Interferenti endocrini, la nuova porcata dell’Unione Europea che salva ancora una volta il glifosato…!

 

Interferenti endocrini

 

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Interferenti endocrini, la nuova porcata dell’Unione Europea che salva ancora una volta il glifosato…!

leggi anche:

Attenzione – Interferenti endocrini: cosa sono, perché sono così nocivi per la nostra salute, quali sono i più pericolosi e dove si trovano…
Interferenti endocrini, la Ue salva di nuovo il glifosato

Non ci libereremo mai del glifosato?
Se lo scorso anno – ricordiamo – è stata concessa una proroga all’autorizzazione al commercio fino al 31 dicembre 2017 (data entro cui l’Europa dovrà decidere per un eventuale rinnovo della licenza per ben 10 anni), è di qualche giorno fa l’altra preoccupante mossa con cui l’Ue garantisce l’ennesimo salvacondotto alla contestatissima sostanza presente nell’erbicida più usato in campo agricolo in Italia.

Come abbiamo già raccontato, lo scorso 4 luglio la Commissione europea ha adottato una proposta che individua i criteri scientifici in presenza dei quali si identifica un interferente endocrino, ovvero la sostanza che influenza negativamente il sistema ormonale e aumenta il rischio di gravi malattie, dall’obesità alla pubertà precoce, fino al cancro.

Il testo votato da quasi tutti gli Stati membri, Italia compresa (contrari solo Svezia, Danimarca e Repubblica Ceca) riguarda gli interferenti endocrini presenti nei pesticidi, ma con tutta evidenza si porrà come precedente per la regolamentazione degli altri settori in cui essi sono presenti: cosmetica, giocattoli, imballaggi alimentari, ecc.

Qual è il problema? Che secondo questi criteri – e dunque secondo L’Europa – sono bollate e bandite come interferenti endocrini solo le sostanze per le quali sia stata data prova scientifica della loro azione dannosa: che sia dimostrato, insomma, il nesso causalità-effetto.

TRADITA LA FIDUCIA DEI CITTADINI EUROPEI

E il glifosato? Non avendo raggiunto questa evidenza scientifica così rigorosa, non rispondendo insomma ai rigidi criteri individuati dall’Europa, resta fuori dalla lista nera. E l’agrochimica può continuare tranquillamente a usarlo.
Lo conferma al Salvagente il prof. Celestino Panizza, esperto dell’Isde – Medici per l’ambiente: “allo stato delle attuali valutazioni scientifiche mi sembra davvero difficile che il glifosato possa essere considerato un interferente endocrino”.

Ma l’Europa tira dritto per la sua strada, tradendo l’applicazione del principio di precauzione, che pure sta (o dovrebbe stare) alla base delle sue azioni (principio secondo cui, nel dubbio, meglio bandire certe sostanze anziché continuare a farne uso). E tradendo soprattutto i suoi cittadini: nessun imbarazzo nemmeno di fronte a ben 1 milione e 300 mila firme di europei che con una petizione chiedono a gran voce il bando della pericolosa sostanza (petizione cui l’Unione europea è obbligata a dare una risposta, e vedremo cosa si inventerà).

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/07/10/interferenti-endocrini-la-ue-salva-di-nuovo-il-glifosato/24148/

Grano straniero – “Quello che non possono mangiare i maiali canadesi lo fanno mangiare noi italiani”…!

 

Grano

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Grano straniero – “Quello che non possono mangiare i maiali canadesi lo fanno mangiare noi italiani”…!

Oggi, spaghetti al diserbante: Quello che non può mangiare un maiale canadese, lo mangia il cittadino europeo.

Sembra incredibile ma è proprio così. Avete presente quanto in aula al Parlamento Europeo denunciamo cosa votano i parlamentari europei italiani dei partiti? Ebbene, per chi non lo sapesse, grazie a questi signori, in Italia sbarca il grano canadese che poi viene mischiato a quello italiano e diventa magicamente made in Italy grazie grandi pastifici, quelli che fanno tanta pubblicità. Peccato che il grano canadese, contenga sostanze tossiche che per le normative canadesi non può essere dato nemmeno ai porci. Invece in Italia può finire sulla nostra tavola.

Di che grano è fatta la nostra pasta? Migliaia di tonnellate di grano proveniente dal Canada vengono scaricate quotidianamente nel porto di Bari, davanti alle proteste degli agricoltori locali: proprio in Puglia, detta un tempo ‘il granaio d’Italia’.

Guarda QUI il video

fonte: http://www.lonesto.it/?p=29478

 

Ecco anche il nostro articolo di un anno fa tratto da I Nuovi Vespri:

“Quello che non possono mangiare i maiali canadesi lo fanno mangiare a noi italiani” – Uno dei tanti esempi delle porcherie che importiamo dall’estero per la malafede dell’Unione Europea e l’idiozia di chi ci governa!!

“Quello che non possono mangiare i maiali canadesi lo fanno mangiare noi italiani”

E’ una delle denunce emerse durante il convegno dal titolo: “Quando La Medicina incontra il Cibo” organizzato a Matera dall’associazione GranoSalus e da Terra e Salute. In incontro con la partecipazione di medici, veterinari, agronomi, psicologi. L’occasione per parlare dell’agricoltura sempre più avvelenata dalla chimica e dai cibi inquinati che rischiano di compromettere la ‘Dieta mediterranea’. A cominciare dai grani esteri pieni di glifosato e micotossineche arrivano con le navi nei porti italiani. E sono proprio queste sostanze chimiche che hanno indebolito le piante e il nostro sistema immunitario provocando uno spaventoso aumento di allergie, intolleranze, malattie anche gravi come Sla e morbo di Alzheimer.

  

Virus, bacilli e altri agenti patogeni sembra diventino ogni giorno più potenti e, di conseguenza, più pericolosi per l’uomo. Ma le cose stanno così? A quanto pare, no. Sono i sistemi immunitari – degli uomini e delle piante – che, indeboliti dalla chimica innaturale introdotta in agricoltura (e quindi con i cibi avvelenati che arrivano nelle nostre tavole), non reagiscono come dovrebbero agli agenti esterni. Risultato: aumento delle allergie, aumento delle intolleranze, aumento delle malattie, anche gravi, come Sla e morbo di Alzheimer, per citare solo alcune.

Il tema è stato affrontato sabato 26 novembre a Matera, presso l’Azienda Agricola Giura Longo (Diga San Giiuliano). Titolo del convegno: “Quando La Medicina incontra il Cibo”. Un incontro promosso dall’associazione GranoSalusinsieme con Terra e Salute.

Una sala gremita di agricoltori e consumatori ha ascoltato per oltre tre ore i numerosi relatori che hanno raccontato lo stato di degrado in cui versa oggi la nostra agricoltura, ormai ostaggio della chimica più spinta, con gravissime ricadute sull’ambiente, sugli animali e, infine, sulla nostra salute.

“In soli cinquant’anni – si legge nel comunicato diffuso da GranoSalus – la sapienza dell’agricoltura Italiana, che per tradizione millenaria aveva garantito una filiera di prodotti vegetali e animali di assoluta eccellenza, raccolti nella cosiddetta ‘Dieta Mediterranea’, è stata annichilita per lasciare il posto a coltivazioni intensive, chimicamente assistite, con la conseguenza di provocare una compromissione del biosistema così grave da rendere pressoché sterili i terreni sempre più bisognosi di cure per fornire elementi vitali alla vegetazione e, nel contempo, combattere i parassiti animali e vegetali”.

Ci sono anche le responsabilità politiche: le responsabilità di “una politica sempre più asservita ad interessi economici transazionali ha prodotto leggi e normative assurde che, solo per citare un esempio clamoroso, classifica come inadatto per l’alimentazione dei suini e bovini canadesi il grano contenente quantità di DON(Deossinivalenolo o Vomitossina) superiori a mille parti per miliardo mentre la soglia limite per l’alimentazione umana in Italia è fissata a 1.750. La conseguenza intuibile? Quello che non possono mangiare i maiali canadesi lo mangiano i cittadini Italiani!”.

Insomma, grazie all’Unione Europea – dalla quale, non a caso, gli inglesi si sono chiamati fuori – per non fare perdere soldi alle multinazionali che operano, anzi che speculano con i derivati del grano, avvelenano le persone, con danni enormi alla salute, soprattutto, dei bambini.

Dietro c’è, come al solito, il ‘Dio denaro’. In questo caso c’è la coltivazione del grano che è stata estesa alle aree fredde e umide del nostro pianeta. Con due conseguenze:

a) la presenza di funghi che producono micotossine;

b) l’uso del diserbante glifosato (o gliphosate) per far maturare artificialmente il grano coltivato nelle aree fredde e umide.

Così l’avvelenamento è generale. Persino la Germania – Paese dove si pone grande attenzione alla salubrità dei cibi e alla salute – deve fare i conti con cibi e bevande non esattamente salubri:

“Perché nelle analisi del sangue del 75% degli adulti tedeschi – si legge nel comunicato – si riscontrano alte percentuali di glifosato (sostanza erbicida ma registrata anche come antibiotico!) molto elevate?”.

Risposta: perché se la birra viene preparata con il grano al glifosato, questo erbicida si trasferisce nella stessa birra.

Guarda caso, la stessa sostanza – il solito glifosato – la ritroviamo nei terreni della Puglia coltivati ad uliveti e colpiti da Xilella.

“Uomini e piante si ammalano e muoiono per tante malattie – si legge nel comunicato di GranoSalus – o vivono sempre più acciaccati da sofferenze, allergie e intolleranze alimentari. Sono virus, bacilli, prioni e varie amenità che sembrano diventare ogni giorno più numerosi e aggressivi. Invece, la verità è un’altra: sono i sistemi immunitari di uomini e piante che, indeboliti dalla chimica innaturale introdotta nei campi, e, quindi, negli alimenti non reagiscono come dovrebbero agli agenti esterni”.

C’è anche il legame tra malattie e rifiuti. “Se a ciò si aggiungono le scelte delle amministrazioni locali – si legge sempre nel comunicato di GranoSalus – di ubicare, a ridosso di aree protette dove il cibo agricolo eccelle per le sue caratteristiche sanitarie, impianti di compostaggio dei rifiuti dimensionati per raccogliere tutta la produzione regionale della Basilicata, il livello di pressione ambientale non potrà che aumentare compromettendo così l’immagine di un cibo sano”.

I relatori parlano dei problemi della Basilicata. Ma lo stesso discorso può essere esteso alla Sicilia. Con una differenza sostanziale che rende lo scenario della nostra Isola molto più grave. Mentre in Basilicata si parla di centri di compostaggio – quindi parliamo di raccolta differenziata dei rifiuti – che preoccupano e inquinano l’ambiente e rischiano di compromettere il cibo tipico di questa, in Sicilia ci sono le discariche, quasi tutte fuori legge, se è vero che, fino ad oggi, hanno seppellito anche il cosiddetto umido, inquinando terreni e falde.

Da qui una considerazione: se in Basilicata, a causa dei centri di compostaggio, temono effetti negativi per l’immagine del proprio cibo sano, che cosa dire della Sicilia nella quale trionfano le discariche, peraltro fuori legge?

Un altro passaggio del comunicato di GranoSalus ci sembra interessante:

“Un chiaro segnale, questo, di una politica disattenta al suo territorio e al suo ambiente, che ciclicamente invece di rifiutare certe scelte sa occuparsi solo di ‘rifiuti’. Non dobbiamo scomodare le dichiarazioni depositate presso le Commissioni parlamentari d’inchiesta per intuire che la provincia di Matera risulti la più idonea, nell’ambito del territorio nazionale, per ipotizzarvi l’insistenza di traffici illeciti legati proprio al ciclo dei rifiuti”.

