ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

OGM

 

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ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

 

Greenpeace affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

“In molti paesi dell’UE e degli USA listati di aziende che utilizzano i prodotti transgenici sono pubblicati regolarmente. Nel 2000, nella lista nera americana apparve aziende come Hersey di, Mars, Coca-Cola, Pepsi-Co, Nestle, Knorr, Lipton, Parmalat “

Ecco ad oggi, dopo 13 anni, la situazione si è evoluta e Greenpeace.org pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma che segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende. Prima della lista alcune raccomandazioni:

1. Leggere le etichette. Il produttore deve indicare che la produzione di componenti OGM che è stata aggiunta (ma, in verità, non tutti lo fanno).
2. Evitare i fast food. Ci sono alimenti OGM più comunemente utilizzati.
3. Evitare il pane imbustato o a lunga conservazione
4. Quasi tutte le salsicce, la carne in scatola e salumi vengono prodotti con l’aggiunta di componenti geneticamente modificati. Di solito i prodotti senza componenti geneticamente modificate non possono essere così a buon mercato.

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

 

Società di produzione Kellog “s

  • Corn Flakes (cereali)
  • Frosted Flakes (cereali)
  • Rice Krispies (cereali)
  • Corn Pops (fiocchi)
  • Schiaffi (fiocchi)
  • Froot Loops (anelli di cereali colorati)
  • Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
  • All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
  • Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
  • Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
  • Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
  • Crispix (biscotti)
  • Smart Start (fiocchi)
  • All-Bran (Flakes)
  • Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
  • Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
  • Raisin Bran Crunch (cereali)
  • Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Società Hershey‘s

  • Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
  • Mini Baci (cioccolatini)
  • Kit-Kat (barretta di cioccolato)
  • Baci (cioccolatini)
  • Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
  • Chocolate Chips di latte (biscotti)
  • Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
  • Scuro speciale (cioccolato fondente)
  • Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
  • Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
  • Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
  • Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Mars

  • M & M “s
  • Snickers
  • Via Lattea
  • Twix
  • Nestle
  • Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
  • Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
  • Nesquik (bevanda al cioccolato)
  • Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
  • Fruit & Nut

Heinz

  • Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
  • Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
  • Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Hellman’s

  • Reale Maionese (maionese)
  • Maionese Light (maionese)
  • Maionese Low-Fat (maionese)

Società Coca-Cola

  • Coca-Cola
  • Sprite
  • Cherry Coca
  • Minute Maid Arancione
  • Minute Maid Uva

Società PepsiCo

  • Pepsi
  • Pepsi Cherry
  • Mountain Dew

Società Frito-Lay / PepsiCo (componenti OGM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

  • Potato Chips (tutti)
  • Cheetos (tutti)

Società Cadbury / Schweppes

  • 7-Up
  • Dr. Pepe

Pringles (Procter & Gamble)

  • Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

(lista emanata da Greenpeace.org)

Tornando a noi, con l’introduzione di Ogm e avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

Tra l’altro, nel 2012 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per avere vietato la coltivazione di mais Mon810 alla multinazionale statunitense Pioneer Hi Bred che, nel 2008, aveva fatto causa al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per non avere permesso alla sua filiale italiana di coltivare il cereale sviluppato da Monsanto. Secondo la Corte, se la coltivazione di una pianta geneticamente modificata è già stata autorizzata dall’Unione, non c’è sovranità nazionale che tenga, e ogni Stato membro si deve adeguare. Cosa che l’Italia, in effetti, non ha mai fatto, preferendo prendere tempo ed evitando di agire. La vittoria dei produttori di Ogm, dunque, può essere vista come una conseguenza delle lacune normative italiane, e dell’assenza di leggi regionali che regolino la coesistenza di varietà tradizionali e geneticamente modificate. E’ una lotta impari per la potenza di queste multinazionali e per la perversità dei loro prodotti sul mercato, unita alla disinformazione dei mass media. Cerchiamo tutti di dare un piccolo contributo per un nuovo consumo etico e consapevole.

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fonte: Curiositi2015

Ecco cosa si stanno inventando per trasformare il marchio MADE IN ITALY in un nuovo grande inganno per i consumatori

MADE IN ITALY

 

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Ecco cosa si stanno inventando per trasformare il marchio MADE IN ITALY in un nuovo grande inganno per i consumatori

 

Così il nuovo marchio made in Italy ingannerà i consumatori

Quando si può definire “made in Italy” un prodotto alimentare? Quando “è avvenuta in Italia l’ultima trasformazione sostanziale del cibo” oppure quando è stato ottenuto con materie prima coltivate/allevate in Italia, come avviene oggi per l’olio extravergine 100% italiano, la passata di pomodoro, il miele, il latte e i prodotti a denominazione?

In altre parole nel “made in Italy” deve prevalere il concetto di cibo prodotto anche con ingredienti esteri ma “trasformato” in Italia, come chiedono gran parte delle aziende e il ministro dello Sviluppo economico Carlo Calenda, oppure il concetto di “produzione con materie prime italiane“, come rivendica Coldiretti ma anche alcuni consorzi di tutela e associazioni di categoria come Federvini? Il governo sta lavorando al nuovo marchio unico del made in Italy sotto la regia del ministro Calenda ed è propenso ad attribuire lo “stellone” della Repubblica italiana ai prodotti che sul suolo patrio hanno subito “l’ultima trasformazione sostanziale”. Per cui disco verde al tricolore agli spaghetti ottenuti dal grano canadese, all’extravergine “spremuto” da olive tunisine e caffè coltivato in Brasile.

L’origine di per sè non è sinonimo di qualità, ma…

Chiariamolo subito: l’origine di un prodotto non è sinonimo di qualità, nè per forza di maggiori garanzie per il consumatore. Possiamo portare in tavola degli ottimi spaghetti prodotti con il grano canadese, così come siamo leader al mondo nella trasformazione del caffè seppur non ne coltiviamo nemmeno un chicco.

