Dedicato a Beatrice Lorenzin: “Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia!”

 

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Dedicato a Beatrice Lorenzin: “Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia!”

Ci Teniamo a dedicare quest’articolo al nostro stimatissimo e lungimirante Ministro Della Sanità Beatrice Lorenzin…

“Io medico scappo in Germania, in Italia è mafia”

Preferiscono fare i pizzaioli o i gelatai a mezzo servizio in Germania pur di poter un giorno lavorare come medici nel Paese della Merkel. Il sogno per cui hanno studiato tanto e che in Italia sembra sempre più lontano. Metà giornata dedicata allo studio della lingua e l’altra dietro un banco a servire i clienti e a praticare il nuovo idioma. Negli ultimi anni c’è stato un ‘boom’ di giovani laureati in Medicina, ma anche infermieri, che hanno scelto la terra tedesca per specializzarsi, lavorare e mettere su famiglia. Secondo l’Istat, i professionisti del settore sanitario che hanno chiesto al ministero della Salute la documentazione utile per esercitare all’estero sono passati da 396 nel 2009 a 2.363 nel 2014 (+ 596%).

Con la Brexit, è oggi la Germania ad attrarre questi ragazzi. Complice anche un sistema italiano della formazione che fa acqua da tutte le parti. Basti pensare che il bando per il concorso per le scuole di specializzazione è uscito con grande ritardo solo pochi giorni fa e la prova si farà il 28 novembre. Da mesi in attesa ci sono circa 15mila candidati. E alla fine solo uno su tre entrerà. Pochi posti per specializzarsi e pochissimi contratti di lavoro stabile nel Sistema sanitario nazionale.

‘Ogni giorno ci arrivano 4-5 richieste – afferma all’Adnkronos Davide Civita (28 anni), presidente del gruppo Facebook ‘Medici italiani in Germania’ (3400 membri) e specializzando in Cardiologia in Germania – Stimiamo in circa 6mila unità, tra medici, infermieri e studenti, le persone che cercano fortuna qui. In Italia ho lavorato, senza stipendio, a Milano all’ospedale S.Raffaele come medico volontario in cardiologia. La beffa – osserva Civita – è che continuo a pagare i contributi previdenziali in Italia: 1.800 euro l’anno. La mia posizione non la posso chiudere altrimenti perdo tutto. Una vera e propria ‘mafia’. Scrivilo pure – chiosa – perché io in questi anni per pagarmi la scuola di tedesco ho fatto il gelataio, la mattina i corsi e il pomeriggio nel negozio per 8-10 euro l’ora come vengono pagati gli immigrati appena arrivati“.

Ad insegnare il tedesco a chi arriva nella terra del premio Nobel per la Medicina Rober Koch, ci pensa un quarantenne italiano: Paolo Andreocci, Dopo un dottorato ha avuto la lungimiranza di fondare a Friburgo l’Internationales Sprachzentrum Dialogo (Isd). E di connazionali ‘dottorini’ in fuga Andreocci ne ha conosciuti molti. “Nella nostra scuola organizziamo dal 2009 corsi per l’apprendimento e il perfezionamento del tedesco medico finalizzati all’approvazione del titolo di studio – spiega Andreocci, direttore dell’Isd di Friburgo – Negli ultimi anni abbiamo registrato un forte incremento di richieste e di partecipanti. E ora, grazie ai nuovi corsi organizzati dall‘ISD per conto del Ministero, c’è un ‘boom’ di domande ogni giorno. Proprio lunedì (25 settembre n.dr.) è partita la didattica per l’anno 2017-2018 “.

