Milioni di api morte attorno ai campi di mais OGM imbevuti di pesticidi neonicotinoidi. L’Efsa li aveva vietati, ma evidentemente sotto la pressione delle Multinazionali, sta valutando di rivedere il divieto!

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Milioni di api morte attorno ai campi di mais OGM imbevuti di pesticidi neonicotinoidi. L’Efsa li aveva vietati, ma evidentemente sotto la pressione delle Multinazionali, sta valutando di rivedere il divieto!

Poiché l’Unione europea ritiene di eliminare le restrizioni su tre pesticidi nella famiglia neonicotinoide, sarebbe bene considerare il fenomeno, conosciuto dagli apicoltori canadesi, in cui le api iniziano a morire in branco poco dopo la stagione di semina di mais.

“Una volta che il mais è stato piantato le nostre api sono morte dai milioni”, ha detto l’apicoltore Dave Schuit nell’estate 2013, come riportato da Eat Local Grown.

Quella primavera, Schuit ha perso 600 alveari contenenti 37 milioni di api. Lo stesso anno l’agricoltore canadese Gary Kenny ha dichiarato che otto dei 10 alveari che ha mantenuto sulla sua proprietà sono morti poco dopo che i suoi vicini hanno piantato il mais nei loro campi.

Il mais geneticamente modificato (GM) è ampiamente coltivato in Canada, ma perché le morti delle api sono avvenute subito dopo la piantagione, le piante di mais non sono probabili da incolpare per questo particolare moria. Invece, gli apicoltori credono che la causa è che i semi di mais sono stati pre-trattati con neonicotinoidi. La semina d’aria provoca polveri neonicotinoidi che volano dai semi.

 

GLI STUDI 

In uno studio i ricercatori della American Purdue University hanno esaminato le api morti o che stavano morendo come quelle del 2013. I risultati dicono: “Le api hanno mostrato sintomi neurotossici, l’analisi delle api morte ha rivelato tracce di [i neonotinoidi] thiamethoxam / clothianidin in ogni caso”… “I trattamenti di seme di colture a campo (principalmente mais) sono l’unica fonte principale di questi composti”.

Un’indagine di agenzie di regolamentazione della gestione del Pest ha anche sottolineato la stessa causa, concludendo che i semi di mais trattati con questi neonicotinoidi “hanno contribuito alla maggior parte delle mortalità delle api”.

“I seme sono il problema”, ha dichiarato Paul Wettlaufer, agricoltore locale e direttore della Federazione federale dell’agricoltura.

I neonicotinoidi sono “pesticidi sistemici”. Essi vengono applicati ai semi prima della piantagione e poi ripresi in ogni tessuto della pianta, inclusi foglie, semi, pollini, fiori e nettari. Questo li rende altamente letali non solo ai parassiti agricoli, ma a tutti gli insetti e anche agli uccelli che visitano le piante per qualsiasi motivo.

“L’uso profano [dei neonotinoidi] in ambito agricolo, la loro elevata persistenza nel suolo e nell’acqua, la loro assorbimento da parte delle piante e la traslocazione ai fiori … mettono a rischio i servizi di impollinazione”, ha concluso uno studio internazionale di ricerca.

Non solo i pollinatori sono minacciati. Due importanti studi nel 2015 hanno scoperto che i pesticidi hanno effetti diffusi e pericolosi su interi ecosistemi. Uno, pubblicato nella rivista Nature, ha scoperto che l’uso di neonicotinoidi stava causando il crollo delle popolazioni di uccelli. Ciò è probabilmente causato sia dall’avvelenamento diretto che dalla devastazione delle fonti alimentari invertebrate.

Nel frattempo, un’analisi da parte della Task Force sui pesticidi sistemici, di 800 studi separati, ha concluso che anche se utilizzati secondo le linee guida del produttore, i neonicotinoidi causano danni a specie “non bersaglio” come lombrichi, insetti, invertebrati acquatici e addirittura lucertole e pesci. I pesticidi sono “probabili avere una vasta gamma di impatti biologici ed ecologici negativi”, ha scritto la task force.

 

IL CASO DI CRESCITA DI UN BAN

Nel 2013, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha imposto un divieto di due anni sull’uso di tre neonicotinoidi, citando un rischio probabile per le api. L’EFSA ha ora lanciato un nuovo studio per rivedere tale politica, con risultati attesi nel gennaio 2017.

Tuttavia, l’evidenza di un divieto di neonicotinoidi è ancora più forte di quanto sia stato due anni fa. Anche l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA) è stata costretta ad ammettere che i prodotti chimici devastano gli impollinatori. L’agenzia ha recentemente annunciato i risultati delle prove sul campo, trovando che anche l’utilizzo di neonicotinoidi (25 parti per miliardo nel polline vegetale e nel nettare) di livelli molto bassi, ha causato perdite misurabili nelle popolazioni di alveari da api.

