Perché la cannabis fa tanto paura? Un semplice esempio: la cannabis terapeutica farebbe perdere a Big Pharma, solo negli Stati Uniti, più di 4 miliardi di dollari l’anno!

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Perché la cannabis fa tanto paura? Un semplice esempio: la cannabis terapeutica farebbe perdere a Big Pharma, solo negli Stati Uniti, più di 4 miliardi di dollari l’anno!

 

Report: la cannabis potrebbe togliere più di 4 miliardi di dollari l’anno a Big Pharma

Se la cannabis terapeutica fosse legalizzata in tutti gli Stati Uniti (ad oggi lo è in 29 su 50 Stati più il distretto federale di Washington D.C.) per condizioni come il dolore cronico, l’ansia e le crisi epilettiche, potrebbe togliere più di 4 miliardi di dollari l’anno all’industria farmaceutica americana.

La stima arriva da uno studio pubblicato nel maggio 2017 da New Frontier Data, fornitore di dati ed analisi alle imprese del cannabis business americano. “Ogni possibilità di alternative che potrebbero portare a ridurre l’uso di farmaci potrebbe rappresentare un punto di discussione convincente da un punto di vista pubblico”, ha dichiarato John Kagia, vice presidente esecutivo del settore analisi per l’azienda.

La base del lavoro di analisi è uno studio del 2016 dell’Università della Georgia che ha tracciato la spesa medica negli stati che legalizzavano la cannabis dal punto di vista medico. Secondo studi precedenti, dal 2010 al 2013 le prescrizioni sono diminuite per i farmaci in cui la cannabis medica potrebbe essere un’alternativa, con un risparmio annuo pari a 165,2 milioni di dollari solo per il 2013. Un rapporto di follow-updegli stessi ricercatori ha dimostrato che se la cannabis medica fosse legale a livello nazionale, i contribuenti potrebbero risparmiare 1,1 miliardi di dollari ogni anno sulle prescrizioni.

Kagia ha estrapolato la ricerca applicando il declino medio delle prescrizioni dell’11% alla spesa farmaceutica annuale per le più comuni condizioni per le quali viene prescritta la cannabis. Sono arrivati alle nove condizioni seguenti per esaminare nel loro studio: dolore cronico, disturbo da stress post-traumatico, disturbi del sonno, ansia, epilessia, dolore neuropatico, nausea e vomito indotta da chemioterapia, sindrome di Tourette e glaucoma.

New Frontier ha poi riesaminato i rapporti di ricerca di mercato per ogni condizione e ha calcolato la spesa farmaceutica entro il 2019, calcolando i costi totali che sono passati da 40 miliardi di dollari nel 2016 a più di 44 miliardi di dollari nel 2019. Stando all’ipotesi che la cannabis potrebbe sostituire l’11% del totale delle prescrizioni, il valore sarebbe di 18,5 miliardi di dollari: 4,41 miliardi di dollari nel 2016, 4,55 miliardi nel 2017, 4,7 miliardi nel 2018 e 4,86 miliardi nel 2019, secondo New Frontier.

Sembrano corre enormi, ma è solo una parte del mercato farmaceutico statunitense, con una spesa per farmaci prescritta di 425 miliardi di dollari nel 2015. Ma per alcune aziende, che si occupano di alcune terapie, l’effetto potrebbe essere più pronunciato.

New Frontier fa l’esempio di Pfizer Inc., che ha farmaci per condizioni come ansia, epilessia, glaucoma, depressione e crisi epilettiche. Pfizer, con sede a New York, che ha venduto 52,8 miliardi di dollari di farmaci nel 2016, potrebbe subire perdite per mezzo miliardo di dollari l’anno, secondo le stime di New Frontier.

“È ragionevole supporre che la marijuana medica abbia un effetto sulle vendite farmaceutiche, ma la stima precisa è difficile da immaginare”, ha affermato Robert Mikos, professore di diritto presso la Vanderbilt University Law School commentando lo studio su The Cannabist, sottolineando che: “Penso che ci siano aziende farmaceutiche preoccupate per l’impatto che la cannabis potrebbe avere sulle loro vendite”.

Dall’altra parte iniziano ad esserci anche le prime aziende farmaceutiche che iniziano a fare ricerca e finanziare studi con derivati della cannabis. La matematica di New Frontier potrebbe aver sbagliato qualche calcolo, ma ha evidenziato una tendenza che diventerà realtà negli anni a venire. “Se i dati sono accurati – ha concluso Mikos –  suggeriscono che c’è una parte significativa della popolazione che potrebbe beneficiare della legalizzazione della cannabis medica”.

Redazione di cannabisterapeutica.info

Report: la cannabis potrebbe togliere più di 4 miliardi di dollari l’anno a Big Pharma

Cosa fa Big Pharma pur di vendere? Una storia incredibile: la Montalcini, un farmaco che non supera neanche i test ma diventa tra i più venduti in Italia e un Nobel comprato…

 

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Cosa fa Big Pharma pur di vendere? Ecco la torbida storia di un farmaco che non supera neanche i test ma diventa tra i più venduti in Italia e di un Nobel comprato, condita da tanti nomi altisonanti come Montalcini, Andreotti e Poggiolini…

 

Montalcini, il Cronassial e Nobel rubati : una storia incredibile. Cosa fanno le industrie pur di vendere?

