Ecco cosa sta facendo lo smartphone al tuo cervello

 

smartphone

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Ecco cosa sta facendo lo smartphone al tuo cervello

Lo sconvolgente risultato di uno studio sulla dipendenza da smartphone e Internet.

Anche se la maggior parte di voi probabilmente ammetterà che non si può vivere senza il proprio smartphone, non è molto chiaro se rappresenti una dipendenza genuina o meno. La ricerca spera di determinarlo una volta per tutte, ma per ora è qualcosa che può almeno essere descritto come problematico. In ogni caso, una nuova ricerca condotta dalla Korea University di Seoul suggerisce che una dipendenza o un’eccessiva dipendenza dalla tecnologia sta creando uno “squilibrio” nella chimica cerebrale degli adolescenti. Questo piccolo studio ha esaminato il cervello di 38 adolescenti, sia maschi che femmine.

I partecipanti sono stati interrogati su quanto fossero dipendenti.

La metà dei soggetti era perfettamente sana, mentre si diceva che gli altri fossero affetti da dipendenza da smartphone e Internet.

I sintomi non sono concreti al momento, ma si pensa che includano l’incapacità di resistere all’impulso di usare uno smartphone, irritabilità quando non è permesso l’uso, tempi di utilizzo eccessivamente prolungati influiscono negativamente sul lavoro, sulle abilità sociali, ed anche sulla salute.

Chi otteneva punteggi di dipendenza più alti aveva anche molte più probabilità diessere depresso, ansioso e impulsivo. Alcuni dei peggiori colpiti sono stati sottoposti a 9 settimane di terapia cognitiva comportamentale per cercare di svezzarli dagli smartphone.

Utilizzando la spettroscopia a risonanza magnetica – una forma di risonanza magnetica (MRI) che esamina la composizione chimica di parti del cervello – il team di neuroradiologi ha esaminato i soggetti prima e dopo che la loro terapia comportamentale fosse completa.

 GABA e Glx

Sono stati esaminati due composti: l’acido gamma-aminobutirrico (GABA) e il glutammato-glutammina (Glx). Il primo è un neurotrasmettitore che inibisce i segnali tra i neuroni, mentre il secondo innesca l’eccitazione elettrica nei neuroni. Sono, grosso modo, rivali chimici. Gli effetti inibitori di GABA sono, tra le altre cose, pensati per aiutare una persona a controllare gli impulsi di paura o ansia quando i neuroni sono sovraeccitati. Troppo GABA, tuttavia, può causare ansia, insonnia e sfinimento.

Il team ha scoperto che c’era molto più GABA rispetto a Glx nel cervello di quelli fortemente dipendenti dagli smartphone, in particolare nella corteccia cingolata anteriore, un segmento che si occupa del controllo degli impulsi, emozione e attenzione. Più alto è il rapporto, più dipendente da Internet e dagli smartphone sembra essere il soggetto.

La correlazione non è casualità

La correlazione non è causalità e non si può affermare che questo studio si sia concentrato su una popolazione piccola.

“Mentre abbiamo chiaramente dimostrato che l’uso problematico del telefono #cellulare è un problema emergente strettamente legato allo sviluppo tecnologico, c’è una mancanza di coerenza ed uniformità nei criteri per studiarlo che richiede cautela nell’accettare molte delle conclusioni indicate” ha dichiarato uno dei ricercatori.

fonte: http://it.blastingnews.com/cronaca/2017/12/ecco-cosa-sta-facendo-lo-smartphone-al-tuo-cervello-002213973.html?sbdht=_21ozE01rcAcgDuZ2sJph8opqgVmpcEHuO7AsKdSAGsq06JVA5CMTABRt9Qe9qxFi

Gli effetti del glutine sul cervello

 

glutine

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Problemi come disturbi gastrointestinali (IBS), eruzioni cutanee, problemi di assorbimento dei nutrienti e la perdita ossea sono stati segnalati e osservati ormai in larga misura. Fortunatamente per molti, una dieta priva di glutine può alleviare queste condizioni e rivitalizzare la salute. Ma, oltre a questi disturbi, ci può essere un altro motivo per evitare il glutine: il suo effetto sul cervello.

La celiachia è una malattia autoimmune causata da intolleranza al  glutine che danneggia il piccolo intestino. Se si ha la celiachia e si consumano cibi con glutine, il sistema immunitario risponde danneggiando l’intestino tenue.

