Attenzione – Cibo radioattivo dal Giappone: l’Unione Europea intende azzerare i controlli…!!

 

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Attenzione – Cibo radioattivo dal Giappone: l’Unione Europea intende azzerare i controlli…!!

 

di Piernicola Pedicini, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

“La Commissione europea vuole eliminare una serie di controlli sui prodotti alimentari importati da alcune aree del Giappone. Questi controlli erano stati decisi dopo il disastro nucleare di Fukushima. Siamo sconcertati. Gli studi scientifici dicono che il tempo di dimezzamento della radioattività dopo un incidente nucleare è di ben 700 milioni di anni. Sono passati appena 6 anni da Fukushima, un lasso di tempo troppo breve per poter essere sicuri.

Nella Commissione Ambiente, Salute e Sicurezza alimentare del Parlamento europeo abbiamo espresso il nostro sdegno a questa proposta della Commissione: il cibo che mangiamo e quello che entra nel mercato europeo deve essere sicuro. Non bastano i controlli in Giappone, servono anche quelli all’ingresso in Europa. Come ha dimostrato il caso delle uova contaminate, i controlli non sono mai troppo pochi! A volte le normative non bastano: bisogna fare i conti con la realtà della corruzione e degli interessi commerciali in gioco.

Dopo l’esplosione di Fukushima tonnellate di acqua contaminata dalle radiazioni sarebbero state riversate in mare. I principali alimenti a rischio sono i pesci, il tonno e le vongole. Sotto attenzione anche il riso. I controlli speciali, decisi all’indomani del disastro nucleare, non devono essere rimossi.

I cittadini italiani sanno chi difende davvero la salute dei loro salute. Noi non dimentichiamo che pochi anni fa il governo Berlusconi propose un decreto per il ritorno al nucleare dell’Italia, seguiti a ruota dalla Lega. Questi disastri e le conseguenze che portano devono essere da monito. Per questo, in più di una circostanza, il popolo italiano si è espresso contro l’utilizzo del nucleare. Il futuro sono le fonti rinnovabili. Noi continuiamo a lavorare per costruire e realizzare un Paese diverso“.

di Piernicola Pedicini, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa

VIDEO. Ecco l’intervento di Piernicola Pedicini in Commissione. Sol il gruppo Efdd difende davvero la salute dei cittadini.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/09/cibo-radioattivo-dal.html

Anonymous lancia l’allarme: la più grande minaccia per l’umanità e la Terra sono le fughe radioattive di Fukushima!

Anonymous

 

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Anonymous lancia l’allarme: la più grande minaccia per l’umanità e la Terra sono le fughe radioattive di Fukushima!

 

In un breve video, informativo,Anonymous ha spiegato perché è importante essere consapevoli di ciò che sta avvenendo presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

E questo messaggio non poteva venire in un momento migliore, a causa del fatto che i recenti livelli di radiazione del reattore numero due sono stati riportati come “inimmaginabili “.

Dopo sei anni da quando è avvenuto il disastro nucleare di Fukushima Daiichi, dopo uno tsunami che ha colpito il Giappone, la radiazione continua a inquinare l’ambiente e sta prendendo strada nella catena alimentare.

Non solo, ma secondo diversi rapporti, la radiazione sta aumentando piuttosto che estinguersi.

Secondo Anonymous:

Il pianeta Terra è contaminato da elementi radioattivi velenosi. E, di conseguenza, il DNA degli esseri viventi con il deterioramento, accelerano l’estinzione della specie e del pianeta, compresi noi.  Centinaia di milioni di persone dovranno morire di tumori e malattie causate dall’esposizione alla radiazione “. Inoltre, affermano che ” Milioni di mamme subiranno aborti, a causa delle deformazioni dei loro bambini “.

Continuano a spiegare come i media mainstream siano rimasti quasi silenziosi dall’evento, per quanto riguarda l’incidente . Durante un periodo di tempo molto breve, il video continua a mostrare vari incidenti di fallout fino dal disastro 2011.