RITA LEVI MONTALCINI E IL NOBEL DELLA DISCORDIA.

C’è una storia tutta italiana che oggi voglio raccontarvi, perché implica un farmaco ben noto che molti hanno utilizzato. Il Cronassial.

Le malattie del sistema nervoso sono fra le più difficili da curare, e per molte di loro non c’è ancora una terapia risolutiva. Quelle degenerative, come il morbo di Alzheimer o quello di Parkinson, comportano la morte progressiva dei neuroni e non possono ancora essere fermate, né esistono metodi per sostituire le cellule che muoiono. Rita Levi Montalcini è stata il personaggio più rappresentativo delle neuroscienze italiane Gli studi della scienziata deceduta il 30 dicembre 2012 all’età di 103 anni si concentrarono sui meccanismi che determinano la sopravvivenza e la morte delle cellule nervose, in seguito a traumi e malattie o per via dell’invecchiamento. Il suo NGF (nerve growth factor) per il quale nel 1986 ricevette il Premio Nobel per la medicina è infatti una sostanza espressa naturalmente dal cervello, che supporta e favorisce la crescita e la sopravvivenza dei neuroni.

Il Nobel fu oggetto di contestazione nel 1994, in seguito alle dichiarazioni di Duilio Poggiolini, che stanco di trascinare la sua vita in una cella, inseguito da una valanga di accuse e da una salva di ordini d’ arresto, si decise a vuotare il sacco svelando i segreti piu’ nascosti della “Spectre” sanitaria internazionale, un’ organizzazione simile a quella descritta nei romanzi di James Bond. Dietro le quinte del sistema farmaceutico internazionale, spiegava, i tentacoli arrivano in ogni angolo del mondo, giungendo perfino a condizionare l’ assegnazione dei premi Nobel.

Il Re Mida della sanita’ , infatti raccontò ai giudici che perfino il Nobel conquistato da Rita Levi Montalcini nel 1986, grazie alla scoperta di una sostanza che fa riprodurre le cellule nervose (il “Nerve grow factor”), sarebbe il frutto d’ una manovra ordita dalla Fidia Farmaceutica, la multinazionale produttrice del Cronassial che finanzia le ricerche della Montalcini.
L’ industria, come sostiene Poggiolini, avrebbe investito 14 miliardi per strappare il prestigioso alloro. Una parte di questa somma sarebbe finita all’ Accademia reale delle scienze di Stoccolma, cui spetta il compito di scegliere i vincitori del premio. Un’ altra, invece, sarebbe stata riservata all’ illustre ricercatrice per sovvenzionarne gli studi. L’ obiettivo di una spesa cosi’ ingente? Beh, e’ facile supporlo: l’ immenso ritorno pubblicitario che si puo’ ottenere dal prestigioso riconoscimento scientifico. «Mi confido’ tutto il dottor Della Valle, allora amministratore delegato della Fidia Farmaceutica» disse Poggiolini disse ai giudici.

Nel carcere di Poggioreale, Ennio Arengi, già legale rappresentante della Fidia spa, confessò in cinque ore di interrogatorio di aver vanamente offerto denaro al professor Poggiolini per salvare il Cronassial, farmaco leader dell’ azienda. Di più: Arengi racconta dei rapporti esistenti tra la Fidia e il premio Nobel Rita Levi Montalcini e di quelli tra la casa farmaceutica, il senatore a vita Giulio Andreotti e il cardinale Fiorenzo Angelini soprannominato “Sua Sanità”.

«Certo, non nascondo che mi importunava vedere talvolta il mio nome legato a quello della Fidia. Ma pensavo che fosse il prezzo da pagare, non me ne importava niente pur di avere qualche aiuto per la ricerca. Se impediamo all’industria di aiutare il laboratorio, noi moriamo». Rita Levi Montalcini.

Andiamo per ordine.

Nel 1975 Francesco Della Valle, gestore della Fidia, piccola azienda farmaceutica di Abano (Padova) ottiene da Duilio Poggiolini, il corrotto dirigente del ministero della Sanità (sarà in seguito condannato, insieme alla moglie complice), la registrazione di un farmaco spacciato come miracoloso, il Cronassial. Pubblicizzato come curativo delle “neuropatie periferiche di natura dismetabolica o di altra origine anche decorrenti con manifestazioni infettive tossiche o traumatiche causate da malattie generali“.
Il Cronassial trova in Rita Levi Montalcini uno dei suoi più autorevoli sostenitori.
Il farmaco non supererà mai i test scientifici imposti dalla normativa e si rivelerà, nelle miglior delle ipotesi, un placebo e, nelle peggiori, addirittura dannoso.

Della Valle, che ha bisogno di referenti scientifici per far pubblicità al suo Cronassial, versa 50 milioni (del 1975, badate bene) a Rita Levi Montalcini, che perora contributi per la Fondazione Levi. Da questo momento i rapporti tra Levi Montalcini e Fidia si fanno sempre più stretti.
«La scienziata – dichiararono a Espansione i ricercatori della Fidia – segue le indagini di laboratorio e ne esamina i risultati», mentre il materiale promozionale dell’azienda rimarca il madrinaggio dell’illustre scienziata, che assurge, nei fatti se non nelle intenzioni, a capofila dei garanti scientifici della Fidia.