Tuttavia ci chiediamo che sensa abbia etichettare come italiano un extravergine tunisino solo perchè imbottigliato nel Belpaese, quando non solo il governo italiano spende soldi per promuovere il “vero” made in Italy all’estero, incentiva le filiere oleicole e, non da ultimo, questa etichettatura sarebbe in contrasto con la legislazione europea.

Mongiello (Pd): “Il marchio unico chi aiuta?”

Critica la deputata del Pd Colomba Mongiello, madrina della legge Salva-olio: “Mi chiedo cosa  facciamo rientrare sotto il cappello del marchio unico made in Italy: sia il cibo prodotto che quello trasformato in Italia? Personalmente sono per una distinzione. Abbiamo speso tante risorse, e a mio parere il governo ha fatto bene, per valorizzare all’estero il made in Italy e contrastare l’italian sounding, abbiamo sostenuto le filiere agroalimentari tipiche, come quella oleicola, e ora tutto questo rischia di essere depotenziato”.

Federvini contraria: “Così si cancellano 50 anni di tutele”

Il marchio unico rischia di azzerare i marchi di garanzia, le denominazioni di origine che oggi offrono già molte garanzie ai consumatori come avviene nel mondo del vino. Netto Ottavio Cagiano presidente di Federvini che a Repubblica ha dichiarato: “Abbiamo impiegato 50 anni a creare un sistema di valore serio e garantito fondato sul Doc e Docg e solo queste possono portare il simbolo dello Stato. Possiamo convertire il sistema, ma non rottamarlo. Prima di usare lo stellone per tutto il vino e cancellare mezzo secolo di storia chiediamo di pensarci due volte”.

Manfredini (Coldiretti): “C’è un problema anche di sicurezza”

Contraria al progetto Calenda è la Coldiretti. Rolando Manfredini, responsabile della qualità e sicurezza alimentare dell’organizzazione spiega al Salvagente: “Se Calenda interpreta il made in Italy in base alle regole del codice doganale, io mi chiedo che senso ha etichettare come italiano un pacco di pasta fatta con grano coltivato altrove o certificare come italiani prosciutti lavorati con cosce di suino estero? Il 90% dei consumatori chiede di conoscere l’origine delle materie prime e poi il marchio unico crea un problema di sicurezza. Pensiamo al concentrato di pomodoro cinese inscatolato in Italia ed esportato come made in Italy: siamo sicuri dei livelli di pesticidi di quel prodotto?”

 

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

glifosato

 

 

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Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

 

Lettera all’EPA dell’ex scienziata Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato

Traduco questo articolo e lettera da NaturalNews, che – ricordo – in questo presente è stato nella bufera con google, che gli ha reso inaccessibili centinaia e centinaia di pagine. A seguito di molte proteste il sito è stato ristabilito. La motivazione rientra nel calderone delle “fake news” . Mike Adams, il suo proprietario, si è schierato con Trump. Io mi limito solo a tradurre i suoi articoli – da anni- che trovo di utilità, riflessione e conoscenza su temi e verità su cui il mainstream … “si distrae”.

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(Natural News) La lettera che segue, della scienziata dell’EPA (Ente Protezione Ambientale USA, ndt) Marion Copley (ora morta di cancro) è venuta alla luce tra i documenti non sotto sigillo della corte, che originariamente erano stati rivelati da Right to Know e postati per esteso qui: Glyphosate.news document page. Qui il PDF del documento: USRTK website, qui il backup archiviato su Natural News.

In questa lettera la scienziata dell’EPA Marion Copley implora la talpa della Monsanto Jess Rowland di fare il suo lavoro e proteggere il pubblico anzichè gli interessi della Monsanto e dice:
“Per una volta nella tua vita, ascoltami e non fare i tuoi subdoli giochi in cui la scienza è a favore di quelli che hanno messo una firma. Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

La scienziata accusa anche Rowland ed un’ altra scienziata dell’EPA, Anna Lowit (tutt’ora all’EPA) di fare tattiche di intimidazione scientifica, per costringere gli scienziati EPA e i burocrati a cambiare le loro conclusioni in favore della Monsanto.

La Copley avverte poi che gli scienziati dell’EPA è probabile siano corrotti dalla Monsanto, (…) sapendo di essere prossima alla morte ma volendo essere di aiuto per salvare l’umanità dall’olocausto tossico della chimica, spinto dalla Monsanto e da un EPA criminale:

“Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere”.

(…)

Lettera da Marion Copley a Jess Rowland, 4 marzo 2013

Jess,

Da quando ho lasciato l’Ente a causa del cancro, ho studiato ampiamente il processo del tumore ed ho dei commenti sul meccanismo, che potrebbero essere molto valevoli per il CARC [ Cancer Assessment Review Committee – Comitato per l’Esamina e Valutazione del Cancro, ndt] e che si basano sulla mia esperienza decennale della patologia. Prendero’ una sostanza chimica per dimostrare la mia visione.

Il Glifosato fu originariamente progettato come agente chelante ed io credo fermamente che si tratta dell’identico processo implicato nella formazione del suo tumore, ampiamente sostenuto dalla letteratura relativa.

