Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

Prof. Giuseppe Di Bella

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Il Prof. Giuseppe Di Bella un anno fa scriveva: “Angoscia istituzionale per il calo delle vaccinazioni” …Ed ecco che la Lorenzin ne rende obbligatori ben 12! – Leggete e riflettete…

 

ANGOSCIA ISTITUZIONALE PER IL CALO DELLE VACCINAZIONI

di Giuseppe Di Bella

È tutto un susseguirsi di ansiosi, pressanti e preoccupati appelli a vaccinare tutti i bimbi e vaccinarci tutti per l’influenza, a vaccinare tutte le donne di ogni età  per il papilloma virus. È commovente la preoccupazione dei nostri politici di governo, istituzioni sanitarie, dell’informazione radiotelevisiva e cartacea, ovviamente tutta libera e indipendente, attivamente, interamente mobilitata (con rarissime eccezioni) e partecipe con instancabile ed eroico impegno a questa crociata dei disinteressati benefattori del popolo, così attenti e sensibili al benessere e salute dei loro amati sudditi. Il mondo ci invidia un governo, una classe politica e istituzioni sanitarie così  oneste, competenti, efficienti, colte, preparate, disinteressate. È un quadro edificante, merita il popolo italiano una così grande fortuna? Si rende conto di quanti inestimabili benefici in tutti i campi, non solo nella sanità, sia debitore a questa classe politica? Un esempio, la continua cura e il  pressante interesse per la nostra salute. Qualche ingrato e incompetente, tra cui 120 pediatri, ha osato contestare l’affettuoso invito a scaricare di colpo sei vaccinazioni (vaccini esavalenti) a 3 mesi di età, seguite da una continua serie fino a 15 mesi, il resto dopo:http://www.quotidiano.net/vaccini-medici-contrari-1.1429559 

Qualche bieco complottista ha ardito insinuare che è stato ampiamente e scientificamente documentato come i vaccini anti influenzali siano regolarmente non solo inutili per tutti, ma potenzialmente pericolosi per alcune persone, tossici, per altre (http://blog.ilgiornale.it/locati/2015/10/24/influenza-quanto-serve-vaccinarsi/).
Qualche irrispettoso e irriverente medico, ovviamente reo di lesa maestà, si è preso la libertà di documentare la scarsa e/o sostanziale inutilità per la grande maggioranza delle donne, e la potenziale pericolosità del tanto celebrato (istituzionalmente propagandato e pubblicizzato a spese del contribuente), vaccino del papilloma virus (http://www.lafucina.it/2015/07/30/papilloma-virus/)
L’ingratitudine  per le immacolate vestali della sanità e quelle della cosiddetta “comunità scientifica” si spinge al punto tale da richiamare alla memoria per l’angoscia istituzionale da calo dei vaccini il sonetto di Trilussa “un ragno umanitario” http://poesieromanesche.altervista.org/index.php/poetiscrittori/sonetto/607/trilussa–carlo-alberto-salustri–un-ragno-umanitario

Una  celebre frase di Joseph Pulitzer mi ha indotto a commentare oltre alla campagna e al terrorismo di regime per le vaccinazioni, i recenti episodi di corruzione nella sanità pubblica, egli ha scritto:

“Non esiste delitto, inganno, trucco, imbroglio e vizio che non vivano della loro segretezza. Portate alla luce del giorno questi segreti, descriveteli, rendeteli ridicoli agli occhi di tutti e prima o poi la pubblica opinione li getterà via. La sola divulgazione di per sé non è forse sufficiente, ma è l’unico mezzo senza il quale falliscono tutti gli altri”.

In questi giorni è emersa  in tutta la sua  gravità l’estensione della  corruzione di istituzioni sanitarie prevalentemente oncologiche da nord a sud, con il coinvolgimento di ospedali, centri di ricerca, policlinici, fondazioni, IRCS, ASL. Tra i 22 indagati oltre a quattro  manager di aziende, big dell’Oncologia e delle istituzioni sanitarie da nord a Sud, da Milano a Lecce, da Pavia a Terni. Il fenomeno ha numerosi  precedenti risoltisi generalmente senza sensibili mutamenti né draconiane condanne. Non è l’oncologia l’unico settore coinvolto, ma l’intera gestione della sanità, ridotta ad una serie di “Aziende” con consigli di amministrazione di nomina politica, assunzioni e carriere  ospedaliere e universitarie rigorosamente controllate da ben definiti circoli di potere politico-industriali-economici. La lottizzazione politica si estende dal portantino al primario, essendo ogni ASL, Ospedale, IRCS, Policlinico, un centro di potere, una riserva di voti di scambio, clientelari, di  consistenti fatturati. Una delle più gravi conseguenze delle assunzioni e delle carriere secondo criteri clientelari, è il progressivo degrado della ricerca e dell’efficienza delle strutture sanitarie in mano troppe volte a mediocri, incolti, più esperti e abili come faccendieri che come medici e ricercatori.

I rapporti con le multinazionali sono sempre più stretti e i condizionamenti sempre più evidenti. Uno degli aspetti globali più gravi è l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor (criterio di valutazione di una rivista scientifica, paragonabile al rating in finanza). Con queste stesse finalità è stata creata un’entità dogmatica sovranazionale, la cosiddetta “Comunità scientifica”. È sufficiente leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Randy Scheckman, su riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science, Cell, ecc egli… dichiara “che la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta (c.d. comunità scientifica). Dunque la ricerca scientifica, per il premio Nobel, sarebbe “tutt’altro che indipendente”, accusa che Randy Sheckman ribadisce, sostenendo che

“ormai le riviste scientifiche non pubblicano contenuti in base alle ricerche ma in base all’interesse legato alle vendite,l’Impact Factor è manipolato”.

Il riferimento continuamente citato dalle istituzionali sanitarie, da politici e ministri, la dogmatica, tanto  celebrata “Comunità scientifica” pontifica con giudizio infallibile su ogni terapia e ogni ricerca, ma è ormai talmente inquinata dall’asservimento alle multinazionali, da aver falsificato per interesse almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, oltre che da autorevoli quanto inascoltate denunce è stata documentata il 26 maggio 2015 dal Prof. Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle  più prestigiose, storiche riviste scientifiche mondiali, che ha dichiarato:

“moltissime delle ricerche pubblicate sono, nella migliore delle ipotesi, inaffidabili, se non completamente false”.  [fonte: http://www.collective-evolution.com/2015/05/16/editor-in-chief-of-worlds-best-known-medical-journal-half-of-all-the-literature-is-false/]

Anche la dottoressa Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato:

“Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici “fidati” o linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione, a cui sono giunta lentamente e con riluttanza in due decenni come redattore del New England Journal of Medicine, non mi da alcun piacere.” [http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pmc/articles/PMC2964337].

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof.ssa Angel, che come il Prof. Horton per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono complottisti, ma le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura, esperienza, rilevanti meriti scientifici. La gestione del mercato del farmaco è perfezionata attraverso la creazione, all’interno della mitica “Comunità scientifica”, di icone, mostri sacri, battezzati KOLS (Key Opinion Leaders) di cui in Italia abbiamo  alcuni noti, celebrati, luminosi esemplari, divinità dell’Olimpo, del Gotha medico-scientifico. “La comunità scientifica” cui accedono esclusivamente quanti entrano a vario titolo e grado in queste lobby.

Solo questi centri di potere possono dare l’investitura di membri della “comunità scientifica”, conferire patenti di scientificità, infallibilità, arrogandosi il diritto di scomunicare, censurare, diffamare gli eretici come il Prof. Di Bella, che ha rivendicato una ricerca scientifica realmente e unicamente finalizzata alla salvaguardia della salute e della vita, all’accertamento della verità, della realtà, del progresso della medicina e una pratica medica libera e autonoma, affrancate dalla logica speculativa e commerciale. Questi signori non hanno considerato quanto sia  reale  e mai smentito l’aforisma di Aulo Gellio “Veritas Filia Temporis:

“la verità, anche se lentamente emerge sempre”.

