Danimarca e Olanda corrono veloci verso il 100% di rinnovabili. Perchè i nostri politici non ci pensano proprio? Lo sapete cosa significherebbe? Ogni italiano risparmierebbe 6.500 Euro all’anno!

rinnovabili

 

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Danimarca e Olanda corrono veloci verso il 100% di rinnovabili. Perchè i nostri politici non ci pensano proprio? Lo sapete cosa significherebbe? Ogni italiano risparmierebbe 6.500 Euro all’anno!

Rinnovabili al 100%? Ogni italiano risparmierebbe 6.500€/anno

Raggiungere un’alimentazione a base di sole rinnovabili permetterebbe elevati risparmi legati ai minori costi energetici, climatici e sanitari

Un’Italia di rinnovabili al 100% conviene

(Rinnovabili.it) – Lo studio condotto dall’Università di Stanford sulle possibilità di una società di rinnovabili al 100%  metteva diversi puntini sulle “i”. Gli autori spiegavano le potenzialità ma soprattutto i benefici per ben 139 Paesi nel passaggio ad un futuro all’insegna di vento, sole e acqua. Benefici come la creazione di nuovi posti di lavoro, riduzione delle emissioni, calo dei costi energetici e  minori spese sanitarie.

Nel pool di nazioni prese in esame appariva anche l’Italia a cui oggi l’Anev dedica un’attenzione particolare. In una nota stampa l’associazione dei produttori di energia eolica italiana, punta i riflettori sui dati nazionali emersi nello studio e in particolare sui risulti che comporterebbe la realizzazione di scenario di rinnovabili al 100%. Nel report, tale opzione è identificata come scenario “Wws”, acronimo di “wind, water and sunlight”, da contrapporre al cosiddetto “business-as-usual” (Bau).

Quello che emerge per il nostro Paese è ovviamente in linea con i risulti generali: raggiungere l’obiettivo 100% rinnovabili è possibile ed economicamente conveniente. A livello nazionale, i ricercatori stimano un carico di domanda complessivo al 2050 di 240,5 GW nello scenario Bau, derivante per il 33,3% dal settore trasporti, 25,8% dal residenziale, 25,7% dall’industria, 13,5% dal terziario e 1,7% da agricoltura e pesca. Se fosse invece raggiunto il Wws, il carico non supererebbe i 134,9 GW (-43,9% rispetto al Bau), con residenziale al 32,3%, industria (25,5%), trasporti (20,4%), terziario (19,2%) e agricoltura e pesca (2,5%).

 

Inoltre il costo dell’energia (Lcoe) in Italia scenderebbe, passando dai 9,68 cent $/kWh nel 2013 (circa 8 centesimi di euro) a 7,66 cent $/kWh nel 2050. Questo permetterebbe un risparmio procapite di 321 € l’anno, che sale a 6.500 € l’anno considerando anche i minori costi climatici e sanitari legati all’inquinamento. In uno scenario di questo tipo, il Belpaese potrebbe evitare al 2050 fino a 46.543 morti premature all’anno per inquinamento (scenario medio 20.577 decessi evitati) e creare 485.857 nuovi posti di lavoro (al netto dei 164.419 persi nel settore dei fossili).

fonte: http://www.rinnovabili.it/energia/rinnovabili-al-100-italia/

L’Italia sta per finanziare i nuovi Ogm, ma i Tg MUTI…!!!

 

Ogm

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

L’Italia sta per finanziare i nuovi Ogm, ma i Tg MUTI…!!!

 

L’Italia sta per finanziare i nuovi Ogm ma nessuno ne parla

Tra due giorni la Commissione Agricoltura della Camera si esprimerà su un decreto che stanzia milioni. Ma la Corte di Giustizia dell’UE potrebbe dichiararli illegali a settembre

L’Unione Europea non ha ancora deciso se le nuove tecniche di manipolazione geneticaproducano colture Ogm a tutti gli effetti, oppure se legalmente queste possano aggirare la direttiva comunitaria che disciplina i prodotti transgenici e quindi entrare nei campi di tutta Europa. Per conoscere il destino di questi nuovi OGM, ottenuti con metodi sviluppati dopo l’entrata in vigore della direttiva, bisognerà aspettare una sentenza della Corte di Giustizia dell’Unione Europea, investita dal Consiglio di Stato francese del ruolo di fare chiarezza. Il giudizio sulla natura di questi nuovi organismi è atteso nei prossimi mesi, eppure l’Italia si sta muovendo per approvare un decreto  del Ministero dell’Agricoltura che stanzia 21 milioni di euro per ricerche in questo campo. La commissione Agricoltura della Camera dei Deputati dovrà dare un parere, entro venerdì, sul piano di finanziamento straordinario sulle “Biotecnologie sostenibili per l’agricoltura italiana” presentato dal Ministero su input del CREA (Consiglio di ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria), senza sapere se sta spendendo denaro nella promozione di OGM illegali.

Secondo l’Associazione Rurale Italiana (ARI), il decreto «contiene di fatto una serie di decisioni politiche destinate ad avere un forte impatto normativo, poiché stabilisce che i prodotti che risultano dall’applicazione delle cosiddette nuove tecniche di creazione varietale (NBT), in particolare da cisgenesi e genome editing, non siano considerati OGM».

Gli obiettivi del progetto stilato dal CREA si basano su un parere favorevole dell’EFSA (l’Agenzia UE per la sicurezza alimentare) e puntano a «costituire nuovi genotipi più resistenti agli stress abiotici, alle malattie e ai parassiti, dotati di nuovi caratteri di qualità nutrizionali e tecnologiche e più idonei alle nuove esigenze di coltivazione».

Il 3 luglio scorso, tuttavia, il commissario europeo Vytenis Andriuakitis, convocato al Parlamento UE per rispondere ad una interrogazione, ha ammesso che «malgrado anni di dibattiti e lavori di esperti, nessuna decisione è stata ancora presa relativamente al quadro giuridico applicabile alle “nuove tecniche di selezione” nell’Unione Europea. Non esiste nessuna misura specifica di valutazione, di biosicurezza, di tracciabilità o di etichettatura ai prodotti ottenuti con questi procedimenti».

Nonostante questo vuoto normativo l’Italia sembra già sicura del fatto che i cosiddetti nuovi OGM non rientreranno nel perimetro della direttiva europea, al punto da impegnare decine di milioni di euro nel loro sviluppo. Del resto, lo stesso Ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha dichiarato che «se l’Europa deciderà, come spero, che cisgenesi e genome editing sono distinguibili dalle vecchie tecnologie OGM su basi scientifiche, dobbiamo prepararci ad affrontare questa nuova frontiera».