Il glutine è una proteina presente nel grano, segale e orzo. Si trova principalmente negli alimenti, ma si può trovare anche in altri prodotti come: medicinali, vitamine e integratori, balsamo per le labbra, la colla per francobolli e buste. La celiachia colpisce ogni persona in modo diverso.

I sintomi possono verificarsi nel sistema digestivo o in altre parti del corpo. Una persona potrebbe avere diarrea e dolori addominali, mentre un’altra persona può essere irritabile o depressa o avere frequenti mal di testa ed emicranie. L’irritabilità è uno dei sintomi più comuni nei bambini. Alcune persone non hanno sintomi.

La malattia celiaca è genetica. Gli esami del sangue possono aiutare il medico a diagnosticare la malattia, che avolte può anche richiedere di esaminare un piccolo pezzo di tessuto prelevato dal piccolo intestino. Il trattamento è una dieta priva di glutine.

Recenti ricerche sui problemi causati dal glutine, si sono concentrati sull’impatto che ha sul cervello. Gli scienziati hanno scoperto una stretta connessione tra il cervello e il sistema nervoso enterico (il ‘cervello’ del tratto digestivo). Sulla base di questa conoscenza, i ricercatori hanno iniziato ad osservare l’effetto del glutine sulla risposta immunitaria, l’assorbimento dei nutrienti e sul cervello. I risultati raggiunti finora, sono piuttosto negativi

Mal di testa? Forse è colpa del glutine

Frequenti mal di testa e l’emicrania possono essereproblemi irritanti e dolorosi. Uuna tipica risposta potrebbe essere quella di assumere un paio di aspirine e cercare di andare avanti con la giornata, la risposta migliore sarebbe però quella di scoprirne la causa. Il mal di testa potrebbe, infatti, essere causato da qualche alimento e in particolare dal glutine. Uno studio recente ha suggerito un legame tra sensibilità al glutine e celiachia con IBS ed emicrania. La ricerca ha indicato che chi soffre di celiachia e IBS, soffre di mal di testa ed emicranie più frequenti rispetto alle persone sane. Ulteriori ricerche hanno suggerito che la risposta del corpo inizia nel tratto digestivo e crea una risposta nervosa troppo sensibile, causa di debilitanti emicranie.

Un altro studio ha valutato i bambini con malattia celiaca che hanno subito frequenti mal di testa. I bambini sono stati alimentati con una dieta priva di glutine, per determinare se questo cambiamento poteva alleviare il mal di testa… e nella stragrande maggioranza dei casi ha funzionato.

L’intolleranza al glutine può causare anomalie cerebrali?

Nei pazienti affetti da malattia celiaca, sono state trovate notevoli anomalie cerebrali, identificate tramite RM (risonanza magnetica). Coloro che soffrono di mal di testa hanno mostrato il più alto grado di anomalie del cervello.  Nei bambini, le complicazioni neurologiche si sono verificate in risposta alla sensibilità al  glutine e malattia celiaca. Problemi neurologici verificatisi negli adulti, sono risultati anche più gravi.

In alcuni casi, il problema è una perdita di materia cerebrale. Anche se questa condizione può portare a problemi più gravi, l’adozione di una dieta priva di glutine si è dimostrata un utile trattamento.

I ricercatori della John Hopkins University School of Medicine, hanno esplorato l’impatto dell’infiammazione gastrointestinale (creata da celiachia) nella schizofrenia. Hanno esaminato fattori come l’attivazione del sistema immunitario e la maggiore capacità di tossine e agenti patogeni di entrare nel flusso sanguigno. In tal modo, hanno trovato che i fattori immunitari attivati nell’intestino suggeriscono un collegamento alla malattia mentale.

Glutine e ictus ischemico

Il glutine è stato indicato come uno dei responsabili di ictus ischemico e coagulazione del sangue nel cervello. In alcuni casi di ictus ischemico, l’unico fattore che i medici hanno trovato che poteva contribuire alla causa, era la malattia celiaca.

I ricercatori hanno suggerito che il fattore primario in questi casi poteva essere stata la risposta autoimmune causata dalla malattia celiaca. Proprio come nell’ictus, la coagulazione del sangue nel cervello è stata riportata con l’unica causa sottostante della celiachia.

