Frutta Cinese in vendita nei supermercati di Napoli… È proprio necessario?

 

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Frutta Cinese in vendita nei supermercati di Napoli… È proprio necessario?

 

Da Il Mattino di Napoli:

Frutta fresca dalla Cina in vendita nei supermercati di Napoli

La globalizzazione ha modificato le abitudini alimentari di molti italiani. Gli scaffali dei supermercati abbandono di prodotti provenienti da ogni angolo della Terra. Ma è proprio necessario proporre in vendita anche frutta fresca proveniente dalla Cina? Come il pomelo, una sorta di gigantesco pompelmo, riapparso in questi giorni nei supermercati napoletani. Ha la forma, e più o meno le dimensioni, di un melone bianco, ma la buccia è gialla e liscia. Tanto liscia da sembrare finta. Un agrume con un abbondante sostanza spugnosa sotto la buccia e che – dicono – ha il sapore di un pompelmo. Viene proposto in vendita a 1,48 euro al chilo. E correttamente sulla confezione c’è la dicitura ma in inglese  «treated with imazalil», ovvero «trattato con imazalil», un funghicida (autorizzato dalle autorità italiane) che probabilmente ne garantisce la stabilità durante il lungo viaggio dalla Cina in Italia.

In definitiva il pomelo è un agrume come quei bei mandarini, le clementine e le arance che troviamo in questo periodo in abbondanza nei mercatini degli agricoltori a un euro al chilo, insieme ad altra frutta di stagione: cachi, mele e pere.  Non trattati. Evviva la globalizzazione, ma almeno la frutta dovremmo mangiarla a chilometro zero.

fonte: https://www.ilmattino.it/napoli/citta/frutta_fresca_dalla_cina_vendita_supermercati-3360392.html

Rosarno, la mattanza delle arance – Come fanno morire le nostre Arance (le migliori del mondo) e ci costringono a consumare porcherie che non si sa nemmeno da dove arrivano!!

 

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Rosarno, la mattanza delle arance – Come fanno morire le nostre Arance (le migliori del mondo) e ci costringono a consumare porcherie che non si sa nemmeno da dove arrivano!!

 

…arrivano con le navi nei porti Italiani, scaricano …e di colpo diventano Arance Italiane !!

Le arance a Rosarno non vengono raccolte. Perchè non conviene. Cosa più la raccolta della vendita. la concorrenza delle “altre” arance è spietata e fa abbassare i prezzi in maniera clamorosa. Le “altre” arance sono arance straniere che arrivano nei nostri porti e “per magia” diventano italiane. Questo succede perché nei porti i controlli delle autorità non sono spesso sufficienti. Il risultato di questa situazione è che il prodotto italiano si trova a competere con altri prodotti che costano meno e non ce la fanno. Nei succhi, inoltre, spesso non riusciamo a capire se il succo è made in Italy. A fine pezzo gli agricoltori diranno: “non ci conviene raccogliere le arance. e allora le regaliamo. vogliamo regalarle ai nostri politici. Un souvenir dalla calabria per ricordare loro quanto è importante la difesa dei nostri prodotti di qualità.

Chi dobbiamo ringraziare per tutto questo?

Unione Europea?

Governo?

Multinazionali?

Di certo credo sia chiaro a tutti chi ci rimette !!

 

 

L’allarme del M5s – Almeno un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di ben 27 interferenti endocrini…!

 

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L’allarme del M5s – Almeno un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di ben 27 interferenti endocrini…!

Frutta e verdura contengono interferenti endocrini: adesso bisogna agire!

Un terzo della frutta mangiata in Europa contiene residui di 27 interferenti endocrini che possono danneggiare il sistema ormonale dei cittadini. Un rapporto dell’ONG Pesticide Action Network (PAN) svela un’amara verità: mangiamo schifezze. Per le verdure le quantità sono leggermente più basse: il 41% di quelle analizzate contiene pesticidi e il 14% contiene sostanze che influenzano il sistema endocrino. Queste sostanze chimiche sono nocive per il sistema ormonale, sono legate all’insorgenza di tumori o patologie riproduttive come infertilità e endometriosi. Possono provocare aborti spontanei. La Commissione europea deve applicare il principio di precauzione e vietarle.

