Etichette alimentari: 10 diciture ingannevoli a cui devi fare molta, ma proprio molta attenzione!

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Etichette alimentari: 10 diciture ingannevoli a cui devi fare molta, ma proprio molta attenzione!

Ormai sappiamo quanto sia importante leggere con attenzione le etichette alimentari per fare una spesa consapevole e scegliere cosa portare in tavola. Esistono però alcune diciture “ingannevoli” che si trovano frequentemente e a cui è bene fare attenzione. Ecco quali.

Le etichette sono fatte per informare i consumatori ma allo stesso tempo i produttori attraverso questo strumento cercano di attirare l’attenzione e la fiducia dei clienti utilizzando alcune parole piuttosto che altre. Questo in alcuni casi genera confusione e si può ritenere di avere in mano qualcosa di diverso rispetto a quello che davvero è. Si gioca con le parole, con aggettivi, con immagini o descrizioni di cibi, si omettono volutamente alcune cose. Le strategie sono molte.

Ecco allora che bisogna prestare particolarmente attenzione e verificare bene gli ingredienti quando troviamo ad esempio queste 10 diciture:

Naturale

Chi non si sente rassicurato quando vede su una confezione la scritta “naturale”? Se troviamo questo termine ci sentiamo più sicuri di acquistare qualcosa di migliore ma in realtà ciò non è sempre vero. E’ abbastanza scorretto utilizzare questo termine ad esempio in alimenti in cui compaiono anche sostanze chimiche o che comunque sono molto elaborati ed industriali, eppure compare. Questa dicitura, infatti, non è abbastanza regolata a livello legislativo e dunque i produttori se ne approfittano.

Produzione artigianale

Anche al supermercato possiamo trovare prodotti che riportano la scritta “produzione artigianale” o “prodotto artigianale”. E’ un altro di quei casi in cui una dicitura evoca nel nostro immaginario il pensiero di un prodotto fatto in casa in maniera genuina. In realtà dietro si può nascondere comunque una produzione di tipo industriale con ingredienti che nell’autoproduzione non si utilizzano: coloranti, additivi ecc.

Prodotto a base di carne

Questa dicitura in etichetta fa riferimento al fatto che quello che si sta acquistando non è solo carne, anzi con molta probabilità la percentuale di carne non è molto alta (al contrario in alcuni casi è assai bassa!). Sono stati infatti inseriti altri ingredienti nella preparazione del prodotto: acqua, conservanti, coloranti e altri additivi.

Preparato di…

Anche la dicitura “preparato di” seguito da pollo, tacchino, altra carne, ecc. non promette un alimento di grande qualità. Si tratta anche in questo caso di prodotti che contengono al loro interno molti altri ingredienti oltre a quello originario da cui dovrebbero essere formati.

Marinato

Se si legge sull’etichetta la dicitura “marinato”, ad esempio nel caso della carne, si pensa ad una preparazione sofisticata, in realtà questi prodotti sono spesso sottoposti solamente ad un’aggiunta di acqua che compare generalmente al secondo posto nell’elenco degli ingredienti. Nella maggior parte dei casi, poi, sono presenti additivi e altri ingredienti che aiutano a conservare il prodotto e alcuni elementi come spezie e aromi per dare sapore.

Al sapore di…

L’etichetta di uno yogurt, un dessert, ecc. in cui compare la dicitura “al sapore di” ci deve far sospettare che di quell’ingrediente il prodotto abbia solo il sapore. Possiamo trovare ad esempio lo yogurt aromatizzato alla fragola con percentuale di frutta davvero bassissime.

Nettare

Questa parola suona molto bene e ci fa immaginare qualcosa di gustosissimo. In realtà con grande probabilità ci troviamo di fronte ad un succo diluito con acqua, al quale vengono aggiunti zuccheri o dolcificanti e aromi per renderlo più buono.

100% di carne di…

Per chi la mangia, è rassicurante leggere sulle confezioni 100% carne di… spesso però si tratta di un “trucco” e la carne contenuta è in realtà in una percentuale minore. Si fa infatti riferimento al fatto che tutta la carne contenuta nel prodotto è (ad esempio) di tacchino ma non che tutto il prodotto sia tacchino (che magari è l’80% a cui sono stati poi aggiunti altri ingredienti). In sostanza quell’80% di carne è esclusivamente di tacchino, ovvero è tacchino al 100%.

