Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

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Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

Il giornalista Silvestro Montanaro, conduttore del programma RAI “C’era una volta”, racconta di come l’industria farmaceutica “crea” le malattie.

STRANAMENTE questa puntata è scomparsa dalle teche RAI

Guardate questo video. Ecco come speculano schifosamente sulla pelle nostra e dei nostri figli solo e solamente per fare soldi! Sciacalli!

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

 

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

 

Il Prof. Joseph L. Biederman, luminare della psichiatria, confessa “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli. Mi pagavano le Big Pharma”!

 

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Il Prof. Joseph L. Biederman, luminare della psichiatria, confessa “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli. Mi pagavano le Big Pharma”!

DENUNCIATO UNO DEI MASSIMI SPONSOR SCIENTIFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI: ERA A LIBRO PAGA DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO

UN ALTRO SCANDALO TRA MEDICI E CASE FARMACEUTICHE

Il Prof. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria presso la Harvard Medical School e direttore dell’Istituto di Psicofarmacologia pediatrica presso il Massachusetts General Hospital di Harvard, uno dei più autorevoli sostenitori al mondo della terapia a base di psicofarmaci sui bambini per problemi della Condotta e Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD), è a libro paga di una multinazionale farmaceutica.
GRAZIE A LUI BAMBINI IN TUTTO IL MONDO PRENDONO QUESTI PSICOFARMACI
A lui si deve in larga misura se a bambini di due anni è stata fatta diagnosi didisturbo bipolare e se sono stati trattati con un potente cocktail di farmaci,molti dei quali mai approvati per tale patologia dalla Food and Drug Administration (FDA) e nessuno dei quali autorizzato per minori di dieci anni.
L’esperto, sui cui lavori scientifici si basano anche in Italia molte strategie terapeutiche sui minoripubblicava studi clinici in teoria ‘indipendenti’ sull’efficacia dei farmaci, e contemporaneamente incassava denaro per consulenze private da parte dei produttori dei farmaci.
DENUNCIA DEL NEW YORK TIMES

L’autorevole quotidiano americano New York Times ha diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull’efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell’antipsicotico ‘Risperdal’, prima ancora di iniziarli.

L’esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata – il fatto che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo.

Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso ‘Concerta’ (metilfenidato, stesso principio attivo del Ritalin), psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti.
Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera mediatica e giudiziaria, anche per non aver saputo spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha tardivamente redatto una lettera di scuse e di assunzione di responsabilità, firmata con altri due colleghi coinvolti nell’inchiesta, che sta circolando in ambiente medico.

14 MILIONI DI BAMBINI SOTTO PSICOFARMACI NEGLI USA E SI COMINCIA ANCHE IN ITALIA

Come afferma Andrea Bertaglio autore di Medicina Ribelle. Prima la salute poi il profitto “Dalla Seconda Guerra Mondiale in avanti, negli Stati Uniti, il numero delle malattie psichiche diagnosticate è passato da 26 a 395, e ormai ai bambini si danno psicofarmaci come caramelle. Oltreoceano hanno superato l’impressionante numero di14 milioni quelli in terapia con psicofarmaci per il controllo delle più svariate sindromi del comportamento: dal miglioramento delle performance scolastiche, al controllo dell’iperattività sui banchi di scuola, alle lievi depressioni adolescenziali. E non è un problema solo americano. In Germania sono stati rilasciati lo scorso anno i dati dei bambini diagnosticati iperattivi e quindi probabilmente destinati a terapie farmacologiche: sono 750.000. In Francia, invece, quasi il 12% dei bimbi inizia la scuola elementare avendo già assunto una pastiglia di psicofarmaco. Vi sembra normale?

LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO 150.000 DOLLARI AL MINUTO CON GLI PSICOFARMACI

Il Big Pharma (l’appellativo dato all’industria farmaceutica) impiega un terzo dei ricavi e un terzo del personale per collocare nuovi medicinali sul mercato. Solo negli Stati Uniti, tra il 1996 e il 2001 il numero dei venditori di farmaci è cresciuto del 110%, passando da 42.000 a 88.000 agenti. Non solo, per promuovere i suoi nuovi prodotti questo settore spende ogni anno da 8000 a 13.000 euro per ogni singolo medico. Per quanto riguarda la vendita di psicofarmaci, visto che ne abbiamo parlato poco fa, secondo alcune stime i loro produttori hanno una fetta di mercato da cui incassano 80 miliardi di dollari ogni anno: sono più di 150.000 dollari al minuto.
Domandiamoci se veramente questi medicinali hanno fatto o stanno facendo bene ai nostri bambini. E fare bene non significa anestetizzare.

