Come funziona una Multinazionale? L’esempio del latte alla salmonella Lactalis: sapevano tutto già da agosto, ma hanno atteso che scoppiasse l’allarme a novembre. E neanche quando i bambini finivano ospedale hanno ritirato il prodotto. MICA CI POTEVANO RIMETTERE DEI SOLDI PER QUALCHE BAMBINO CHE RISCHIAVA DI CREPARE?

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Come funziona una Multinazionale? L’esempio del latte alla salmonella Lactalis: sapevano tutto già da agosto, ma hanno atteso che scoppiasse l’allarme a novembre. E neanche  quando i bambini finivano ospedale hanno ritirato il prodotto. MICA CI POTEVANO RIMETTERE DEI SOLDI PER QUALCHE BAMBINO CHE RISCHIAVA DI CREPARE?

 

Latte prima infanzia alla salmonella, lo scandalo francese che rischia di travolgere Lactalis

Uno scandalo in piena regola. Il caso del latte prima infanzia Lactalis contaminato da salmonella sta provocando molte polemiche in Francia e rischia di trascinare la multinazionale francese in una bufera in cui sarà difficile uscirne senza danni. Coinvolgendo supermercati, autorità sanitarie e perfino il primo ministro Macron.

Sarà interessante per i lettori del Salvagente, ripercorrere la storia, per molti versi simile a quella del latte inquinato con Itx che sconvolse l’Italia nel 2005.

Il primo avviso

Il segnale che qualcosa non stia funzionando arriva prima della fine dell’anno in Francia, tanto che alla fine di novembre le autorità sanitarie, consapevoli di un numero insolitamente alto di casi di salmonellosi nei bambini, cercano legami tra quello che hanno ingerito i venti bambini ricoverati dopo l’estate per gastroenterite. E lo trovano: tutti avevano bevuto il Lactalis 1a età.

Il ministero della Salute avvia un’indagine presso la compagnia Lactalis di Craon (Mayenne) e la sera del 1° dicembre il ministro della Salute, Agnès Buzyn riceve i risultati: la contaminazione con la salmonella è confermata. A partire dal 2 dicembre, Lactalis è costretta a richiamare 12 lotti prodotti nello stabilimento di Craon e stabilisce un numero verde per le famiglie. La multinazionale annuncia che sta sospendendo l’attività delle sue strutture a Craon per disinfettarle.
Il capo di Lactalis è convocato il 9 dicembre dal direttore del gabinetto del ministro Bruno Le Maire che chiede all’azienda un prelievo più ampio di prodotti. Lactalis spiega che c’è una “perfetta collaborazione” con le autorità.

I casi di salmonellosi, però, non solo non calano, anzi crescono. L’emergenza spinge Lactalis ad annunciare il ritiro, in Francia e all’estero, di 720 lotti di latte per l’infanzia e altri prodotti. L’elenco dei paesi in cui può essere arrivato il latte contaminato è impressionante: dal Marocco alla Grecia, al Regno Unito, a Sudan, Perù, Bangladesh, Pakistan, Cina. L’Italia non compare e fino a oggi non sembra interessata.

Partono, ovviamente le inchieste della magistratura che ipotizza reati come “lesioni involontarie”, ” pericolo per la vita degli altri”, “inganno aggravato dal pericolo per la salute umana”. Ma lo scandalo è solo all’inizio.

L’azienda sapeva da agosto?

Il 3 gennaio, come una bomba, arriva lo scoop di Canard enchaîné, giornale satirico francese non nuovo a inchieste giornalistiche clamorose. Il giornale pubblica un documento che dimostrerebbe come Lactalis aveva ricevuto analisi che mostravano la presenza di salmonella nello stabilimento dal mese di agosto 2017.

Queste analisi “hanno mostrato salmonella solo nell’ambiente e non nei prodotti”, si difende Lactalis in una dichiarazione. Ma oramai la bufera è inarrestabile.
Anche perché il ministero dell’Agricoltura afferma di non avere “conoscenza” di autocontrolli fatti da Lactalis e dunque non sembrerebbe avvertito. E a settembre i servizi veterinari avevano effettuato un controllo nella fabbrica di Craon senza trovare nulla di sospetto.

Il ritiro? Sulla carta

Non è la fine dei guai per la multinazionale francese. Un cliente di Leclerc compra il latte contaminato, che si suppone essere stato richiamato dal 21 dicembre. Se ne accorge e denuncia. Leclerc ammette, il 9 gennaio, di aver venduto prodotti di Lactalis interessati dal richiamo. È l’effetto domino.
Cora, altra catena di ipermercati, riconosce di aver venduto 72 scatole dal 22 dicembre. Il gruppo System U quantifica 384 lattine vendute. Si aggiungono Intermarché, Auchan , Carrefour.

Il ministro dell’Economia, Bruno Mayor, chiede, giovedì 11 gennaio, spiegazioni dei distributori ma accusa Lactalis della responsabilità del mancato ritiro.
Nel frattempo i controlli pubblici scoprono che il latte alla salmonella è stato venduto da 30 supermercati, 44 farmacie e 12 ospedali.
Di fronte alle critiche, Lactalis rafforza i controlli, si scusa e dice “Dobbiamo trovare una spiegazione”. Non è certo la sola a cercare una spiegazione. A interrogarsi, ormai è l’opinione pubblica mondiale, su un sistema che sembra davvero non garantire nessuno. A eccetto degli interessi dei grandi produttori.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2018/01/13/latte-prima-infanzia-alla-salmonella-lo-scandalo-francese-che-rischia-di-travolgere-lactalis/30239/?utm_content=buffer48912&utm_medium=social&utm_source=twitter.com&utm_campaign=buffer

Hai mai pensato di essere stato tu a scegliere i tuoi genitori prima di venire al mondo?

 

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Hai mai pensato di essere stato tu a scegliere i tuoi genitori prima di venire al mondo?

Premesso che esistono scuole di pensiero diverse nell’ambito della reincarnazione, sono molti gli studiosi e le correnti spirituali che attribuiscono la scelta dei genitori alla volontà personale.Che questa scelta individuale sia comunque influenzata dalle circostanze e dai comportamenti adottati nelle vite precedenti o da altre entità, non è dato a sapersi. Ma una cosa è certa, perlomeno per chi si occupa di queste tematiche: i nostri genitori sono frutto di una scelta.