Ben definite lobby globali mediante i loro referenti e agenti politico-istituzionali,   tendono in ogni stato (probabilmente ad eccezione di Russia, Cina, India e qualche altre nazione) ad un controllo sempre più serrato e capillare di ogni settore della sanità, azzerando in pratica non solo  la libertà del medico di prescrivere secondo scienza e coscienza, ma anche la libertà di ricerca. Ogni sorta di abusi e ruberie grava ovviamente sul bilancio della sanità, vanificata nei risultati da “linee guida” e scelte terapeutiche speculativo-commerciali, in gran parte estranee o antitetiche alle evidenze scientifiche, alla razionalità, all’etica. Queste le cause di una spesa sanitaria fuori controllo, con relativo incremento della pressione fiscale a livelli intollerabili. Per questo reale motivo una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) e GH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un  grave ridimensionamento del fatturato di chemioterapici, di farmaci (impropriamente definiti) biologici, di anticorpi monoclonali, e di tutto l’enorme indotto che comportano (cortisonici, antibiotici, antivirali, antimicotici, gastroprotettori, antiemetici, antidiarroici, antinfiammatori, fattori di crescita dei globuli rossi e bianchi, ecc…).

L’impiego della somatostatina e analoghi, a costi minimi in rapporto a quelli delle terapie oncologiche, inibendo con meccanismi molteplici il GH, la massima spinta alla crescita tumorale (denominatore comune a ogni tumore), dovrebbe trovare indicazione razionale e scientifica in ogni neoplasia. Numerosi e documentati studi, certificano sulla massima banca dati medico scientifica ufficiale www.pubmed.gov l’efficacia antitumorale della somatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, e altri componenti del Metodo Di Bella come Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E, e vitamina D3, che hanno un ruolo ed un’efficacia determinante e documentata nella terapia e in quella prevenzione dei tumori che non sanno  e/o non vogliono attuare. Questi “Signori”, i KOLS, i luminari,  non vogliono ancora prendere in considerazione e trasferire in clinica queste documentate evidenze scientifiche. Tra tanti fari del sapere, alcuni detrattori del Metodo Di Bella hanno come unica attenuante l’aforisma di S.Tommaso :

“L’idiota considera falso tutto quello che non è in grado di  comprendere”.

Il dato di fatto documentato e verificabile, la verità oggettiva, l’osservazione e lo studio, la verifica della verità, della realtà, da sempre mezzo insostituibile ed essenza della ricerca, sono stati sostituiti da funambolismi statistici, da pseudoverità virtuali di trials clinici (sperimentazioni) commissionati e finanziati da multinazionali e impostati condotti e conclusi per portare a successi preconfezionati e relativi fatturati. Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere secondo le evidenze scientifiche sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro dictat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario. Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni: alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna, hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e il sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico.

Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 sett. 2012 e nella legge N° 189 del 8 nov. 2012.
Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il Prof Di Bella, senza il benestare di comitati etici, intraprendano studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati. In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e trucchi statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce dei Proff. Angell, Horton, e del Nobel Scheckmann). I “comitati etici” sono eletti dagli stessi circoli di potere politico-economici, che gestendo le commissioni ministeriali, e le carriere, decidono linee guida e prontuari coercitivi e vincolanti. I progressi  ottenuti dal  Prof. Di Bella nella cura dei tumori conosciuti dal pubblico, avevano portato nel 1997 e  98, ad una mobilitazione della gente. Sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, fu approvata  la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche. Anche  per questo è stata grossolanamente falsificata la sperimentazione del Suo metodo nel 1998. La Legge Finanziaria 2007 (al comma796, lettera Z), ha abrogato questa disposizione di legge in base alla quale  per 9 anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali. Il Prof. Di Bella che era stato emarginato dai circoli di potere politico accademici,  oltre che per i risultati ottenuti, è stato  tanto odiato e vilipeso da questi signori anche perché è stato in grado di bloccare per 9 anni, il  programma di asservimento della terapia e della ricerca alle logiche di potere e del fatturato e di recuperare la dignità e autonomia del medico da condizionamenti commerciali.

Particolarmente appropriato al Prof. Di Bella l’aforisma di Terenzio:

Obsequium amicos, veritas odium parit,” che  tradotta letteralmente, significa:

“L’adulazione procaccia amici, la verità attira l’odio” (Terenzio, Andria, a. I, sc. I, verso 68).

Chiarificatrice e rilevante sul piano umano e scientifico  la biografia del Prof. Di Bella  “Il poeta della scienza”, Casa editrice Mattioli (tel 0524 530383), così come lo scritto sull’etica medica  del Prof. Di Bella (http://www.metododibella.org/it/notizie/2015-10-31/L-Etica-professionale-secondo-il-Prof.-Luigi-Di-Bella.html#.VknOSfBd5D8).

Se la gente non si rende conto, se non si mobilita, e non si crea un movimento  di opinione, non violento ma attivo e deciso a rivendicare diritti fondamentali e valori irrinunciabili, come nel 1998, si assisterà ad una continua progressione della speculazione indiscriminata sulla sanità, con totale assoluto disprezzo della verità, della salute e della vita. Quanto mai attuale l’affermazione di George Orwell:

“Nel tempo dell’inganno universale, dire la verità è un atto rivoluzionario”. (G. Orwell, La Fattoria degli Animali).

 

Per i tanti genuflessi in zelante e servile adorazione di ogni moda, prodotto pseudoculturale e scientifico proveniente dal mondo anglosassone, era inconcepibile, irritante, provocatorio, che un italiano, emarginato dal mondo accademico e dai circoli di potere, in piena autonomia, senza finanziamenti statali, senza i milioni delle vendite nelle piazze di azalee, arance, ortaggi e verdure varie, questue televisive e “giornate della vita” malgrado l’atteggiamento sempre più minaccioso e intimidatorio del potere, abbia osato sfidare colossi e santuari mondiali della ricerca oncologica, gigantesche e inutili cattedrali, generose e instancabili dispensatrici di illusioni e di morte (basta considerare la fine di tre componenti della più nota famiglia di imprenditori italiani, di Pavarotti, di Raissa Gorbaciova, di re Hussein, ecc…), e abbia intuito, concepito, formulato e praticato, in piena autonomia, la prima terapia veramente causale, razionale, scientifica, efficace, tollerata, nella patologia neoplastica.

Prof. Giuseppe Di Bella

L’hanno fatto morire da ciarlatano, ma ora i fatti gli stanno dando ragione – Metodo Di Bella: l’Ausl di Teramo lo autorizza come terapia anticancro per i successi ottenuti

 

Metodo Di Bella

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L’hanno fatto morire da ciarlatano, ma ora i fatti gli stanno dando ragione – Metodo Di Bella: l’Ausl di Teramo lo autorizza come terapia anticancro per i successi ottenuti

 

Metodo Di Bella: l’Ausl di Teramo lo autorizza come terapia anticancro

Regressione del tumore al cervello in un paziente di un Centro Oncologico in provincia di Modena, che ha adottato il Metodo Di Bella, screditato dalle autorità mediche.

Accade presso un Centro Oncologico collegato all’Ausl di Teramo, nel modenese. Sono stati verificati, misurati e documentati i progressi nella cura di un paziente affetto da tumore al cervello. Si riapre il vaso di pandora in un mondo scientifico diviso da anni tra i sostenitori del Metodo di Bella e di chi lo rigetta, accusandolo di non avere alcuna validità medica.

Cos’è il metodo Di Bella

C’è chi lo vede come un ciarlatano e chi come una vittima degli interessi delle grandi case farmaceutiche, che lucrano sui medicinali chemioterapici. Ma in cosa consiste il Metodo Di Bella? È un’insieme di farmaci e vitamine che secondo il Dott. Di Bella, il medico di origini siciliane che lo ha creato, sarebbe capace di curare i tumori maligni senza particolari effetti collaterali, diversamente dalla chemioterapia che, secondo il dott. Di Bella “non ha mai curato nessuno”.

Il metodo Di Bella è stato poi impiegato non solo come terapia anticancro, ma anche per trattare malattie come l’epatite C, il morbo di Alzheimer, la sclerosi multipla, il morbo di Parkinson e il morbo di Crohn, oltre a malattie autoimmuni e neurologiche.