Non conosciamo i problemi che ci sono in materia di gestione dei rifiuti in Basilicata: ma conosciamo gli interessi che stanno dietro in Sicilia: interessi così forti da piegare anche i poteri dello Stato. Non è un caso se, nonostante le tante cose emerse in questi anni – e nonostante le proteste delle popolazioni contro le discariche la cui gestione alimenta interessi politico e mafiosi – le stesse discariche siano ancora funzionanti.

Tornando al convegno di Matera, va detto che sono intervenuti medici, veterinari, agronomi, psicologi e omeopati. Tra gli intervenuti, Andrea Di Benedetto, agronomo e micologo; Matteo Netti, medico veterinario; Giuseppe Cancellaro, medico chirurgo specialista apparato digerente; Angelo Carlo Licci, medico omeopata – Comitato Terra e Salute; Liliana Isabella Stea, medico Ppicoanalista; Luigi Tarantino, medico del Comitato Tutela Valle del Bradano; Saverio De Bonis, associazione GranoSalus – Fima; lvano Gioffreda, Agricoltura rigenerativa; Alessandro delli Carri, Agricoltura Biodinamica; Roberto Carchia, Agricoltura Biologica. Ha moderato gli interventi il giornalista Nicola Piccenna.

“GranoSalus con Terra e Salute – conclude il comunicato – ha l’obiettivo principale della divulgazione delle informazioni utili (indispensabili?) ai consumatori per una corretta conoscenza del contenuto in inquinanti e veleni nei cibi in vendita, a partire dai cereali e loro derivati. Oggi non è obbligatorio indicare sul pacco di pasta che acquistiamo quali e quanti veleni contiene, è sufficiente che siano al di sotto della soglia stabilita dalla legge. GranoSalus si ripromette di supplire a questo terribile difetto d’informazione, provvedendo con analisi private presso laboratori certificati ed accreditati. Per alcuni è importante sapere che il cibo che acquistano per i propri figli sarebbe vietato darlo in pasto ad un maiale canadese!”.

Il tema è noto: la pasta industriale prodotta in Italia contiene sostanza dannose per la salute dei bambini: ma non tutti i genitori sono a conoscenza di questo.

fonte: http://curiosity2015.altervista.org/quello-non-possono-mangiare-maiali-canadesi-lo-fanno-mangiare-italiani-uno-dei-tanti-esempi-delle-porcherie-importiamo-dallestero-la-malafede-dellunione-europ/

Il Prof. Franco Berrino: il cibo è la «grande via» per la salute.

 

Franco Berrino

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Il Prof. Franco Berrino: il cibo è la «grande via» per la salute.

Intervista a Franco Berrino, medico ed epidemiologo, co-autore della Grande via, un libro che racconta come l’alimentazione possa giocare un ruolo chiave per una vita lunga, sana e felice.

In tutto il mondo le istituzioni scientifiche e sanitarie sono purtroppo chiamate a rispondere a leggi di mercato che hanno interesse a mantenerci in vita ma non in salute». Fa impressione leggere il risvolto di copertina del volume «La grande via», recentemente pubblicato da Mondadori. Perché le parole non sono di ingenui complottisti, ma di due scienziati, co-autori del volume. Ovvero Franco Berrino, medico, epidemiologo, già direttore del Dipartimento di medicina preventiva e predittiva dell’Istituto nazionale dei tumori di Milano e Luigi Fontana, medico e scienziato di fama internazionale, professore ordinario di Medicina e di Scienze nutrizionali presso l’Università di Brescia e la Washington University di Saint Louis dove co-dirige un programma di longevità e salute.

Quale dieta dobbiamo adottare per stare in salute?
«Il gruppo di lavoro dell’Oms che ha redatto il Codice europeo per la prevenzione del cancro ha dato una serie di raccomandazioni. E poi, andando a vedere negli studi, con centinaia di migliaia di persone che hanno risposto a questionari alimentari e che sono proseguiti nel tempo per vedere chi si ammalava e chi no, si è visto che queste raccomandazioni non sono associate solo a una minore probabilità di cancro, ma anche a una minore mortalità per malattie di cuore, apparato respiratorio, digerente, diabete».

E cosa dice il Codice europeo contro il cancro? 
«Raccomanda di basare l’alimentazione quotidiana sui cereali integrali, sui legumi, verdure, frutta, compresa quella oleaginosa (noci, mandorle eccetera). Raccomanda di evitare le bevande zuccherate, le carni lavorate ovvero i salumi, di limitare le carni rosse, i cibi industriali ricchi di grassi e zuccheri (le classiche merendine). E andarci piano con le bevande alcoliche. Raccomanda poi di mantenersi snelli e fare attività fisica tutti i giorni».

Uno dei suoi cavalli di battaglia è contro le farine raffinate: perché fanno così male?
«Più vengono raffiniate e più si perdono le sostanze protettive contenute. Quelle raffinate non hanno più né la crusca né il germe. La crusca è importante per il funzionamento dell’intestino. E il germe è importante perché ci dà le vitamine, le sostanze antiossidanti. Le farine raffinate hanno poi un indice glicemico molto alto, fanno alzare rapidamente la glicemia. E questo porta a una serie di conseguenze negative».

L’American Heart Association raccomanda non più di 25 grammi di zucchero aggiunto al giorno: perché lo zucchero fa così male?
«Raccomanda anche di non fare assaggiare lo zucchero nei primi due anni di vita. Il saccarosio è fatto di glucosio e fruttosio. Ed è soprattutto quest’ultimo che fa male. Ostacola il funzionamento dell’insulina. E pertanto sale nel sangue e insieme i fattori di crescita (IGF-1) .E questo ha una serie di conseguenze negative sul lato cancro e sul cuore. E probabilmente anche sul lato malattie neurodegenerative. Lo zucchero è una sorta di droga, dà assuefazione. Dobbiamo limitarci a quello che ci offre la natura: anche nella frutta c’è il fruttosio, ma anche il suo contravveleno, migliaia di sostanze vitamina C, polifenoli, antiossidanti».

Perché vanno privilegiate le farine di grani antichi rispetto a quelli moderni, come si legge nel volume?
«Il grano è stato cambiato molto negli ultimi decenni. Da un lato per aumentare la redditività ma anche la forza perché è più facile da gestire con le macchine per fare pasta e pane. Però il glutine dei grani moderni è meno facilmente digeribile. C’è un fortissimo sospetto che sia uno dei fattori principali dell’aumento della celiachia. Il glutine dei grani più antichi, quello più antico di tutti è il farro monococco, è perfettamente digeribile».

Quindi è bene che ci sia questa ripresa di produzione di grani antichi in Italia?
«Certo, è assolutamente positivo. Timilia, Russello, Saragolla, ma anche grani teneri come il Verna. Sul campo producono un po’ meno, ma il grosso vantaggio è che non hanno bisogno di fitofarmaci, fertilizzanti. Sono molto più alti: sono stato in un campo di Senatore Cappelli e le spighe erano più alte di me. Questo però fa sì che le erbe infestanti più difficilmente le danneggiano. Ci sono vantaggi da più punti di vista».

Il Fondo mondiale per la ricerca sul cancro invita a mangiare legumi tutti i giorni: perché va limitata la carne a favore dei legumi? Anche quella bianca?
«Il problema è soprattutto la carne rossa, l’esagerazione del suo consumo. Io personalmente raccomando di andarci piano anche con quella bianca, perché anche questa favorisce l’infiammazione».

«Andarci piano» come si traduce? Quante volte a settimana?
«Io direi, che tipo di carne bianca? Se guardassimo cosa danno da mangiare ai polli di allevamento, la carne bianca non la mangeremmo più».

Dottore, ma che cosa possiamo mangiare, alla fine?
«Alla fine mangiamo pasta e fagioli come hanno sempre fatto i nostri nonni, la pasta con le fave, con i ceci. I legumi hanno come vantaggio la fibra. E una proprietà meravigliosa: rallentano la velocità dell’assorbimento degli zuccheri. Sono poi proteine ricche. Ma non hanno il difetto delle carni di aumentare lo stato dell’infiammazione cronico».

I legumi vanno mangiati sempre con i carboidrati, in quanto mancanti di alcuni amminoacidi?
«Sì, in alcuni manca la lisina, altri sono poveri di cisteina, per cui mangiandoli insieme con riso e grano siamo sicuri che non ci manca niente e non abbiamo troppo di qualche cosa. Ma ci sono anche legumi che contengono tutti gli amminoacidi necessari, come la soia, o pseudocerali come l’amaranto, la quinoa, il grano saraceno».

Chi è vegetariano o vegano è più sano?
«Sì e no. Potrebbe esserlo se mangiasse bene. Molti vegetariani o vegani che sono tali per ragioni etiche, rispettabilissime, finiscono per mangiare molto male, zucchero, bevande zuccherate, farine raffinate, alcolici».

L’Oms consiglia di ridurre il sale a un massimo di 5 grammi al giorno: «il sale iodato ha probabilmente causato un incremento di tiroiditi autoimmuni», si legge nella Grande via. Qual è l’alternativa?
«Lo iodio è stato molto importante per prevenire il gozzo nelle zone carenti di iodio, dove non si mangiavano né pesce né alghe, ma il sale iodato non è la soluzione ideale. Troppo iodio carica eccessivamente la tireoglobulina che diventa antigenica e favorisce la nascita di malattie autoimmuni, facciamo cioè anticorpi contro le nostre stesse strutture. L’alternativa è mangiare cibi ricchi di iodio, per esempio le alghe».

 

 

 

Attenzione – Interferenti endocrini: cosa sono, perché sono così nocivi per la nostra salute, quali sono i più pericolosi e dove si trovano…

 

Interferenti endocrini

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Attenzione – Interferenti endocrini: cosa sono, perché sono così nocivi per la nostra salute, quali sono i più pericolosi e dove si trovano…

15 interferenti endocrini più pericolosi ATTENZIONE A COSA MANGIAMO,RESPIRIAMO,BEVIAMO E CI SPALMIAMO

Sicuramente non è una lettura per l’estate… ma è una lettura per la vita e la salute… quindi consiglio magari di stamparla e leggerla anche sotto l’ombrellone …cercando di vedere quanti di questi interferenti sono nella nostra vita e come evitarli.. un passo alla volta si modifica tutto.

