Svezia, primo paese libero dal petrolio

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Svezia, primo paese libero dal petrolio

 

“Children should grow up in a toxin-free environment – 
the precautionary principle, 
the removal of dangerous substances 
and the idea that the polluter should 
pay are the basis of our politics”

Stefan Lovfen, primo ministro di Svezia

La Svezia vuole diventare la prima nazione del mondo totalmente fossil-free. L’ha annunciato il primo ministro Stefan Löfven alle Nazioni Unite.

Sono ambiziosi e ammirevoli: in concomitanza con gli imminenti incontri sul clima di Parigi (), la Svezia ha annunciato di voler accelerare il suo cammino verso le rinnovabili e contro i cambiamenti climatici. E così per il 2016 hanno stanziato ben 546 miloni di dollari solo per incentivare fonti non fossili nel paese.

In questo momento le fonti fossili generano il 20 per cento dell’elettricità del paese, il resto viene da un mix di fonti rinnovabili, in particolare dall’idroelettrico, e dal nucleare. Ma le centrali nucleari chiudono perché ormai obsolete e datate, e gli svedesi hanno deciso di non costruirne più di nuove. Sono le tre centrali di Ringhals 1 e 2 e Oskarshamn 2, la cui chiusura viene anzi anticipata. Ci si aspetta che le rinnovabili rimpiazzeranno il contributo energetico delle centrali chuise. E non solo: in Svezia hanno già chiuso centrali a carbone e addirittura uno degli aereoporti secondari di Stoccolma, il cui sito sarà trasformato in sito residenziate per persone a basso reddito. La Chalmers University of Technology ha già annunciato mesi fa il suo divestimento da fonti fossili.

Ma come funzionerà la transizione al fossil-free in questo paese di dieci milioni di persone, guidato da una coalizione fra verdi e social-democratici, con fabbriche e produttività da mantere? Si investirà di più in solare ed eolico, ricerca di base e infrastutture, in aumento dei servizi di trasporto pubblico, miglioramento dello stoccaggio di energia, di sistemi di isolamento terminco nelle costruzioni e una rete elettrica più efficente. A partire da adesso. Ad esempio già nel 2016 gli stanziamenti per il solare aumentano del 800 per cento. E gli investimenti non saranno solo in Svezia, ma anche con circa 40 milioni di dollari di investimenti in paesi in via di sviluppo per progetti “green“.

Lofven ricorda che alla base della sua politica c’é il principio di precauzione, l’idea che chi inquina paga e che nessun bambino merita di crescere in un ambiente tossico.

In realtà è da tanto che la Svezia segue la politica dell’energia green. Già dieci anni fa, nel 2005, il governo pubblicò “Making Sweden an Oil-Free Society” in cui si iniziava già a programmare verso una società green. Allora come oggi, gli svedesi non si sono dati una data, ma un obiettivo da perseguire, e sperano di essere leader ed esempio nelle rinnovabili nel mondo.

Sembra quasi una gara a chi nel mondo vuole liberarsi per prima dal petrolio – i vicini danesi per esempio hanno investito a lungo nell’eolico, generando quest’estate addirittura il 140 per cento della loro energia dall’eolico. La parte in eccesso è stata poi venduta a Svezia e Norvegia. L’Islanda già genera quasi il 100 per cento della sua energia dalle rinnovabili, in particolare il geotermico.

E in Italia? Matteo Renzi cosa annuncerà alle Nazioni Unite o agli incontri sul clima? Che vogliamo riempire l’Adriatico di trivelle? Che vogliamo fare buchi un po’ dappertutto, dal Veneto alla Sicilia? O che vogliamo fare tutto questo in barba alla volontà popolare?

di Maria Rita D’Orsogna*

* FISICA E DOCENTE ALL’UNIVERSITÀ STATALE DELLA CALIFORNIA, CURA DIVERSI BLOG. QUESTO ARTICOLO È STATO PUBBLICATO ANCHE SU DORSOGNA.BLOGSPOT.IT. MARIA RITA HA AUTORIZZATO CON PIACERE COMUNE A PUBBLICARE I SUOI ARTICOLI.

fonte: http://comune-info.net/2015/10/svezia-primo-paese-libero-dal-petrolio/

E’ stato scientificamente dimostrato che i pistacchi combattono il diabete meglio di qualsiasi cura. Perchè nessuno ce lo dice?

 

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E’ stato scientificamente dimostrato che i pistacchi combattono il diabete meglio di qualsiasi cura. Perchè nessuno ce lo dice ??

E’ stato scientificamente dimostrato che i pistacchi combattono il diabete riducendolo drasticamente meglio di ogni cura, ma tutti tacciono, costano poco…

Pistacchi contro diabete di tipo 2: arrivano nuove conferme dall’EuropeanCongress on Obesity che si è tenuto a Sofia, in Bulgaria, dal 28 al 31 Maggio. Una ricerca presentata nel corso del convegno e promossa da American Pistachio Growers, l’associazione ch rappresenta i coltivatori di pistacchio USA, suggerisce che il consumo di pistacchi potrebbe migliorare la resistenza all’insulina e quindi proteggere contro il diabete di tipo 2. Lo studio è stato condotto dalla Dott.ssa Mònica Bulló , Human Nutrition Unit, Faculty of Medicine and Health Sciences, Pere Virgili Institute for Investigating Health, Rovira i Virgili University, Reus, Spain, e dai suoi colleghi.

“Questa ricerca costituisce un’ulteriore e utile indicazione di come i pistacchi possano inserirsi vantaggiosamente nell’alimentazione quotidiana.” – afferma il professor Giorgio Donegani, presidente della Fondazione Italiana per l’Educazione Alimentare – “Non soltanto per i conosciuti effetti antiossidanti e protettivi verso le malattie cardiocircolatorie, ma anche per la prevenzione di una patologia in preoccupante crescita come il diabete, spesso associata a uno stile di vita poco sano, sia per quanto riguarda l’alimentazione sia per ciò che concerne la scarsa attività fisica.“
Il consumo di frutta secca a guscio avrebbe così un effetto benefico su patologie come il diabete di tipo 2 e le malattie cardiovascolari. La frutta secca a guscio è infatti ricca di acidi grassi insaturi che sono stati associati a un minor rischio di malattie croniche, come i disturbi cardiovascolari. Inoltre, contiene altri composti bioattivi con proprietà anti-infiammatorie e antiossidanti che sono benefici per la salute. Alcune evidenze ad oggi suggeriscono che il consumo di pistacchi può migliorare il metabolismo del glucosio, ma non ci sono studi che al momento valutino l’effetto della frutta secca a guscio sulla progressione del prediabete, uno dei fattori di rischio per lo sviluppo di diabete vero e proprio. In questo studio, i ricercatori avevano lo scopo di valutare l’effetto del consumo frequente di pistacchi sul metabolismo del glucosio e la resistenza all’insulina nei soggetti pre-diabetici. Afferma la dott.ssa Bullò : “La nostra ricerca suggerisce che il consumo regolare di pistacchi ha un effetto importante nel ridurre l’insulina e il glucosio, e potrebbe anche aiutare a contrastare alcune conseguenze metaboliche negative del pre-diabete“. Lo studio 54 persone sono state destinate a seguire per 4 mesi una dieta di controllo (CD) o una dieta ricca di pistacchi (PD, con 57g di pistacchi al giorno). Lo studio ha previsto 4 mesi di intervento per ciascuna dieta, con un periodo di riposo di due settimane: i partecipanti sono stati sottoposti a una delle due diete CD o PD per quattro mesi, con una pausa di due settimane, per poi sperimentare l’altra nei 4 mesi successivi. Le diete sono state adeguate per calorie e non differivano nella quantità di acidi grassi saturi e colesterolo. All’inizio e mensilmente, sono stati valutati parametri come le misure corporee, la pressione arteriosa, le abitudini alimentari e l’attività fisica. I campioni di sangue sono stati raccolti prima, all’inizio e alla fine di ogni periodo di intervento. I ricercatori hanno scoperto che non si sono verificate variazioni statisticamente significative nel BMI (indice di massa corporea) tra i periodi di osservazione. Il livello di glucosio a digiuno, l’insulina e i marcatori di insulino resistenza sono diminuiti significativamente dopo la dieta con pistacchio rispetto alla dieta di controllo. Rispetto ai partecipanti al gruppo CD , quelli del gruppo PD hanno mostrato una non statisticamente significativa diminuzione dei valori dell’emoglobina glicosilata (HbA1c), e una più alta ma non significativa riduzione nei livelli di colesterolo cattivo LDL , che è diventata però significativa quando alcuni partecipanti sono stati esclusi dalle analisi (5 partecipanti hanno abbandonato lo studio per motivi personali). Altri marker di rischio metabolico come fibrinogeno, GLP – 1, LDL ossidato e fattore piastrinico hanno mostrato tutti una riduzione statisticamente significativa dopo la dieta con pistacchio rispetto alla dieta controllo. Gli autori concludono: “Il consumo regolare di pistacchi potrebbe diminuire la resistenza all’insulina suggerendo un potenziale ruolo protettivo del pistacchio contro lo sviluppo del diabete di tipo 2 .”