Glutine, attacchi epilettici e SLA

Oltre al mal di testa, alle anomalie cerebrali e coagulazione del sangue che possono portare a ictus, il glutine è stato direttamente collegato anche agli attacchi epilettici e alla SLA (malattia di Lou Gehrig). Questi collegamenti sono stati causa immediata di preoccupazione. La buona notizia è che c’è una speranza. Gli studi hanno, infatti, trovato cambiamenti nel cervello, provocati dalla sensibilità al glutine.

I ricercatori hanno osservato calcificazioni in determinate parti del cervello, che hanno causato le crisi epilettiche. I sintomi si sono interrotti una volta che i pazienti hanno iniziato una dieta priva di glutine. Lo stesso risultato si è verificato in un individuo affetto da lesioni al cervello simili a quelli osservati nella SLA. Gli esami del paziente, hanno rivelato che era affetto da celiachia. Una volta che è stato sottoposto ad una dieta priva di glutine, la  MR imaging (MRI) ha mostrato una riduzione delle lesioni e un miglioramento complessivo della sua condizione.

Anche se la ricerca sull’impatto del glutine sul cervello è nuova, il messaggio è chiaro: il glutine ha un impatto molto più vasto sulla nostra salute, di quanto si pensasse. La ricerca suggerisce che una componente significativa del problema deriva dalla risposta immunitaria e dall’irritazione causata dalla risposta del corpo al glutine. Sulla base di questo, chi sa o sospetta un’allergia al glutine, dovrebbe seriamente prendere in considerazione l’adozione di una dieta priva di glutine: il vostro cervello vi ringrazierà.

 

tratto da: http://lospillo.info/gli-effetti-del-glutine-sul-cervello/

Svolta nella ricerca sull’Alzheimer: il morbo è collegato con elevati livelli di zucchero nel sangue.

Alzheimer

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Svolta nella ricerca sull’Alzheimer: il morbo è collegato con elevati livelli di zucchero nel sangue.

Dell’Alzheimer si sa che è una malattia che sta colpendo sempre più persone, e non solo di età avanzata, ma sulla sua natura e sulla sua terapia c’è ancora molto da scoprire: al momento non si guarisce e si interviene quando ormai il processo degenerativo ha preso piede. La scienza però sta facendo grandi sforzi per vederci più chiaro e per rendere questa patologia, che nel futuro interesserà gran parte della popolazione mondiale, curabile o perlomeno diagnosticabile il prima possibile.

La scoperta fatta dall’Università inglese di Bath si presenta come una vera e propria rivoluzione nel campo della ricerca: è stato visto come l’Alzheimer sia legato ai livelli alti di glicemia nel sangue, condizione tipica del diabete e dell’obesità.

Vengono così ad unirsi due grandi problemi del mondo di oggi: diabete ed Alzheimer non sono malattie separate ma sono collegate tra loro.

I ricercatori dell’Università hanno osservato come livelli alti di zucchero nel sangue causino danni importanti ad un enzima coinvolto nelle fasi di insorgenza del morbo di Alzheimer.

Si sa bene che glicemie oltre la norma sono tipiche di chi ha il diabete o si trova in condizioni di obesità, ma il legame con l’Alzheimer non era mai stato individuato prima.

La conseguenza immediata che emerge dallo studio è facilmente intuibile: i diabetici hanno una maggiore probabilità di sviluppare il morbo rispetto agli individui sani.

Il legame tra il glucosio nel  sangue e la malattia si ha durante un processo noto come “glicazione”, che altro non è che una reazione tra lo zucchero e una classe di enzimi. Il prodotto della reazione è un vero e proprio danneggiamento degli enzimi, che il team ha scoperto corrispondere alle prime fasi di sviluppo della malattia. Mentre l’Alzheimer progredisce la glicazione degli enzimi aumenta.

Alla ricerca sul morbo si aggiunge dunque un importante tassello che il mondo scientifico considera un “punto di svolta”: “Speriamo che questo studio possa aiutarci a diagnosticare precocemente la malattia e portare a nuovi trattamenti o modi per prevenire l’Alzheimer”, ha detto il Dr. Rob Williams del dipartimento di Biologia e Chimica.