La battaglia, anche se si svolge in punta di diritto, è di natura profondamente politica. Si scontrano due modelli agricoli differenti, uno fondato sull’agroecologia e la riconversione ecologica mediante tecniche naturali, l’altro figlio di un approccio tecnologico e industriale.

Le nuove tecniche (New Breeding Techniques – NBT) tentano di dare slancio a quest’ultimo, consentendogli di sfuggire alla regolamentazione grazie ad una caratteristica specifica: nessun DNA estraneo finisce nelle piante create in laboratorio, perché i ricercatori sono riusciti a sopprimere i geni presenti nel genoma dei vegetali senza ricorrere ad un vettore batterico. Così, chi li sostiene afferma che non si tratti di OGM, mentre chi si oppone ritiene che sia solo un altro escamotage per far rientrare dalla finestra le colture transgeniche in un continente che finora è riuscito a vietarle quasi completamente.

 

fonte: http://www.globalist.it/economy/articolo/2009163/l039italia-sta-per-finanziare-i-nuovi-ogm-ma-nessuno-ne-parla.html

Italia – 90mila metri cubi di scorie nucleari: dove ce le metteranno?

scorie nucleari

 

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Italia – 90mila metri cubi di scorie nucleari: dove ce le metteranno?

 

IN ITALIA 90MILA METRI CUBI DI SCORIE NUCLEARI; COSA NE FACCIAMO?

In Italia ci sono oltre 90mila metri cubi di rifiuti radioattividerivanti dalle centrali dismesse (75mila metri cubi) e dalle attività industriali, mediche e di ricerca (15mila), a cui si aggiungono 58mila metri cubi di rifiuti provenienti da attività di bonifica di installazioni industriali contaminate accidentalmente. Cosa ne facciamo? Andranno nel deposito nazionale che l’Italia è chiamata ad avere operativo entro il 2024. Solo che per realizzarlo manca ancora tutto.

Manca il programma nazionale per la gestione delle scorie, manca la Carta nazionale delle aree potenzialmente idonee ad ospitare il futuro deposito (la cosiddetta Cnapi, che in realtà è stata redatta dalla Sogin nel 2015 sulla base dei criteri dell’Ispra ma che da allora è in attesa di pubblicazione e di cui, quindi, non si nulla) e manca il luogo dove sorgerà questo deposito.

Quello che invece c’è già, è il rischio di incorrere nell’ennesima procedura di infrazione. Secondo la direttiva 2011/70 del Consiglio europeo, infatti, il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti radioattivi doveva essere presentato entro il 23 agosto 2015. Cosa che non è avvenuta. Così, lo scorso il 13 luglio la Commissione europea ha inviato un “parere motivato”, ovvero un richiamo formale che ci dà tempo 60 giorni per evitare il deferimento alla Corte di giustizia europea. Appena due mesi per recuperare un ritardo di anni.

Sarà per questo che, a due anni dalla scadenza fissata dal Consiglio Europeo, il governo ha avviato la fase di consultazione pubblica per la Valutazione ambientale strategica (Vas), la procedura prevista dalle direttive europee che permette ai cittadini di dire la propria sul programma nazionale per la costruzione e la gestione del deposito dei rifiuti radioattivi.

Procedura che, però, arriva in estate e si chiude il 13 settembre, proprio quando vanno un po’ tutti in vacanza. Il ministro Calenda ha però annunciato tempi brevi per la conclusione della procedura di Vas e la pubblicazione entro la fine di quest’anno della Carta delle aree idonee ad ospitare il deposito nazionale dei rifiuti nucleari italiani.

Discutibile il metodo, perché andavano seguiti i gli step in ordine successivo: paradossalmente, abbiamo avviato l’iter di definizione e discussione sul deposito nazionale, che è un pezzo del programma, senza però dare lo scenario di contesto cioè la strategia. E soprattutto, per l’ennesima volta, l’Italia corre ai ripari dopo il richiamo europeo. “Fatto salvo tutto questo, però, ora ci auguriamo che, una volta definito il programma, si vada avanti in maniera molto diversa rispetto a quanto fatto con il deposito che è, a nostro avviso, una struttura necessaria”, dice all’Adnkronos Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.

Anche per l’associazione ambientalista infatti, l’Italia non può più accumulare ritardi sulla realizzazione di un deposito in cui smaltire i rifiuti a bassa e media attività, soprattutto considerando che molti depositi ‘temporanei’ si trovano in aree che, secondo gli stessi criteri dell’Ispra, oggi risulterebbero non idonee.

“Prima di imputare la mancata realizzazione di questo deposito alla sindrome Nimby o all’ostracismo di Comuni e comitati – sottolinea Zampetti – bisogna fare estrema attenzione alla trasparenza dell’iter e alla certezza dei tempi, cosa che avevamo già chiesto nel 2014, quando l’Ispra presentò i requisiti”.

Ma i tempi indicati all’inizio non sono mai stati rispettati e tutta la confusione che c’è stata fino ad oggi “non fa altro che alimentare timori e allerta nella popolazione con il risultato che alcuni Comuni e comitati hanno già preso posizione. L’auspicio è che a questo punto, col programma prima e con la pubblicazione della Cnapi poi, ci sia tutto il tempo e la partecipazione possibili a garanzia che il deposito si faccia nel miglior modo e luogo possibili”.

“Quello ci lascia perplessi – aggiunge Zampetti – è un aspetto, contenuto sia nel programma nazionale sia nel progetto di deposito, che è quello di mettere temporaneamente nel deposito delle scorie a bassa e media attività, anche quelle ad alta attività attualmente in fase di riprocessamento all’estero. Visti i quantitativi marginali che l’Italia ha di questo tipo di scorie, sarebbe meglio continuare con questi accordi lasciando che a gestirli siano i Paesi che hanno già le strutture adeguate”.

Fonte: qui

La grande scoperta Italiana: il NUCLEARE ECOLOGICO…che fine ha fatto?

scoperta Italiana

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

La grande scoperta Italiana: il NUCLEARE ECOLOGICO…che fine ha fatto?

NUCLEARE ECOLOGICO: SCOPERTA ITALIANA

Nucleare ecologico: scoperta italiana. Il recupero della sovranità nazionale passa anche dall’indipendenza energetica.