tratto da: http://curiosity2015.altervista.org/e-stato-scientificamente-dimostrato-che-i-pistacchi-combattono-il-diabete-meglio-di-qualsiasi-cura-perche-nessuno-ce-lo-dice/

Giusto per tenerVi informati: altre due navi per Divella al porto di Bari. Altri 116 mila quintali di quella porcheria che all’estero chiamano grano. Altra immondizia che ci ritroveremo nel piatto!

 

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Giusto per tenerVi informati: altre due navi per Divella al porto di Bari. Altri 116 mila quintali di quella porcheria che all’estero chiamano grano. Altra immondizia che ci ritroveremo nel piatto!

 

Due nuove navi nel porto di Bari destinate a Divella. La prima arriva direttamente dalla Francia. La seconda è polacca ma ha fatto scalo in Spagna. Ancora in corso lo scarico della nave canadese PYXIS OCEAN di Casillo. Si attende l’arrivo a giorni di un’ altra nave canadese ed una australiana 

Divella, dopo aver già scaricato nei giorni scorsi quasi la metà della nave canadese Drawsko (l’altra metà è andata al porto di Ravenna), è in attesa di scaricare la nave MANISA COCO una General Cargo IMO 9306392 MMSI 244130572 costruita nel 2005, battente bandiera Olandese (NL) con una stazza lorda di 5581 ton, summer DWT 7601 ton. La portarinfuse è partita da FOR SUR MER (FRANCIA) il 5 ottobre 2017 alle ore 18:36 ed è arrivata al porto di Bari il 9 ottobre alle ore 14:30. La nave ha un carico stimato di circa 63 mila quintali di grano. Destinazione DIVELLA

La seconda nave KOMET III è una General Cargo IMO 8919831 MMSI 305312000 costruita nel 1990, battente bandiera Antigua Barbuda (AG) con una stazza lorda di 4169 ton, summer DWT 4752 ton. La portarinfuse è partita da Ceuta  (SPAGNA) il 4 ottobre 2017 alle ore 14:00 ma proveniva da GDYNIA (POLONIA) ed è arrivata al porto di Bari il 9 ottobre alle ore 11:00. La nave ha un carico stimato di circa 53 mila quintali di grano. Destinazione DIVELLA

Nel porto di Bari procedono le operazioni di scarico della nave canadese con 600 mila quintali di grano destinata a Casillo. La  gigantesca portarinfuse PYXIS OCEAN  era arrivata a Bari il 24 settembre ma non ha ancora completato le operazioni.

fonte: http://www.granosalus.com/2017/10/10/due-navi-per-divella-al-porto-di-bari-altri-116-mila-quintali-di-grano-estero/

Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti – Ecco chi e come lucra sulla nostra pelle!

 

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Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti – Ecco chi e come lucra sulla nostra pelle!

Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti

Stanno ricomparendo i virus; si aggirano di nuovo intorno a noi, pronti a elargire lauti guadagni a qualcuno; preoccupazione, disagi, malesseri e quant’altro a tutti gli altri.

I virus ormai hanno una storia alle spalle, che è bene ricordare, essendo i protagonisti della medesima, ancora tutti al loro importante posto di manager aziendali o ministeriali o scienziati affermati, eletti deputati. Persone che continuano le loro attività come fossero gli autori di gesti degni di encomio, come aiutare le vecchiette ad attraversare la strada o portare da mangiare ai poveri o accudire gli ammalati. Purtroppo per questi signori le amorevoli cure sono robetta da quattro soldi per sfigati di poco conto; loro amano i soldi, quelli veri, che si fanno senza andare in galera, senza scassinare casseforti, senza pistole e mitra alla mano. Non ne hanno bisogno, sono avanguardie, ben oltre la piccola, insignificante delinquenza comune, loro trafficano i VIRUS dai nomi da agente segreto H7N3 volgarmente chiamato “aviaria” o H5N1 “ aviaria umana”

Il 3 aprile 2014 L’ESPRESSO esce con una inchiesta terrificante, condotta dai NAS e dalla procura di Roma, nella persona del giudice Giancarlo Capaldo. Rimando alla lettura integrale di questi avvenimenti ricostruiti in un ottimo articolo di Lirio Abbate sull’Espresso, per comprendere quello che certi manager e scienziati sono capaci di fare e quanti soldi sono capaci di guadagnare sulla nostra pelle. Noi cittadini ignari ma anche ignoranti, subiamo e senza volere, ma anche volendo, assecondiamo questi schifosissimi crimini con il disinteresse, la rassegnazione e non solo. Abbiamo la responsabilità di condividere con questa gente l’idea forte del valore del business, considerato come unico valore nel nostro universo mentale, continuiamo a credere che la ricchezza materiale sia l’unica ricchezza possibile a cui tutti aspiriamo con tutta l’anima nostra, di chi ancora ce l’ha.

Questo il titolo e abstrac dell’espresso:

Il business segreto della vendita dei virus che coinvolge aziende e trafficanti.

Ceppi di aviaria spediti in Italia per posta. Accordi tra scienziati e aziende. L’inchiesta segreta dei Nas e della procura di Roma ipotizza un vero e proprio traffico illegale. E nel registro degli indagati c’è un nome eccellente: quello di Ilaria Capua, virologa di fama e deputato. Che respinge le accuse.

Fonte: http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/04/03/news/salute-quel-business-segreto-della-vendita-dei-virus-1.159618

Ora è arrivato Zika, un virus non grave, che provoca sintomi simili a una normale influenza ed è trasmesso da una zanzara, famosa per la sua storia. La zanzara Aedes, a cui si ricollega la diffusione del virus, è una zanzara geneticamente modificata, per combattere la febbre Dengue, introdotta nelle foreste brasiliane dal 2011 dalla società di biotecnologie Oxitec, finanziata da Bill & Melinda Gates, che nella sede brasiliana di Campinas ne produce a milioni. In Brasile però nel 2015 sono nati 4000 bambini microcefali, contro una media di 150 casi all’anno. Pare che le madri fossero state tutte vaccinate con un vaccino di nuova generazione TDAP, studiato dalla Vanderbilt University su cospicua donazione dei coniugi Gates, vaccino non testato, di cui non è stata dimostrata la sicurezza per l’uso in gravidanza. Da qui la fretta di attribuire alla zanzara aedes e quindi al virus Zika la responsabilità della pandemia e relative conseguenze.