I ricercatori ritengono che i neonicotinoidi danneggino i cervelli delle api, in particolare la capacità di elaborare informazioni relative all’orientamento e alla direzione.

 

fonte: http://www.anonews.co/bees/

Scarti di lana, olio e malvasia: ecco come nasce, dal genio di un Italiano, il primo diserbante 100% naturale.

 

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Scarti di lana, olio e malvasia: ecco come nasce, dal genio di un Italiano, il primo diserbante 100% naturale.

Chissà a quando risale il momento in cui ci siamo convinti che un prodotto chimico sia di gran lunga migliore di uno di origine naturale: probabilmente l’efficacia è indubbia ma la sicurezza per l’uomo e per gli ambienti? Le grandi aziende, le multinazionali, ma anche i piccoli coltivatori, hanno usato con troppa leggerezzaerbicidi e fertilizzanti sui terreni, ed ora ci ritroviamo con essere umani e campi avvelenati.

Un’azienda italiana con sede in Sardegna è decisa nell’invertire la tendenza per scongiurare l’uso di mortiferi prodotti chimici. Dopo anni di studio nasce il primo diserbante 100% ecologico, a base di scarti naturali di lana, olio e malvasia.

L’Italia non può permettersi di avvelenare la propria terra: prima che sia troppo tardi, l’azienda tricolore propone una soluzione alternativa del tutto naturale.

È il primo eco-diserbante al mondo ed è un prodotto tutto italiano, il Natural Weed Control: gli agricoltori francesi, ancor prima di quelli italiani, lo hanno già utilizzato nelle vigne, e negli Stati Uniti è impiegato nella coltivazione di erbe farmaceutiche. Tutti ne sono entusiasti e ad oggi questo diserbante è destinato a far traballare il monopolio di importanti multinazionali che producono erbicidi ed altri prodotti agricoli.

Il team di ricerca è capitanato dall’imprenditrice sarda Daniela Ducato, da anni impegnata nel settore della bioedilizia e dello sviluppo di materiali naturali.

Per la donna è solo “una questione culturale” considerare più affidabile un prodotto chimico che naturale. Come lei stessa afferma, non ci rendiamo conto del dannoche facciamo quando usiamo sostanze nocive: ad esempio per quanto riguarda il trattamento del verde urbano, a patire le conseguenze non solo solo le aiuole e i prati ma anche gli operai, gli animali domestici i bambini che popolano i parchi delle nostre città.

Tutto è iniziato per salvare le api: in Italia molte sono morte a causa dei prodotti usati in agricoltura.

L’idea è nata da un’esigenza molto concreta: salvare le api dalla moria registrata negli ultimi sul territorio nazionale. In Sardegna ci sono molti apicoltori disperati per l’assenza sostanziale di api.

Le api e le farfalle sono le prime a risentire dei prodotti con cui vengono trattati i terreni: la loro importantissima funzione di impollinazione viene così a mancare.

Il cuore dell’eco-diserbante sono gli scarti della lana di pecora a cui si aggiungono quelli delle lavorazioni dell’olio e del vino.

Tutti elementi di scarto che contribuiscono a creare un diserbante molto efficace: il comune di Cagliari l’ha impiegato per estirpare le erbacce dalle zone verdi della città, con risultati eccezionali.

L’efficacia del prodotto non è di natura chimica: le erbe infestanti vengono seccategrazie al calore e al vapore. “Mettendo insieme questi elementi la pianta intrappola il calore e si secca già dopo due giorni”, spiega la Ducato.

La composizione del diserbante può essere variata per renderlo adatto all’utilizzo vitivinicolo, orticolo o per frutteti: non inquina è sicuro per l’ambiente, per i consumatori e per gli agricoltori, che possono distribuirlo senza mascherineessendo del tutto naturale.

Il mercato del primo eco-diserbante italiano è destinato a crescere e noi, lo speriamo con tutto il cuore per amore della nostra bellissima terra e per quella di tutto il pianeta!

fonte: http://www.curioctopus.it/read/12567/scarti-di-lana-olio-e-malvasia:-il-primo-diserbante-100-per-cento-naturale-e-italiano

Salviamo le api prima che sia troppo tardi: in alcune parti del mondo sono già scomparse e la gente è costretta ad impollinare le piante da sè…

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Salviamo le api prima che sia troppo tardi: in alcune parti del mondo sono già scomparse e la gente è costretta ad impollinare le piante da sè…

Un eccezionale documento che dimostra quanto siano importanti le api per l’ecosistema e l’esistenza della vita sul pianeta.