FONTE 

Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

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Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

La denuncia shock: Big Pharma ha corrotto 68.000 medici per spingere gli oppiacei mortali negli USA

Più di 68.000 medici hanno ricevuto pagamenti superiori a 46 milioni di dollari – nel giro di soli 29 mesi – dalle corporazioni farmaceutiche del goliath che spingono gli oppioidi antidolorifici, questo è uscito fuori in un’inchiesta innovativa su Big Pharma e l’epidemia di oppiacei legali e illeciti che affliggono gli Stati Uniti.

Il denaro ha spinto i medici a prescrivere i farmaci a base di oppiacei che hanno invaso le case delle famiglie americane.

“Il passo successivo consiste nel comprendere i legami tra i pagamenti, le pratiche di prescrizione e le morti per overdose” , ha dichiarato al Washington Post Scott Hadland, pediatra e autore dello studio pubblicato nell’American Journal of Public Health .

Secondo le stime, più di 1.000 persone a settimana hanno riportato danni fatali per overdose di droga nel 2015, hanno riferito i centri per la prevenzione delle malattie, e il picco è avvenuto durante i primi sei mesi dell’anno successivo – che i centri nazionali per le statistiche sanitarie attribuiscono in gran parte al forte aumento delle morti di oppiacei – in particolare, eroina e il potente antidolorifico sintetico, fentanyl.

A dispetto, i ricercatori del Boston Medical Center hanno trovato che le somme più grandi sono state date ai medici per spingere il fentanyl – un antidolorifico da 50 a 100 volte più forte della morfina, usato per il dolore estremo come il cancro, e altro ancora. Il fentanyl fabbricato, illegale all’estero, è tagliato con eroina.

Secondo l’inchiesta, il primo posto dei medici, circa 700, ha ricevuto l’82,5 per cento della somma totale dei pagamenti per gli oppiacei.

Per inciso, l’analisi dei dati pubblici dei centri medici e Medicaid Services ha rivelato che Big Pharma con il denaro per incentivare il commercio di opioidi, ha inondato ogni angolo degli Stati Uniti; Ma, l’Indiana, Ohio e New Jersey – i tre stati che hanno colpito il flagello oppiaceo a livello nazionale – hanno registrato il maggior numero di pagamenti ai medici per corromperli.

fonte: http://www.ninconanco.info/la-denuncia-shock-big-pharma-corrotto-68-000-medici-spingere-gli-oppiacei-mortali-negli-usa/

 

Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

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Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

Il sospetto c’è sempre stato. Chi fornisce ai “Cartelli” gli ingredienti per le loro porcherie? Chi produce questi “ingredienti” no?

Poi i sospetti diventano più forti quando leggi questo…

Big Pharma fornisce ai cartelli tonnellate di ingredienti per la produzione delle droghe

di L.M.P.I

I pubblici ministeri in Belgio hanno recentemente annunciato che i dirigenti delle aziende farmaceutiche, con sede nel paese, sono accusati per aver fornito consapevolmente ai cartelli della droga, i farmaci utilizzati per la fabbricazione di metanfetamine.

Le aziende sono accusate di aver fornito direttamente al boss della droga messicano Ezio Figueroa Vazquezdiverse tonnellate di efedrina, pur sapendo che sarebbe stata utilizzata per la produzione di metanfetamine.

I procuratori hanno riferito che ci sono sette dirigenti accusati, ma non hanno ancora reso di dominio pubblico i nomi e le società che rappresentano. Tuttavia, Reuters ha scoperto che Sterop e Andacon sono due delle tre aziende coinvolte.

Le aziende sostengono in difesa di  non avere idea di chi stava comprando i farmaci, ma i pubblici ministeri hanno le prove che i dirigenti invece avevano piena conoscenza del loro coinvolgimento. Il portavoce Eric Van Der Sypt, ha riferito che il boss Ezio Figueroa Vazquez ha ricevuto grandi spedizioni di efedrina da queste aziende tra il 2006 e il 2011, il cui costo si stima sui 360 milioni di euro.

