Rivoluzione verde in Danimarca: venduta anche l’ultima Compagnia Petrolifera. A loro non servono… A loro…

 

Danimarca

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Rivoluzione verde in Danimarca: venduta anche l’ultima Compagnia Petrolifera. A loro non servono… A loro…

traduzione di un articolo pubblicato su Bloomberg.com

“Un altro segno che annuncia quanto vicina sia la fine dell’epoca del petrolio arriva dalla decisione – presa senza drammi – della Danimarca di vendere la sua ultima compagnia petrolifera. Una volta la divisione petrolifera e gas di A.P. Moller-Maersk A/S era considerata una risorsa strategica per il paese, al pari dei cantieri e della flotta navale, mentre ora viene venduta al gigante francese Total SA. L’accordo di 7,45 miliardi di dollari dovrebbe essere completato entro il 2018, in attesa dell’approvazione delle autorità competenti.

Quest’accordo è stato siglato appena tre mesi dopo la vendita dell’azienda petrolifera Dong-Energy all’Ineos AG con sede in Germania, la mossa fatta da Maersk di scaricare la sua divisione petrolifera è stata accolta con favore dal governo e dai sindacati. Anche il partito nazionalista danese, che sostiene il governo in Parlamento, non si è opposto.

L’ironia è che la Danimarca avrà ancora bisogno del reddito da petrolio e del gas per finanziare la sua transizione verso le energie rinnovabili e allo stesso tempo si impegna a fermare la produzione dei combustibili fossili entro il 2050. Ciò significa mantenere la produzione dai campi del mare del Nord, come Total ha promesso di fare. “Quanti più soldi fanno nel Mare del Nord, più soldi avremo da spendere per la transizione verde”, ha detto il ministro dell’energia Lars Christian Lilleholt in un’intervista.

Secondo i calcoli del ministero delle Finanze e dell’Economia, le entrate fiscali del petrolio e del gas provenienti dal Mare del Nord sono ormai diminuite a un decimo di quanto era prodotto solo un decennio fa. Il fatturato del petrolio estratto dal Mare del Nord ammontava mediamente a circa 8 miliardi di corone danesi (1,3 miliardi di dollari) all’anno. Questo finanzierebbe circa 1 giga watt prodotto dalle nuove turbine onshore, una quantità sufficiente per fornire energia a circa 170.000 case, come sostiene la ricerca dell’analista di Bloomberg-Intelligence James Evans basata su un recente accordo fatto in Norvegia.

Dong, un’ex azienda statale il cui nome è un acronimo che sta per petrolio e gas naturale danese, ha utilizzato alcuni dei proventi ottenuti dalla cessione della sua divisione ‘petrolio’ per costruire altri parchi eolici marini, espandendo il suo dominio e diventando così il più grande operatore al mondo di turbine eoliche in mare aperto.

La Danimarca, che ospita anche la Vestas Wind Systems A/S (un’azienda che produce più turbine eoliche di qualsiasi altro produttore del pianeta), sta coprendo il 40% del suo fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili, e secondo i dati del 2015, mira a arrivare al 50% entro il 2020. L’industria “verde” danese impiega già circa 67.000 persone, il doppio del numero di lavoratori che si trovano nel Mare del Nord.

Secondo Peter Kurrild Klitgaard, professore di scienze politiche all’Università di Copenaghen, il motivo che sta dietro ad una reazione politica alla vendita della Maersk totalmente indifferente, è dovuto al fatto che a oggi “non c’è nessuna crisi energetica, abbiamo più fonti di energia che mai”.

Paradossalmente, la Danimarca è stata una delle prime nazioni ad avventurarsi nel business dell’esplorazione petrolifera, nel 1962, poiché il fondatore della Maersk, Anders Peder Moeller, voleva impedire alle imprese tedesche di sfruttare le riserve del mare del Nord. E sono proprio quelle esplorazioni, in condizioni spesso pericolose, che hanno contribuito a fondare le basi dello sviluppo danese nell’attività di produzione d’energia eolica marina. Come afferma Benny Engelbrecht, portavoce finanziario dei socialdemocratici, “la transizione alle energie rinnovabili della Danimarca si fonda sulla nostra vasta esperienza nella costruzione di strutture in mare aperto”.

 

tramite: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/09/rivoluzione-verde-in.html

La Danimarca ha deciso: passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni alla salute” …mica come da noi che abbiamo un ministro della sanità che dice SI agli Ogm, ma poi si preoccupa di imporre 10 vaccini (unico caso al mondo)…!

Danimarca

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

La Danimarca ha deciso: passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni alla salute” …mica come da noi che abbiamo un ministro della sanità che dice SI agli Ogm, ma poi si preoccupa di imporre 10 vaccini (unico caso al mondo)…!

