Cioccolato amaro – come le multinazionali del cioccolato sfruttano i bambini e li trattano come schiavi!

 

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Cioccolato amaro – come le multinazionali del cioccolato sfruttano i bambini e li trattano come schiavi!

9 multinazionali del cioccolato che sfruttano i bambini e li trattano come schiavi

La produzione del cioccolato spesso può nascondere una verità molto dolorosa. Le multinazionali del cioccolato si basano ancora sullo sfruttamento del lavoro minorile per arricchirsi.

Al giorno d’oggi i bambini vengono ancora trattati come schiavi e costretti a lavorare in pessime condizioni. Lo scorso settembre è stata intentata unacausa contro alcune aziende – tra cui troviamo nomi molto noti come quelli di Mars e Nestlé – che per la produzione di cioccolato finanziano il lavoro degli schiavi bambini in Africa Occidentale, da dove provengono due terzi delle fave di cacao utilizzate nel mondo.

Le cause contro le aziende sono state intentate da Hagens Berman Sobol Shapiro e sostengono che i giganti del cioccolato tendono senza problemi a chiudere un occhio di fronte alle violazioni dei diritti umani da parte dei fornitori di cacao in Africa Occidentale. Queste aziende ingannano i consumatori perché si presentano come socialmente ed eticamente responsabili quando invece sanno bene che la coltivazione e la raccolta del cacao avviene in condizioni disumane.

Secondo uno studio della Tulane University citato nella denuncia alle grandi aziende del cioccolato, in Costa d’Avorio più di 4000 bambini sono costretti al lavoro forzato per la produzione di cacao. Alcuni bambini vengono venduti dai genitori disperati a causa della povertà ai trafficanti mentre altri vengono rapiti. I trafficanti di schiavi a propria volta vendono i bambini ai proprietari delle piantagioni di cacao.

I bambini sono costretti a vivere in luoghi isolati, vengono minacciati con percosse, di notte restano rinchiusi in modo che non scappino e sono costretti a lavorare per lunghe ore, anche quando sono malati, secondo le denunce mosse alle aziende. I bambini trasportano sacchi così grandi e pesanti per loro da andare incontro a gravi danni fisici. L’età degli schiavi varia dagli 11 ai 16 anni ma ci possono essere anche bambini di età inferiore ai 10 anni.

Per sensibilizzare i consumatori, US Uncut ha pubblicato una lista delle aziende che sfruttano i bambini per la produzione di cacao e cioccolato in modo che i cittadini attenti a questo tema possano evitare di acquistare i loro prodotti.

1) Hershey

2) Mars

3) Nestlé

4) ADM Cocoa

5) Guittard Chocolate Company

6) Godiva

7) Fowler’s Chocolate

8) Kraft

9) See’s Candies

Già nel 2001 negli Stati Uniti l’FDA aveva richiesto di etichettare come “slave free” il cioccolato prodotto senza lo sfruttamento del lavoro minorile, ma le multinazionali si sono opposte e hanno rimandato l’obbligo di etichettatura almeno fino al 2020.

Purtroppo nel frattempo tra il 2009 e il 2014 il numero dei bambini che lavorano nel settore del cacao è aumentato del 51%.

US Uncut ha pubblicato anche una lista delle aziende del cioccolato che hanno deciso di evitare lo sfruttamento del lavoro minorile.

1) Clif Bar

2) Green and Black’s

3) Koppers Chocolate

4) L.A. Burdick Chocolates

5) Denman Island Chocolate

6) Gardners Candie

7) Montezuma’s Chocolates

8) Newman’s Own Organics

9) Kailua Candy Company

10) Omanhene Cocoa Bean Company

11) Rapunzel Pure Organics

12) The Endangered Species Chocolate Company

13) Cloud Nine

Qualche tempo fa vi avevamo già parlato di questo argomento proprio con riferimento alle multinazionali del cioccolato e allo sfruttamento del lavoro minorile per ottenere il cacao. A distanza di oltre tre anni purtroppo la situazione non sembra migliorata. La produzione di cioccolato continua a calpestare i diritti dei bambini e i diritti delle donne.

Cosa possiamo fare noi?