Pare quindi che non si dovrebbe avere tanto paura del virus, quanto piuttosto di tutti quelli che gli girano intorno e che si muovono come sempre per seminare insicurezza e panico, inseguendo oscuri progetti.  Ma la paura si è già ampiamente diffusa, aiutata dalle dichiarazioni dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che come i ministeri della salute sono specializzati nel tranquillizzare, allarmando. Sale di conseguenza la richiesta del vaccino immediato, che per ora non c’è.

Forse è il momento di riflettere: probabilmente dobbiamo imparare a cambiare qualcosa e possiamo riuscire soltanto vedendo e capendo o anche solo subodorando i giochi, sulla nostra pelle. Se la magistratura di Roma può documentarci con le registrazioni telefoniche, che esistono dei personaggi che si spediscono i virus per posta, telefonando alle moglie di metterli nel congelatore di casa, possiamo azzardarci a capire che questa diffusione è diventata un giochino molto ripugnante, ma molto facile, tutto sommato! Giochino molto redditizio; ci siamo veramente in tanti al mondo!

Se poi proviamo ad allargare un pochino le nostre capacità mentali, non vedo perchè debbano riuscirci solo i delinquenti di ogni tipo, e pensiamo alle scie chimiche e a tutto quello che può essere messo dentro le aviocisterne…alla produzione di zanzare, non bastasse la moltiplicazione naturale…dobbiamo con urgenza imparare a cambiare qualcosa.

Zika può essere l’occasione giusta: è giunto il momento di reagire alla paura e, invece di chiedere dei vaccini, possiamo imparare a rivolgerci a noi stessi, dobbiamo provare a fidarci di noi. Riprendiamoci il Pianeta, fa parte di una associazione più ampia, l’associazione Atman, che si dedica da molti anni a studi di Conoscenza dell’Essere Umano, del Pianeta, dell’Universo, della Vita e delle sue Leggi. Ci è familiare guardare dentro di noi alla ricerca del bandolo della matassa per riuscire a sgarbugliare tutto il contorto della vita. Per rimanere esclusivamente aderenti al tema, stiamo sperimentando da più anni quello che sostiene anche la medicina tradizionale: i virus per attecchire debbono trovare un terreno adatto a loro; mantenendo un tono vibrazionale il più elevato possibile, i virus non trovano la possibilità di attecchire. Che è come dire che al di là del vaccino, che, se anche ci fosse noi non lo faremmo, ma al di là di qualunque vaccino otteniamo l’immunità con l’ osservazione costante dei nostri pensieri-emozioni e azioni, verificando la loro rispondenza alle qualità superiori della nostra anima.

Le reazioni dell’uomo di fronte al pericolo sono sempre state aderenti al proprio livello evolutivo.

L’uomo delle caverne non aveva strumenti per reagire alla paura, se non la violenza di fronte ad un nemico evidente. L’uomo più evoluto è riuscito ad affrontare la paura con la mente razionale; scegliere un vaccino di fronte alla prospettiva di una pandemia è il modo razionale di affrontare la paura.

Ma oggi la vita ci chiede di fare di più e non solo per non fare arricchire gli speculatori o per non favorire propositi criminali di eugenetica, ma anche e soprattutto per scoprire le infinite e meravigliose potenzialità dell’Essere Umano, che può molto di più di quello che gli consente l’aderenza alla mente razionale.

Scoprire che ci si può difendere dal male con le proprie forze, è solo un primo passo che può aiutare l’Umanità a realizzare la sua completa libertà dal male, anzi da tutti i mali, che hanno origine, come ci hanno spiegato i veri maestri, nell’ignoranza o non conoscenza della nostra natura e delle nostre potenzialità che richiedono oggi di essere conosciute e quindi realizzate. Si può fare di più.

fonte: primapaginadiyvs.it

 

“NATURALE” – La leva che muove il mercato del cibo. Ma cosa ci rifilano con questo aggettivo?

 

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“NATURALE” – La leva che muove il mercato del cibo. Ma cosa ci rifilano con questo aggettivo?

 

Cercasi cibi e prodotti naturali. Che sia una “moda” o un’approfondita e argomentata richiesta, di certo i consumatori sembrano sempre più propensi a circondarsi di prodotti che rispondano a questo requisito.

 

Del resto, che l’interesse verso prodotti “naturali” sia crescente, lo ha dimostrato anche l’Osservatorio Sana 2017, il Salone internazionale del biologico e del naturale che si è tenuto come ogni anno a Bologna, agli inizi di settembre. Secondo Nomisma, le famiglie acquirenti che hanno fatto almeno un acquisto consapevole di un prodotto bio negli ultimi 12 mesi sono salite al 78% del totale (5 anni fa la percentuale era parti al 53%). Tra chi, invece, è già legato al bio, il 60% acquista prodotti di frequente(almeno una volta alla settimana). Altro dato è quello che rileva che l’89% di chi ha iniziato ad acquistare bio da alcuni anni continua a farlo.

Cosa è percepito come “naturale”?

Bio a parte (o meglio, bio incluso), cosa significa “naturale” per chi fa acquisti?

Il gruppo Hero, azienda internazionale del settore alimentare specializzata nella commercializzazione di prodotti di marca (marmellate, prodotti per bambini, barrette, ma anche prodotti senza glutine e finalizzati alle decorazioni alimentari) ha condotto una ricerca approfondita raccogliendo 85mila testimonianze di consumatori in 32 paesi del mondo, per provare a rispondere a questa domanda.

Lo studio realizzato dal Gruppo Hero, tuttavia, non prevede una classifica delle caratteristiche che influenzano le persone che vogliono prodotti cosiddetti naturali: “Lo studio non redige una classifica di quali attributi vengano identificati come più o meno importanti – fa sapere  Luis Manuel Sánchez-Siles, direttore Innovazione del Gruppo Hero, uno dei ricercatori che ha preso parte allo studio, insieme a Sergio Román (Università di Murcia) e Michael Siegrist (ETH Zurigo) – ma di certo la caratteristica ‘organico’ o ‘bio’ è considerata estremamente correlata al concetto di naturalità. Nella ricerca infatti viene specificato che ‘altre ricerche devono essere fatte per stilare una misurazione, ancora mancante, del FNI (Food Naturalness Importance). Una tale misurazione potrebbe far scaturire ulteriori studi futuri che esaminino proprio quali siano le caratteristiche più rilevanti per i consumatori’”.

Il punto è che ‘naturale’ non significa per tutti la stessa identica cosa, quando si parla di alimenti o prodotti in senso lato.

Conta l’origine, gli ingredienti, la produzione…

Nel settore alimentare non esiste una definizione del termine ‘naturale’ condivisa a livello universale – confermano dal Gruppo Hero – così che a volte l’espressione risulta vaga e talvolta abusata, spesso oggetto di confusione. Secondo quanto rivelato dallo studio condotto, i consumatori percepiscono un prodotto come naturale in base all’origine delle materie prime, agli ingredienti utilizzati e al processo produttivo”.