La Danimarca non ha vaccini obbligatori, al contrario di noi. La Lorenzin ritiene che ben 12 vaccini (caso unico al mondo) siano assolutamente indispensabili alla nostra salute.

Allora la salute degli Italiani è cagionevole? Niente affatto. Anzi, sempre secondo la Lorenzin, i nostri organismi sono tanto forti da poter sopportare tranquillamente una bella dose di Ogm…

Per rinfrescarVi la memoria:

L’Italia per la prima volta pro Ogm. Grazie Ministro Lorenzin!

La Danimarca passerà al 100% di agricoltura biologica, “stop ai pesticidi, troppi danni”

La Danimarca, 5 milioni e mezzo di anime, non contenta dei suoi record di energia rinnovabili si e’ posta un nuovo obiettivo: tutto quello che sara’ prodotto sul proprio suolo domestico sara’ biologico e sostenibile.

Se ci riescono saranno i primi in tutto il mondo ad avere agricoltura “organica” come diciamo qui negli USA. 

In realta’ la Danimarca e’ innamorata della sua agricoltura pesticidi-free da tanto tempo e sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. E’ questa una delle nazioni “storiche” in questo senso perche’ sono arrivati prima di tutti gli altri. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.

Come faranno tutto questo?

Seguendo il Økologiplan Danmark, il piano di “azione organica” del paese. Sono 67 punti in cui e’ tutto delineato. Il governo ha gia’ deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita’ e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu’ la vendita di prodotti organici.
Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell’agricoltura organica agli studenti.Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta’ del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara’ anche incentivata la ricerca sull’agricoltura sostenibile. Le leggi saranno piu’ snelle per chi vuole eseguire la transizione. Per ora il piano e’ di usare circa 61 milioni di dollari per questo progetto.E questo rigaurda non solo zucchine e fragole ma anche il bestiame, primi fra tutti i maiali. Infatti sono coinvolte varie agenzie, coordinate dall minstro del cibo, agricoltura e della pesca che lavoreranno con comuni, regioni e privati per una visione globale della produzione di cibo in modo sostenibile e locale.Verranno poi istituiti dei target. Per esempio la mensa scolastica dovra’ presto iniziare a fornire il 60% dei suoi prodotti da coltivazioni organiche agli studenti – e cioe’ circa 800mila pasti. Tutte le mense di Copenhagen sono gia’ organiche. Con le mense scolastiche, gli stessi requisiti verranno imposti alle mense dei militari, civili, degli uffici pubblici.Per adesso i danesi sono i principali consumatori di agricoltura biologica d’Europa. Il 7.6%. Sembra poco? Beh, nel resto d’Europa siamo molto piu’ in basso. La Germania ne usa solo il 3.7%.  Negli USA solo l’1% dell’agricoltura domestica e’ organica. In Italia non si sa, ma nelle tabelle di cui sopra non compare.

Perche’ e’ importante l’agricoltura organica, sostenibile? Beh, e’ evidente che se non metti pesticidi nel tuo corpo stai meglio in salute. E stai meglio tu e sta meglio chi coltiva i terreni. Sopratutto diserbanti, monoculture, e altre sostanze tossiche non sono la risposta: sul lungo termine impoveriscono il suolo e la qualita’ dell’aria. Spesso rendono i terreni piu vulnerabili alla siccita’ e alle inondazioni.  L’agricoltura organica invece porta con se una maggiore varieta’ di habitat, insetti, piante. I prodotti organici hanno un sapore migliore e, secondo alcuni studi hanno piu antiossidanti e migliori proprieta’ anti-infiammatorie. Chiunque sia mai passato in campagna e abbia mai raccolto e mangiato un fico, una nespola o una albicocca da un albero nato e cresciuto spontaneamente lo sa.

Ma non solo. I danesi hanno anche ridotto lo spreco di cibo del 25% nel corso di 5 anni, grazie ad alcune organizzazioni che regalano o vendono a prezzi bassi il cibo imperfetto.  Si chiamano “Stop Spild Af Mad” — fermiamo lo spreco di cibo — e WeFood.  I contadini danesi vengono pagati almeno 20 dollari per ora. Per legge. L’uso di antibiotici e’ bassissimo, i casi di salmonella sono rari, e gli animali sono tenuti nelle stalle in condizioni decenti.

Non è passato troppo tempo dall’Expo dedicato al cibo, evento avvenuto nel nostro paese ma cosa e’ rimasto? Che impegni ci sono per il futuro in questo senso? Ci sono degli obiettivi per l’agricoltura piu’ salutare? Per incentivare l’organico – prodotto e consumato in Italia?

E per una volta ricopiare le cose buone degli altri?