– i chelanti inibiscono l’apoptosi: il processo grazie al quale i nostri corpi uccidono le cellule tumorali

– i chelanti sono degli interferenti endocrini, implicati nella genesi dei tumori

– il Glifosato induce la proliferazione dei linfociti

– il Glifosato induce la formazione dei radicali liberi

– I chelanti inibiscono gli enzimi scavenger (spazzini) dei radicali liberi che per la loro attività richiedono Zn (zinco), Mn (manganese) o Cu (rame)

– i chelanti legano lo Zinco, necessario per la funzione del sistema immunitario

– il Glifosato è genotossico : una chiave per il meccanismo del cancro

– i chelanti inibiscono gli enzimi riparatori del DNA che richiedono co-fattori di metalli

– i chelanti legano Ca (calcio), Zn, Mg (magnesio), etc rendendo il cibo carente di questi nutrimenti essenziali

– I chelanti legano il calcio necessario per la risposta immunitaria mediata dacalcineurina

– I chelanti spesso danneggiano i reni o il pancreas, come fa il glifosato , un meccanismo che induce la formazione del cancro

– un danno a reni /pancreas puo’ portare a cambiamenti clinici nella chimica favorendo la crescita del tumore

– il Glifosato uccide i batteri nell’intestino e il sistema gastrointestinale rappresenta l’80% del sistema immunitario

– i chelanti sopprimono il sistema immunitario rendendo il corpo suscettibile ai tumori

In precedenza il CARC era arrivato alla considerazione che il glifosato fosse ”un possibile cancerogeno umano” . La patologia renale negli studi animali, porterebbe ai tumori con altri meccanismi sopraelencati. Ognuno di questi meccanismi, preso singolarmente, puo’ causare tumori, ma il glifosato li causa tutti simultaneamente.

E’ essenzialmente certo che il glifosato causi cancro. Con tutta l’evidenza sopraindicata, la categoria del CARC dovrebbe essere cambiata in
“probabile cancerogeno umano”

I globuli del sangue sono assai esposti ai chelanti: se un qualsiasi studio mostra proliferazione di linfociti, allora questo è una conferma che il glifosato è cancerogeneo.

Jess, noi due abbiamo discusso parecchie volte sul CARC e tu hai spesso discusso di temi di cui non hai conoscenza, cosa che non è etica. Il tuo banale diploma in MS (Master of Scienze) del 1971 in Nebraska è assai datato, quindi la scienza del CARC è 10 anni indietro alla letteratura relativa ai meccanismi.

Per una volta nella tua vita ascoltami e non fare i tuoi conniventi giochini politici con la scienza in favore di chi ci mette una firma… Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

Tu e Anna Lowit avete fatto intimidazioni sullo staff per cio’ che concerne il CARC ed avete cambiato le relazioni finali MI ARC e IIASPOC per favorire l’industria.

I chelanti chiaramente sono interferenti nei segnali del calcio, una chiave che segnala la via in tutte le cellule e media la progressione dei tumori.

Greg Ackerman è ritenuto il nostro esperto sui meccanismi, ma non ha mai citato nessuno di questi concetti al CARC e quando ho cercato di discuterlo con lui, mi ha dissuaso.

Anche Greg sta facendo i tuoi giochini politici, è incompetente o ha in qualche modo un conflitto di interesse? Il tuo collega del Nebraska ha preso delle sovvenzioni dall’industria, chiaramente ha un conflitto di interesse. Promettimi di non autorizzare mai Anna al comitatao del CARC, le sue decisioni non hanno alcun senso razionale. Se c’è qualcuno che prende mazzette [nell’OPP, non è chiaro che dipartimento sia, ndt] è lei.

Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere.

Marion Copley March 4, 2013

Fonte: http://www.naturalnews.com/2017-03-15-heartbreaking-letter-from-dying-epa-scientist-begs-monsanto-moles-inside-the-agency-to-stop-lying-about-dangers-of-roundup-glyphosate.html

Traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

VEDI ANCHE: Controversial weedkiller in Roundup ‘does not cause cancer’, says European expert committee

 

ne ha parlato anche: https://ilsalvagente.it/2017/04/06/scoperta-una-lettera-dellepa-del-2013-il-glifosato-causa-il-cancro/21031/

Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

OGM

 

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Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

 

Ci sono OGM nei nostri piatti?
Ebbene si.. il rischio è alto perchè entrano legalmente con i limiti concessi ma anche attraverso truffe o importazioni da paesi dove sono ammessi ed i controlli sono al minimo.
Purtroppo non è uscito indenne neppure il biologico dalla truffa OGM con cereali proveniente dall’Ucraina.

Contro le truffe non è facile difendersi anche perchè tutto si risolve all’italiana con troppa facilità e dopo pochi giorni tutto torna come prima.
Ciò che è importante sapere che seppur non è ammessa la coltivazione nei nostri piatti l’OGM è di portata.
Un esempio fra i tanti: in diversi Paesi europei tra cui l’Italia (gli altri paiono essere Francia, Svezia, Germania, Austria, Gran Bretagna e Olanda) il riso OGM della Bayer viene venduto illegalmente. E’ sul mercato. Sulla tavola, in quello che si mangia, tenendo presente che sulla base di quel riso vengono fatte gallette, farine..etc etc..
Greenpeace rivela subito o meglio urla, come sempre inascoltata, che il riso OGM della Bayer, proveniente dagli Stati Uniti, è in vendita nei supermercati europei. Questo riso transgenico è illegale, non essendo stato approvato per il consumo umano o la coltivazione in alcun Paese.

1) Divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione

Questa la prima contraddizione, inoltre le etichettature sono del tutto inesistenti.
L’Italia è uno dei maggiori importatori di cereali ed ultimamente di miele.. i quali vengono importati da paesi che usano OGM, quindi con molta probabilità se io importo cereali da questi paesi, questi sono OGM, non sempre ma è molto probabile. L’indicazione della provenienza del paese d’origine d’ ingredienti sulle etichette è stata molto contestata dalle aziende in sede dell’Unione Europea, mentre invece l’indicazione della provenienza della materia prima sarebbe un ottimo aiuto per i consumatori. Greenpeace tempo fa aveva trovato circa venti prodotti presenti nei supermercati con OGM non dichiarati.

L’ Europa consente l’utilizzo di 19 OGM
(organismi geneticamente modificati) per alimenti o mangimi. Si tratta di mais, soia, colza, cotone, barbabietola da zucchero e patate (Amflora) Salmone OGM, Patata OGM, pomodori.
OGM si ma coltivato fuori dal mio paese, l’ipocrisia dell’Unione Europea
Il fatto che molti paesi europei si siano schierati contro gli OGM o per lo meno contro la coltivazione sul loro territorio non vuole dire che questi non arrivano e che non siano presenti sulla nostra tavola.