Il pensiero di James Hillman

A soffermarsi sul tema, fra i molti, lo psicoanalista James Hillman, secondo il quale a contraddistinguere la nostra vita sarebbe una sorta di immagine che portiamo dentro, di ciò che siamo davvero, scelta prima di venire al mondo. Ovvero il nostro destino che, rispetto a quanto si crede, è frutto di una scelta consapevole.

Il concetto, in realtà, affonda le radici in un passato remoto, basti pensare al mito di Er de “La Repubblica” di Platone. Inoltre, anche il filosofo neoplatonico Plotino condivideva questa teoria, sostenendo che tutti noi scegliamo il corpo, i genitori, il luogo e la situazione di vita adatti all’anima. In tale ottica, la nostra incarnazione è frutto di un destino già presente e questa scelta include, secondo Platone, sia il libero arbitrio che la necessità, le quali finiscono per coincidere.

 L’idea che l’anima scelga dove e come incarnarsi, ritorna, inoltre, in moltissime filosofie e religioni orientali, a partire dall’Induismo in cui il principio spirituale detto Jiva, che precede la forma fisica, fa la sua comparsa in questo mondo insieme all’individuo, pur non nascendo con esso. Ovviamente, la reincarnazione dello Jiva nella condizione umana non è casuale, ma frutto del principio di causa effetto secondo la legge del Karma:“raccogliamo ciò che abbiamo seminato. Il buon seme procura buoni frutti; quello cattivo, frutti cattivi. Ogni azione, per piccola che sia, produce effetti sul carattere”.

Le teorie di Robert Schwartz

Anche il famoso conferenziere Robert Schwartz, autore di “Anime coraggiose”, è uno fra i tanti sostenitori di questa teoria. Egli afferma che tutti noi programmiamo preventivamente le nostre esistenze, sfide comprese, per bilanciare il karma e conoscerci meglio: “La programmazione che facciamo prima di nascere è estesa e dettagliata. Essa include la selezione delle prove della vita, ma va ben al di là di essa. Noi scegliamo i nostri genitori (ed essi scelgono noi), dove e quando incarnarci, le scuole che frequenteremo, le case in cui vivremo, la gente che incontreremo e le relazioni che stringeremo. Se qualche volta avete avuto la sensazione di conoscere già una persona appena incontrata, forse eravate nel vero. Quella persona faceva probabilmente parte della vostra programmazione prenatale. Quando un luogo, un nome, un’immagine vi sembrano stranamente familiari, la prima volta che li vedete o sentite, si tratta spesso di un vago ricordo di ciò che fu discusso prima dell’incarnazione.

In molte sessioni di programmazione prenatale, usiamo il nome e prendiamo l’aspetto fisico che avremo dopo la nascita. Tali pratiche ci aiutano a riconoscerci l’un l’altro a livello fisico. La sensazione di dèjà vu viene spesso, giustamente, riferita a qualcosa successa in una vita passata, ma spesso si tratta invece di ricordi delle programmazioni prenatali.

Quando poi entriamo nella dimensione terrestre, dimentichiamo tutto e prima di incarnarci sappiamo che subiremo questa amnesia auto indottaUn dato importante è che la personalità è dotata di libero arbitrio. È dunque possibile resistere o accettare le prove della vita. La Terra è un palco sul quale la personalità realizza o devia dal copione scritto prima della nascita. Noi scegliamo come reagire, se con rabbia e amarezza o con amore e compassione. Quando riconosciamo che abbiamo programmato le prove della nostra vita, la scelta diventa chiara e molto più facile“.

In tale ottica, anche i genitori non sono altro che parte del programma scelto prima di venire al mondo. Gli schemi che ereditiamo da loro sono una sorta di allenamento, il cui scopo finale è insegnarci a vivere a modo nostro. Figli e genitori, quindi, si aiuterebbero reciprocamente a superare sfide, blocchi, ostacoli che in qualche modo li legano.Il fatto di vivere situazioni familiari devastanti o poco piacevoli, è solo apparentemente negativo, perché in realtà si tratta di una palestra per l’anima,attraverso le cui lezioni possiamo liberarci degli schemi di cui siamo prigionieri, scoprendo i nostri autentici talenti, i punti deboli e le abilità. Spesso è nelle difficoltà che troviamo la forza per cambiare.

Mettendo insieme i vari pezzi, progressivamente scopriamo chi siamo, la nostra vera natura. Ma per riuscirci è indispensabile comprendere che siamo registi e non vittime della realtà circostanteSe abbiamo scelto i nostri genitori anziché altri, non è un caso, l’abbiamo fatto perché solo con loro avremmo potuto imparare determinate cose in un reciproco scambio di insegnamenti. Quando invece ragioniamo da vittime, puntiamo il dito contro di loro accusandoli di tutto ciò che noi non siamo riusciti a realizzare. Certo, non è facile comprenderlo, specialmente se sussistono situazioni complesse, eppure è solo assumendoci la nostra fetta di responsabilità che possiamo cambiare le cose. Perché solo se ci consideriamo registi della nostra vita riacquistiamo il potere perduto, quello che ci permette di cambiare in meglio.

Sebbene questa logica valga per tutti i rapporti interpersonali, quello con i genitori è particolarmente profondo, originato da accordi d’amore. Ed è per questo, che il primo passo da compiere per riappropriarsi del proprio potere è perdonarli, accettarli per quello che sono e comprendere che non sono giunti a caso. Una volta che il perdono è concesso, la vita – assicura chi supporta queste teorie – migliora a 360 gradi. La nostra come la loro. Il bambino interiore, attraverso questo processo di consapevolezza, non è più arrabbiato, non si sente più escluso, ma degno di attenzione e amore. E’ lui il creatore, è lui il nostro potere risvegliato. Vale la pena farci una riflessione!