Essi mostrano come i media, americani e non , hanno continuato a distrarre la popolazione da ciò che deve seguire a questo disastro.

Si prega di condividere questo video con tutti quelli che sono conosci, è di fondamentale importanza che cominciamo a premere sui poteri istituzionali per fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

La radiazione del reattore nucleare di Fukushima è al livello più elevato dalla sua fusione del 2011 
Le straordinarie letture dei livelli radioattivi pongono pressione sull’operatore Tepco nei suoi sforzi per la disattivazione della centrale nucleare, i livelli di radiazione estremamente elevati sono stati registrati all’interno di un reattore danneggiato presso la centralenucleare di FukushimaDaiichi, da quasi sei anni da quando l’impianto ha subito una tripla fusione.

L’operatore dell’impianto, Tokyo Electric Power (Tepco), ha detto che le letture registrate atmosferiche, raggiungono fino a 530 sieverts l’ora, all’interno del recipiente di contenimento del reattore n. 2, uno dei tre reattori che hanno provocato una crisi quando l’impianto è stato paralizzato da un enorme tsunami che ha colpito la costa nordorientale del Giappone nel marzo 2011.

Le straordinarie letture di radiazioni evidenziate dalla scala dei valori che affrontano migliaia di lavoratori , in quanto l’aumento di pressione  basata da Tepco per avviare la decommissioning o disattivazione dell’impianto , è un processo che dovrebbe durare circa quattro decadi.

Anche se viene preso in considerazione un margine di errore del 30 per cento, la lettura recente, descritta da alcuni esperti come “inimmaginabile“, è molto superiore al record precedente di 73 segmenti l’ora rilevati dai sensori nel 2012.

Tepco ha sottolineato, tuttavia, che la fotocamera che aveva esplorato più profondamente all’interno del reattore si era concentrato su un solo punto. I livelli di radiazione in altri punti filmati dalla fotocamera sono stimati  essere molto più bassi, hanno aggiunto.

Una singola dose di uno sievert è sufficiente a causare malattie e nausea da radiazioni ; 5 sieverts ucciderebbe metà degli esposti entro un mese e una singola dose di 10 sieverts sarebbe fatale entro poche settimane.

Tepco ha anche detto che l’analisi delle immagini aveva rivelato un foro in una grata metallica sotto lo stesso recipiente di pressione del reattore. Il foro di un metro è stato probabilmente creato dal combustibile nucleare  fuso e che poi è penetrato nello scafo dopo che lo tsunami ha bloccato il sistema di raffreddamento di sostegno di Fukushima Daiichi.

Può essere stato causato dal combustibile nucleare che si sarebbe fuso e ha generato un buco nel vaso, ma è solo un’ipotesi in questo stadio“, afferma il portavoce della Tepco Tatsuhiro Yamagishi ad AFP.

Crediamo che le immagini catturate forniscano informazioni molto utili, ma abbiamo ancora bisogno di indagare dato che è molto difficile comprendere pienamente la condizione reale all’interno“.

La presenza di radiazioni pericolosamente elevate complicherà gli sforzi per smantellare in sicurezza l’impianto.

Un robot a controllo remoto che la Tepco intende inviare nel contenitore di contenimento del reattore No 2 è stato progettato per resistere all’esposizione a un totale di 1000 sievert , il che significa sopravvivere per meno di due ore prima che inizi a malfunzionare.

La ditta ha dichiarato che le radiazioni non sono fuoriuscite al di fuori del reattore, aggiungendo che il robot sarebbe ancora utile perché si sposta da un punto all’altro e incontra radiazioni di diversi livelli.

Tepco e la sua rete di società partner di Fukushima Daiichi devono ancora identificare la posizione e la condizione del combustibile fuso nei tre reattori più gravi. La rimozione in modo sicuro rappresenta una sfida senza precedenti nella storia del nucleare.

Si ritiene che le quantità di combustibile fuso accumulato nella parte inferiore dei contenitori di contenimento dei reattori danneggiati, ha una radiazione pericolosamente elevata e ha impedito agli ingegneri di misurarne con precisione lo stato dei depositi di carburante.