Da Paese distrutto che aveva pure perso la guerra ed era prevalentemente agricolo, in pochissimi anni l’Italia è diventata la quinta potenza industriale del pianeta. L’espressione “miracolo economico” fu coniata espressamente per noi.
Fu un balzo in avanti strepitoso. Cos’avremmo potuto fare se avessimo avuto anche il petrolio? In effetti, l’inizio dei nostri guai è rappresentato proprio dai due shock petroliferi del 1973 e del 1979.
Ma – pur poveri di materie prime – abbondiamo in materia grigia. Il “genio” è la nostra grande risorsa. E dovremmo ritrovare anche per questo un po’ di sano orgoglio italiano.
Perché poi sono gli altri a riconoscere le nostre eccellenze che noi magari ignoriamo. C’è un caso proprio nel settore cruciale dell’energia.

Sorpresa USA

In un atto del Congresso degli Stati Uniti della primavera 2016, si legge che l’Italia ha un primato straordinario nel campo delle nuove reazioni nucleari, che in America chiamano Reazioni Nucleari a Lieve Energia, in inglese Low Energy Nuclear Reactions (LENR).
Leggiamo quel passo della Commissione Forze Armate della Camera dei Rappresentanti (la Camera dei deputati Usa):

“La Commissione è al corrente dei recenti sviluppi positivi nell’evoluzione delle reazioni nucleari a lieve energia (LENR), che producono energia rinnovabile ultra-pulita e a basso costo, con forti implicazioni per la sicurezza nazionale. Per esempio, secondo la Defense Intelligence Agency (DIA), se le LENR dovessero funzionare, sarebbero ‘una tecnologia dirompente in grado di rivoluzionare la produzione e conservazione di energia’. La Commissione è inoltre a conoscenza di quanto scoperto dall’Agenzia per i Progetti di ricerca avanzata per la Difesa (DARPA), secondo cui altri Paesi, inclusi Cina e India, stanno portando avanti programmi di LENR, mentre il Giappone ha appena creato un fondo di investimento per promuovere questa tecnologia”.

Il documento prosegue così:

“La DIA ha inoltre accertato che Giappone e Italia sono leader in questo settore, mentre Russia, Cina, Israele e India stanno stanziando ingenti risorse per lo sviluppo delle LENR. Al fine di meglio comprendere le implicazioni per la sicurezza nazionale di queste evoluzioni, si chiede al Segretario della Difesa di fornire alla presente Commissione per le Forze Armate della Camera dei Rappresentanti, il 22 settembre 2016, un rapporto sull’utilità militare dei recenti avanzamenti in materia di LENR”.

La Commissione chiede di conoscere anche “lo stato corrente della ricerca negli Stati Uniti” in questo settore e “in quale relazione essa sia con il lavoro effettuato in ambiti internazionali”. Così è stato affidato proprio al ministero della Difesa Usa il compito di conquistare il primato della ricerca in questo settore.
E l’Italia che oltreoceano è definita “leader” nella scoperta di queste nuove forme di energia?

Pochi sanno che…

Già nel 2009 (governo Berlusconi) il Parlamento italiano aveva approvato la legge 99/2009 che, programmando il ritorno al nucleare, apriva la strada alle nuove reazioni nucleari scoperte e brevettate dal Cnr.

Tutta questa vicenda scientifica e tecnologica è ricostruita nel libro – appena uscito – di Fabio Cardone, “La futura energia. Dall’atomica alle reazioni nucleari ultrasoniche” (Di Renzo editore, pp. 144, euro 14).

Le particolarità di queste scoperte – che in pratica mostrano la possibilità di ottenere reazioni nucleari mediante gli ultrasuoni e in generale mediante la pressione – sono molte e importanti.
Fra l’altro si ipotizzano perfino applicazioni di queste scoperte nel campo della medicina. Ma soprattutto questo modo di produzione dell’energia nucleare spazza via tutti i problemi che si sono evidenziati con le attuali centrali nucleari.
In sostanza oggi l’energia nucleare copre circa un quinto del fabbisogno mondiale di energia, ma ha il problema della sicurezza degli impianti, dello smaltimento delle scorie radioattive e dell’approvvigionamento dell’uranio visto che ce ne vorrebbe un milione di tonnellate l’anno e oggi ne viene prodotto mezzo milione (inoltre si pone il problema dell’esaurimento dell’uranio stesso e della dipendenza geopolitica dai paesi produttori).

Le reazioni nucleari ultrasoniche eliminano totalmente questo problema in quanto non hanno bisogno di uranio:

“per liberare energia necessitano di sali di ferro e il ferro è molto comune in natura. Inoltre” spiega Cardone nel libro citato “gli esperimenti hanno dimostrato che le reazioni nucleari ultrasoniche non producono scorie radioattive e nemmeno radioattività residua e questo risolverebbe il problema dei rifiuti pericolosi”.

Non solo.

“Gli esperimenti hanno indicato anche un’altra sorprendente possibilità: la distruzione delle sostanze radioattive mediante la loro trasformazione in sostanze inerti, prive di radioattività”.

In pratica, secondo i calcoli, si ottiene in 90 minuti quello che altrimenti avrebbe richiesto due anni e questo risolverebbe il problema dello smaltimento delle scorie prodotte finora dalle tradizionali centrali nucleari (quindi si avrebbe uno straordinario beneficio ecologico).
Tanto che – dopo l’approvazione della legge 99/2009 – la Regione Abruzzo, con una delibera del 2010 (approvata all’unanimità), ha chiesto al Governo di poter avere nel territorio regionale l’impianto per sviluppare la tecnologia finalizzata a disattivare le sostanze radioattive. In collaborazione con Ansaldo nucleare e Sogin (Società per la gestione degli impianti nucleari).
La Sogin nel 2010 aveva definito anche un piano di sviluppo. Sennonché nel marzo 2011, a seguito di un devastante terremoto e conseguente maremoto in Giappone, si ebbe il disastro della centrale nucleare di Fukushima.

Immediata fu la ripercussione in Italia dove un referendum si abbatté sulla legge 99/2009 facendo sospendere l’applicazione dell’art. 14 (quello sul nucleare) fino al 2016.
È ormai scaduto da un anno il termine e – come dimostra il documento del Congresso americano – tutti i grandi paesi industriali stanno correndo a investire su quelle nuove forme di energia nucleare.

E ora?

Il libro di Cardone riapre la riflessione sulle applicazioni di quelle scoperte. L’autore osserva:

“È stato valutato che ogni prototipo industriale può costare 100 milioni di euro e può avere soltanto un’applicazione specifica: produzione di energia, distruzione di sostanze radioattive, trasformazione delle sostanze”.