Possiamo evitare di acquistare il cioccolato delle aziende che sfruttano il lavoro minorile basandosi su un sistema inaccettabile per la coltivazione e la produzione del cacao e possiamo scegliere cacao e cioccolato che offrano garanzie di rispetto dei lavoratori, con riferimento ai prodotti del commercio equo e solidale.

Per approfondire il tema dello sfruttamento legato alla produzione di cacao e cioccolato, vi suggeriamo la visione del documentario “The Dark Side of Chocolate” (con sottotitoli in italiano). Qui il video.

Il segreto oscuro del cioccolato: come sta uccidendo la foresta pluviale

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Il segreto oscuro del cioccolato: come sta uccidendo la foresta pluviale

Quella barretta di cioccolato che gustiamo a merenda costa migliaia di ettari di foresta africana. Alberi protetti che sono vittime della deforestazione per lasciar spazio all’industria del cacao. Ma adesso i governi interessati stanno formulando nuovi piani per salvare il salvabile.

Ne avevamo parlato nel mese di settembre riprendendo la denuncia fatta da The Guardian, il giornale britannico secondo cui, il cacao utilizzato da multinazionali come Mars, Mondelez e Nestlé, sta mettendo seriamente a rischio la foresta pluviale della Costa d’Avorio.

Dopo l’inchiesta legata all’industria del cioccolato, i governi del Ghana e della Costa d’Avorio stanno adesso formulando dei piani per fermare immediatamente nuove deforestazioni.

Accanto alle denunce del quotidiano inglese ci sono anche quelle del gruppo ambientale Mighty Earth che ha pubblicato il Dark Secret Chocolate, una relazione che ha scoperto che “una grande quantità del cacao utilizzato nel cioccolato prodotto da Mars, Nestle, Hershey, Mondelez e altre compagnie di cioccolato è stata coltivata illegalmente”.

Secondo gli ambientalisti funzionari ivoriani che avrebbero dovuto proteggere i parchi nazionali e i boschi protetti avrebbero accettato tangenti per permettere agli agricoltori di tagliare alberi per fare spazio alle coltivazioni di cacao.

Cacao poi acquistato da intermediari e venduti ai colossi tra cui Barry Callebaut e Cargill, società che vendono a Mars, Cadbury e Nestlé. Ma finalmente uno spiraglio si apre.

I governi sono già all’opera per sanzionare chi ha sbagliato e punire i funzionari corrotti. Non solo, ci sono controlli a tappeto per distruggere tutte le piantagioni illegali e ripiantare gli alberi nella foresta pluviale.

“L’azione intrapresa dai governi è molto promettente ma avrà successo solo se anche i produttori di cacao intraprenderanno delle misure di contrasto alle coltivazioni illegali”, ha detto la Mighty Earth.

“Il grande pericolo è che l’industria del cacao agisca contro i governi e non dia il proprio sostegno finanziario”, ha detto Etelle Higonnet, autore principale della relazione.
Non basta, quindi, un impegno formale a utilizzare solo cacao certificato e sostenibile, serve che Mars, Cadbury e Nestlé e tutte le altre multinazionali contribuiscano al risanamento dei piani boschivi e si assumano la responsabilità di ridare vita a zone completamente depauperate.

Il piano dei governi è proprio questo: quello di far sì che ognuno si assuma la responsabilità di un pezzo di foresta, soprattutto perché la decimazione degli alberi contribuisce in maniera notevole al verificarsi di disastri climatici.

Ad oggi, dunque, le intenzioni ci sono, ma non è chiaro chi pagherà per mettere in atto il piano del governo ivoriano. Senza dimenticare che bisognerà agire nel rispetto delle popolazioni che vivono nei dintorni e che, seppur sfruttati, vivono grazie alle piantagioni di cacao.

Da un lato, quindi, c’è la questione ambientale, dall’altro quella umana: è necessario che si contribuisca alla rinascita della foresta, ma che si trovi la formula giusta per assicurare agli abitanti altre forme di sostentamento.

Dominella Trunfio

 

fonte: https://www.greenme.it/mangiare/altri-alimenti/25618-cioccolato-deforestazione

L’ultimo allarme che arriva dalla Spagna, ma di cui da noi nessuno parla: oli minerali in pasta, riso e cioccolato che compriamo tutti i giorni.

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L’ultimo allarme che arriva dalla Spagna, ma di cui da noi nessuno parla: oli minerali in pasta, riso e cioccolato che compriamo tutti i giorni.