2) Etichettature non chiare
L’etichettatura dei prodotti alimentari come OGM è obbligatoria per ogni ingrediente che contiene più dello 0,9%

I regolamenti europei prevedono SOGLIE DI TOLLERANZA.

I prodotti costituiti o contenenti o derivati da OGM, sia alimenti che mangimi, sono soggetti ai requisiti di etichettatura e tracciabilità stabiliti con i Regolamenti comunitari n. 1829/2003 e n. 1830/2003. Ciò garantisce che vengano fornite informazioni ai consumatori e utilizzatori di tali prodotti, permettendo loro di effettuare una scelta consapevole.
Il Regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce requisiti specifici in materia di etichettatura e fissa le soglie di tolleranza della presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM, per cui anche gli alimenti derivati da OGM, destinati al consumatore finale o ai fornitori di alimenti per la collettività, devono riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM.

Tale obbligo non si applica tuttavia agli alimenti che contengono OGM autorizzati, oppure sono costituiti o prodotti a partire da OGM autorizzati in proporzione non superiore allo 0.9% degli ingredienti alimentari, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile (art. 12, comma 2 del Regolamento).
La definizione della soglia di tolleranza sopra indicata scaturisce dalla impossibilità nell’Unione europea, come nei Paesi terzi, di impedire la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM nei prodotti convenzionali durante le fasi di coltivazione, manipolazione, stoccaggio, trasporto.

In America è in onda come sto riportando da tempo la Dark Act che impedisce in pratica la libera etichettatura degli OGM.. chi lo fa va incontro alla giurisdizione federale e quindi ritiro del prodotto come provvedimento base.
Il peggio della legge è che va ad equiparare i prodotti OGM e derivati con i prodotti naturali!!
Tante infatti sono le petizioni dei singoli stati contro questa imposizione governativa.

 

In Italia avviene uguale ma in modo più subdolo.. sventoliamo come Italia Europa la salvaguardia ma li facciamo entrare sotto il tavolo con mille cavilli.
Vedi no coltivazione si importazione, vedi limiti, vedi etichettatura non conforme..
Imponiamo una giusta etichettatura chiara e leggibile, non come in  America che chi vuole sapere deve scannerizzare il codice QR!

Lasciamo fare  una scelta ai consumatori, sarebbe più semplice e senza sotterfugi, lasciate decidere al mercato, se la gente lo compra bene se non lo compra non lo importate più però… ma questo comporterebbe grandi perdite non trovate?.. e soprattutto il terreno di preparazione al TTIP verrebbe meno..


3) Mangimi OGM agli animali…

La maggior parte dei prodotti OGM sono adoperati per dare da mangiare al bestiame come i semi di soia, questo non vuole dire che mangiamo OGM, pur tuttavia alcuni ricercatori hanno sostenuto che frammenti di DNA transgenico si possono trovare in uova, latte e carne, argomento molto dibattuto in ambito scientifico.

Agricoltura bio esclude gli OGM, come comportarsi?

Attualmente, la mancanza d’ etichettatura, non è possibile stabilire se i prodotti sono derivati da animali nutriti con o senza OGM. Possiamo trovare OGM nel biologico? L’agricoltura biologica esclude completamente l’uso di OGM. , ma questa non è una garanzia assoluta, a causa di possibili dispersioni.

Le importazioni sono tante ed i controlli molto deboli, per non parlare delle leggi che prevedono soluzioni poco deterrenti per i truffatori.

La soluzione? cercare di autoprodursi il più possibile, in molte città esiste anche la possibilità di affitto di terreni da coltivare .. da soli o in comunità.
Volere è potere .. tuttavia acquistare prodotti biologici e locali può essere un ottima garanzia, anche se non basta. Il biologico costa ancora molto e va saputo calibrare con scelte giuste per una famiglia media.

4)GENE-EDITING: OGM che escono dalla porta e rientrano dalla finestra?

Così Green peace denuncia la imminente truffa legalizzata dell’Europa.
(Pubblicazione – 21 gennaio, 2016)

L’Ue dovrà presto decidere se la normativa europea sugli OGM si applica anche alle nuove tecniche di gene-editing (New Breeding Techniques – NBT). In questo briefing Greenpeace sottolinea come per molte di queste tecniche non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi.

Le moderne tecniche di gene-editing, anche se potrebbero essere più precise – rispetto all’ingegneria genetica tradizionale – nel disporre le alterazioni volute all’interno del materiale genetico, possono portare a effetti indesiderati e imprevedibili, con possibili implicazioni per alimenti, mangimi e ambiente. L’ipotesi di escludere queste nuove tecniche dalla normativa Ue sugli Organismi geneticamente modificati (OGM) comporterebbe l’eliminazione di qualunque obbligo di rilevamento delle modifiche involontariamente introdotte e di valutazione dei potenziali effetti negativi per la salute. Verrebbe meno anche l’obbligo della tracciabilità e etichettatura di questi prodotti, anche se comportano una modifica diretta del genoma.

