Siamo arrivati a questo punto: Latte alla Salmonella, il Ministro Lorenzin tranquillizza, ma il Codacons, visti i precedenti, dichiara di non fidarsi e chiede l’intervento della UE. Ma capite quanto è grave questa cosa? Credibilità del nostro Ministro Lorenzin ZERO…!

 

Ministro Lorenzin

 

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Siamo arrivati a questo punto: Latte alla Salmonella, il Ministro Lorenzin tranquillizza, ma il Codacons, visti i precedenti, dichiara di non fidarsi e chiede l’intervento della UE. Ma capite quanto è grave questa cosa? Credibilità del nostro Ministro Lorenzin ZERO…!

Siamo arrivati, purtroppo, a questo punto. Non abbiamo assolutamente più fiducia nel nostro Ministro della Sanità… E’ grave, gravissimo. Uno dei simboli delle Istituzioni. il Ministro che più dovrebbe stare dalla parte della Gente, considerata una ciarlatana contaballe.

Visti i precedenti, Codacons e la Gente non hanno più fiducia…

Veramente abbiamo toccato il fondo…

Ecco cosa dice il Codacons

LACTALIS, CODACONS: NON CI FIDIAMO DEL MINISTERO DELLA SALUTE, INTERVENGA UE
GIA’ LO SCORSO AGOSTO MINISTRO LORENZIN ESCLUSE PRESENZA UOVA CONTAMINATE DA FIPRONIL IN ITALIA MA VENNE SMENTITA DA UE

AUTORITA’ EUROPEE DICANO SE ITALIA E’ COINVOLTA DA RISCHIO SALMONELLA

Le rassicurazioni del Ministero della salute circa il fatto che in Italia non sia stato commercializzato latte in polvere contaminato da salmonella non ci convincono, e le dichiarazioni del dicastero ci appaiono del tutto inaffidabili. Lo afferma il Codacons in merito allo scandalo Lactalis e alla nota diramata dal Ministero della salute secondo cui non vi sarebbero lotti incriminati spediti verso il nostro Paese.
Già lo scorso agosto, in pieno allarme Fipronil, il Ministero si affrettò a rassicurare i cittadini affermando che “non risultano distribuiti al consumo uova o derivati (ovoprodotti) contaminate da fipronil sul territorio nazionale”. Peccato che appena poche ore dopo questo annuncio l’Unione Europea smentì il Ministro Lorenzin inserendo l’Italia nella lista dei paesi che avevano ricevuto uova dalle aziende coinvolte nello scandalo Fipronil, e una serie di sequestri compiuti nel nostro paese accertò la presenza di ingenti quantitativi di uova contaminate.
“Considerati i gravi precedenti, le dichiarazioni del Ministero non appaiono sufficienti a rassicurare i consumatori italiani – spiega il presidente Carlo Rienzi – Per questo chiediamo alle autorità europee di svolgere controlli serrati e diramare una nota ufficiale per escludere l’Italia dai paesi che hanno ricevuto lotti di latte in polvere contaminato da salmonella”.

Sanità – liste d’attesa. I cittadini costretti a scegliere tra il non curarsi e il pagare!

Sanità

 

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Sanità – liste d’attesa. I cittadini costretti a scegliere tra il non curarsi e il pagare!

La sanità pubblica italiana versa in uno stato di costante emergenza da ormai molti anni. I cittadini di ogni regione lamentano problemi di diversa natura, primo fra tutti la lunghezza delle liste di attesa anche per esami piuttosto semplici. Si tratta di un problema trasversale che interessa tutto lo stivale dal Nord al Sud. Una situazione gravissima ed inammissibile.

La conseguenza è mettere il cittadino con le spalle al muro costringendolo a scegliere tra il non curarsi e pagare!

Continua a crescere infatti la spesa sanitaria privata in capo alle famiglie, pari a 33,9 miliardi di euro nel 2016 (+1,9% rispetto al 2012).

Intanto, come emerge dal Rapporto 2017 del Censis sulla situazione sociale del Paese, si gonfiano le liste d’attesa nel pubblico.

Nel 2014-2017 si allunga di 60 giorni l’attesa per una mammografia, di otto quella per una visita cardiologica, di sei per colonscopia e risonanza magnetica.

Un’altra disfunzione in evidente peggioramento è la territorialità della qualità dell’offerta. Per il 30,5% degli italiani, (quota che sale nel Sud al 38,1% e al Centro al 32,6%) la qualità del Servizio Sanitario è peggiorata.

Insomma o aspettare o pagare. Ma per chi ci governa la priorità è la guerra alle Fake News!

By Eles

Qualcuno ci spieghi perché il Min. Lorenzin (10 vaccini obbligatori per il “bene” della gente) dichiara, contro ogni evidenza medica e scientifica, che è “preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

Lorenzin

 

 

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Qualcuno ci spieghi perché il Min. Lorenzin (10 vaccini obbligatori per il “bene” della gente) dichiara, contro ogni evidenza medica e scientifica, che è “preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

 

Umberto Veronesi  (chirurgo, oncologo, fondatore e direttore scientifico dell’Istituto europeo di oncologia, direttore scientifico dell’Istituto Nazionale dei Tumori ): “La carne è da eliminare del tutto, non è una novità”

Prof. Franco Berrino (laureato in medicina e chirurgia magna cum laude, medico, epidemiologo e nutrizionalista): “La carne intossica l’organismo”

Beatrice Lorenzin: (diploma di maturità classica): “Preoccupata per la tendenza ad abbandonare la carne, per “mode” basate sulla disinformazione”

Quindi avete letto bene. Secondo la “Luminare della maturità classica” Umberto Veronesi, il Prof. Berrino e tanti altri come loro sono solo dei ciarlatani che cavalcano una “moda” per denigrare la salutare carne animale…

A questa qui abbiamo affidato la nostra salute. Questa qui ha imposto 10 vaccini obbligatori gentilmente offerti dalla “Onlus” Glaxo…

Non facciamo commenti. Ragionateci Voi…

 

Da Giornalettismo.it:

MINISTRA LORENZIN, MI SPIEGA COS’È ANDATA A FARE ALL’INAUGURAZIONE DI UN NUOVO ALLEVAMENTO INTENSIVO?