 

L’allarme spagnolo: oli minerali in pasta, riso e cioccolato

 

Mosh e Moah sono oli minerali contenuti nell’inchiostro che possono migrare dall’imballaggio ai prodotti. L’associazione spagnola Ocu ha analizzato 105 alimenti per capire quanto è elevato il rischio di contaminazione. L’81% dei campioni analizzati è risultato contaminato da Mosh (con oli minerali saturi) in quantità moderate mentre il 16% è contaminati con Moah (oli minerali aromatici).

Gli alimenti contaminati

Tra gli alimenti analizzati appaiono anche molti prodotti che possiamo trovare sul mercato italiano. Qualche esempio? I cereali da colazione Kellog´s Corn Flakes di cui, secondo l’associazione, non bisogna abusare dal momento che contengono Mosh. Idem per la cioccolata Lindt Excellence, Negro Suave 70% Cacao e Milka, Chocolate con leche de los Alpes. Contaminati da entrambi gli oli anche le lasagne Le Festaiole Agnesi che secondo Ocu sono da evitare tout court. Supera, invece, l’esame il riso basmati Gallo che non risulta contaminato da nessuno dei due oli.

Nessun limite

In Europa non esiste ancora una legge e quindi limiti alla concentrazione di Moah (oli minerali aromatici) e Mosh (con oli minerali saturi). Questi oli – contenuti nell’inchiostro – migrano dall’imballaggio ai prodotti con non pochi problemi per i consumatori. In un parere, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa) nel giugno 2012 e poi aggiornato nell’agosto 2013 sostiene che gli idrocarburi saturi possono accumularsi nei tessuti umani e provocare effetti avversi sul fegato mentre quelli aromatici possono agire da cancerogeni genotossici, ovvero possono danneggiare il Dna e provocare il cancro. Ocu ha chiesto all’Agenzia per la sicurezza alimentare spagnola Aecosan di controllare la presenza di questa oli negli imballaggi e prevede un limite di concentrazione. Allo stesso tempo, anche i produttori devono fare la loro parte cercando di limitare al massimo la migrazione di questi oli dall’imballaggio al prodotto finito.

fonte: https://ilsalvagente.it/2018/01/31/lallarme-spagnolo-oli-minerali-in-pasta-riso-e-cioccolato/31152/

Mars vuole modificare geneticamente il cacao – La scusa è che ce n’è poco. La verità che noi mangeremo porcherie e loro guadagneranno di più!

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Mars vuole modificare geneticamente il cacao – La scusa è che ce n’è poco. La verità che noi mangeremo porcherie e loro guadagneranno di più!

 

Mars vuole modificare geneticamente il cacao

Mars vuole modificare geneticamente il cacao – La scusa è che ce n’è poco. La verità che noi mangeremo porcherie e loro guadagneranno di più!

Una squadra di ricercatori dell’Università della California sta lavorando per modificare geneticamente le piante di cacao.  La ricerca è finanziata da Mars, la multinazionale statunitense di dolciumi (tra cui M&M’s, Twix e Snickers), che ha annunciato un investimento di un miliardo di dollari.

Il cacao viene coltivato soprattutto in piccoli appezzamenti di terreno e per lo più in Costa d’Avorio e in Ghana, due paesi dell’Africa centro-occidentale, ma viene prodotto anche nelle altre aree equatoriali come il sud-est asiatico e l’America centrale. Perché le piante di cacao crescano servono un terreno ricco di azoto, un’alta umidità e molta pioggia. Secondo gli scienziati il clima di queste regioni potrebbe cambiare molto nei prossimi 30 anni per il riscaldamento globale: le temperature potrebbero alzarsi, l’umidità potrebbe diminuire e queste condizioni potrebbero favorire alcune malattie del cacao, tra cui quella causata dal fungo Moniliophthora perniciosa – e chiamata “scopa delle streghe” in Brasile – e quella dovuta al fungo Moniliophthora roreri.

Secondo uno studio della National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA), l’agenzia degli Stati Uniti che si occupa principalmente di meteorologia, la maggiore frequenza delle malattie del cacao spingerà gli agricoltori che lo coltivano a spostare le piantagioni più in alto: ad esempio, in Costa d’Avorio e in Ghana, dagli attuali 100-250 metri di altitudine a 450-500 metri. Una strategia di questo tipo potrebbe però causare altri problemi: in Ghana, per esempio, i territori a un’altitudine maggiore sono spesso protetti per ragioni di salvaguardia ambientale e non possono essere coltivati.