Il caso mediatico attorno al Metodo Di Bella

Attorno al Metodo Di bella si è scatenata per anni un’attenzione mediatica fuori dal comune. Era da qualcuno chiamato “il santo guaritore”, per via soprattutto del fatto che somministrava cure senza chiedere compenso, ma solo un’offerta libera.

L’attenzione fu tale che i cittadini si organizzarono per una raccolta firme per chiedere la sperimentazione del Metodo Di Bella, mentre altri oncologi gridavano all’anatema e lo screditavano, considerando dubbie le procedure impiegate.

La sperimentazione del Metodo Di Bella

La sperimentazione tanto attesa venne fatta, ma fallì. Non venne riscontrato una regressione dei tumori e molti dei casi presentarono tossicità, avanzamento della malattia o decesso. Di conseguenza, molti pazienti abbandonarono le terapie e fu  stabilita l’inefficacia del Metodo Di Bella. Allora perché viene ancora usato?

Molti sostengono, così come conferma l’oncologa romana Rita Blandi a Il Corriere, che “la sperimentazione sia stata un bluff. Hanno scelto pazienti terminali, che avevano già completato l’iter tradizionale, fortemente debilitati e defedati”. Questo perché, è la tesi dei sostenitori, la terapia che si poneva in alternativa alle chemio avrebbe intaccato troppi interessi.

L’entusiasmo di Di Bella Jr

L’eredità del medico modenese scomparso nel 2003 è stata raccolta dai figli, anche loro medici. E alla notizia riguardo l’Ausl di Teramo hanno espresso soddisfazione ed entusiasmo. In particolare Giuseppe, a La Gazzetta di Modena ha dichiarato:

«Un centro istituzionale ha certificato su carta intestata che un grave tumore cerebrale in progressione dopo i trattamenti oncologici classici, l’intervento chirurgico, la chemioterapia e la radioterapia, ha ridotto il suo volume del 50%. Ma non basta: lo stesso oncologo di riferimento, che lavora per l’Ausl, ha consigliato caldamente il proseguimento della terapia. Un’ammissione di questo tipo è senza precedenti nel nostro Paese».

E continua:

«Si è sempre parlato di miglioramenti o guarigioni discutibili, magari frutto di autoesaltazione. Oggi invece siamo a 25 pubblicazioni scientifiche con casistica documentata. Entro l’anno pubblicheremo la casistica sul tumore al cervello e 300 casi per quello alla mammella; in questi, al quarto stadio, con la multiterapia è documentata una sopravvivenza del 70% a cinque anni, contro il 20% dei protocolli oncologici. Lo conferma il maggior portale oncologico, quello del National Cancer Institute».

 

fonte: https://www.ambientebio.it/salute/metodo-di-bella-ausl-teramo-autorizza/

Il Prof. Giuseppe Di Bella: le multinazionali manipolano la sanità e almeno il 50% dei dati medici è corrotto. E’ FINITA LA LIBERTÀ DI CURA E DI RICERCA!

Di Bella

 

 

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Il Prof. Giuseppe Di Bella: le multinazionali manipolano la sanità e almeno il 50% dei dati medici è corrotto. E’ FINITA LA LIBERTÀ DI CURA E DI RICERCA!

 

In questi giorni è emersa in tutta la sua gravità l’estensione della corruzione delle istituzioni sanitarie prevalentemente oncologiche con 22 indagati. In Italia la lottizzazione politica della sanità si estende dal portantino al primario, essendo ogni ASL un centro di potere, una riserva di voti di scambio, clientelari, di consistenti fatturati.

LE MULTINAZIONALI MANIPOLANO LA SANITA’

I rapporti con le multinazionali sono sempre più stretti. Uno degli aspetti globali più gravi è  l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor (criterio di valutazione di una rivista scientifica , paragonabile al rating in finanza). Con queste stesse finalità è stata creata, un’entità dogmatica sovranazionale, la cosiddetta “Comunità scientifica”. E’ sufficiente leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Scheckman,  su riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science,  ecc, egli… dichiara che “la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta” la cosiddetta “Comunità scientifica”

ALMENO IL 50% DEI DATI MEDICI E’ CORROTTO

Il riferimento delle istituzionali sanitarie alla tanto celebrata “Comunità scientifica” è continuo, essa pontifica con giudizio infallibile, ma è ormai talmente inquinata, da aver falsificato almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, è stata documentata da Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle più prestigiose riviste mondiali di medicina, che ha dichiarato: “Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso il buio.”.

Anche Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, il New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato: “Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata“.

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof Angel, che come Il Prof Horton, per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono complottisti, ma le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura e rilevanti meriti scientifici.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE CHE NON ARRICCHISCONO NON SONO PUBBLICATE

Una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto  la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) eGH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori  prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un grave ridimensionamento  dei fatturati oncologici.

Numerosi e documentati studi certificano l’efficacia antitumorale dellasomatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, e altri componenti del Metodo Di Bella come Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E,evitamina D3, che hanno un ruolo ed un’efficacia determinante e documentata nella terapia e in quella prevenzione dei tumori che non sanno e/o non vogliono attuare.

IL MEDICO E’ OBBLIGATO A SOTTOSTARE AL NUOVO REGOLAMENTO

Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere secondo le evidenze scientifiche sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro dictat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario. Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni: alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna, hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e il sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico. Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 sett. 2012 e nella legge N° 189 del 8 nov. 2012.

E’ FINITA LA LIBERTA’ DI CURA E DI RICERCA

Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il Prof. Di Bella, senza il benestare di comitati etici, intraprendano studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati. In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e trucchi  statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce dei Prof Angell , Horton,e del Nobel Scheckmann ).

I progressi ottenuti dal  Prof. Di Bella nella cura dei tumori conosciuti dal pubblico, avevano portato nel 1997 e  98, ad una mobilitazione della gente. Sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, fu approvata  la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche. La Legge Finanziaria 2007 (al comma796, lettera Z), ha abrogato questa disposizione di legge in base alla quale per 9 anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali, eliminando la libertà e autonomia del medico sia come ricercatore che come clinico, e impedendo così la valorizzazione e il trasferimento nella terapia medica  della ricerca scientifica.

Giuseppe di Bella per Dionidream

 

Tutta la verità sulla sperimentazione del Metodo Di Bella? L’aveva già chiaramente esposta Report nel 2000. Contraddizioni, farmaci scaduti, preparati male o non fedeli al protocollo, studi sballati. Una truffa ai danni dei malati di tumore che ci è costata 70 miliardi delle vecchie lire

Metodo Di Bella

 

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Tutta la verità sulla sperimentazione del Metodo Di Bella? L’aveva già chiaramente esposta Report nel 2000. Contraddizioni, farmaci scaduti, preparati male o non fedeli al protocollo, studi sballati. Una truffa ai danni dei malati di tumore che ci è costata 70 miliardi delle vecchie lire

 

Report – PUNTATA DEL 31/05/2000
PERCHE’ LA SPERIMENTAZIONE DEL METODO DI BELLA E’ FALLITA?

(se non ti va di leggere, in fondo all’articolo troverai il collegamento al video)

MILENA GABANELLI in studio
Esattamente due anni veniva dichiarata fallita la sperimentazione Di Bella voluta a furor di popolo. Ma perché è fallita? Che cosa non ha funzionato? Sabrina Giannini ha ricostruito i punti salienti dei quella vicenda.

VOCE FUORI CAMPO DI GIORNALISTA DEL TG1 (su immagini di telegiornale)
Cura di Bella bocciata. Deludenti i primi risultati finali ma non si rassegnano i sostenitori del medico modenese.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
E’ finita così la vicenda della cura Di Bella. Iniziata in modo alquanto anomalo, per non dire unico, nella storia della sperimentazione clinica: con un decreto d’urgenza.

