Come liberarsi dei migranti? Uccidendoli! …No, questa volta Salvini non c’entra. Lo dicevano a New Orleans poco più di 100 anni fa… Ah, dimenticavo. In quel caso quei sozzoni di immigranti da ammazzare erano gli ITALIANI!

 

 

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Come liberarsi dei migranti? Uccidendoli! …No, questa volta Salvini non c’entra. Lo dicevano a New Orleans poco più di 100 anni fa… Ah, dimenticavo. In quel caso quei sozzoni di immigranti da ammazzare erano gli ITALIANI!

 

La vignetta razzista anti-italiana del 1888

Fu pubblicata da un giornale americano e racconta storie e pregiudizi che ci sono familiari

Dicevamo che stavolta Salvini non c’entra… Ecco la vignetta razzista e anti-italiana originariamente pubblicata sul quotidiano di New Orleans The Mascot nel 1888. La vignetta si intitola “Per quanto riguarda gli italiani” e mostra alcune scene di vita degli immigrati italiani a New Orleans e alcuni consigli su come liberarsi di loro: arrestandoli e magari uccidendoli…

Beh, concetti forse non troppo lontani dai vari “ributtiamoli in mare, “sono contento se il barcone affonda”, “sono tutti delinquenti”, “portano povertà e malattie” e via dicendo, che sentiamo ormai troppo spesso…

Nella parte superiore della vignetta ci sono tre immagini e tre didascalie: si vedono delle persone sedute su un marciapiede, descritte come “una seccatura per i pedoni”; un gruppo di uomini che dormono in una stanza sovraffollata, descritta come “le loro camere da letto”, e infine un gruppo di uomini che litigano e combattono con coltelli e bastoni, “un rilassante passatempo pomeridiano”. La parte inferiore della vignetta, invece, contiene due immagini più crude: una con degli uomini in una gabbia che altre due persone stanno calando in mare da un molo, e una con quelli che sembrano dei poliziotti armati di manganello che arrestano gli italiani e li chiudono in un carro: la prima immagine è descritta come “il modo di liberarsi di loro”, la seconda come “il modo di arrestarli”.

Durante la seconda metà del Diciannovesimo secolo circa 10 milioni di italiani emigrarono verso gli Stati Uniti da tutte le regioni d’Italia. In particolare a New Orleans arrivarono moltissimi siciliani, grazie a una rotta navale che collegava Palermo e New Orleans. Molte delle persone che viaggiavano verso gli Stati Uniti lo facevano con l’idea di lavorare per qualche anno prima di tornare in Italia dalle loro famiglie e questo fece sì che per molti anni le comunità di immigrati italiani fossero particolarmente chiuse e isolate: imparare la lingua e integrarsi nella cultura statunitense non era una loro priorità. Come in molte altre città degli Stati Uniti dove arrivarono immigrati italiani, anche a New Orleans si sistemarono in un quartiere della città che venne soprannominato “Little Palermo”.

Come testimonia la vignetta del The Mascot, il sentimento anti-italiano era piuttosto diffuso nella popolazione locale, tanto da essere trattato apertamente dai giornali, che allora erano lontani come idea dai giornali attuali e più apertamente incentrati sulle opinioni e le argomentazioni di parte. Proprio a New Orleans nel 1891 ci fu uno dei più gravi episodi di violenza razzista contro la comunità italiana: il più grave linciaggio della storia degli Stati Uniti. Nel 1890 il capo della polizia della città David Hennessy era stato ucciso e la polizia aveva arrestato diversi membri della comunità italiana accusandoli dell’omicidio. Qualche mese dopo, nel 1891, un processo stabilì l’innocenza degli imputati e l’infondatezza delle accuse. La sentenza fu accolta con grande rabbia da una parte della popolazione di New Orleans, che il giorno dopo si radunò per “porre rimedio agli errori della giustizia”, come diceva un annuncio pubblicato su un giornale locale il 13 marzo del 1891. Il 14 marzo circa 3.000 persone si radunarono a Canal Street e la folla linciò 11 persone di origine italiana, nessuna delle quali legata al processo per l’omicidio di David Hennessy.

 

 

Tratto da: http://www.ilpost.it/2015/06/15/la-vignetta-razzista-anti-italiana-del-1888/

L’appello di Granosalus: CETA che fare? Per evitare il ciclone sul grano e sulla democrazia dite a Renzi e Berlusconi di non votare

 

 

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L’appello di Granosalus: CETA che fare? Per evitare il ciclone sul grano e sulla democrazia dite a Renzi e Berlusconi di non votare

Il ciclone del CETA potrebbe abbattersi sul nostro grano e sulla nostra democrazia. Il Canada potrebbe addirittura chiedere all’Italia il risarcimento per calo delle vendite di pasta fatta con il suo grano contaminato da Don, Glifosate e Cadmio. La Francia e il Belgio sono sul piede di guerra. E in Italia? La parola d’ordine è fermare Renzi e Berlusconi che hanno deciso di svendere la nostra democrazia e pure d’intossicarci!

Il Canada potrebbe chiedere all’Italia il risarcimento per calo delle vendite di pasta fatta con il suo grano. Vogliono continuare ad intossicarci a norma di legge!

E vogliono così pure continuare ad impoverire ulteriormente il mezzogiorno. L’ avevano fatto i piemontesi conquistando e depredando le casse del regno delle due sicilie. Adesso lo vogliono fare i canadesi imponendoci il loro grano contaminato.

Noi non ci stiamo! Così muore anche la democrazia. Far entrare provvisoriamente in vigore il CETA senza aspettare il sì definitivo degli Stati membri è un oltraggio alla democrazia ridotta ad una specie di self service per le multinazionali.