Obiettivo di questo studio, infatti, come dichiarato da Sánchez-Siles, era quello di indagare le convinzioni dei consumatori: “Non volevamo imporre la nostra idea su ciò che riteniamo rappresenti la naturalità, bensì desideravamo scoprire come questo concetto fosse percepito dai consumatori”, spiegano i ricercatori.

Quindi, origine, ingredienti e processo produttivo sono senz’altro gli strumenti ‘principe’ attraverso cui i consumatori – scelti dal gruppo Hero all’interno di un range appartenente a fasce sociali ed età diverse in quattro continenti – giudicano i prodotti per fare i propri acquisti. Ed ecco quindi che, per i cittadini, se i prodotti sono bio e/o a km0 è preferibile, così come risulta apprezzabile se il processo di trasformazione non prevede l’utilizzo di conservanti, additivi, coloranti, aromi artificiali, agenti chimici, ormoni, pesticidi e ogm. Ovviamente, il risultato di questi parametri deve far ottenere un prodotto che il consumatore giudichi anche fresco e gustoso, oltre che sano e se possibile eco-sostenibile. Tra le caratteristiche che influenzano il cittadino intenzionato ad acquistare un prodotto ‘secondo natura’, anche la confezione ha il suo peso quando rievoca l concetto di naturalità e di tradizione, così come la strategia di marketing.

Chimico vs naturale?

Insomma, da questa ricerca sulla percezione, ciò che si evince è senz’altro che per il consumatore che cerca un prodotto sano, gustoso, fresco e privo di pesticidi, è molto importante richiamare il concetto di ‘naturale’. Sebbene, come sappiamo, esistono sostanze presenti in natura che sono nocive per l’uomo: “Per i consumatori ciò che è naturale viene immediatamente associato con l’essere sano, ma è assolutamente vero che esistono diverse sostanze naturali, nocive per l’essere umano. Purtroppo il nostro studio non ha approfondito il tema della comprensione del consumatore riguardo alle sostanze naturali ma pericolose/velenose”, precisa Sánchez-Siles. Che aggiunge:“Alla Hero vengono eseguiti controlli qualità estremamente severi su tutti i prodotti, nessuna compagnia solida e onesta prenderebbe mai in considerazione l’idea di usare tali sostanze”.

Viene poi da chiedersi se, in questo immaginario in parte calzante alla realtà e in parte forse no, sia ‘chimico’ il contrario di ‘naturale’: “È una domanda davvero difficile alla quale rispondere – precisa Sánchez-Siles – Dovremmo innanzi tutto stabilire cosa intendiamo col termine ‘chimico’ perché il cibo è formato da composti naturali chimici. Prendiamo una mela per esempio piena di buoni e sani composti naturali chimici, non è di certo cattiva no?”.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/09/18/la-leva-del-naturale-muove-il-mercato-del-cibo-ma-cosa-ci-vendono-con-questo-aggettivo/26174/?utm_content=buffer07463&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Dall’abuso di antibiotici alle Tac inutili, le 10 procedure sanitarie che non servono, fanno buttare soldi e mettono a rischio la salute

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Dall’abuso di antibiotici alle Tac inutili, le 10 procedure sanitarie che non servono, fanno buttare soldi e mettono a rischio la salute

Dall’abuso di antibiotici alle troppe Tac, le 10 procedure che non servono

Scelte con pochi benefici e rischio di danni al paziente

Sono molte le procedure mediche di cui si fa un uso eccessivo, che non portano vantaggi al paziente o che fanno più danni che benefici. Ad elencare le dieci principali è uno studio pubblicato dalla rivista Jama Internal Medicine.
I ricercatori hanno analizzato oltre 2200 articoli pubblicati nel 2016 relativi a procedure utilizzate inappropriatamente, identificando i dieci ritenuti più importanti per il potenziale impatto sulla pratica clinica. A finire nella classifica sono stati l’ecocardiografia transesofagea, una tecnica diagnostica complessa che può essere sostituita da test più semplici; l’angiografia polmonare Tac, sempre più usata nei pronto soccorso ma che ha alternative meno rischiose; la tomografia computerizzata usata su pazienti con sintomi polmonari lievi, che li espone a radiazioni inutili; l’ecografia della carotide, che nel 90% dei casi è usata inappropriatamente; il trattamento aggressivo del cancro alla prostata, per cui sarebbe meglio un approccio più cautelativo; l’ossigeno dato a pazienti con brocnoneumopatia cronico ostruttiva ma deficit moderato; gli interventi sulle rotture del menisco nei casi di osteoartrite; il supporto nutrizionale ai pazienti gravi, che non cambia l’esito della malattia; l’uso indiscriminato di antibiotici; l’uso di tecniche di imaging sul cuore. “Troppo spesso – afferma Daniel Morgan dell’università del Maryland -, i medici non si basano sulle ultime evidenze scientifiche. Speriamo che questo studio sensibilizzi sui trattamenti sovrautilizzati”.

fonte: https://www.ansa.it/canale_saluteebenessere/notizie/medicina/2017/10/06/dallabuso-di-antibiotici-alle-troppe-tac-le-10-procedure-che-non-servono_14d11fb2-ccd4-46f5-a7ad-e84b534ce00d.html

13 problemi di salute per i quali il limone è molto meglio di qualunque medicina possiate trovare in farmacia.

 

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13 problemi di salute per i quali il limone è molto meglio di qualunque medicina possiate trovare in farmacia.

 

Sorseggiare un bicchiere di acqua calda e limone è uno dei più sani rituali mattutini. Il succo di limone è un potente antiossidante poiché è ricco di vitamine del gruppo B e C, potassio, carboidrati, oli essenziali e altre sostanze nutritive.
Un consumo regolare di succo di limone fornisce una spinta potente al nostro sistema immunitario, migliora la digestione, riduce l’appetito, stimola la perdita di peso in maniera sana ed equilibrata e favorisce un corretto equilibrio del pH del nostro corpo.
Usa il succo di limone per alleviare i seguenti disturbi:
Combattere l’acne
Il succo di limone è un ottimo rimedio per impedire lo sviluppo dell’acne, nel caso di patologie gravi riesce ad attenuarne gli effetti.
Strofinare delicatamente il viso con la metà di un limone, questa tecnica va a sostituire in modo naturale tutti quei prodotti chimici diffusi in cosmetica.
Calcoli renali
Il potassio aumenta i livelli di citrato nelle urine, che impedisce la formazione di ossalati.
Rafforzamento delle difese immunitarie
Il succo di limone migliora la funzione linfatica, che aiuta il nostro sistema immunitario per rilevare ed eliminare gli agenti patogeni.
Riduce l’appetito e stimola la perdita di peso
Le vitamine presenti nel limone regolarizzano gli zuccheri nel sangue. L’agrume è anche ricco di pectina, una fibra che aiuta a controllare lo stimolo della fame. Il succo di limone, inoltre, migliora la digestione, stimola la produzione di bile che il tuo corpo utilizza per digerire il cibo.
Problemi alla cistifellea
Bevi acqua e limone durante i pasti per guarire da questo dolorosissimo problema.
Raffreddore e influenza
La Vitamina C presente nel limone agisce come un antiossidante naturalee come un potente antibatterico, per questo motivo dovrebbe essere usato nel trattare influenza e raffreddore.
Reflusso gastroesofageo
Stai lontano dai medicinali ma bevi tanta acqua calda con limone. Noterai dei notevoli miglioramenti nel giro di 2 settimane.
Unghie deboli
Il succo di limone rinforza le unghie ed elimina le macchie bianche.
Intossicazione alimentare
Quando viaggi, bevi spesso acqua e limone. Questo ti terrà al sicuro da sgradite sorprese come un’intossicazione alimentare.
Fibromialgia
Bere acqua e limone e fare dello yoga sono un mix vincente nel trattare gli effetti causati dalla fibromialgia.
lnfiammazione
Grazie alle sue proprietà antinfiammatorie, il limone neutralizza l’acidità. Come già sai, l’infiammazione è più probabile che si verifichi in ambienti acidi.
Dolori muscolari dopo l’allenamento
Bevi acqua e limone dopo un allenamento pesante per alleviare il dolore.
Infiammazioni e dolori articolari
Il succo di limone riduce l’accumulo di acido urico nelle articolazioni e quindi aiuta a prevenire infiammazioni e artrite.