Immagini di seduta al Senato del 19 marzo 1998

“17 febbraio 1998 n. 23, recante disposizioni urgenti in materia di sperimentazioni cliniche in campo oncologico e altre misure in materia sanitaria. Chi l’approva? Il Senato approva”.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
La comunità oncologica ufficiale a cui è stato affidato il compito di sperimentare la cura in 60 centri sparsi per l’Italia, è giunta dopo 3 mesi a questi risultati: sui 386 pazienti che si erano sottoposti volontariamente alla sperimentazione, solamente 3 avevano fatto registrare una riduzione parziale del tumore. In 47 casi la malattia era rimasta stabile, la metà dei pazienti aveva avuto una progressione di malattia e un quarto era deceduto durante la sperimentazione. Erano tutti malati di cancro terminale, senza alternative di cura, quasi tutti già sottoposti alle terapie tradizionali.
Qui si chiude la sperimentazione ma i farmaci continuano ad essere somministrati ai malati che stanno meglio grazie alla terapia Di Bella.

GIOVANNI GIOVANNINI – paziente per lo studio osservazionale
Mentre la stampa diceva questo loro continuavano a darci i farmaci.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Il sig. Giovannini, da quando si cura con la terapia Di Bella, ha visto regredire completamente un linfoma Hogckin e oggi continua a ricevere farmaci gratuitamente, purché presenti ogni mese una documentazione medica che provi che la malattia è stabile o regredita, come prevede una disposizione ministeriale. Giovannini non era nel gruppo dei 386 che doveva testare l’attività antitumorale del farmaco ma in quello osservazionale che si proponeva di valutare la sopravvivenza dei malati e gli effetti tossici della cura.
Ma oggi quanti malati ricevono gratis i farmaci della terapia Di Bella? Circa il 2%.

GIOVANNI GIOVANNINI – paziente per lo studio osservazionale
Come mai se una sperimentazione viene dichiarata fallita dal Ministero della Sanità si continuano a somministrare dei farmaci gratuitamente a un numero di persone che, tutto sommato, stano meglio?

DOTT. NATALE CASCINELLI-Dir. Scientifico Ist. dei Tumori di Milano
Il motivo è essenzialmente un motivo compassionevole.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
E attualmente quanti sono ancora i pazienti che voi seguite?

DOTT. NATALE CASCINELLI-Dir. Scientifico Ist. dei Tumori di Milano
In tutto sono 11, su un gruppo iniziale di 181.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Ma oltre ai malati che continuano la cura, perché nel loro caso è efficace, un anno e mezzo dopo la fine della sperimentazione ci sono malati terminali ancora in vita. E sono più del 20%. Ma secondo gli esperti il dato non è interessante.

DOTT. FRANCESCO COGNETTI – Primario Oncologia Ospedale Regina Elena – Roma
In ogni malattia tumorale c’è una modesta percentuale di pazienti che sopravvivono a lungo termine. La cosa sarebbe diversa se queste cifre fossero 30, 40, 50%.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Ma alcuni aspetti della sperimentazione hanno portato il caso sul tavolo dei magistrati. Aspetti legati alla preparazione dei farmaci distribuiti ai malati in cura.
Il 2 dicembre 1998 il Nucleo Antisofisticazione dei Carabinieri di Firenze sequestra 1048 flaconi di soluzione retinoidi che sono stati distribuiti oltre il termine massimo di scadenza dei tre mesi a 28 centri della sperimentazione del metodo Di Bella. Leggo testualmente: “Ciò comporta che 1048 pazienti abbiano assunto, per un periodo oscillante tra i 20 e i 30 giorni, un farmaco potenzialmente imperfetto e non più possedente le caratteristiche terapeutiche iniziali. Senza escludere che la degradazione e scomposizione dei principi attivi possa produrre effetti collaterali gravi, specialmente in soggetti sofferenti in patologie neoplastiche. Ne consegue quindi che i risultati ottenuti dalla sperimentazione siano sicuramente inattendibili e che la stessa sperimentazione debba essere, quanto meno, rivista.
Sulla base di questo verbale sono stati avviate indagini giudiziali. Le Procure di Firenze e Roma hanno ritenuto opportuno archiviare il caso. Non lo ha fatto, almeno per ora, quella di Torino. Ma come era saltata fuori la storia dei farmaci scaduti? Da due pazienti.

DONNA
Nel ritirare questo pacchetto mi accorgo che il prodotto aveva già superato abbondantemente sei mesi. Lo faccio presente alla farmacia dell’Ospedale che mi scarica, praticamente, sulla farmacia dell’Istituto Regina Elena che è dispensatrice del pacchetto di farmaci.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
La signora, grazie alla stabilità della malattia, è stata reclutata nello studio osservazionale ma da 5 anni cura una leucemia linfatica con il metodo Di Bella. Il 5 agosto del ’98 ritira il primo pacco presso l’Ospedale S. Giovanni di Roma.

DONNA
Inizialmente mi dice “lei come sa queste cose?” Allora rispondo che io le uso da tanto e che so che la validità è di sei mesi. Mi risponde che devono chiedere all’Istituto di Sanità, e che devo richiamarli dopo un po’. Richiamo dopo mezz’ora e la dottoressa mi dice allarmata di non prenderli perché si è verificato un equivoco e i farmaci, in effetti, sono scaduti.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
La soluzione retinoide, ovvero la miscela di vitamine non in commercio che può essere fatta dai farmacisti, è altamente sensibile alla luce e la sua preparazione estremamente delicata.

GIOVANNI GIOVANNINI – paziente per lo studio osservazionale
Il mese di luglio dell’anno scorso non stavo molto bene: avevo dissenteria, nausea e qualcuno mi ha detto che poteva essere il plurivitaminico se non è preparato di recente. Nessuno mi ha saputo dire niente di preciso e io mi sono rivolto all’Istituto Superiore di Sanità.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
L’Istituto Superiore di Sanità restituisce il flacone facendolo recapitare al Policlinico di Modena.

GIOVANNI GIOVANNINI – paziente per lo studio osservazionale
Io avevo detto che avrei ritirato il flacone se mi avessero detto perché me lo avevano sostituito.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Infatti dopo molti solleciti, Giovannini riceve una lettera dall’Istituto Superiore di Sanità nella quale il direttore scrive di suo pugno che le prove di scadenza non sono state fatte come invece si fa di regola prima di iniziare una sperimentazione. Ma un altro documento smentisce ciò che è stato dichiarato al Sig. Giovannini. L’Istituto Superiore di Sanità, al direttore della farmacia dell’Ospedale S. Giovanni di Roma che voleva sapere se la soluzione aveva una scadenza, risponde che ha intrapreso studi sulla stabilità secondo i quali la preparazione integra dura tre mesi ma se aperta e richiusa più volte solo 20 giorni. Sui flaconi però non è mai stata messa la data di scadenza.
Abbiamo chiesto spiegazioni all’Istituto Superiore di Sanità ma, su questo argomento specifico, ha preferito non pronunciarsi. Ne deduciamo che forse gli studi sono stati fatti, ma in ritardo. Ne abbiamo conferma dal direttore della farmacia dell’Istituto per i Tumori di Milano, dott. Ascani.

TELEFONATA TRA L’AUTRICE E IL DOTT. ASCANI

VOCE DEL DOTT. ASCANI
Verso la fine, finita la sperimentazione, è venuto fuori che la scadenza dei retinoidi era di quattro mesi tenuti in frigo. Tre mesi no.

AUTRICE
E’ venuto fuori da chi?

VOCE DEL DOTT. ASCANI
Dal Ministero.

AUTRICE
Quindi vuol dire che durante la sperimentazione in realtà non erano state fatte delle prove o presumibilmente non ve l’hanno detto&

VOCE DEL DOTT. ASCANI
E’ stato prodotto alla svelta per cui&.

FINE DELLA TELEFONATA

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Potrebbero essere stati distribuiti farmaci scaduti, quindi non efficaci? Allora ci siamo chiesti: chi preparava la soluzione retinoide che rappresenta la medicina principale della cura Di Bella? Era lo stabilimento chimico militare di Firenze a cui abbiamo chiesto un’intervista che ci è stata negata.
Ci sarebbe un’altra questione sul tavolo del giudice: l’acetone, ovvero il solvente utilizzato per preparare la soluzione retinoide. Il prof. Di Bella aveva chiesto di eliminarlo completamente e, secondo i criteri di buona pratica clinica, quando si sperimenta un farmaco, bisogna attenersi alle indicazioni dell’ideatore della terapia. Quindi l’acetone, pur essendo comunque presente in dosi considerate non tossiche, potrebbe aver provocato effetti collaterali a persone già gravemente malate? Non sarebbe irrilevante se si pensa che nelle statistiche finali che bocciano la cura, i pazienti venivano esclusi al minimo peggioramento o all’insorgere di effetti collaterali.