Fonte: www.yinyangtherapy.it

 

tratto da: https://camminanelsole.com/hai-mai-pensato-di-essere-stato-tu-a-scegliere-i-tuoi-genitori-prima-di-venire-al-mondo/

Inquinamento atmosferico: tutto il male che stiamo facendo ai bambini

 

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Inquinamento atmosferico: tutto il male che stiamo facendo ai bambini

Inquinamento atmosferico, è allarme bambini: quelli con meno di un anno di età che vivono in aree in cui l’inquinamento dell’aria è almeno sei volte superiore ai limiti stabiliti dall’Oms sono ben 17 milioni, 12 dei quali vivono in Asia.

È l’allerta lanciata dall’Unicef, secondo cui l’’inquinamento atmosferico può influenzare lo sviluppo del cervello nei bambini piccoli, danneggiare il tessuto cerebrale e minare lo sviluppo cognitivo, con implicazioni per tutta la vita.

L’analisi condotta dall’Unicef mostra come l’inquinamento atmosferico, così come nutrizione e stimoli non adeguati, oltre all’esposizione alla violenza durante i primi mille giorni di vita, possano avere un impatto sullo sviluppo della prima infanzia influenzando il loro cervello in crescita:

– le particelle di inquinamento ultrafini sono talmente piccole che possono entrare nel flusso sanguigno, viaggiare nel cervello e danneggiare la barriera emato-encefalica, che può causare neuro-infiammazione

– alcune particelle inquinanti, come il particolato ultrafine di magnetite, possono entrare nel corpo attraverso il nervo olfattivo e l’intestino e, a causa della loro carica magnetica, creano uno stress ossidativo, nota causa di malattie neurodegenerative

– altri tipi di particelle inquinanti, come gli idrocarburi policiclici aromatici (idrocarburi costituiti da due o più anelli aromatici quali quello del benzene fusi in un’unica struttura generalmente planare), possono danneggiare le aree del cervello che sono fondamentali per aiutare i neuroni a comunicare, la base per l’apprendimento e lo sviluppo dei bambini

– il cervello di un bambino piccolo è particolarmente vulnerabile perché può essere rovinato da un dosaggio minore di sostanze chimiche tossiche, rispetto al cervello di un adulto. I bambini sono anche molto vulnerabili all’inquinamento atmosferico perché respirano più rapidamente e anche perché le difese fisiche e le immunità non sono pienamente sviluppate.

Le sostanze inquinanti non solo danneggiano i polmoni in via di sviluppo nei bambini, ma possono compromettere permanentemente il loro sviluppo cognitivo e quindi il loro futuro – chiarisce dunque Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef. Proteggere i bambini dall’inquinamento atmosferico significa salvarli, ridurre i costi dell’assistenza sanitaria, incrementare la produttività e creare un ambiente più sicuro e pulito per tutti”.

Cosa si può fare allora? Il documento delinea le misure urgenti per ridurre l’impatto dell’inquinamento atmosferico sui cervelli in crescita dei bambini, compresi i passi immediati che i genitori possono adottare per ridurre l’esposizione dei bambini in casa ai fumi nocivi prodotti dai prodotti del tabacco, dalle stufe per cucinare e dai riscaldamenti:

1. Ridurre l’inquinamento atmosferico investendo in fonti di energia più pulite e rinnovabili per sostituire la combustione dei combustibili fossili; fornire un accesso conveniente al trasporto pubblico; aumentare gli spazi verdi nelle aree urbane; e fornire migliori opzioni di gestione dei rifiuti per prevenire la combustione aperta di sostanze chimiche dannose.

2. Ridurre l’esposizione dei bambini agli inquinanti rendendo loro possibile di uscire durante le ore del giorno in cui l’inquinamento atmosferico è inferiore; usare maschere di filtrazione dell’aria opportunamente adatte in casi estremi; creare una pianificazione urbana intelligente in modo che le principali fonti di inquinamento non si trovino vicino a scuole, ospedali o cliniche.

3. Migliorare la salute generale dei bambini per migliorare la loro capacità di recupero. Ciò include la prevenzione e il trattamento della polmonite, la promozione dell’allattamento al seno esclusivo e una buona alimentazione.

4. Migliorare la conoscenza e il monitoraggio dell’inquinamento atmosferico. Ridurre l’esposizione dei bambini agli inquinanti e le fonti di inquinamento atmosferico inizia con la comprensione della qualità dell’aria che respirano in primo luogo.

Nessun bambino dovrebbe respirare aria pericolosamente inquinata – e nessuna società può permettersi di ignorare l’inquinamento atmosferico”, concludiamo con Lake.

Germana Carillo

 

 

fonte: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/25929-inquinamento-atmosferico-unicef

 

I biscotti Plasmon ora senza olio di Palma. L’azienda: “Vi abbiamo ascoltato” …Ma brutte carogne, SIAMO NOI CHE VI ABBIAMO SCOPERTO. Altrimenti avreste continuato ad avvelenare i nostri figli!

 

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I biscotti Plasmon ora senza olio di Palma. L’azienda: “Vi abbiamo ascoltato” …Ma brutte carogne, SIAMO NOI CHE VI ABBIAMO SCOPERTO. Altrimenti avreste continuato ad avvelenare i nostri figli!

 Plasmon. L’esempio di come l’industria alimentare specula sulla pelle nostra e dei nostri figli. Hanno avvelenato noi ed i nostri figli con l’olio di palma (e chissà quale altro ingrediente per niente salutare) finchè hanno potuto. Una volta che sono stati sputtanati che fanno? Girano la frittata. Non dicono che ci stavano avvelenando. Dicono che “ci hanno ascoltati”...
Immaginate una persona di cui avete fiducia ma che tutti i giorni vi ruba qualcosa dalle tasche. Voi lo scoprite, ma questo invece di mortificarsi torna da voi, vi fa un sorriso e vi dice: “vedi come sono bravo? Vedi come ti voglio bene? Oggi non sto tradendo la tua fiducia derubandoti”
…ma voi avreste fiducia di uno così? No? E date ancora ai vostri figli prodotti Plasmon?