Il Glutatione, l’antiossidante naturale che potenzia l’effetto degli altri antiossidanti, ossigena le cellule, disintossica da metalli pesanti, elimina i radicali liberi, purifica il fegato e combatte le cellule cancerose. Perchè nessuno ne parla?

 

Glutatione

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Il Glutatione, l’antiossidante naturale che potenzia l’effetto degli altri antiossidanti, ossigena le cellule, disintossica da metalli pesanti, elimina i radicali liberi, purifica il fegato e combatte le cellule cancerose. Perchè nessuno ne parla?

 

Glutatione. 28 Benefici scientificamente dimostrati del più potente antiossidante e chelante naturale al mondo che può rigenerare l’organismo

Il Glutatione è il più potente antiossidante prodotto naturalmente dal nostro corpo. Potenzia l’attività antiossidante di tutti gli altri antiossidanti (come vitamina C, vitamina E, CoQ10, l’acido alfa lipoico), ossigena le cellule, disintossica da tutti i metalli pesanti, eliminare  i radicali liberi mantenendo il corpo giovane, purifica il fegato, combatte le cellule cancerose.

Il Glutatione è prodotto e utilizzato da ogni singola cellula del corpo umano e pertanto ha una vasta gamma di effetti positivi sulla salute scientificamente provati. Viene spesso indicato come “il padre di tutti gli antiossidanti” ed è uno degli integratori di cui si parla di più nei trattamenti naturali. In questo articolo esploreremo i benefici scientifici di un’integrazione con Glutatione e come garantire che i livelli di Glutatione siano ben bilanciati.

Cos’è il Glutatione e perché è così importante

Il Glutatione è una delle molecole più importanti di tutto corpo, costituita da tre amminoacidi e per questo è un tripeptide. I ricercatori hanno suggerito che i livelli di Glutatione nelle cellule rappresentano una grande indicazione dell’aspettativa di vita. Ovvero più Glutatione abbiamo nel nostro corpo e più a lungo viviamo. Ad oggi sono presenti oltre 76.000 articoli scientifici sui benefici per la salute del Glutatione.

Diabete, Alzheimer, Parkinson, steatosi epatica, cirrosi epatica, cisti, fibromi, acne, allergie, intolleranze alimentari, dermatite, psoriasi, obesità, tumori e altre problematiche possono infatti essere trattate con il Glutatione.

Il Glutatione è unico nella sua azione ed è fondamentale per la salute per diversi motivi:

  • E’ il più potente antiossidante e regola l’efficacia di tutti gli altri antiossidanti
  • E’ il protettore del fegato per eccellenza
  • E’ un elemento chiave dell’espressione genica
  • Partecipa alla sintesi di DNA e proteine
  • Regola la proliferazione cellulare e apoptosi, essendo in grado quindi di arrestare le cellule cancerose
  • Regola la produzione di citochine ovvero può fermare l’infiammazione
  • Regola la risposta immunitaria prevenendo quindi le malattie
  • E’ presente in tutti i processi che regolano l’omeostasi dell’intero organismo
  • E’ l’unico antiossidante che agisce dall’interno della cellula e quindi è il più potente a livello cellulare
  • Rimuove i radicali liberi prodotti dalle reazioni con l’ossigeno dal corpo e quindi protegge da tutte le malattie e dal deterioramento cellulare.
  • E’ un potente agente difensivo contro l’azione tossica di farmaci, agenti inquinanti e agenti cancerogeni

Proprio per la sua vasta gamma di utilizzi importanti nel corpo, è essenziale impedire che i livelli di Glutatione si abbassino.

Perché il Glutatione si abbassa nella popolazione

C’è una carenza epidemica di Glutatione nei pazienti oggi. Infatti, la carenza di Glutatione si trova in quasi tutti i malati cronici“.
Charles M. Scott, M.D.

Il Glutatione è una delle molecole che deve essere sempre al massimo dell’efficienza per garantire la salute, ma purtroppo questo quasi sempre non accade perché ci sono tantissimi fattori che abbassano i livelli di Glutatione. Ecco da cosa viene consumato nel tentativo di contrastare tutti questi attacchi all’organismo:

  • Assunzione di farmaci come paracetamolo, cortisone (ma anche molti altri)
  • Esposizione alle tossine presenti nel cibo (pesticidi, metalli pesanti, ecc)
  • Inquinanti presenti nell’aria e nell’acqua (metalli pesanti e residui chimici)
  • Stress
  • Consumo di cibi acidificanti (zucchero e farine raffinate)
  • Alcool e fumo di sigaretta
  • Elettrosmog
  • Esposizione ad inquinanti cancerogeni (presenti nei vestiti, deodoranti, prodotti per l’igiene personale e della casa, vernici, ecc)

La carenza di Glutatione

La carenza di Glutatione porta a:

  • Aumento dello stress ossidativo cellulare
  • Notevole riduzione della capacità di disintossicazione dell’organismo
  • Accumulo di tossine e metalli pesanti
  • Incapacità di riparare il DNA
  • Mutazioni delle cellule
  • Membrane cellulari indebolite
  • Riduzione dell’approvvigionamento di ossigeno e sostanze nutritive alle cellule
  • Morte cellulare

Malattie dovute a carenza di Glutatione

E’ dimostrato da numerosi studi che la carenza di Glutatione è legata all’insorgenza di tutte le malattie croniche, infiammatorie e cancerose:

  • Parkinson
  • Alzheimer
  • Tutti i tumori
  • HIV / AIDS
  • Cataratta, degenerazione maculare, glaucoma (solo angolo aperto)
  • Sindrome da affaticamento cronico
  • Diabete
  • Disturbi autoimmuni
  • Malattie del fegato
  • Danni intestinali, intolleranze alimentari e allergie
  • Fibromialgia
  • Influenza e raffreddori frequenti e che fanno fatica ad andarsene
  • Neuropatia periferica
  • Sclerosi multipla
  • Disturbi della pelle
  • Disturbi dello spettro autistico

Pertanto è dimostrato che la regolazione del metabolismo del Glutatione è una delle strategie per garantire una salute ottimale.

28 Benefici del Glutatione

1) Il glutatione combatte lo stress ossidativo nel corpo. Il Glutatione riduce la quantità di radicali liberi reattivi con l’ossigeno (ROS) e lo stress ossidativo nel corpo, che altrimenti causerebbero danni alle cellule e al DNA. E’ dimostrato che il Glutatione protegge dallo stress ossidativo cronico che può causare il cancro, la neurodegenerazione e una serie di altre malattie che verranno discusse qui di seguito. Inoltre, neutralizzando i radicali liberi, il Glutatione si è dimostrato importante per la rigenerazione di altri antiossidanti, come le vitamine C ed E.