Lista ufficiale degli OGM autorizzati dentro gli additivi alimentari

ovviamente nei limiti consentito dalle norme vigenti, elenco di additivi che potrebbero contenere OGM, non è detto che tutti necessariamente lo contengano, ne è stato solo autorizzato il contenuto

Derivati della lavorazione del mais
E 1404 amido ossidato
E 1410 fosfato di monoamido
E 1412 fosfato d’amido
E 1414 fosfato d’amido
E 1420 starch acetate
E 1422 amido acetato (Adipato di diamido acetilato)
E 1450 Ottenilsuccinato di amido e sodio
E 1451 Acetylated Oxidised Starch
E 150a Caramello
E 150b Caramello
E 150c Caramello
E 150d Caramello
E 420   Sorbitolo
E 421   Mannitolo
E 953   Isomalto
E 965   Maltitolo
E 966   Lattitolo
E 967   Xilitolo
E 575   Gluconedeltalattone
E 315   Acido eritorbico
E 316   Eritorbato di sodio

derivati della lavorazione della soia

E 322   Lecitine
E 479b Prodotto di reazione dell’olio di soia ossidato termicamente con mono-e Digliceridi degli acidi grassi

Lista autorizzata di OGM dentro all’alimentazione

Anche in questo caso ne è stato autorizzanto il contenuto e le aziende sono ritenute ad rispettarne la quantità stabilita dalle norme.

a base di mais: farina e semola di mais, olio di mais, chips di mais salate, petali di mais per la prima colazione
a base di soia: olio di soia, tonyu, tofu, creme dessert a base di soia, salse di soia
a base di colza: olio di colza
a base di barbabietola dolce: zucchero

Ingredienti:

Farine di mais: Panificazione, Cereali per la prima colazione, biscotti salati per aperitivi
Fiocchi di mais per le barre di cereali
Semola di mais dentro i biscotti salati
Amido di mais e altri amidacei dentro piatti già pronti, salse, salumi, creme dessert, preparazioni per dessert disidratate, zupper, prodotti per pasticceria
Derivati di amido di mais come lo sciroppo di glucosio, destrosio, maltodestrine che possiamo trovare in salse, biscotti, barre cereali, zuppe, biscotti salati e preparazioni alla frutta dentro yogurt, dessert freschi o creme e nei gelati
Farina di soia. pane, prodotti per la panificazione e la pasticceria
Proteine della soia, piatti pronti e salumi
Materia grassa vegetale (colza, mais, soia) in particolare sulle creme da spalmare
Olio di cotone per fritture

Secondo GreenPeace:

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s
Corn Flakes (cereali)
Frosted Flakes (cereali)
Rice Krispies (cereali)
Corn Pops (fiocchi)
Schiaffi (fiocchi)
Froot Loops (anelli di cereali colorati)
Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
Crispix (biscotti)
Smart Start (fiocchi)
All-Bran (Flakes)
Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
Raisin Bran Crunch (cereali)
Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Produzione società Hershey “s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
Mini Baci (cioccolatini)
Kit-Kat (barretta di cioccolato)
Baci (cioccolatini)
Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
Chocolate Chips di latte (biscotti)
Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
Scuro speciale (cioccolato fondente)
Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Casa di produzione Mars

M & M “s
Snickers
Via Lattea
Twix
Nestle
Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
Nesquik (bevanda al cioccolato)
Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
Fruit & Nut

Casa di produzione Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Società di produzione Hellman “s

Reale Maionese (maionese)
Maionese Light (maionese)
Maionese Low-Fat (maionese)

Società di produzione Coca-Cola

Coca-Cola
Sprite
Cherry Coca
Minute Maid Arancione
Minute Maid Uva

Casa di produzione PepsiCo

Pepsi
Pepsi Cherry
Mountain Dew

Società di produzione Frito-Lay / PepsiCo (componenti GM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Stabilisce Potato Chips (tutti)
Cheetos (tutti)

Società di produzione Cadbury / Schweppes

7-Up
Dr. Pepe

Produzione Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

E come alimentazione OGM in Russia per prodotti:

Kellogg (Kellogg) – produce cereali per la colazione, tra fiocchi di mais
Nestlé (Nestlé) – produce cioccolato, caffè, bevande caffè, alimenti per l’infanzia
Unilever (Unilever) – produce alimenti per l’infanzia, maionese, salse, ecc
Heinz Foods (Hayents Foods) – produce ketchup, salse
Hershey (Hershis) – produce cioccolato, bibite
Coca-Cola (Coca-Cola) – Coca-Cola, Sprite, Fanta, Tonic “Denali”
McDonald (McDonald) – una rete di “ristoranti” fast food
Danon (Danone) – produce yogurt, kefir, ricotta, alimenti per l’infanzia
Similac (Similac) – produce alimenti per l’infanzia
Cadbury (Cadbury) – produce cioccolato, cacao
Marte (Mars) – produce cioccolato Mars, Snickers, Twix
PepsiCo (Pepsi-Cola) – Pepsi, Mirinda, Seven-Up

L’inganno del cibo industriale: i veleni “invisibili” – Ecco a cosa stare molto, ma molto attenti!

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L’inganno del cibo industriale: i veleni “invisibili” – Ecco a cosa stare molto, ma molto attenti!

 

Si fa in fretta a dire cibo sano: troppi veleni invisibili si annidano nei prodotti alimentari di tipo industriale. Vediamo i casi più eclatanti.

Mercurio nel tonno, salmonella nelle carni bianche e nella soia, aflatossine nel formaggio, escherichia coli nelle cozze, frammenti di vetro nella pasta: sono solo alcuni degli “orrori” ritrovati nei prodotti alimentari italiani destinati al mercato estero e a quello interno e segnalati, lo scorso agosto, dal Sistema Rapido di Allerta Europeo per mangimi ed alimenti. A quanto pare il cibo sano è in realtà una chimera se si parla del settore industriale.

Degli esempi concreti? Lo scorso 15 luglio, ad esempio, la nota azienda Barilla ha dovuto richiamare e ritirare dieci differenti varietà di pane in cassetta e torte della sottomarca Mulino Bianco, oltre ad un lotto di pane per hamburger Pavesi, per dei ritrovamenti di corpi estranei nel sale impiegato per la loro preparazione. In base a quanto affermato dal fornitore di sale, proveniente dall’Olanda, si tratta di frammenti di metallo che possono raggiungere anche i 5 centimetri. La notizia ha fatto subito il giro del Web e molti giornali nazionali hanno trattato la notizia, eppure la maggior parte dei supermercati non si è minimamente preoccupata di informare i propri clienti sull’accaduto. Una strategia per non avere perdite nelle vendite?