IL VOTO DEL PARLAMENTO

Il Parlamento europeo ha votato una obiezione al progetto di regolamento della Commissione europea che stabilisce criteri scientifici per identificare gli interferenti endocrini. I nostri voti sono stati decisivi per raggiungere la soglia della maggioranza qualificata e siamo stati tra i primi a sollevare il caso. Nel 2016 Piernicola Pedicini aveva raccolto le firme di un decimo dei deputati del Parlamento europeo e aveva presentato una mozione di censura alla Commissione europea. La mozione, decaduta poi per il ritiro delle firme di 16 deputati del gruppo Gue/Ngl, aveva costretto la Commissione a presentare le sue proposte. Da allora è iniziata una fase di consultazione con gli Stati membri che non è ancora terminata. A distanza di oltre un anno, la maggioranza del Parlamento europeo ci dà ragione. Ma quanto tempo si è perso?

LE PRESSIONI DELLE LOBBY SUI GRUPPI POLITICI
L’obiezione approvata dal Parlamento europeo è un primo, importante, passo avanti. Purtroppo, però, i grandi gruppi politici sono riusciti a tagliare più della metà delle sostanze nocive presenti nel testo adottato in Commissione Ambiente lo scorso 28 settembre, inclusa la parte in cui denunciavamo la mancata inclusione di una categoria di sostanze sospette. Adesso sono considerati interferenti endocrini solo quelle sostanze per cui è provato scientificamente il rapporto di causalità tra l’esposizione alla sostanza e il danno. Questo vuol dire che nessuna azione può essere intrapresa contro le sostanze di cui si sospettano effetti nocivi per l’uomo a meno di non presentare una proposta complementare. Come al solito gli eurodeputati degli altri gruppi hanno ceduto alle pressioni delle grandi multinazionali dell’agrochimica e della Commissione europea stessa. I criteri proposti migliorano la situazione attuale ma non sono ancora sufficienti a garantire la piena applicazione del principio di precauzione. Per questo abbiamo sostenuto l’obiezione e votato per avere al più presto un nuovo progetto.

 

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/10/frutta-e-verdura-con.html

 

 

Attenzione: ci vendono le mele dell’anno scorso facendole passare per fresche, e ce le fanno pagare anche di più!

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Attenzione: ci vendono le mele dell’anno scorso facendole passare per fresche, e ce le fanno pagare anche di più!

 

Ci vendono le mele dell’anno scorso facendole passare per fresche, e costano anche di più

Con l’arrivo dell’autunno sono arrivate le prime mele nei supermercati, ma bisogna prestare molta attenzione al tipo di prodotto che si sta acquistando. Potrebbero essere, infatti, mele dello scorso anno, la cui vendita non sembra nemmeno vietata.

A parlarne è Carlo Bogliotti su La Stampa che spiega come il 2017 sia stato un pessimo anno per la raccolta delle mele a causa delle avverse condizioni meteo: prima due gelate a maggio e poi una lunga siccità estiva, questo ha comportato un basso numero di prodotti da vendere. Lo scorso anno, invece, la produzione è stata decisamente maggiore a quella dell’offerta e i frutti non sono stati buttati, ma conservati in appositi magazzini, per evitarne il deterioramento, e ora vengono riproposti sul mercato.

Non si tratta di prodotti “cattivi”, ma semplicemente di prodotti vecchi, a fronte della situazione sopra riportata. Il problema sembrerebbe non esserci, ma lo diventa quando però l’etichetta dei prodotti non rivela questo dettaglio, come invece dovrebbe per correttezza. Non esiste però un obbligo legale che imponga scrivere sull’etichetta la data di raccolta delle mele e quindi al consumatore resta il dubbio, che in questo caso ha anche il sapore di inganno.

A mostrare ancora di più la poca correttezza di alcuni commercianti sono i prezzi: se infatti la raccolta del 2017 è stata più scarsa, ha un senso un prezzo più elevato, ma non lo è se la mela è in realtà del 2016. Come scoprirlo? Impossibile, bisogna solo fidarsi dell’onestà del commerciante.

tratto da: http://www.leggo.it/alimentazione/news/mele_grande_inganno_vendono_prodotti_dello_scorso_anno_scambiandoli_freschi_ed_tutto_legale-3276304.html

Test – Scegli la tua banana. Scopriamo insieme se la tua scelta è la migliore per la tua salute.