Quanto tempo potrebbe occorrere per passare alla realizzazione di un impianto industriale? Naturalmente dipende dall’entità degli investimenti. Ma anche “un programma lento e a lungo termine” non va oltre i 10 o 15 anni.

Fra l’altro si deve sottolineare che i notevoli risultati di queste ricerche sono stati conseguiti senza finanziamenti specifici, cioè senza ulteriore aggravio di spesa per le casse pubbliche.
Infatti:

“tutto ciò che riguarda queste ricerche” spiega Cardone nel libro “era di proprietà dello Stato Italiano, la macchina era proprietà dell’Esercito Italiano” e “i brevetti relativi alla macchina e ai suoi procedimenti di proprietà del Cnr”.

Considerati i tanti sprechi pubblici in Italia, in tutti i settori, è davvero significativo che poi si facciano scoperte importanti in modo così economico, si può dire praticamente a costo zero.
Ora sta al nostro Paese trarne tutti i benefici. Già altre volte è accaduto che importanti scoperte di scienziati italiani siano state poi implementate e sfruttate da altri Paesi (il caso più clamoroso è proprio quello di Enrico Fermi e del nucleare). Sarebbe desolante se ciò dovesse ripetersi anche in questo caso.
Ma se il governo non riprende subito in mano la materia (visto che è finita la sospensione) è sicuro che gli altri non staranno a guardare e ci sorpasseranno.
Quello dell’indipendenza energetica, fra l’altro, è un grande obiettivo politico che dovrebbe appassionare non solo i cosiddetti sovranisti, ma chiunque abbia minimamente a cuore il futuro dell’Italia. È il classico tema bipartisan.


Da “Libero”, 2 aprile 2017


Fonte: antoniosocci.com


 

Autore:  Antonio Socci

 

tratto da: http://www.nexusedizioni.it/it/CT/nucleare-ecologico-scoperta-italiana-5488

 

Italia inquinata: bonifiche fantasma e cancro alle stelle – L’articolo shock di Gianni Lannes con la mappa delle aree più inquinate, dove i tumori sono aumentati addirittura del 90%

Italia inquinata

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Italia inquinata: bonifiche fantasma e cancro alle stelle – L’articolo shock di Gianni Lannes con la mappa delle aree più inquinate, dove i tumori sono aumentati addirittura del 90%

 

ITALIA INQUINATA: BONIFICHE FANTASMA E CANCRO ALLE STELLE

Nelle aree più contaminate d’Italia i tumori sono aumentati anche del 90% in soli dieci anni. Le aree più inquinate del belpaese attendono dal 1996 una bonifica che non arriva, se non sotto forma di speculazione politica ed economica, mentre aumenta la mortalità a causa del galoppante inquinamento industriale; discorso a parte quello bellico: l’incidenza oncologica, in particolare cancro della tiroide, tumore alla mammella e mesotelioma.

Ecco il dossier del giornalista Gianni Lannes sulla questione.

Di Gianni Lannes per Su La Testa:

Emarese (Aosta)
Comune di Emarese.
«Il decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: miniera, amianto e discariche. Mortalità per tutte le cause e malattie del sistema circolatorio. L’esiguità numerica della popolazione residente non ha consentito una completa valutazione della mortalità nel periodo studiato».

Pieve Vergonte (Verbania, Cusio, Ossola)
Comuni di Piedimulera, Pieve Vergonte e Vogogna.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti chimici e di discariche (RSU, rifiuti spe- ciali non pericolosi, rifiuti da metallurgia Pb, Zn, Cu, cavi elettrici plastificati). Il profilo di mortalità nel SIN di Pieve Vergonte mostra un eccesso tra gli uomini e le donne per tutte le cause, tutti i tumori e per le malattie circolatorie. Si osserva un eccesso per il tumore del colon-retto tra le donne e per il tumore dello stomaco in entrambi i generi, seppure con stime imprecise».

Balangero (Torino)
Comuni di Balangero e Corio.
«Il Decreto di perimetrazione elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: amianto, discariche e miniera. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso della mortalità per tutte le cause in entrambi i generi, per le malattie del sistema circolatorio nelle donne, per le malattie degli apparati respiratorio e digerente negli uomini. È presente un incremento della mortalità per tumore della pleura negli uomini, dato affetto da un’imprecisione della stima».

Casal Monferrato (Alessandria)
Comuni di Alfiano Natta, Altavilla Monferrato, Balzola, Borgo San Martino, Bozzole, Camagna Monferrato, Camino, Casale Monferrato, Castelletto Merli, Cella Monte, Cereseto, Cerrina Monferrato, Coniolo, Conzano, Frassinello Monferrato, Frassineto Po, Gabiano, Giarole, Mirabello Monferrato, Mombello Monferrato, Moncalvo, Moncestino, Morano sul Po, Murisengo, Occimiano, Odalengo Grande, Odalengo Piccolo, Olivola, Ottiglio, Ozzano Monferrato, Palazzolo Vercellese, Pomaro Monferrato, Pontestura, Ponzano Monferrato, Rosignano Monferrato, Sala Monferrato, San Giorgio Monferrato, Serralunga di Crea, Solonghello, Terruggia, Ticineto, Treville, Trino, Valmacca, Vignale Monferrato, Villadeati, Villamiroglio e Villanova Monferrato.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di un’industria per la lavorazione e produzione di manufatti di amianto. Un eccesso della mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie del sistema circolatorio. Si osservano eccessi per il tumore polmonare negli uomini, e in entrambi i generi per il tumore pleurico. Sono state pubblicate una serie di indagini epidemiologiche condotte a Casale Monferrato. Uno studio di coorte occupazionale condotto su 3.443 lavoratori del cemento-amianto della Eternit. In entrambi i generi sono stati osservati eccessi della mortalità per tutte le cause, tumore polmonare, tumore della pleura, tumore del peritoneo e asbestosi. Nelle donne è stato confermato l’aumento della mortalità per tumore dell’ovaio e dell’utero».

Serravalle Scrivia (Alessandria)
Comuni di Serravalle Scrivia e Stazzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di rigenerazione olii esausti. Il profilo di mortalità nel SIN mostra, nel complesso delle principali cause di morte un eccesso nelle donne per tutte le cause e per le malattie dell’apparato circolatorio. L’eccesso nella mortalità per tutte le cause può essere in parte attribuibile all’aumento di rischio per malattie dell’apparato circolatorio. Si documenta un eccesso negli uomini per tumore dello stomaco».