L’Organizzazione mondiale della sanità (OMS) definisce un INTERFERENTE  ENDOCRINO  ( perturbatori o  disruttori), come “una sostanza o una miscela esogena che altera la funzione (s) del sistema endocrino e di conseguenza provoca effetti negativi sulla salute di un organismo intatto, o la sua progenie o (sotto) popolazioni”
(European Workshop on the Impact of Endocrine Disrupters on Human Health and Wildlife, Weybridge 2-4/12/1996)

Gli interferenti endocrini  in modo subdolo agiscono all’interno del nostro corpo andando ad interferire con le funzioni dei nostri ormoni, il corpo non li riconosce come componenti esterni e dannosi e li lascia li indisturbati.. quindi sono sostanze che possono interferire con la sintesi, la secrezione, il trasporto, l’associazione, l’azione, o l’eliminazione degli ormoni naturali del corpo,sono di conseguenza responsabili dello sviluppo, del comportamento, della fertilità, e del mantenimento dell’omeostasi cellulare.
Sono a volte indicati anche come agenti ad azione ormonale, o composti alteranti il sistema endocrino; in letteratura scientifica prevalgono i termini inglesi endocrine disruptor, hormonally active agents, endocrine disrupting chemicals, endocrine disrupting compounds (EDCs).
Quali sono questi interferenti… ci siamo mai imbattuti in loro?
Ebbene si.. direi quasi quotidianamente e più volte.. non lasciamoci ingannare dai nomi complicati, vediamo insieme dove si trovano e ci renderemo conto di quanto accumulo facciamo nel nostro organismo, perchè questo è il problema… il danno non si crea nella singola assunzione o contatto, bensì nell’esposizione prolungata e combinata.Vi nomino solo alcuni.. quelli più pericolosi e di uso comune:

 

  • Bisfenolo A
  • Ftalati
  • PCB o policlorobifenili
  • HAP o idrocarburi policiclici aromatici
  • Diossine
  • APE o alchilfenoli etossilati
  • Parabeni 
  • DDT o para-diclorodifeniltricloroetano
  • MXC o metossicloro
  • Clordecone
  • Gli ormoni stereoidei
  • antidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina
  • antibiotici
  • agenti citotossici
  • prodotti chimici e industriali……..

Perchè sono preoccupanti gli interferenti endocrini?
Il sistema endocrino abbiamo visto è il fondamento per la crescita dell’uomo e per il suo stato di salute a 360°.

SISTEMA ENDOCRINO FUNZIONI PERCHE’ TENERLO IN EQUILIBRIO

Gli interferenti andando ad agire sul lavoro dei nostri ormoni lo altera portando conseguenze gravissime.
Molte ricerche indicano ad esempio che le persone esposte hanno maggior rischio di patologie riproduttive (infertilità,aborti,endometriosi..) disturbi comportamentali nell’infanzia, alcuni tipi di cancro (testicoli e mammelle..).

L’interferente può agire direttamente sulla cellula come l’ormone…ma generando una risposta eccessiva o più bassa rispetto a quella prodotta dall’ormone endogeno, oppure va ad agire sull’ormone stesso inibendolo e quindi non facendogli svolgere la sua funzione sulla cellula!!!

Nel 1999, la Commissione ha adottato una strategia per gli interferenti endocrini . La revisione della legislazione sulle sostanze chimiche effettuate durante gli anni successivi ha preso questa strategia in considerazione.
La Legislazione comunitaria in vigore considera già  i perturbatori endocrini in alcuni paesi infatti esistono alcuni divieti e restrizioni di utilizzo,come vedremo, ma ancora non sufficienti a mio avviso per ritenerci al sicuro.
Vedi il bisfenolo A…vero non più nei biberon ma presente nella carta chimica degli scontrini..quindi una persona che maneggia questa carta giornalmente per lavoro quanto ne incamera??

Noi cittadini non possiamo sostituirci ad un’azione vera dell’autorità comunitaria ed italiana che dovrebbe muoversi in tal senso.. ma possiamo fare qualcosa come sempre:

 
IMPARIAMO,CONOSCIAMO ED AGIAMO…
ADOTTIAMO COMPORTAMENTI RESPONSABILI ED INTELLIGENTI 
NELLA VITA QUOTIDIANA 
per proteggere la nostra vita e quella dei nostri figli!!

Molti interferenti non riusciremo ad evitarli ma la buona parte si…forse dovremmo modificare alcune abitudini,forse cambiarne altre,privandoci di alcune “comodità”.. ma ne va della nostra salute!!!

Come ne entriamo in contatto?

Possiamo entrarne in contatto direttamente con la bocca, attraverso la pelle…e notevole è attraverso la catena alimentare visto l’impatto pesante che hanno questi interferenti con l’ambiente.

L’ Utilizzo di queste sostanze altamente tossiche viene reso ancora più pericoloso da cattivi comportamenti non conformi alla legge sui processi produttivi, smaltimento rifiuti industriali ad esempio di colle,vernici…questi hanno un’elevata persistenza ambientale e quindi maggior possibilità di accumulo negli organismi.
Con la catena alimentare si ha un trasferimento da un organismo all’altro.. prorio perchè non si smaltiscono questi interferenti.. e modificano la nostra chimica.
L’interferente entra nell’acqua ==>vegetazione acquatica ==> pesci ==> uomo
Questo un solo misero esempio…Noi utilizziamo tantissime di queste sostanze nell’alimentazione, nei cosmetici, in oggetti e prodotti di vita quotidiana ed il rischio maggiore lo incorrono soprattutto i bambini, gli adolescenti durante la crescita riproduttiva.

Interferenza delle lobby  e TTIP

La Direzione Generale per l’Ambiente della Commissione Europea è stata incaricata di stabilire una serie di criteri scientifici per la valutazione degli interferenti endocrini. Ma nel processo è stata sottoposta a pressioni da parte delle aziende e isolata da altre Direzioni Generali, come Salute e Industria.

La lobby della chimica e dei pesticidi si è mobilitata per evitare possibili divieti per alcune sostanze. I principali gruppi di pressione ad aver lavorato contro normative stringenti sono CEFIC  (European Chemical Industry Council), ECPA (European Crop Protection Association), PlasticsEurope e Cosmetics Europe, mentre tra le singole imprese si sono distinte BASF e Bayer. Non ce l’avrebbero fatta, tuttavia, se non avessero trovato validi alleati in diversi Stati membri, nella Commissione e nel Parlamento Europeo.
Poi ci sono quelle piattaforme fatte su misura per l’industria, che mirano a promuovere gli interessi commerciali nel dibattito scientifico: ad esempio ECETOC, il Centro Europeo per l’Ecotossicologia e Tossicologia delle Sostanze Chimiche. ECETOC si presenta come think tank no profit finanziato dall’industria, il cui scopo è «migliorare la qualità della valutazione del rischio dei prodotti chimici». Bayer , BASF, Dow, DuPont e Syngenta sono tra i tanti membri sponsor dell’ECETOC.

Ritardare qualsiasi regolamento sugli interferenti endocrini è di cruciale importanza per l’industria – ha commentato Nina Holland, attivista del CEO e coautrice del rapporto – Questo dà loro l’opportunità di utilizzare i negoziati in corso sul trattato sul commercio e gli investimenti tra USA e UE [TTIP] per sbarazzarsi una volta per tutte di ogni normativa».
Uno degli obiettivi principali dei negoziatori TTIP è quello di appiattire le differenze tra gli standard europei e statunitensi, così da facilitare il commercio. Qualsiasi barriera regolamentare creata dall’Unione Europea in materia di interferenti endocrini, quindi, sarebbe un grave ostacolo per il libero scambio. Non per niente, già sono sorte preoccupazioni per il probabile arrivo, con il TTIP in vigore, di 82 pesticidi oggi da noi in Europa vietati.

 

Vediamo meglio nel dettaglio alcuni tra i più importanti interferenti endocrini, dove si trovano, come evitarli e la regolamentazione europea ed italiana.

1)Bisfenolo A

Si tratta sicuramente della sostanza con più rilevanza mediatica.. ma non tutti sanno che il Bisfenolo non è solo plastica.. si nasconde in modo subdolo in tantissimi oggetti di uso comune, dal thermos alla carta chimica ai gratta e vinci,composti per otturazioni e denti…..

BISFENOLO –FREE,BPS e BPF 
sono ugualmente dannosi e tossici!!! 
 
hanno tutti un fattore comune sono XENO ESTROGENI.

Sulla base della letteratura attuale, BPS e BPF sono  ormonalmente attivi come BPA, e hanno effetti sul sistema endocrino.
Come sottolineato su Environmental Health Perspectives, quasi tutte le indagini sono state incentrate sugli effetti metabolici e ormonali (prevalentemente sugli ormoni sessuali) di questi composti, e tutti quelli che lo hanno fatto hanno mostrato che entrambi hanno un’azione sovrapponibile, per tipo e potenza, a quella del BPA. Non si può, quindi, spacciare per sicuri prodotti che, al momento, non è dimostrato che lo siano, anzi.
Qui il documento completo dell’indagine su BISFENOLO S ED F.

DOVE SI TROVA
Il Bisfenolo A è un composto organico molto persistente nell’ambiente , presente nella maggior parte dei prodotti plastici: alcuni biberon, contenitori e pellicole usati per conservare gli alimenti, biglietti da cassa, banconote, carte di credito, protesi dentarie, lattine per le conserve, imballaggi di plastica, policarbonato, resina epossidica, PVC (cloruro di polivinile)… È inoltre presente in grande quantità nei rifiuti umani e nelle acque di scolo. 

DANNI
Il bisfenolo A è in grado di legarsi ai recettori dell’estrogeno (effetto estrogeno-mimetico) e quindi può avere effetti sul cervello e sulla prostata del bebè e del feto, e sembra avere un ruolo nei casi di pubertà precoce, di alterazioni della digestione, del sistema immunitario o della funzionalità tiroidea. Pare inoltre avere effetti sul sistema cardiovascolare e sarebbe una delle cause di aumentata frequenza del diabete. Altri effetti che gli vengono attribuiti sono la diminuzione della qualità dello sperma e un aumentato rischio di cancro della prostata negli uomini, e di endometriosi, di ovaio policistico, di carcinoma della mammella, aborti spontanei e parti prematuri nelle donne. Anche se il ruolo del bisfenolo A è ancora oggetto di discussione nell’ambiente scientifico, la sua presenza nei biberon è vietata in Francia dal 2013 e il divieto sarà esteso ai contenitori alimentari dal 2015. In Italia il ministero della Salute, nel recepire la direttiva europea del 28 gennaio 2011, ha modificato le restrizioni e le specifiche per la produzione di biberon in policarbonato, nei quali non deve essere utilizzato bisfenolo A. La commissione europea aveva stabilito che dal 1 marzo 2011 non possono più essere prodotti in Europa biberon contenenti la sostanza.

COME RIDURRE L’ESPOSIZIONE

  • per scaldare latte, bevande e pappe utilizzare contenitori integri possibilmente in vetro
  • non utilizzare contenitori in plastica per alimenti se non sono idonei o logori
  • Non mettere plastica in lavastogliglie se non ha indicazioni
  • sostituire il più possibile la plastica con il vetro
  • risciacquare bene frutta e verdura in scatola prima del consumo priviligiando prodotti freschi e di stagione
  • ridurre il contatto con carta termica o chimica (il 70% contiene bisfenolo A) come scontrini,etichette adesive,gratta e vinci…
REGOLAMENTO
Regolamento CE 1223/2009 del Parlamento Europeo e del Consiglio sui prodotti cosmetici: Il bisfenolo A è vietato
Regolamento UE 321/2011 della Commissione Europea :Il Bisfenolo A è vietato nella produzione dei biberon di policarbonato

2)Ftalati

Anche gli ftalati sono presenti in elevate quantità nella plastica e in particolare nel PVC. Esistono vari tipi di ftalati (DEHA, DBP, DEHP), presenti anche in molti prodotti utilizzati abitualmente.DOVE SI TROVANO
pannolini, tessuti impermeabili, scarpe, detergenti, inchiostri, giocattoli. In cosmetica vengono utilizzati come fissatori in creme, profumi, prodotti per la rasatura, lubrificanti, lozioni…).Nell’industria sanitaria e farmaceutica gli ftalati, in particolare il DEHP (di-2-etilesilftalato) vengono utilizzati per la fabbricazione delle capsule gastro-resistenti, delle sacche per il plasma, dei cateteri o delle otturazioni dentali. 

