Un altro sciagurato effetto degli incendi dell’estate scorsa? Solo sul Vesuvio 50 milioni di api morte!

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Un altro sciagurato effetto degli incendi dell’estate scorsa? Solo sul Vesuvio 50 milioni di api morte!

E’ un altro tragico risvolto degli incendi che hanno devastato il Paese l’estate scorsa. Solo sul Vesuvio, da una prima stima, si calcola siano 50 milioni le api morte. Una cifra impressionante e sicuramente arrotondata per difetto.

Scriveva l’Ansa:

A causa incendi strage di 50 milioni di api sul Vesuvio

Esperti Conapra, un altro 20% perso orientamento e quindi moriranno

Sono cinquanta milioni le api morte a causa dell’incendio che ha colpito il Parco del Vesuvio, con le fiamme che hanno distrutto le arnie e cancellato la produzione di miele e polline. È quanto emerge da un’analisi di Coldiretti dopo le segnalazioni giunte dagli apicoltori dell’area vesuviana, in particolare nella zona di Ercolano. Una vera e propria strage peraltro destinata ad aggravarsi a causa degli effetti del fumo sugli sciami sopravvissuti.

Gli esperti del Conaproa (Consorzio Nazionale Produttori Apistici) in Campania calcolano – spiega la Coldiretti – una perdita ulteriore di almeno il 20% di insetti che hanno perso l’orientamento e quindi morte. Il rogo sul Vesuvio – continua la Coldiretti – ha coinvolto peraltro anche i nuclei di fecondazione. L’azienda La Fattoria Biagino, uno dei maggiori produttori dell’area, ha visto andare in fumo quasi 100 nuclei di riproduzione, vere e proprie casseforti genetiche su cui questi apicoltori lavorano da decenni, partecipando a convegni internazionali proprio sulla salvaguardia del patrimonio genetico. Le fiamme hanno distrutto le arnie anche nelle zone di Licola e ad Agnano, dove ad andare in fumo è stata la riserva naturale degli Astroni. L’incendio colpisce – sottolinea la Coldiretti – un comparto già fortemente messo in crisi dalla siccità. Le api erano già in sofferenza per le scarse precipitazioni che hanno ridotto la disponibilità di fiori.

I roghi che stanno colpendo l’intero territorio nazionale – rileva la Coldiretti – rappresentano un gravissimo danno economico e ambientale tanto che ci vorranno almeno 15 anni per ricostruire i boschi andati a fuoco. Per ogni ettaro di macchia mediterranea bruciato – ricorda la Coldiretti – muoiono in media 400 animali tra mammiferi, uccelli e rettili. Ma sono migliaia le varietà vegetali danneggiate, compresi funghi ed erbe aromatiche. Insieme alle disdette provocate in molti agriturismi – conclude Coldiretti – sono gravi anche i danni diretti registrati alle coltivazioni agricole, le perdite di animali e la distruzione di numerosi fabbricati rurali.

Miele, il 75% è contaminato da pesticidi! Ecco i rischi per la nostra salute e per le api.

 

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Miele, il 75% è contaminato da pesticidi! Ecco i rischi per la nostra salute e per le api.

I 3/4 del miele prodotto in tutto il mondo contiene pesticidi neonicotinoidi. Le concentrazioni rilevate dall’indagine non risultano pericolose per l’uomo, ma rappresentano una seria minaccia per le api.

Il 75 percento del miele venduto in tutto il mondo è contaminato da pesticidi; le concentrazioni rilevate non sono considerate un pericolo per l’uomo, ma sottolineano la seria minaccia cui sono esposte le api. La scoperta shock è stata fatta da ricercatori dell’Università di Neuchâtel, Svizzera, che hanno raccolto campioni da 200 siti diversi in tutti i continenti, tranne che in Antartide. Incredibilmente è risultato contaminato anche il miele prodotto in remote isole dell’Oceano Pacifico, suggerendo la persistenza nell’ambiente dei pesticidi e il passaggio di generazione in generazione tra le api.