2) Il glutatione riduce l’infiammazione. Il Glutatione inibisce la produzione di gran parte delle citochine infiammatorie, come dimostrato da diversi studi. Uno studio mostra infatti che il Glutatione inibisce il NF-κ, un fattore di trascrizione che aumenta la trascrizione di diversi geni infiammatori. Ad esempio è stato osservato che molte malattie polmonari sono causate da un’eccessiva infiammazione: il ripristino di un buon livello di Glutatione si è dimostrato protettivo per prevenire e trattare l’insorgenza di questi disturbi. L’infiammazione è alla base di tantissimi disturbi di salute come le malattie autoimmuni, croniche e il cancro.

3) Il Glutatione rallenta notevolmente l’invecchiamento. Con poco Glutatione si nota che i radicali liberi possono danneggiare il corpo e causare l’invecchiamento. E’ stato dimostrato che il ripristino di buoni livelli di Glutatione può rallentare il processo di invecchiamento. Molti studi hanno dimostrato che con l’avanzare dell’età il corpo produce meno Glutatione. E’ stato osservato che i livelli di Glutatione si abbassano durante la menopausa, ciò può contribuire al forte invecchiamento che si verifica in questo periodo nella vita di una donna.

4) Il Glutatione può contrastare depressione e stress. In pazienti con depressione si è visto che i livelli di Glutatione sono bassi. In studi su animali si è visto che somministrando Glutatione si prevenire la depressione causata dagli shock. Inoltre il noto farmaco Alprazolam, si è osservato che nella sua azione aumenta i livelli di Glutatione nei topi. Perciò è probabile che assumere Glutatione possa essere utile nel trattamento della depressione.

5) Il Glutatione può limitare la neurodegenerazione. Le cellule del cervello umano consumano circa il 20% dell’ossigeno utilizzato dal corpo ma costituiscono solo il 2% del peso totale corporeo. I radicali liberi vengono prodotti continuamente durante il metabolismo ossidativo. Pertanto, la disintossicazione dai radicali liberi nei tessuti cerebrali ha una grande importanza. E’ dimostrato che il Glutatione svolge un ruolo chiave in questo processo.

  • Il morbo di Alzheimer. Il morbo di Alzheimer è in parte causato dallo stress ossidativo, stress che gli antiossidanti possono neutralizzare, come dimostrano studi clinici l’assunzione per via orale di vitamina E (un potente antiossidante) ha rallentato la progressione dell’Alzheimer. L’Alzheimer è inoltre causato anche dall’accumulo di TDP-43 (una proteina che si lega al DNA) nel sistema nervoso che può ulteriormente abbassare i livelli di Glutatione. Nei topi, una proteina che aumenta i livelli di Glutatione nel corpo è stato dimostrato essere in grado di aumentare la memoria nei soggetti con Alzheimer.
  • Morbo di Parkinson. Il morbo di Parkinson è causato in parte dallo stress ossidativo nel sistema nervoso, fenomeno che viene contrastato dal Glutatione. Il morbo di Parkinson provoca la perdita di neuroni dopaminergici nella parte della substantia nigra del cervello. Gli studi hanno osservato che le persone in stadio preclinico di Parkinson hanno bassi livelli di glutatione nella substantia nigra. Inoltre uno studio ha dimostrato che un farmaco, denominato 3,4-diidroxybenzalacetone, ha aiutato nella prevenzione del morbo di Parkinson aumentando i livelli di Glutatione.
  • Malattia di Huntington. Secondo gli scienziati, la malattia di Huntington è causata da stress ossidativo e da disfunzione mitocondriale (R). Gli studi hanno dimostrato che una speciale forma di curcumina ha aiutato con successo a migliorare la salute dei mitocondri aumentando i livelli di Glutatione.

6) Il Glutatione può contrastare le infezioni. Le infezioni virali causano anormali quantità di stress ossidativo nelle cellule, ciò è dovuto all’infiammazione e alla riduzione dei livelli di Glutatione. In molte malattie (come AIDS, COPD, fibrosi cistica , influenza e alcolismo), l’abbassamento delle difese immunitarie e l’aumentato rischio di infezioni sono correlati a bassi livelli di Glutatione. I pazienti con tubercolosi hanno bassi livelli di Glutatione. L’esaurimento di Glutatione è dimostrato che abbassa l’attività dei macrofagi contro le infezioni e quindi integrandolo si aumenta la capacità di combattere i micobatteri a livello intracellulare.

7) Il Glutatione può curare l’intestino. I pazienti con sindrome dell’intestino irritabile si è osservato che hanno una diminuzione dell’attività degli enzimi coinvolti nella sintesi del Glutatione, così come presentano anche livelli più bassi del precursore del Glutatione, la cisteina. L’assunzione di Glutatione è dimostrato che può proteggere le pareti dell’intestino che, se indebolite, possono causare la sindrome della permeabilità intestinale.

8) Il Glutatione può trattare l’autismo. I bambini con diagnosi di autismo è dimostrato da numerosi studi che hanno livelli più bassi (20-40% in meno) di Glutatione rispetto ai livelli normali. Sono state riscontrate altre anomalie nel percorso di trasulfurazione (il percorso in cui è coinvolta la produzione di Glutatione) nei bambini con diagnosi di autismo con conseguente abbassamento anche dei livelli di cisteina (R). L’assunzione di Glutatione è attualmente utilizzata per normalizzare i livelli di Glutatione nei bambini autistici. Studi preliminari indicano che questo può migliorare la biosintesi di alcuni dei metaboliti coinvolti nel processo di produzione del Glutatione spesso bassi nei bambini autistici. Questo può spiegare anche perché i bambini autistici hanno livelli più alti di metalli pesanti e mercurio nell’organismo rispetto agli altri. Infatti il Glutatione è molto efficace nel prevenire il deposito di questi inquinanti.

9) Glutatione e cancro. Il Glutatione si è dimostrato un fattore importante nella regolazione delle attività vitali, della proliferazione e della morte delle cellule tumorali. La carenza di glutatione, porta ad un aumento del danno dello stress ossidativo coinvolto nella progressione del cancro. C’è una correlazione significativa tra l’aumento dell’assunzione di Glutatione e la riduzione del rischio di cancro orale e della gola. Inoltre si è osservato che il Glutatione svolge un ruolo chiave nella riparazione dei danni causati dai farmaci contro il cancro sulle cellule in pazienti chemioterapici. Il Glutatione è fondamentale per la rimozione e la disintossicazione degli agenti cancerogeni. Tuttavia non va assunto in corrispondenza con i farmaci chemioterapici dato che ne impedisce l’azione.

10) Il Glutatione può trattare i disturbi psichiatrici. Gli schizofrenici hanno bassi livelli di Glutatione e aumentadone i livelli nel cervello si è osservato un miglioramento dei sintomi della schizofrenia. I pazienti con disturbi ossessivo compulvisi (DOC) hanno bassi livelli di Glutatione in alcune parti del loro cervello (ad esempio nella corteccia cingolata posteriore inferiore) e alti livelli di radicali liberi sono stati trovati nel sangue dei pazienti con DOC. E’ stato dimostrato che assumendo Glutatione si può contribuire a ridurre la gravità dei sintomi dei dei disturbi ossessivo compulsivi. Inoltre, il Glutatione può contribuire a ridurre lo stress, che è un grave sintomo e un fattore che contribuisce ai disturbi ossessivo compulsivi (R). Alcuni dei farmaci usati per trattare il disturbo bipolare lavorano aumentando i livelli di Glutatione.