DANNI
Anche se i loro effetti non sono provati da studi significativi sull’uomo, gli ftalati sono sospettati di provocare nei maschi malformazioni agli organi genitali e una diminuzione della quantità e qualità dello sperma.

REGOLAMENTAZIONE
Dal 2002 le autorità sanitarie di vari paesi, tra cui la FDA (Food and Drug Administration) americana, hanno affermato che l’esposizione agli ftalati dovrebbe essere evitata.

 

3)DIETILESILFTALATO
E’ un plastificante della famiglia dei ftalati, usato soprattutto per rendere morbido e flessibile il cloruro di polivinile comunemente detto PVC.
Il DEHP oltre ad essere interferente endocrino è altamente inqunante visto che lo si può trovare ovunque..(ubiquitario).
DOVE SI TROVA

Nelle bottiglie usa e getta,pellicole,vassoi,confezioni blister,tappi a corona,imballaggi,pavimenti,
rivestimenti mura,cancelleria,forniture ufficio.

DANNI
Altera la produzione ormonale (estrogeni,testosterone) diminuendo la fertilità oltre al metabolismo dei grassi nel fegato con possibile predispozione alla sindrome metabolica (diabete, obesità)
COME RIDURRE L’ESPOSIZONE
  • Per la cancelleria e forniture d’ufficio limitare l’uso di articoli in PVC morbido contente DEHP
  • Per il materiale da casa limitare l’uso di articoli in PVC morbido contente DEHP
  • Leggere sempre l’etichetta per l’utilizzo della pellicola (PVC) alimentare.. non tutti gli alimenti possono essere avvolti! es alimenti grassi
  • Evitare che i bambini entrino in contatto con PVC morbido!!

 

REGOLAMENTAZIONE
Regolamento CE 552/2009 della Cmmissione,  il DEHP non può essere usato come sostanza o in miscela in concentrazione superiore allo 0,1% in peso del materiale plastificato, nei giocattoli ed articoli di puericoltura (igiene,rilassamento,concilio sonno,nutrimento,e succhiare..)

 

Regolamento UE 10/2011 della Commissione. Il DEHP va utilizzato unicamente come plastificante nei materiali e oggetti ad uso ripetuto contatto con alimenti non grassi.
4)PERFLUORATI PFOS E PFOA
Il perfluorottano sulfonato  (PFOS) e l’acido perfluoroottanoico sale ammonico (PFOA) sono sempre più diffusi nell’ambiente.. secondo  l’EFSA uno dei contaminanti maggiori avviene attraverso i prodotti ittici. Altri fattori di trasporto sono l’inquinamento dei locali chiusi contaminati da prodotti trattati con prodotti perfluorati.
DOVE SI TROVANO
Tappeti,rivestimenti in tessuto idrorepellenti ed antimacchia,prodotti di carta per uso alimentare resistenti all’olio,padelle con rivestimenti antiaderenti,ritardanti di fiamma contenuti nelle schiume di. sedili dell’auto,vernici per pavimenti….
DANNI
Elevata esposizoni può provocare danni al fegato,tiroide ed infertilità.

COME RIDURRE L’ESPOSIZONE
Limitare l’uso di capi d’abbigliamento idrorepellenti o con trattamenti simili,come antimacchia
Sostituire pentole antiaderenti appena hanno segni d’usura
Utilizzare la carta oleata solo secondo le indicazioni delle etichette!!
Evitare l’uso di popcorn da cuocere al microonde in buste (contengono perfluorati PFC)

REGOLAMENTAZIONE
PFOS e i suoi derivati sono regolamentati con il Regolamento UE 757/2010 nell’elenco degli inquinanti organici persistenti.
Le Decisioni CE 2009/554 e 2009/543 stabiliscono i criteri ecologici per l’assegnazione del marchio comunitario di qualità ecologica per i prodotti vernicianti per interni ed esterni.

5)POLIBROMODIFENILETERI

Il PBDE sono sostanze chimiche di produzione industriale impiegati sostanzialmente come ritardanti di fiamma.
Si accumolano nei tessuti grassi degli orgnaismi quindi considerati inquinanti organici persistenti (POPs)

DOVE SI TROVANO
Impiegati nella produzione di tendaggi,tappeti,imbottiture in schiume di poliuretano.
Anche la polvere delle case o negozi (IKEA;NEGOZI MATERASSI…) può essere contaminata da queste sostanze.

DANNI
Interferiscono con la funzione endocrina in particolare della tiroide, alterando lo sviluppo neurologico, neuro-comportamentale.
Non si riescono a smaltire quindi hanno un effetto di bio accumulo nella catena alimentare determinando concentrazioni elevate di queste sostanze in alcuni alimenti.

COME RIDURRE L’ESPOSIZONE
Controllare le tutti i rivestimenti contenenti schiume siano in stato adeguato, non usurato o rotto (materassi,sedili auto..) se l’involucro è lacerato e la schiuma non è racchiuse cambiare immediatamente il tessuto.

Ricambiare periodicamente l’aria di casa, poiché l’accumulo di queste sostanze  nell’aria e nelle polveri può causare gravi danni.
Rimozione della Moquette, facendo attenzione che durante la rimozione la parte sottostante con contenga PBDE, maneggiare con cura isolando la stanza.. arieggiare adeguatamente.

REGOLAMENTAZIONE
Dal 2006 ai sensi della Direttiva CE 2002/95 le apparecchiature elettriche ed elettroniche non possono più contenere PBDE

6)HAP o idrocarburi policiclici aromatici

Gli HAP sono una famiglia di più di 15 sostanze e sono considerati degli inquinanti organici persistenti con effetti tossici diversi.

DOVE SI TROVANO
Si formano durante il processo di combustione sia industriale che domestico di sostanze organiche di varia provenienza: combustione del motore dell’automobile (benzina, diesel), domestica (gasolio, carbone), industriale (produzione di alluminio, inceneritori, incendi di foreste, eruzioni vulcaniche… Sono presenti in quantità elevata nell’aria, soprattutto nelle zone urbane e durante l’inverno, e la loro concentrazione è alta anche a livello del suolo e delle acque, dove si depositano sotto forma di sottile pellicola.

Si trovano quindi nel fumo di sigaretta,fumo di cottura,fumo di candele,incenso..contenuti nella carne alla brace,prodotti affumicati o tostati.

DANNI
La maggior parte di queste sostanze ha un’azione mutagena, ovvero altera il DNA provocando mutazioni cellulari, o cancerogena dimostrata.Aumentando il rischio di tumori non solo polmonare ma anche di squilibrio ormonale (tumore alla mammella,prostata…)
Può aumnetare inoltre il rischio di peso basso alla nascita.
Uno degli HAP più tossici è il benzopirene (BaP), che causa mutazioni in grado di causare forme tumorali e deficit immunitari e  gravi infezioni.

COME RIDURRE L’ESPOSIZONE
  • Durante la cottura dei cibi assicurarsi un’adeguata ventilazione e l’uso di cappe di aspiraizone
  • Ridurre il consumo di alimenti affumicati,tostati o alla brace
  • Rimuovere le parti grasse degli alimenti prima della cottura alla griglia
  • Evitare di carbonizzare e comunque scartare le parti bruciate.. anche della pizza!!

7)DIOSSINE

Le diossine costituiscono un gruppo di più di 400 sostanze, indicate come inquinanti organici persistenti e inserite tra le 12 sostanze più tossiche presenti nell’organismo.

DOVE SI TROVANO
Anche se sono presenti in tutti gli ambienti (suolo, aria, acque), l’esposizione da parte dell’uomo avviene nel 90% dei casi per il tramite dell’alimentazione, in particolare attraverso i latticini, i prodotti del mare e la carne. Le diossine sono il risultato di molteplici processi industriali e procedimenti di fabbricazione: sbiancamento della carta con il cloro, produzione di alcuni erbicidi, incenerimento dei rifiuti, scarto di oli industriali. Esistono numerosi casi di gravi contaminazioni da diossine, come l’inquinamento del latte in Olanda attraverso paste prodotte per l’alimentazione animale, o in Italia il disastro di Seveso nel 1976.

DANNI
Nell’uomo l’esposizione a forti concentrazioni di diossina può causare lesioni della pelle simili a quelle dell’acne o macchie della pelle, alterazioni della funzionalità epatica o della fertilità, alterazioni del sistema immunitario, o ancora alcune forme tumorali, in particolare nei soggetti esposti cronicamente a causa della professione (ad esempio chi lavora in cartaria). Il feto in formazione può essere particolarmente sensibile all’esposizione alle diossine. Una delle diossine più pericolose è tetraclorodibenzo-2, 3, 7, 8 p-diossina o TCDD, il famoso “Agente Arancio”, un erbicida usato come defogliante durante la guerra del Vietnam.

8)APE o alchilfenoli etossilati

DOVE SI TROVA
Si tratta di una famiglia di composti sintetici ampiamente utilizzati e presenti in vari prodotti: detergenti, prodotti cosmetici, biocidi come gli spermicidi, carta, metalli, detergenti per la casa e alcuni giocattoli. Sono inoltre presenti nelle acque di scarico e nell’aria, in seguito all’utilizzo di aerosol. Anche se sono considerati come biodegradabili, la loro presenza in numerosi oggetti e sostanze di uso comune ha attirato l’attenzione di gruppi scientifici e associazioni. Uno dei prodotti di biodegradazione considerato come il più nocivo è il p-nonilfenolo, a causa della sua marcata attività estrogenica.

DANNI
Anche se sono poco noti, gli effetti degli APE potrebbero riguardare la capacità riproduttiva, in particolare causando una diminuzione della qualità e della quantità dello sperma. In Francia il loro utilizzo è vietato dal 3 maggio 2011. In Italia il decreto del 10 maggio 2004 ha recepito la direttiva 2003/53/CE, relativa alle restrizioni in materia di immissione sul mercato e di uso di talune sostanze e preparati pericolosi (Nonilfenolo, Nonilfenolo etossilato, Cemento).
9)PARABENI

Alcuni parabeni sono di origine naturale e si trovano in alcuni tipi di frutta e verdura, formaggi, prodotti delle api e persino nell’organismo umano, come precursori enzimatici, ma l’industra ne fa uso come conservanti nei farmaci, nei cosmetici e negli alimenti per le loro proprietà antibatteriche e antifungine.

Circa una decina di sostanze appartenenti alla famiglia dei parabeni sono di origine industriale.

DOVE SI TROVANO

TUTTI I PARABENI CHE SI TROVANO IN COMMERCIO SONO DI ORIGINE SINTETICA
E’ bene imparare a riconoscerli nelle etichette:

Metilparabene E218 ,utilizzato nei prodotti alimentari, nei cosmetici, shampoo e saponi
Etilparabene E214 , utilizzato nei prodotti alimentari (leggere il dettaglio dopo)
Propilparabene E216, utilizzato nei prodotti alimentari,farmaci e prodotti dell’igiene
Butilparabene utilizzato principalmente nella cosmetica

Ecco in breve elenco di dove si possono trovare :

Creme da viso
Struccanti
Fondotinta
Gel da barba
Shampoo
Deodoranti
Dentifrici
Prodotti per l’igiene intima
Creme solari e doposole
Prodotti per capelli
E in molti altri prodotti

Vengono anche utilizzati come conservanti in alimenti quali:
Verdure cotte
Maionese
Sottoaceti
Bibite addizionate con anidride carbonica
Birra
Prodotti da forno

– PARABENI NEGLI ALIMENTI

Utilizzati per rallentare il processo di degradazione e fermentazione, quindi si trovano per forza in tutti i prodotti a lunga conservazione:merendine ed anche in marmellate,frutta,bevande,prodotti ittici e carne.Ne viene giustificato l’utilizzo per evitare la proliferazione di batteri patogeni….