Un articolo-pubblicità Plasmon senza olio di palma:

I biscotti Plasmon ora senza olio di Palma. L’azienda: “Vi abbiamo ascoltato”

Care mamme, quanto tempo dedicate a scegliere cosa acquistare tra gli scaffali del supermercato Quanto siete attente ai valori nutrizionali e agli ingredienti dei prodotti che portate in tavola ora che siete mamme? Sicuramente… più di prima.
Che siate ricorse allo svezzamento classico o all’autosvezzamento, ora più che mai non vi limitate più a riempire il carrello di prodotti in offerta e dal packaging colorato ma vi preoccupate di conoscere con esattezza cosa state per somministrare ai vostri figli, soprattutto se piccolissimi.
Vi sarà quindi capitato di prendere in mano una bella confezione di biscotti Plasmon, quelli che mangiavate in grandi quantità quando eravate piccole e di cui ancora ricordate il gusto dolce e intenso. E vi sarà anche capitato di leggere sull’etichetta degli ingredienti quel termine capace di scatenare il panico tra salutisti e animalisti: “olio di palma“.
Alcune di voi avranno approfondito, scoprendo che la Plasmon ha sempre utilizzato olio di palma tracciabile, sicuro e sostenibile, ma in molte si sono rifiutate categoricamente di acquistare i deliziosi biscottini, rivolgendo anche pesanti critiche all’azienda.
Ed è proprio la Plasmon ad annunciare alle mamme una grande novità: oggi i biscotti Plasmon sono senza olio di palma! Grazie all’utilizzo di olio di girasole e olio di oliva, il gusto rimane quello di sempre. Impossibile notare la differenza! Guardate come hanno reagito alcune mamme blogger quando hanno scoperto di aver appena degustato la nuova versione dei biscotti Plasmon…
Durante l’ultimo anno abbiamo ascoltato le mamme e abbiamo fatto del nostro meglio per rispondere alle loro richieste, mantenendo al contempo le caratteristiche distintive del Biscotto Plasmon” afferma Serena Di Matteo, responsabile Brand & ADV Plasmon e Marketing Manager categoria Biscotti. “Siamo felici di annunciare che la nuova gamma è pronta e a breve sarà in tutti i punti vendita”.
In stretta collaborazione con Società Pediatriche nazionali ed internazionali, il Centro di Nutrizione Plasmon in Italia formula le ricette di ogni prodotto in base alle esigenze nutrizionali del bambino nelle diverse fasi della sua crescita. I biscotti sono studiati in modo da fornire il giusto apporto di vitamine e sali minerali e sono prodotti con farine ottenute da grano coltivato secondo le rigide regole Oasi nella crescita® Plasmon. Attraverso questo protocollo, Plasmon sceglie solo i fornitori capaci di adottare i più elevati standard per la gestione della filiera: un modello produttivo più rigoroso di quanto richiesto dalla già restrittiva legge per l’alimentazione infantile.
fonte: http://curiosity2017.blogspot.it/2017/04/i-biscotti-plasmon-ora-senza-olio-di.html

Il pandoro Maina? Un dolce solo per adulti! – Per le sostanze che contiene NON è adatto al consumo dei bambini! Ed è solo un esempio…

 

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Il pandoro Maina? Un dolce solo per adulti! – Per le sostanze che contiene NON è adatto al consumo dei bambini! Ed è solo un esempio…

Il Salvagente riporta il caso del pandoro Maina: dalle analisi la presenza di ocratossina sarebbe nella norma per il consumo adulto, ma non per i consumo da parte dei bambini.

Ma è solo un esempio. Chissà quali e quanti prodotti sono in queste condizioni…

 

Da: Il Salvagente

Il pandoro Maina? Un dolce solo per adulti

Il pandoro è un prodotto per bambini o per adulti? Dal punto di vista delle leggi che ne regolano la produzione, non c’è dubbio: è un prodotto per adulti. Dal punto di vista della logica e della consuetudine natalizia, invece, è anche un prodotto per bambini.

Attenti, però, con la logica si possono compiere errori pesanti. Come dimostra un test condotto dall’associazione Cova contro un’associazione lucana di volontariato ambientale nata nel 2013, che realizza analisi ambientali, informazione, sensibilizzazione e, più in generale, contrasto alle eco-mafie.

L’associazione, poche settimane fa, ha in un supermercato di Bolzano due pandori Maina (lotto 773058 scadenza 30/04/18) e ha cercato oltre un centinaio di residui di fitofarmaci, aflatossine totali e ocratossina A. Ottimi i risultati sui fitofarmaci: nessuna molecola è stata rilevata nei laboratori della Ul. Un po’ meno le determinazioni dell’ocratossina A. O meglio, con 0,89 mcg/kg, a fronte di un limite di legge di 3 mcg/kg per questo alimento, gli adulti possono consumarlo con tutta tranquillità, dato che siamo abbondantemente tre volte sotto il limite. Il discorso diventa molto diverso se consideriamo di allietare i bambini (ricordiamo che per legge si definiscono tali solo se sotto i tre anni) durante le prossime feste di fine anno. In quel caso, il limite di legge sarebbe di 0,5 mcg/kg e il pandoro Maina non potrebbe essere indicato e venduto come alimento destinato ai piccoli consumatori.

Piccoli da difendere (ma solo fino a tre anni)

La logica la conoscete bene, è quella di tutelare i più piccoli e considerare invece come adulti,esattamente come un individuo di 60 anni, i bambini anche di soli 4 o 5 anni. Una logica che non ci ha mai convinto e che abbiamo più volte denunciato dalle nostre pagine.

“Questa presunzione di identica risposta dell’organismo nei confronti di alcuni rischi, fra cui le micotossine, non è sostenibile” l’aveva definita il professor Alberto Ritieni, uno dei maggiori esperti di micotossine, suggerendo al legislatore di “prevedere una fascia intermedia per un passaggio graduale da bambino ad adulto. Oppure, un limite unico più protettivo per ambedue le fasce”.

I pericoli delle Ocratossine

La tossicità delle ocratossine, d’altronde, è nota. Meno se ne assumono, meglio è, sostiene l’Efsa, l’Agenzia europea sulla sicurezza alimentare. Inoltre, la Iarc ha posto l’accento sulla correlazione tra l’assunzione di micotossine presenti negli alimenti e nei mangimi e la possibile insorgenza di effetti nocivi di diverso tipo sulla salute umana e degli animali. L’Agenzia si è anche soffermata sulle ocratossine sostenendo che in seguito all’azione lesiva delle micotossine sulle cellule, si può avere un’azione nefrotossica sui reni (ocratossina A), teratogena quando causano uno sviluppo anormale del feto (ocratossina A) e cancerogena. Sono inoltre immunosoppressive e riducendo la naturale resistenza alle malattie infettive sono anche immunotossiche.