Tradizionale

Altra parola che ci suona familiare e rassicurante è tradizionale. Molto spesso, però, le ricette tradizionali delle nostre nonne poco hanno a che fare con quelle dei prodotti industriali. Anche in questo caso si tratta di una dicitura volta a fidelizzare il consumatore.

Italiano

Ci piace acquistare italiano ma bisogna fare distinzione tra ingredienti effettivamente coltivati o allevati in Italia e altri prodotti in cui invece è avvenuta solo la trasformazione o il confezionamento nel nostro paese.

Tutto questo è solo una conferma di quanto sia importante soffermarsi sempre a leggere le etichette. Ribadiamo anche il consiglio di consumare il più possibile prodotti freschi e non confezionati.

Francesca Biagioli

 

 

tratto da: https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/24936-etichette-alimentari-diciture-ingannevoli

ATTENZIONE – Il “Biologico” Cinese invade i supermercati! Leggete le etichette!

 

Biologico

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ATTENZIONE – Il “Biologico” Cinese invade i supermercati! Leggete le etichette!

 

Durante le olimpiadi di Pechino gli atleti cinesi venivano alimentati con prodotti accuratamente selezionati NON provenienti dai supermercati, lo sapevi? Probabilmente i cibi etichettati come biologici sono sani e non dovremmo preoccuparci, oppure dovremmo indagare? Ecco come stanno le cose.

Se pensi che i prodotti cinesi siano una rarità al supermercato purtroppo ti sbagli di grosso. Secondo l’Istituto Nazionale di Economia Agraria, le importazioni alimentari dalla Cina sono pari a circa 500 milioni di euro all’anno ed è in crescita esponenziale.

I cibi che attraversano le nostre frontiere sono principalmente: pomodorolegumisecchi, ortaggi e cereali(soprattutto riso), prodotti ortofrutticoli freschi (come mele,funghi, o l’aglio che ha subito un aumento del 120%), spaghetti di riso, prodotti ittici surgelati (gamberetti e pesce di vario genere) e cibi della tradizione gastronomica cinese (salsa di soia e ). Inoltre molte nostre aziende acquistano dalla Cina grassi vegetali e olio di semi come ingredienti per i loro prodotti.

Basta leggere l’etichetta accuratamente per scoprire che molti prodotti non sono italiani né europei ma di provenienza NON-UE, ovvero al di fuori dell’Unione Europea, senza specificare molto. Altri prodotti invece hanno scritto chiaro e tondo Provenienza Cina.

Recentemente ha fatto scalpore sui social networks, la scoperta che prodotti tipicamente italiani come i fagioli borlotti e cannellini, per di più etichettati come biologici, fossero in verità un prodotto cinese. Ecco il post su Facebook a riguardo di Davide Suraci, laureato in Agraria:

Davide Suraci ha aggiunto 2 nuove fotosu tutte le furie.

Oggi sugli scaffali di un supermercato…Due prodotti “biologici” – fagioli secchi – con denominazione italiana (cannellini e borlotti) ma rigorosamente coltivati in Cina (osservare l’indicazione della provenienza). Se è vero per i cinesi che tutto ciò che si può masticare è commestibile, è anche vero che non tutto ciò che è commestibile sia salubre. Immaginate adesso in quali lontani, insalubri e sconosciuti terreni possono aver luogo simili coltivazioni….Il “bello” della truffa e dell’assenza di garanzie sanitarie raggiunge l’apice se date una sbirciatina all’imprimatur (via libera!) offerto dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali…Chi ci garantisce sull’assenza, in tali prodotti “taroccati”, di sostanze tossiche prese direttamente dai terreni, dall’acqua e dell’atmosfera della Repubblica Popolare Cinese? Moltissimi cittadini ignari comprano e consumano, insieme ai propri figli questi prodotti senza alcuna tutela e/o informazione da parte delle istituzioni…

…………………

Da ilgiornaledelcibo.it:

NON SOLO RISO E TÈ: IL BOOM DEL BIOLOGICO CINESE

Cereali, pesce surgelato, pomodori, tè. Ma anche olio, legumi, addirittura frutta e funghi. I prodotti bio cinesi non si nascondono più e si preparano a completare un’invasione cominciata dieci anni fa. Con prevedibile scia di polemiche in un terreno che si fa improvvisamente scivoloso perché ancora vergine nonostante ormai decennale. Perché trovare tra gli scaffali di rivenditori specializzati fagioli borlotti e fagioli cannellini provenienti dalla Cina ha inorridito i puristi e gettato nuove ombre sulla bontà di ciò che arriva dall’Estremo Oriente.