Nel 1986 la Levi Montalcini riceve, insieme a Stanley Cohen, il Nobel per la scoperta del fattore di accrescimento delle fibre nervose. Nel suo discorso di ringraziamento dinanzi alla stampa mondiale, la donna si rivolge riconoscente agli amici della Fidia che l’hanno aiutata nelle ricerche. Per Fidia e il suo Cronassial è un trionfo. Il Cronassial, che nei momenti di massima incidenza sul fatturato arriva all’82%, diventa il farmaco più venduto in Italia.
Il marketing aggressivo di Della Valle induce i medici a prescriverlo come cura di tutti i mali. Il Cronassial diventa uno dei 10 farmaci più venduti in Italia con fatturati da capogiro. La Fidia, che nel 1968, all’arrivo di Della Valle, fatturava 600milioni, balza a 420 miliardi e si colloca al quarto posto nella classifica delle industrie farmaceutiche.

La casa farmaceutica tedesca “Dr.Madaus” entra in rapporti con la Fidia e tenta di introdurre sul mercato tedesco il farmaco miracoloso. Nel 1983 l’Ufficio di Sanità tedesco nega il permesso perché il medicinale (un estratto di cervello di bovino e sale) non risponde alla qualità delle buone regole farmaceutiche e c’è il sospetto che provochi effetti dannosi.

Nel 1986 in Germania arriva il Cronassial, ma due anni dopo il Prof. Peter Berlit, neurologo di Mannhein dà la notizia che 5 pazienti curati con il Cronassial risultano affetti dalla sindrome di Guillain Barrè Strohl, una gravissima malattia neurologica che paralizza gli arti e uccide un paziente su dieci.
Il Cronassial è bandito dal mercato tedescoL’anno dopo, in Gran Bretagna, gli inglesi vietano la vendita del Cronassial, che è ricavato dal cervello di bue.
In seguito il farmaco sarà bandito anche dalla Spagna (per la Guillain-Barré) e in altri mercati, mentre negli Stati Uniti non otterrà mai la registrazione.

Inizia il tramonto di Della Valle, che i padroni della Fidia (misteriosi individui di una società anonima basata a Mendrisio,in Svizzera) cacciano. Della Valle si mette in proprio e fonda una microazienda, la Lifegroup. Levi Montalcini, che in tutto questo tempo non ha mai preso le distanze dai nefasti del Cronassial, dichiara: «L’uscita di Della Valle dalla Fidia minaccia la sopravvivenza della ricerca scientifica». Che invece sopravviverebbe alla Lifegroup, dove l’anziana premio Nobel dirotta la propria collaborazione.

Mentre negli altri Paesi o si rifiuta il farmaco o lo si ritira cosa avviene in Italia? Solo dopo diversi anni si proibisce ai medici generali di prescrivere la confezione da 100 mg, poi il Ministro Costa lo sospende, mentre il Consiglio Superiore di Sanità lo riabilita. In Inghilterra intanto si verificano 17 casi (tre mortali) di danni imputabili al farmaco. Poi scoppia il dramma mucca pazza (Il Cronassial è prodotto con cervello bovino).

Espansione chiese invano a Levi Montalcini un commento sulle disgrazie del Cronassial, nel frattempo fustigato anche dal British Medical Journal, una delle più autorevoli riviste scientifiche internazionali del settore. Le vendite del Cronassial crollarono del 95% finché persino l’Italia, nonostante le resistenze di Poggiolini, fu costretta a metterlo fuori legge.
Stampa e comunità scientifica internazionale spararono a zero contro «un farmaco in cerca di patologia», come lo battezzò Daniele Coen, ricercatore dell’Istituto Negri di Milano (presieduto da Silvio Garattini). Furono stigmatizzate le astuzie di Della Valle, la complicità dei medici prescrittori e le corruttele al ministero della Sanità.

Decine di migliaia di persone in Italia sono state “curate” con questo estratto di cervello bovino, per il quale finalmente, dopo anni giunse il requiem definitivo che si portò dietro il funerale della Fidia.

La sindrome di Creufeldt-Jacob (mucca pazza) nell’uomo ha una incubazione lunghissima. Le cavie sono solo cani, gatti e topi o anche uomini, come voi e come me?