La riduzione delle terre coltivabili a cacao sarebbe un grosso problema per le industrie alimentari che lo usano come materia prima – come Mars – perché ne ridurrebbe sensibilmente la produzione, già ritenuta inadeguata a soddisfare la domanda sempre crescente di cioccolato.

La ricerca dell’Università della California dovrebbe quindi creare delle nuove versioni del cacao più resistenti, che permettano agli agricoltori di non spostare i propri campi.

È il primo tentativo di usare sul cacao la tecnica CRISPR, che però è già stata usata su altre piante, ad esempio per cambiare il colore di un fiore e per rendere le foglie di vite resistenti a un tipo di fungo.

La genetista Jennifer Doudna, una delle ideatrici della tecnica CRISPR e insegnante del dipartimento di ingegneria chimica dell’Università della California, sta supervisionando la collaborazione con Mars e ritiene che ricerche come questa, cioè riguardo al cibo, siano le più importanti applicazioni della tecnica.

Ora, la domanda nasce spontanea: il problema non è imminente. Abbiamo ancora in po’ di tenpo per affrontarlo con calma.

Allora mi chiedo, invece di modificare il cacao, perchè non si studia per combattere il surriscaldamento?

Facile no?

Se amate la pizza e la pizzerie dove di solito andate si trasferisce a 200 kilometri, non comprate una macchina superveloce, cercate un’altra pizzeria più vicina, no?

No. Non è così semplice. La verità è che col cacao geneticamente modificato loro sperano di guadagnare di più. E fa niente se noi mangeremo porcherie!

Entro il 2050 il cioccolato potrebbe scomparire. Colpa del surriscaldamento globale

 

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Entro il 2050 il cioccolato potrebbe scomparire. Colpa del surriscaldamento globale

Entro il 2050 il cacao potrebbe non esserci più: così il riscaldamento globale sta squagliando il cioccolato fino a farlo scomparire. Tra i maggiori produttori di cacao ci sono la Costa d’Avorio e il Ghana.

Il cacao è a rischio ‘estinzione’: questo è ciò che sostengono i ricercatori del National Oceanic and Atmospheric Administration (NOAA) che nel 2016 hanno pubblicato una ricerca dalla quale emerge il continuo aumento delle temperature.

Un aspetto che porterà, entro il 2050, ad una riduzione delle aree utilizzabili per la coltura del cacao. L’albero del cacao cresce in maniera ottimale a 20° a nord o a sud dell’equatore, a questa latitudine, infatti, le condizioni ottimali sono perfette per lo sviluppo della pianta che richiede per prosperare: temperature costanti,  moltà umidità, piogge abbondanti, suolo ricco di azoto e protezione dal vento.

Con il surriscaldamento globale le temperature stanno cambiando in tutte le aree del pianeta anche in queste zone, un tempo ideali per la coltivazione del cacao ma che adesso, con i cambiamenti climatici, non permettono più le condizioni favorevoli per lo sviluppo della pianta.

Da qui al 2050, l’aumento di temperatura previsto per tutto il globo è di ben 2,1°, tale incremento andrebbe a distruggere l’equilibrio di quelle zone, andando a minare l’industria del cioccolato.

Il cacao africano

Una delle aree geografiche che meglio si confanno alla coltivazione del cacao è il continente africano.  I Paesi in cui il cacao viene coltivato per tutto il mondo sono principalmente la Costa d’Avorio e il Ghana, qui, secondo le previsioni, le temperature aumenteranno fino rendere impossibile la coltivazione in gran parte del territorio, stiamo parlando di una riduzione dell’89,5% delle aree coltivabili: questo si traduce in un grandissimo rischio di dover dire addio al cioccolato con cacao coltivato in Africa.

La coltivazione del cacao in questi paesi ha però contribuito al danneggiamento del loro ecosistema. Considerati gli effetti devastanti sul territorio, come la distruzione della foresta pluviale in Costa d’Avorio e  la deforestazione illegale in Ghana, la riduzione della produzione di cacao potrebbe essere per questi stati una notizia più buona che cattiva.