L’importazione di bio cinese

Le importazioni alimentari dalla Cina, secondo l’Istituto nazionale di economia agraria, valgono 500 milioni di euro all’anno e sono in ascesa, e lo stesso discorso vale per il biologico: numeri su scala inferiore, ma ugualmente importanti. Secondo l’ultimo rapporto del Sinab, il sistema di informazione sulla bioagricoltura, l’Asia, e la Cina in particolare, occupano un posto importante nelle 91mila tonnellate di prodotto biologico importato dall’Italia (dati 2014): oltre 22mila sono di provenienza cinese, ossia il 25% del totale. Un prodotto bio su 4 importati e immessi sul mercato italiano è dunque orientale, con dati significativi per i cereali (8.600 tonnellate, con un aumento del 150% rispetto al 2013), le colture industriali (quasi 7mila, in diminuzione però rispetto all’anno precedente), persino per gli ortaggi (poco meno di 4mila, con un raddoppio sul dato 2013).

I numeri della crescita

Sensibilmente aumentati rispetto al 2005, l’anno della svolta, in realtà gli ettari riservati in Cina all’agricoltura biologica non la pongono ai primi posti a livello mondiale. È invece la crescita del mercato che colpisce, tanto che le previsioni la proiettano per il futuro al primo posto.

Lo si evince dal rapporto, il tradizionale volume annuale di statistiche sul biologico The World of Organic Agriculture che Fibl e Ifoam hanno di recente presentato al Biofach di Norimberga, la più importante fiera del settore: i dati, aggiornati a fine 2014, indicano in 43,7 milioni di ettari la superficie a livello mondiale raggiunta dal settore, con una crescita di 0,5 milioni di ettari rispetto al 2013.

Ebbene, in una classifica capeggiata dall’Australia, il paese con la più vasta superficie agricola bio (17,2 milioni di ettari, per  il 97%), seguita da Argentina (3,1 milioni) e Stati Uniti (2,2 milioni), la Cina non eccelle, con poco più di un milione di ettari. Né è ai primi posti per numero di produttori biologici, che a livello mondiale hanno superato i 2,3  milioni (il numero maggiore è in India, 650mila).

È sul mercato che il livello sale. Gli Stati Uniti sono il primo mercato con 27,1 miliardi di euro, seguiti da Germania (7,9 miliardi di euro), Francia (4,8 miliardi di euro), e, per l’appunto, Cina: 3,7 miliardi di euro, con un trend di crescita costante.

I prodotti

Tanti, e in costante crescita di numero e varietà. Sono diverse le aziende italiane che hanno scommesso sul cinese, alcune delle quali di primo piano, e ogni anno l’elenco di prodotti bio made in China si arricchisce. Ecco quindi legumi secchi, riso e altri cereali, ortaggi di vario tipo, mele, funghi, aglio, tè.

E ovviamente spaghetti di riso, mentre il pomodoro, dopo lo scandalo di qualche anno fa (sugo made in Italy fatto con materia prima dell’estremo Oriente) è in calo. Facile dunque imbattersi non solo in riso di tutte le tipologie, ma anche in prodotti che si pensavano italiani come i fagioli cannellini e borlotti che tanto scandalo hanno fatto in Rete.

Pro e contro il biologico cinese

Sono più argomentati i secondi, a leggere siti e blog del settore, anche se non ci sono prese di posizione ufficiali da parte di organizzazioni di categoria e delle principali associazioni a difesa dei consumatori. A favore del bio made in China ecco quindi il prestigio e la serietà delle aziende che hanno deciso di investire in Oriente, e prima di importare hanno effettuato approfonditi studi sull’effettivo stato dell’agricoltura bio cinese. 

I detrattori, invece, portano diversi argomenti a difesa della loro tesi. L’inquinamento anzitutto, elevatissimo in Cina tanto da posizionarla al primo posto nel mondo. Quindi una regolamentazione diversa rispetto a quella presente in Italia di prodotti chimici e fertilizzanti (di cui è il maggiore consumatore mondiale), che nella penisola sono vietati.

E poi il diverso regime dei controlli: le aziende italiane vengono verificate ogni anno, quelle cinesi no e men che meno dagli organi di controllo nostrani. E infine, l’assenza di accordi tra Europa e Cina sul rispetto delle normative europee. La sensazione di chi è contrario è dunque quella che dietro la dicitura “agricoltura cinese” (o agricoltura non Ue, come spesso accade) che appare sulla confezione non ci sia una selezione rigorosa. Il tempo dirà quanto l’italiano apprezza il prodotto orientale.