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Test – Scegli la tua banana. Scopriamo insieme se la tua scelta è la migliore per la tua salute.

Per qualche motivo, la gente sottovaluta le banane. Perché? Questi frutti sono ricchi di vitamine e gustosi! Ma scegliere le banane può essere difficile. Quale banana si dovrebbe comprare?

Se hai scelto i numeri 5, 6 e 7, hai ragione! Le macchie marroni non significano che la frutta sia andata a male. È proprio il contrario: più la banana è scura, più proteine contiene.

Stiamo parlando del fattore di necrosi tumorale (TNF), che può rafforzare la tua risposta immunitaria e provocare la morte di alcuni tipi di cellule tumorali.

Vedi? Le banane sono fantastiche! Ecco altre ragioni per amarle:

  1. Le banane aiutano ad abbassare la pressione arteriosa.
  2. Grande fonte di energia!
  3. Aiutano a combattere la depressione.
  4. Le banane possono aiutare a regolare la temperatura corporea; mangiare una banana in un giorno caldo può rinfrescare un po’ il corpo.
  5. Si dovrebbero mangiare banane in caso di sindrome premestruale o esaurimento nervoso.

fonte: varie dal web

 

Attenti ai bollini presenti sulla frutta. Il codice numerico che vi è riprodotto è molto importante! Se il codice inizia con il numero 8, state alla larga! È OGM !!

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Attenti ai bollini presenti sulla frutta. Il codice numerico che vi è riprodotto è molto importante! Se il codice inizia con il numero 8, state alla larga! È OGM !!

 

Importanti informazioni non si possono trovare soltanto sulle etichette dei prodotti confezionati, ma anche su quelli freschi. Chi ha mai fatto caso a cosa c’è scritto sui bollini adesivi che spesso sono attaccati alla frutta e alla verdura?

Non servono solo a riportare il logo dell’azienda produttrice ma contengono anche dei numeri che stanno ad indicare informazioni molto importanti, sul modo in cui è stato coltivato l’ortaggio o il frutto che si ha tra le mani.

Vediamo in particolare come distinguere un prodotto proveniente da colture tradizionali (che utilizzano fertilizzanti chimici), organiche o che è stato geneticamente modificato.

Sugli adesivi è presente un codice a barre, chiamato PLU; vediamo come leggerlo e capire in che modo il prodotto è stato cresciuto.
1. Se sull’adesivo sono presenti 4 cifre il prodotto è stato coltivato in maniera tradizionale, con l’uso di pesticidi e fertilizzanti.

In questo caso i numeri indicheranno semplicemente che prodotto stiamo per comprare: ad esempio le banane sono sempre identificate con il codice 4011.

2. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 8, allora il prodotto è un OGM.

Ad esempio una banana geneticamente modificata sarà contraddistinta dal codice 84011.
3. Se sull’adesivo sono presenti 5 numeri, e il primo è 9, il prodotto proviene da una coltura organica.
Una banana coltivata biologicamente avrà il codice 94011.
Esistono alcuni cibi che più di altri sono soggetti a trattamenti chimici e risultano essere più inquinati: ecco quali sono.
  1. Fragole
  2. Mele
  3. Pesche
  4. Sedano
  5. Uva
  6. Ciliegie
  7. Spinaci
  8. Pomodori
  9. Peperoni

Ce ne sono altri invece che difficilmente sono sottoposti a sostanze chimiche eccessivamente aggressive, tra cui:

  1. Avocado
  2. Mais dolce
  3. Ananas
  4. Cavoli
  5. Piselli
  6. Cipolle
  7. Asparagi
  8. Mango
  9. Papaya
  10. Kiwi

Essere più consapevoli di ciò che mangiamo è semplice, anche se spesso le informazioni vengono celate dietro cifre e sigle poco intuibili. D’ora in poi occhio all’etichetta, anche sui prodotti freschi!

fonte: http://livinglanzarote.es/se-vedi-un-prodotto-con-letichetta-che-inizia-con-8-non-comprarlo-ecco-cosa-significa/