Attenzione – le multinazionali stanno tentando di far abolire il “panel test” per la classificazione degli oli – Significa sdoganare il falso extravergine! Nessuna tutela per il consumatore, tanti soldi per loro ed un Governo (il nostro) che si gira dall’altra parte!

 

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Attenzione – le multinazionali stanno tentando di far abolire il “panel test” per la classificazione degli oli – Significa sdoganare il falso extravergine! Nessuna tutela per il consumatore, tanti soldi per loro ed un Governo (il nostro) che si gira dall’altra parte!

 

Da Il Salvagente:

“Abolite il panel test”: i big vogliono sdoganare il falso extravergine

“In seno al Coi, Consiglio oleicolo internazionale, sta maturando l’idea di proporre, alla prossima riunione di lunedi prossimo,  l’abolizione del panel test per la classificazione degli oli. Un metodo, il panel test, che unito alle analisi chimiche, rappresenta l’unico strumento previsto per legge per individuare un olio extravergine e consentire la commercializzazione”. L’allarme è stato lanciato da Gennaro Sicolo, presidente del Cno, il Consorzio nazionale degli olivicoltori. Sulla stessa linea d’onda i consumatori che con  con Fabrizio Premuti di Konsumer avvertono: “Abolire il panel test sarebbe una vera e propria marchetta agli imbottigliatori, che non sanno neanche come è fatta una pianta di ulivo”.

“Operazione spagnola e silenzi dell’industria”

Secondo l’organizzazione dei produttori in queste ore  sarebbe in atto un vero e proprio tententivo di pressioni su esperti e consulenti di settore “per cercare un avallo scientifico a questa operazione” che, denuncia sempre il Cno, è partita ” principalmente dalla Spagna, con il colpevole silenzio di parte dell’industria,  e che spalancherebbe le porte in maniera definitiva a frodi e contraffazioni, in barba a qualsiasi politica di difesa della produzione nazionale”.

I rischi di questa operazione vengono sintetizzati efficaciemente dal presidente Sicolo: “È in corso un attentato all’olio extravergine d’oliva italiano e alla salute dei consumatori di tutto il mondo: ci opporremo in tutte le sedi ed in ogni modo a chi mira a distruggere l’olivicoltura. Oli lavati, oli deodorati, oli alterati sarebbero praticamente autorizzati a scapito della salute dei consumatori. L’Italia deve reagire”.

Cosa prevede la legge: analisi chimiche e prova organolettica

L’attuale normativa prevede due tipi di analisi per classificare come extravergine un olio: una chimica e una organolettica.

Nelle chimica vengono analizzati i seguenti parametri: acidità (inferiore a 0.8%), perossidi (inferiori o uguali a 20), cerespettrofotometria Uv, Alchil esteri (Etil esteri non superiori ai 35 mg/kg).

La prova organolettica, ovvero di assaggio tramite il panel test, non è una degustazione soggettiva ma il responso oggettivo fornito da un gruppo di professionisti, allenati e formati, per valutare l’olio che, se primo di difetti, può essere classificato come extravergine. Decine di sentenze ne hanno riconosciuto ilvalore oggettivo e anche la recente sentenza del Tar pur annullando la multa alla Lidl non ha messo in discussione la validità del metodo organolettico.

Il regolamento Ue 2568/1991

Quindi per poter essere venduto come extravergine, l’olio oltre a rispettare i parametri chimici, deve essere assaggiato da commissioni di esperti (panel test) e deve risultare privo di difetti organolettici (la mediana dei difetti deve essere pari a zero) e riportare una serie di attribuzioni positive (la mediana del fruttato deve essere superiore a zero).

Il panel test, in base al regolamento 2568/1991 e successive modificazioni, è composto da un gruppo di persone opportunamente allenate e preparate all’assaggio degli oli vergini di oliva con il compito di valutare e certificarne i pregi e i difetti: sapore, colore, odore e aspetto. È una prova che valuta la qualità del prodotto, per nulla soggettiva come si sarebbe indotti a ritenere.