Il Dr. Omar Kassaar ribadisce: “Lo zucchero in eccesso costituisce un ben noto fattore di rischio per diabete ed obesità, ma questo collegamento alla malattia di Alzheimer è un motivo in più per limitare il consumo di zuccheri nella dieta”.

dal Web

Gino Strada: “Stanno cercando di anestetizzarci il cervello – Non è guerra al terrorismo, è guerra contro i poveri del mondo”

 

 Gino Strada

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Gino Strada: “Stanno cercando di anestetizzarci il cervello – Non è guerra al terrorismo, è guerra contro i poveri del mondo”

Oggi più che mai attuali le parole di Gino Strada, fondatore di Emergency: «…anestesia, è quella che stanno cercando di fare ai nostri cervelli, raccontandoci delle storie, delle grandi bugie».

«Tutti giorni ci dicono cose su come sta andando la guerra al terrorismo, parola ormai usata bipartisan, senza chiedersi neanche cos’è». Gino Strada è lucido e chiarissimo; ascoltiamolo con attenzione.

«Chi combatte quella guerra non ha nessuna credenziale per farlo» dice. «Credo che ci sia una sola via d’uscita; noi cittadini dobbiamo cominciare a riflettere con la nostra testa su cosa sta veramente succedendo. Quella che è in atto non è una guerra al terrorismo, ma una guerra contro i poveri del mondo, perchè restino poveri e siano sempre più poveri». «Dobbiamo riprendere in mano noi cittadini la situazione». «Un mondo senza regole e senza etica non sta in piedi».
Guarda QUI il video

Il mare fa bene al cervello e rende felici. Lo dice la scienza

mare

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Il mare fa bene al cervello e rende felici. Lo dice la scienza

Uno studio condotto in dieci anni di ricerca scientifica dimostra come l’acqua rilasci sostanze chimiche collegate alla felicità

 

Se siete malati di viaggi (una malattia che si chiama ‘wanferlust‘) questa notizia è per voi. Stare vicino all’acqua stimola il cervello. E’ quanto risulta da uno studio condotto in dieci anni di ricerca scientifica che dimostra come questo elemento rilasci sostanze chimiche collegate alla felicità, come la dopamina, la serotonina e l’ossitocina.

Lo riporta il sito ericazuanon.com che cita il libro di Wallace J. Nichols ‘Blue Mind: The Surprising Science That Shows How Being Near, In , On, Or Under Water Can Make You Happier, Healthier, More Connected, And Better At What You Do’(‘Mente Blu: la scienza sorprendente che mostra come stare vicino, sopra, dentro o sotto l’acqua possa renderti più felice, più sano, più connesso e migliore in ciò che fai’).

Lo studio dimostra come l’acqua – e quindi, mare, lago o fiume – porti al cervellocinque benefici fondamentali per la felicità:

1. Il colore blu da’ sollievo
A quanto pare il colore blu è anche il colore preferito del mondo. L’autore cita un progetto di ricerca del 2003, in cui è stato chiesto a 232 persone in tutto il mondo di indicare il proprio colore preferito. Ancora una volta è risultato essere il blu.

2. Stare lungo la costa rende più rilassati
Secondo uno studio citato nel libro, per calmarci a livello di subconscio, basta anche solo osservare un paesaggio marittimo: guardare immagini della natura, infatti, fa attivare le parti del nostro cervello associate “a un atteggiamento positivo, alla stabilità emotiva e al recupero di ricordi felici”.

3. L’acqua ringiovanisce le menti stanche
In uno studio del 1995 pubblicato su Environmental Psychology sono stati analizzati il rendimento e la concentrazione di due gruppi di studenti: uno a cui erano state assegnate stanze con vista più paesaggistica (alberi, laghi, prati) e un altro a cui erano state date stanze su vedute più urbane. Il primo gruppo non solo dava risultati più brillanti, ma dimostrava anche una maggiore capacità di attenzione.

4. Guardare le fotografie fa bene, ma l’acqua nella vita reale fa meglio
Secondo le risposte inviate durante uno studio con l’applicazione Mappiness (più di un milione), non solo le persone sono più serene quando stanno all’aria aperta, ma sono più felici del 5,2% quando si trovavano vicino a un corpo d’acqua.

5. L’acqua ci riporta al nostro stato naturale
Siamo connessi all’acqua fin dal principio della nostra vita. Il corpo è mediamente composto per il 75% da acqua e il mantenimento della quantità adeguata di idratazione è basilare per il corretto funzionamento dei nostri organi.

 

 

 

tratto da: http://curiosity2015.altervista.org/il-mare-fa-bene-al-cervello-e-rende-felici-lo-dice-la-scienza/