Ho scelto la Germania perché in Italia ci sono poche possibilità. A luglio ho preso l’abilitazione e il mio sogno era fare la specializzazione in Neurologia – racconta Alessandro C. (26 anni). Ma le date del concorso per le Scuole di specializzaizone tardavano e non potevo aspettare. In Germania si riesce a lavorare con serietà e continuità. Io non sono riuscito a fare l’Esasmus ma ho fatto la tesi a Berlino e ora ho un livello di tedesco C1. Sono ormai 3-4 anni che studio questa lingua e ho svolto alcuni tirocini come medico di base ad Hannover. Qui si lavora di più che in Italia e tutto è organizzato molto meglio. Ora sono a Friburgo per frequentare il corso di tedesco medico-scientifico, una volta finito non credo di trovare grosse difficoltà per un posto in ospedale. Qui c’è molta richiesta. A casa che dicono? Mi mamma – risponde Alessandro – avrebbe preferito avermi vicino casa a Padova, ma entrambi i miei genitori hanno capito la situazione. Sì, sono contento di essere venuto a fare il medico in Germania“.

Come funzionano i corsi e come può un laureato in Medicina in Italia farsi riconoscere la laurea e lavorare in Germania? “Vista la carenza di dottori del sistema sanitario tedesco, il Governo da febbraio 2017 ha deciso di aprire un bando per l’accredito di scuole di lingua specializzate in corsi di tedesco medico-scientifico per stranieri – spiega Andreocci – Noi abbiamo partecipato e vinto perché avevamo tutti i requisiti, ad oggi in Germania non ci sono molte strutture che possono dare questo servizio. La scelta del Governo permette di promuovere corsi gratuiti (durata 400-600 unità didattiche, valore cicrca 2.500 euro) per medici e infermieri di altri Paesi che conoscono l’idioma ma devono perfezionarlo. La frequenza – prosegue il direttore della Scuola – non è obbligatoria ma è chiaro che aiuta per la preparazione all’esame di lingua C1-Medico. Questo certificato è necessario per il passo successivo: ottenere il riconoscimento della laurea italiana da parte di un ufficio preposto. L‘esame consiste in una prova scritta e orale, una anamnesi del paziente, la presentazione del caso clinico davanti ai colleghi e la redazione di una lettera di dimissioni”.

Non sempre i giovani laureati che cercano fortuna in Germania conoscono già il tedesco. “Abbiamo due tipologie di studenti – prosegue – chi ha già un certificato B2-Tedesco e chi parte da zero o quasi. Va ricordato che C1-Tedesco è l‘ultimo livello prima del ‘madre lingua’. Se uno ha già un B2 per arrivare ad un C1 deve frequentare 4-600 ore di lezioni, quantificabili con 8 ore al giorno, diciamo dai 2 ai 3 mesi e mezzo. Se si parte da zero invece si può arrivare ad un livello B1 in 6 mesi di studio e al C1, lavorando sodo, con un anno”.

I corsi dell’Internationales Sprachzentrum Dialogo sono tenuti da docenti accreditati dal ministero e certificati da continui aggiornamenti. “Noi invitiamo anche degli ospiti – racconta Andreocci – medici tedeschi che raccontano la loro prospettiva, come vedono i colleghi stranieri. Non ci sono solo italiani, ma chi frequenta la nostra scuola arriva da tutto il mondo. I non europei specialmente da Asia e Sudamerica. Questi devono fare anche un esame ulteriore di conoscenze mediche. Questo, come dicevamo, perché il ministero tedesco si fida di più degli atenei italiani (europei). Il 75% di chi ha frequentato il nostro istituto ha trovato lavoro abbastanza presto, indipendentemente dal campo di specializzazione. Poi c’è un 25% che ha trovato difficoltà con la lingua o con la vita in Germania”.