Nel mirino dei ricercatori, coordinati dal professor Edward Mitchell, biologo presso l’ateneo elvetico, vi sono i cosiddetti “neonicotinoidi”, insetticidi neurotossici derivati dalla nicotina e introdotti in sostituzione del famigerato DDT, che secondo diverse ricerche potrebbero essere dietro alla cosiddetta “Sindrome dello spopolamento degli alveari”, conosciuta anche come CCD (Colony Collapse Disorder). Si tratta in pratica di una misteriosa moria di api, che spariscono letteralmente dagli alveari.

Gli effetti dei neonicotenoidi sulle api sono ancora oggetto di studio, ma alcune indagini hanno confermato che abbattono il sistema immunitario, riducono lo stato nutrizionale e la possibilità di sopravvivere all’inverno. Le principali minacce di acetamiprid, clothianidin, imidacloprid, thiacloprid e thiamethoxam, i cinque neonicotenoidi analizzati nello studio elevetico, sono soprattutto per la regina, dato che sono in grado di influenzarne la riproduzione, con tutto ciò che comporta sulla sopravvivenza della colonia.

“Non è una sorpresa, in un certo senso, aver trovato neonicotinoidi nel miele. Chiunque avrebbe potuto immaginarlo”, ha sottolineato l’autore principale della ricerca. Le principali concentrazioni sono state trovate nel miele prodotto in Europa, Stati Uniti e Asia, ma fortunatamente i livelli rientrano in quelli di sicurezza per l’uomo stilati dall’Unione Europea. In concentrazioni elevate gli insetticidi possono infatti provocare cancro, disturbi a livello ormonale e immunitario e problemi alle donne in gravidanza. Circa il 10 percento dei campioni di miele esaminato dagli studiosi aveva 4 o 5 neonicotenoidi, e nel 34 percento del totale sono state rilevate tracce considerate dannose per le api. I dettagli della ricerca sono stati pubblicati su Science e in un documento su Nature.

fonte: https://scienze.fanpage.it/miele-il-75-contaminato-da-pesticidi-quali-sono-i-rischi-per-la-nostra-salute-e-le-api/

L’allarme degli Apicoltori svizzeri: «Troppe intossicazioni da pesticidi»

 

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L’allarme degli Apicoltori svizzeri: «Troppe intossicazioni da pesticidi»

Apicoltori svizzeri in allarme: «Troppe intossicazioni»

Apisuisse rivolte un invito alle autorità affinché il problema dei pesticidi venga preso seriamente in considerazione

BERNA – Durante il 2017, rispetto agli ultimi anni, in Svizzera, si sono verificate più intossicazioni d’api causate da prodotti fitosanitari. Le apicoltrici e gli apicoltori sono preoccupati e l’associazione mantello Apisuisse richiede di intervenire.

Disorientamento e impotenza, questi sono i sentimenti che provano le apicoltrici e gli apicoltori quando si ritrovano davanti ai loro alveari colpiti da un’intossicazione. Un chiaro sintomo che lo indica è costituito dalle migliaia di api morte o agonizzanti che si vedono davanti all’apertura di volo dell’arnia. In questi casi il punto di riferimento è il Servizio sanitario apistico (SSA), il centro di competenza e consulenza di Apisuisse per gli apicoltori.

«Durante l’ultimo anno sono stati annunciati oltre 20 casi sospetti di intossicazione, di questi grazie alle analisi di laboratorio sono stati accertati 13 casi di intossicazione dovuti ai prodotti fitosanitari», ha dichiarato Anja Ebener, direttrice del Servizio sanitario. «Rispetto agli ultimi anni, si tratta di un numero sensibilmente più elevato di casi».

Dal punto di vista delle apicoltrici e degli apicoltori questo incremento dei casi di intossicazione acuta d’api colpisce e dimostra che nell’ambito della minaccia per le api costituita dai api è necessario un
intervento. «Le api devono essere meglio protette dai pesticidi», rammenta Davide Conconi, il presidente della Società Ticinese di Apicoltura e membro del comitato di Apisuisse. Per lui è altrettanto chiaro che «ogni caso di intossicazione è uno di troppo».

Anche le api selvatiche sono colpite – I casi di intossicazione di api sono soprattutto messi in evidenza fra le api domestiche che producono miele. Esse costituiscono delle grandi colonie, composte da molti individui che cadono morti in massa, davanti all’apertura di volo dell’alveare. Nel caso delle api selvatiche, che spesso vivono solitarie o in piccole aggregazioni d’individui (nei bombi, per esempio) le intossicazioni passano perlopiù inosservate. Tuttavia, bisogna considerare che anche le api selvatiche siano state colpite a morte dalle intossicazioni in una regione dove si sono verificati casi di intossicazione fra quelle domestiche.