All’inizio di questa settimana, l’utility ha rilasciato immagini di grumi scuri che si trovano al di sotto del reattore n. 2 che ritiene possa essere carburante di uranio fuso – la prima scoperta del genere dopo il disastro.

Nel mese di dicembre, il governo ha dichiarato che il costo stimato per la disattivazione dell’impianto e la decontaminazione dell’area circostante, nonché il pagamento di compensazioni e la conservazione dei rifiuti radioattivi, era salito a 21,5 tn yen (150 miliardi di euro), quasi il doppio di una stima pubblicata nel 2013.

Vergognoso – Unione Europea complice del massacro delle balene – L’accordo commerciale fra con il Giappone, consente alla Norvegia di sterminare migliaia di balene …Le preferite? Femmine incinte, il 90% del massacro!

 

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Vergognoso – Unione Europea complice del massacro delle balene – L’accordo commerciale fra con il Giappone, consente alla Norvegia di sterminare migliaia di balene …Le preferite? Femmine incinte, il 90% del massacro!

L’accordo commerciale fra Unione europea e Giappone, siglato il 5 luglio, porta con se una grande ombra: il massacro delle balene. Dai porti europei passa infatti la carne di balene che dalla Norvegia arriva – senza controlli – direttamente in Giappone. La Norvegia caccia circa1.000 esemplari di balene ogni anno. Secondo un documentario trasmesso in Norvegia nel marzo 2017, oltre il 90% degli esemplari uccisi legalmente era di sesso femminile, la quasi totalità delle quali in gravidanza. Le ripercussioni ambientali sono enormi per l’ecosistema marino: più balene ci sono migliore è infatti lo stato di salute degli oceani. Le balene infatti forniscono nitrogeno e ferro che sono necessari per la vita del fitoplancton. Il fitoplancton è diminuito del 40% dal 1950 principalmente a causa della diminuzione della popolazione delle balene.

L’accordo commerciale siglato con il Giappone – che ha molti aspetti positivi – non deve indebolire la lotta al traffico illecito di carne di balena. Chiediamo più controlli. In Europa la caccia alle balene e la tratta delle sue carni sono vietate. Dobbiamo essere coerenti senza prestarci a nessuna complicità.

Il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle sta lottando al Parlamento europeo per difendere le balene e i nostri mari in tutte le Commissioni competenti: Ambiente, Pesca e Commercio internazionale.

VIDEO
L’Intervento di Eleonora Evi durante la plenaria di Strasburgo.

di Eleonora Evi, Efdd – MoVimento 5 Stelle (Commissione Ambiente)
“Cari colleghi, che gli oceani ed i loro abitanti non versino in condizioni ottimali è un dato di fatto oggettivo e conosciuto. Tra tutti, i mari artici sono quelli a maggior rischio e quelli dove si stanno manifestando in maniera più evidente gli effetti dei cambiamenti climatici. Purtroppo c’è chi dalla fusione dei ghiacci artici vede solo le grandi opportunità di guadagno dall’estrazione di combustibili fossili, dalle attività minerarie, dall’apertura di nuove zone di pesca e di rotte di navigazione. Questo scenario impone a tutti noi di fare del nostro meglio per evitare che al degrado globale si aggiunga le dannosa e inutile caccia alle balene. Circa il 90% delle balenottere uccise finora dai balenieri norvegesi erano femmine, quasi tutte gravide. La loro uccisione rappresenta un danno enorme per le capacità di sopravvivenza delle popolazioni di balenottere del Nord Est Atlantico. Chiediamo pertanto che gli Stati membri siano allertati del possibile traffico illecito di carne di balena norvegese verso il Giappone ed attuino tutti i necessari controlli di legge. Chiediamo anche che la Commissione europea individui misure di pressione verso la Norvegia nella sua dimensione di membro dell’EEA (European Economic Area) a cui si applica la normativa comunitaria”.

di Rosa D’Amato, Efdd – MoVimento 5 Stelle (Commissione Pesca)