Cengio (Savona) e Saliceto (Alessandria)
Comuni di Bergolo, Bistagno, Bubbio, Cairo Montenotte, Camerana, Castelletto Uzzone, Castino, Cengio, Cessole, Cortemilia, Cosseria, Cravanzana, Feisoglio, Gorzegno, Gottasecca, Levice, Loazzolo, Millesimo, Mombarcaro, Monastero Bormida, Monesiglio, Montezemolo, Niella Belbo, Perletto, Ponti, Pruneto, Sale San Giovanni, Saliceto, San Giorgio Scarampi, Sessame, Torre Bormida e Vesime.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici con produzione di coloranti e di discariche. Si osserva un eccesso in entrambi i generi per il tumore dello stomaco. Si osserva un eccesso nelle donne, per l’asma, sia in presenza sia in assenza di correzione per fattori socioeconomici».

Cogoleto-Stoppani (Genova)
Comuni di Arenzano e Cogoleto.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione del bicromato di sodio e di una discarica. Per il complesso delle principali cause di morte mostrano una mortalità osservata simile a quella attesa tra gli uomini, mentre nella popolazione femminile indicano un eccesso per tutte le cause e per le malattie dell’apparato genitourinario. Si osserva un eccesso di rischio nelle donne, per l’asma. Inoltre, uno studio recente, effettuato dal CNR e da ARPA Liguria1, ha analizzato i sedimenti marini, evidenziando alte concentrazioni di metalli pesanti, come cromo esavalente e nichel e, in minore quantità, di argento, mercurio, piombo, rame e zinco».

Pitelli (La Spezia)
Comuni di La Spezia e Lerici.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, centrale elettrica, area portuale, amianto e discarica. Nel SIN risultano in eccesso la mortalità per tutti tumori e per le malattie dell’apparato respiratorio negli uomini. Risultano in eccesso negli uomini la mortalità per il tumore dello stomaco, del polmone, della pleura e per malattie dell’apparato respiratorio. Due studi dei lavoratori dei petrolchimici di Genova e La Spezia hanno evidenziato un eccesso di mortalità per mesotelioma pleurico tra i manutentori».

Sesto San Giovanni (Milano)
Comuni di Cologno Monzese e Sesto San Giovanni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianto siderurgico e discariche. Per malattie dell’apparato respiratorio, acute, croniche e asma è nota una componente occupazionale. Polveri, gas, fumi, agenti sensibilizzanti sono tra le esposizioni con accertato ruolo eziologico per queste patologie».

Cerro al Lambro (Milano)
Comuni di Cerro al Lambro e San Zenone al Lambro.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN segnala la presenza di discariche. Nel complesso nell’area di Cerro al Lambro si osserva una mortalità per tutte le cause e causa-specifica che non si di- scosta dall’atteso regionale».

Pioltello Rodano (Milano)
Comuni di Pioltello e Rodano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti o sorgenti di esposizione ambientale: impianto chimico e discariche. Negli uomini si osserva un difetto della mortalità per tutti i tumori, e un eccesso per le malattie del- l’apparato digerente».

Broni (Pavia)
Comune di Broni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’area di produzione di manufatti di cemento-amianto. Eccesso di mortalità per tutte le cause negli uomini e, in entrambi i generi, un eccesso di mortalità per patologie dell’apparato cardiovascolare. Il tumore maligno della pleura sia negli uomini sia nelle donne risulta in eccesso, con un aumento dei rispettivi SMR di più di 10 volte».

Brescia
Comuni di Brescia, Castegnato e Passirano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discarica. I valori osservati per la mortalità per tutti i tumori in entrambi i generi e le malattie respiratorie negli uomini sono superiori all’atteso. Elevata probabilità al linfoma non Hodgkin. Sono stati osservati eccessi per questa causa di morte negli uomini».

Laghi di Mantova
Comune di Mantova Virgilio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN Laghi di Mantova e Polo chimico elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici (metallurgia, cartaria), petrolchimico, raffineria, area portuale e discariche industriali. Per le principali cause di morte, un difetto per tutti i tumori e un eccesso per le malattie dell’apparato circolatorio negli uomini. Un valore dell’SMR in eccesso, anche se affetto da imprecisione, è osservato per l’asma nelle donne».

Bolzano
Comune di Bolzano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto per la produzione di alluminio e di magnesio. Si osserva un eccesso, seppure caratterizzato da una stima imprecisa, della mortalità per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Per quanto riguarda altre cause di morte non comprese nelle tabelle precedenti, si osservano eccessi di mortalità, per il totale di uomini e donne, per le demenze».

Trento Nord
Comune di Trento.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un’industria chimica. Il SIN è caratterizzato da suoli inquinati dalle passate attività industriali di produzione della Carbochimica Prada, che ha cessato la produzione nel 1984, e della produzione di piombo tetraetile da parte della Società Lavorazioni Organiche Inorganiche (SLOI), attiva dal 1939 al 1978. Si segnala un aumento di mortalità per tumore del colon-retto sia negli uomini sia nelle donne, anche se questi dati sono caratterizzati da stime imprecise».

Venezia Porto Marghera
Comune di Venezia.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, petrolchimico, raffineria, metallurgia, elettrometallurgia, meccanica, produzione energia area portuale e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente. Difetti sono presenti per le malattie circolatorie tra gli uomini e in entrambi i generi per le malattie respiratorie e dell’apparato genitourinario. Il tumore del polmone e della pleura sono in eccesso tra uomini e donne. L’indagine dei 7.530 pescatori di Chioggia e Venezia, registrati dalla capitaneria nel periodo 1971-1986, la cui mortalità è stata studiata fino al 1986, ha osservato un incremento per il tumore del fegato e dello stomaco».

Laguna di Grado e Marano (Udine)
Comuni di Carlino, Cervignano del Friuli, Marano Lagunare, San Giorgio di Nogaro, Terzo d’Aquileia e Torviscosa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di uno stabilimento per la produzione di cellulosa e di un’area portuale. Si osserva un eccesso di rischio per il tumore dello stomaco negli uomini e nelle donne. Nonostante la letteratura scientifica identifichi nel tipo di dieta il principale fattore di rischio per il tumore dello stomaco, l’eccesso osservato negli uomini può essere ricondotto a fattori ambientali (l’assorbimento gastroenterico come principale via di esposizione a piombo e cadmio, e a nitrati presenti nel bacino scolante della laguna) e occupazionali, vista l’associazione positiva rilevata tra tumore dello stomaco ed esposizione professionale a piombo e cromo esavalente».