Perché un ministro della Salute dovrebbe andare all’inaugurazione di un nuovo allevamento? E perché proprio di un allevamento intensivo? E perché, durante l’inaugurazione, dovrebbe esprimersi invitando i cittadini a consumare più carne?

Si è tenuta ieri l’inaugurazione di un nuovo allevamento intensivo di Bonifiche Ferraresi a Jolanda di Savoia, in provincia di Ferrara. Evento in pompa magna, preceduto il 19 luglio scorso, dalla visita del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. Ieri, invece, c’erano Assocarni e Coldiretti, il ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina in video-collegamento e la ministra della Salute Beatrice Lorenzin venuta appositamente. L’allevamento si comporrà di dieci capannoni in cui saranno stipati fino a 9000 capi bovini, nutriti con razioni provenienti dai terreni sempre di proprietà di Bonifiche Ferraresi.

ALLEVAMENTI INTENSIVI CHE I CITTADINI NON VOGLIONO

È andata all’inaugurazione di allevamenti che i cittadini non vogliono. Non creano posti di lavoro, visto che gli allevamenti intensivi sono strutture meccanizzate in cui c’è bisogno di pochissimi operai per decine di migliaia di animali. Sono strutture da cui provengono esalazioni molto forti, che spesso costringono gli abitanti a rintanarsi in casa, soprattutto d’estate (potete immaginare migliaia di animali fermi nello stesso posto a defecare? E potete immaginarvi di vivere vicino a quelle strutture che raccolgono i liquami nei vasconi senza neanche il coperchio?). E sono strutture che spesso inquinano le falde acquifere a causa di spargimenti di liquami fatti con disattenzione, o peggio ancora, senza rispettare le regole. I cittadini di Schivenoglia, in provincia di Mantova, hanno appena vinto il referendum contro l’apertura di un nuovo allevamento da 10.000 maiali, anche se non si è ancora capito se la sindaca ne rispetterà l’esito. E a un’oretta da Jolanda i cittadini di Finale Emilia si stanno battendo contro la costruzione di un nuovo mega allevamento di maiali e polli, frutto della ricostruzione post terremoto.

GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI E I CONTROLLI CHE NON FUNZIONANO

Appena scesa dall’auto, come riportato da Estense.com, la ministra Lorenzin ci ha tenuto a precisare che «il sistema di controlli che l’Italia fa su tutta la filiera è un unicum, non esiste in nessun altro Paese. Spesso troviamo le cose che non vanno, le troviamo e le sgominiamo, perché le andiamo a cercare». Con il suo ministero Beatrice Lorenzin è infatti responsabile dei controlli sugli allevamenti. Conoscerà quindi benissimo il dato sul consumo di antibiotici degli animali allevati in Italia, questo sì un unicum: il 70% di quelli in commercio nel nostro Paese finisce negli allevamenti, tant’è che siamo al terzo posto per consumo di questi farmaci in Europa, dopo Cipro e Spagna. Gli animali vanno imbottiti di antibiotici perché altrimenti non sopravvivrebbero, visto che le condizioni negli allevamenti intensivi sono estreme, sia a livello igienico sanitario che per il sovraffollamento.

La ministra conosce molto bene anche le condizioni in cui vivono gli animali negli allevamenti, perché durante la puntata di Announo su La7, in cui ho mostrato maiali feriti e agonizzanti destinati a diventare prosciutto per i migliori consorzi, è voluta intervenire telefonicamente, per dire che le forze dell’ordine erano già al lavoro per mettere fine a quei «casi singoli». Peccato che sono tornata in quegli stessi allevamenti a distanza di meno di un anno, e ho trovato le condizioni degli animali persino peggiorate.

CHI NON MANGIA CARNE È COME I NO VAX

Ma la ministra non si è fermata qui, e davanti a una platea composta da addetti del settore zootecnico, si è detta «preoccupata» per la tendenza ad abbandonare la carne, mode «basate sulla disinformazione», come nel caso «delle battaglie sui vaccini». Ma ha tranquillizzato tutti dicendo che in mezzo ai radicalismi c’è l’equilibrio: «la dieta mediterranea». Sì, dieta che in Italia fa ormai soltanto il 10% della popolazione, visto che il consumo di carne, anche se per la prima volta dopo decenni in diminuzione, si avvicina ai livelli europei.

GLI ALLEVAMENTI INTENSIVI SONO INSOSTENIBILI

Quindi una ministra della Salute va a promuovere l’apertura di un nuovo allevamento intensivo, modello produttivo fra i più inquinanti. Oltretutto di bovini, che sono gli animali che più emettono gas nocivi responsabili del cambiamento climatico (oltre un terzo delle emissioni di metano per cause umane viene dal settore zootecnico, soprattutto di questi animali. E il metano è 23 volte più potente dell’anidride carbonica).