“La Norvegia ha ucciso più di 350.000 balene tra il 1946 e il 1986 e ha votato contro la moratoria commerciale di caccia alle balene nel 1982 rifiutandone i vincoli. Il Paese dei fiordi pratica la caccia alle balene con delle quote autoassegnate, attualmente 999 per la stagione di caccia del 2017 (da 880 nel 2016 e 1.286 per il tutto il periodo 2010-2015 incluso). La scusa era quella della caccia scientifica di piccole balene poi ha ripreso la caccia alle balene commerciali in virtù della «obiezione» alla moratoria commerciale. Oggi la Norvegia è la nazione con il maggior fatturato derivante dalla caccia alle balene al mondo, più di Islanda e Giappone messi insieme. Oltre la metà del prodotto di questa caccia viene esportato in Giappone.

La caccia alle balene ha anche delle ripercussioni ambientali significative per l’ecosistema marino: più balene ci sono migliore è lo stato di salute degli oceani. Inoltre, questi cetacei affrontano già una serie di minacce, non per ultima quella relativa ai cambiamenti climatici e ai rifiuti marini, ma nonostante l’opposizione degli scienziati la Norvegia va avanti con la caccia alla balene, sebbene sempre meno norvegesi gradiscano la sua carne che è per lo più destinata al mercato giapponese. Il Parlamento europeo non poteva non opporsi a questa situazione e ha presentato un’interrogazione alla Commissione europea chiedendo cosa di fatto questa sta facendo per, da un lato far rispettare alla Norvegia gli accordi internazionali e dall’altro evitare che la carne di balena destinata all’esportazione (la maggior parte!) transiti nei nostri porti europei. Questa è l’ennesima ipocrisia made in Europe, per la serie “fatta la legge trovato l’inganno”. All’interno della nostra area commerciale si commercializzano quasi indisturbati prodotti vietati dalle norme europee!”

di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle (Commissione Commercio Internazionale)
“La caccia alle balene in Norvegia è legata al redditizio commercio della carne verso il Giappone dove viene venduta a prezzi da capogiro. Il problema è che per arrivare fin lì le navi passano spesso per i porti dell’Unione europea. Nell’ottobre del 2016, ad esempio, sono transitate circa 3 tonnellate in almeno tre porti europei. In Europa la caccia alle balene è vietata, gli Stati membri aderiscono alla Convenzione internazionale per il commercio di specie animali e vegetali in pericolo (CITES), quindi chiediamo che il transito di carne di balena possa avvenire solo in presenza di certificati di autorizzazione che devono essere presentati alle autorità portuali. Se non possiamo obbligare la Norvegia a interrompere i suoi programmi di caccia alle balenottere possiamo però applicare le norme riconosciute a livello EU. L’importanza dell’interrogazione orale discussa al Parlamento europeo va al di là della generica denuncia della caccia alle balene, ma riguarda il ruolo che possono e devono svolgere le autorità portuali degli Stati membri nell’impedire il commercio illegale della carne di balena. Per questa con l’interrogazione vogliamo avviare un processo che dovrà svilupparsi ulteriormente affinché la Commissione verifichi il rispetto degli obblighi derivanti dalla CITES nei porti europei e individui strumenti di pressione verso la Norvegia affinché si decida a riconoscere e mettere in atto la moratoria del 1986”.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/07/leuropa-e-complice-d.html

 

Uno studio norvegese ha quantificato le radiazioni che ci hanno colpiti dopo Fukushima: ecco i risultati – agghiacciante!

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Uno studio norvegese ha quantificato le radiazioni che ci hanno colpiti dopo Fukushima: ecco i risultati – agghiacciante!

 

Il problema dei giorni nostri è che pensiamo erroneamente che le notizie esistano fintantoché ne si sente parlare al telegiornale, sui quotidiani e sui social. In altre parole, nel momento in cui nessuno pone più al centro dell’attenzione un problema questo viene considerato come se fosse stato magicamente risolto. Purtroppo non è la realtà, e così la questione ambientale di Fukushima esiste ancora, nonostante a nessuno venga più in mente di farne un servizio da mandare in onda. L’Istituto Norvegese per lo Studio dell’Aria non ha mai smesso di tenere gli occhi puntati sulla centrale esplosa nel 2011, e negli ultimi giorni ha pubblicato gli effetti sulla popolazione del disastro nucleare.