Il crowdfunding delle analisi

L’analisi del prodotto Maina è stata finanziata nell’ambito del progetto GAS – Gruppo di Analisi Solidali, mettendo insieme un ristretto gruppo di consumatori interessati alle prove del prodotto, che hanno contribuito economicamente al pagamento della stessa. Una sorta di crowdfounding molto innovativo che poi prevede la pubblicazione sul giornale on line Punto eBasta.

tratto da: https://ilsalvagente.it/2017/11/15/il-pandoro-maina-un-dolce-solo-per-adulti/28042/

 

Smog: l’assassino silenzioso

 

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Smog: l’assassino silenzioso

Sono giorni terribili per la qualità dell’aria nel Piemonte.
Anche se nella mia Vercelli, la qualità dell’aria di ieri (lunedì 30 ottobre) era in leggero miglioramento con valori di PM10 di 57 µg/m³, i giorni passati sono stati caratterizzati da valori record che hanno toccato i 146 µg/m³ lo scorso sabato. Non va affatto meglio a Torino dove, complici i disastrosi incendi in val di Susa, la centralina di Beinasco ha raggiunto numeri simili a quelli delle inquinatissime metropoli cinesi: 354 µg/m³, 7 volte il valore massimo consentito dalla norma.
La terribile situazione della qualità dell’aria non è solo un disastro per i nostri martoriati polmoni, costretti a respirare un cocktail di sostanze pericolose, ma anche un grave problema sociale ed economico.  Secondo OMS e OCSE gli oltre 90 mila decessi prematuri annui causati della pessima qualità dell’aria ci costano moltissimo: 88,5 miliardi di euro ogni anno, quasi il 5% del PIL. A queste cifre folli rischiamo di dover aggiungere a breve le sanzioni dovute alle tre procedure di infrazione Europee dovute ai continui superamenti dei valori limite degli inquinanti in cui è coinvolto il nostro Paese, con una multa che potrebbe ammontare a oltre 1 Miliardo di Euro.

L’Italia non rispetta i limiti della qualità dell’aria da oltre 10 anni e presenta tassi di mortalità più alti delle altre principali economie Europee: oltre 1.500 decessi prematuri per milione di abitante, contro una media dell’Unione europea di poco più di mille decessi prematuri. Un problema che tocca in particolare i bambini molto piccoli, estremamente sensibili all’inquinamento atmosferico. La letteratura scientifica collega la presenza di inquinanti atmosferici, come l’esposizione al particolato atmosferico, ad effetti negativi sullo sviluppo funzionale dei polmoni, con possibile riduzione cronica del loro tasso di crescita, oltre a complicanze dell’asma e aumento della prevalenza e dell’incidenza di tossi e bronchiti.

Nessuno può chiamarsi fuori da questa emergenza.

fonte: http://mirkobusto.net/inquinamento-aria-piemonte/

È ovvio che a questo problema contribuiscano tutta una serie di attività come il traffico, il riscaldamento domestico e il settore industriale, ma non possiamo fare finta di dimenticare che sulla qualità dell’aria incidano anche in maniera importante agricoltura e allevamento.

Non a caso qualche giorno fa la Regione ha finalmente deciso di fare un primo timido passo per contrastare l’emergenza, elaborando, con il DGR n. 42-5805, le ‘prime misure di attuazione dell’Accordo di Programma per l’adozione coordinata e congiunta di misure di risanamento della qualità dell’aria nel Bacino Padano’. Tra le attività proibite non appena il livello di legge di 50 μg/m3 sia stato superato per 4 giorni consecutivi troviamo, oltre alle ovvie limitazioni della circolazione per le auto diesel e per il riscaldamento a biomassa, il divieto assoluto di qualsiasi tipologia di combustioni all’aperto (anche relativamente alle deroghe consentite) e il divieto di spandimento dei liquami zootecnici.

In relazione a questo, colgo l’occasione per spendere due parole sulla polemica tutta Vercellese dell’abbruciamento delle stoppie. Credo che stiamo parlando di un minimo di sano buon senso, non capisco il senso di continuare a bruciare le paglie quando la moderna letteratura agronomica testimonia che non ha effetti apprezzabili sulle infestanti, non ha effetti rilevanti sul contenimento delle malattie fungine, non ha effetti, in genere, di accumulo di tipo dannoso di sostanza organica. Si brucia solo utile materia organica che poi va reintegrata con concimi. A dirlo sono svariati i lavori e ricerche: invito a consultare quella svolta per più di un decennio consecutivo alla Cascina Sperimentale Boschine (prima che essa venisse miseramente alienata dalla Provincia di Vercelli per far cassa), ed altri innumerevoli lavori sono consultabili circa il beneficio della paglia trinciata ed incorporata direttamente nel suolo e del suo ruolo utile al mantenimento della fertilità. Nessuno vuole criminalizzare gli agricoltori, ma anzi, li si vuole sensibilizzare affinché a loro volta stimolino i loro colleghi più distratti e meno attenti a contribuire alla risoluzione di un problema che ci riguarda tutti.

Ridurre l’inquinamento atmosferico nelle nostre aree deve essere una priorità politica.

È indecente assistere allo spettacolo di una politica che ‘tira a campare’ aspettando le piogge per paura di pestare i piedi a uno o all’altro settore (agricoltori, industriali dell’auto e dell’energia) oppure di scontentare i cittadini con i blocchi del traffico.

In pianura padana si muore di smog, questa è la realtà. Dobbiamo avviarci rapidamente verso l’abbandono del diesel, stimolando al contempo lo sviluppo di tecnologie pulite e la diffusione di veicoli ibridi ed elettrici. Dobbiamo fare in modo che ciò si accompagni a politiche per abbandonare l’uso del mezzo privato in favore del potenziamento e dell’efficientamento della mobilità pubblica. Dobbiamo abbandonare i progetti e gli investimenti sulle grandi infrastrutture che devastano il territorio senza rispondere ai veri bisogni dei cittadini portati avanti dalla vecchia politica.