Trieste
Comune di Trieste.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di impianti chimici, una raffineria, un impianto siderurgico e un’area portuale. La mortalità per le principali cause di decesso mostra per entrambi i generi eccessi per tutte le cause, malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e digerente. Nelle donne è evidente anche un eccesso per tutti i tumori. Il tumore del colon-retto e le malattie acute dell’apparato respiratorio sono in eccesso in entrambi i generi, l’osservato supera l’atteso tra gli uomini per il tumore della pleura e tra le donne per le malattie respiratorie acute e croniche. La relazione tra inquinamento atmosferico e tumore polmonare a Trieste è stata oggetto di due studi caso-controllo che hanno incluso solo uomini e hanno evidenziato un’associazione positiva e rischi maggiori per i residenti nel centro cittadino e nei pressi della zona industriale».

Fidenza (Parma)
Comuni di Fidenza e Salsomaggiore Terme.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e discarica di rifiuti urbani e speciali. Tra gli uomini si è osservato un eccesso della mortalità per le cause tumorali e per le malattie dell’apparato digerente. Tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. Inoltre, l’eccesso di mortalità per tumore dello stomaco osservato tra gli uomini può essere riconducibile a una esposizione occupazionale».

Sassuolo (Modena) e Scandiano (Reggio Emilia)
Comuni di Casalgrande, Castellarano, Castelvetro di Modena, Maranello, Rubiera e Sassuolo.
«Il Decreto di perimetrazione di questo SIN elenca la presenza di impianti per la lavorazione della ceramica. Il profilo di mortalità del SIN mostra, tra le principali cause di morte, eccessi tra gli uomini per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e dell’apparato respiratorio; tra le donne si osservano eccessi per malattie dell’apparato digerente. Si osserva tra gli uomini un eccesso per malattie respiratorie e asma e per malformazioni congenite in tutte le classi di età».

Massa e Carrara
Comuni di Carrara e Massa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: industria farmaceutica, petrolchimico, impianto siderurgico, area portuale, amianto, discariche e inceneritore. Nelle donne si evidenziano eccessi per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e genitourinario. In entrambi i generi si osserva un eccesso di mortalità per il tumore del fegato. Negli uomini sono presenti eccessi di mortalità per il tu- more del polmone, della pleura, del sistema linfoematopoietico; per il linfoma non Hodgkin si osserva un eccesso con una stima imprecisa. Tra le cause non tumorali sono presenti eccessi per le malattie respiratorie nel loro insieme, e separatamente anche per le croniche e le acute. Nelle donne si evidenzia un eccesso per le malattie respiratorie acute e difetti di mortalità per il tumore del colon- retto e del polmone. Si evidenziano eccessi di mortalità per malformazioni congenite e per le condizioni morbose di origine perinatale».

Livorno
Comuni di Collesalvetti e Livorno.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: raffineria e area portuale. La mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori è risultata in eccesso in entrambi i generi. Nelle donne si registrano eccessi per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie del sistema digerente. Si osserva, in entrambi i generi, un eccesso per il tumore del polmone e per il tumore della pleura. Si evidenzia un eccesso di mortalità per condizioni morbose di origine perinatale».

Piombino (Livorno)
Comune di Piombino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, siderurgico, centrale termoelettrica, area portuale e discarica industriale di rifiuti pericolosi. Il profilo di mortalità osservato nella popolazione residente di Piombino negli uomini mostra un eccesso per le malattie dell’apparato respiratorio, digerente e genitourinario. Nelle donne è presente un eccesso per malattie genitourinarie e difetti per tutte le cause, malattie del sistema circolatorio e respiratorie. Si osserva un solo eccesso di mortalità negli uomini per il tumore della pleura».

Orbetello (Grosseto)
Comune di Orbetello.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di un impianto di produzione di fertilizzanti chimici. La mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per le malattie genitourinarie è risultata in eccesso negli uomini. Un eccesso impreciso per le malattie genitourinarie è presente anche nelle donne. Si osserva un eccesso di decessi negli uomini per asma. Le contaminazioni ambientali della laguna di Orbetello sono in gran parte dovute agli sversamenti dei residui di lavorazione della produzione di fertilizzanti dell’industria ex Sitoco. L’industria si trova sulla sponda di levante della laguna di Orbetello».

Terni-Papigno
Comune di Terni.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: siderurgico e discarica di 2a categoria tipo B rifiuti speciali. Tra gli uomini residenti in questo SIN si è osservato un eccesso della mortalità per tutte le cause e per tutti i tumori rispetto all’atteso; tra le donne si è osservato un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le patologie dell’apparato digerente».Falconara Marittima (Ancona)
Comune di Falconara Marittima.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, raffineria, centrale termoelettrica. Il principale eccesso di rischio è per il tumore del polmone in entrambi i generi; nelle donne risultano in eccesso le malattie respiratorie acute, mentre negli uomini è in eccesso il tumore del colon-retto. In eccesso risultano anche le malformazioni congenite con stime imprecise e le malattie dell’apparato genitourinario, in eccesso nelle donne, anche se con stime imprecise».Basso bacino del fiume Chienti (Macerata e Ascoli Piceno)
Comuni di Civitanova Marche, Montecosaro, Morrovalle, Porto Sant’Elpidio e Sant’Elpidio a Mare.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un impianto calzaturiero. Si registra un eccesso per malattie dell’apparato genitourinario negli uomini e di malattie del sistema circolatorio nelle donne. E un eccesso della mortalità per alcune condizioni di origine perinatale nei bambini minori di un anno».Bacino idrografico del fiume Sacco (Roma e Frosinone)
Comuni di Anagni, Colleferro, Ferentino, Gavignano, Morolo, Paliano, Segni, Sgurgola e Supino.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN indica la presenza di un’industria chimica. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause in uomini e donne. Tra gli uomini si osserva un eccesso di mortalità per tutti i tumori e per le malattie dell’apparato digerente, tra le donne si ha un eccesso di mortalità per le patologie del sistema circolatorio e un difetto di mortalità per tutti i tumori. Si rileva un eccesso per tumore dello stomaco e per le malattie dell’apparato respiratorio tra gli uomini».