La politica e le autorità sono sollecitate a intervenire – Apisuisse invita a prendere in mano rapidamente e seriamente la situazione e ad affrontare la problematica. Esiste la prospettiva che questo autunno il Consiglio federale adotti “Il piano nazionale per la riduzione dell’utilizzo dei pesticidi”, il cui obiettivo è diminuire il rischio nell’impiego dei prodotti fitosanitari. È nell’interesse di tutti – rammenta Apisuisse – poter contare su api selvatiche e domestiche sane che ricoprono un irrinunciabile ruolo nel mantenimento della biodiversità.

fonte: http://www.tio.ch/News/Svizzera/Attualita/1162530/Apicoltori-svizzeri-in-allarme–Troppe-intossicazioni-/

La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

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La strage delle api? Dobbiamo ringraziare la Bayer ed il suo pesticida killer!

 

Pesticida Bayer Uccide le Api

Pesticida Bayer Uccide le Api. Di Justin Gardner.

La Bayer Accidentalmente Finanzia uno Studio che Mostra che Suo Pesticida sta Uccidendo le Api ma Prontamente Nega le Conclusioni. La Bayer ha ricordato al mondo che non esiterà a negare le conclusioni scientifiche di uno studio, anche se lo studio è stato finanziato dalla stessa Bayer.

Uno studio su larga scala sui pesticidi neonicotinoidi si sta aggiungendo al crescente numero di prove che queste sostanze chimiche agricole stanno danneggiando le popolazioni di api.

Eseguito su 33 siti nel Regno Unito, in Germania e in Ungheria, lo studio ha scoperto che l’esposizione ai neonicotinoidi “ha danneggiato le api che hanno meno probabilità di sopravvivere durante l’inverno, mentre i bombi e le api solitarie hanno prodotto meno regine“.

Bayer e Syngenta, produttori di pesticidi “Neonicotinoidi” che stanno per raccogliere enormi profitti se l’Europa rimuove il divieto ai Neonicotinoidi, hanno tempestivamente contestato le conclusioni dei ricercatori, anche se hanno finanziato parzialmente lo studio.

Gli autori notano che questo è il primo esperimento nel mondo reale che dimostra causalità diretta tra Neonicotinoidi e ridotte popolazioni di api ed è coerente con altri risultati.

Secondo lo studio :

La colza dai semi oleosi è stata coltivata con i rivestimenti dei semi contenenti neonicotinoidi (clothianidin o thiamethoxam) o nessun trattamento delle sementi.

Per le api da miele, abbiamo trovato effetti negativi (in Ungheria e Regno Unito) e positivi (Germania) durante la fioritura delle colture. In Ungheria, gli effetti negativi sulle api (associate con il clothianidin) persistono durante l’inverno e hanno portato a una riduzione delle colonie nella primavera successiva (diminuisce del 24%).

Nelle api selvatiche (Bombus terrestris e Osmia bicornis), la riproduzione è stata negativamente correlata con i residui di neonicotinoidi.

Questi risultati indicano che i neonicotinoidi causano una ridotta capacità delle api a ricreare nuove popolazioni nell’anno successivo all’esposizione.

Gli effetti negativi su bombi e sulle api solitarie sono stati osservati in tutti e tre i paesi in cui le concentrazioni più elevate di residui di neonicotinoidi nei nidi provocano minor numero di regine.

Gli effetti nocivi sono stati riscontrati sulle api da miele nel Regno Unito e in Ungheria, e sono coerenti con le osservazioni dei ratei di alta mortalità nel Regno Unito e una diminuzione del 24% delle colonie in Ungheria.

 

Tuttavia, in Germania (casualmente sede della Bayer NdR) non sono stati riscontrati effetti dannosi.

Questo comparto relativamente piccolo dei risultati del lavoro è stato ripreso da Bayer e Syngenta per affermare che i loro prodotti sono sicuri per le api o che i risultati non sono definitivi.

Le due aziende producono i pesticidi Neonicotinoidi utilizzati nello studio.