Il paesaggio urbano presenta una maggiore biodiversità rispetto alle aree rurali, dove l’agricoltura ha cambiato radicalmente il paesaggio. La necessità di coltivare derrate alimentari (spesso per l’alimentazione animale) ed energia così detta “verde”, ha favorito l’utilizzo di molecole chimiche altamente pericolose per la salute e per la vita degli altri esseri viventi che sono la vera ricchezza del nostro pianeta.

La città diventa quindi un rifugio per molte specie animali e vegetali che possono trovare un ambiente meno ostile per la loro sopravvivenza e le api, in particolare, rimangono meno esposte a tutti quegli agenti chimici utilizzati in agricoltura (diserbanti, insetticidi e concimi chimici).

Gli insetticidi sono una minaccia diretta per api e impollinatori.

Queste sostanze chimiche, progettate per uccidere gli insetti, sono ampiamente utilizzate e diffuse nell’ambiente, specialmente nelle aree agricole.

Il ruolo specifico degli insetticidi nella diminuzione globale del numero di api è ancora poco studiato. Però è sempre più evidente che alcuni insetticidi, utilizzati correntemente nell’attuale sistema agricolo di stampo industriale, hanno conseguenze negative sulla salute degli insetti impollinatori – sia a livello di singolo individuo che di colonia.

Anche gli effetti, sub-letali, legati al loro utilizzo a basse dosi sono molti e diversi, e vanno ad impattare sulla salute delle api. Il VIDEO diffuso su Youtube da ApicolturaUrbana.it:

QUI il video

Sul sito www.apicolturaurbana.it è spiegato come effettuare un’apicultura in città del tutto sicura e priva di sostanze chimiche.

tratto da: http://naturalblog.info/salviamo-le-api-prima-che-sia-troppo-tardi-in-alcune-parti-del-mondo-sono-gia-scomparse-e-la-gente-impollina-le-piante-da-se/

 

 

Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

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Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

 

Salviamo le api

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici, ma possiamo fare subito qualcosa di concreto per salvarle!
Unisciti a noi per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api!

Nel 2013 la Commissione Europea ha proibito temporaneamente determinati usi di alcuni pesticidi neonicotinoidi che, secondo una valutazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sono responsabili del declino delle api e di altri insetti impollinatori.

Nel 2017 l’Europa e i Paesi membri decideranno se mantenere, estendere o annullare il bando europeo. E’ IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Con la tua firma chiedi al Governo Italiano e alla Commissione Europea:

  • Di mettere al bando, per sempre, i pesticidi dannosi per le api
  • Di aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche

Le api sono già in forte declino e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele. Dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.

Dobbiamo agire subito! Unisciti a noi per fare pressione su Governo italiano e Commissione Europea, firma ora la petizione. LA TUA FIRMA E’ IMPORTANTE: insieme possiamo ottenere la messa al bando di questi pesticidi, per sempre!

vai QUI per firmare

Allarmante – l’abuso di antibiotici, oltre a far male all’uomo, sta uccidendo le api!

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Allarmante – l’abuso di antibiotici, oltre a far male all’uomo, sta uccidendo le api!

“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”  (A. Einstein)

L’ABUSO DI ANTIBIOTICI CHE STA UCCIDENDO LE API (E FA MALE ANCHE ALL’UOMO)

Antibiotici, nemici delle api. Sappiamo che l’abuso di queste sostanze è poco salutare per l’uomo, ma lo è anche per questi preziosi insetti. Secondo una nuova ricerca, infatti, le api trattate con un comune antibiotico, la tetraciclina, rischiano di morire nel giro di pochi giorni.

A scoprirlo sono stati gli scienziati dell’Università del Texas a Austin secondo i quali, le api che venivano a contatto con un comune antibiotico avevano la metà delle probabilità di sopravvivere rispetto alle api non trattate. La scoperta potrebbe avereimplicazioni sia per la salute per le api che per quella umana.

I ricercatori sono riusciti a provare che gli antibiotici ripulivano l’intestino delle api da preziosi batteri, aprendo la strada a un agente patogeno dannoso. L’ennesima dimostrazione che l’abuso degli antibiotici può essere pericoloso.

Guidati dalla professoressa, Nancy Moran e e da Kasie Raymann, i ricercatori hanno scoperto che dopo il trattamento con l’antibiotico tetraciclina, le api avevano molti meno batteri intestinali. Questi ultimi sono molto importanti perché aiutano a bloccare gli agenti patogeni fornendo una difesa naturale contro i batteri pericolosi, abbattono le tossine e favoiscono l’assorbimento dei nutrienti dal cibo.