In quella sede dice che chi rinuncia alla carne è vittima di disinformazione, un po’ come quelli che non vaccinano i propri figli, e che il fenomeno va combattuto. Anziché incentivarlo, visto che un eccessivo consumo di carne, come stiamo facendo proprio noi italiani, è responsabile di tante malattie, dette del «benessere», per non parlare del tumore. L’Organizzazione mondiale della sanità, a seguito degli ottocento studi analizzati dal gruppo di lavoro dell’Agenzia dell’Onu per la ricerca sul cancro, ha definito la carne rossa, cioè quella dei bovini, «probabilmente cancerogena», legame osservato «soprattutto per il cancro al colon-retto, ma anche per il cancro al pancreas e per quello alla prostata».
Quindi, qualcuno mi spiega che diavolo ci è andata a fare la ministra?

 

tratto da: http://www.giornalettismo.com/archives/2634743/allevamenti-intensivi-lorenzin-jolanda-savoia

 

Andate su YouTube, digitate “stalle dell’orrore” e restate atterriti… Intanto la Ministra Lorenzin le “benedice” come modelli di sostenibilità! Ma come siamo messi?

 

Lorenzin

 

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Andate su YouTube, digitate “stalle dell’orrore” e restate atterriti… Intanto la Ministra Lorenzin le “benedice” come modelli di sostenibilità! Ma come siamo messi?

La ministra Lorenzin “benedice” le mucche della super-stalla

Cucù! Il ministro della salute alla presentazione di un allevamento intensivo di bovini. E ai cittadini, attraverso i media mainstream, lascia intendere che questi sono modelli di sostenibilità! Ma come siamo messi?

Nei giorni scorsi, a Iolanda, in provincia di Ferrara, il ministro della salute Beatrice Lorenzin è intervenuta al convegno “Zootecnia 4.0”, promosso da Bonifiche Ferraresi con Assocarni e Coldiretti, per presentare un nuovo centro zootecnico che, come qualche media riporta, “spicca in sostenibilità e integrazione e si guadagna l’appellativo di scommessa nazionale come innovativo modello italiano di allevamento bovino. Una vera e propria rivoluzione per quella che vuole essere la stalla del futuro”.

Si tratta di un allevamento con capacità di 5000 animali,  dieci enormi stalle  e 33 mila mq di superficie.

E’ necessario, quindi, che il Ministro della Salute si rechi personalmente ad appoggiare, avallare ed esaltare quello che, più che essere la stalla del futuro, non è altro che l’ennesimo allevamento intensivo? Ricordiamo che allevamento intensivo significa: animali allevati e uccisi alla catena di montaggio senza alcun rispetto per le loro necessità specie-specifiche, emissioni inquinanti per l’ambiente, liquami da smaltire, uso di antibiotici a iosa (che poi passeranno a chi quegli animali li mangia).

La ministra Lorenzin, che evidentemente tiene alla nostra salute (!), si esprime così: “Purtroppo ci districhiamo costantemente in mezzo alle mode, grandi ondate che bisognerebbe combattere insegnando ai cittadini la consapevolezza, la capacità di scelta di fronte a notizie fuorvianti. Come ministro sono molto preoccupata per mode alimentari basate sulla disinformazione, come nel caso delle battaglie sui vaccini ad esempio, in cui si è arrivati a livelli tali da far sì che una grandissima parte dei cittadini rinunciasse a un elemento primario di profilassi mettendo a rischio la salute di intere comunità”.

Tra malnutrizione, povertà alimentare, diete scarse in proteine o in carboidrati secondo la moda del momento, Lorenzin indica la via da seguire: “In mezzo ai radicalismi c’è l’equilibrio: la nostra dieta mediterranea, patrimonio dell’Unesco, con la sua piramide alimentare che vede in cima proprio la carne”.

Vorrei far notare alla ministra che se nella piramide alimentare della dieta mediterranea un  alimento si trova in cima, significa che è proprio quello che va mangiato di meno (in quantità) e raramente. Non quello considerato, quindi, il più importante. Alla base, infatti, ci sono pane, pasta, riso e cereali integrali, la frutta, la verdura, i legumi, l’olio d’oliva tra gli alimenti essenziali e che non dovrebbero mai mancare sulla nostra tavola. Ogni giorno.

Ma qui non si tratta solo di saper interpretare correttamente una piramide alimentare ma di spacciare per mode alimentari modelli diversi da quelli in cui crede lei e che avrebbero, unici, l’avallo medico-scientifico e l’etichetta di equilibrio, buon senso e salute.

Possiamo decidere di mangiare la carne, che ci fa bene, possiamo esserne convinti quanto si vuole. Trovo tuttavia scorretto tacciare di radicalismo chi non crede affatto nelle stesse teorie. Non si tratta più di qualche pazzo isolato e stravagante, dal cuore troppo tenero o dalle reazioni scomposte e violente che va in giro a sbracciarsi contro chi alleva, macella o mangia la carne. Sono ormai moltissimi i medici e gli scienziati che raccomandano di evitarla o di ridurla moltissimo. E non si tratta di persone sconosciute di cui non si conoscono curricula, esperienze, pubblicazioni o provenienza. Sono numerosissimi gli studi che accertano i danni causati da un consumo eccessivo di carne (ne mangiamo, ormai, ogni giorno). L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente definito la carne rossa come probabilmente cancerogena mentre molti studiosi lo dicono da anni. La ministra, dunque, come mai parla ancora di disinformazione? Di mode strampalate e pericolose?