 

Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

OGM

 

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Attenzione – Mangi OGM senza saperlo – in Italia divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione – Ecco la lista di alimenti e additivi che contengono o possono contenere Ogm e che tutti i giorni ci ritroviamo a tavola!

 

Ci sono OGM nei nostri piatti?
Ebbene si.. il rischio è alto perchè entrano legalmente con i limiti concessi ma anche attraverso truffe o importazioni da paesi dove sono ammessi ed i controlli sono al minimo.
Purtroppo non è uscito indenne neppure il biologico dalla truffa OGM con cereali proveniente dall’Ucraina.

Contro le truffe non è facile difendersi anche perchè tutto si risolve all’italiana con troppa facilità e dopo pochi giorni tutto torna come prima.
Ciò che è importante sapere che seppur non è ammessa la coltivazione nei nostri piatti l’OGM è di portata.
Un esempio fra i tanti: in diversi Paesi europei tra cui l’Italia (gli altri paiono essere Francia, Svezia, Germania, Austria, Gran Bretagna e Olanda) il riso OGM della Bayer viene venduto illegalmente. E’ sul mercato. Sulla tavola, in quello che si mangia, tenendo presente che sulla base di quel riso vengono fatte gallette, farine..etc etc..
Greenpeace rivela subito o meglio urla, come sempre inascoltata, che il riso OGM della Bayer, proveniente dagli Stati Uniti, è in vendita nei supermercati europei. Questo riso transgenico è illegale, non essendo stato approvato per il consumo umano o la coltivazione in alcun Paese.

1) Divieto di coltivazione ma ammessa l’importazione

Questa la prima contraddizione, inoltre le etichettature sono del tutto inesistenti.
L’Italia è uno dei maggiori importatori di cereali ed ultimamente di miele.. i quali vengono importati da paesi che usano OGM, quindi con molta probabilità se io importo cereali da questi paesi, questi sono OGM, non sempre ma è molto probabile. L’indicazione della provenienza del paese d’origine d’ ingredienti sulle etichette è stata molto contestata dalle aziende in sede dell’Unione Europea, mentre invece l’indicazione della provenienza della materia prima sarebbe un ottimo aiuto per i consumatori. Greenpeace tempo fa aveva trovato circa venti prodotti presenti nei supermercati con OGM non dichiarati.

L’ Europa consente l’utilizzo di 19 OGM
(organismi geneticamente modificati) per alimenti o mangimi. Si tratta di mais, soia, colza, cotone, barbabietola da zucchero e patate (Amflora) Salmone OGM, Patata OGM, pomodori.
OGM si ma coltivato fuori dal mio paese, l’ipocrisia dell’Unione Europea
Il fatto che molti paesi europei si siano schierati contro gli OGM o per lo meno contro la coltivazione sul loro territorio non vuole dire che questi non arrivano e che non siano presenti sulla nostra tavola.

2) Etichettature non chiare
L’etichettatura dei prodotti alimentari come OGM è obbligatoria per ogni ingrediente che contiene più dello 0,9%

I regolamenti europei prevedono SOGLIE DI TOLLERANZA.

I prodotti costituiti o contenenti o derivati da OGM, sia alimenti che mangimi, sono soggetti ai requisiti di etichettatura e tracciabilità stabiliti con i Regolamenti comunitari n. 1829/2003 e n. 1830/2003. Ciò garantisce che vengano fornite informazioni ai consumatori e utilizzatori di tali prodotti, permettendo loro di effettuare una scelta consapevole.
Il Regolamento (CE) n. 1829/2003 stabilisce requisiti specifici in materia di etichettatura e fissa le soglie di tolleranza della presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM, per cui anche gli alimenti derivati da OGM, destinati al consumatore finale o ai fornitori di alimenti per la collettività, devono riportare in etichetta la dicitura relativa alla presenza di OGM.

Tale obbligo non si applica tuttavia agli alimenti che contengono OGM autorizzati, oppure sono costituiti o prodotti a partire da OGM autorizzati in proporzione non superiore allo 0.9% degli ingredienti alimentari, purché tale presenza sia accidentale o tecnicamente inevitabile (art. 12, comma 2 del Regolamento).
La definizione della soglia di tolleranza sopra indicata scaturisce dalla impossibilità nell’Unione europea, come nei Paesi terzi, di impedire la presenza accidentale o tecnicamente inevitabile di OGM nei prodotti convenzionali durante le fasi di coltivazione, manipolazione, stoccaggio, trasporto.