Il giovane medico che entra nel mondo professionale tedesco è considerato da subito “medico a tutti gli effetti – riporta un documento del Segretariato italiano giovani medci (Sigm) – e quindi responsabilizzato, pur all’interno di una organizzazione gerarchica, che in Germania, a differenza che in Italia, esiste ancora e che distingue tra ‘Assistenzarzt’ (medico assistente) ‘Oberarzt’ (medico capo reparto) e ‘Chefarzt’ (primario). Ma è tutto oro quello che luccicca? ”Qui in Germania la situazione dei piccoli ospedali non è buona, spesso le strutture si riuniscono in gruppi e non è raro per i medici ritrovarsi in cassa integrazione – avverte Davide Civita – Il lato positivo? sono le retribuzione, qui i medici arrivano a prendere il doppio rispetto all’Italia. Ma si lavora anche di più e con molte più responsabilità anche se sei uno specializzando. Si eseguono molte più operazioni, spesso lavoro anche in medicina d’urgenza e la notte sono solo’Le difficoltà? ‘Il fatto che in Germania gli ospeldai posso fallire – ricorda il medico – quindi si deve sempre avere un piano B. Fare colloqui e essere sempre pronto a nuove esperienze. Poi la burocrazia, per qualsiasi cosa si devono presentare molte carte; le tasse molto alte e un poi il clima, a volte può essere davvero ostico“.

Ad inizio settembre la Sigm ha promosso una manifestazione a piazza Montecitorio per #GioveniMediciDay . Proteste e appelli per risolvere le problematiche di un percorso post laurea assai tortuoso e che condiziona l’ascesa professionale di tanti ragazzi. La Conferenza delle Regioni, come ha spiegato in una recentissima seduta Antonio Saitta, coordinatore della Commissione Salute della Conferenza, ha preso in carico il problema. ”Dobbiamo lavorare con il Governo per prevedere l’accesso dei medici al Servizio sanitario nazionale anche subito dopo la laurea e l’abilitazione, quindi anche senza specializzazione. A tal riguardo peraltro è in discussione in Parlamento un disegno di legge delega che definisce alcuni precisi indirizzi su cui varrebbe la pena – ha concluso Saitta – riprendere il confronto magari in un organismo paritetico di indirizzo e coordinamento che coinvolga i diversi attori istituzionali interessati (Regioni, Ministero della salute e Miur)”. Il tempo corre e i camici bianchi con le valigie pronte aumentato di giorno in giorno.

di Francesco Maggi

fonte: http://www.adnkronos.com/fatti/cronaca/2017/09/30/medico-scappo-germania-italia-mafia_hZYZg9kKMHeKzgFGURduKP.html?refresh_ce

Glifosato, la Francia ha deciso: “Il pesticida sarà vietato fino al 2022” – Ma non vi preoccupare, cari Italiani, noi abbiamo la Lorenzin – STATE SERENI!

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Glifosato, la Francia ha deciso: “Il pesticida sarà vietato fino al 2022” – Ma non vi preoccupare, cari Italiani, noi abbiamo la Lorenzin – STATE SERENI!

La Francia, in attesa della decisione della Ue attesa per il 5 ottobre, ha deciso di mettere al bando il glifosato fino al 2022. “Da oggi e per tutto il prossimo quinquennio la Francia vieterà l’uso dell’ebricida per tutti gli usi compreso quello in agricoltura, perché rappresenta una minaccia alla salute dei cittadini”, ha spiegato stamane il portavoce del governo di Parigi Christophe Castaner.

La Francia accelera

Nei giorni passati c’è stata in tutto il paese molta tensione con manifestazioni degli agricoltori che chiedevano al presidente Emmanuel Macron e al suo esecutivo di rivedere la posizione francese contraria da sempre a ri-autorizzare il glifosato in Europa. Ma quella di oggi pare una accelerazione di Parigi a pochi giorni dall’inizio della discussione a Bruxelles sul destino dell’erbicida della Monsanto. La Francia ha già annunciato (insieme alla Svezia) di votare contro la proposta della Commissione.

A Bruxelles voterà la Lorenzin

Parigi ha una posizione chiave perché è necessaria una maggioranza qualificata: molti paesi dell’Est e del Nord Europa voteranno a favore, compresa, probabilmente la Germania. L’Italia ancora non ha reso nota la sua posizione anche se al Salvagente il ministro Martina ha ribadito la sua intenzione: “No al rinnovo della licenza per altri 10 anni”. Ma a Bruxelles l’Italia sarà rappresentato dal ministro della Salute Beatrice Lorenzin.