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FONTI DI CONSULTAZIONE:

1993 – Angelini, il Richelieu dele medicine
Archivio la Repubblica 12 ottobre 1993
Alessandra Longo
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/10/12/angelini-il-richelieu-delle-medicine.html

1993 – Arrivano le manette pe i signori dei farmaci
Archivio la Repubblica 23 giugno 1993
A firma di p. c. l. f.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1993/06/23/arrivano-le-manette-per-signori-dei-farmaci.html

1994 – Poggiolini: soldi per assegnare il Nobel.
D’ Errico Enzo, Foresta Martin Franco
Corriere della Sera 15 febbraio 1994 – Pagina 5
https://web.archive.org/web/20151121052027/http://archiviostorico.corriere.it/1994/febbraio/15/Poggiolini_soldi_per_assegnare_Nobel_co_0_9402156716.shtml

1994 – «Nobel comprato? Non ne so nulla».
Archivio la Repubblica 22 febbraio 1994
Articolo a firma g. m.
http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/1994/02/22/nobel-comprato-non-ne-so-nulla.html

2002 – Quando la cavia è l’uomo
Il caso del farmaco Cronassial. A base di cervello di bovino, era letale.
L’inchiesta
Miliardi spesi per gli esperimenti sugli animali. Ma alle aziende non basta: il test finale è sulle persone.
di Oscar Grazioli [medico veterinario e giornalista]
Libero 10 novembre 2002
Sul sito http://www.dmi.unipg.it/mamone/univ/QUALIT.htm

2012 – L’eterna fidanzata della scienza
È morta ieri a Roma la grande biologa: aveva 103 anni. Scampò alle leggi razziali e conquistò il premio Nobel per la Medicina nel 1986. Era senatore a vita dal 2001
Marcello Foa – Il Giornale Lun, 31/12/2012 – 09:07
http://www.ilgiornale.it/news/cultura/leterna-fidanzata-scienza-869975.html

APPROFONDIMENTI:
Il lato oscuro della Montalcini: la vicenda Cronassial
The Cancer Magazine 10 marzo 2015
https://www.facebook.com/theCancerluigitosti/posts/1033327970014756:0

Via The Cancer Magazine

Big Pharma ora parla cinese… figuratevi in po’ come ora avranno cura della nostra salute!

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Big Pharma ora parla cinese… figuratevi in po’ come ora avranno cura della nostra salute!

 

‘Big pharma’ ora parla cinese: prima sede italiana di Techdow

La prima azienda farmaceutica orientale a commercializzare in Europa approccia uno dei più diffusi bisogni di sanità pubblica offrendo il primo biosimilare di enoxaparina sodica

Forte del fiorente mercato europeo di eparine, delle quali è primo produttore mondiale, Techdow Pharma apre la prima sede in Italia che, con circa 250 milioni di euro di spesa annua, è per la multinazionale cinese uno dei più importanti paesi d’esportazione dell’enoxaparina sodica a basso peso molecolare. Dopo UK, Germania e Polonia, l’azienda lancia anche sul mercato italiano il biosimilare della molecola anticoagulante più utilizzata in Europa nella profilassi e trattamento delle malattie tromboemboliche, in particolare per prevenire il tromboembolismo venoso (TEV) e la trombosi venosa profonda (TVP) sua principale manifestazione.La prima è una condizione in cui si formano coaguli nel torrente circolatorio venoso e può causare TVP, ovvero ostruzione completa o parziale di una o più vene dell’addome e delle pelvi. Negli suoi oltre 20 anni di storia, la multinazionale cinese è diventata fornitore di eparine dei Big Pharma europei. Considerazioni epidemiologiche e demografiche inducono a ipotizzare un alto grado di penetrazione del nuovo biosimilare. Innanzitutto in Italia l’incidenza di TVP è di circa 1 ogni mille soggetti all’anno ma aumenta esponenzialmente tra i 70 e 80 anni d’età (si parla di 5-25 nuovi casi ogni mille persone), circostanza non trascurabile in un paese con una popolazione che invecchia e vive più a lungo. La TVP, come ha spiegato il professor Andrea Stella, presidente della Società Italiana di Chirurgia Vascolare ed Endovascolare “se non trattata tempestivamente con anticoagulante può portare a Trombo Embolia Polmonare, quando un trombo distaccato dalla sede d’origine raggiunge il polmone seguendo la circolazione venosa verso il cuore e ostruisce un’arteria polmonare provocando morte improvvisa a seguito di insufficienza respiratorianel 50 per cento dei casi”. Occorre ricordare che la TEV è al terzo posto per causa di morte nella popolazione generale e al primo posto nella popolazione ospedalizzata.

Le situazioni più a rischio d’insorgenza di TVP sono quelle di prolungata immobilizzazione, come interventi chirurgici, traumi, gravidanza, eventi cardiovascolari maggiori come ictus o malattie croniche come diabete in particolare in presenza di emodialisi, ossia quando sussiste il rischio di formazione di coaguli nella circolazione extracorporea. In tutte queste circostanze, come nelle arteriopatie periferiche con ischemia critica agli arti inferiori,  è indicata la profilassi con eparine a basso peso molecolare (EBPM) che hanno basso rischio emorragico e azione prolungata nelle 24 ore. “Noi ortopedici siamo grossi prescrittori di eparina a basso peso molecolare – spiega la dottoressa Chiara Fossati, specialista in Ortopedia e Traumatologia – Protesica d’anca, ginocchio, artroscopia sono solo alcune delle applicazioni di questi farmaci in chirurgia ortopedica. Il bisogno di anticoagulazione è evidente se si tiene conto che l’Indicazione di profilassi con eparine a basso peso molecolare (EBPM) è di 35 giorni per la protesi d’anca e del ginocchio come indicato dal ‘Consenso Intersocietario Italiano del 2013’. Il rischio in ortopedia protesica maggiore di TEV in pazienti non trattati è del 50 per cento, quello di embolia polmonare è del 6 per cento”. Rispetto alle eparine non frazionate, che hanno catene polimeriche più lunghe, sono somministrate per via intravenosa o in infusione e necessitano di monitoraggio, le EBPM si somministrano per via sottocutanea a domicilio, dove il paziente trascorre quasi tutto il decorso post-operatorio, essendo ormai sempre più ridotti i tempi di ospedalizzazione. Queste caratteristiche adattano il farmaco alle necessità del paziente perché le EBPM offrono la possibilità di stabilire la dose in base al peso corporeo.