In America è in onda come sto riportando da tempo la Dark Act che impedisce in pratica la libera etichettatura degli OGM.. chi lo fa va incontro alla giurisdizione federale e quindi ritiro del prodotto come provvedimento base.
Il peggio della legge è che va ad equiparare i prodotti OGM e derivati con i prodotti naturali!!
Tante infatti sono le petizioni dei singoli stati contro questa imposizione governativa.

 

In Italia avviene uguale ma in modo più subdolo.. sventoliamo come Italia Europa la salvaguardia ma li facciamo entrare sotto il tavolo con mille cavilli.
Vedi no coltivazione si importazione, vedi limiti, vedi etichettatura non conforme..
Imponiamo una giusta etichettatura chiara e leggibile, non come in  America che chi vuole sapere deve scannerizzare il codice QR!

Lasciamo fare  una scelta ai consumatori, sarebbe più semplice e senza sotterfugi, lasciate decidere al mercato, se la gente lo compra bene se non lo compra non lo importate più però… ma questo comporterebbe grandi perdite non trovate?.. e soprattutto il terreno di preparazione al TTIP verrebbe meno..


3) Mangimi OGM agli animali…

La maggior parte dei prodotti OGM sono adoperati per dare da mangiare al bestiame come i semi di soia, questo non vuole dire che mangiamo OGM, pur tuttavia alcuni ricercatori hanno sostenuto che frammenti di DNA transgenico si possono trovare in uova, latte e carne, argomento molto dibattuto in ambito scientifico.

Agricoltura bio esclude gli OGM, come comportarsi?

Attualmente, la mancanza d’ etichettatura, non è possibile stabilire se i prodotti sono derivati da animali nutriti con o senza OGM. Possiamo trovare OGM nel biologico? L’agricoltura biologica esclude completamente l’uso di OGM. , ma questa non è una garanzia assoluta, a causa di possibili dispersioni.

Le importazioni sono tante ed i controlli molto deboli, per non parlare delle leggi che prevedono soluzioni poco deterrenti per i truffatori.

La soluzione? cercare di autoprodursi il più possibile, in molte città esiste anche la possibilità di affitto di terreni da coltivare .. da soli o in comunità.
Volere è potere .. tuttavia acquistare prodotti biologici e locali può essere un ottima garanzia, anche se non basta. Il biologico costa ancora molto e va saputo calibrare con scelte giuste per una famiglia media.

4)GENE-EDITING: OGM che escono dalla porta e rientrano dalla finestra?

Così Green peace denuncia la imminente truffa legalizzata dell’Europa.
(Pubblicazione – 21 gennaio, 2016)

L’Ue dovrà presto decidere se la normativa europea sugli OGM si applica anche alle nuove tecniche di gene-editing (New Breeding Techniques – NBT). In questo briefing Greenpeace sottolinea come per molte di queste tecniche non esistano informazioni sufficienti per un’adeguata valutazione dei rischi.

Le moderne tecniche di gene-editing, anche se potrebbero essere più precise – rispetto all’ingegneria genetica tradizionale – nel disporre le alterazioni volute all’interno del materiale genetico, possono portare a effetti indesiderati e imprevedibili, con possibili implicazioni per alimenti, mangimi e ambiente. L’ipotesi di escludere queste nuove tecniche dalla normativa Ue sugli Organismi geneticamente modificati (OGM) comporterebbe l’eliminazione di qualunque obbligo di rilevamento delle modifiche involontariamente introdotte e di valutazione dei potenziali effetti negativi per la salute. Verrebbe meno anche l’obbligo della tracciabilità e etichettatura di questi prodotti, anche se comportano una modifica diretta del genoma.