La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria! …E chi non ce l’ha può anche crepare, vero Lorenzin?

 

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La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria! …E chi non ce l’ha può anche crepare, vero Lorenzin?

 

La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria

Tra farmaci, badante, fisioterapista e pannoloni, un paziente su 10 spende oltre 1000 euro al mese di tasca propria. E’ quanto costa in media ai cittadini compensare la carenza di servizi territoriali e assistenza a domicilio, secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva. A causa di lentezze burocratiche, spesso, secondo quanto riportano le interviste a 1800 pazienti, si provvede di tasca propria a comprare materiale che arriva in ritardo.

Un cittadino su 4, infatti, attende più di 30 giorni per materasso o cuscino antidecubito, così come per traverse e pannoloni; uno su 3 aspetta un mese per ricevere una carrozzina. Più di uno su 10 attende oltre un mese per avere farmaci indispensabili. L’esperienza dei cittadini nei confronti di infermieri e fisioterapisti che si recano a casa è positiva ma chiedono di migliorare il grado di tempestività nell’attivazione del servizio: circa il 14% ha incontrato criticità nell’attivarlo.

Quanto alle forme di aggregazione delle cure primarie, che dovrebbero spostare l’offerta di prestazioni sanitarie dall’ospedale al territorio, un esplicito coordinamento tra i due tipi di struttura previsti, ovvero AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie), è presente nel 63% delle regioni. Inoltre balza agli occhi la diversità di nomi per definire le UCCP: in Emilia Romagna Toscana e Piemonte si chiamano Case della Salute, in Veneto Medicine di Gruppo Integrate, in Piemonte Centri di Assistenza Primaria.

tratto da: http://www.leggo.it/sanita/sanita_1000_euro_al_mese-2571364.html

“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

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“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

 

Ma questo decreto era per immunità di gregge e la salute dei cittadini o per gli incassi delle aziende farmaceutiche?
A noi il dubbio viene… E a voi?

Anche i Codacons sospetta qualcosa:

VACCINI MONODOSE: CODACONS CRITICA IL MINISTRO LORENZIN

SONO AZIENDE FARMACEUTICHE A NON VOLERLI. DA VACCINI UNIFICATI PROFITTI MILIARDARI PER INDUSTRIA DEI FARMACI

Dure critiche del Codacons al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si è schierata oggi contro la possibilità di vaccini monocomponenti in Italia.
“L’unica verità è che sono le aziende farmaceutiche produttrici a non volere vaccini monocomponenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo lo hanno affermato le stesse industrie del farmaco, spiegando in modo inequivocabile come l’accorpamento di più vaccini permetta loro di fare profitti enormi e annullare la concorrenza nel settore. Non a caso l’ex Ministro della Sanità De Lorenzo è stato condannato in via definitiva per aver intascato una tangente da 600 milioni di lire dopo aver unificato due vaccini su richiesta di una casa farmaceutica”.
“Contrastare il vaccino monocomponente equivale a favorire le industrie del farmaco a totale svantaggio delle famiglie, aumentando le sostanze tossiche iniettate nei bambini ed impedendo in modo violento ai genitori di scegliere quali vaccinazioni somministrare ai propri figli” – aggiunge Rienzi.
E che l’accorpamento dei vaccini sia un business miliardario lo afferma in modo chiaro il Direttore della Glaxo SmithKline, Jean Stèphane, nel video pubblicato sul web alla pagina www.youtube.com/watch?v=TJWIINm52v0 dove spiega come la combinazione di più vaccini faccia arricchire le aziende farmaceutiche a danno della concorrenza.

da: https://codacons.it/vaccini-monodose-codacons-critica-ministro-lorenzin/

Ma VOI veramente pensate di votare ancora questa gente?

by Eles