Tutti i difetti possibili (16) sono codificati nel regolamento 2568/1991 che ha introdotto l’obbligatorietà del panel test. Qualche esempio. Un difetto di Riscaldo/Morchia è un flavour (un sapore) caratteristico dell’olio ottenuto da olive ammassate o conservate in condizioni tali da aver sofferto un avanzato grado di fermentazione tipico dell’olio rimasto in contatto con i fanghi di decantazione. Il Rancido si avverte quando l’olio ha subito un processo ossidativo intenso. La Muffa/Umidità è il flavour caratteristico dell’olio prodotto da frutti nei quali si sono sviluppati abbondanti funghi e lieviti per essere rimasti ammassati per molti giorni e in ambienti umidi. Il difetto di Terra è tipico dell’olio ottenuto da olive sporche di terra o infangate e non lavate.

fonte: https://ilsalvagente.it/2018/02/16/abolite-il-panel-test-i-big-vogliono-sdoganare-il-falso-extravergine/31758/

Giusto per non farvelo dimenticare quando andate a fare la spesa: Ecco i 4 importanti marchi multati perchè ci rifilavano falso olio extravergine d’oliva!

 

olio extravergine d’oliva

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Giusto per non farvelo dimenticare quando andate a fare la spesa: Ecco i 4 importanti marchi multati perchè ci rifilavano falso olio extravergine d’oliva!

La tecnica è sempre quella: far dimenticare… Chi di voi ricorda che a novembre 2015 scoppiò lo scandalo del falso extravergine?

Furono coinvolti marchi primari. Molte furono le sanzioni. ma passata l’indignazione, ecco che sono sempre lì sugli scaffali…

Falso olio extravergine, la multa a Carapelli, Lidl, Sasso e Bertolli

Nel giugno scorso era anche venuta a galla la vicenda degli oli spacciati come extra da noti marchi. Riporta Repubblica:

Arrivano le prime sanzioni per il caso sui cui sta indagando da novembre scorso la Procura di Torino

“Epilogo con multa per la vicenda del falso olio extravergine di oliva venduto nei supermercati da una serie di grandi case produttrici, condannate dall’Antitrust per pratica commerciale scorretta. La denuncia, partita dalle analisi effettuate dal mensile dei consumatori Il Test-Salvagente, era poi passata in carico alla Procura di Torino coordinata dal pm Raffaele Guariniello, che aveva fatto prelevare dai Nas alcuni campioni di olio e li aveva inviati al laboratorio dell’Agenzia delle dogane. Gli esami hanno confermato che si trattava di semplice olio vergine d’oliva, di qualità inferiore rispetto a quello “extra”, per quanto riguarda i marchi Carapelli, Bertolli, Sasso, Primadonna (Lidl), Coricelli, Santa Sabina e Antica Badia (Eurospin).

Intanto che si aspetta l’esito, sul piano penale, delle indagini della Procura di Torino, arrivano le sanzioni – meno salate del previsto, in verità – dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato dopo l’esposto che l’associazione dei consumatori “Konsumer” aveva inviato all’Antitrust, chiedendo un intervento nei confronti delle aziende per pubblicità ingannevole. E così Lidl è stato sanzionato per 550mila euro per l’olio vergine Primadonna venduto come extravergine. Stesse motivazioni anche per la multa da 300mila euro inflitta alla società spagnola Deoleo, proprietaria dei Marchi Bertolli, Sasso e Carapelli, rispettivamente per i prodotti Bertolli gentile, Sasso classico e Carapelli il frantolio.”

Ancora falso olio extravergine: Bertolli, De Cecco e Carapelli bocciati nel test della tv svizzera Patti Chiari. CONTINUANO A PRENDERCI PER I FONDELLI. Segnatevi queste marche e ricordatevele quando andate a fare la spesa!!

olio extravergine

 

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Ancora falso olio extravergine: Bertolli, De Cecco e Carapelli bocciati nel test della tv svizzera Patti Chiari. CONTINUANO A PRENDERCI PER I FONDELLI. Segnatevi queste marche e ricordatevele quando andate a fare la spesa!!

 

Ancora falso olio extravergine: Bertolli, De Cecco e Carapelli bocciati nel test della tv svizzera Patti Chiari. Promossa Monini. Vince lo svizzero Sabo, prodotto dall’italiana Clemente

Ancora una volta un test comparativo, questa volta realizzato dal programma della tv svizzera italiana Patti Chiari, segnala la presenza sul mercato di finti oli extravergini. Gli autori del servizio, andato in onda il 9 dicembre hanno fatto analizzare in laboratorio 12 bottiglie (alcune vendute anche nei supermercati italiani), rilevando in alcuni casi l’assenza dei requisiti di legge per etichettare l’olio come extravergine di oliva. Il panel di esperti, nominati dal Consiglio olivicolo internazionale (COI) di Weadensiwill nel Canton Zurigo,  ha analizzato l’olio da un punto di vista organolettico alla ricerca di difetti sensoriali percepibili al gusto e all’olfatto, come stabilito dalla normativa europea.