 

 

fonte: https://news.fidelityhouse.eu/ambiente/entro-il-2050-il-cioccolato-potrebbe-scomparire-colpa-del-surriscaldamento-globale-321153.html

L’accusa a Ferrero e Lindt: utilizzano cacao raccolto illegalmente!

 

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L’accusa a Ferrero e Lindt: utilizzano cacao raccolto illegalmente!

La Costa d’Avorio ha fornito cacao “illegale”, proveniente da zone protette, ai grandi nomi dell’industria del cioccolato come Olam, Cargill e Barry Callebaut. E’ quanto emerso da un rapporto dell’organizzazione non governativa Mighty Earth, visionato in esclusiva da Radio France Internationale(Rfi), The Guardian e Der Spiegel.

La Costa d’Avorio è il maggior produttore di cioccolato al mondo. Tuttavia, l’inchiesta mostra come una parte di questa materia prima – che raggiunge aziende come Ferrero, Lindt, Mars – proviene da foreste e parchi protetti in Costa d’Avorio. In particolare, il fenomeno riguarda le foreste di Goin Debé, Scio, Haut-Sassandra, Tai e i parchi di Mont Peko e Marahoué.

“Le autorità ivoriane sono talvolta complici o inefficaci” osserva l’Ong mentre il presidente della World Cocoa Foundation, Rick Scobey, intervistato da Rai fa sapere: “Questo è un problema conosciuto da anni. All’inizio dell’anno, 35 aziende del settore hanno deciso di unire le loro forze per lanciare una nuova partnership con il governo ivoriano e terminare la deforestazione in Ghana e Costa d’Avorio”.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/09/13/laccusa-a-ferrero-e-lindt-utilizzano-cacao-raccolto-illegalmente/

 

I risultati di uno studio italiano sottolineano ancora una volta le fantastiche proprietà del cioccolato fondente: aumenta le prestazioni del cervello e contrasta il declino cognitivo degli anziani…!

 

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I risultati di uno studio italiano sottolineano ancora una volta le fantastiche proprietà del cioccolato fondente: aumenta le prestazioni del cervello e contrasta il declino cognitivo degli anziani…!

Il cioccolato fondente aumenta le prestazioni del cervello e contrasta il declino cognitivo degli anziani – i risultati del nuovo studio italiano

Alcuni scienziati italiani hanno scoperto che una dose giornaliera di cacao agirebbe come integratore alimentare per contrastare diversi tipi di declino cognitivo.

Gli esiti delle loro ricerche portato alla scoperta che mangiare regolarmente il cacao è legato a miglioramenti nella memoria di lavoro e all’elaborazione delle informazioni visive e il cacao potrebbe risultare particolarmente utile per alcune persone.

Il cacao è il fagiolo essiccato e fermentato dell’albero di cacao utilizzato per fare deliziosi dolci al cioccolato. Le sue proprietà nutrizionali sono studiate ampiamente da anni.

Nel corso degli anni, è stato trovato che una gamma di sostanze chimiche che si verificano naturalmente nel fagiolo del cacao hanno effetti terapeutici.

Per esempio, si è scoperto che i polifenoli presenti nel cioccolato fondente aumentaro la calma e la soddisfazione e i flavanoli sono stati in grado di invertire il declino della memoria correlata all’età.

Prima di iniziare a utilizzare questa scusa per sconvolgere il maggior numero di cioccolato umanamente possibile, basta ricordare che il cioccolato contiene anche la teobromina, una sostanza tossica. Per rischiare di avvelenarvi con il cacao, dovreste mangiare circa 85 barrette di cioccolato.

Nonostante il notevole numero di indicazioni circa i benefici per la salute del cacao, ci sono solo un numero limitato di prove randomizzate e la letteratura presenta risultati ancora oggi discutibili.

In questo studio, la squadra ha esaminato la letteratura per gli effetti della somministrazione acuta e cronica dei flavanoli di cacao sull’attività cerebrale e, più in particolare, ciò che accade se lo fai per un lungo periodo di tempo.

Gli studi utilizzati per eseguire la revisione richiedevano soprattutto ai soggetti di consumare una bassa quantità di cacao, medio o grande sotto forma di bevanda o barra al cioccolato per un periodo compreso tra i cinque giorni e i tre mesi.

