hanno optato per un rinnovo di 7 anni invece dei 15 canonici e ora, secondo quanto riportato dal Guardian, stanno provando ad alzare l’asticella addirittura ai 10 anni (anche se gli unici studi non secretati dicono che ci sono buone probabilità che provochi il cancro).
Una vera ipocrisia fatta, ovviamente, per non scontentare le grandi multinazionali che guadagnano miliardi dalla vendita di questi prodotti. Monsanto in primis.
Più volte abbiamo chiesto alla Commissione Europea e al nostro Governo di tutelare i cittadini prima che le lobby dell’agroindustria. Ma fino a ora niente è servito. Le istituzioni comunitarie sono decise ad andare avanti a scapito di tutti noi. Non lo possiamo permettere.
A giorni in Europa si prenderà questa importante decisione, facciamo girare le informazioni. Uniamoci tutti alla campagna #stopglifosato!

 

 

 

 

Ecco la petizione per fermare il glifosato: obiettivo 1 milione di firme!

 

petizione

 

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Ecco la petizione per fermare il glifosato: obiettivo 1 milione di firme!

 

PETIZIONE PER FERMARE IL GLIFOSATO: OBIETTIVO 1 MILIONE DI FIRME!

Lo IARC è l’agenzia che da oltre 50 anni analizza, conduce e coordina la ricerca sulle cause del cancro e sui meccanismi della carcinogenesi.
 L’ECHA e l’EFSA sono le agenzie europee per le sostanze chimiche e la sicurezza alimentare.
 Lo IARC ha definito il glifosato come probabile cancerogeno.
 L’ECHA e l’EFSA dicono che non è cancerogeno.

Il presidente del comitato che ha fatto la valutazione si chiama Tim Bowmer e ha lavorato per 20 anni per società di consulenza nel settore chimico. La stampa internazionale ha gridato al conflitto d’interesse.
 Le valutazioni delle agenzie europee sono inoltre basate su un dossier iniziale redatto dall’Istituto federale tedesco per la valutazione dei rischi. E guarda caso è proprio la tedesca Bayer ad aver da poco acquisito la Monsanto, ovvero la multinazionale produttrice del glifosato.

Di chi dobbiamo fidarci?
La vicenda glifosato sembra una telenovela scritta male e interpretata anche peggio, dove esiste una sola e unica verità: nessuno sta mettendo al sicuro la salute dei cittadini. Mezzo milione di cittadini hanno chiesto il bando totale di questo erbicida e centinaia di esperti hanno appoggiato la tesi degli scienziati dello IARC. Ma ora Juncker potrà autorizzare il glifosato per altri 15 anni!

Il MoVimento 5 Stelle è unito alla coalizione Stop Glifosato e chiede al Governo Italiano e alle istituzioni europee di applicare il principio di precauzione in nome della tutela della salute pubblica, vietando definitivamente e in maniera permanente la produzione, la commercializzazione e l’uso di tutti i prodotti fitosanitari a base dell’erbicida.

Il Movimento 5 Stelle vuole anche riformare il processo di approvazione dei pesticidi e fissare obiettivi vincolanti per ridurne l’uso in Europa. Per raggiungere i nostri obiettivi abbiamo bisogno dei cittadini. Dobbiamo arrivare ad un milione di firme per completare la petizione “STOP GLIFOSATO” e la cosiddetta “ICE”, l’Iniziativa dei Cittadini Europei, così da riportare la questione glifosato in Europa e tentare di bloccare e bandire questa sostanza.

UNISCITI ALLA BATTAGLIA: FIRMA LA PETIZIONE!

 

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/03/petizione-per-fermar.html

Per non dimenticare: Negano la sfiducua a Lotti – E Bruno Vespa apre Porta a Porta annunciando la “sconfitta dei Grillini” …NO, mio caro lecchino, la sconfitta non è dei Grillini, ma della dignità! …Ma lei cosa ne può sapere di dignità…!!

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Bruno Vespa

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Per non dimenticare: Negano la sfiducua a Lotti – E Bruno Vespa apre Porta a Porta annunciando la “sconfitta dei Grillini” …NO, mio caro lecchino, la sconfitta non è dei Grillini, ma della dignità! …Ma lei cosa ne può sapere di dignità…!!Ho sentito l’anteprima di Porta a Porta.

Non ci crederete, ma il lecchino di stato ha annunciato, sul caso Lotti, “la sconfitta dei Grillini”…!!

Sì cari amici: il Parlamento nega la sfiducia ad un inquisito e gli sconfitti sono i Grillini e non la gente onesta…

Ma non dimenticate che il sig. Vespa (che paghiamo NOI. Che dovrebbe fare sevizio pubblico) fino a ieri ha leccato il nobile deretano di chi aveva eletto il condannato Verdini a nostro Padre Costituente…

Povero Cristo ‘sto Vespa, che ne sa lui di Onestà… che ne sa di dignità…

 

By Eles