DOTT. MAURIZIO PIANEZZA – Medico chirurgo Ospedale S. Martino – Genova
Sono state eliminate da questa sperimentazione persone che secondo me potevano continuare, e ne ho le prove. (su immagini di schedario) Ecco: a una signora che faceva la terapia Di Bella ad un certo punto le è stata tolta perché aveva diarrea. Era venuta da me per chiedermi un parere in questo senso. Le avevo dato la terapia e poi le è stata tolta. La persona è ancora viva.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
E secondo l’autorevole rivista scientifica British Medical Journal, nella sperimentazione non si è fatto un confronto con le altre terapie e non si sono scelti i pazienti a caso. Quindi, leggo testualmente, la sperimentazione avrebbe potuto essere progettata meglio. Il tempo è stato forse il fattore più influente poiché c’era una crescente pressione dell’opinione pubblica.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
Secondo lei non c’è stata un’adeguata curiosità scientifica?

DOTT. MAURIZIO PIANEZZA – Medico chirurgo Ospedale S. Martino – Genova
Zero. Curiosità scientifica zero.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
E’ probabile, ma nelle sostanze della cura Di Bella aveva espresso interessamento quella che in Italia è considerata la voce più autorevole dell’oncologia, il prof. Veronesi.

TRATTO DAL PROGRAMMA “ELISIR” (Raitre) DEL 7 NOVEMBRE 1999

Telefonata di una telespettatrice che si rivolge al prof. Veronesi.

VOCE DELLA TELESPETTATRICE
Io, professore, ho sentito parlare di farmaci preventivi per il tumore al seno. Vorrei sapere a chi sono destinati e a chi rivolgersi eventualmente.

PROF. VERONESI
Per il momento sono farmaci di ricerca, quindi non sono ancora disponibili, però sono molto promettenti. Sono delle nuove molecole che si chiamano retinoidi, derivati dell’acido retinico quindi derivati della vitamina A. Hanno efficacia molto buona ma sono ancora in una fase sperimentale. Dobbiamo pazientare ancora almeno un anno o due.

VOCE FUORI CAMPO DELL’AUTRICE
L’acido retinico è la sostanza principale della terapia Di Bella eppure il protocollo proposto dal professore, che tra l’altro era nel Comitato Guida, non è mai stato attuato. Avremmo voluto chiederglielo. Abbiamo aspettato per qualche mese che il professore, prima che diventasse ministro della sanità, avesse tempo. Ci doveva ricevere la prima settimana di Aprile ma con un fax ci ha informato che proprio quella settimana sarebbe stato fuori Italia invece, proprio quella settimana, lo abbiamo visto intervistato a Milano dal TG 3 sulla questione Genoma.
Ne deduciamo che anche il prof. Veronesi non desideri parlare della cura Di Bella. Certo doveva parlare di una sperimentazione da trincea, un argomento compromettente e delicato, combattuto fra fanatismi opposti, con in mezzo 280.000 persone che ogni anno si sentono dire “lei ha il cancro”.

MILENA GABANELLI in studio
Quella sperimentazione mal fatta ci è costata 70 miliardi.

Fonte: http://www.report.rai.it/dl/Report/puntata/ContentItem-04d3db17-54b7-4ac2-9857-8580454763a9.html

 

QUI IL VIDEO DEL SERVIZIO

 

La Rivincita di Di Bella – Studi confermano la validità dell’Acido Retinoico e Melatonina nella cura del cancro

Di Bella

 

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La Rivincita di Di Bella – Studi confermano la validità dell’Acido Retinoico e Melatonina nella cura del cancro

 

La Melatonina usata da Di Bella già nel 1969, quando nessuno ne parlava e sapeva cosa fosse, oggi è oggetto di studio e ricerca dato che si sta scoprendo le sue incredibili capacità curative tanto che alcuni scienziati l’hanno chiamata la “Molecola dell’Immortalità”. Ebbene tanto le case farmaceutiche e i conservatori della classe medica italiana erano contro che nel 1996 ne vietarono la somministrazione. Le ragioni? Possiamo immaginarle, e dato che oggi si trova anche al supermercato possiamo di sicuro dire che non era per proteggere la nostra salute, anzi.

Oggi chiunque può verificare sulla massima banca dati medico scientifica mondiale PUBMED l’enorme sviluppo della ricerca sulla melatonina con 20.908pubblicazioni che documentano effetti  rilevanti in patologie cardiocircolatorie, ematologiche, oncologiche, degenerative, immunitarie e tumorali.

Per chi non sapesse la storia del Metodo Di Bella per la cura dei tumori deve sapere che è basato sul fatto che tutti gli organismi viventi possiedono sia i meccanismi responsabili della differenziazione e della crescita delle cellule tumorali, sia le difese per combattere lo sviluppo delle medesime. Insomma la formazione di cellule cancerose è tanto naturale quanto la loro eliminazione.

La terapia del professor di bella, agendo sulle cellule sane e sul loro metabolismo e  non direttamente sulle cellule tumorali, si propone di stimolare i meccanismi “naturali” di lotta dell’organismo e, attraverso questi, di produrre attorno ad ogni cellula “degenerata” un ambiente sfavorevole ed ostile per le sue funzioni vitali, siano esse di crescita che di riproduzione.

Così facendo la terapia cerca di ridurre le capacità vitali e riproduttive della cellula malata impedendogli di crescere e di proliferare in maniera abnorme. Nel contempo favorisce la “maturazione strutturale” (invecchiamento) del tessuto tumorale aumentando pertanto le possibilità che le cellule anomale vadano incontro ad una precoce “apoptosi” e cioè alla morte naturale.

Come puoi ben capire è un approccio diametralmente opposto alla chemioterapia che invece distrugge sia cellule sane che cellule malate, debilitando l’intero organismo. La cura Di Bella cerca proprio di rafforzare le naturali funzioni difensive del corpo e di sottrarre nutrimento alle cellule tumorali.

Qualche giorno fa è stata pubblicata una ricerca pubblicata su Stem Cells International, sulle cellule staminali che documenta l’effetto differenziante – e dunque potenzialmente antitumorale – di due sostanze della terapia Di Bella: l’acido retinoico e la melatonina. Sono entrambe molecole particolari, tossiche per le cellule tumorali e vitali per quelle sane.

Soddisfatto anche Giuseppe Di Bella, figlio di Luigi Di Bella e presidente dell’omonima Fondazione che ha finanziato la ricerca: “Si è avuta un’ulteriore conferma che l’acido retinoico esercita le più elevate proprietà differenzianti e che la melatonina ne amplifica l’effetto. È la piena conferma dell’intuizione di mio padre, che oltre 20  anni fa – in assenza di tecniche di biologia molecolare in grado di evidenziare i recettori nucleari dei retinoidi e della melatonina – ne aveva previsto non solo l’esistenza ma anche l’interazione, come documentato oggi”.

Prosegue Di Bella: “Le altre due sostanze, l’acido ialuronico e l’acido butirrico, sono state scelte per la loro funzione di supporto: il primo (che ha recettori diffusamente espressi nelle cellule tumorali) veicola l’acido retinoico e la melatonina all’interno della cellula, mentre l’acido butirrico agisce come ‘decompattatore’ del DNA consentendo agli agenti differenzianti (acido retinoico e melatonina) di interagire con le sequenze del DNA di cui regolano l’espressione genica”.

Ma questo è solo l’ultimo studio di una serie di conferme che il Metodo Di Bella, prima bistrattato e ridicolizzato, sta ora avendo dal mondo scientifico. Luigi Di Bella prima di morire nel 2003 disse: «Prima o poi dovranno sbattere il muso contro la mia terapia».

Ad esempio qualche tempo fa è stata pubblicata una ricerca sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences che dimostrava come l’acido retinoico fosse utile contro il cancro. Nell’abstract si concludeva dicendo: “le cellule neoplastiche vanno incontro all’autodistruzione, attraverso un processo di morte cellulare programmata definito apoptosi, sia in vitro sia in vivo“.