Gli studiosi norvegesi hanno esaminato i dati raccolti dal Comprehensive Nuclear-Test-Ban Treaty Organisation, un gruppo di ricerca che studia gli effetti sulla popolazione umana e sull’ambiente delle esplosioni o incidenti nucleari avvenuti in tutto il mondo. I dati tracciano l’attività sismica e la quantità di particelle radioattive nell’atmosfera: nel caso specifico di Fukushima è stato preso in esame il cesio-137, un elemento pesante in grado di spostarsi su lunghe distanze grazie alla sua solubilità in acqua.

Prima di passare a conoscere le quantità effettive di radiazioni che la popolazione ha subito, è necessario capire il significato dell’unità di grandezza con cui si misura l’attività radioattiva: si chiama sieverts e corrisponde alla quantità di energia radioattiva che un corpo riceve dalla radiazione stessa. 0,1 millisievert è quello che subiamo dopo una radiografia.

Gli studiosi hanno rilevato che solo il 23% del cesio-137 rilasciato dalle esplosioni è rimasto in Giappone, mentre il resto si è riversato negli oceani. “Più dell’80% della radiazione si è depositata nelle acque degli oceani e ai poli, pertanto la popolazione globale ha subito solo una minima esposizione“, ha affermato un ricercatore del team alla conferenza europea di Geoscienza tenutasi a Vienna.

È stato ovviamente il Giappone ad essere stato investito da radiazioni consistenti, soprattutto nei giorni seguenti al disastro: nei successivi 3 mesi i livelli di radiazione gamma, nella zona limitrofa a Fukushima, hanno toccato quota 5 millisievert.  Il resto del paese è stato colpito da 0,5 millisievert, corrispondente più o meno ad una tomografia computerizzata.

Il resto del mondo è stato interessato solo da 0,1 millisievert, al pari di una lastra a raggi X in più.

Non bisogna dimenticare inoltre che ognuno di noi è soggetto ad una quantità di radiazioni annuale che oscilla tra 1,5 mSv and 3 mSv: tra i fattori che aumentano l’esposizione sono lunghi viaggi in aereo, l’assunzione di cibo contaminato e l’inquinamento ambientale.

Stando ai risultati dello studio sembra che possiamo tirare un sospiro di sollievo, ma non cadiamo in un pensiero troppo egoistico e non dimentichiamo la fauna e la flora circostanti il territorio di Fukushima, seriamente interessate dalle radiazioni. Non sarà stato un disastro paragonabile a quello di Chernobyl del 1986, ma è chiaro che ancora abbiamo da imparare sulla gestione delle centrali nucleari… A scapito dell’ambiente.

fonte: http://www.curioctopus.it/video/13237/uno-studio-norvegese-ha-quantificato-le-radiazioni-che-ci-hanno-colpiti-dopo-fukushima:-ecco-i-risultati

A Fukushima il reattore n. 2 sta salendo a un livello “inimmaginabile” di radiazioni. È un pericolo per l’intera l’umanità. Perchè non ci fanno sapere niente?

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A Fukushima il reattore n. 2 sta salendo a un livello “inimmaginabile” di radiazioni. È un pericolo per l’intera l’umanità. Perchè non ci fanno sapere niente?

livelli di radiazione hanno raggiunto un livello record in uno dei reattori nucleari di Fukushima gravemente danneggiati dal terremoto e tsunami che nel 2011 ha colpito il Giappone.

I valori del reattore numero 2 della centrale nucleare di Fukushima Daiichi sono così alti che minacciano di distruggere la sonda utilizzata per monitorare il sito mentre è in fase di smantellamento. I livelli di radiazioni sono i più alti mai avuti in 6 anni e il pericolo è serio.