E non mi metterò a parlare di etica. Non voglio farlo per onestà intellettuale e perché non ritengo, da vegana, di fare una vita più etica di chi sceglie di nutrirsi di prodotti animali. Non è sufficiente essere vegan finché non si comincia a porsi profondamente il problema di una vita più etica a 360 gradi. Non voglio quindi usare questa parola ma mi chiedo come mai il problema delle condizioni di vita degli animali non venga neppure posto. Se si continua a promuovere un sistema basato sul modello intensivo di allevamento, invece di andare avanti si torna indietro. Possiamo anche far finta che non esistano le torture perpetrate ad esseri senzienti e del tutto innocenti: maltrattamenti indegni dell’essere umano che si ripetono ogni giorno su milioni di animali da sacrificare al nostro gusto e sull’altare della tradizione culinaria italiana. Possiamo anche conoscere la verità e pensare che sia giusto e sacrosanto il diritto dell’uomo di rendere schiavi altri esseri viventi ma si recuperi almeno quel senso di dignità e di rispetto verso l’uomo stesso che porti ad evitar loro sofferenze atroci, inutili e perfettamente evitabili. Esistono ormai allevamenti che si ispirano a modelli completamente diversi per chi crede fermamente che mangiare animali morti sia indispensabile alla propria salute.

Dove sta allora, davvero, cara ministra Lorenzin, la disinformazione, il pericolo, il rischio per la salute e l’ambiente, la mancanza di rispetto per altri esseri viventi? Dove sta il radicalismo di cui lei parla se non dove, invece di ascoltare, si va diritti per la propria strada convinti di possedere la verità assoluta anche contro innumerevoli voci discordi?

fonte: http://www.ilcambiamento.it/articoli/il-cucu-del-ministro-tra-le-mucche-della-super-stalla

 

Chi fornisce i 10 vaccini che la Lorenzin ha reso obbligatori? La Glaxo, quella che nel 2016 ha “finanziato” con 13 milioni di euro Istituto Superiore Sanità, Ospedali, Asl, Università, medici e pediatri… C’è bisogno di aggiungere altro?

Glaxo

 

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Chi fornisce i 10 vaccini che la Lorenzin ha reso obbligatori? La Glaxo, quella che nel 2016 ha “finanziato” con 13 milioni di euro Istituto Superiore Sanità, Ospedali, Asl, Università, medici e pediatri… C’è bisogno di aggiungere altro?

 

13 MILIONI DI EURO NEL 2016 DA GLAXO A ISTITUTO SUPERIORE SANITA’, OSPEDALI, ASL, UNIVERSITA’, MEDICI E PEDIATRI?

Pubblichiamo la presunta rendicontazione 2016 dei finanziamenti di GLAXO. Se il documento fosse confermato, si potrebbe teorizzare su coloro che vanno in TV o sui giornali a parlare sempre bene dei vaccini, negando l’inverosimile, spacciandosi per medici indipendenti e liberi, quanto meno, da conflitti di interessi.

Non abbiamo motivo di dubitare dell’autenticità del documento allegato, visto che il finanziamento di Glaxo (ed altre case farmaceutiche) a società come FIMP e SIP, era stato già pubblicamente rivelato dagli inviati della trasmissione televisiva di LA 7, La Gabbia Open del 31/05/2017, al minuto 54′, e candidamento confermato da uno di loro, il Presidente della SIP (Società Italiana di Pediatria), dott. Alberto Villani, lo stesso che ha recentemente ed arbitrariamente “deciso”, contro ogni logica scientifica, l’assoluta inutilità degli esami e dei controlli prevaccinali sui bambini.

 

Questi alcuni presunti finanziamenti. Il documento completo è pubblicato nell’allegato alla fine.

FONDAZIONE PENTA ONLUS (malattie infettive pediatriche), PADOVA: € 1.302.838

SIMIT (Società Italiana Malattie Infettive Tropicali, FIRENZE): € 225.435

ISSIstituto Superiore di Sanità (sì, il supremo organo sanitario ministeriale, quello dell’attore Walter Ricciardi), ROMA: € 125.660

Università degli Studi La Sapienza, ROMA: € 164.292

FIMP (Federazione Italiana Medici e Pediatri, ROMA): € 153.000

FADOI (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti, ROMA): € 130.413

FONDAZIONE POLICLINICO TORVERGATA, ROMA: € 113.540

Università degli Studi di Bologna€ 107.349

Fondazione ICONA, MILANO: € 94.000

Università degli Studi di Firenze: € 54.047

Azienda Ospedaliera di Modena: € 34.000

SIP (Società Italiana di Pediatria): € 26.840 

ASL Roma 1: € 10.980

Azienda Ospedali Riuniti Umberto I Torrette di ANCONA: € 6.357 

Scaricate il documento in pdf e, con la funzione MODIFICA e poi TROVA, cercate il medico, il pediatra, la zona, l’Ospedale, l’ASL, l’Ordine dei Medici, l’Università, la Federazione che vi interessa…E poi scriveteci se per caso talun medico o ospedale di questi compare con troppa frequenza nei media.

GSK soldi ai medici

 

fonte: http://www.liberascelta.eu/2017/10/08/13-milioni-di-euro-pagati-nel-2016-dal-fornitore-unico-di-vaccini-glaxo-a-istituto-superiore-di-sanita-ospedali-asl-universita-pediatri-e-medici/

Glaxo: Farmaci, Tagenti, Favori Sessuali e Frode in Cina. Ecco a chi è affidata la nostre salute

 

Glaxo

 

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Glaxo: Farmaci, Tagenti, Favori Sessuali e Frode in Cina. Ecco a chi è affidata la nostre salute

 

Un vecchio e saggio proverbio recita: “fidarsi è bene ma non fidarsi è meglio“. Quando si tratta poi di Glaxo il non fidarsi è d’obbligo dopo tutti gli scandali e il malaffare accumulati nel corso della sua attività. Il primo a non fidarsi dovrebbe essere il governo per tutelare il suo popolo, ma così non è e si continua a far finta di non vedere (qualcuno questa forma di cecità la chiama corruzione), e a lasciar campo libero a questo gigante farmaceutico. Certo se tu non paghi le tasse ingiuste e più alte d’Europa come il Bollo auto verrai perseguito ed etichettato come “il cattivo” e “il male” per la società mentre se siedi nel consiglio di amministrazione di qualsiasi multinazionale puoi far quello che vuoi, che tanto ci sarà sempre qualcuno a pagare per te e sarai sempre ben accetto da ogni politico al governo, soprattutto se la “busta” è bella piena.