 

fonte: http://curiosity2015.altervista.org/la-rivincita-di-di-bella-studi-confermano-la-validita-dellacido-retinoico-e-melatonina-nella-cura-del-cancro/

Marco Travaglio – “Così hanno truffato Di Bella” – Dosi sballate e farmaci scaduti, la sperimentazione viziata da gravissime irregolarità !!

Marco Travaglio

 

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Marco Travaglio – “Così hanno truffato Di Bella” – Dosi sballate e farmaci scaduti, la sperimentazione viziata da gravissime irregolarità !!

 

Travaglio: ‘Così hanno truffato Di Bella’

Dosi sballate e farmaci scaduti, la sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità!

 

A quindici anni dalla fine della sperimentazione il Metodo Di Bella sta tornando a far parlare. Migliaia di pazienti si stanno rivolgendo a Giuseppe Di Bella, che sta portando avanti la terapia inventata dal padre Luigi, per essere curati. Ci sono, inoltre, migliaia di casi di guarigione e i tribunali di diverse città hanno imposto alle ASL locali di rimborsare le cure ad alcuni malati. La sperimentazione di questa terapia alternativa era stata bocciata a fine anni ’90, ma da un’indagine del PM Raffaele Guariniello era emerso che c’erano stati gravi errori nella sperimentazione. È significativo un articolo di Marco Travagliopubblicato su Repubblica nel settembre del 2000, in cui il giornalista raccontava i lati oscuri della vicenda. Lo riportiamo di seguito:

La sperimentazione della cura Di Bella sarebbe viziata da gravi irregolarità. Peggio: alcuni dei 386 malati di cancro che provarono la “multiterapia” (Mdb) del medico modenese sarebbero stati usati come cavie, trattati con farmaci “guasti e imperfetti”, non si sa con quali effetti sulla salute. E l’ Istituto superiore di Sanità, pur sapendolo, non avrebbe avvertito 50 dei 51 ospedali d’ Italia che sperimentavano i protocolli. Sono queste le conclusioni della lunga e minuzionsa indagine aperta due anni fa dal procuratore aggiunto di Torino Raffaele Guariniello, in seguito ad alcune denunce, sulla sperimentazione nei 4 “centri di riferimento” di Torino (Molinette, San Giovanni antica sede, Mauriziano e Sant’ Anna) e nei 4 della provincia (gli ospedali di Chivasso, Orbassano, Chieri e Cirè). Un’ indagine che non entra nel merito dell’ efficacia o meno della cura, ma si limita ad analizzare la regolarità della sperimentazione. Quattro gli accusati, tutti dirigenti dell’ Istituto superiore di sanità (Iss): Roberto Raschetti e Donato Greco, coordinatori della sperimentazione del 1998, Stefania Spila Alegiani, responsabile dei preparati galenici, ed Elena Ciranni, che curava i rapporti con i vari centri clinici. Grave l’ ipotesi di reato: “somministrazione di medicinali guasti o imperfetti” (punibile, secondo l’ articolo 443 del codice penale, con la reclusione fino a 3 anni). Il direttore Giuseppe Benagiano, a suo tempo indagato, è stato poi archiviato. Nessuna responsabilità per l’ ex ministro della Sanità Rosi Bindi, sentita come testimone in gran segreto, a Roma, all’ inizio dell’ anno. I 4 indagati hanno ricevuto l’ “avviso di chiusura indagini”. Una sorta di preannuncio di rinvio a giudizio, che poi però non è arrivato: grazie alla legge Carotti, i difensori hanno chiesto e ottenuto dal Pg della Cassazione Nino Abbate il trasferimento dell’ inchiesta a Firenze. Con la curiosa motivazione che i farmaci “incriminati” li produce l’ Istituto farmacologico militare fiorentino. Inutile l’ opposizione di Guariniello il quale, sentenze della Cassazione alla mano, ha ribattuto che il 443 non punisce la produzione o la detenzione, ma la somministrazione di farmaci guasti (avvenuta, appunto, a Torino). Spetterà dunque alla Procura di Firenze – che l’ anno scorso aveva già archiviato un’ altra inchiesta sui protocolli Di Bella – trarre le conclusioni: rinviare a giudizio o chiedere l’ archiviazione. Tutto dipenderà dall’ interpretazione delle irregolarità emerse a Torino: errori in buona fede o condotte dolose? Per Guariniello, la prova del dolo sarebbe in una lettera inviata nel ‘ 98 a un ospedale romano, che chiedeva lumi sulla conservazione e la composizione delle “soluzioni ai retinoidi” previste per i protocolli 1 e 9. Nella lettera i dirigenti dell’ Iss precisavano che quelle sostanze hanno una “validità” di soli 3 mesi, dopo di che “scadono” e vanno buttate. Peccato che la stessa direttiva non sia stata diramata agli altri 50 ospedali che sperimentavano la cura. E che infatti continuarono, ignari di tutto, a somministrare quelle soluzioni ampiamente scadute (addirittura vecchie di 4, 5, 9 mesi) e “deteriorate”. Non solo: un gravissimo errore tecnico avrebbe dimezzato il quantitativo di un componente, un principio attivo, fondamentale per l’ efficacia di quelle soluzioni: l’ “axeroftolo palmitato”. In pratica, per i due protocolli, quella sperimentata non era la multiterapia Di Bella, ma una “variazione sul tema” non dichiarata. Così com’ era emerso nel ‘ 98 per altri due protocolli, frettolosamente ritirati dopo che Guariniello vi aveva scoperto alcune sostanze mancanti e alcune altre (come il tamoxifene del professor Umberto Veronesi) aggiunte da una mano misteriosa. Ma quel capitolo è ancora aperto. A Torino.”

 

tratto da: http://lapillolarossa15.altervista.org/marco-travaglio-cosi-hanno-truffato-di-bella-dosi-sballate-e-farmaci-scaduti-la-sperimentazione-viziata-da-gravissime-irregolarita/

Luigi Di Bella – In Italia è morto da ciarlatano, in Inghilterra ne riconoscono il valore degli studi!

Di Bella

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Luigi Di Bella – In Italia è morto da ciarlatano, in Inghilterra ne riconoscono il valore degli studi!

 

Dall’Inghilterra riconoscimento agli studi del prof. Luigi Di Bella

Riguardo il tema della prevenzione dei tumori è appena stato pubblicato su una rivista scientifica inglese uno studio sul ruolo delle vitamine (retinoidi) già usate dal defunto professor Luigi Di Bella

di Vincenzo Brancatisano

Riguardo il tema della prevenzione dei tumori è appena stato pubblicato su una rivista scientifica inglese uno studio sul ruolo delle vitamine (retinoidi) già usate dal defunto professor Luigi Di Bella nella sua contestata multiterapia contro il cancro.

Lo studio, intitolato “Solution of retinoids in vitamin E in the Di Bella Method biological multitherapy”, porta la firma del figlio Giuseppe, medico a Bologna, che continua le ricerche del fisiologo di origini siciliane ma attivo per tanti anni a Modena. È Giuseppe Di Bella a comunicare che «sono stati evidenziati e dimostrati  i molteplici meccanismi biochimici e molecolari con cui i tre retinoidi del Metodo Di Bella, solubilizzati in  vitamina E, sinergicamente  alla  vitamina D, esercitano un fondamentale ruolo scientificamente testato primario e vitale nella prevenzione e cura dei tumori». Lo studio, apparso sulla rivista “Neuro Endocrinol Letter”, mette in luce l’attività terapeutica dei retinoidi e di altre vitamine ma anche il ruolo delle medesime sul piano della prevenzione: «Ora – spiega Di Bella – manca una reale e scientificamente documentata  prevenzione farmacologica dei tumori. L’oncologia definisce impropriamente prevenzione la diagnostica, i vari screening, le ecografie, gli esami strumentali, ematochimici che si limitano a prendere atto più o meno precocemente dell’insorgenza e della presenza di una neoplasia, ma non possono intervenire sulle cause di induzione, crescita e diffusione della neoplasia stessa». Lo stesso Luigi Di Bella, che già nella tesi di laurea aveva dedicato lunghi studi al ruolo straordinario della vitamina A, ha sempre puntato sulla prevenzione, indirizzando i pazienti e le loro famiglie verso l’assunzione di un preparato costituito da estere palmitato della vitamina A, betacarotene, acido tutto trans Retinoico, sciolti in vitamina E, secondo una composizione e una posologia che è agli atti del Ministero della salute poiché nel 1998 la soluzione ai retinoidi fu sottoposta a una infruttuosa sperimentazione assieme ad altri componenti, tra i quali la melatonina, la bromocriptina e la somatostatina.