Il neuroscienziato Carl Hart ha lanciato pesanti dichiarazioni nel 2016 su alcune case farmaceutiche, dimostrando tra l’altro che la struttura chimica del farmaco Adderall è quasi identica alla droga che invade le nostre strade, conosciuta come crystal meth. Non solo questi farmaci sono simili, ma sembra che Big Pharma sia la fonte di approvvigionamento necessaria per i cartelli criminali che la producono. Questa disposizione ha senso perché l’unico posto per ottenere grandi quantità di sostanze come l’efedrina sono le società farmaceutiche, alla maggior parte di queste aziende non interessa chi sono i clienti,  soprattutto se ci sono di mezzo milioni di dollari.

“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

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“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

 

Ma questo decreto era per immunità di gregge e la salute dei cittadini o per gli incassi delle aziende farmaceutiche?
A noi il dubbio viene… E a voi?

Anche i Codacons sospetta qualcosa:

VACCINI MONODOSE: CODACONS CRITICA IL MINISTRO LORENZIN

SONO AZIENDE FARMACEUTICHE A NON VOLERLI. DA VACCINI UNIFICATI PROFITTI MILIARDARI PER INDUSTRIA DEI FARMACI

Dure critiche del Codacons al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si è schierata oggi contro la possibilità di vaccini monocomponenti in Italia.
“L’unica verità è che sono le aziende farmaceutiche produttrici a non volere vaccini monocomponenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo lo hanno affermato le stesse industrie del farmaco, spiegando in modo inequivocabile come l’accorpamento di più vaccini permetta loro di fare profitti enormi e annullare la concorrenza nel settore. Non a caso l’ex Ministro della Sanità De Lorenzo è stato condannato in via definitiva per aver intascato una tangente da 600 milioni di lire dopo aver unificato due vaccini su richiesta di una casa farmaceutica”.
“Contrastare il vaccino monocomponente equivale a favorire le industrie del farmaco a totale svantaggio delle famiglie, aumentando le sostanze tossiche iniettate nei bambini ed impedendo in modo violento ai genitori di scegliere quali vaccinazioni somministrare ai propri figli” – aggiunge Rienzi.
E che l’accorpamento dei vaccini sia un business miliardario lo afferma in modo chiaro il Direttore della Glaxo SmithKline, Jean Stèphane, nel video pubblicato sul web alla pagina www.youtube.com/watch?v=TJWIINm52v0 dove spiega come la combinazione di più vaccini faccia arricchire le aziende farmaceutiche a danno della concorrenza.

da: https://codacons.it/vaccini-monodose-codacons-critica-ministro-lorenzin/

Ma VOI veramente pensate di votare ancora questa gente?

by Eles

 

 

Big Pharma: distruggete quei farmaci, così aumentiamo i prezzi – E questi non sono criminali?

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Big Pharma: distruggete quei farmaci, così aumentiamo i prezzi – E questi non sono criminali?

 

Da La Repubblica:

Big Pharma: distruggete quei farmaci, così aumentiamo i prezzi

Aspen Pharmacare accusata di aver eliminato forniture di medicinali anticancro per poter far lievitare i costi. Cresciuti nel Regno Unito del 1100%

di ENRICO FRANCESCHINI

LONDRA – Salta fuori un altro scandalo su Big Pharma. E stavolta fra le sue vittime c’è anche l’Italia. Sotto accusa è Aspen Pharmacare, un’azienda farmaceutica sudafricana che ha il quartiere generale europeo a Dublino. Tra il 2012 e il 2014, secondo rivelazioni del Times di Londra, la società discusse la distruzione di forniture di medicinali che possono salvare la vita a pazienti malati di leucemia e di altre forme di cancro del sangue, allo scopo di imporre aumenti fino al 4mila per cento dei prezzi dei prodotti ai propri clienti, tra cui la sanità pubblica italiana, spagnola, britannica e di altri paesi.

A causa degli aumenti, per esempio, il costo del Busulfan, un medicinale prescritto ai malati di leucemia, in Gran Bretagna è cresciuto da 5 a 65 sterline a confezione nel corso del 2013, un incremento del 1100 per cento. Nel 2009 la Aspen aveva acquistato i diritti per un portafoglio di farmaci oncologici da un altro gigante del settore, la GlaxoSmithKline (Gsk), per 273 milioni di sterline. In cambio, la Gsk ha ricevuto il 16 per cento della Aspen, che da allora ha rivenduto per 1 miliardo e 700 milioni di sterline (oltre 2 miliardi di euro).