Gli scienziati hanno scoperto che esistevano prove sufficienti per sostenere le indicazioni sulla salute attribuite al cacao e, in particolare, ai composti flavanolo contenuti all’interno del prodotto vegetale.

Hanno notato miglioramenti nelle prestazioni di memoria di lavoro e migliorie circa l’elaborazione delle informazioni visive dopo il consumo di flavanoli di cacao. I risultati benefici risultano differenti a seconda del test demografico utilizzato.

Per gli anziani, si è scoperto che l’ingestione a lungo termine dei flavanoli di cacao ha migliorato l’attenzione, l’elaborazione mentale, la memoria di lavoro e la fluidità verbale e nella maggior parte dei casi è risultata vantaggiosa in coloro che avevano lievi cognizioni o all’inizio della perdita di memoria.

“Questo risultato suggerisce il potenziale dei flavanoli di cacao per proteggere la cognizione in popolazioni vulnerabili nel tempo migliorando le prestazioni cognitive”, hanno scritto i ricercatori dell’Università dell’Aquila in Italia, tra cui Valentina Socci e Michele Ferrara.

Per le persone sane, senza l’inizio della perdita di memoria, il cacao potrebbe anche migliorare il normale funzionamento cognitivo e avere un ruolo protettivo sulle prestazioni cognitive. I ricercatori ammettono anche che è necessario spingere i soggetti sani a consumarne di più prima che gli effetti benefici possano diventare significativi.

Un fattore demografico in particolare ha rivelato il beneficiato di cacao. Per le donne, mangiare il cacao dopo una notte di insonnia può aiutare a contrastare la cognizione compromessa associata alle difficoltà di prender sonno. Promettenti risultati sono stati in tal senso riscontrati sulle persone che soffrono di privazione cronica del sonno o che lavorano con diversi modelli di spostamento.

Ma come esattamente il cacao aiuta le capacità del cervello? I ricercatori non sono completamente sicuri, ma hanno alcune idee.

“Se si guarda al meccanismo sottostante, i flavanoli del cacao hanno effetti benefici per la salute cardiovascolare e possono aumentare il volume del sangue cerebrale … Questa struttura è particolarmente colpita dall’invecchiamento e quindi dalla potenziale fonte di diminuzione della memoria associata all’età negli esseri umani”.

Quindi dovremmo cominciare mangiare più cioccolato (fondente)? Forse, ma gli scienziati avvertono anche di mangiarlo con costante controllo.

Infatti, anche se “l’assunzione regolare di cacao e cioccolato potrebbe infatti fornire effetti benefici sul funzionamento cognitivo nel tempo”dicono i ricercatori –  “ci sono effetti potenziali legati al valore calorico del cioccolato, ad alcuni composti chimici intrinseci della pianta del cacao come la caffeina e la teobromina e una varietà di additivi che aggiungiamo al cioccolato come zucchero o latte. “

In base a quanto scritto, la soluzione ideale potrebbe quindi essere quella di consumare cacao puro, privo di zucchero. Molto più amaro ma più salutare. 

“Il cioccolato fondente è una ricca fonte di flavanoli, quindi dovremmo sempre mangiare un po’ di cioccolato fondente”.

I risultati sono stati riportati in Frontiers in Nutrition .

 

fonte: http://www.globochannel.com/2017/07/09/il-cioccolato-fondente-aumenta-le-prestazioni-del-cervello-e-contrasta-il-declino-cognitivo-degli-anziani-i-risultati-del-nuovo-studio-italiano/

Sessanta grammi di cioccolato a settimana ‘salvano’ il cuore

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Sessanta grammi di cioccolato a settimana ‘salvano’ il cuore

Uno studio conferma i potenziali benefici associati al cioccolato, meglio se fondente e consumato senza esagerare

di ANNA LISA BONFRANCESCHI

Con le uova di Pasqua ancora in giro per casa, l’ultima ricerca sugli effetti del cioccolato sulla salute potrebbe essere un buon antidoto contro i sensi di colpa. Uno studio dell’Osservatorio Grana Padano (Opg), infatti, condotto su un campione di oltre 4000 persone, mostra che il consumo di 60 grammi di cioccolato a settimana è associato a un minor rischio di patologie cardiovascolari, come ipercolesterolemia e ipertensione, rispetto alla media della popolazione italiana. Un dato, spiegano gli esperti, in linea con gli studi condotti a livello internazionale sui benefici del cioccolato, specie se fondente.