La società che si occupa dello smantellamento della struttura, la Tokyo Electric Power (Tepco), ha riferito che il reattore numero 2, uno dei tre reattori gravemente danneggiati, mostra un livello “inimmaginabile” di gran lunga superiore al record precedente di 73 sievert/ora (Sv/h). Il valore di radioattività è di 530 sievert/ora è enorme. Per comprenderlo basta considerare che 1 sievert/ora è sufficiente a causare nausea e danni all’organismo; 5 sievert/ora uccidono entro un mese nel 50% delle persone esposte e 10 sievert/ora sono fatali in poche settimane.

Dopo il  triplo crollo catastrofico della centrale nucleare di Fukushima nel 2011, il governo giapponese e la società che gestiva la struttura, la Tokyo Electric Power Company (TEPCO), hanno lavorato per coprire il danno fatto e minimizzare la quantità di radiazioni che il disastro aveva rilasciato nell’ambiente. Anche se molti impatti del disastro sono stati sospettosamente assenti dai resoconti dei media, la radiazione dei reattori danneggiati non ha mai smesso di fuoriuscire in tutti questi anni. Fino ad oggi, 300 tonnellate di acqua radioattiva contaminata, usata per il raffreddamento dei reattori ed evitare l’esplosione, sono state riversate ogni giorno nell’Oceano Pacifico dato che molte delle perdite non può essere sigillato a causa del calore estremo.

A dicembre 2016, ovvero pochi mesi fa, è stato reso noto ufficialmente che la radiazione di Fukushima, in particolare il cesio 134, è stato rilevato sulle coste del pacifico degli USA, segnando una nuova era pericolosa per i residenti e la fauna selvatica lungo la regione costiera del Pacifico.

La TEPCO ha anche mostrato l’analisi delle immagini del reattore numero 2 che rivela un buco sul reticolo metallico sotto il recipiente a pressione dello stesso reattore. Il buco, largo un metro, è stato probabilmente creato dal combustibile nucleare fuso e poi penetrato dal recipiente e gli altissimi livelli di radiazione rendono difficile ogni operazione.

La TEPCO  ha quindi intenzione di inviare all’interno del reattore un robot telecomandato che è progettato per sopportare l’esposizione a un totale di 1.000 sieverts, e che potrebbe sopravvivere per meno di due ore prima di rompersi.

L’azienda ha riferito che le radiazioni non escono al di fuori del reattore numero 2. Nel mese di dicembre, il governo giapponese ha comunicato inoltre che il costo stimato della disattivazione della centrale e la decontaminazione della zona circostante, così come il pagamento dei risarcimenti e lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, era salito a 21.5tn yen (180 miliardi di euro), quasi il doppio della stima rilasciata nel 2013.

Ai cittadini giapponesi è stato detto che non c’era nulla di cui preoccuparsi, nonostante il fatto che i tassi di cancro negli ultimi 6 anni sono aumentati esponenzialmente. Il vero e non dichiarato pericolo è quello della bio-accumulazione. La bio-accumulazione si riferisce al graduale accumulo nel tempo di sostanze chimiche in un organismo, che assorbe la sostanza a un ritmo più veloce di quello che viene escreto. Ora, che la radiazione di Fukushima ha raggiunto gli Stati Uniti, anche coloro che vivono sulla costa occidentale o consumano pesce da quella regione potrebbero essere a rischio dato che il cesio consumato rimarrebbe nel corpo, causando continuamente danni fino a quando non viene escreto.

Riferimenti
– Fukushima nuclear reactor radiation at highest level since 2011 meltdown. The Guardian
– Fukushima reactor hit by 2011 tsunami shows record radiation levels. Sky News
– Fukushima Radiation Makes Landfall On US West Coast – And It’s Only The Beginning. TrueActivist
– It’s Finally Here: Radioactive Plume From Fukushima Makes Landfall on America’s West Coast. Environews

fonte: https://www.extremetech.com/extreme/243904-fukushimas-reactor-2-far-radioactive-previously-realized-no-sign-containment-breach

 

Fukushima: la catastrofe ambientale – tutt’ora in atto e coinvolge l’intero pianeta – di cui di cui i media hanno deciso che non dovete sapere niente!