Inoltre nelle api trattate con antibiotici, hanno trovato elevati livelli di Serratia, un batterio patogeno che colpisce gli esseri umani e anche gli animali. Potrebbe essere stata proprio questa la causa della perdita dei batteri intestinali delle api.

“Il nostro studio suggerisce che perturbare il microbioma intestinale delle api è un fattore, forse uno dei tanti, che potrebbe renderle più suscettibili al declino”, ha detto Moran. “Gli antibiotici possono essere stati un fattore sottovalutato”.

Secondo questo studio, l’abuso di antibiotici potrebbe aumentare la probabilità di infezioni da agenti patogeni.

Non stiamo suggerendo di abolire l’uso di antibiotici”, ha aggiunto Moran. “Gli antibiotici salvano vite umane. Abbiamo sicuramente bisogno di loro ma dobbiamo stare attenti a come li usiamo.”.

Lo studio è stato pubblicato su PLoS Biology.

Francesca Mancuso

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/animali/23313-abuso-antibiotici-api

Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

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Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

 

Quando le api vengono a contatto con il glifosato, l’ingrediente attivo primario nell’erbicida, il Roundup della Monsanto, perdono la loro capacità di nutrirsi. Questi sono tra i numerosi reperti d’urto di un recente studio pubblicato su The Journal of Experimental Biology, che per la prima volta dimostra gli effetti cronici e acuti sulle api esposte al Roundup.

Un laboratorio sul campo dell’analisi combinate, condotto dai ricercatori presso l’Università di Buenos Aires in Argentina, ha dimostrato che il Roundup non  necessariamente uccide subito le api, ma è comunque una delle cause che sta portando alla scomparsa di questi insetti.

Utilizzando l’Apis mellifera, una specie di ape, impollinatore primario nella maggior parte degli ambienti agricoli, il team ha esaminato come le api reagiscono ai livelli di Roundup che corrispondono a quelli che potrebbero trovare in una situazione di foraggiamento del mondo reale.

Sulla base di queste dosi campo-realistiche, nelle api esposte si è ridotta la sensibilità di saccarosio, la capacità di identificare e tenere traccia di cibo. Le api esposte all’esperimentato hanno avuto un calo delle prestazioni di apprendimento, così come maggiori difficoltà a odorare il cibo e le altre sostanze. In termini di conservazione della memoria, le api esposte se la sono cavata molto peggio delle api non esposte al Roundup, non riuscendo a trovare la via del ritorno per all’alveare.

Le api che fanno ritorno invece portano il Roundup nell’alveare, avvelenando tutte le altre api, riportando conseguenze a lungo termine a tutta la colonia.

A 55 anni di esperienza nell’apicoltura, scrivendo per Mother Earth News, Terrence N. Ingram ha ipotizzato nel 2010, che il Roundup era una delle cause  primaria della moria di api. Nel suo rapporto, ha spiegato come per anni, intere colonie di api sono morte quasi immediatamente dopo che i campi vicini sono stati spruzzati con il Roundup. Entro la fine della stagione, intere colonie erano completamente morte, ha più volte osservato. Potete leggere la relazione di Ingram qui: motherearthnews.com

Questo è il primo studio sugli effetti sub-letali di un erbicida sul comportamento delle api, è possibile accedere allo studio completo qui: gmoevidence.com

 

fonte: http://lamiaparteintollerante.altervista.org/uno-studio-innovativo-dimostra-che-il-roundup-fa-morire-di-fame-le-api/

Agricoltura: è tutto Italiano il primo eco – diserbante! “Tutto è nato per salvare le api”…!

 

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Agricoltura: è tutto Italiano il primo eco – diserbante! “Tutto è nato per salvare le api”…!

Si tratta di un composto a base di scarti di malvasia, lana e olio d’oliva scoperto da un team di ricercatori e imprese capitanato da Daniela Ducato, responsabile della filiera “Edizero Architecture for peace”. L’idea, maturata dopo anni di sperimentazioni e ricerche, è nata da un’esigenza molto concreta: salvare le api che morivano a causa degli agenti chimici dei diserbanti tradizionali.

Niente additivi chimici, glifosati e sostanze che avvelenano l’ambiente. Dall’Italia, e in particolare dalla Sardegna, arriva il primo eco-diserbante che promette di sostituire i tradizionali preparati sintetici considerati nocivi per coltivazioni, animali e anche per l’uomo. Il segreto? Un composto a base di scarti di malvasia, lana e olio d’oliva scoperto da un team di ricercatori e imprese capitanato da Daniela Ducato, responsabile della filiera “Edizero Architecture for peace”, che da anni lavora nel campo della bioedilizia e dell’agricoltura con innovazioni a zero impatto

da Il Fatto Quotidiano