Non condividiamo l’interpretazione del Centro per l’ecologia e l’idrologia sugli effetti negativi dei trattamenti di sementi, siamo certi che i neonicotinoidi sono sicuri quando vengono utilizzati e applicati in modo responsabile,

ha dichiarato il dottor Richard Schmuck, direttore della scienza ambientale in Bayer.

Non dovrebbe sorprendere che i produttori di un pesticida agricolo, dal valore di miliardi di euro, possano cogliere la parte più piccola di uno studio per instillare dubbi nella mente pubblica. Gli scienziati che effettivamente eseguivano lo studio forniscono un’altra interpretazione, basata su tutto il corpo delle prove.

I nostri risultati sono una causa di grave preoccupazione, ha detto l’autore dello studio Richard Pywell del Centro per l’Ecologia e l’Idrologia di Oxfordshire. Abbiamo mostrato per la prima volta gli effetti negativi dei dei semi rivestiti di neonicotinoidi sulle api e abbiamo mostrato simili effetti negativi sulle api selvatiche. Questo è importante perché molti raccolti a livello mondiale sono possibili grazie agli insetti impollinatori e senza questa sarebbe impossibile produrre certi alimenti.

I dati verranno studiati come parte di una valutazione prevista a novembre nella UE, che deciderà se mantenere il divieto neonico.

La BBC riferisce che l’UE “sta lavorando a nuove proposte di bando per estendere il divieto di neonicotinoidi“.

Per illustrare la complessità del problema, dato che i Neonicotinoidi sono stati vietati dal 2013, alcuni agricoltori europei stanno spruzzando più grandi quantità di altri pesticidi come i ptiroidi, che potrebbero fare un grave danno alle api e agli insetti benefici.

C’è certamente la necessità di una gestione delle specie nocive nell’agricoltura, ma qual’è il costo è l’approccio chimico che esige l’ambiente naturale e gl insetti impollinatori delle nostre colture alimentari? Le prove sui Neonicotinoidi dicono che le api sono altamente sensibili a queste sostanze chimiche, ma gli agricoltori hanno anche bisogno di soluzioni alternative.

Per affrontare il problema, dobbiamo considerare come siamo arrivati qui. I parassiti sono stati introdotti in tutto il mondo avvalendosi di contaminazioni sulle navi e su altri veicoli. I parassiti spesso trovano le loro nuove sistemazioni prive di predatori naturali che normalmente li mantengono sotto controllo.

Le pratiche agricole aggressivamente spinte dai produttori di prodotti chimici e dalle società degli OGM hanno anche aumentato i problemi dei parassiti. Il modello agricolo corporativo basato sul brevetto costringe le coltivazioni monoculturali ad una elevata irrorazione di prodotti chimici. Ciò crea un ciclo per cui le piante e gli insetti parassiti diventano resistenti agli erbicidi e ai pesticidi, spingendo le aziende a produrre altri prodotti chimici più tossici.

Questa sempre crescente dipendenza dalle sostanze chimiche, che minaccia gli ecosistemi naturali e la salute umana, è altamente redditizia per aziende come Bayer e Monsanto.

L’approccio chimico ignora completamente migliaia di anni di apprendimento umano. Il concetto che ora conosciamo come pratiche di gestione integrata di parassiti (IPM), come la multicoltura, la rotazione delle colture, l’arricchimento del suolo e i perimetri arborei naturali, sono un’alternativa efficace all’approccio chimico.

fonte: https://sadefenza.wordpress.com/2017/07/11/pesticida-bayer-uccide-le-api/

Milioni di api morte attorno ai campi di mais OGM imbevuti di pesticidi neonicotinoidi. L’Efsa li aveva vietati, ma evidentemente sotto la pressione delle Multinazionali, sta valutando di rivedere il divieto!

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Milioni di api morte attorno ai campi di mais OGM imbevuti di pesticidi neonicotinoidi. L’Efsa li aveva vietati, ma evidentemente sotto la pressione delle Multinazionali, sta valutando di rivedere il divieto!

Poiché l’Unione europea ritiene di eliminare le restrizioni su tre pesticidi nella famiglia neonicotinoide, sarebbe bene considerare il fenomeno, conosciuto dagli apicoltori canadesi, in cui le api iniziano a morire in branco poco dopo la stagione di semina di mais.