Il vice direttore della ricerca presso Environmental Workin Group (EWG), un’organizzazione che cataloga tutti gli studi sulle potenziali tossine trovate negli specifici alimenti e li classifica in base alla sicurezza su un database — sostiene che questo non significa che, se per una volta mangi un alimento considerato pericoloso, ti ammalerai per forza. Il messaggio che la ricercatrice, più in generale, vuol far passare è: «Ci sono alcuni alimenti che dovresti evitare il più possibile, sostituendoli con altri più salutari».

Ricordo anche altri distruttori endocrini come:
Idrossianisolo butilato o BHA
la FDA lo considera GRAS, ma secondo molti, tra i quali lo IARC, è un probabile cancerogeno. L’Unione Europea lo considera un distruttore endocrino pericoloso tanto per gli adulti di entrambi i sessi quanto per i bambini; secondo l’EFSA, tra gli effetti negativi, ce n’è anche uno sul comportamento. Viene utilizzato nelle patatine fritte e in altri cibi grassi come conservante ed esaltatore di gusto.
Idrossitoluene butilato o BHT: 
utilizzato spesso insieme al BHA, cui assomiglia chimicamente, come conservante, secondo l’EFSA è causa di tumori del fegato e del polmone negli animali, ed è un probabile distruttore endocrino, ma è classificato come GRAS dalla FDA.
Propil gallato
Impiegato come conservante per i grassi delle salse preconfezionate, è sospettato di essere un distruttore endocrino e un cancerogeno, ma considerato GRAS dalla FDA.
Il propil gallato, impiegato come conservante per i grassi delle salse preconfezionate, è sospettato di essere un distruttore endocrino e un cancerogeno

– PARABENI NEI COSMETICI

Ampiamente utilizzati in saponi,shampoo,cosmetici,deodoranti,creme solari sempre per rallentare la proliferazione di microorganismi che provocherebbero eruzioni cutanee..

– PARABENI NEI FARMACI

Anche in farmacologia vengono suati in particolare nei sciroppi,colliri per prolungare la vita del prodotto una volta aperto.

DANNI

Pare che queste sostanze, da alcuni anni al centro di varie discussioni, siano in grado di attivare nell’uomo i recettori agli estrogeni, causando quindi problemi di fertilità nell’uomo e favorendo il carcinoma ormono-dipendente della mammella nella donna. L’UE intende vietare alcuni parabeni.

Alcune organizzazioni ed alcuni stati come la Francia, che si rifanno al principio di precauzione, si oppongono al loro utilizzo quotidiano. Il 3 maggio 2011, in particolare, è stata adottata in Francia la proposta di legge di Yann Lachaud che vieta l’uso degli ftalati, dei parabeni e degli alchilfenoli, tre categorie di sostanze che interferiscono con il sistema endocrino (distruttori endocrini). L’elenco dei 400 prodotti farmaceutici contenenti parabeni, sotto forma di esteri metilici o propilici è stata compilata da Le Monde. Il testo è stato depositato al senato il 12 luglio 2011; era stato votato positivamente, a maggioranza assoluta, sia all’Assemblea Nazionale che al Senato della Repubblica, nonostante il contrastante parere del governo
Stanno diventando sempre più controversi, arrivando ad essere regolamentati o espressamente interdetti, ad esempio in Francia, comunque nel ruolo di interferenti endocrini per la loro capacità di mimare chimicamente gli estrogeni con possibile ricaduta in effetti sulla salute.

Le allergie sono un fenomeno limitato ad alcuni soggetti predisposti, con i consueti fenomeni relativi (rosacea, dermatite da contatto) i danni maggiori sono a livello endocrino.
Nel 2002 i ricercatori del Tokyo Metropolitan Institute of Public Health hanno scoperto che propilparabene diminuito il numero degli spermatozoi nei giovani ratti e al di sotto delle concentrazioni che la Food and Drug Administration ritiene sicura per il consumo umano negli alimenti (Oishi 2002; 21CFR184.1670).
Altri ricercatori hanno confermato gli effetti di paraben propilico sul sistema endocrino. Esso agisce come un composto estrogenico sintetico e può alterare la segnalazione ormonale e l’espressione genica (Routledge 1998; Terasaka 2006; Vo 2011; Wróbel 2014). Un recente studio condotto da ricercatori della Harvard School of Public Health ha suggerito che l’esposizione a propilparabene può essere associata alla fertilità diminuita (Smith 2013).
Segnalazione endocrino adeguata è particolarmente importante durante i periodi di critiche dello sviluppo, mentre nel grembo materno e durante l’infanzia e l’adolescenza. Le sostanze chimiche che alterano segnalazione ormonale può portare ad effetti avversi sullo sviluppo, la riproduzione e la neurologico e immunitario.

COME RIDURRE L’ESPOSIZONE
  • Evitare tutti i prodotti a lunga conservazione, insacotalati, preferendo prodotti freschi e conservati da noi.
  • Nei prodotti cosmetici leggere bene l’etichetta preferendo pochi prodotti polifunzionali come il burro di karitè,olio di mandorle e produzione in casa, usando come conservante il tocoferolo ovvero la semplice vitamina E!!!
  •  Il suggerimento è di evitarli sotto i tre anni, perché la cute dei più piccoli ha un maggior assorbimento cutaneo e il loro sistema endocrino è in via di sviluppo, negli anziani, che hanno una pelle più fragile, e quando ci si espone al sole
REGOLAMENTAZIONE
L’Unione Europea ha fissato dei limiti ovvero lo 0,4% di sostanza pura e lo 0,8% nelle miscele dei cosmetici.
In Europa ed in Italia l’utilizzo dell’E 216 E217 sono vietati nell’uso alimentare, cosa che invece è legale negli USA!! Gli americani sono ancora ampiamente esposti a questa sostanza chimica. Nel 2010 la ricerca condotta da Antonia Calafat, Ph.D., un chimico rispettato presso i Centri federali per il controllo e la prevenzione delle malattie, ha riferito che il 92,7 per cento degli americani testati aveva paraben propilico nelle urine (Calafat 2010).
La Francia come detto ne ha vietato l’uso, mentre la Danimarca solo per i prodotti alimentari destinati ai bambini sino ai 3 anni.

10)Pesticidi e i prodotti fitosanitari
DDT, MXC, Inuron, Diuron, Trifluralin, Endosulfan, Vinclozolin… I pesticidi e i prodotti fitosanitari sono molto numerosi e di diverso tipo; vengono utilizzati in modo massiccio nell’industria agroalimentare e nel giardinaggio e molti di essi sono indicati come interferenti endocrini, veri o supposti. Alcuni sono persino utilizzati nella gestione dei campi sportivi o delle strade, il che ne facilita ulteriormente la diffusione nell’ambiente. Le quantità di pesticidi prodotte sono tali che la loro presenza è rilevabile in tutto l’ambiente e si ritiene che alcuni prodotti causino degli squilibri con conseguenze potenzialmente catastrofiche, come i problemi o la morte osservati nel caso delle api. Anche se la lista è molto lunga, qui di  seguito vi indico i pesticidi organoclorati (e i loro metaboliti), il cui effetto di interferenti endocrini è provato.

11)DDT o para-diclorodifeniltricloroetano

Il DDT, massicciamente utilizzato come insetticida a partire dagli anni ’30 del secolo scorso e per circa 60 anni, è generalmente considerato un inquinante organico persistente.

DOVE SI TROVA
Il suo utilizzo in agricoltura è stato progressivamente vietato nei paesi sviluppati tra il 1970 e il 1984, ma continua a essere usato, in particolare nei paesi tropicali nell’ambito della lotta contro la malaria, il tifo o la febbre dengue.

DANNI
Nonostante la riduzione del suo utilizzo, i prodotti della sua degradazione, o metaboliti, persistono nell’ambiente e si ritiene abbiano effetti dannosi sulla fauna e sulla flora. Questi composti hanno infatti un effetto estrogenico che provoca alterazioni ormonali negli animali, ma attualmente gli studi sulla salute dell’uomo restano contraddittori e sono oggetto di controversie. Tra gli effetti indicati troviamo l’azione cancerogena, in particolare sulla mammella, tossicità per il fegato, disturbi dello sviluppo nel nascituro, parti prematuri, alterazione della qualità dello sperma. In attesa di risultati più certi, la polemica sugli effetti del DDDT come perturbante endocrino e i possibili benefici per la lotta contro la malaria continua.

12)MXC o metossicloro

Il MXC, una sostanza simile al DDT, è stato messo in commercio nel 1946 e la sua vendita è notevolmente aumentata dopo il divieto del DDT.

DOVE SI TROVA
Viene utilizzato come prodotto “fitosanitario” ed è meno persistente rispetto al DDT, ma i suoi prodotti di degradazione o metaboliti si ritrovano nell’ambiente e in specie acquatiche e animali, come gli uccelli.

DANNI
Viene considerato un IE e si ritiene che si fissi sui recettori dell’estrogeno, esponendo quindi al carcinoma ormono-dipendente della mammella e problemi di fertilità.

13)CLORDECONE

È un insetticida ampiamente utilizzato tra il 1972 e il 1993 nelle piantagioni di banane delle Antille Francesi; è considerato un interferente endocrino neurotossico ed ha fatto parlare molto di sé sulla stampa francofona e internazionale.

DANNI
Si ritiene infatti che provochi dei disturbi a livello neurologico e cognitivo nei bambini esposti a questa sostanza durante la gravidanza. È inoltre accusato di aumentare il rischio di cancro della prostata. A preoccupare gli scienziati, oltre alla sua prolungata persistenza nell’ambiente, è la sua estesa disseminazione nell’ecosistema, con conseguente contaminazione delle acque, del suolo e sottosuolo, delle piante e degli animali terrestri e marini. Sembra inoltre che il clordecone intensifichi a livello epatico il potenziale effetto tossico di sostanze come il cloroformio o il diclorometano. La questione del diclorometano ha avuto un forte impatto sull’opinione pubblica, inducendo le autorità sanitarie a pubblicare una lista degli alimento a maggiore rischio di contaminazione da parte del clordecone e delle misure precauzionali finalizzate a ridurre l’esposizione dei consumatori.

14)Gli ormoni stereoidei
Si tratta di sostanze naturali secrete dalle ghiandole endocrine degli esseri umani e degli animali, come gli estrogeni, gli androgeni, i glucocorticoidi e i mineralocorticoidi. A questi ormoni se ne aggiungono altri, sintetici, come i contraccettivi utilizzati dalle donne e alcuni prodotti veterinari usati in elevate quantità negli allevamenti, come ad esempio gli steroidi anabolizzanti, in particolare il trenbolone acetato. 
I prodotti della loro degradazione vengono evacuati nelle feci umane e animali e riversati poi nelle acque di scarico, causando quindi la contaminazione dei fiumi. Gli ormoni steroidei sono quindi ingeriti dagli animali e vanno a finire sulla tavola.