Sotto il profilo dell’efficacia e della sicurezza il biosimilare di enoxaparina sodica prodotto da Techdow è equivalente a quello del farmaco originator, quello a cui si riferisce in termini biologici e registrato in precedenza, come dimostrano i risultati dei test pre-clinici e i trial clinici necessari per l’autorizzazione all’immissione in commercio. Il professor Filippo Drago, direttore di del Dipartimento di Scienze Biomediche e Biotecnologiche dell’Università di Catania ha affermato la ‘superiore dignità’ del farmaco biosimilare rispetto al ‘generico’: “Biosimilare non va confuso con ‘generico’ perché è equivalente in termini clinici al farmaco registrato precedentemente. Il generico viene registrato dall’Agenzia Europea dei Medicinali (EMA) e dall’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFa) sulla base di una bioequivalenza esclusivamente cinetica (concentrazione plasmatica) ma senza prove di equivalenza terapeutica. Il biosimilare, invece, deve dimostrare equivalenza in termini di efficacia e sicurezza rispetto all’originator”. Non dobbiamo quindi farci spaventare dalla provenienza cinese della enoxaparina di Techdow che è stata sottoposta a uno scrupoloso esercizio di comparabilità richiesto dall’EMA per attestare sovrapponibilità analitica, pre-clinica e clinica. Gli effetti simili sui fattori della coagulazione del sangue sono stati accertati da un trial clinico di fase I su 20 soggetti sani ma l’azienda ha liberamente condotto un altro trial clinico di fase III mettendo a confronto biosimilare e originator in pazienti sottoposti a chirurgia del ginocchio, per un totale di 299 soggetti in 14 centri europei. Anche questa indagine ha confermato la perfetta sovrapponibilità del biosimilare di enoxaparina sodica a basso peso molecolare con l’originator. Tutti questi benefici si sommano a quello economico: il farmaco di Techdow costerà il 26 per cento meno. Con una penetrazione del farmaco del 15 per cento nel primo anno, del 23 per cento nel secondo e del 30 per cento nel terzo è possibile stimare un risparmio progressivo da 5,1 a 13, 6 milioni l’anno e, a tendere, ca 34 milioni. Sono stime che fanno intravedere buone possibilità d’investimento in ricerca per lo sviluppo di nuove soluzioni terapeutiche. (MARTINA BOSSI)

 

fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/salute/13266019/big-pharma-ora-parla-cinese-prima-sede-italiana-di-techdow.html

Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

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Big Pharma, il business è inventare malattie per vendere farmaci a gente sana! Ecco l’agghiacciante documentario RAI, stranamente sparito dalle teche!

Il giornalista Silvestro Montanaro, conduttore del programma RAI “C’era una volta”, racconta di come l’industria farmaceutica “crea” le malattie.

STRANAMENTE questa puntata è scomparsa dalle teche RAI

Guardate questo video. Ecco come speculano schifosamente sulla pelle nostra e dei nostri figli solo e solamente per fare soldi! Sciacalli!

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

 

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business del Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

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L’insaziabile avidità che uccide: il modello di business di Big Pharma

Le grandi case farmaceutiche negli Usa sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane. In realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. La multinazionale Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita, ma è solo teoria. Stamani al Festival dell’Economia di Trento, l’economista William Lazonick, ha affrontato questo tema spiegando il settore farmaceutico statunitense e presentando la sua teoria basata sull’impresa innovativa che torna ad essere comunità, dove capitale e lavoro si mescolano per produrre beni e servizi.