Il M5S ha le idee chiare e, una volta al governo, avrà il coraggio di portarle avanti con determinazione. Abbiamo il diritto di respirare aria pulita e dobbiamo preservarlo, nelle nostre città, per noi e per le generazioni che verranno.

Pesticidi: contaminati il 45% dei parchi giochi in provincia di Bolzano – E stiamo parlando di uno dei comuni più “ecologici” d’Italia!

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Pesticidi: contaminati il 45% dei parchi giochi in provincia di Bolzano – E stiamo parlando di uno dei comuni più “ecologici” d’Italia!

Pesticidi: contaminati il 45% dei parchi giochi in provincia di Bolzano

Circa la metà dei parchi giochi della provincia di Bolzano sono risultati contaminati dalla presenza di uno o più residui di pesticidi. È questo il risultato delle analisi condotte dalla Ong tedesca Pan, Pesticide action network, su 71 aree ludiche per bambini sudtirolesi portando in laboratorio campioni di erba prelevate nei siti per valutare la presenza di 14 pesticidi molti dei quali, come il Chlorpirifos-methyl, Cipermetrina, Tetraconazolo e il Penconazolo, sono sospettati di essere nocivi per il sistema riproduttivo ed ormonale. Scarica qui il report della ricerca.

Doppio rischio: aree dedicate ai bambini e non trattate

Le aree contaminate sono risultate 32 su 71 analizzate, il 45% del totale. Scrivono gli autori della ricerca: “I campioni sono stati prelevati esclusivamente nei parchi giochi. Ciò significa che gli agenti attivi non solo sono stati riscontrati su aree non trattate direttamente con pesticidi ma soprattutto su aree frequentate intensamente da un campione di popolazione particolarmente vulnerabile, cioè dai bambini“. A destare preoccupazione anche il tipo di residui trovati: “I pesticidi riscontrati in 10 su 14 campioni di erba (il 71%) sono da considerarsi possibilmente o probabilmente nocivi a livello ormonale“.

Concentrazioni elevate

Naturalmente, non essendo l’erba un alimento destinato al consumo umano, non esiste un limite di legge alla concentrazione dei pesticidi cercati. I ricercati del Pan hanno comunque messo a confronto i limiti di legge per alcuni ortaggi e frutta (fragolespinaci e insalate) e li hanno confrontati con le concentrazioni trovate nei pratini dei parchi. Come si evince dalla tabella seguente, la contaminazione è decisamente elevata:

La fonte della contaminazione

Da dove provengono queste sostanze? Naturalmente dai terreni coltivati, in particolare frutteti e vigneti. Lo studio ha anche accertato che la vicinanza alle coltivazioni ha inciso molto di più nella contaminazione (21 parchi contaminati su 71 analizzati erano nelle prossimità dei campi trattati con fitofarmaci) rispetto alle aree ludiche più distanti (11 positività su 71).

Per fare qualche esempio, il Fluazinam (funghicida) è usato come fungicida; nella frutticoltura in Alto Adige viene applicato contro l’escara e contro l’aspergillom, mentre il Fosmet (insetticida, principio attivo contenuto ad esempio nell’Imidan) in Alto Adige può essere applicato nella frutticoltura tra l’altro contro la cocciniglia, contro la carpocapsa del melo e contro la cacopsylla.

Numeri che non lasciano dubbi: l’uso massiccio di pesticidi ormani mette a rischio anche le aree non trattate. Che in questo caso sono frequentati da bambini. Un risultato nient’affatto tranquillizzante.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/10/31/pesticidi-contaminati-il-45-dei-parchi-giochi-in-provincia-di-bolzano/27601/

Attenzione alla Tachipirina. Sì, proprio quella che diamo ai nostri bambini: ecco gli effetti collaterali e tossici anche molto gravi!

 

Tachipirina

 

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Attenzione alla Tachipirina. Sì, proprio quella che diamo ai nostri bambini: ecco gli effetti collaterali e tossici anche molto gravi!

Molti ne abusano e la somministrano anche ai bambini al primo accenno di febbre sotto consiglio dei medici. Ma la tachipirina, il cui principio attivo è il paracetamolo, ha effetti collaterali molto sgradevoli ed effetti tossici ancora peggiori.
Uno sguardo sugli studi che dimostrano gli effetti negativi di paracetamolo e tachipirina.
 
Come sanno quasi tutti, il principio attivo della tachipirina, come di un altro farmaco similare molto noto, l’efferalgan, è il paracetamolo. Questo farmaco viene usato, indiscriminatamente sia per gli adulti che per i bambini anche molto piccoli, come i neonati.
 
Ma quello che la gente non sa, grazie anche alla mancanza di informazione da parte del Sistema Sanitario Nazionale, è che la tachipirina è un farmaco molto tossico e che può danneggiare in maniera marcata l’organismo e soprattutto il delicato sistema immunitario dei bambini. Ma cominciamo con un certo ordine.
Gli effetti collaterali della tachipirina
 
Esiste una letteratura medica che riguarda il paracetamolo che risale già al 1967 ( cfr Journal of Pharmacology and Experimental Therapeutics 156, 285, 1967), che spiega quali sono gli effetti collaterali del principio attivo della tachipirina alle dosi terapeutiche: vertigini, sonnolenza, alterazioni ematologiche, secchezza orale, problemi di accomodazione, nausea, vomito, fenomeni allergici, tipo glossite (lingua gonfia) orticaria, prurito, arrossamenti cutanei, broncospasmo, porpora trombo-citopenica.
 
Questi effetti collaterali della tachipirina sono stati riportati anche circa vent’anni fa in un libro del dott. Roberto Gava (l’Annuario dei Farmaci), dove aggiunge che il paracetamolopossiede anche un’elevata tossicità acuta dose-dipendente con gravi effetti epatici, ittero ed emorragie, e la possibilità di avere una progressione verso l’encefalopatia, il coma e la morte.
 