Lista ufficiale degli OGM autorizzati dentro gli additivi alimentari

ovviamente nei limiti consentito dalle norme vigenti, elenco di additivi che potrebbero contenere OGM, non è detto che tutti necessariamente lo contengano, ne è stato solo autorizzato il contenuto

Derivati della lavorazione del mais
E 1404 amido ossidato
E 1410 fosfato di monoamido
E 1412 fosfato d’amido
E 1414 fosfato d’amido
E 1420 starch acetate
E 1422 amido acetato (Adipato di diamido acetilato)
E 1450 Ottenilsuccinato di amido e sodio
E 1451 Acetylated Oxidised Starch
E 150a Caramello
E 150b Caramello
E 150c Caramello
E 150d Caramello
E 420   Sorbitolo
E 421   Mannitolo
E 953   Isomalto
E 965   Maltitolo
E 966   Lattitolo
E 967   Xilitolo
E 575   Gluconedeltalattone
E 315   Acido eritorbico
E 316   Eritorbato di sodio

derivati della lavorazione della soia

E 322   Lecitine
E 479b Prodotto di reazione dell’olio di soia ossidato termicamente con mono-e Digliceridi degli acidi grassi

Lista autorizzata di OGM dentro all’alimentazione

Anche in questo caso ne è stato autorizzanto il contenuto e le aziende sono ritenute ad rispettarne la quantità stabilita dalle norme.

a base di mais: farina e semola di mais, olio di mais, chips di mais salate, petali di mais per la prima colazione
a base di soia: olio di soia, tonyu, tofu, creme dessert a base di soia, salse di soia
a base di colza: olio di colza
a base di barbabietola dolce: zucchero

Ingredienti:

Farine di mais: Panificazione, Cereali per la prima colazione, biscotti salati per aperitivi
Fiocchi di mais per le barre di cereali
Semola di mais dentro i biscotti salati
Amido di mais e altri amidacei dentro piatti già pronti, salse, salumi, creme dessert, preparazioni per dessert disidratate, zupper, prodotti per pasticceria
Derivati di amido di mais come lo sciroppo di glucosio, destrosio, maltodestrine che possiamo trovare in salse, biscotti, barre cereali, zuppe, biscotti salati e preparazioni alla frutta dentro yogurt, dessert freschi o creme e nei gelati
Farina di soia. pane, prodotti per la panificazione e la pasticceria
Proteine della soia, piatti pronti e salumi
Materia grassa vegetale (colza, mais, soia) in particolare sulle creme da spalmare
Olio di cotone per fritture

Secondo GreenPeace:

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

Società di produzione Kellog “s
Corn Flakes (cereali)
Frosted Flakes (cereali)
Rice Krispies (cereali)
Corn Pops (fiocchi)
Schiaffi (fiocchi)
Froot Loops (anelli di cereali colorati)
Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
Crispix (biscotti)
Smart Start (fiocchi)
All-Bran (Flakes)
Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
Raisin Bran Crunch (cereali)
Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Produzione società Hershey “s

Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
Mini Baci (cioccolatini)
Kit-Kat (barretta di cioccolato)
Baci (cioccolatini)
Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
Chocolate Chips di latte (biscotti)
Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
Scuro speciale (cioccolato fondente)
Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Casa di produzione Mars

M & M “s
Snickers
Via Lattea
Twix
Nestle
Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
Nesquik (bevanda al cioccolato)
Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
Fruit & Nut

Casa di produzione Heinz

Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Società di produzione Hellman “s

Reale Maionese (maionese)
Maionese Light (maionese)
Maionese Low-Fat (maionese)

Società di produzione Coca-Cola

Coca-Cola
Sprite
Cherry Coca
Minute Maid Arancione
Minute Maid Uva

Casa di produzione PepsiCo

Pepsi
Pepsi Cherry
Mountain Dew

Società di produzione Frito-Lay / PepsiCo (componenti GM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

Stabilisce Potato Chips (tutti)
Cheetos (tutti)

Società di produzione Cadbury / Schweppes

7-Up
Dr. Pepe

Produzione Pringles (Procter & Gamble)

Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

E come alimentazione OGM in Russia per prodotti:

Kellogg (Kellogg) – produce cereali per la colazione, tra fiocchi di mais
Nestlé (Nestlé) – produce cioccolato, caffè, bevande caffè, alimenti per l’infanzia
Unilever (Unilever) – produce alimenti per l’infanzia, maionese, salse, ecc
Heinz Foods (Hayents Foods) – produce ketchup, salse
Hershey (Hershis) – produce cioccolato, bibite
Coca-Cola (Coca-Cola) – Coca-Cola, Sprite, Fanta, Tonic “Denali”
McDonald (McDonald) – una rete di “ristoranti” fast food
Danon (Danone) – produce yogurt, kefir, ricotta, alimenti per l’infanzia
Similac (Similac) – produce alimenti per l’infanzia
Cadbury (Cadbury) – produce cioccolato, cacao
Marte (Mars) – produce cioccolato Mars, Snickers, Twix
PepsiCo (Pepsi-Cola) – Pepsi, Mirinda, Seven-Up