Ritornando alla Glaxo vogliamo ricordare tra i tanti già riporti e non scandali, quello che ha combinato in Cina, perché le persone in buona fede devono capire che al mondo non siamo tutti gli stessi, come da piccoli nei cartoni animati, oggi nei film, i cattivi esistono anche nella vita reale. Glaxo mette il fatturato dinnanzi a tutto, e non sono supposizioni, ecco cosa è successo in Cina.

Il gigante farmaceutico britannico ha riportato un balzo nelle vendite del 20% a circa 1,15 miliardi di euro. Ma secondo le autorità anti-frode di Pechino la maggior parte sarebbero il frutto di pratiche illegali.

L’accusa: aver corrotto personale medico perché prescrivesse i suoi farmaci attraverso una rete di 700 intermediari. Agenzie di viaggio e di consulenza fittizie che si assicuravano i contratti con i dirigenti GSK, secondo quanto riportato, anche con corrispettivi di natura sessuale.

Secondo i quotidiani cinesi, le agenzie sarabbero state usate per creare dei fondi neri, erogati ai medici attraverso carte di credito dell’azienda.

Le tangenti ammonterebbero a oltre 371 milioni di euro e quattro dirigenti cinesi del gruppo in Cina sono già finiti in manette. Il capo della divisione cinese di GSK, dicono le autorità, avrebbe lasciato il Paese a fine giugno.

 

 

fonte: http://www.stopeuro.news/glaxo-farmaci-tagenti-favori-sessuali-e-frode-in-cina-ecco-a-chi-e-affidata-la-nostre-salute/

Quello che né la Lorenzin né i Tg dicono: gli ultimi tristi casi di bimbi morti per arresto cardiaco dopo qualche giorno dai vaccini pediatrici – 5 in 15 giorni!!!

vaccini

 

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Quello che né la Lorenzin né i Tg dicono: gli ultimi tristi casi di bimbi morti per arresto cardiaco dopo qualche giorno dai vaccini pediatrici – 5 in 15 giorni!!!

 

I vaccini possono provocare gli arresti cardiaci…
5 IN 15 GIORNI
Una improvvisa epidemia di arresti cardiaci FA PIU’ MORTI DEL MORBILLO, che ha dato il carattere dell’urgenza alla legge 119/17. Nel libro di Gava (il primo dei medici radiati per aver posto dubbi sulla pratica vaccinale) “Vaccinazioni Pediatriche” si espone una teoria di Mark Geier secondo cui c’è correlazione tra vaccini ed arresto cardiaco in tenera età.

14 Settembre 2017
BIMBO DI 10 MESI
MUORE IMPROVVISAMENTE IN UN ASILO DEL LECCHESE, FORSE ARRESTO CARDIACO.
https://www.bergamonews.it/…/bimbo-di-10-mesi-morto…/265026/

18 Settembre 2017
BIMBA DI 4 ANNI
DELLA BRIANZA MUORE IMPROVVISAMENTE, FORSE ARRESTO CARDIACO.
http://giornaledimonza.it/…/tragedia-alle-porte-delle-bria…/

24 Settembre 2017
BIMBO DI 4 ANNI
MUORE A CAPANNOLI ALL’IMPROVVISO, FORSE ARRESTO CARDIACO
http://iltirreno.gelocal.it/…/oggi-i-funerali-di-gabriele-u…

1 ottobre 2017
BIMBO DI 2 ANNI
ROMA, SICURAMENTE IL LATTE CON I BISCOTTI E’ PERICOLOSISSIMO, TUTTO QUELLO ZUCCHERO E LATTOSIO…
http://www.leggo.it/…/bimbo_di_due_anni_mangia_latte_con_i_…

2 ottobre 2017
BIMBO DI 4 ANNI
FERRARA… INUTILI I SOCCORSI
http://www.ilrestodelcarlino.it/…/cro…/bimba-morta-1.3437939

tratto da: http://www.radical-bio.com/vaccini/gli-ultimi-tristi-casi-bimbi-morti-arresto-cardiaco-qualche-giorno-dai-vaccini-pediatrici/

Non siamo né pro né contro i vaccini. Non ne abbiamo le competenze. Vorremmo solo informazione. Informazione fatta da mass media seri e politici all’altezza. Vorremmo poter decidere dopo che ci hanno spiegato perchè vaccinarsi e quali sono eventuali rischi e controindicazioni.

Ma in Italia non si può…

by Eles

I finanziamenti (nascosti) degli ospedali privati al partito del ministro della Salute Lorenzin

Lorenzin

 

 

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I finanziamenti (nascosti) degli ospedali privati al partito del ministro della Salute Lorenzin

di Ulisse Spinnato Vega, giornalista

Con 60mila euro gentilmente regalati tra il 2014 e il 2015, le cliniche private affiliate all’Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) di Lazio, Toscana e Lombardia rappresentano il primo donatore del Nuovo Centrodestra di Angelino Alfano e del ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Sì, avete capito bene: i centri medici privati e il partito che occupa il dicastero responsabile del sistema sanitario.