Inoltre la tachiprina può causare insufficienza renale con necrosi tubulare acuta, aritmie cardiache, anemia emolitica, agranulocitosi, e pancitopenia.
Gli effetti tossici della tachipirina
 
Gli effetti tossici del paracetamolo sono ampiamente noti da decenni, e gli ultimi studi risalgono ad una pubblicazione del 2010 da parte del New Zeland Ashsma and Allergy color Study Group a cura del dott. Wickens e Colleghi sulla rivista “Clinical & Experimental Allergy” . Quello che spiegano, in sintesi, è che il paracetamolo (quindi la tachipirina) è un potente farmaco ossidante e consuma le scorte del nostro più potente antiossidante: il GLUTATIONE. E quando questo scarseggia, il paracetamolo svolge la sua azione epatotossica.
 
 
“L’effetto epatotossico è esplicato da un metabolita del paracetamolo ( l’N-acetil-p-benzochinone), che viene neutralizzato da un sistema epatico glutatione-dipendente. Dopo che le scorte intraepatocitarie di glutatione si sono esaurite il metabolita si lega con le proteine del citosol epatocitario ( dopo circa dieci ore dall’assunzione) e svolge al sua azione epatotossica”.( L’Annuario dei Farmaci , dott. Roberto Gava).
I pericoli di vaccini + tachipirina
 
Il dott. Gava aggiunge che il paracetamolo viene somministrato anche ai neonati, pur sapendo quanto questi scarseggino di sostanze antiossidanti come il glutatione. Tra l’altro sembra che la tachipirina sia somministrata ai bambini piccoli dopo aver fatto i vaccini di routine, con conseguenze a dir poco disastrose e vi spiego perché.
 
Sappiamo che la cisteina ( un aminoacido essenziale che permette la produzione di glutatione da parte del fegato e del cervello) viene sintetizzata da un enzima, la metionina sintetasi, e che il mercurio contenuto nei vaccini blocca l’attivazione di questo enzima con la conseguenza di una maggiore probabilità di alterare lo sviluppo cerebrale con incremento di autismo e del disturbo da iperattività (ADHD), patologie che sono enormemente aumentate in questi ultimi anni. Tra l’altro i bambini autistici hanno il 20% in meno di cisteina disponibile e il 54% di livelli più bassi di glutatione e questo comporta una maggiore incapacità del loro organismo di espellere metalli tossici come il mercurio (sia alimentare che dei vaccini).
 
Ne consegue che questi soggetti non dovrebbero mai assumere tachipirina almeno nei primi anni di vita, sicuramente non prima di aver superato i due anni. Infatti sotto i sei mesi, un bimbo non è in grado di espellere il mercurio vaccinale poiché il fegato è ancora “immaturo”. È dimostrato, tra l’altro, che il mercurio entra molto facilmente e si accumula nei tessuti cerebrali dei bambini (ma non solo, vedere post sui vaccini) dato che la loro barriera encefalica è più recettiva.
 
In più, il mercurio, a dosi elevate altera la mitosi cellulare in un cervello in accrescimento come è quello di un bambino. Studi scientifici del 2008 e del 2009 hanno dimostrato che l’assunzione di paracetamolo aumenta la probabilità dei bambini piccoli di ammalarsi di autismo. Eppure latachipirina spesso viene data dopo l’assunzione dei vaccini per “spegnere” gli effetti visibili e tranquillizzare quei genitori totalmente ignari di ciò che potrebbe succedere in quei soggetti più predisposti a livello immunitario ai danni dei vaccini. Febbre alta? Tachipirina. Il bambino piange? Tachiprina. Abitudine che spesso non finisce con l’età, perché molti adulti assumono tachipirina ai primi sintomi di mal di testa, mal di schiena o semplicemente per qualche linea di febbre.
 
Pochi giorni fa è uscita una notizia su Informasalus, che riporta uno studio coordinato dal dott. Julian Crane : “Farmaci con paracetamolo: rischio asma e allergie per i bambini”. Il dott. Crane spiega che secondo le sue ricerche, i bambini che hanno utilizzato il paracetamolo prima di aver compiuto i 15 mesi di età ( il 90%) hanno il triplo di probabilità in più di sviluppare una sensibilità agli allergeni e il doppio di probabilità in più di sviluppare sintomi come l’asma verso i sei anni rispetto ai bambini che non hanno assunto tachipirina e simili farmaci conparacetamolo.
 
Tutte queste notizie dovrebbero farci riflettere, anche perché si tratta di un farmaco che più che un’azione antinfiammatoria ha un’azione antipiretica e analgesica. Quindi attenti agli abusi, poiché è una sostanza che svolge sempre e comunque un effetto epatotossico.
 
Il consiglio del dott. Roberto Gava (specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica, Tossicologia Medica, si è perfezionato in Omeopatia Classica, Agopuntura Cinese, Ipnosi Medica) è quello di
non somministrare paracetamolo ai bimbi piccoli, specie se immaturi o se hanno assunto farmaci per tempi prolungati o se sono stati sottoposti a vaccini da meno di un mese
non vaccinare i bambini sotto i due anni di età
non accettare mai più di uno o massimo due vaccini per volta
far eseguire a bambini esami ematochimici per capire le capacità antiossidanti e quanto sia maturo il loro sistema immunitario e la loro capacità epatica di espellere le tossine
 
Infine, cercate medici che abbiano una visione più aperta alle conoscenze di Medicina Naturale e di Omeopatia in generale, che sappiano seguire i genitori nel gestire le malattie dei primi anni di vita, aumentando le difese immunitarie del bambino senza imbottirli di farmaci come latachipirina a tutti i costi.
 
CONSIGLIO PER I GENITORI: approfondite le vostre conoscenze personali sulle possibilità di cure alternative non tossiche, per voi e i vostri figli. Molti problemi si potrebbero risolvere soltanto rivedendo errate convinzioni ormai radicate nell’ inconscio collettivo dalle case farmaceutiche e dagli enti governativi, e adottando uno stile di vita più corretto, evitando l’assunzione continua di farmaci tossici come la tachipirina (ma non solo). Le alternative ci sono, ed alla portata di tutti. Pensateci.
fonte: http://informazionebycuriosity.altervista.org/attenzione-alla-tachipirina-si-quella-date-ai-vostri-bambini-gli-effetti-collaterali-tossici-anche-gravissimi/

La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

 

bambini

 

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La tragedia silenziosa che sta colpendo i bambini di oggi

di Redazione InformaSalus.it

“C’è una tragedia silenziosa che si sta svolgendo proprio ora, nelle nostre case, e riguarda i nostri gioielli più preziosi: i nostri bambini. Attraverso il mio lavoro con centinaia di bambini e genitori come ergoterapista, ho visto questa tragedia svolgersi proprio sotto i miei occhi. I nostri bambini sono in uno stato emotivo devastante!”. Inizia così un articolo di Victoria Prooday, una psicoterapeuta canadese (di origini ucraine) specializzata in ergoterapia e che lavora con bambini, genitori e insegnanti.