“Una volta che il mais è stato piantato le nostre api sono morte dai milioni”, ha detto l’apicoltore Dave Schuit nell’estate 2013, come riportato da Eat Local Grown.

Quella primavera, Schuit ha perso 600 alveari contenenti 37 milioni di api. Lo stesso anno l’agricoltore canadese Gary Kenny ha dichiarato che otto dei 10 alveari che ha mantenuto sulla sua proprietà sono morti poco dopo che i suoi vicini hanno piantato il mais nei loro campi.

Il mais geneticamente modificato (GM) è ampiamente coltivato in Canada, ma perché le morti delle api sono avvenute subito dopo la piantagione, le piante di mais non sono probabili da incolpare per questo particolare moria. Invece, gli apicoltori credono che la causa è che i semi di mais sono stati pre-trattati con neonicotinoidi. La semina d’aria provoca polveri neonicotinoidi che volano dai semi.

 

GLI STUDI 

In uno studio i ricercatori della American Purdue University hanno esaminato le api morti o che stavano morendo come quelle del 2013. I risultati dicono: “Le api hanno mostrato sintomi neurotossici, l’analisi delle api morte ha rivelato tracce di [i neonotinoidi] thiamethoxam / clothianidin in ogni caso”… “I trattamenti di seme di colture a campo (principalmente mais) sono l’unica fonte principale di questi composti”.

Un’indagine di agenzie di regolamentazione della gestione del Pest ha anche sottolineato la stessa causa, concludendo che i semi di mais trattati con questi neonicotinoidi “hanno contribuito alla maggior parte delle mortalità delle api”.

“I seme sono il problema”, ha dichiarato Paul Wettlaufer, agricoltore locale e direttore della Federazione federale dell’agricoltura.

I neonicotinoidi sono “pesticidi sistemici”. Essi vengono applicati ai semi prima della piantagione e poi ripresi in ogni tessuto della pianta, inclusi foglie, semi, pollini, fiori e nettari. Questo li rende altamente letali non solo ai parassiti agricoli, ma a tutti gli insetti e anche agli uccelli che visitano le piante per qualsiasi motivo.

“L’uso profano [dei neonotinoidi] in ambito agricolo, la loro elevata persistenza nel suolo e nell’acqua, la loro assorbimento da parte delle piante e la traslocazione ai fiori … mettono a rischio i servizi di impollinazione”, ha concluso uno studio internazionale di ricerca.

Non solo i pollinatori sono minacciati. Due importanti studi nel 2015 hanno scoperto che i pesticidi hanno effetti diffusi e pericolosi su interi ecosistemi. Uno, pubblicato nella rivista Nature, ha scoperto che l’uso di neonicotinoidi stava causando il crollo delle popolazioni di uccelli. Ciò è probabilmente causato sia dall’avvelenamento diretto che dalla devastazione delle fonti alimentari invertebrate.

Nel frattempo, un’analisi da parte della Task Force sui pesticidi sistemici, di 800 studi separati, ha concluso che anche se utilizzati secondo le linee guida del produttore, i neonicotinoidi causano danni a specie “non bersaglio” come lombrichi, insetti, invertebrati acquatici e addirittura lucertole e pesci. I pesticidi sono “probabili avere una vasta gamma di impatti biologici ed ecologici negativi”, ha scritto la task force.

 

IL CASO DI CRESCITA DI UN BAN

Nel 2013, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) ha imposto un divieto di due anni sull’uso di tre neonicotinoidi, citando un rischio probabile per le api. L’EFSA ha ora lanciato un nuovo studio per rivedere tale politica, con risultati attesi nel gennaio 2017.

Tuttavia, l’evidenza di un divieto di neonicotinoidi è ancora più forte di quanto sia stato due anni fa. Anche l’agenzia americana per la protezione dell’ambiente (EPA) è stata costretta ad ammettere che i prodotti chimici devastano gli impollinatori. L’agenzia ha recentemente annunciato i risultati delle prove sul campo, trovando che anche l’utilizzo di neonicotinoidi (25 parti per miliardo nel polline vegetale e nel nettare) di livelli molto bassi, ha causato perdite misurabili nelle popolazioni di alveari da api.