Altro caso scottante nel settore industriale e alimentare è anche la controversia sorta tra la Ferrero e l’associazione tedesca dei consumatori “Foodwatch”. Questi ultimi hanno preso in esame ben 20 marche di snack e patatine per verificare la presenza di oli minerali ed in tre prodotti sono stati rilevati idrocarburi di oli minerali, noti anche come Moh. Dove? Nei cioccolatini alla nocciola “Fioretto” Lindt, nei biscotti al cioccolato “Sun Rice” di Rübezahl ma soprattutto nelle famose barrette al cioccolato Kinder e Ferrero. Vista l’alta concentrazione di Moh, l’associazione ha chiesto a gran voce il ritiro del prodotto dal mercato, ma la Ferrero ha assicurato che i suoi prodotti sono pienamente conformi coi requisiti di sicurezza alimentare e che, anzi, a volte li superano anche. Tracce di oli minerali si ritroverebbero ovunque nell’ambiente, a detta dell’azienda, ed in generale in tutti i materiali da imballaggio alimentare. Ma quali sono i rischi legati a questo genere di sostanze? Esistono due tipologie di Moh per quanto riguarda il panorama alimentare industriale: gli idrocarburi saturi, detti anche Mosh, che tendono ad accumularsi nei tessuti dell’organismo umano e a causare problemi al fegato, e gli idrocarburi aromatici, detti Moah, più pericolosi perchè cancerogeni e genotossici.

Occorre fare attenzione anche agli ingredienti che spesso le aziende millantano nelle pubblicità. Quante marche di gelati confezionati, ad esempio, vantano di avere la panna fra i loro ingredienti? Secondo un’analisi portata avanti da “Il Fatto Alimentare” su 104 prodotti presi in esame nemmeno uno conteneva anche solo una minima parte di questo ingrediente.
Come regolarsi allora in questo mare magnum di inganni alimentari? Una via è possibile: smettere di acquistare prodotti industriali e prediligere cibi biologici, consumando alimenti freschi da cucinare sul momento.

Ecco come l’industria alimentare ci prende in giro con elenchi di ingredienti ingannevoli. Come non farsi ingannare!

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Ecco come l’industria alimentare ci prende in giro con elenchi di ingredienti ingannevoli. Come non farsi ingannare!

 

L’elenco degli ingredienti è usato dai produttori alimentari per imbrogliare i consumatori sul fatto che siano più sani di quello che in verità sono.

Di mike Adams per newstarget.com

Traduzione a cura di Pamio Lodovico

Il mito: L’elenco degli ingredienti nei prodotti alimentari è studiato per informare i consumatori circa il contenuto del prodotto stesso.
La realtà: l’elenco degli ingredienti è usato dai produttori alimentari per imbrogliare i consumatori sul fatto che siano più sani di quello che in verità sono.
Questo articolo esplora i più comuni trucchi usati dalla aziende alimentari per ingannare i consumatori. L’articolo contiene anche utili informazioni per aiutare i consumatori a leggere le etichette dei prodotti con il giusto scetticismo.

Ingannare i consumatori: trucchi del commercio alimentare
Se la Scheda Nutrizionale Informativa presente nella confezione del prodotto alimentare elenca tutte le sostanze contenute nel prodotto, come possono ingannare i consumatori? Ecco alcuni dei modi più comuni:
Uno dei trucchi più comuni è quello di distribuire gli zuccheri presenti tra molti ingredienti così che le quantità di zuccheri non compaiono nei primi tre dell’elenco. Per esempio un’azienda può usare una combinazione di saccarosio, fruttosio, sciroppo di cereali, sciroppo di grano, zucchero di canna non raffinato, destrosio e altri zuccheri per essere sicura che nessuno di essi sia presente in quantità sufficiente da arrivare nelle prime posizioni dell’elenco degli ingredienti (ricordate che gli ingredienti sono elencati in ordine di proporzione nel prodotto, con i più presenti elencati per primi).
Questo inganna i consumatori sul fatto che il prodotto non è fatto in realtà principalmente da zucchero mentre i principali ingredienti potrebbero essere differenti tipologie di zucchero. E’ un modo per spostare artificialmente lo zucchero più giù nella lista degli ingredienti, non informando sul contenuto reale di zucchero presente nell’intero prodotto.
Un altro trucco consiste nel gonfiare l’elenco con minuscole quantità di ridondanti ingredienti. Si può vederlo nei prodotti per la cura personale e nello shiampo, dove le aziende dichiarano di fornire shampoo alle erbe che in realtà hanno un contenuto di erbe quasi inesistente. Nei prodotti alimentari le aziende gonfiano la lista degli ingredienti con “salutari” bacche, erbe o super-cibi che, molto spesso, sono presenti solo in minuscole quantità. La presenza alla fine dell’elenco degli ingredienti della “spirulina” è praticamente insignificante. Non c’è abbastanza sbirulina in quel prodotto che possa produrre reali effetti sulla vostra salute. Questo trucco è chiamato “etichetta imbottita” ed è comunemente usato dai produttori di “junk-food” (cibo spazzatura) che vogliono saltare sul carro dei prodotti biologici senza in realtà produrre cibi salutari.

Nascondere ingredienti dannosi
Un terzo trucco consiste nel nascondere ingredienti dannosi dietro nomi dal suono innocente, che fanno credere al consumatore che siano sani. L’estremamente cancerogeno nitrito di sodio (conservante E250), per esempio, suona perfettamente innocente, ma è ben documentato che è causa di tumori al cervello, cancro al pancreas, cancro al colon e molti altri tipi di cancro.
Carminio suona come un innocente colorante per alimenti, ma in realtà è fatto con le carcasse frantumate di scarafaggi rossi della cocciniglia. Naturalmente, nessuno mangerebbe yogurt alle fragole se sulla etichetta ci fosse indicato “colorante rosso per alimenti a base di insetti”.
Allo stesso modo, estratto di lievito suona come un ingrediente salutare, ma in realtà è un trucco usato per nascondere il glutammato monosodico (MSG, un esaltatore chimico di sapore, per dare gusto ai cibi eccessivamente elaborati) senza avere l’obbligo di indicarlo nell’etichetta. Molti ingredienti contengono glutammato monosodico nascosto e io ho scritto parecchio su questo nel sito. Praticamente tutti gli ingredienti idrolizzati contengono alcune quantità di glutammato monosodico nascosto.