DANNI
La presenza di questi ormoni nei fiumi è stata segnalata in molti paesi come causa di una femminilizzazione di molti esemplari maschi di pesci, con conseguente alterazione delle loro capacità produttive. Nell’uomo si ritiene che questi IE causino una riduzione della fertilità.Secondo alcuni rapporti gli ormoni con il maggior potere di interferenza endocrina solo il 17-β-estradiolo, l’estrone, l’estriolo, le mestranol e il 17-α-etinilestradiolo. A questi ormoni, naturali e sintetici, si aggiungono i fitoestrogeni, composti derivati dalle piante come gli isoflavoni che, pur non essendo dei veri e propri ormoni, possono mimare l’azione degli estrogeni. I fitoestrogeni sono presenti in alcuni alimenti come gli oli vegetali, la soia, alcuni cereali e il pane.

15)Prodotti farmaceutici
Oltre agli ormoni steroidei, alcuni farmaci e alcune sostanze prodotte dall’industria farmaceutica potrebbero comportarsi come degli interferenti endocrini ed essere presenti in quantità elevate nelle acque con un ciclo simile a quello degli ormoni steroidei, con l’aggiunta dei rifiuti di origine ospedaliera. Si ipotizza che alcuni di questi farmaci, come ad esempio gliantidepressivi inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina, abbiano un effetto sugli ormoni sessuali e sul comportamento e la riproduzione di alcuni vertebrati, in particolare i pesci.

Altri farmaci in grado di avere un impatto sugli ecosistemi e sulla salute umana, interferendo con il sistema endocrino, sono gli antibiotici (che potrebbero anche essere all’origine della resistenza agli antibiotici conseguente all’ingerimento di alimenti che contengono questi farmaci), gli agenti citotossici utilizzati in particolare nella terapia anti-cancro e che potrebbero avere un effetto tossico e mutageno, o ancora i prodotti iodati che potrebbero perturbare la funzione tiroidea.

Più recentemente, infine, gli anti-infiammatori non steroidei (FANS) sono accusati di essere perturbanti endocrini in quanto nel maschio adulto inibirebbero la produzione di testosterone a livello dei testicoli

Vi consiglio anche una lettura di questo documento dove sono indicati anche varie patologie, la sostanza inquisita,l’area geografica…una scheda dettagliata degli insetticidi etc…

 
 

 

“Sorveglianza dell’esposizione a interferenti endocrini”
Vi scrivo un breve decalogo, non soffermatevi solo in una lettura di questo, dove metà delle raccomandazioni le avrete già sentite..seguite l’articolo ed andate nel dettaglio..
DECALOGO LIMITA EVITA // SOSTITUISCI
1. Non utilizzare contenitori in plastica per alimenti o bevande usurati o monouso
Utilizza contenitori in plastica integri solo per gli usi indicati dal produttore
2. Limita l’uso di padelle antiaderenti se graffiate
Utilizza padelle antiaderenti integre,pentole in ceramica o in acciaio inossidabile
3. Utilizzare la carta oleata o pellicola solo a contatto con gli alimenti secondo le indicazioni, ad esempio la carta stagnola non va bene per alimenti acidi!
 
4. Limita la combustione di candele,incenso ed il fumo di sigaretta nell’ambiente in cui si vive.
Assicurare un costante ricambio di aria
5. Sostituire gli involucri lacerati e usurati di oggetti con imbottitura in schiuma (sedili auto,materassi…)
 
6. Limitare l’tilizzo di indumenti idrorepellenti o antimacchia, antifiamma
Sostituire con capi in cotone,lino,..naturali
 
6.bis Evitare l’utilizzo di materassi per lettini con rivestimento o telo impermeabile, comunque rivestimenti in PVC morbido contenete DEHP
 
7. Evitare il consumo di alimenti con parti carbonizzate o bruciate ed alimenti affumicati.(Eliminare le parti bruciate anche nella semplice pizza!!)
 
8. Nei materiali per uso casalingo evitare l’uso di PVC 
Sostituire il più possibile con vetro.
 
9.Evitare fasciatoio o passeggini rivestiti in PVC
In tal caso utilizzare fodere in fibra naturale, in generale evitare che il bambino entri in contatto con oggetti in PVC
10. Scaldare latte o bevande, pappe non in contenitori rovinati o plastica
Sostituire con vetro
11. Non travasare liquidi o mangiare caldo in contenitori di plastica non idonei ad uso alimentare
 
12. Non utilizzare saponi,trucchi,alimenti contenenti parabeni,BHT
Preferire alimenti freschi,di stagione non inscatolati, atmosfera protetta, secchi…
13. Non utilizzare saponi contenti parabeni,ftalati..
Sostituire con prodotti semplici naturali.

TRATTO DA: http://www.lifeme.it/2015/06/interferenti-endocrini-parabeni-bht-ftalati-medicinali-additivi.html

Superfood della nonna: ecco i supercibi tutti italiani

 

Superfood

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Quali sono i migliori superfood? Quali sono quegli alimenti supernutrienti straricchi di proprietà benefiche che ci aiutano a seguire una dieta sana ed equilibrata? Ce ne sono molti di più di quanti pensiate ed il bello è che non c’è bisogno di cercarli altrove. La nostra tradizione è in grado di fornirci i migliori supercibi come valida alternativa ai prodotti esotici.

Dalla carota viola antiossidante alla patata turchesa che combatte l’invecchiamento, dal peperoncino di Diamante afrodisiaco fino ad arrivare alla roveja di Cascia dimagrante, in occasione dell’incontro “Vacanze tra cibo e cultura” Coldiretti ha censito i migliori superfood Made in Italy e ce n’è davvero per tutti i gusti.

Se è vero come è vero che un italiano su quattro (25%) ha acquistato almeno qualche volta durante l’anno i superfood, ciò è possibile anche perché, come spiega Coldiretti, sul territorio nazionale ci sono ben 40mila aziende agricole impegnate nel custodire semi o piante a rischio di estinzione.

Dagli elisir di lunga vita agli antistress, dagli afrodisiaci agli energizzanti fino a quelli che aiutano la dieta, combattono il colesterolo o le intolleranze: grazie all’impegno di agricoltori italiani sono tornati sulle nostre tavole i migliori superfood della nonna Made in Italy, che aiutano il benessere e l’ambiente e hanno sorprendenti proprietà salutistiche e nutrizionali.

Ecco i supercibi della nostra tradizione:

  • carote viola di Polignano, considerate un vero e proprio elisir di lunga vita anche grazie alle elevate quantità di polifenoli, flavonoidi e antocianine dal potere antiossidante
  • barattiere, antica varietà di cetriolo pugliese, l’ideale per chi è a dieta perché assicura un elevato contenuto in potassio e un basso contenuto di zuccheri e sodio
  • peperoncino di Diamante, dalle note proprietà afrodisiache
  • cipolla rossa di Cavasso Nuovo, dal Veneto, un toccasana contro lo stress e l’ipertensione e riduce il colesterolo
  • carota bianca piemontese che regola la produzione di bile
  • pompia, sorta di cedro che si trova in Sardegna dalla buccia spessa e ruvida usato nella preparazione di dolci e liquori e dal quale si ricavano anche oli essenziali che curano tosse e raffreddore e aiutano anche l’intestino
  • mais corvino dal colore nero-violaceo, senza glutine, oltre che ricco di antocianine, molto antiossidanti, si trova in Lombardia
  • pomodorino del piennolo, una varietà antica di pomodoro campano che intrecciato e lasciato all’aria aperta ha la capacità di resistere per un intero anno mantenendo inalterate le sue caratteristiche organolettiche
  • patata turchesa in Abruzzo, dalle proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento
  • rosa di Gorizia, Friuli Venezia Giulia che non è un fiore, ma una varietà pregiata di radicchio rosso che aiuta a depurare l’organismo, oltre a essere ricca di ferro, calcio, antiossidanti, acido folico e vitamine
  • melanzana rossa, in Basilicata, dalle proprietà antiossidanti, utili a contrastare l’invecchiamento cellulare, oltre a ridurre il colesterolo
  • visciole, nelle Marche, varietà selvatiche di ciliegia
  • roveja di Cascia, coltivata dagli agricoltori umbri terremotati, è un legume antico con alto contenuto di proteine e pochi grassi
  • carciofo moretto di Brisighella, in Emilia Romagna, noto già nell’antichità per la sua ricchezza di ferro, il basso contenuto di zuccheri e le proprietà lassative, oltre che per la preparazione di decotti e amari
  • fava di Leonforte, in Sicilia, era coltivata nell’antichità per migliorare la qualità dei terreni a grano e assicurare un alimento ricco di proteine e sali minerali che poteva essere seccato e conservato a lungo
  • fagioli del Purgatorio, in Lazio, dalle ottime proprietà nutrizionali
  • chinotto, Liguria, che può essere preparato in vari modi: sciroppato, candito, al liquore, in elisir, come marmellata e come mostarda
  • puzzone di Moena, formaggio dall’aroma inconfondibile del Trentino Alto Adige
  • tintilia, antico vitigno del Molise

fonte: https://www.greenme.it/mangiare/alimentazione-a-salute/24113-superfood-nonna-coldiretti

ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

 

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ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

ATTENZIONE! Il Parlamento italiano sta per ratificare il CETA, cioè la morte dei diritti fondamentali

Arriva in Senato il ddl per la ratifica del Trattato di libero scambio UE-Canada denominato CETA. Non è un caso che, come già accaduto per la ratifica del Trattato di Lisbona e per il Fiscal Compact, tali procedure avvengano tra giugno ed agosto, cioè quando gli italiani sono al mare impegnati nelle solite discussioni di calcio-mercato.

Ma cosa prevede il CETA? Nella sostanza, e in breve, è un accordo di libero scambio tra UE e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree di esportare e vendere prodotti (EU-Canada, considerando che parecchie multinazionali americane hanno sede legale in Canada) senza trovare intralci né nelle legislazioni nazionali a tutela della salute e del lavoro, né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati membri come ad esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via. Trattasi dei cosiddetti “irritanti commerciali” che tanto infastidiscono le multinazionali. Con il CETA vengono definitivamente superati!

Ma v’è di più! Il CETA introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto ISDS – Investor-state dispute settlement  cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato. Attraverso questo sistema le multinazionali potranno non tenere conto dei diritti fondamentali vigenti negli Stati adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni costituzionali a tutela – ad esempio – della salute e del lavoro!

Un vero e proprio cavallo di troia a tutela del capitale internazionale e a scapito dei diritti fondamentali.

Il CETA, già approvato dal Parlamento europeo pochi mesi fa, dovrà essere ora ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali di ognuno. In cambio chissà di quale incarico o beneficio (magari successivo all’attività politica) i nostri parlamentari consentiranno che sulle nostre tavole finiscano prodotti intrisi di antibiotici (rendendo gli stessi inefficaci quando ve ne sarà bisogno), condannando noi e i nostri figli alla schiavitù perenne! E chi si permetterà di alzare la testa o la voce, non troverà nello Stato un amico a difesa dei diritti fondamentali sanciti nelle Costituzioni nazionali!

Nel frattempo l’informazione di regime sonnecchia! La notizia che il Parlamento si accinga a ratificare il CETA è passata totalmente in secondo piano. Il televideo della Rai non ne fornisce neppure menzione!

Con il CETA gli Stati sono definitivamente morti! I criminali di Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia! E i nostri parlamentari, a libro paga del capitale internazionale, eseguono acriticamente gli ordini provenienti dalla criminale sovrastruttura EUropea!

Un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n. 1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), continua indisturbato la sua opera distruttiva della Costituzione! 