Il MoVimento 5 Stelle lo ha scoperto analizzando le tabelle sulle erogazioni liberali superiori a 5mila euro da parte di persone fisiche e giuridiche alle formazioni politiche. Dati in teoria pubblici, ma che, almeno nel caso di Ncd, non appaiono in dettaglio nel rendiconto 2014, mentre nella relazione del tesoriere sul 2015 vengono sì riportati in elenco, ma con gli opportuni omissis, giustificati da esigenze di privacy del donatore. E vengono esposti in modo parziale pure nella relazione del tesoriere al bilancio 2016, con Aiop che non compare affatto (malgrado i contributi dell’associazione siano stati registrati a Montecitorio proprio l’anno scorso). Insomma, si tratta di informazioni formalmente disponibili, eppure spesso difficilissime da reperire in concreto.

Inoltre Aiop, raggiunta al telefono sotto mentite spoglie (un cronista freelance) per non destare sospetti, a domanda esplicita ha negato di aver mai rigirato fondi ad alcun partito. Dunque, gli ospedali privati hanno finanziato la formazione politica del ministro della Salute con ben 60mila euro sugli 810mila incassati complessivamente da Ncd nel biennio 2014-2015 (e protocollati in Parlamento nel 2016). Una cifra importante, se si considera che gran parte degli altri fondi arriva dagli stessi esponenti del partito di Alfano. Ne deriva che le cliniche private fanno molto affidamento su un partito che naturalmente non amministra in solitudine nessuna regione (è nelle coalizioni di governatori importanti come Maroni o Toti), quindi non ha le mani in modo diretto su pezzi del Servizio sanitario nazionale. Tuttavia ha posti importanti di governo, a partire proprio dal ministero della Salute.

Peraltro, i legami tra Ncd e Aiop sono vari e ramificati, dato che, per dirne una, la presidente dell’associazione in Sicilia e vicepresidente nazionale, Barbara Cittadini, “regina” delle cliniche private nell’Isola, è sposata con il deputato alfaniano Dore Misuraca. Aiop, che aderisce a Confindustria, è la più importante sigla di settore. Rappresenta circa 500 case di cura sparse in tutta Italia, con oltre 53mila posti letto di cui 45mila immancabilmente accreditati presso il Ssn. I 60mila euro erogati in due anni a Ncd non sono esattamente “argent de poche”, visto che i consuntivi associativi 2015 e 2016 della sede nazionale riportano avanzi cumulati inferiori a 27mila euro. Però sono soldi ben spesi, data la tendenza degli ultimi governi (Lorenzin è al dicastero della Salute già dai tempi di Enrico Letta) a depauperare la sanità pubblica in favore di quella convenzionata e privata tout court.

Si potrebbe parlare a lungo, ad esempio, delle prestazioni considerate “inappropriate” dal ministero e dunque a rischio tagli per far cassa. Ma restando all’attualità, l’inquilina centrista di Lungotevere Ripa, spalleggiata fortemente dal Bomba, ha lanciato la crociata sulla vaccinazione a tappeto con un decreto che adesso prevede dieci trattamenti obbligatori dal prossimo settembre. Gli stanziamenti sono previsti dal nuovo Piano di prevenzione vaccinale 2017-19 e ammontano a 413 milioni per il triennio. Nel dettaglio: 100 milioni quest’anno, 127 milioni nel 2018 e 186 milioni a partire dal 2019. Secondo le stime delle Regioni, il piano dovrebbe raggiungere circa 800mila under 16 non vaccinati per 6-7 milioni di certificati e un primo impatto di spesa pari a 150 milioni per l’acquisto dei vaccini necessari.

Le strutture pubbliche ce la faranno da sole a rispondere all’enorme domanda che verosimilmente scaturirà dalle nuove norme? Oppure, oltre al ruolo delle farmacie, la sanità privata accreditata sarà chiamata a supporto dalle Asl, magari con convenzioni ad hoc? Secondo Vittorio Demicheli, epidemiologo di fama ed ex direttore della sanità piemontese, “sui destinatari in età da obbligo scolastico l’impatto maggiore del provvedimento riguarda la parte organizzativa degli ambulatori, con la gestione dell’anagrafe vaccinale, delle informazioni sugli inadempienti e delle chiamate per gli appuntamenti. Un’incombenza che ricade sul pubblico, sulle Asl”. “Mentre in merito alla immunizzazione degli adulti – spiega Demicheli – il piano introduce due vaccini negli over 65, pneumococco ed herpes zoster, che andranno a ricadere soprattutto sulla medicina convenzionata. E oltre ai costi di acquisto, ci saranno, a parità di accordi, circa 6 euro per ogni vaccino. Il conto è facile se si considera che avremo grossomodo un milione di vaccinazioni aggiuntive sugli adulti, facendo una previsione un po’ a spanne”, dice il manager della sanità piemontese.

E’ chiaro che siamo di fronte a mere stime predittive. E in linea generale, ovviamente, non tutta la sanità convenzionata fa capo ad Aiop. Tuttavia, quest’ultima rimane l’associazione più rappresentativa del comparto. L’interesse delle cliniche private per il dossier immunizzazioni è comunque evidente e l’offerta è già sul mercato. Bisogna allora cavalcare il clima di presunta emergenza sanitaria creatosi attorno al tema. Una delle tante strutture associate Aiop, la romana Villa Mafalda, parla sul suo blog di “rischio alto per il morbillo e la rosolia” e aggiunge: “Nel nostro Paese i bambini vengono vaccinati sempre meno: riguardo a molte patologie siamo sotto la soglia di sicurezza, quella che assicura la protezione anche di coloro che non possono vaccinarsi per motivi sanitari. Di conseguenza salterebbe l’immunità della popolazione riguardo le stesse malattie”. Mentre la stessa Aiop Lazio, presente tra i finanziatori di Ncd, aveva preso posizione contro la trasmissione Rai Report per la sua recente inchiesta sulle immunizzazioni.