Non essere ingannati dal nome del prodotto
Sapete che il nome del prodotto alimentare non ha nulla a che fare con ciò che c’è dentro?
Aziende alimentari fanno prodotti come “Guacamole Dip” (salsa di avocado) che non contiene avocado! Sono fatti, invece, con olio di soia idrogenata e colorante chimico verde. Ma ingenui consumatori comprano questi prodotti, pensando di prendere salsa di avocado, in realtà stanno comprando colorante verde, squisito dietetico veleno.
I nomi dei cibi possono includere parole che descrivono ingredienti che nel cibo non ci sono per niente. Un cracker al formaggio, per esempio, non deve necessariamente contenere del formaggio. Qualcosa di “cremoso” non deve contenere la crema. Un prodotto alla frutta, non ha bisogno di contenere nemmeno una singola molecola di frutta. Non fatevi ingannare dai nomi dei prodotti stampati sulla confezione. Questi nomi sono ideati per vendere i prodotti, non per descrivere gli ingredienti contenuti in essi.

La lista degli ingredienti non include gli inquinanti
Non c’è la necessità, nell’elenco degli ingredienti, di includere i nomi degli inquinanti chimici, metalli pesanti, bisphenol-A, PCBs (bifenile policlorurato), perclorato o altre sostanze tossiche trovate nei cibi. Come risultato abbiamo che la lista degli ingredienti non elenca quello che in realtà c’è nel cibo, elenca soltanto quello che i produttori vogliono che tu creda che ci sia nel cibo.
Richieste per elencare gli ingredienti nei cibi furono prodotto da uno sforzo congiunto tra il governo e l’industria privata. All’inizio, le aziende alimentari non volevano fosse obbligatorio indicare tutti gli ingredienti. Chiesero che gli ingredienti fossero considerati “proprietà riservata” e che elencarli, svelando così i loro segreti modi di produzione, avrebbe distrutto i loro affari.
E’ un’assurdità, naturalmente, poiché le aziende alimentari volevano soltanto tenere all’oscuro i consumatori su quello che in realtà c’è nei loro prodotti. E’  per questo che non è ancora richiesto di elencare i vari inquinanti chimici, pesticidi, metalli pesanti e altre sostanze che hanno un notevole e diretto impatto sulla salute dei consumatori. (Per anni, le aziende alimentari hanno combattuto duramente contro l’elenco degli acidi grassi, ed è solo dopo una protesta di massa delle associazioni di consumatori che la FDA alla fine ha obbligato le aziende ad includere nell’etichetta gli acidi grassi).

Manipolare la quantità delle porzioni
Le aziende alimentari hanno capito anche come manipolare la porzione del cibo al fine di far apparire i loro prodotti privi di ingredienti nocivi come gli acidi grassi (saturi).
La FDA, ha creato un sotterfugio per riportare gli acidi grassi nell’etichetta: Ogni cibo che contiene 0.5 grammi di acidi grassi o meno per porzione è permesso, sull’etichetta, dichiararlo a contenuto ZERO di acidi grassi. Questa è la logica della FDA dove 0.5=0.
Ma matematica confusa non è il solo trucco giocato dalla FDA per proteggere gli interessi commerciali delle industrie che dichiara di controllare.
Sfruttando questo trucchetto dei 0.5 grammi, le aziende arbitrariamente riducono le porzioni dei loro cibi e livelli ridicoli – giusto per tenere gli acidi grassi sotto i 0.5 grammi per porzione. Così loro dichiarano in grande sulla confezione “ZERO Acidi Grassi”. In realtà, il prodotto può essere pieno di acidi grassi (trovati in oli idrogenati), ma la porzione è stata ridotta ad un peso che può essere appropriato solo per nutrire uno scoiattolo, non un essere umano.
La prossima volta che voi prendete un prodotto da drogheria, controllate il “Numero di porzioni” indicato sulla Scheda Nutrizionale Informativa. Troverete probabilmente dei numeri talmente alti che non hanno nulla a che fare con la realtà. Un produttore di biscotti, per esempio, può dichiarare che un biscotto è un’intera “porzione” di biscotti. Ma voi conoscete qualcuno che, in realtà, mangia solo un biscotto? Se un biscotto contiene 0.5 grammi di acidi grassi, il produttore può dichiarare che l’intero pacco di biscotti è “SENZA Acidi Grassi”. In realtà, il pacco può contenere 30 biscotti, ognuno con 0.5 grammi di acidi grassi, che porta a 15 grammi totali per l’intero pacco (ma presuppone che la gente possa in realtà fare la somma che è naturalmente più difficoltosa per il fatto che gli oli idrogenati nuocciono al cervello. Ma credetemi: 30 biscotti x 0.5 grammi per biscotto in realtà fa un totale di 15 grammi).
Tu prendi un pacco di biscotti che contiene 15 grammi di acidi grassi saturi (che è una dose enorme di veleno dietetico) mentre loro dichiarano grammi ZERO.
Questo è solo un altro esempio di come le aziende alimentari usano la Scheda Nutrizionale Informativa e l’elenco degli ingredienti per ingannare e non per informare i consumatori.
Ecco alcune ulteriori dritte per decifrare con successo gli ingredienti delle etichette:

Consigli per leggere gli ingredienti delle tabelle
1)     Ricordare che gli ingredienti sono elencati in ordine della loro proporzione nel prodotto. Questo significa che i primi 3 ingredienti contano molto di più di qualsiasi altro. I primi 3 ingredienti sono quello che tu principalmente stai mangiando.