Gli esiti negativi di quella sperimentazione, che coinvolse 316 pazienti in tutta Italia, non furono mai accettati dall’autore della terapia né dalle migliaia di pazienti che invece hanno continuato a curarsi con i farmaci e le sostanze galeniche le quali a loro volta hanno continuato a essere vendute nelle farmacie con risultati che, stando

alle tante testimonianze rinvenibili anche in rete, non sarebbero da disprezzare. Si sono poi moltiplicate le pubblicazioni, come l’ultima citata, che potrebbero consentire alla comunità scientifica di dibattere sull’utilità delle sostanze sul piano della prevenzione e della cura dei tumori.

fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it/modena/cronaca/2016/02/15/news/dall-inghilterra-riconoscimento-agli-studi-del-prof-luigi-di-bella-1.12965283

Giuseppe Di Bella shock: quello che ci nascondono sulle cause dei tumori – I maggiori, più pericolosi e documentati FATTORI DI RISCHIO sono nascosti alla gente…!

Di Bella

 

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Giuseppe Di Bella shock: quello che ci nascondono sulle cause dei tumori – I maggiori, più pericolosi e documentati FATTORI DI RISCHIO sono nascosti alla gente…!

 

Frequenti, gravi e nascoste cause dei tumori

di Giuseppe Di Bella

I maggiori, più pericolosi e documentati fattori di rischio di induzione neoplastica, nascosti al pubblico

 

Nella mia recente intervista a Telecolor ho evidenziato le più frequenti cause dei tumori, tra cui  i maggiori, più pericolosi e documentati fattori di rischio di induzione neoplastica, nascosti al pubblico:

  • A)    L’ elevato  incremento della radioattività atmosferica

Questa è causata dall’ indiscriminato uso bellico di grandi quantitativi di uranio impoverito  in Serbia, nel Kosovo , in medio oriente, soprattutto in Iraq  , e nei poligoni militari .Le radiazioni ionizzanti ,mutagene, da elementi radioattivi, rappresentano sicuramente uno dei massimi rischi di malattie neoplastiche oltre che degenerative, causando anche malformazioni e gravi danni all’equilibrio biologico e alle funzioni vitali. Si calcola che i bombardamenti nucleari americani di Hiroshima e Nagasaki, oltre al milione di morti provocato al momento dell’esplosione e nei giorni immediatamente successivi, abbiano causato un numero almeno doppio  di decessi per l’induzione di tumori solidi e leucemie (APPROFONDISCI QUI).

Le radiazioni ionizzanti ,mutagene, da elementi radioattivi, rappresentano sicuramente uno dei massimi rischi di malattie neoplastiche oltre che degenerative, causando anche malformazioni e gravi danni all’equilibrio biologico e alle funzioni vitali.

Oggi l’unica possibile ,efficace e scientificamente documentata difesa dai danni dalla radioattività atmosferica, dall’inquinamento elettromagnetico, dai danni di ordine chimico e fisico, sono le elevate dosi sinergicamente e fattorialmente interattive dei retinoidi solubilizzati in vitamina E della soluzione multivitaminica formulata dal Prof Luigi Di Bella . La documentazione scientifica e i meccanismi d’azione biochimici e molecolari  sono pubblicati , e da tutti verificabili, sulla massima banca dati medico scientifica mondiale:  www.pubmed.gov

  • B)    La crescente dispersione nell’ambiente  di notevoli quantitativi di chemioterapici

Per il continuo estendersi delle patologie neoplastiche aumenta progressivamente  l’uso    di chemioterapici  ,tra cui  quelli somministrati ad alte dosi in vena , come i derivati del Platino, Vincristina, Taxani, Topotecani, ecc… che si possono considerare  tra le sostanze tossiche a più alto rischio  mutageno ( il tumore nasce da una mutazione ) e pertanto oncogene , disperse poi senza alcuna precauzione nell’ambiente. Infatti gli escrementi di quanti sono sottoposti a chemio non sono trattati come rifiuti tossici speciali, ma eliminati  attraverso  la comune rete fognaria. Significativo il rapporto N°02/16 (2002) dell’Istituto Superiore di Sanità  sull’induzione di tumore da parte dei chemioterapici :-

“Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” che ha preso in considerazione i danni a breve e/o a lungo termine causati dall’esposizione professionale ai chemioterapici antiblastici (CA)  . «Proprio a causa delle loro proprietà citotossiche e immunosoppressive – si legge nel Rapporto – gli antibastici possono paradossalmente causare tumori secondari. Infatti, non solo sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie». E ancora: «Mentre per i pazienti tali effetti tossici sono considerati ‘accettabili’ in vista dei possibili (palliativi) benefici terapeutici, essi non dovrebbero mai colpire i medici, i farmacisti, gli infermieri e gli altri possibili operatori. Invece, a partire dagli anni ‘70, numerosi studi hanno dimostrato la pericolosità per gli operatori sanitari». «Alcuni degli effetti tossici che colpiscono i pazienti sono stati osservati anche in operatori sanitari e in particolare in infermieri dei reparti oncologici (…) sono stati rilevati disturbi a livello oculare, cutaneo e respiratorio causati da chemioterapici vescicanti; reazioni allergiche da composti del platino (…). Possibili tumori causati da chemioterapici cancerogeni; effetti sull’apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili all’apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili all’apparato riproduttivo dei figli degli operatori sanitari » dei figli degli operatori sanitari »

L’induzione tumorale da chemioterapici è ormai scientificamente documentata .La prestigiosa rivista medico scientifica Nature,( ai massimi livelli dell’ Impact Factor) ha pubblicato uno studio intitolato: “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” . Gli autori  hanno spiegato i meccanismi biochimici e molecolari per cui la somministrazione di chemioterapici può indurre il cancro. Questo studio spiega che la chemioterapia, usata per combattere il cancro, in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende ‘immune’ il tumore a ulteriori trattamenti. Analizzando gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata, sono state scoperti “evidenti danni nel DNA” nelle cellule sane intorno all’area colpita dal cancro.

Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali. La scoperta che “l’aumento della WNT16B…interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali…era del tutto inattesa”, ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, nello stato di Washington. “I nostri risultati , hanno spiegato i ricercatori, indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita cinetica’ del cancro, e questo ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie. “In pratica è un meccanismo generalizzato , esteso ad ogni tipo di varietà istologica di tumore.

Se è pertanto documentato che i chemioterapici  possono eliminare un certo quantitativo di cellule neoplastiche , è altrettanto documentato e incontestabile che possono indurre raffiche di mutazioni ,ognuna delle quali seleziona cloni tumorali più aggressivi e resistenti in soggetti debilitati dall’effetto tossico e immunosoppressivo della chemio , creando così le premesse di disseminazioni tumorali generalizzate e inarrestabili.

Ovviamente queste non sono che vili calunnie e basse insinuazioni dei soliti biechi complottisti contro gli immacolati e disinteressati circoli di potere globali, che gestiscono con la massima e nota onestà e trasparenza, economia, politica, finanza e informazione.

Solution of retinoids in vitamin E in the Di Bella Method biological multitherapy. Di Bella L, Di Bella G. Neuro Endocrinol Lett. 2015 Dec;36(7):661-76.

Queste proprietà preventive e terapeutiche  della  soluzione dei retinoidi  in Vitamina E sono potenziate dalla vitamina D3  The Di Bella Method (DBM). Di Bella G. Neuro Endocrinol Lett. 2010;31 Suppl 1:1-42. Review.