11) L’aumento dei livelli di glutatione può aiutare l’ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività). I soggetti con ADHD hanno dimostrato in numerosi studi di avere bassi livelli di Glutatione e alti livelli di stress ossidativo.

12) Il Glutatione può aiutare a prevenire malattie cardiache. Numerosi studi hanno osservato (Studio1Studio2Studio3) che una bassa attività di Glutatione perossidasi, così come bassi livelli di Glutatione sistemico e cardiaco, è legata ad un aumento del rischio di infarto. La malattia cardiovascolare è in gran parte causata dallo stress ossidativo nei tessuti cardiaci. Quindi ecco perché l’insulino-resistenza, la tolleranza al glucosio e il diabete (tre condizioni che causano stress ossidativo) sono collegate agli attacchi cardiaci. Il Glutatione è dimostrato che può aiutare a ridurre queste insorgenze e limitare il rischio di ictus o attacco cardiaco.

13) Il Glutatione può trattare le complicazioni del diabete. Il diabete di tipo II e alti livelli di zucchero nel sangue causano la riduzione del Glutatione. L’accumulo di radicali liberi provoca molte delle complicazioni associate al diabete II, come i problemi cardiovascolari e la neurodegenerazione. È stato dimostrato che l’integrazione di Glutatione può impedire, o almeno limitare, queste complicazioni.

14) Il Glutatione può prevenire disturbi renali. Lo stress ossidativo nei reni può causare insufficienza renale. Uno studio su ventuno pazienti affetti da insufficienza renale cronica e sottoposti a emodialisi, ha riscontrato che l’integrazione di Glutatione ha determinato un notevole miglioramento della funzionalità renale.

15) Il Glutatione protegge contro i danni del fegato. Il Glutatione è il maggiore protettore del fegato e poiché le malattie del fegato spesso sono causata da stress ossidativo, il Glutatione è dimostrato può mantenere sano il fegato aiutando a ridurre questo stress ossidativo. Infatti il Glutatione svolge un ruolo importante nelle reazioni di disintossicazione del fegato e nel controllo dello stato di tiolo-disolfuro della cellula. E’ stato inoltre osservato che la somministrazione orale di Glutatione (300 mg / die) è efficace nel prevenire la malattia epatica non alcolica, che può portare alla cirrosi e al cancro del fegato.

16) Il Glutatione può aiutare a prevenire le dipendenze. Il consumo di droghe porta ad una maggiore produzione di radicali liberi (ROS) che possono alterare le proteine coinvolte nei percorsi neuronali e comportamentali, portando il soggetto a diventare dipendente. Riducendo la presenza di queste specie reattive, il Glutatione è dimostrato può ridurre lo sviluppo di comportamenti dipendenti. L’assunzione di Glutatione si è rivelata utile anche per il trattamento dei disturbi alimentari.

17) Il Glutatione può ridurre i danni dell’alcool. L’abuso di alcool provoca stress ossidativo e riduce i livelli epatici di Glutatione. L’assunzione di Glutatione è dimostrato che può ridurre gli effetti dell’uso cronico di alcool riducendo la produzione di radicali liberi (ROS). L’ingestione cronica di alcool provoca stress ossidativo nei polmoni che spesso può portare a infezioni respiratorie come la polmonite; il Glutatione può proteggere i polmoni riducendo lo stress ossidativo.

18) Il Glutatione può aiutare in caso di problemi respiratori. Uno studio ha dimostrato che bassi livelli di Glutatione hanno aumentato l’infiammazione e causato l’asma nelle vie aeree e che aumentando i livelli di Glutatione si riduce l’infiammazione e l’asma nelle vie aeree. La malattia polmonare ostruttiva cronica (BPCO) è una malattia polmonare causata da un danno ossidativo a lungo termine ai tessuti polmonari, il cui danno provoca infiammazione del tessuto polmonare, causando la mancanza di respiro e tosse. L’assunzione di Glutatione è dimostrato che può diminuire questo danno ossidativo e danni ai tessuti polmonari, riducendo così il rischio di sviluppare la BPCO.

19) Il Glutatione può trattare la sindrome delle apnee notturne. I pazienti con apnee notturne hanno livelli molto elevati di stress ossidativo e, di conseguenza, livelli di Glutatione molto bassi. Uno studio ha dimostrato che i livelli di Glutatione erano molto bassi in soggetti con diagnosi di apnea notturne e che livelli di glutatione più alti miglioravano la qualità del sonno in questi pazienti.

20) Il Glutatione può trattare l’acne. Un declino dell’attività antiossidante, in particolare una riduzione della quantità di Glutatione, può svolgere un ruolo fondamentale nello sviluppo dell’acne. L’aumento dei livelli di Glutatione può contribuire a ridurre l’acne diminuendo i livelli di stress ossidativo.

21) Il Glutatione può aiutare a trattare l’artrite reumatoide. Studi hanno dimostrato che i meccanismi antiossidanti possono essere compromessi nei soggetti con artrite reumatoide e i livelli di Glutatione sono risultati significativamente inferiori in questi pazienti. Per questo ha senso integrare con il Glutatione.

22) Il Glutatione contrasta osteoporosi, fratture e diminuzione cognitiva. Mantenendo buoni livelli di Glutatione, è dimostrato che si può prevenire la diminuzione cognitiva legata all’avanzare dell’età. Si è osservato che bassi livelli di Glutatione nei soggetti colpiti da un forte invecchiamento da stress ossidativo, possono causare fratture ossee ed osteoporosi.

23) Il Glutatione aiuta a prevenire glaucoma e cataratta. Glaucoma e cataratta possono gradualmente causare perdita della vista. Entrambe queste condizioni sono in parte causate da stress ossidativo al nervo oculare, condizione che il Glutatione può ridurre.

24) Il Glutatione promuove una gravidanza sana. Nelle donne in gravidanza, è dimostrato che i bassi livelli di Glutatione causati dalla depressione possono portare ad un alterato sviluppo del cervello nel bambino. Aumentate quantità di radicali liberi nel feto sono state legate al parto prematuro. Quindi, riducendo i radicali liberi, il Glutatione può portare l’insorgenza del travaglio ad un tempo biologicamente più sano.

25) Il Glutatione può aiutare nell’AIDS. Uno studio ha mostrato che pazienti più anziani con AIDS hanno livelli inferiori di Glutatione nei loro mitocondri. La carenza di Glutatione indebolisce i sistemi immunitari dei pazienti affetti da AIDS. Gli studi hanno dimostrato che integrare con Glutatione può riequilibrare i loro sistemi immunitari. L’introduzione di Glutatione nel corpo diminuisce le probabilità dei malati di AIDS di sviluppare tuberculosi.

26) Il Glutatione può trattare la fibrosi cistica. Le persone con fibrosi cistica hanno bassi livelli di Glutatione data la produzione di radicali liberi nelle cellule infiammate. Gli studi dimostrano che i pazienti trattati con inalazioni di Glutatione hanno aumentato la capacità e la funzione polmonare. Inalazioni di Glutatione possono ristabilire l’equilibrio acido base e ridurre l’infiammazione nei pazienti con fibrosi cistica. L’assunzione di Glutatione si è dimostrata in grado di controllare i sintomi della fibrosi cistica.

27) Il Glutatione migliora la pelle. Studi hanno dimostrato che il Glutatione può aumentare la luminosità della pelle nelle donne sane. Infatti il Glutatione innesca la produzione di melanina nelle cellule cutanee.