I ricercatori ritengono che i neonicotinoidi danneggino i cervelli delle api, in particolare la capacità di elaborare informazioni relative all’orientamento e alla direzione.

 

fonte: http://www.anonews.co/bees/

Scarti di lana, olio e malvasia: ecco come nasce, dal genio di un Italiano, il primo diserbante 100% naturale.

 

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Scarti di lana, olio e malvasia: ecco come nasce, dal genio di un Italiano, il primo diserbante 100% naturale.

Chissà a quando risale il momento in cui ci siamo convinti che un prodotto chimico sia di gran lunga migliore di uno di origine naturale: probabilmente l’efficacia è indubbia ma la sicurezza per l’uomo e per gli ambienti? Le grandi aziende, le multinazionali, ma anche i piccoli coltivatori, hanno usato con troppa leggerezzaerbicidi e fertilizzanti sui terreni, ed ora ci ritroviamo con essere umani e campi avvelenati.

Un’azienda italiana con sede in Sardegna è decisa nell’invertire la tendenza per scongiurare l’uso di mortiferi prodotti chimici. Dopo anni di studio nasce il primo diserbante 100% ecologico, a base di scarti naturali di lana, olio e malvasia.

L’Italia non può permettersi di avvelenare la propria terra: prima che sia troppo tardi, l’azienda tricolore propone una soluzione alternativa del tutto naturale.

È il primo eco-diserbante al mondo ed è un prodotto tutto italiano, il Natural Weed Control: gli agricoltori francesi, ancor prima di quelli italiani, lo hanno già utilizzato nelle vigne, e negli Stati Uniti è impiegato nella coltivazione di erbe farmaceutiche. Tutti ne sono entusiasti e ad oggi questo diserbante è destinato a far traballare il monopolio di importanti multinazionali che producono erbicidi ed altri prodotti agricoli.

Il team di ricerca è capitanato dall’imprenditrice sarda Daniela Ducato, da anni impegnata nel settore della bioedilizia e dello sviluppo di materiali naturali.

Per la donna è solo “una questione culturale” considerare più affidabile un prodotto chimico che naturale. Come lei stessa afferma, non ci rendiamo conto del dannoche facciamo quando usiamo sostanze nocive: ad esempio per quanto riguarda il trattamento del verde urbano, a patire le conseguenze non solo solo le aiuole e i prati ma anche gli operai, gli animali domestici i bambini che popolano i parchi delle nostre città.

Tutto è iniziato per salvare le api: in Italia molte sono morte a causa dei prodotti usati in agricoltura.

L’idea è nata da un’esigenza molto concreta: salvare le api dalla moria registrata negli ultimi sul territorio nazionale. In Sardegna ci sono molti apicoltori disperati per l’assenza sostanziale di api.

Le api e le farfalle sono le prime a risentire dei prodotti con cui vengono trattati i terreni: la loro importantissima funzione di impollinazione viene così a mancare.

Il cuore dell’eco-diserbante sono gli scarti della lana di pecora a cui si aggiungono quelli delle lavorazioni dell’olio e del vino.

Tutti elementi di scarto che contribuiscono a creare un diserbante molto efficace: il comune di Cagliari l’ha impiegato per estirpare le erbacce dalle zone verdi della città, con risultati eccezionali.

L’efficacia del prodotto non è di natura chimica: le erbe infestanti vengono seccategrazie al calore e al vapore. “Mettendo insieme questi elementi la pianta intrappola il calore e si secca già dopo due giorni”, spiega la Ducato.

La composizione del diserbante può essere variata per renderlo adatto all’utilizzo vitivinicolo, orticolo o per frutteti: non inquina è sicuro per l’ambiente, per i consumatori e per gli agricoltori, che possono distribuirlo senza mascherineessendo del tutto naturale.

Il mercato del primo eco-diserbante italiano è destinato a crescere e noi, lo speriamo con tutto il cuore per amore della nostra bellissima terra e per quella di tutto il pianeta!

fonte: http://www.curioctopus.it/read/12567/scarti-di-lana-olio-e-malvasia:-il-primo-diserbante-100-per-cento-naturale-e-italiano

Salviamo le api prima che sia troppo tardi: in alcune parti del mondo sono già scomparse e la gente è costretta ad impollinare le piante da sè…

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Salviamo le api prima che sia troppo tardi: in alcune parti del mondo sono già scomparse e la gente è costretta ad impollinare le piante da sè…

Un eccezionale documento che dimostra quanto siano importanti le api per l’ecosistema e l’esistenza della vita sul pianeta.