Naturalmente, non c’è nulla di illegale. Si tratta di erogazioni regolarmente registrate, benché stranamente negate dal donatore e ignote al grande pubblico. Né si evince la prova di un “do ut des” diretto. Tuttavia, è chiaro che imprese private non fanno nulla per nulla. I cittadini, comunque, possono mettere in fila i fatti per farsi un’idea su cosa muova davvero i partiti che scrivono le leggi in questo Paese.

fonte: http://www.beppegrillo.it/m/2017/07/i_finanziamenti_nascosti_degli_ospedali_privati_al_partito_del_ministro_della_salute_lorenzin.html

Dedicato a Beatrice Lorenzin: “Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia!”

 

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Dedicato a Beatrice Lorenzin: “Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia!”

Ci Teniamo a dedicare quest’articolo al nostro stimatissimo e lungimirante Ministro Della Sanità Beatrice Lorenzin…

“Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia”

Preferiscono fare i pizzaioli o i gelatai a mezzo servizio in Germania pur di poter un giorno lavorare come medici nel Paese della Merkel. Il sogno per cui hanno studiato tanto e che in Italia sembra sempre più lontano. Metà giornata dedicata allo studio della lingua e l’altra dietro un banco a servire i clienti e a praticare il nuovo idioma. Negli ultimi anni c’è stato un ‘boom’ di giovani laureati in Medicina, ma anche infermieri, che hanno scelto la terra tedesca per specializzarsi, lavorare e mettere su famiglia. Secondo l’Istat, i professionisti del settore sanitario che hanno chiesto al ministero della Salute la documentazione utile per esercitare all’estero sono passati da 396 nel 2009 a 2.363 nel 2014 (+ 596%).

Con la Brexit, è oggi la Germania ad attrarre questi ragazzi. Complice anche un sistema italiano della formazione che fa acqua da tutte le parti. Basti pensare che il bando per il concorso per le scuole di specializzazione è uscito con grande ritardo solo pochi giorni fa e la prova si farà il 28 novembre. Da mesi in attesa ci sono circa 15mila candidati. E alla fine solo uno su tre entrerà. Pochi posti per specializzarsi e pochissimi contratti di lavoro stabile nel Sistema sanitario nazionale.

‘Ogni giorno ci arrivano 4-5 richieste – afferma all’Adnkronos Davide Civita (28 anni), presidente del gruppo Facebook ‘Medici italiani in Germania’ (3400 membri) e specializzando in Cardiologia in Germania – Stimiamo in circa 6mila unità, tra medici, infermieri e studenti, le persone che cercano fortuna qui. In Italia ho lavorato, senza stipendio, a Milano all’ospedale S.Raffaele come medico volontario in cardiologia. La beffa – osserva Civita – è che continuo a pagare i contributi previdenziali in Italia: 1.800 euro l’anno. La mia posizione non la posso chiudere altrimenti perdo tutto. Una vera e propria ‘mafia’. Scrivilo pure – chiosa – perché io in questi anni per pagarmi la scuola di tedesco ho fatto il gelataio, la mattina i corsi e il pomeriggio nel negozio per 8-10 euro l’ora come vengono pagati gli immigrati appena arrivati“.

Ad insegnare il tedesco a chi arriva nella terra del premio Nobel per la Medicina Rober Koch, ci pensa un quarantenne italiano: Paolo Andreocci, Dopo un dottorato ha avuto la lungimiranza di fondare a Friburgo l’Internationales Sprachzentrum Dialogo (Isd). E di connazionali ‘dottorini’ in fuga Andreocci ne ha conosciuti molti. “Nella nostra scuola organizziamo dal 2009 corsi per l’apprendimento e il perfezionamento del tedesco medico finalizzati all’approvazione del titolo di studio – spiega Andreocci, direttore dell’Isd di Friburgo – Negli ultimi anni abbiamo registrato un forte incremento di richieste e di partecipanti. E ora, grazie ai nuovi corsi organizzati dall‘ISD per conto del Ministero, c’è un ‘boom’ di domande ogni giorno. Proprio lunedì (25 settembre n.dr.) è partita la didattica per l’anno 2017-2018 “.

Ho scelto la Germania perché in Italia ci sono poche possibilità. A luglio ho preso l’abilitazione e il mio sogno era fare la specializzazione in Neurologia – racconta Alessandro C. (26 anni). Ma le date del concorso per le Scuole di specializzaizone tardavano e non potevo aspettare. In Germania si riesce a lavorare con serietà e continuità. Io non sono riuscito a fare l’Esasmus ma ho fatto la tesi a Berlino e ora ho un livello di tedesco C1. Sono ormai 3-4 anni che studio questa lingua e ho svolto alcuni tirocini come medico di base ad Hannover. Qui si lavora di più che in Italia e tutto è organizzato molto meglio. Ora sono a Friburgo per frequentare il corso di tedesco medico-scientifico, una volta finito non credo di trovare grosse difficoltà per un posto in ospedale. Qui c’è molta richiesta. A casa che dicono? Mi mamma – risponde Alessandro – avrebbe preferito avermi vicino casa a Padova, ma entrambi i miei genitori hanno capito la situazione. Sì, sono contento di essere venuto a fare il medico in Germania“.

Come funzionano i corsi e come può un laureato in Medicina in Italia farsi riconoscere la laurea e lavorare in Germania? “Vista la carenza di dottori del sistema sanitario tedesco, il Governo da febbraio 2017 ha deciso di aprire un bando per l’accredito di scuole di lingua specializzate in corsi di tedesco medico-scientifico per stranieri – spiega Andreocci – Noi abbiamo partecipato e vinto perché avevamo tutti i requisiti, ad oggi in Germania non ci sono molte strutture che possono dare questo servizio. La scelta del Governo permette di promuovere corsi gratuiti (durata 400-600 unità didattiche, valore cicrca 2.500 euro) per medici e infermieri di altri Paesi che conoscono l’idioma ma devono perfezionarlo. La frequenza – prosegue il direttore della Scuola – non è obbligatoria ma è chiaro che aiuta per la preparazione all’esame di lingua C1-Medico. Questo certificato è necessario per il passo successivo: ottenere il riconoscimento della laurea italiana da parte di un ufficio preposto. L‘esame consiste in una prova scritta e orale, una anamnesi del paziente, la presentazione del caso clinico davanti ai colleghi e la redazione di una lettera di dimissioni”.