28) Il Glutatione disintossica dai metalli pesanti. Il Glutatione è dimostrato essere un potente chelante di tutti i metalli pesanti, ed anche di tossine e composti cancerogeni. E’ quindi da includere nei protocolli disintossicanti.

Controindicazioni

Gli integratori di Glutatione sono stati dimostrati sicuri. Gli unici effetti collaterali che sono stati osservati sono, in alcuni rari casi, aumento della flatulenza e diarrea. Si consiglia agli asmatici di non inalare Glutatione. Per motivi di sicurezza  non è raccomandata l’assunzione di integratori di Glutatione durante la gravidanza o l’allattamento al seno. Il Glutatione stimola il sistema immunitario, in alcune malattie si può osservare un peggioramento quando il sistema immunitario viene rafforzato.

Modo d’uso

Esistono in commercio diverse forme di integratori di Glutatione: per via orale, per inalazione o per endovena. Poiché l’inalazione e l’endovena riguardano più terapie mediche, un integratore alla portata di tutti è quello per via orale. Tuttavia bisogna fare attenzione all’acquisto dato che non tutti gli integratori di Glutatione aumentano effettivamente i livelli di Glutatione nelle cellule.

tratto da Dionidream

L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

 

Malaria

 

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L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

Super malaria resistente ai farmaci si sta diffondendo nel Sud Est asiatico

L’allarme degli scienziati: «I trattamenti standard più diffusi si sono dimostrati inefficaci nel 60% dei casi in alcune regioni della Cambogia»

Una forma di malaria resistente ai trattamenti standard identificata per la prima volta in Cambogia nel 2007 si sta rapidamente diffondendo anche in Vietnam, dopo aver colpito Thailandia e Laos e un gruppo di ricercatori, con una lettera pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases ha lanciato un appello affinché vengano messe in atto azioni concrete prima che la malattia si diffonda in altre aree come India o Africa. Il team della Oxford Tropical Medicine Research Unit di Bangkok ha scritto: «Riteniamo che questo ceppo di malaria rappresenti una grave minaccia. È allarmante che si diffonda così rapidamente , come un incendio e temiamo possa arrivare in Africa».

Il doppio farmaco che non funziona più

Secondo l’Oms Sono circa 112 milioni le persone contagiate dalla malaria nel 2015 e nei paesi in via di sviluppo la malattia rappresenta il big killer per i bambini (429 mila morti solo nell’Africa sub- sahariana). I ricercatori, guidati dal professor Arjen Dondorp, ha spiegato che la super malaria è resistente all’artemisinina, trattamento principale per curare la malattia, utilizzato in combinazione con piperachina Ma poiché l’artemisinina è diventata meno efficace, il parassita si è evoluto per resistere anche alla piperachina «e i tassi di resistenza sono allarmanti» scrivono nella lettera. «Il doppio trattamento non ha funzionato in un terzo dei casi in Vietnam e in alcune regioni della Cambogia il tasso di fallimento si è avvicinato al 60%» ha spiegato il professor Dondorp. La resistenza ai farmaci sarebbe catastrofica in Africa, dove si verificano il 92% dei casi di malaria.

fonte: http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_settembre_22/super-malaria-resistente-farmaci-si-sta-diffondendo-sud-est-asiatico-1558cca6-9f91-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml

Dalla Sardegna si alza l’urlo: “Non siamo la pattumiera d’Italia” – Inizia la rivolta Italiana contro il nucleare!

Sardegna

 

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Dalla Sardegna si alza l’urlo: “Non siamo la pattumiera d’Italia” – Inizia la rivolta contro il nucleare!

L’Italia ha da smaltire circa 30 mila metri cubi di rifiuti nucleari e deve realizzare al più presto un deposito unico nazionale. Dove debba sorgere ancora non è chiaro. O meglio, nessuno lo vuole svelare. La Sardegna si sente l’indiziata numero uno e la paura non sembra infondata. Cercare di capirne qualcosa di più è difficile, perché i dossier del ministero dell’Ambiente sono ancora tutti secretati. Il procedimento in corso si chiama Valutazione ambientale strategica: si è chiuso il 13 settembre e dall’isola sono arrivate osservazioni a valanga. «La procedura è stata a dir poco anomala – sostiene il presidente dell’Anci della Sardegna, Emiliano Deiana –. Com’è possibile presentare le osservazioni se non viene detto prima quale sarà la localizzazione dell’impianto? Non è stato possibile neanche allegare studi precisi o consulenze tecniche sulle caratteristiche del territorio».

Nel dossier che i sindaci sardi hanno contestato in massa c’è un indizio che ha fatto subito scattare l’allarme. Gli indizi, in realtà, sono almeno tre: le cartine delle regioni italiane che fanno i conti col rischio sismico, vulcanico e con quello idrogeologico. Messe una sull’altra, l’unica regione che sembra indenne a tutti i fenomeni sembra essere proprio la Sardegna. «Secondo il dossier della Sogin, la società incaricata dal ministero di individuare i siti idonei, i parametri delle tre mappe fanno scattare l’esclusione di alcune regioni – denuncia il deputato Mauro Pili –. Al contrario, la zona che è immune da quelle situazioni finirà per essere scelta». Il procedimento è ancora lungo, i sindaci sardi e le associazioni ambientaliste hanno già spedito i loro dossier a Roma ma il ministro dell’Ambiente, in visita in Sardegna in pieno agosto, ha tentato di rassicurare: «Cosa c’è di vero in questo rischio? Proprio nulla». Le parole di Gianluca Galletti non hanno avuto l’effetto sperato e anche l’assessore regionale all’Ambiente, che accompagnava il ministro nel suo tour estivo, ha dovuto ribadire che il deposito nucleare nell’isola non si può fare.

A Ottana, ex polo industriale andato in rovina, temono che dove c’erano le fabbriche possa essere realizzato l’impianto per le scorie. I tecnici di Sogin da queste parti hanno già fatto un sopralluogo e per questo gli abitanti sono pronti a scatenare la guerra. «Ci stenderemo giorno e notte nella zona industriale, dormiremo in campagna, faremo di tutto per impedire che arrivino qui gli scarti delle centrali delle altre regioni – annuncia il sindaco Franco Saba –. Noi pretendiamo la bonifica delle nostre vecchie fabbriche, non accettiamo che si ricordino di noi solo per smaltire le scorie». «Il più grande paradosso – dice Francesco Mura, primo cittadino della piccola Nughedu Santa Vittoria – è che pensino di depositare gli scarti delle lavorazioni nucleari in una delle poche regioni che non ha avuto le centrali».

Lo stesso rischio l’isola lo aveva già corso qualche anno fa e nel 2011 aveva risposto con un referendum con quorum molto alto e il 97 per cento dei voti contro. «Capiamo l’esigenza di mettere in sicurezza gli scarti delle centrali, ma è una follia depositare materiali così pericolosi in un’isola – precisa la battagliera sindaca di Arborea, reduce dal successo contro le trivelle per la ricerca del metano –. Perché proprio la Sardegna deve farsi carico di quest’altra servitù? Non bastano quelle militari?». «Ci hanno già scaricato i detenuti più pericolosi, dai mafiosi ai terroristi islamici, e ora ci vogliono trasformare persino nella pattumiera nucleare – rincara la dose il presidente dell’Anci –. E poi si è pensato a quanto possa essere rischioso spostare questi materiali via mare, attraversando le acque di un parco internazionale e del santuario dei cetacei?»

via NincoNanco