Lo studio. Lo studio è di tipo osservazionale, spiega Michela Barichella, presidente della Brain&Malnutrition Association e membro del comitato scientifico Ogp: “Grazie alla collaborazione con specialisti, abbiamo condotto una serie di interviste online, raccogliendo tutti i dati relativi alla salute degli intervistati, come presenza di patologie, e le abitudini alimentari, quali il consumo di prodotti a base di cioccolato, sia come dolci al cucchiaio che barrette”. Mettendo insieme le risposte di 4.186 soggetti adulti italiani (età maggiore di diciotto anni, 56% femmine, 46% maschi), i ricercatori hanno osservato che quando il consumo di cioccolato si avvicina appunto ai 60 grammi settimanali il rischio cardiovascolare sembra diminuire rispetto alla media della popolazione italiana. In particolare, il 12% del campione dichiarava di essere in terapia farmacologica per l’ipertensione e il 4% riferisce di avere dislipidemia (valore elevato di colesterolo e trigliceridi), contro il 19,8% di ipertensione e il 23,6% di sola ipercolesterolemia della popolazione italiana tra i diciotto e i sessantanove anni rivelate dall’indicatore Passi.

I benefici. “Il cioccolato non solo ha un effetto positivo sull’apparato cardiovascolare, ma induce una sensazione di benessere e migliora la resistenza alla fatica e la concentrazione perché contiene modeste dosi di sostanze eccitanti come caffeina e teobromina”, ricorda Barichella. Ma i benefici, continua la specialista, si estendono anche all’umore: “Il cioccolato stimola la sintesi della serotonina, l’ormone a cui si attribuisce la sensazione di benessere e serenità- ma attenzione – Questo non deve far pensare che mangiandone tanto il beneficio aumenti. Infatti, le cioccolate e gli alimenti a base di cacao sono spesso altamente calorici, e il beneficio del cacao lo si ottiene già con consumi ridotti”. Quanto? 20 grammi di fondente al 70%, tre volte a settimana, suggerisce lo studio dell’Osservatorio Grana Padano.
fonte: http://www.repubblica.it/salute/alimentazione/2017/04/21/news/cioccolato_rischio_cuore-163454186/#gallery-slider=163455170

Attenzione – La scienza in soccorso dei golosi: Più cioccolato si mangia meno grassi si depositano sul corpo…!

 

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Attenzione – La scienza in soccorso dei golosi: Più cioccolato si mangia meno grassi si depositano sul corpo…!

Più cioccolato si mangia meno grassi si depositano sul corpo

Studio mostra che non fa ingrassare

Il cioccolato non fa ingrassare: il più grosso studio mai condotto finora su un campione di adolescenti europei mostra che al crescere dei consumi di cioccolato diminuiscono i grassi totali distribuiti sul corpo dei giovani (grasso superfluo distribuito su tutto il corpo e in particolare sull’addome), indipendentemente dall’attività fisica svolta e dalla dieta dei giovani.

E’ quanto dimostra uno studio condotto presso l’Università di Granada e pubblicato sulla rivista Nutrition. Lo studio fa parte del progetto HELENA (Healthy Lifestyle in Europe by Nutrition in Adolescence), finanziato dall’Unione Europea.

Gli esperti hanno monitorato i consumi di cioccolato di quasi 1500 adolescenti di sei paesi europei e visto che, indipendentemente da alimentazione ed attività fisica svolta, il consumo di cioccolato è inversamente proporzionale ai grassi corporei, stimati e misurati in vario modo (attraverso l’indice di massa corporea, il girovita e una misura particolare che si fa chiamata ‘analisi della bioimpedenza’). Insomma più cioccolato consumavano, meno grassi erano i giovani.

Secondo gli esperti il motivo è da ricercarsi negli antiossidanti del cioccolato, le catechine, che potrebbero favorire la salute corporea e un corretto metabolismo, compensando il contenuto calorico del cioccolato.

fonte: Ansa

http://www.ansa.it/saluteebenessere/notizie/rubriche/alimentazione/2013/11/08/Piu-cioccolato-mangia-meno-grassi-depositano-corpo_9587129.html