Roberto Mania, giornalista di Repubblica, ha introdotto la lezione del professor William Lazonick, economista dell’Università del Massachusetts a Lowell, illustrando come negli anni, durante la cavalcata dell’ideologia liberista, sia mancato un pensiero critico, una voce alternativa. Abbiamo assistito alla disgregazione sociale, alla nascita delle disuguaglianze, al cambiamento delle periferie del mondo, alla perdita di ruolo delle classi sociali, al declino della classe media in Europa e negli Stati Uniti. In questo scenario Lazonick è stato una voce critica, ancora in tempi non sospetti, e comprendendo che quel capitalismo finanziario aveva una visione corta, senza futuro, è approdato alla teoria dell’impresa innovativa per ricomporre i cocci di un capitalismo senza un ruolo. Il suo percorso intellettuale si basa sull’idea dell’impresa innovativa che torna ad essere comunità, con una funzione comunitaria, che mescola capitale e lavoro per produrre beni e servizi.
William Lazonick oggi si è concentrato sul settore farmaceutico statunitense nel quale è viva una discussione su come vengono utilizzati i profitti dei farmaci. In tutti settori può accadere che i profitti ottenuti da alcune industrie servano ad acquistare azioni delle società stesse, ma a questo modello si sono adeguate anche le case farmaceutiche: anche se sostengono che gli alti profitti ottenuti con prezzi alti dei farmaci servono a finanziare le ricerche innovative volte a salvare vite umane, in realtà quei proventi vengono utilizzati per comprare azioni delle stesse società, mentre viene ristretto l’accesso ai farmaci e si pongono freni all’innovazione. Negli Stati Uniti le medicine costano il doppio. Big Pharma giustifica questo nell’investimento in innovazione per produrre medicine per migliorare la qualità della nostra vita. In realtà negli Stati Uniti le multinazionali come Big Pharma non sviluppano più nuovi farmaci ma acquisiscono altre aziende farmaceutiche che brevettano farmaci; ci sono poi le aziende della New Economy, che presentano un approccio più speculativo, ovvero hanno sviluppato farmaci a maggiore diffusione, a poco prezzo, e giocando sulla quantità e grazie ai finanziamenti pubblici per le start up, non solo hanno guadagnato parecchio, ma hanno capito che potevano guadagnare ancora di più senza sviluppare nuovi farmaci.
E’ Medici Senza Frontiere che lancia l’allarme, affermando che i farmaci necessari non vengono prodotti perché le aziende si concentrano su quelli che fanno guadagnare di più. Addirittura alcune aziende producono farmaci nocivi, con una avidità rapace e assassina per soddisfare gli assurdi compensi dei top manager (cifre inimmaginabili) invece che investire per produrre farmaci dedicati alla salute globale. Questo atteggiamento predatorio è basato quindi su una azione che si sofferma sugli effetti azionari invece che su quelli benefici, contraria all’obiettivo virtuoso di avere un prodotto di qualità ad un prezzo più basso.
Il professor Lazonick ha parlato della sua teoria incardinata sul processo innovativo definendolo incerto collettivo e cumulativo, ovvero dal futuro imprevedibile, che coinvolge una pluralità di soggetti e che richiede del tempo. E’ inutile negare che le aziende che sposano questo progetto si trovano spesso in difficoltà a causa del costo elevato dell’innovazione, ma nel momento in cui si raggiunge un prodotto di qualità, l’orizzonte è quello di ammortizzare i costi fissi. Quando si parla di innovazione in questo senso, è bene specificare che non si intendono solo investimenti nelle attrezzature ma soprattutto nelle risorse umane. Questo ha un effetto positivo per tutti gli stakeholder, compresi i consumatori.

fonte: https://www.trentinosalute.net/Notizie/L-insaziabile-avidita-che-uccide-il-modello-di-business-del-Big-Pharma

 

Il Prof. Joseph L. Biederman, luminare della psichiatria, confessa “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli. Mi pagavano le Big Pharma”!

 

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Il Prof. Joseph L. Biederman, luminare della psichiatria, confessa “approvavo psicofarmaci ai bambini con test fasulli. Mi pagavano le Big Pharma”!

DENUNCIATO UNO DEI MASSIMI SPONSOR SCIENTIFICI DELLA SOMMINISTRAZIONE DI PSICOFARMACI AI BAMBINI: ERA A LIBRO PAGA DELLE MULTINAZIONALI DEL FARMACO

UN ALTRO SCANDALO TRA MEDICI E CASE FARMACEUTICHE

Il Prof. Joseph L. Biederman, professore di psichiatria presso la Harvard Medical School e direttore dell’Istituto di Psicofarmacologia pediatrica presso il Massachusetts General Hospital di Harvard, uno dei più autorevoli sostenitori al mondo della terapia a base di psicofarmaci sui bambini per problemi della Condotta e Deficit di Attenzione ed Iperattività (ADHD), è a libro paga di una multinazionale farmaceutica.
GRAZIE A LUI BAMBINI IN TUTTO IL MONDO PRENDONO QUESTI PSICOFARMACI
A lui si deve in larga misura se a bambini di due anni è stata fatta diagnosi didisturbo bipolare e se sono stati trattati con un potente cocktail di farmaci,molti dei quali mai approvati per tale patologia dalla Food and Drug Administration (FDA) e nessuno dei quali autorizzato per minori di dieci anni.
L’esperto, sui cui lavori scientifici si basano anche in Italia molte strategie terapeutiche sui minoripubblicava studi clinici in teoria ‘indipendenti’ sull’efficacia dei farmaci, e contemporaneamente incassava denaro per consulenze private da parte dei produttori dei farmaci.
DENUNCIA DEL NEW YORK TIMES

L’autorevole quotidiano americano New York Times ha diffuso la notizia secondo la quale il Dott. Joseph Biederman, uno dei massimi esperti mondiali sul disturbo bipolare, aveva presentato i risultati dei propri trials clinici sull’efficacia del Risperidone a esponenti della Johnson & Johnson, azienda produttrice dell’antipsicotico ‘Risperdal’, prima ancora di iniziarli.