Quello che stà accadendo alla democrazia è molto pericoloso. La Commissione europea, scottata dall’ imbarazzante tira e molla politico durante l’anno scorso, vuole evitare l’iter lungo e tortuoso delle ratifiche nazionali.

E cosa si è inventata? L’ idea di spacchettare gli accordi commerciali per velocizzare la ratifica dei trattati. La componente commerciale degli accordi come il CETA verrebbe scorporata diventando esclusiva competenza europea. Le altre questioni, legate ai portafogli finanziari e agli investimenti, sarebbero oggetto di ratifiche nazionali.

L’ idea dello scorporo nascerebbe dal fatto che un pronunciamento della magistratura comunitaria su un accordo misto nei confronti di Singapore – che alla stregua dell’ accordo misto del CETA necessita di ratifica nazionale – giudicherebbe la competenza esclusiva di Bruxelles attesa la stragrande maggioranza di testi commerciali all’ interno dell’ accordo.

Ovvio che l’ idea dello scorporo non piace a molti paesi membri in un periodo in cui le opinioni pubbliche nazionali vogliono recuperare sovranità decisionale e vedono di cattivo occhio il libero commercio. Una giungla senza regole che impoverisce i territori e intossica i cittadini.

L’ hanno chiamata pertanto “corsia preferenziale” tesa proprio ad accelerare l’entrata in vigore del CETA.

L’ Italia si è detta finora favorevole alla ratifica comunitaria e il Senato discuterà il testo il prossimo 26 settembre. Pd e Forza Italia hanno riesumato il patto del Nazareno e sul Ceta volano spediti verso l’approvazione. Sono favorevoli a difendere la competenza esclusiva della Commissione. Un boomerang per la nostra agricoltura e democrazia! Il Belgio, invece, ha chiesto alla Corte Europea di Giustizia un parere sulla compatibilità del Ceta con i principi costitutivi dell’Unione Europea. E in Francia è bufera su Macron perché una Commissione di nove super esperti, nominata per valutare in maniera imparziale il Trattato, ha bocciato senza appello l’accordo con il Canada.

Siccome l’ ipotesi spacchettamento non richiede una formale proposta legislativa ma un semplice accordo tra i Ventotto e la Commissione, forse sarebbe il caso di dire a Renzi e Berlusconi di non accettare…

Altrimenti peggio per loro, le elezioni sono vicine e i cittadini gli faranno pagare un conto salato, specie se si (con)fondono…

fonte: http://www.granosalus.com/2017/09/22/ceta-che-fare-per-evitare-il-ciclone-sul-grano-e-sulla-democrazia-dite-a-renzi-e-berlusconi-di-non-votare/#more-2769

Piacenza, candidato promette di abolire la morte e di realizzare un vulcano e viene eletto! …Ma cosa vi aspettavate da un popolo che si è tenuto prima 20 anni Berlusconi e poi è passato a Renzi?

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Piacenza, candidato promette di abolire la morte e di realizzare un vulcano e viene eletto! …Ma cosa vi aspettavate da un popolo che si è tenuto prima 20 anni Berlusconi e poi è passato a Renzi?

A Piacenza c’è un candidato sindaco che supera la soglia di sbarramento ed entra in consiglio comunale.

Sembra una storia come tante, ma Stefano Torre non è un candidato “normale”. 52 anni, web designer con una laurea in ingegneria e un lontano passato da politico della Lega Nord, Torre si è fatto conoscere a Piacenza e in tutta Italia per alcune promesse assurde.

I video dei suoi interventi televisivi sono diventati virali e gli hanno attirato l’attenzione di tutto il popolo del web, divertito dalle sue bizzarre proposte. La più originale è probabilmente la realizzazione di un vulcano “trivellando il suolo fino alla crosta terrestre”, utilizzandolo sia per bruciare i rifiuti che per organizzare escursioni e gite. Sul vulcano, di cui bisognerà “gestire l’eruzione”, si potrà sciare e diventerà “un’attrattiva turistica visibile da Lodi, Cremona e Parma”.

E non è finita qui. Oltre al sogno di “alzare un muro per dividere Piacenza dalle città confinanti”, durante la campagna elettorale ha garantito che avrebbe dichiarato “guerra a Parma utilizzando i missili balistici del mio amico Putin”, coniare una nuova moneta, portare la Tour Eiffel in città e acquistare Cristiano Ronaldo per il Piacenza Calcio.

Niente in confronto alla “balla” più forte di tutte: l’abolizione della morte, facendo diventare “dei Matusalemme” gli abitanti della città e garantendo loro un divertimento duraturo mediante la “distribuzione gratuita di viagra per tutti i piacentini over 55”.

Sul suo sito Torre si presenta come web designer professionista. Esperto di ottimizzazione per i motori di ricerca, lavora per una web-agency di Piacenza della quale è amministratore e vanta altre competenze che vanno dalla grafica digitale all’esperienza da docente di web marketing.

Basta imbattersi in uno dei tanti video presenti sulla rete per rendersi conto che Torre è tutt’altro che ingenuo. Dotato di un’ottima proprietà di linguaggio, nei suoi interventi ha sempre descritto le sue assurde proposte con approccio estremamente serio. Chiaro l’intento di prendere in giro la politica tradizionale, incapace per lui di mantenere le promesse più banali.

Di qui le sue continue provocazioni, mirate a smitizzare la politica e sbeffeggiare i candidati seri (o presunti tali). Un piano che ha dato i suoi frutti dato che Torre, con quasi il 4 per cento dei voti, è riuscito a entrare in consiglio comunale.

Fonte: qui

il video QUI