 

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Fukushima: la catastrofe ambientale – tutt’ora in atto e coinvolge l’intero pianeta – di cui di cui i media hanno deciso che non dovete sapere niente!

 

Nucleare, dicono che il disastro di Fukushima sia finito. Ma non è così

di Yuko Yoneda – direttrice di Greenpeace Giappone

L’11 marzo di sei anni fa più di 15mila persone morirono e la vita di altre decine di migliaia di persone cambiò per sempre. Il Giappone nord-orientale fu colpito da un violento terremoto, seguito da un enorme tsunami che spazzò via una dopo l’altra le città costiere. Poi, nei giorni successivi, arrivò la notizia sconvolgente dell’incidente ai reattori nucleari della centrale di Fukushima Daiichi.

Un disastro nucleare che continua ancora oggi. I sopravvissuti all’incidente continuano a vivere con il timore per la salute delle loro famiglie e con l’incertezza sul futuro. E sono le donne ad affrontare le conseguenze più pesanti. Donne che continuano a farsi domande senza avere risposte che siano in grado di alleviare il profondo senso di rabbia e di ingiustizia.

A partire dalle due settimane successive al disastro nucleare, e per tutti questi sei anni, Greenpeace ha condotto campagne di misura della radioattività nella regione contaminata. L’ultima indagine ha raccolto dati sia all’interno che all’esterno di alcune case selezionate nel villaggio di Iitate, situato a circa 30-50 km dalla centrale nucleare di Fukushima. In alcune di queste abitazioni, chi dovesse eventualmente tornarvi potrebbe ricevere una dose di radiazioni equivalente a una radiografia del torace a settimana. E questo assumendo che la popolazione rimanga nella parte di territorio decontaminata, visto che il 76 per cento della superficie totale di Iitate non è stato bonificato e rimane altamente contaminato.

Nonostante questo, il governo guidato da Shinzo Abe intende revocare a breve – a cavallo tra fine marzo e inizio aprile – gli ordini di evacuazione dal villaggio di Iitate e da altre aree, a un anno dalla fine dell’erogazione dei risarcimenti per le famiglie di quelle zone. Verrà inoltre annullato il sostegno per l’alloggio a chi è stato evacuato al di fuori delle zone designate. Una decisione che, per chi dipende economicamente da questo supporto, potrebbe significare il ritorno forzato in aree contaminate.

Le donne e i bambini sono i più colpiti da quanto accaduto sei anni fa. Sono infatti fisicamente più vulnerabili agli impatti del disastro e all’esposizione alle radiazioni. L’evacuazione ha inoltre smembrato comunità e famiglie, privando donne e bambini di reti sociali e fonti di sostegno e protezione. Insieme a un forte divario salariale – il Giappone è terzo nella disparità di reddito di genere, secondo le più recenti classifiche dell’Ocse – per le donne sfollate, soprattutto per le madri sole con figli a carico, il rischio povertà è molto più alto rispetto agli uomini.

Nonostante le avversità, o forse proprio per queste, le donne rappresentano la più grande speranza di cambiamento. Nonostante siano politicamente ed economicamente ai margini, le donne si sono poste in prima fila per chiedere cambiamenti al governo e all’industria nucleare.

Per proteggere i propri figli e per garantire un futuro libero dal nucleare per le future generazioni, le madri di Fukushima e dintorni sono mobilitate contro le politiche e le decisioni paternalistiche del governo. Sono alla testa dei movimenti antinucleari, organizzano manifestazioni e sit-in davanti agli uffici del governo, guidano le battaglie legali, testimoniano in tribunale, si sono unite per difendere i loro diritti.

Noi lottiamo assieme alle donne che sono in prima fila nella lotta antinucleare, per i loro diritti e per il loro futuro.

tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/03/11/nucleare-dicono-che-il-disastro-di-fukushima-sia-finito-ma-non-e-cosi/3443253/