 Giuseppe PALMA

 

fonte: http://www.stopeuro.org/attenzione-il-parlamento-italiano-sta-per-ratificare-il-ceta-cioe-la-morte-dei-diritti-fondamentali/

…E a Bari sequestrate 50mila tonnellate di grano tossico canadese. Tutta roba che sarebbe dovuta finire sulle nostre tavole!

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…E a Bari sequestrate 50mila tonnellate di grano tossico canadese. Tutta roba che sarebbe dovuta finire sulle nostre tavole!

leggi anche:

In arrivo da Vancouver una nave con 50mila tonnellate di grano. Gli Agricoltori protestano. Dovremmo farlo pure noi: Ecco il grano canadese coperto di neve, che può maturare solo grazie al glifosato! Ce lo ritroveremo sulle nostre tavole, mentre il nostro grano marcisce nei campi!!
50mila tonnellate di grano tossico sono state sequestrate a Bari nelle stive della “Cmb Partner”, proveniente da Vancouver, attraccata l’8 giugno scorso.

Grano tossico contenente sostanze pericolose in una quantità di gran lunga superiore ai limiti di legge è stato sequestrato a Bari, nelle stive della “Cmb Partner” (una nave lunga 256 metri per una stazza complessiva di quasi 60mila tonnellate), proveniente da Vancouver, attraccata l’8 giugno scorso.
Tale grano era destinato ad essere inviato nei granai pugliesi, come sempre quando arrivano carichi dal Canada. Resta solo da sperare che i precedenti carichi, già distribuiti, venduti e consumati, non contenevano le sostanze pericolose riscontrate in quest’ ultimo.

Fatto sta che dopo la denuncia fatta da inuovivespri.it con l’articolo  :“Il grano canadese che arriva in Europa è un rifiuto speciale che finisce sulle nostre tavole”, che ha fatto il giro del web, qualcosa si è mosso.

La Procura di Bari ha disposto il sequestro probatorio dell’ intero carico, dopo i controlli effettuati dagli uomini dei carabinieri forestali in accordo con la magistratura barese.

Come riferisce La Gazzetta del Mezzogiorno :

<< Il provvedimento sarebbe stato eseguito dai Carabinieri forestali dopo le prime analisi sui campioni di cereale che avrebbero rilevato la presenza di sostanze nocive in percentuali superiori ai limiti consentiti dalla legge. Il sequestro ha riguardato anche il cargo.

Secondo la Coldiretti sotto accusa di continuo il grano canadese per le irregolarità riscontrate in termini di residui di deossinivalenolo (o Don o vomitossina), una pericolosa micotossina e per l’uso intensivo di glifosate, un potente diserbante, utilizzato proprio nella fase di pre-raccolta (pratica vietata in Italia) per seccare e garantire – in modo artificiale – un livello proteico elevato.

Le importazioni di grano tossico canadese favorite dal CETA

Le importazioni di grano dal Paese nordamericano rischiano di essere favorite dall’approvazione dell’accordo Ceta (Comprehensive economic and trade agreement) tra Unione europea e Canada, primo esportatore di grano duro in Italia. Un accordo che dovrà essere ratificato dal Parlamento nazionale e contro il quale la Coldiretti si dice pronta a scatenare una mobilitazione per scongiurare il paventato azzeramento strutturale dei dazi, a prescindere dall’andamento di mercato.>>

 

 

Finalmente smascherata la bufala della margarina! Una ignobile truffa al folto esercito degli ingenui consumatori del “light”… E’ solo un grasso industriale di scarsa qualità, costituito da grassi polinsaturi (facilmente ossidabili) e idrogenati. Un prodotto artificiale tutt’altro che salutare!

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Finalmente smascherata la bufala della margarina! Una ignobile truffa al folto esercito degli ingenui consumatori del “light”… E’ solo un grasso industriale di scarsa qualità, costituito da grassi polinsaturi (facilmente ossidabili) e idrogenati. Un prodotto artificiale tutt’altro che salutare!

 

La love story tra gli americani e la margarina pare sia alle battute finali. Il glorioso e vecchio burro sta lentamente recuperando il favore degli yankee e le vendite della margarina vanno a picco. Finalmente, dopo oltre 50 anni la bufala della margarina viene smascherata! La margarina è solo una truffa, un ignobile surrogato, un’illusione per il folto esercito dei allocchi consumatori del “light”, un’offesa a migliaia di anni di tradizione alimentare e frutto della mentalità grassofobica fraudolenta di molte istituzioni e industrie mediche e alimentari.

La margarina è un grasso industriale, costituito principalmente da grassi polinsaturi, facilmente ossidabili, e da grassi idrogenati. Un prodotto tutt’altro che salutare, come molti credono, condizionati come sono dalla faziosa propaganda contro i grassi animali. Si pensi che negli ultimi 20 anni la multinazionale britannica Unilever (maggiore produttore mondiale di margarina) ha investito milioni di dollari in studi scientifici al fine di dimostrare che la margarina fosse migliore del burro. La stessa azienda oggi ammette l’errore e nei suoi prodotti spalmabili inserisce sempre di più il burro.

A partire dal 2000 negli USA le vendite di burro sono aumentate del 65% e il consumo pro capite sta volando a 2,2Kg all’anno. Le vendite di margarina al contrario si sono ridotte de 30% e sono in continua caduta, nonostante le allucinanti raccomandazioni delle autorità ufficiali di preferire la margarina ai grassi di origine animale. Tuttavia, gli studi più recenti smentiscono i timori per i grassi saturi e colesterolo e puntano piuttosto il dito contro tutti i cibi processati dall’industria e la margarina rientra certamente tra questi.

In Europa si consumano ogni anno circa 1,85 milioni di tonnellate di margarina. A livello di consumo pro capite, il primo posto spetta al Belgio (10,2kg), seguito da Danimarca (9,3kg), Paesi Bassi (8,9Kg). L’Italia occupa l’ultima posizione con i suoi 1,4kg consumati annualmente da ogni abitante (comuanque troppi!). La media europea è di 4,3Kg. Purtroppo, nel nostro Paese molta della margarina viene consumata in modo inconsapevole, perché largamente utilizzata in moltissimi prodotti commerciali (merendine, biscotti, waffer, snack, ecc) e nei prodotti da pasticceria (torte, pasticcini, brioche, ecc.). Secondo le ultime normative, la margarina in Italia non dovrebbe contenere grassi idrogenati, ma pare che non sia sempre così. Difficile sapere se il pasticcere sotto casa utilizza margarina di qualità (termine improprio per questo genere di non-alimento!) o qualche schifezza a basso costo.

Le aziende che commercializzano la margarina in Italia negli ultimi tempi propongono la margarina come “prodotto evoluto”, fabbricato (sì, questo è il termine da usare) con componenti “naturali” e aggiunta di fitosteroli, omega 3, minerali e altro, come se fosse un multivitaminico, un a sorta di benefico integratore. Per quanti sforzi questi signori possano fare, la margarina rimane un alimento pesantemente artificiale e, a mio modesto avviso, insano. Un altro aspetto negativo della margarina è la presenza di olio di palma, la cui produzione è assolutamente antiecologica. Le vaste piantagioni di palma da olio stanno sostituendo a ritmo allarmante le foreste vergini soprattuto dei due produttori principali di quest’olio, l’Indonesia e la Malesia. Per esempio, in Malesia, si è passati dai 642.000 ettari di piantagioni del 1975 ai 4 milioni di ettari del 2004, ottenuti bruciando foresta vergine. In questo modo si contribuisce anche all’estinzione fisica o culturale dei popoli indigeni, come i Penan. La situazione attuale sta peggiorando sempre più, considerato che la domanda di olio di palma triplicherà nei prossimi 20 anni e il nostro Paese ha il disonore di essere il terzo Paese importatore europeo di quest’olio. Numerosi prodotti che comprate, a volte anche biologici, utilizzano margarine o altri grassi (vegetali) che contengono olio di palma (alcuni nomi li trovate qui.

Francesco Perugini Billi

fonte: http://www.dottorperuginibilli.it/alimentazione-dietologia/1192-burro-alla-riscossa

Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

 

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Wurstel: dannosi quanto le sigarette. Faresti fumare tuo figlio?

Uno dei “prodotti” più in voga tra giovani e giovanissimi è sicuramente il wurstel, un insaccato molto utilizzato nei fast-food, nelle paninerie, nei pub e nelle pizzerie. In realtà i wurstel sono presenti praticamente nelle cucine di tutti, vengono acquistati per condire la pasta, per creare secondi, pizze, stuzzichini e focacce. Sono considerati un alimento veloce da preparare e sono purtroppo molto apprezzati dai bambini, difatti presso pizzerie e paninerie sono proposti proprio per un pubblico di giovanissimi.

Durante gli spot televisivi che ci presentano i wurstel, allegre canzoncine e gente visivamente affamata ci mostrano piatti colmi di wurstel piccoli e grandi, farciti con ketchup e maionese, con bambini entusiasti pronti ad addentarli. Nessuno però, ci mostra in tv cosa contengono questi salsicciotti tanto acclamati. Noi vi alleghiamo il video completo della produzione dei wurstel. Potete chiaramente vedere la materia prima: un ammasso di scarti di macello non definiti.

I wurstel sono da considerarsi tra i prodotti alimentari (se così possiamo definirli) più cancerogeni, e non andrebbero assolutamente dati ai bambini. Come potete vedere nel filmato lo scarto da macellazione (calli, organi, ossa, e parti solitamente non adatte al consumo umano) viene triturato, frullato, impastato, salato, addizionato, speziato, colorato, bollito, infilato in un budello. Quel mix di scarti viene reso appetibile grazie agli aromi, al sale e agli additivi che camuffano il tanfo ed il mal sapore che altrimenti avrebbero.

Quali malesseri e malattie possono causare i wurstel?

  • Tumore del colon, dello stomaco, e tumori in generale
  • Polipi
  • Fibroma uterino
  • Cisti
  • Aterosclerosi
  • Ictus
  • Infarto
  • Pelle e capelli grassi
  • Foruncolosi
  • Allergie
  • Menarca precoce nelle bambine
  • Impotenza e disfunzioni sessuali negli uomini
  • Feci acide
  • Deficit cognitivo
  • Obesità/rallentamento del metabolismo
  • Cistite
  • Irsutismo nelle donne
  • Ginecomastia negli uomini
  • Steatosi epatica
  • Ipertensione
  • Stati infiammatori muscolari e articolari

Esistono dei wurstel più sani di altri?

NO, il discorso non cambia per qualunque tipo di wurstel, che siano di pollo, di maiale o di tacchino. Se proprio si vuole qualcosa che ricordi i wurstel, nei negozi e reparti biologici o specializzati, si possono trovare dei salsicciotti realizzati con i legumi, oppure sul web potete trovare parecchie ricette di wurstel vegetali realizzabili in casa con i fagioli. Sicuramente molto più sani dei “classici” wurstel.

Sarebbe buona cosa non cedere acquistando ciò che ci fanno apparire come sicuro e sano. Impariamo a ragionare con la nostra testa, ad informarci, a non gridare alla bufala solo perchè quella cosa non l’abbiamo sentita in televisione o direttamente dalla bocca del nostro medico.

Vi lasciamo al video della fabbrica dei wurstel: forse dopo averlo visto smetterete di consumarli ma soprattutto di darli ai vostri bambini.

Qui il video

 

fonte: ilsalutista.it via http://caosvideo.it/c/streg

Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

 

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Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

Leggete anche:

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!
Le denunce di GranoSalus: il sistema CETA, le navi al veleno e la pasta con glifosato e micotossine “made in Italy”…Ecco quello che dovete sapere sulle porcherie che ci fanno mangiare…!!