Litorale domizio flegreo e Agro aversano (Caserta e Napoli)
Comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castel Volturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola-Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza di discariche. Nel SIN sono stati osservati eccessi della mortalità in entrambi i generi per tutti i principali gruppi di cause, con eccessi di mortalità per il tumore polmonare, epatico e gastrico, del rene e della vescica. I risultati hanno, anche, mostrato un trend di rischio in eccesso all’aumentare del valore dell’indicatore di esposizione a rifiuti per la mortalità generale, per tutti i tumori e per tumore epatico in entrambi i generi, e per il tumore polmonare e dello stomaco nei soli uomini».

Litorale vesuviano (Napoli)
Comuni di Boscoreale, Boscotrecase, Castellammare di Stabia, Ercolano, Napoli, Pompei, Portici, San Giorgio a Cremano, Terzigno, Torre Annunziata, Torre del Greco e Trecase.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle fonti di esposizione: amianto e discariche. I dati di mortalità mostrano eccessi per le malattie degli apparati digerente e genitourinario negli uomini e nelle donne. In assenza di correzione per indice di deprivazione, nelle donne vi è un eccesso per tutte le cause e per tutti i tumori. Negli uomini tantissimi i casi di tumore alla pleura».

Tito (Potenza)
Comune di Tito.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e siderurgico. Nell’area sono presenti attività produttive di diversa dimensione e tipologia, sia in funzione sia dismesse, con impianti chimici, scorie siderurgiche, discariche di rifiuti pericolosi, discariche con amianto a cielo aperto, vasche di fosfogessi. Il sito ARPA Basilicata riferisce attività di monitoraggio ambientale condotte nel 2003 con rilevazione di metalli pesanti (cromo esavalente, piombo, mercurio), benzene e idrocarburi aromatici, composti organici alogenati e altri idrocarburi. Nella sola popolazione maschile è in eccesso la mortalità per patologie dell’apparato respiratorio. Si osserva un eccesso di mortalità per tumori del colon-retto nelle donne».

Val Basento (Matera)
Comuni di Ferrandina, Grottole, Miglionico, Pisticci, Pomarico e Salandra.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico e di produzione di manufatti in cemento-amianto. Tra gli uomini si osserva un eccesso della mortalità per tutte le cause, sia in assenza sia in presenza di correzione per deprivazione socioeconomica, e un deficit della mortalità per le malattie dell’apparato genitourinario. Nelle donne si rileva un difetto della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio e per le patologie dell’apparato genitourinario».

Manfredonia (Foggia)
Comuni di Manfredonia e Monte Sant’Angelo.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici e discariche. Si osservano, negli uomini e nelle donne, un eccesso per tumore dello stomaco e un difetto per le malattie dell’apparato respiratorio. Stime imprecise in difetto sono presenti per malformazioni congenite e condizioni morbose perinatali».

Bari-Fibronit
Comune di Bari.
«Il Decreto del SIN elenca la presenza di uno stabilimento di cemento-amianto. Risulta un eccesso di mortalità per tutte le cause, per tutti i tumori e per malattie dell’apparato respiratorio, mentre nelle donne si rileva un eccesso per le malattie dell’apparato digerente. Una volta corretta per indice di deprivazione, risulta superiore all’atteso anche la mortalità per malattie dell’apparato circolatorio in entrambi i generi, dell’apparato digerente negli uomini e dell’apparato genito-urinario nelle donne. L’azienda Fibronit di Bari è stata oggetto di due studi di coorte. Lo studio di Belli ha riguardato i lavoratori dell’azienda, titolari di rendita INAIL per asbestosi, e ha osservato un aumento significativo della mortalità per asbestosi, tumore del polmone, della pleura e del mediastino. I risultati dello studio di Coviello, riguardante l’intera coorte, ha mostrato eccessi di mortalità per tutte le cause, per le pneumoconiosi, tutti i tumori, per i tumori maligni del polmone, della pleura e del peritoneo. L’impatto dell’esposizione ambientale ad amianto, in quartieri limitrofi all’insediamento produttivo, è stato stimato da Musti con uno studio caso-controllo che ha valutato la distribuzione spaziale di mesotelioma di origine non professionale, e ha osservato nella popolazione residente entro 500 metri dall’impianto un significativo incremento di rischio».

Taranto
Comuni di Taranto e Statte.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riporta la presenza di una raffineria, un impianto siderurgico, un’area portuale e di discariche di RSU con siti abusivi di rifiuti di varia provenienza. Il lungo elenco di malattie comprende: eccesso tra il 10% e il 15% nella mortalità generale e per tutti i tumori in entrambi i generi; eccesso di circa il 30% nella mortalità per tumore del polmone, per entrambi i generi; eccesso, in entrambi i generi, dei decessi per tumore della pleura, che permane; eccesso compreso tra il 50% (uomini) e il 40% (donne) di decessi per malattie respiratorie acute; associato a un aumento di circa il 10% nella mortalità per tutte le malattie dell’apparato respiratorio; eccesso di circa il 15% tra gli uomini e 40% nelle donne della mortalità per malattie dell’apparato digerente; incremento di circa il 5% dei decessi per malattie del sistema circolatorio soprattutto tra gli uomini; quest’ultimo è ascrivibile a un eccesso di mortalità per malattie ischemiche del cuore, che permane, anche tra le donne un eccesso per la mortalità per condizioni morbose di origine perinatale (0-1 anno), con evidenza Limitata di associazione con la residenza in prossimità di raffinerie/poli petrolchimici e discariche, e un eccesso di circa il 15% per la mortalità legata alle malformazioni congenite, che non consente però di escludere l’assenza di rischio».

Brindisi
Comune di Brindisi.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, centrali elettriche, area portuale, discariche. In entrambi i generi si osserva un eccesso per il tumore della pleura. È presente un eccesso di mortalità per le malformazioni congenite».

Crotone-Cassano-Cerchiara (Cosenza)
Comuni di Cassano ionico, Cerchiara di Calabria e Crotone.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, discariche. Gli eccessi sono evidenti in particolare tra gli uomini per i quali, oltre alla mortalità per tutte le cause, risultano in eccesso tutti i tumori, le malattie dell’apparato circolatorio, respiratorio e genitourinario. Nelle donne, oltre alla mortalità per tutte le cause, è in eccesso quella per malattie dell’apparato digerente. Un eccesso della mortalità per malattie dell’apparato respiratorio negli uomini».