L’esperto, che ha redatto molte delle linee guida a livello internazionale che regolano la somministrazione di antipsicotici ai bambini, utilizzati anche su bambini iperattivi e distratti, citava apertamente e con certezza – in via anticipata – il fatto che le sperimentazioni di questa molecola sui minori avrebbero dato esito positivo.

Gli inquirenti hanno inoltre esibito email e documenti interni della multinazionale farmaceutica che dimostrano come la società intendesse servirsi del suo rapporto privilegiato con il dottor Biederman per aumentare le vendite degli psicofarmaci, incluso il famoso ‘Concerta’ (metilfenidato, stesso principio attivo del Ritalin), psicofarmaco per la sindrome “ADHD” (Iperattività e Deficit di Attenzione), con studi pilotati atti a ridimensionare i pericoli di effetti collaterali sui piccoli pazienti.
Il medico, che è al centro di una vera e propria bufera mediatica e giudiziaria, anche per non aver saputo spiegare in modo convincente la provenienza di ingenti somme in dollari sui propri conti bancari personali, ha tardivamente redatto una lettera di scuse e di assunzione di responsabilità, firmata con altri due colleghi coinvolti nell’inchiesta, che sta circolando in ambiente medico.

14 MILIONI DI BAMBINI SOTTO PSICOFARMACI NEGLI USA E SI COMINCIA ANCHE IN ITALIA

Come afferma Andrea Bertaglio autore di Medicina Ribelle. Prima la salute poi il profitto “Dalla Seconda Guerra Mondiale in avanti, negli Stati Uniti, il numero delle malattie psichiche diagnosticate è passato da 26 a 395, e ormai ai bambini si danno psicofarmaci come caramelle. Oltreoceano hanno superato l’impressionante numero di14 milioni quelli in terapia con psicofarmaci per il controllo delle più svariate sindromi del comportamento: dal miglioramento delle performance scolastiche, al controllo dell’iperattività sui banchi di scuola, alle lievi depressioni adolescenziali. E non è un problema solo americano. In Germania sono stati rilasciati lo scorso anno i dati dei bambini diagnosticati iperattivi e quindi probabilmente destinati a terapie farmacologiche: sono 750.000. In Francia, invece, quasi il 12% dei bimbi inizia la scuola elementare avendo già assunto una pastiglia di psicofarmaco. Vi sembra normale?

LE MULTINAZIONALI GUADAGNANO 150.000 DOLLARI AL MINUTO CON GLI PSICOFARMACI

Il Big Pharma (l’appellativo dato all’industria farmaceutica) impiega un terzo dei ricavi e un terzo del personale per collocare nuovi medicinali sul mercato. Solo negli Stati Uniti, tra il 1996 e il 2001 il numero dei venditori di farmaci è cresciuto del 110%, passando da 42.000 a 88.000 agenti. Non solo, per promuovere i suoi nuovi prodotti questo settore spende ogni anno da 8000 a 13.000 euro per ogni singolo medico. Per quanto riguarda la vendita di psicofarmaci, visto che ne abbiamo parlato poco fa, secondo alcune stime i loro produttori hanno una fetta di mercato da cui incassano 80 miliardi di dollari ogni anno: sono più di 150.000 dollari al minuto.
Domandiamoci se veramente questi medicinali hanno fatto o stanno facendo bene ai nostri bambini. E fare bene non significa anestetizzare.

FONTE 

Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

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Usa – Big Pharma ha corrotto 68.000 medici pur di rifilare alla gente oppioidi antidolorifici. Risultato? Oltre 1.000 casi a settimana di overdose da droga, anche fatali! …E parliamo della stessa Big Pharma che ora si frega le mani per i 10 vaccini obbligatori…

 

La denuncia shock: Big Pharma ha corrotto 68.000 medici per spingere gli oppiacei mortali negli USA

Più di 68.000 medici hanno ricevuto pagamenti superiori a 46 milioni di dollari – nel giro di soli 29 mesi – dalle corporazioni farmaceutiche del goliath che spingono gli oppioidi antidolorifici, questo è uscito fuori in un’inchiesta innovativa su Big Pharma e l’epidemia di oppiacei legali e illeciti che affliggono gli Stati Uniti.

Il denaro ha spinto i medici a prescrivere i farmaci a base di oppiacei che hanno invaso le case delle famiglie americane.

“Il passo successivo consiste nel comprendere i legami tra i pagamenti, le pratiche di prescrizione e le morti per overdose” , ha dichiarato al Washington Post Scott Hadland, pediatra e autore dello studio pubblicato nell’American Journal of Public Health .

Secondo le stime, più di 1.000 persone a settimana hanno riportato danni fatali per overdose di droga nel 2015, hanno riferito i centri per la prevenzione delle malattie, e il picco è avvenuto durante i primi sei mesi dell’anno successivo – che i centri nazionali per le statistiche sanitarie attribuiscono in gran parte al forte aumento delle morti di oppiacei – in particolare, eroina e il potente antidolorifico sintetico, fentanyl.

A dispetto, i ricercatori del Boston Medical Center hanno trovato che le somme più grandi sono state date ai medici per spingere il fentanyl – un antidolorifico da 50 a 100 volte più forte della morfina, usato per il dolore estremo come il cancro, e altro ancora. Il fentanyl fabbricato, illegale all’estero, è tagliato con eroina.