 

Da coscienzeinrete.net

Mentre ci sbraniamo per i vaccini, Gentiloni approva il CETA in silenzio stampa…

L’ultimo consiglio dei ministri ha approvato ddl di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada, un provvedimento dalle nefaste ripercussioni di cui nessuno dei grandi e piccoli media nazionali ha dato notizia.

E’ arrivato il CETA, ma non ditelo in giro. Il governo ha approvato il disegno di legge per la sua ratifica ed attuazione, ossia per l’accordo economico e commerciale tra l’Unione europea e il Canada. Ma piano – per favore! – non strillatelo.Eh già, perché il temuto trattato, firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal parlamento europeo questo febbraio sta per arrivare al parlamento italiano. Chi lo dice? Il consiglio dei ministri che si è riunito mercoledì sera in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso; quel cdm di cui i rappresentanti solitamente si affrettano a propagandare i risultati e per il quale invece non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa. E come mai, c’è da chiedersi, neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su google) ha dato questa notizia di epocale importanza? Perché è meglio farlo passare in sordina, o perché forse questo “gran valore” economico non lo ha? Per entrambi i motivi.

Scopo dell’Accordo – si legge nel comunicato del governo – “è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge ancora – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”. Accidenti, che grande occasione, addirittura la sola Italia potrebbe beneficiare in termini di maggiori esportazioni verso il Canada “per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi”. Ripetiamolo insieme: sette miliardi. Per avere un’idea, l’IMU che noi italiani abbiamo pagato sui nostri immobili, nel solo 2016, è costata 10 miliardi di euro; circa la stessa cifra è stata spesa dal governo Renzi per pagare i famigerati “80 euro”. Il governo Gentiloni ha recentemente “salvato” il sistema bancario creando con estrema facilità un fondo da 20 miliardi di euro. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, ma il concetto è chiaro: questo accordo economicamente non vale la carta su cui è stampato, e il problema maggiore è che a fronte di un così ridicolo guadagno – nemmeno sicuro, considerato che si tratta di stime – stiamo per svendere completamente la nostra nazione, e non è un esagerazione. Perché ciò che più fa male è che i nostri governanti si affrettino a specificare come l’accordo “garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Peccato che la cosa, oltre a suonare palesemente come una “escusatio non petita”, è oltremodo falsa.

Spieghiamoci. E’ vero che “espressamente” il testo del Ceta – nelle sue premesse – “riconosce” agli Stati membri il diritto di prendere autonome decisioni in materie di interesse pubblico come appunto la sanità e il resto, ma in maniera altrettanto precisa descrive il funzionamento del “dispute settlement”, ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (che può essere uno Stato ma anche un’azienda che opera sul suo territorio) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. Tradotto, un’altra nazione o peggio una semplice società, spesso multinazionale, può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il business dell’azienda. Il funzionamento di questo “tribunale privato” fa diretto richiamo al DSS, identico strumento previsto dall’Organizzazione Mondiale del commercio (o “WTO”, accordo simile al Ceta ma su scala globale). Quest’ultimo prevede la selezione di un “panel” di giudici, composto da esperti provenienti solitamente dal mondo della consulenza privata (esatto, delle multinazionali) o da atenei altrettanto privati. Il panel redige un rapporto contenente la propria opinione circa l’esistenza o meno di un’infrazione alle regole del WTO.

Esso non ha la forza legale di una vera e propria sentenza eppure la procedura di appello ha una durata massima prevista in novanta giorni, e la sentenza, dopo l’approvazione, è definitiva. Sintetizzando: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (cui l’Europa e l’Italia hanno aderito da più di vent’anni, nel 1995) ha fini prettamente economici e finanziari; gli Stati, si dice, sono sovrani, eppure i principi che regolano gli scambi internazionali sono al di sopra delle leggi nazionali, ed internazionali; in caso di controversie, le parti (non gli Stati in realtà, quanto le società multinazionali “discriminate”) possono rivolgersi al WTO e chiedere se sia giusto o meno non applicare il suo regolamento; il WTO, privato e- sicuramente -imparzialissimo, emette la sentenza, che, per carità, non ha forza legale vera e propria (non essendo un vero tribunale), però è ad ogni modo inappellabile e definitiva. Democraticamente. E quel che è previsto per il Wto vale per il CETA. Il tribunale del WTO è stato mai adito per questioni sugli scambi internazionali? Oh sì! Solo gli Stati Uniti sono stati coinvolti in più di 95 casi contro società private, e di questi processi gli USA, in qualità di nazione, ne ha persi 38 e vinti appena 9. Gli altri o sono stati risolti tramite negoziazioni preliminari oppure sono ancora in dibattimento. In circa 20 casi il Panel addirittura non è mai stato formato, e la maggior parte dei processi che hanno perso riguarda livelli di standard ambientale, misure di sicurezza, tasse e agricoltura.

Questo panegirico forse può risultare oscuro pertanto è utile fare una semplificazione: lo Stato italiano, al contrario di quanto dice il governo Gentiloni, non può decidere autonomamente alcunché, prima di tutto perché fa parte dell’Unione europea e ha siglato accordi comunitari come il Patto di stabilità e il fiscal compact, oltre a far parte di un’unione monetaria, quindi di partenza non ha alcun potere decisionale in termini di politiche monetarie, fiscali, economiche e sociali. Secondo poi, pur godesse di una simile sovranità, comunque rischierebbe di trovarsi contro cause miliardarie– private –e di perderle, con tanti saluti al “potere politico”. Quel che allora il misero comunicato stampa del consiglio dei ministri dice in parte è vero, ossia che il governo può “decidere quali servizi mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Scopo dell’accordo è infatti di liberalizzare completamente qualsivoglia tipo di merce o servizio, inclusi quelli che teoricamente uno Stato soltanto dovrebbe garantire, e che invece già stanno finendo in mano ai privati (cliniche sanitarie, scuole, ecc ecc), in un mondo che sempre più sarà alla portata di poche persone e tasche. Ed ecco che la nostra carta Costituzionale si trasforma in carta igienica.

Quanto alle “potenzialità” di esportazione la nostra bella Penisola, da sempre caratterizzata da una grande vocazione all’export, già da tempo ha incrementato la vendita dei propri beni all’estero. Siamo più competitivi? Facciamo cose migliori? Ne più ne meno come prima, semplicemente gli italiani non hanno più una lira (i consumi domestici sono drasticamente calati, grazie a politiche iniziate da Mario Monti che in una celebre intervista ammise di “distruggere la domanda interna”) e quindi le imprese (quelle che non hanno chiuso) si sono arrangiante puntando ancor più sui mercati forestieri; solo pochi giorni fa l’Istat ha registrato nei suoi dati la “morte” della classe media italiana. Nel frattempo, visto che le merci di qualità come quelle nostrane non ce le possiamo permettere, nei nostri negozi arrivano tonnellate di merce a basso costo ma di pessima qualità che viene assoggettata a controlli scarsi o addirittura nulli, poiché già siamo in un’unione di libero scambio, l’Unione europea, che stiamo per estendere al Canada. Inutile dire che simili politiche danneggiano direttamente le nostre imprese, dunque il lavoro e in generale il benessere del nostro popolo. Tutto questo per – forse – sette miseri miliardi. Neanche i 30 denari di Giuda.

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/economia/gentiloni-approva-il-ceta-in-silenzio-stampa/

I PERICOLI DEL CETA

1) Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati

Non solo non si vieta l’ingresso di alimenti contenenti OGM e sostanze chimiche tossiche, ma si da di fatto il via libera a una deregolamentazione ampia e irreversibile. Non si torna indietro.

Ricordiamo inoltre che in Italia c’è ancora il divieto di coltivazione in campo degli Ogm, ma il nostro paese di recente ha detto sì in Europa all’autorizzazione di nuovi. Tuttavia, fa sapere il Parlamento Ue,

“per fugare le preoccupazioni dei cittadini che l’accordo dia troppo potere alle multinazionali e che i governi non possano legiferare per tutelare la salute, la sicurezza o l’ambiente, l’UE e il Canada hanno entrambi confermato esplicitamente, sia nel preambolo dell’accordo sia nella dichiarazione comune allegata, il diritto degli Stati a rifarsi al diritto nazionale”.

2) Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita

Tra le pagine del CETA, infatti è possibile trovare gravi pericoli per la salute e l’ambiente. Uno di questi riguarda l’importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita. Sarebbe bastato questo a fermare il trattato, pensato per arricchire pochi e danneggiare molti.

3) Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada

Basta leggere l’allegato 5-D per rendersi conto, senza tanti sforzi, di quello che sarà. Nel trattato vi sono infatti le linee guida per il riconoscimento di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie nei due Paesi. Ciò significa che il CETA permetterà di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto – e quindi evitare nuovi controlli nel Paese in cui verrà venduto – se si è in grado di dimostrarne l’equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte. La sostanziale equivalenza verrà valutata basandosi su una serie di criteri o linee guida che tuttavia non sono definiti.

LEGGI anche: CETA: ULTIMA OCCASIONE PER FERMARE LO STRAPOTERE DELLE MULTINAZIONALI (PETIZIONE)

4) Glifosato, uno dei timori più fondati

Il glifosato, minaccia più che mai concreta. Non si può di certo dire no a questa sostanza solo perché lo Iarc, massima agenzia mondiale per la ricerca sul cancro, emanazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ritiene probabilmente cancerogeno.

Se in Europa se ne vietasse l’uso, che ne sarebbe del grano canadese importato? Dovrebbe essere prodotto senza usare l’erbicida.

LEGGI anche: GLIFOSATO, L’ERBICIDA CHE AVVELENA TUTTO IL MONDO (VIDEO)

LEGGI anche: GLIFOSATO, COME ADERIRE ALL’ICE PER IL DIVIETO TOTALE (#STOPGLYPHOSATE)

5) Nelle mani del controllore senza controllo

Il Ceta potrà essere implementato dopo la ratifica dall’organismo di cooperazione regolatoria. Si tratta di un gruppo di tecnici il cui operato non è soggetto ad alcun controllo pubblico.

6) Crescita economica irrisoria per l’Europa e perdita di posti di lavoro

Secondo uno studio indipendente, l’entrata in vigore del CETA provecherebbe la perdita di circa 200 mila posti di lavoro nell’Unione europea. Inoltre, secondo quanto stimato dalla stessa Commissione europea, l’adozione di questo trattato vedrebbe nel lungo periodo in Europa una irrisoria crescita economica compresa tra lo 0,02 e lo 0,03%. In Canada invece tale percentuale è compresa tra lo 0,18 e lo 0,36%.

7) L’Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali

L’ICS assicura agli investitori stranieri particolari privilegi e minaccia il diritto dei governi di adottare e far rispettare leggi di interesse pubblico, come la protezione dell’ambiente o della salute pubblica. Grazie al CETA, l’Ics permetterebbe alle multinazionali di citare in giudizio i singoli Stati, ma non consentirebbe il contrario. Se l’ICS non dovesse passare l’esame di legittimità della Corte di giustizia europea, si bloccherebbe l’applicazione del CETA. Contro questo punto si è schierato apertamente il Belgio, che sta valutando di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità

“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia.

“Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”.

L’accordo infatti dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali.

L’accordo CETA potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017.

Ancora una volta sono stati fatti gli interessi delle multinazionali.

TRATTO DA: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/22959-ceta-approvazione-parlamento-ue#accept