Non sempre i giovani laureati che cercano fortuna in Germania conoscono già il tedesco. “Abbiamo due tipologie di studenti – prosegue – chi ha già un certificato B2-Tedesco e chi parte da zero o quasi. Va ricordato che C1-Tedesco è l‘ultimo livello prima del ‘madre lingua’. Se uno ha già un B2 per arrivare ad un C1 deve frequentare 4-600 ore di lezioni, quantificabili con 8 ore al giorno, diciamo dai 2 ai 3 mesi e mezzo. Se si parte da zero invece si può arrivare ad un livello B1 in 6 mesi di studio e al C1, lavorando sodo, con un anno”.

I corsi dell’Internationales Sprachzentrum Dialogo sono tenuti da docenti accreditati dal ministero e certificati da continui aggiornamenti. “Noi invitiamo anche degli ospiti – racconta Andreocci – medici tedeschi che raccontano la loro prospettiva, come vedono i colleghi stranieri. Non ci sono solo italiani, ma chi frequenta la nostra scuola arriva da tutto il mondo. I non europei specialmente da Asia e Sudamerica. Questi devono fare anche un esame ulteriore di conoscenze mediche. Questo, come dicevamo, perché il ministero tedesco si fida di più degli atenei italiani (europei). Il 75% di chi ha frequentato il nostro istituto ha trovato lavoro abbastanza presto, indipendentemente dal campo di specializzazione. Poi c’è un 25% che ha trovato difficoltà con la lingua o con la vita in Germania”.

Il giovane medico che entra nel mondo professionale tedesco è considerato da subito “medico a tutti gli effetti – riporta un documento del Segretariato italiano giovani medci (Sigm) – e quindi responsabilizzato, pur all’interno di una organizzazione gerarchica, che in Germania, a differenza che in Italia, esiste ancora e che distingue tra ‘Assistenzarzt’ (medico assistente) ‘Oberarzt’ (medico capo reparto) e ‘Chefarzt’ (primario). Ma è tutto oro quello che luccicca? ”Qui in Germania la situazione dei piccoli ospedali non è buona, spesso le strutture si riuniscono in gruppi e non è raro per i medici ritrovarsi in cassa integrazione – avverte Davide Civita – Il lato positivo? sono le retribuzione, qui i medici arrivano a prendere il doppio rispetto all’Italia. Ma si lavora anche di più e con molte più responsabilità anche se sei uno specializzando. Si eseguono molte più operazioni, spesso lavoro anche in medicina d’urgenza e la notte sono solo’Le difficoltà? ‘Il fatto che in Germania gli ospeldai posso fallire – ricorda il medico – quindi si deve sempre avere un piano B. Fare colloqui e essere sempre pronto a nuove esperienze. Poi la burocrazia, per qualsiasi cosa si devono presentare molte carte; le tasse molto alte e un poi il clima, a volte può essere davvero ostico“.

Ad inizio settembre la Sigm ha promosso una manifestazione a piazza Montecitorio per #GioveniMediciDay . Proteste e appelli per risolvere le problematiche di un percorso post laurea assai tortuoso e che condiziona l’ascesa professionale di tanti ragazzi. La Conferenza delle Regioni, come ha spiegato in una recentissima seduta Antonio Saitta, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza, ha preso in carico il problema. ”Dobbiamo lavorare con il Governo per prevedere l’accesso dei medici al Servizio sanitario nazionale anche subito dopo la laurea e l’abilitazione, quindi anche senza specializzazione. A tal riguardo peraltro è in discussione in Parlamento un disegno di legge delega che definisce alcuni precisi indirizzi su cui varrebbe la pena – ha concluso Saitta – riprendere il confronto magari in un organismo paritetico di indirizzo e coordinamento che coinvolga i diversi attori istituzionali interessati (Regioni, Ministero della salute e Miur)”. Il tempo corre e i camici bianchi con le valigie pronte aumentato di giorno in giorno.

di Francesco Maggi

fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/09/30/medico-scappo-germania-italia-mafia_hZYZg9kKMHeKzgFGURduKP.html?refresh_ce

Sanità, mai così in basso: “Calerà la speranza di vita” …Un grazie di cuore a Lorenzin & C.

 

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Sanità, mai così in basso: “Calerà la speranza di vita” …Un grazie di cuore a Lorenzin & C.

Sanità, mai così in basso: “Calerà la speranza di vita”
Nel 2019 la spesa per il servizio sanitario sarà sotto il 6,5% del Pil, il minimo secondo l’Oms. La fondazione Gimbe: “Livelli allarmanti”
Non ci sarà nessuna inversione di tendenza nelle risorse destinate alla sanità nel prossimo triennio. Nell’aggiornamento al Documento di economia e finanza appena approvato, il governo ha previsto che la spesa per il Servizio sanitario nazionale si ridurrà dal 6,6% del Pil del 2017 (era del 6,7% nel Def di aprile) al 6,4% nel 2019.
Questi sono i dati riportati freddamente da Il Fatto Quotidiano QUI.
Che dire?
Niente, ancora un grazie al nostro illuminatissimo Ministro della Sanità Lorenzin…
by Eles