I farmaci in questione sono efficaci nella terapie contro vari tipi di cancro del sangue, in particolare per curare bambini e anziani. Non esistono terapie alternative. L’anno scorso, dopo un’inchiesta analoga del Times, il governo britannico ha introdotto leggi che permettono allo stato di imporre a un’azienda prezzi più bassi se quelli fissati vengono giudicati eccessivi e legislazioni analoghe sono state approvate o sono in discussione altrove in Europa. Ma nel periodo dell’indagine del quotidiano londinese non esistevano restrizioni simili. E dunque Big Pharma aveva un solo limite agli aumenti indiscriminati dei prezzi: la propria coscienza. Che a quanto pare non ha frenato l’azienda sudafricana.

In base ai documenti ottenuti dal Times, la Aspen ha condotto “aggressivamente” i negoziati con il sistema sanitario nazionale italiano e con altri in Europa, creando artificialmente un deficit nelle forniture dei medicinali o minacciando di interromperle del tutto per costringere le autorità ad accettare le richieste di aumenti vertiginosi. Nell’ottobre 2013, scrive il quotidiano, Aspen avvertì l’Italia che avrebbe smesso di fornire i farmaci se il nostro governo non avesse accettato un incremento dei prezzi del 2100 per cento entro tre mesi. In seguito le autorità italiane hanno approvato forti aumenti, ma nel frattempo ci sono state carenze dei medicinali orchestrate appositamente dalla Aspen per mettere sotto pressione la nostra sanità.

Il giornale riferisce il caso di un farmacista italiano che scrisse alla Aspen e al distributore italiano lamentandosi che era costretto a scegliere a quale tra due famiglie con un bambino malato di cancro dare l’unica confezione di farmaco che aveva, come risultato delle mancate forniture da parte dell’azienda. E in Spagna, davanti alla iniziale resistenza delle autorità agli aumenti, un dirigente dalla Aspen rispose che se il governo non accettava gli aumenti, “l’unica possibilità” per l’azienda sarebbe stata quella di “donare o distruggere i medicinali”. In un’altra email, un funzionario della Aspen osserva che la società avrebbe potuto guadagnare di più vendendo in Spagna i farmaci destinati all’Italia, anche se ciò avrebbe lasciato l’Italia a corto dei medicinali necessari alle cure previste.

Interpellato dal Times, Dennis Dencher, amministratore delegato della Aspen Pharma Europe, afferma che gli aumenti dei prezzi erano “al livello appropriato per promuovere la sostenibilità a lungo termine” dei farmaci. E un portavoce della Gsk commenta che la sua azienda “non era coinvolta nelle decisioni sui prezzi dei medicinali, dopo averne venduti i diritti alla Aspen”. Tutti con la coscienza a posto, dunque. E ai malati una sola opzione: pagare di più o morire.

fonte: http://www.repubblica.it/salute/2017/04/14/news/aspen_farmaci_cancro_costo-162973391/

Perchè Big Pharma è cosi preoccupata dalla Cannabis terapeutica?

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Perchè Big Pharma è cosi preoccupata dalla Cannabis terapeutica?

Una tabella espone il perchè Big Pharma è cosi preoccupata dalla Cannabis

C’è un corpo di ricerca che mostra che l’abuso di antidolorifico e overdose sono più bassi negli Stati con leggi sulla marijuana medica.

Questi studi hanno generalmente affermato che quando la marijuana medica è disponibile i pazienti affetti da dolore stanno scegliendo sempre più questa scelta rispetto ai mortali narcotici da prescrizione. Ma questo è sempre stato solo una supposizione.

Ora un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Health Affairs , convalida questi risultati, fornendo una chiara evidenza di un anello mancante nella catena causale che va dalla marijuana medica alla caduta delle overdose dovute a farmaci.

Ashley e W. David Bradford,  ricercatori presso l’Università della Georgia, hanno perlustrato la banca dati di tutti i farmaci da prescrizione.

Essi hanno scoperto che, nei 17 Stati con una legge medico-marijuana in atto entro il 2013, le prescrizioni per antidolorifici e altre classi di farmaci sono notevolmente diminuite a confronto con gli stati che non hanno una legge medica sulla marijuana.