Il paesaggio urbano presenta una maggiore biodiversità rispetto alle aree rurali, dove l’agricoltura ha cambiato radicalmente il paesaggio. La necessità di coltivare derrate alimentari (spesso per l’alimentazione animale) ed energia così detta “verde”, ha favorito l’utilizzo di molecole chimiche altamente pericolose per la salute e per la vita degli altri esseri viventi che sono la vera ricchezza del nostro pianeta.

La città diventa quindi un rifugio per molte specie animali e vegetali che possono trovare un ambiente meno ostile per la loro sopravvivenza e le api, in particolare, rimangono meno esposte a tutti quegli agenti chimici utilizzati in agricoltura (diserbanti, insetticidi e concimi chimici).

Gli insetticidi sono una minaccia diretta per api e impollinatori.

Queste sostanze chimiche, progettate per uccidere gli insetti, sono ampiamente utilizzate e diffuse nell’ambiente, specialmente nelle aree agricole.

Il ruolo specifico degli insetticidi nella diminuzione globale del numero di api è ancora poco studiato. Però è sempre più evidente che alcuni insetticidi, utilizzati correntemente nell’attuale sistema agricolo di stampo industriale, hanno conseguenze negative sulla salute degli insetti impollinatori – sia a livello di singolo individuo che di colonia.

Anche gli effetti, sub-letali, legati al loro utilizzo a basse dosi sono molti e diversi, e vanno ad impattare sulla salute delle api. Il VIDEO diffuso su Youtube da ApicolturaUrbana.it:

QUI il video

Sul sito www.apicolturaurbana.it è spiegato come effettuare un’apicultura in città del tutto sicura e priva di sostanze chimiche.

tratto da: http://naturalblog.info/salviamo-le-api-prima-che-sia-troppo-tardi-in-alcune-parti-del-mondo-sono-gia-scomparse-e-la-gente-impollina-le-piante-da-se/

 

 

Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

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Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

 

Salviamo le api

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici, ma possiamo fare subito qualcosa di concreto per salvarle!
Unisciti a noi per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api!

Nel 2013 la Commissione Europea ha proibito temporaneamente determinati usi di alcuni pesticidi neonicotinoidi che, secondo una valutazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sono responsabili del declino delle api e di altri insetti impollinatori.

Nel 2017 l’Europa e i Paesi membri decideranno se mantenere, estendere o annullare il bando europeo. E’ IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Con la tua firma chiedi al Governo Italiano e alla Commissione Europea:

  • Di mettere al bando, per sempre, i pesticidi dannosi per le api
  • Di aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche

Le api sono già in forte declino e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele. Dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.

Dobbiamo agire subito! Unisciti a noi per fare pressione su Governo italiano e Commissione Europea, firma ora la petizione. LA TUA FIRMA E’ IMPORTANTE: insieme possiamo ottenere la messa al bando di questi pesticidi, per sempre!

vai QUI per firmare

Allarmante – l’abuso di antibiotici, oltre a far male all’uomo, sta uccidendo le api!

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Allarmante – l’abuso di antibiotici, oltre a far male all’uomo, sta uccidendo le api!

“Se un giorno le api dovessero scomparire, all’uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita”  (A. Einstein)

L’ABUSO DI ANTIBIOTICI CHE STA UCCIDENDO LE API (E FA MALE ANCHE ALL’UOMO)

Antibiotici, nemici delle api. Sappiamo che l’abuso di queste sostanze è poco salutare per l’uomo, ma lo è anche per questi preziosi insetti. Secondo una nuova ricerca, infatti, le api trattate con un comune antibiotico, la tetraciclina, rischiano di morire nel giro di pochi giorni.

A scoprirlo sono stati gli scienziati dell’Università del Texas a Austin secondo i quali, le api che venivano a contatto con un comune antibiotico avevano la metà delle probabilità di sopravvivere rispetto alle api non trattate. La scoperta potrebbe avereimplicazioni sia per la salute per le api che per quella umana.