2)     Se l’elenco degli ingredienti contiene lunghe parole apparentemente chimiche, che tu non riesci nemmeno a pronunciare, evita l’articolo. Probabilmente contiene vari chimici tossici. Perché vuoi mangiarli? Introduci ingredienti che conosci.

3)     Non farti ingannare da fantastici nomi di erbe o altri ingredienti che appaiono molto giù nella lista. Alcuni produttori di alimenti che includono “goji bacche” (bacche di Lycium) verso la fine dell’elenco le usano solo come trovata pubblicitaria da apporre sull’etichetta. La reale quantità di goji bacche (bacche di Lycium) nel prodotto è probabilmente minuscola.

4)     Ricorda che l’elenco degli ingredienti non deve elencare inquinanti chimici. I cibi possono essere contaminati con pesticidi, solventi, acrilamidi, PFOA (Acido di Perfluorooctanoic), perclorati (combustibili per razzi) e altri tossici chimici senza l’obbligo di elencarli. Il miglior modo di limitare l’ingestione di tossici chimici è comprare biologico, o cibi freschi poco trattati.

5)     Cercare parole come “germogliato” o “naturale” che indica cibi di alta qualità. Chicchi e semi germogliati e sono più sani di quelli non germogliati. Ingredienti naturali sono generalmente più sani di quelli trattati o cotti. I chicchi interi sono più sani di quelli arricchiti.

6)     Non fatevi ingannare dalla parola “grano” quando deriva da farina. Tutta la farina derivata dal grano può essere chiamata “farina di grano”, anche se è stata trattata, sbiancata e privata dei suoi nutrimenti. Solo la farina di grano “chicco intero” è il tipo di farina sano. (Molti consumatori, sbagliando, credono che prodotti di “farina di grano” derivino dal chicco intero. Infatti questo è falso. I produttori alimentari ingannano i consumatori con questo trucchetto.

7)     Non fatevi ingannare nel credere che i prodotti integrali siano più sani dei prodotti naturali. Lo zucchero bruno è solo una trovata pubblicitaria – è zucchero bianco con colorante marrone e aroma aggiunto. Le uova integrali non sono diverse da quelle bianche (eccetto per il fatto che i loro gusci appaiono bruni). Il pane integrale può non essere più sano del pane bianco, a meno che non sia fatto con chicchi di grano interi. Non fatevi ingannare dai cibi “integrali”. Sono delle trovate pubblicitarie dei giganti della produzione alimentare per ingannare i consumatori nel pagare di più per i prodotti fabbricati da loro.

8)    Attenzione all’inganno delle piccole porzioni. I produttori alimentari usano questo trucco per ridurre il numero di calorie, grammi di zucchero o grammi di acidi grassi che i consumatori credono siano contenuti nei prodotti. Molte porzioni sono arbitrarie e non hanno un fondamento reale.

9)     Vuoi sapere realmente come acquistare i cibi? Scarica la nostra guida “Honest Food Guide“, un onesto rapporto sul cibo che è stato scaricato da oltre 800.000 persone. E’ in sostituzione dell’assai corrotto e manipolato Food Guide Pyramid della USDA (United States Department of Agricolture), che è poco più di un documento di marketing a favore delle fattorie industriali e delle grandi corporazioni dell’alimentare. L’Honest Food Guide è un rapporto nutrizionale indipendente che rivela esattamente cosa mangiare e cosa evitare per migliorare la propria salute.

Fonte: disinformazione.it

Grassi, zuccheri e sale: Come l’industria alimentare ci inganna

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Grassi, zuccheri e sale: Come l’industria alimentare ci inganna

 

Grassi, dolci e salati ben combinati fanno vendere molto bene. Il mix perfetto per renderci dipendenti dal cibo. Togli dai cibi processati più di un poco di sale, o zucchero, o grasso e non rimane nient’altro.

Mangiare un cibo altamente appetibile attiva i circuiti oppioidi (gli stessi che vengono sollecitati da ogni tipo di droga) e tale attivazione sviluppa una sorta di dipendenza e ci porta a consumare di più quel cibo in un circolo vizioso che ne aumenta sempre di più il consumo. 

Nei supermarket l’inganno è organizzato con sistematicità. Basti pensare che l’associazione dei consumatori tedesca Foodwatch ha individuato 1.514 prodotti che nei supermercati sono presentati in modo da attirare i bambini. Circa il 73% è costituito da merendine piene di zuccheri o grassi.

I produttori di cibo spazzatura non si limitano a sfruttare questi tre ingredienti, il cui abuso è così rischioso per la nostra salute, ma studiano in modo rigoroso le quantità, la composizione, addirittura la grandezza dei singoli elementi: sale super fine per sollecitare meglio le papille gustative, particelle di grasso distribuite in modo particolare, e zucchero o derivati con un potere dolcificante aumentato di 200 volte. Vengono effettuati anche test di risonanza magnetica per capire quali aree del cervello sono coinvolte e come aggiustare la quantità di zuccheri, sale e grassi in modo da “accendere” le aree collegate al piacere. La chiave utilizzata per attirare il cliente, ma soprattutto per poi indurlo a consumare ulteriormente il prodotto, è quella delle sostanze per le quali il nostro cervello è evolutivamente condizionato. Ovviamente a farne le spese è la salute dei consumatori.

Cosa fare quindi per ridurre lo stimolo irresistibile a mangiare sempre di più? Prima di tutto incominciare ad essere consapevoli dell’imbroglio. E liberarsi da questa schiavitù gestita da altri che hanno solo da guadagnarci sarà un notevole passo avanti.

Reagire si può, con poche importanti regole. Mangiare più possibile cibi cucinati con le proprie mani, pesando gli alimenti e sforzandosi di cucinare senza sale, grassi e zuccheri aggiunti. Abbiamo il potere di compiere delle scelte. Siamo noi a decidere cosa acquistare. Siamo noi a decidere quanto mangiare.