Le differenze erano abbastanza significative: Negli Stati con leggi sulla marijuana medica, il medico in media ha prescritto 265 minor numero di dosi di antidepressivi all’anno, 486 minor numero di dosi di farmaci per le crisi, 541 minor numero di dosi di anti-nausea e 562 minor numero di dosi di farmaci anti-ansia.

Ma il dato sorprendente è che in media il medico in uno stato con leggi sulla cannabis medica ha prescritto 1.826 meno dosi di antidolorifici in un dato anno.

 

Queste condizioni sono tra quelle per le quali la marijuana medica è più spesso approvato ai sensi delle leggi dello Stato, quindi immaginiamo cosa potrebbe accadere con una regolamentazione a livello federale e, perchè no, anche a livello globale.

Ma non solo per le condizioni già approvate: anche la Bradfords ha svolto un’analisi simile su categorie di farmaci che la cannabis non dovrebbe sostituire – come fluidificanti del sangue, farmaci antivirali e antibiotici – ed anche in questo caso vi è stata una diminuzione delle prescrizioni.

“Questo fornisce una prova evidente che i cambiamenti osservati nei modelli di prescrizione erano in realtà dovuti al passaggio delle leggi sulla marijuana medica”, scrivono.

In un comunicato stampa , l’autore Ashley Bradford ha scritto, “I risultati suggeriscono che le persone sono molto inclini ad usare la cannabis come medicina e non solo usarla per scopi ricreativi, qualora siano autorizzati a farlo.”

Una ruga interessante nei dati è il glaucoma, per i quali vi è stato un piccolo aumento della domanda per i farmaci tradizionali negli stati con leggi sulla cannabis medica. E’ abitualmente indicata come una condizione di approvazione ai sensi delle leggi, e gli studi hanno dimostrato che la marijuana fornisce un certo grado di sollievo temporaneo per i suoi sintomi.

Le Bradfords ipotizza che la breve durata del sollievo dal glaucoma fornito dalla marijuana – circa un’ora o giù di lì – potrebbe effettivamente stimolare  di più la domanda di farmaci per il glaucoma tradizionali. Pazienti affetti da glaucoma possono sperimentare un po’ di sollievo a breve termine dalla marijuana, che può spingerli a cercare altre, forse più solide opzioni di trattamento dai loro medici.

I numeri delle prescrizioni di antidolorifico negli stati marijuana medica sono suscettibili di causare qualche preoccupazione tra le aziende farmaceutiche. Queste aziende sono state a lungo in prima linea nell’opposizione alla riforma della marijuana, il finanziamento della ricerca da accademici anti-cannabis e incanalando dollari a gruppi contrari , come ad esempio la Coalizioni Comunità antidroga d’America, che si oppongono alla legalizzazione della marijuana.

Le aziende farmaceutiche hanno anche fatto pressioni alle agenzie federali direttamente per impedire la liberalizzazione delle leggi sulla marijuana.

In un caso, recentemente scoperto dall’ufficio del senatore Kirsten Gillibrand (DN.Y.) , il Dipartimento di Salute e Servizi Umani ha raccomandato che il THC di derivazione naturale, il principale componente psicoattivo della marijuana, sia spostato dalla Tabella 1 alla Tabella 3 Controlled Substances Act – una categoria meno restrittiva che riconoscerebbe l’uso medico del farmaco e renderebbe più facile la ricerca e la prescrizione.

Diversi mesi dopo che l’HHS ha presentato la sua raccomandazione, almeno una società che produce una versione sintetica del THC – che presumibilmente dovrebbe competere con qualsiasi di derivati naturali –  ha scritto alla Drug Enforcement Administration per esprimere opposizione alla riprogrammazione del THC naturale, citando “l’abuso potenziale in termini di necessità di crescere e coltivare colture sostanziali di marijuana negli Stati Uniti. ”

La DEA  in ultima analisi, ha respinto la raccomandazione dell’HHS  senza spiegazioni.

Siamo di fronte a qualcosa di clamoroso.

La Bradfords ha calcolato anche il risparmio in spesa sanitaria: hanno scoperto che circa 165 $ milioni sono stati salvati nei 17 stati con marijuana medica nel 2013.

In un calcolo di back-of, il risparmio di prescrizione sanitaria annuo stimato sarebbe quasi mezzo miliardo di dollari se tutti i 50 stati avessero attuato programmi simili .