Milazzo (Messina)
Comuni di Milazzo, Pace del Mela e San Filippo del Mela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti per la produzione di apparecchiature elettriche, una raffineria, un impianto siderurgico e una centrale elettrica. Risulta, fra gli uomini, un eccesso per le malattie dell’apparato genitourinario e un difetto per le patologie dell’apparato respiratorio. Tra le donne si osserva un difetto per tutte le cause, per le malattie dell’apparato digerente e del sistema circolatorio. Per i sottogruppi di classe di età 0-1 e 0-14 risulta in eccesso la mortalità nel primo anno di vita per alcune condizioni morbose di origine perinatale. Un recente studio di coorte occupazionale sugli ex lavoratori di una industria di manufatti in cemento-amianto nel Comune di San Filippo del Mela ha analizzato la mortalità per cause asbesto-correlate e l’incidenza del mesotelioma. Pur con dei limiti, dovuti principalmente alla mancanza dei libri-matricola, e quindi all’impossibilità di ricostruire gli anni-per- sona a rischio, l’indagine ha evidenziato un eccesso dell’incidenza di mesotelioma ed eccessi di mortalità per tumore maligno della pleura, del polmone e per pneumoconiosi».

Biancavilla (Catania)
Comune di Biancavilla.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN riferisce la presenza di cava di materiale lapideo contaminato da fluoro-edenite, una fibra asbestiforme. Si osserva un eccesso di mortalità per tutte le cause sia negli uomini sia nelle donne. Anche le malattie dell’apparato cardiovascolare e dell’apparato respiratorio risultano in eccesso sia negli uomini sia nelle donne. È presente in entrambi i generi un difetto di patologie dell’apparato digerente. Si evidenzia un eccesso di mortalità per tumore maligno della pleura, con un ampio intervallo di confidenza».

Priolo (Siracusa)
Comuni di Augusta, Melilli, Priolo Gargallo e Siracusa.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, un polo petrolchimico, una raffineria, un’area portuale, amianto e discariche. Nel SIN si sono osservati eccessi della mortalità generale per tutte le cause e per tutti i tumori tra gli uomini, per malattie dell’apparato digerente tra le donne. Sono in eccesso negli uomini i tumori del polmone e della pleura, causa, quest’ultima, in eccesso anche nelle donne; la mortalità è in eccesso in entrambi i generi per le malattie respiratorie acute».

Gela (Caltanissetta)
Comune di Gela.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria e discarica rifiuti. Il segnale più evidente è quello di un eccesso di tumori polmonari sia tra gli uomini sia tra le donne; tra gli uomini sono in eccesso anche il tumore dello stomaco e l’asma; tra le donne il tumore del colon-retto e l’asma, quest’ultima con una stima imprecisa».

Porto Torres (Sassari)
Comuni di Porto Torres e Sassari.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: chimico, petrolchimico, raffineria, centrale termoelettrica, area portuale e discariche. I risultati mostrano un’aumentata incidenza per tutti i tumori. Un’aumentata mortalità per il tumore del polmone, per le malattie dell’apparato respiratorio, anche acute, e per le malformazioni congenite. Tra i lavoratori esposti ad asbesto è aumentata l’incidenza per tumore della vescica. Sia per gli uomini sia per le donne sono presenti eccessi per il tumore del fegato e la leucemia mieloide».

Sulcis-Iglesiente-Guspinese (Cagliari)
Comuni di Arbus, Assemini, Buggerru, Calasetta, Capoterra, Carbonia, Carloforte, Domus de Maria, Domusnovas, Fluminimaggiore, Giba, Gonnesa, Gonnosfanadiga, Guspini, Iglesias, Masainas, Musei, Narcao, Nuxis, Pabillonis, Perdaxius, Piscinas, Portoscuso, Pula, San Gavino Monreale, San Giovanni Suergiu, Santadi, Sant’Anna Arresi, Sant’Antioco, Sarroch, Siliqua, Teulada, Tratalias, Uta, Vallermosa, Villa San Pietro, Villacidro, Villamassargia e Villaperuccio.
«Il Decreto di perimetrazione del SIN elenca la presenza delle seguenti tipologie di impianti: impianti chimici, miniere e discariche. Per uomini e donne è presente un eccesso di mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio e un difetto, per i soli uomini, per le malattie circolatorie. Il tumore della pleura è in eccesso in entrambi i generi con una stima imprecisa dell’SMR. Si rileva infine un eccesso della mortalità per le condizioni morbose perinatali. Nei bambini delle scuole elementari di Portoscuso una frequenza più elevata di sintomi ostruttivi e bronchitici rispetto ai coetanei dei Comuni di confronto; nei bambini di Sarroch la frequenza è più elevata anche per l’asma».

Di Gianni Lannes

Riferimenti

http://www.epiprev.it/materiali/2014/EP2/S1/EPv38i2S1_SENTIERIind.pdf

http://www.epiprev.it/sites/default/files/Rass_stampa_SENTIERI2.pdf

http://www.adnkronos.com/IGN/Sostenibilita/Risorse/Veleni-killer-rischiodi- mortalita-piu-alto-in-44-siti-della-Penisola-italiana_312624473119.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/06/italia-20-milioni-di-persone-malate-di.html

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2012/01/italia-sommersa-dai-veleni.html

http://napoli.repubblica.it/cronaca/2013/04/30/news/ecco_la_mappa_dei_luoghi_pi_inquinati_d_italia_la_svela_un_dossier_del_ministero_della_salute-57760578/?refresh_ce

Fonte: Su La Testa

 

Agricoltura: è tutto Italiano il primo eco – diserbante! “Tutto è nato per salvare le api”…!

 

Agricoltura

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Agricoltura: è tutto Italiano il primo eco – diserbante! “Tutto è nato per salvare le api”…!

Si tratta di un composto a base di scarti di malvasia, lana e olio d’oliva scoperto da un team di ricercatori e imprese capitanato da Daniela Ducato, responsabile della filiera “Edizero Architecture for peace”. L’idea, maturata dopo anni di sperimentazioni e ricerche, è nata da un’esigenza molto concreta: salvare le api che morivano a causa degli agenti chimici dei diserbanti tradizionali.

Niente additivi chimici, glifosati e sostanze che avvelenano l’ambiente. Dall’Italia, e in particolare dalla Sardegna, arriva il primo eco-diserbante che promette di sostituire i tradizionali preparati sintetici considerati nocivi per coltivazioni, animali e anche per l’uomo. Il segreto? Un composto a base di scarti di malvasia, lana e olio d’oliva scoperto da un team di ricercatori e imprese capitanato da Daniela Ducato, responsabile della filiera “Edizero Architecture for peace”, che da anni lavora nel campo della bioedilizia e dell’agricoltura con innovazioni a zero impatto

da Il Fatto Quotidiano