I risultati sono stati davvero scoraggianti. Metà delle bottiglie prese in esame sono state bocciate a causa dei difetti riscontrati nel gusto e per la scarsa qualità del prodotto. Sulla base dei giudizi attribuiti dal panel ai vari marchi, la norma europea non consentirebbe di vendere come extravergini sei oli su dodici. Tra i marchi sotto accusa troviamo: De Cecco Classico, Bertolli Originale e Carapelli Classico. Non è la prima volta che Bertolli, come pure Carapelli e De Cecco vengono accusati di proporre in bottiglia un olio extravergine che non è tale. I primi rilievi risalgono al 2015  quando le inchieste di Il Test – Salvagente, aveva realizzato un test comparativo che ha declassato da olio extra vergine a olio vergine 9 marchi italiani tra cui Bertolli, ma anche Carapelli, De Cecco e Sasso. In seguito anche il programma svizzero Kassensturz e la rivista elvetica Ktipp bocciano ancora Bertolli. Pochi mesi fa, per Bertolli, Sasso e Carapelli, è arrivata anche una sanzione dall’Agcm, che ha condotto ulteriori analisi sensoriali, riscontrando difetti tali da provocare il declassamento dell’olio a vergine. In seguito alla sanzione, Carapelli (controllata da Deoleo), aveva scritto al Fatto Alimentare in rappresentanza di Bertolli e Sasso, per ribadire l’impegno del gruppo a migliorare gli standard qualitativi dei propri prodotti.

Tra le sei bottiglie di vero extravergine, due sono comunque di scarsa qualità

Esce vincitore dal test, l’olio extravergine 100% italiano Sabo, imbottigliato in Canton Ticino, ma prodotto dall’azienda italiana Clemente, con olive 100% pugliesi. Seguono l’olio Gran Delizia Toscano IGP e Monini Classico. Due degli oli sottoposti al test, pur essendo stati classificati extravergini dagli assaggiatori, raggiungono un punteggio insufficiente.

 

 

L’olio extra vergine Bertolli è stato bocciato dagli assaggiatori

A conferma dei risultati ottenuti dal panel svizzero, Patti Chiari ha sottoposto i 12 oli anche all’esame organolettico del Comitato di assaggio ufficiale dell’olio Chianti DOP, e al laboratorio fiorentino di analisi ValorItalia di Sambuca per quanto attiene le analisi chimiche. Sia il secondo panel, che le analisi di laboratorio  hanno sostanzialmente confermato la classifica degli esperti svizzeri. Vale la pena sottolineare come da un punto di vista analitico tutti gli oli analizzati rispettano i parametri chimici previsti dalla legge europea sugli extravergini, anche se alcuni elementi evidenziano le criticità evidenziate nelle prove di assaggio. Il laboratorio ha confermato le criticità dell’olio De Cecco (troppi polifenoli (cattivi) a basso peso molecolare), di Carapelli (presenza di alchilesteri). Al contrario, l’olio Sabo risulta contenere la quantità maggiore di polifenoli (buoni)  indice di buona qualità del prodotto e responsabili delle note amare di un extravergine di qualità.

Le aziende produttrici degli oli bocciati contestano le analisi

Deoleo, proprietaria di Carapelli e Bertolli, insieme a De Cecco e altre aziende produttrici degli oli bocciati dal test hanno contestato le analisi, avanzando l’idea che  le modalità di conservazione e stoccaggio potrebbero aver alterato le caratteristiche, oltre a sottolineare la soggettività delle analisi organolettiche. Tutte le aziende assicurano che le analisi condotte internamente prima prima e dopo aver ricevuto i risultati dei test della TV svizzera sono conformi ai requisiti di legge. Alle accuse di poca riproducibilità dei test sensoriali risponde Gianfranco De Felice del Coi, che ha rassicurato sulla validità assoluta della prova di  assaggio come elemento discriminante per classificare un extravergine e ha consigliato, se si vuole avere garanzia di maggiore qualità, di scegliere extravergini DOP e IGP. L’ultima nota riguarda la decisione dei grandi marchi di non accettare l’invito al confronto proposto dalla tv svizzera. Siamo di fronte all’ennesimo test che riscontra anomalie tra i grandi marchi  dell’olio extravergine e all’ennesimo rifiuto delle aziende di discutere. Un atteggiamento che non può portare a niente di buono.

 

fonte:http://www.ilfattoalimentare.it/falso-extravergine-patti-chiari.html