Come si legge nell’articolo (letto da 10 milioni di persone), negli ultimi 15 anni sono state pubblicate statistiche allarmanti circa il continuo aumento di disturbi psicologici nei bambini, che stanno raggiungendo livelli quasi epidemici:

– 1 bambino su 5 ha problemi di salute mentale
– I disturbi dello spettro ADHD (deficit di attenzione/iperattività) sono aumentati del 43%
– Fra gli adolescenti, la depressione è aumentata del 37%
– Nei ragazzi tra i 10 e i 14 anni, i suicidi sono aumentati del 200%.
– Quante altre prove ci servono per svegliarci?

Secondo l’autrice all’origine dei problemi attuali di molti bambini vi sarebbero i genitori e l’ambiente circostante.

Oggi i bambini vengono privati delle basi per un’infanzia sana, cioè: genitori emotivamente presenti, limiti ben definiti e figure di guida, responsabilità, alimentazione equilibrata e numero adeguato di ore di sonno, movimento e vita all’aria aperta, gioco creativo, interazioni sociali, opportunità di avere del tempo libero e momenti di noia.

Al contrario oggi ai bambini vengono offerti: genitori “digitalmente distratti”, genitori indulgenti che permettono ai figli di “comandare”, convincimento che tutto gli è dovuto, alimentazione non equilibrata e poche ore di sonno, vita sedentaria dentro casa, stimolazioni continue, babysitter tecnologiche, gratificazioni immediate, assenza di momenti di noia.

Cosa fare dunque? Ecco i consigli della psicoterapeuta ai genitori:

– Fissate dei limiti, e ricordate che voi siete i genitori del bambino, non degli amici.
– Offrite al bambino uno stile di vita di bilanciato, ricco di ciò di cui ha bisogno, non solo di ciò che vuole.
– Non abbiate paura di dire “No!” quando ciò che il bambino vuole non è ciò di cui ha bisogno.
– Date a vostro figlio cibi nutrienti e limitate gli snack
– Trascorrete almeno un’ora al giorno in uno spazio verde: andando in bici, camminando, pescando, osservando insetti o uccelli.
– Mettete via i cellulari durante i pasti
– Fate giochi da tavolo
– Fate svolgere al bambino piccoli lavori domestici
– Assicuratevi che il bambino dorma un numero sufficiente di ore in una camera priva di dispositivi tecnologici.

Insegnategli la responsabilità e l’indipendenza e non proteggetelo dai piccoli fallimenti. In questo modo, imparerà a superare le grandi sfide della vita.

– Non siate voi a preparargli lo zaino per la scuola, non portateglielo voi, se ha dimenticato a casa il pranzo o il diario non portateglielo a scuola, non sbucciate una banana per un bambino di 5 anni. Insegnategli piuttosto come si fa.

Cercate di ritardare le gratificazioni e fornitegli opportunità di “annoiarsi”, perché è proprio nei momenti di noia che si risveglia la creatività:

– Non ritenetevi la fonte d’intrattenimento dei vostri figli
– Non curate la noia con la tecnologia
– Non usate strumenti tecnologici durate i pasti, in macchina, al ristorante, nei supermercati. – – Usate questi momenti come opportunità per insegnare ai bambini a essere attivi anche nei momenti di noia
– Aiutateli a creare un “kit di pronto soccorso” della noia, con attività e idee per questi momenti.
– Siate presenti per i vostri bambini e insegnate loro come disciplinarsi e comportarsi:
– Spegnete i cellulari finché i bambini non vanno a letto, per evitare di essere distratti
– Insegnate al bambino come riconoscere e gestire la rabbia o la frustrazione
– Insegnategli a salutare, a condividere, a stare a tavola, a ringraziare
– Siategli vicini dal punto di vista emotivo: sorridetegli, abbracciatelo, leggete per lui, giocate insieme.

“Occorre fare dei cambiamenti nella vita dei nostri bambini prima che un’intera generazione vada sotto farmaci. Non è ancora troppo tardi, ma presto potrebbe esserlo”, conclude  Victoria Prooday.

 

fonte: http://www.informasalus.it/it/articoli/tragedia-silenziosa-bambini-oggi.php

José Mujica:”l’unico bombardamento ammissibile in Siria è con latte in polvere e biscotti per i bambini” !!

José Mujica

 

 

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José Mujica:”l’unico bombardamento ammissibile in Siria è con latte in polvere e biscotti per i bambini” !!

José Mujica:”l’unico bombardamento ammissibile in Siria è con latte in polvere e biscotti per i bambini” !!

Qualunque negoziazione per cattiva che sia è infinitamente migliore per i deboli, i poveri e per coloro che soffrono nel mondo le soluzioni militari

Qualcuno mi ha segnalato questo articolo, che gira in rete, del 6 settembre 2013. Quel grande uomo di José Mujica era ancora presidente dell’Uruguay e gli Stati Uniti si stavano preparando ad attaccare il regime di Assad on la scusa che quest’ultimo stava usando armi chimiche contro i ribelli dell’opposizione (ma dove abbiamo già sentito un’accusa simile per giustificare una guerra?). Mujica spiegava come fosse impossibile fermare una guerra con più guerra, rispetto all’intenzione degli Stati Uniti di preparare un attacco militare contro la Siria.

Parole ancora attualissime di uno dei pochi uomini al mcondo che ancora riesce a dire cose semplici ma così rivoluzionarie. Nelle sue affermazioni si avvertiva la certezza che quello che sta avvenendo in questi mesi, sarebbe accaduto. Perché non riusciamo mai ad imparare abbastanza dalla storia, o forse non vogliamo.

Ecco l’articolo tradotto da qui.