E dalla  melatonina idrosolubile in legame di Adenosina, stabilizzata con Glicina  formulata dal Prof Di Bella :

Melatonin anticancer effects: review. Di Bella G, Mascia F, Gualano L, Di Bella L. Int J Mol Sci. 2013 Jan 24;14(2):2410-30.

Giuseppe Di Bella shock: quello che ci nascondono sulle cause dei tumori – I maggiori, più pericolosi e documentati FATTORI DI RISCHIO sono nascosti alla gente!

 

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Giuseppe Di Bella shock: quello che ci nascondono sulle cause dei tumori – I maggiori, più pericolosi e documentati FATTORI DI RISCHIO sono nascosti alla gente!

 

Frequenti, gravi e nascoste cause dei tumori

di Giuseppe Di Bella

I maggiori, più pericolosi e documentati fattori di rischio di induzione neoplastica, nascosti al pubblico

 

Nella mia recente intervista a Telecolor ho evidenziato le più frequenti cause dei tumori, tra cui  i maggiori, più pericolosi e documentati fattori di rischio di induzione neoplastica, nascosti al pubblico:

  • A)    L’ elevato  incremento della radioattività atmosferica

Questa è causata dall’ indiscriminato uso bellico di grandi quantitativi di uranio impoverito  in Serbia, nel Kosovo , in medio oriente, soprattutto in Iraq  , e nei poligoni militari .Le radiazioni ionizzanti ,mutagene, da elementi radioattivi, rappresentano sicuramente uno dei massimi rischi di malattie neoplastiche oltre che degenerative, causando anche malformazioni e gravi danni all’equilibrio biologico e alle funzioni vitali. Si calcola che i bombardamenti nucleari americani di Hiroshima e Nagasaki, oltre al milione di morti provocato al momento dell’esplosione e nei giorni immediatamente successivi, abbiano causato un numero almeno doppio  di decessi per l’induzione di tumori solidi e leucemie (APPROFONDISCI QUI).

Le radiazioni ionizzanti ,mutagene, da elementi radioattivi, rappresentano sicuramente uno dei massimi rischi di malattie neoplastiche oltre che degenerative, causando anche malformazioni e gravi danni all’equilibrio biologico e alle funzioni vitali.

Oggi l’unica possibile ,efficace e scientificamente documentata difesa dai danni dalla radioattività atmosferica, dall’inquinamento elettromagnetico, dai danni di ordine chimico e fisico, sono le elevate dosi sinergicamente e fattorialmente interattive dei retinoidi solubilizzati in vitamina E della soluzione multivitaminica formulata dal Prof Luigi Di Bella . La documentazione scientifica e i meccanismi d’azione biochimici e molecolari  sono pubblicati , e da tutti verificabili, sulla massima banca dati medico scientifica mondiale:  www.pubmed.gov

  • B)    La crescente dispersione nell’ambiente  di notevoli quantitativi di chemioterapici

Per il continuo estendersi delle patologie neoplastiche aumenta progressivamente  l’uso    di chemioterapici  ,tra cui  quelli somministrati ad alte dosi in vena , come i derivati del Platino, Vincristina, Taxani, Topotecani, ecc… che si possono considerare  tra le sostanze tossiche a più alto rischio  mutageno ( il tumore nasce da una mutazione ) e pertanto oncogene , disperse poi senza alcuna precauzione nell’ambiente. Infatti gli escrementi di quanti sono sottoposti a chemio non sono trattati come rifiuti tossici speciali, ma eliminati  attraverso  la comune rete fognaria. Significativo il rapporto N°02/16 (2002) dell’Istituto Superiore di Sanità  sull’induzione di tumore da parte dei chemioterapici :-

“Esposizione professionale a chemioterapici antiblastici” che ha preso in considerazione i danni a breve e/o a lungo termine causati dall’esposizione professionale ai chemioterapici antiblastici (CA)  . «Proprio a causa delle loro proprietà citotossiche e immunosoppressive – si legge nel Rapporto – gli antibastici possono paradossalmente causare tumori secondari. Infatti, non solo sono in grado di innescare la trasformazione di cellule normali in maligne, ma tendono a ridurre le difese endogene contro l’insorgenza di neoplasie». E ancora: «Mentre per i pazienti tali effetti tossici sono considerati ‘accettabili’ in vista dei possibili (palliativi) benefici terapeutici, essi non dovrebbero mai colpire i medici, i farmacisti, gli infermieri e gli altri possibili operatori. Invece, a partire dagli anni ‘70, numerosi studi hanno dimostrato la pericolosità per gli operatori sanitari». «Alcuni degli effetti tossici che colpiscono i pazienti sono stati osservati anche in operatori sanitari e in particolare in infermieri dei reparti oncologici (…) sono stati rilevati disturbi a livello oculare, cutaneo e respiratorio causati da chemioterapici vescicanti; reazioni allergiche da composti del platino (…). Possibili tumori causati da chemioterapici cancerogeni; effetti sull’apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili all’apparato riproduttivo, aumento degli aborti spontanei e delle malformazioni congenite. I danni risultano anche trasmissibili all’apparato riproduttivo dei figli degli operatori sanitari » dei figli degli operatori sanitari »

L’induzione tumorale da chemioterapici è ormai scientificamente documentata .La prestigiosa rivista medico scientifica Nature,( ai massimi livelli dell’ Impact Factor) ha pubblicato uno studio intitolato: “Treatment-induced damage to the tumor microenvironment promotes prostate cancer therapy resistance through WNT16B” . Gli autori  hanno spiegato i meccanismi biochimici e molecolari per cui la somministrazione di chemioterapici può indurre il cancro. Questo studio spiega che la chemioterapia, usata per combattere il cancro, in realtà può stimolare, nelle cellule sane circostanti, la secrezione di una proteina che sostiene la crescita e rende ‘immune’ il tumore a ulteriori trattamenti. Analizzando gli effetti di un tipo di chemioterapia su tessuti raccolti da pazienti affetti da tumore alla prostata, sono state scoperti “evidenti danni nel DNA” nelle cellule sane intorno all’area colpita dal cancro.

Queste ultime producevano quantità maggiori della proteina WNT16B che favorisce la sopravvivenza delle cellule tumorali. La scoperta che “l’aumento della WNT16B…interagisce con le vicine cellule tumorali facendole crescere, propagare e, più importante di tutto, resistere ai successivi trattamenti anti-tumorali…era del tutto inattesa”, ha spiegato il co-autore della ricerca Peter Nelson del Fred Hutchinson Cancer Research Center di Seattle, nello stato di Washington. “I nostri risultati , hanno spiegato i ricercatori, indicano che il danno nelle cellule benigne può direttamente contribuire a rafforzare la crescita cinetica’ del cancro, e questo ha trovato conferma anche nei tumori al seno e alle ovaie. “In pratica è un meccanismo generalizzato , esteso ad ogni tipo di varietà istologica di tumore.

Se è pertanto documentato che i chemioterapici  possono eliminare un certo quantitativo di cellule neoplastiche , è altrettanto documentato e incontestabile che possono indurre raffiche di mutazioni ,ognuna delle quali seleziona cloni tumorali più aggressivi e resistenti in soggetti debilitati dall’effetto tossico e immunosoppressivo della chemio , creando così le premesse di disseminazioni tumorali generalizzate e inarrestabili.

Ovviamente queste non sono che vili calunnie e basse insinuazioni dei soliti biechi complottisti contro gli immacolati e disinteressati circoli di potere globali, che gestiscono con la massima e nota onestà e trasparenza, economia, politica, finanza e informazione.

Solution of retinoids in vitamin E in the Di Bella Method biological multitherapy. Di Bella L, Di Bella G. Neuro Endocrinol Lett. 2015 Dec;36(7):661-76.

Queste proprietà preventive e terapeutiche  della  soluzione dei retinoidi  in Vitamina E sono potenziate dalla vitamina D3  The Di Bella Method (DBM). Di Bella G. Neuro Endocrinol Lett. 2010;31 Suppl 1:1-42. Review.

E dalla  melatonina idrosolubile in legame di Adenosina, stabilizzata con Glicina  formulata dal Prof Di Bella :

Melatonin anticancer effects: review. Di Bella G, Mascia F, Gualano L, Di Bella L. Int J Mol Sci. 2013 Jan 24;14(2):2410-30.