I ricercatori sono riusciti a provare che gli antibiotici ripulivano l’intestino delle api da preziosi batteri, aprendo la strada a un agente patogeno dannoso. L’ennesima dimostrazione che l’abuso degli antibiotici può essere pericoloso.

Guidati dalla professoressa, Nancy Moran e e da Kasie Raymann, i ricercatori hanno scoperto che dopo il trattamento con l’antibiotico tetraciclina, le api avevano molti meno batteri intestinali. Questi ultimi sono molto importanti perché aiutano a bloccare gli agenti patogeni fornendo una difesa naturale contro i batteri pericolosi, abbattono le tossine e favoiscono l’assorbimento dei nutrienti dal cibo.

Inoltre nelle api trattate con antibiotici, hanno trovato elevati livelli di Serratia, un batterio patogeno che colpisce gli esseri umani e anche gli animali. Potrebbe essere stata proprio questa la causa della perdita dei batteri intestinali delle api.

“Il nostro studio suggerisce che perturbare il microbioma intestinale delle api è un fattore, forse uno dei tanti, che potrebbe renderle più suscettibili al declino”, ha detto Moran. “Gli antibiotici possono essere stati un fattore sottovalutato”.

Secondo questo studio, l’abuso di antibiotici potrebbe aumentare la probabilità di infezioni da agenti patogeni.

Non stiamo suggerendo di abolire l’uso di antibiotici”, ha aggiunto Moran. “Gli antibiotici salvano vite umane. Abbiamo sicuramente bisogno di loro ma dobbiamo stare attenti a come li usiamo.”.

Lo studio è stato pubblicato su PLoS Biology.

Francesca Mancuso

tratto da: https://www.greenme.it/informarsi/animali/23313-abuso-antibiotici-api

Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

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Il Roundup di Monsanto sta uccidendo le api. Una ricerca lo dimostra, le fa morire di fame!

 

Quando le api vengono a contatto con il glifosato, l’ingrediente attivo primario nell’erbicida, il Roundup della Monsanto, perdono la loro capacità di nutrirsi. Questi sono tra i numerosi reperti d’urto di un recente studio pubblicato su The Journal of Experimental Biology, che per la prima volta dimostra gli effetti cronici e acuti sulle api esposte al Roundup.

Un laboratorio sul campo dell’analisi combinate, condotto dai ricercatori presso l’Università di Buenos Aires in Argentina, ha dimostrato che il Roundup non  necessariamente uccide subito le api, ma è comunque una delle cause che sta portando alla scomparsa di questi insetti.

Utilizzando l’Apis mellifera, una specie di ape, impollinatore primario nella maggior parte degli ambienti agricoli, il team ha esaminato come le api reagiscono ai livelli di Roundup che corrispondono a quelli che potrebbero trovare in una situazione di foraggiamento del mondo reale.

Sulla base di queste dosi campo-realistiche, nelle api esposte si è ridotta la sensibilità di saccarosio, la capacità di identificare e tenere traccia di cibo. Le api esposte all’esperimentato hanno avuto un calo delle prestazioni di apprendimento, così come maggiori difficoltà a odorare il cibo e le altre sostanze. In termini di conservazione della memoria, le api esposte se la sono cavata molto peggio delle api non esposte al Roundup, non riuscendo a trovare la via del ritorno per all’alveare.

Le api che fanno ritorno invece portano il Roundup nell’alveare, avvelenando tutte le altre api, riportando conseguenze a lungo termine a tutta la colonia.

A 55 anni di esperienza nell’apicoltura, scrivendo per Mother Earth News, Terrence N. Ingram ha ipotizzato nel 2010, che il Roundup era una delle cause  primaria della moria di api. Nel suo rapporto, ha spiegato come per anni, intere colonie di api sono morte quasi immediatamente dopo che i campi vicini sono stati spruzzati con il Roundup. Entro la fine della stagione, intere colonie erano completamente morte, ha più volte osservato. Potete leggere la relazione di Ingram qui: motherearthnews.com

Questo è il primo studio sugli effetti sub-letali di un erbicida sul comportamento delle api, è possibile accedere allo studio completo qui: gmoevidence.com

 

fonte: http://lamiaparteintollerante.altervista.org/uno-studio-innovativo-dimostra-che-il-roundup-fa-morire-di-fame-le-api/