 

Fonte: dorsogna.blogspot.fr

La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. E noi? …Tenete presente che i nostri politici sono gli unici Commissione UE ad essere favorevoli agli OGM!

Danimarca

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. E noi? …Tenete presente che i nostri politici sono gli unici Commissione UE ad essere favorevoli agli OGM!

 

La Danimarca passerà al 100% di agricoltura biologica, libera da pesticidi. E l’Italia?

La Danimarca sta attuando politiche green che la porteranno entro il 2020 ad avere un’agricoltura biologica al 100%, completamente organica. I dettagli

In Danimarca sono almeno 25 anni che si sperimentano metodi per l’agricoltura “biologica”. E’ questa una delle nazioni “storiche” in questo senso perche’ sono arrivati prima di tutti gli altri. Nei quasi dieci anni dal 2007 ad oggi, la produzione di cibo organico e’ aumentata del 200%.

Come faranno tutto questo?

Seguendo il Økologiplan Danmark, il piano di “azione organica” del paese. Sono 67 punti in cui e’ tutto delineato. Il governo ha gia’ deciso che incentiveranno la trasformazione di campi in cui si usa ancora di agricoltura convenzionale in campi in cui si usano metodi sostenibili e che attraverso pubblicita’ e sensibilizzazione cercheranno di aumentare ancora di piu’ la vendita di prodotti organici.

Ci saranno programmi nelle scuole per educare i bimbi e per spiegare i benefici dell’agricoltura organica agli studenti.

Entro il 2020 si vuole cosi *raddoppiare* la terra coltivata ad organico rispetto al 2007. Tutti i terreni di proprieta’ del governo verrano coltivati in modo naturale e seguendo metodi biodinamici. I privati che lo vorranno riceveranno sussidi e sara’ anche incentivata la ricerca sull’agricoltura sostenibile. Le leggi saranno piu’ snelle per chi vuole eseguire la transizione. Per ora il piano è di usare circa 61 milioni di dollari per questo progetto.

E questo riguarda non solo zucchine e fragole ma anche il bestiame, primi fra tutti i maiali. Infatti sono coinvolte varie agenzie, coordinate dall minstro del cibo, agricoltura e della pesca che lavoreranno con comuni, regioni e privati per una visione globale della produzione di cibo in modo sostenibile e locale.

Verranno poi istituiti dei target. Per esempio la mensa scolastica dovra’ presto iniziare a fornire il 60% dei suoi prodotti da coltivazioni organiche agli studenti – e cioè circa 800mila pasti. Tutte le mense di Copenhagen sono già organiche. Con le mense scolastiche, gli stessi requisiti verranno imposti alle mense dei militari, civili, degli uffici pubblici.

Per adesso i danesi sono i principali consumatori di agricoltura biologica d’Europa. Il 7.6%. Sembra poco? Beh, nel resto d’Europa siamo molto piu’ in basso. La Germania ne usa solo il 3.7%. Negli USA solo l’1% dell’agricoltura domestica e’ organica. In Italia non si sa, ma nelle tabelle di cui sopra non compare.

Perché è importante l’agricoltura organica, sostenibile? Beh, e’ evidente che se non metti pesticidi nel tuo corpo stai meglio in salute. E stai meglio tu e sta meglio chi coltiva i terreni. Sopratutto diserbanti, monoculture, e altre sostanze tossiche non sono la risposta: sul lungo termine impoveriscono il suolo e la qualita’ dell’aria. Spesso rendono i terreni piu vulnerabili alla siccita’ e alle inondazioni. L’agricoltura organica invece porta con se una maggiore varieta’ di habitat, insetti, piante. I prodotti organici hanno un sapore migliore e, secondo alcuni studi hanno piu antiossidanti e migliori proprieta’ anti-infiammatorie. Chiunque sia mai passato in campagna e abbia mai raccolto e mangiato un fico, una nespola o una albicocca da un albero nato e cresciuto spontaneamente lo sa.

Ma non solo. I danesi hanno anche ridotto lo spreco di cibo del 25% nel corso di 5 anni, grazie ad alcune organizzazioni che regalano o vendono a prezzi bassi il cibo imperfetto. Si chiamano “Stop Spild Af Mad” — fermiamo lo spreco di cibo — e WeFood. I contadini danesi vengono pagati almeno 20 dollari per ora. Per legge. L’uso di antibiotici e’ bassissimo, i casi di salmonella sono rari, e gli animali sono tenuti nelle stalle in condizioni decenti.

L’Italia è appena uscita dall’Expo, dedicato al cibo.

Cosa è rimasto? Che impegni ci sono per il futuro in questo senso? Ci sono degli obiettivi per l’agricoltura piu’ salutare? Per incentivare l’organico – prodotto e consumato in Italia?

E per una volta ricopiare le cose buone degli altri?