Secondo l’inchiesta, il primo posto dei medici, circa 700, ha ricevuto l’82,5 per cento della somma totale dei pagamenti per gli oppiacei.

Per inciso, l’analisi dei dati pubblici dei centri medici e Medicaid Services ha rivelato che Big Pharma con il denaro per incentivare il commercio di opioidi, ha inondato ogni angolo degli Stati Uniti; Ma, l’Indiana, Ohio e New Jersey – i tre stati che hanno colpito il flagello oppiaceo a livello nazionale – hanno registrato il maggior numero di pagamenti ai medici per corromperli.

fonte: http://www.ninconanco.info/la-denuncia-shock-big-pharma-corrotto-68-000-medici-spingere-gli-oppiacei-mortali-negli-usa/

 

Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

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Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

Il sospetto c’è sempre stato. Chi fornisce ai “Cartelli” gli ingredienti per le loro porcherie? Chi produce questi “ingredienti” no?

Poi i sospetti diventano più forti quando leggi questo…

Big Pharma fornisce ai cartelli tonnellate di ingredienti per la produzione delle droghe

di L.M.P.I

I pubblici ministeri in Belgio hanno recentemente annunciato che i dirigenti delle aziende farmaceutiche, con sede nel paese, sono accusati per aver fornito consapevolmente ai cartelli della droga, i farmaci utilizzati per la fabbricazione di metanfetamine.

Le aziende sono accusate di aver fornito direttamente al boss della droga messicano Ezio Figueroa Vazquezdiverse tonnellate di efedrina, pur sapendo che sarebbe stata utilizzata per la produzione di metanfetamine.

I procuratori hanno riferito che ci sono sette dirigenti accusati, ma non hanno ancora reso di dominio pubblico i nomi e le società che rappresentano. Tuttavia, Reuters ha scoperto che Sterop e Andacon sono due delle tre aziende coinvolte.

Le aziende sostengono in difesa di  non avere idea di chi stava comprando i farmaci, ma i pubblici ministeri hanno le prove che i dirigenti invece avevano piena conoscenza del loro coinvolgimento. Il portavoce Eric Van Der Sypt, ha riferito che il boss Ezio Figueroa Vazquez ha ricevuto grandi spedizioni di efedrina da queste aziende tra il 2006 e il 2011, il cui costo si stima sui 360 milioni di euro.

Il neuroscienziato Carl Hart ha lanciato pesanti dichiarazioni nel 2016 su alcune case farmaceutiche, dimostrando tra l’altro che la struttura chimica del farmaco Adderall è quasi identica alla droga che invade le nostre strade, conosciuta come crystal meth. Non solo questi farmaci sono simili, ma sembra che Big Pharma sia la fonte di approvvigionamento necessaria per i cartelli criminali che la producono. Questa disposizione ha senso perché l’unico posto per ottenere grandi quantità di sostanze come l’efedrina sono le società farmaceutiche, alla maggior parte di queste aziende non interessa chi sono i clienti,  soprattutto se ci sono di mezzo milioni di dollari.

“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

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“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

 

Ma questo decreto era per immunità di gregge e la salute dei cittadini o per gli incassi delle aziende farmaceutiche?
A noi il dubbio viene… E a voi?

Anche i Codacons sospetta qualcosa:

VACCINI MONODOSE: CODACONS CRITICA IL MINISTRO LORENZIN

SONO AZIENDE FARMACEUTICHE A NON VOLERLI. DA VACCINI UNIFICATI PROFITTI MILIARDARI PER INDUSTRIA DEI FARMACI

Dure critiche del Codacons al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si è schierata oggi contro la possibilità di vaccini monocomponenti in Italia.
“L’unica verità è che sono le aziende farmaceutiche produttrici a non volere vaccini monocomponenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo lo hanno affermato le stesse industrie del farmaco, spiegando in modo inequivocabile come l’accorpamento di più vaccini permetta loro di fare profitti enormi e annullare la concorrenza nel settore. Non a caso l’ex Ministro della Sanità De Lorenzo è stato condannato in via definitiva per aver intascato una tangente da 600 milioni di lire dopo aver unificato due vaccini su richiesta di una casa farmaceutica”.
“Contrastare il vaccino monocomponente equivale a favorire le industrie del farmaco a totale svantaggio delle famiglie, aumentando le sostanze tossiche iniettate nei bambini ed impedendo in modo violento ai genitori di scegliere quali vaccinazioni somministrare ai propri figli” – aggiunge Rienzi.
E che l’accorpamento dei vaccini sia un business miliardario lo afferma in modo chiaro il Direttore della Glaxo SmithKline, Jean Stèphane, nel video pubblicato sul web alla pagina www.youtube.com/watch?v=TJWIINm52v0 dove spiega come la combinazione di più vaccini faccia arricchire le aziende farmaceutiche a danno della concorrenza.

da: https://codacons.it/vaccini-monodose-codacons-critica-ministro-lorenzin/

Ma VOI veramente pensate di votare ancora questa gente?

by Eles