“Tale importo avrebbe rappresentato poco meno dello 0,5 per cento di tutta la spesa sanitaria nel 2013,” calcolano.

Ma il solo risparmio di costi non sono una giustificazione sufficiente per l’attuazione di un programma medico-marijuana. La linea di fondo è una migliore salute, e la ricerca dei Bradfords mostra segni promettenti che i consumatori stanno trovando sollievo a base vegetale per le condizioni che altrimenti avrebbero richiesto una pillola per il trattamento.

“I nostri risultati e la letteratura clinica esistente implicano che i pazienti rispondono alla normativa sulla marijuana medica come se ci sono benefici clinici per il farmaco, che si aggiunge al crescente corpo di prove che suggeriscono che lo stato in Tabella 1 della marijuana è obsoleto,” conclude lo studio.

Lo studio prende in considerazione il risparmio netto sulla spesa per pazienti anziani: Precedenti studi hanno dimostrato che gli anziani sono tra i più riluttanti utenti medico-marijuana, così l’effetto netto della marijuana medica per tutti i pazienti sulle prescrizioni può essere anche maggiore.

Giusto per ricordarvelo – The Guardian: la Glaxo (quella dei nostri vaccini “obbligatori”) ha usato bambini orfani e neonati come cavie in esperimenti medici potenzialmente pericolosi !!

Glaxo

 

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Giusto per ricordarvelo – The Guardian: la Glaxo (quella dei nostri vaccini “obbligatori”) ha usato bambini orfani e neonati come cavie in esperimenti medici potenzialmente pericolosi !!

Secondo un’indagine di ‘The Observer’, bambini orfani e neonati fino a tre mesi sono stati utilizzati come cavie in esperimenti medici potenzialmente pericolosi sponsorizzati da aziende farmaceutiche, tra le quali la Glaxo. ad affermarlo è il famoso quotidiano inglese “The Guardian“.

Il gigante britannico Glaxo Smith Kline e’ coinvolto nello scandalo. L’azienda ha sponsorizzato esperimenti su bambini presso l’Incarnation Children’s Centre, una casa di cura di New York specializzata nel trattamento dei malati di HIV e gestita da un ente di carita’ che si spaccia per cattolico.

I bambini venivano infettati da HIV o nati da madre con HIV positivo. I loro genitori erano morti, non trattati o ritenuti indatti  a prendersi cura di loro.

Secondo i documenti ottenuti da ‘The Observer’, Glaxo ha sponsorizzato almeno 4 studi medici usando bambini ispanici e neri all’Incarnation Children’s Center.

Gli esperimenti

I documenti forniscono dati di tutti gli studi clinici negli Stati Uniti e rivelano che gli esperimenti sponsorizzati da Glaxo sono stati progettati per testare la ‘sicurezza e la tolleranza’ dei farmaci AIDS alcuni dei quali presentano effetti collaterali potenzialmente pericolosi. Glaxo produce una serie di farmaci destinati a trattare l’HIV tra cui l’AZT.

Normalmente i test sui bambini richiedono il consenso dei genitori, ma, poiche’ i neonati sono in cura, sono le autorita’ di New York a decidere.
Piu’ di 100 bambini sono stati utilizzati in 36 esperimenti-almeno quattro cosponsorizzati da Glaxo.

Alcuni di questi studi sono stati progettati per testare la tossicita’ di farmaco AIDS.
Uno ha esaminato la reazione nei bambini di sei mesi ad una doppia dose di vaccino contro il morbillo. Un altro riguarda il dosaggio di cocktail di sette farmaci contemporaneamente.

Nel 1997 un esperimento co-sponsorizzato da Glaxo ha usato i bambini per ottenere dati di tolleranza, sicurezza e farmacocinetica per i farmaci Herpes.
In un esperimento piu’ recente i bambini sono stati utilizzati per testare l’AZT.
Un terzo esperimento sponsorizzato da Glaxo e dall’impresa farmaceutica statunitense Pfizer ha esaminato la sicurezza a lungo termine di farmaci antibatterici nei bambini di 3 mesi.

Vera Sharov, Presidente dell’Alleanza per la Protezione della Ricerca Umana ha dichiarato che i bambini sono stati trattati come ‘animali da laboratorio’.

Fonte : https://www.theguardian.com/world/2004/apr/04/usa.highereducation

Traduzione e sintesi a cura di: nomassoneriamacerata.blogspot.it