Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi. La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia in Vietnam

 

 Kim Phúc

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi. La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia in Vietnam

 

Per non dimenticare: Kim Phúc ieri ed oggi.

La bambina colpita dal Napalm mentre gli Americani esportavano la democrazia in Vietnam.

Napalm sulla pelle: dopo 40 anni, Kim Phúc porta ancora i segni della Guerra del Vietnam.

Conosciuta come la bambina del Vietnam, Kim Phúc è stata resa celebre da uno scatto di un fotografo che l’ha immortalata, completamente nuda, durante la fuga dal suo villaggio.

È il 1972, in Vietnam c’è la guerra. Phúc è stata colpita sulla schiena e sul braccio durante i bombardamenti con il Napalm (un derivato dell’acido naftenico e dell’acido palmitico utilizzato per costruire bombe e mine incendiarie, ).

Le sue foto fanno il giro del mondo. Dopo 40 anni, la bambina vietnamita, ora diventata donna, porta ancora i segni di quella tragedia. Oltraggio che Phúc ha cercato di curare in tutti i modi e fiera mostra i progressi fatti dopo un trattamento con il laser.

 

Quel giorno…

Nel giugno del 1972 i soldati statunitensi avevano cominciato da tempo un graduale ritiro dal Vietnam meridionale, ma i combattimenti con le forze del nord comunista erano rimasti molto intensi in diverse zone del paese. L’8 giugno, in un paesino di nome Trang Bang, un gruppo di cacciabombardieri dell’aviazione sudvietnamita attaccò con le bombe al napalm un’area attaccata in precedenza da due divisioni nordvietnamite, e intorno a cui si combatteva da diversi giorni.

Kim Phúc, che allora viveva a Trang Bang con la sua famiglia, si riparava da tre giorni nel tempio Cao Dai (una religione monoteista diffusa in Vietnam e fondata negli anni Venti del Novecento) quando le bombe al napalm cominciarono a cadere sull’edificio. Per errore i cacciabombardieri sudvietnamiti stavano sganciando bombe al napalm sulle posizioni dei soldati sudvietnamiti che cercavano di resistere all’attacco e su diverse costruzioni in cui si erano rifugiati i civili, tra cui il tempio. Il napalm è una sostanza acida altamente infiammabile, che venne sganciato a tonnellate nelle operazioni militari in Vietnam. Il braccio sinistro di Phúc prese fuoco assieme ai suoi vestiti, che si strappò di dosso. Insieme ai suoi fratelli e ai suoi cugini scappò dal tempio e cominciò a correre – gridando “Scotta! Scotta!” – lungo la strada, unendosi a soldati sudvietnamiti e ad altri abitanti del villaggio che andavano verso le posizioni controllate dall’esercito sudvietnamita. Il fotografo dell’Associated Press Huynh Cong “Nick” Ut scattò l’immagine dei bambini e dei soldati sudvietnamiti in fuga: al centro di una delle sei foto scattate da Ut quel giorno e spedite ad Associated Press, c’era Kim Phúc.

Poco dopo aver scattato la foto Ut, che aveva 21 anni, fece salire la bambina su un furgoncino di Associated Press e la portò in un piccolo ospedale. Ut ricorda che mentre era a bordo del furgoncino la bambina piangeva e diceva che stava per morire. Una volta lasciata Kim all’ospedale, Ut tornò a Saigon, sviluppò la pellicola nel suo studio e la girò ai suoi superiori. La foto venne pubblicata nei giorni successivi in molti dei principali quotidiani statunitensi – finì in prima pagina sul New York Times del 9 giugno – e in generale fece molta impressione nell’opinione pubblica. Ancora oggi è una delle foto più famose di tutto il conflitto. Dopo la guerra, Phúc iniziò a studiare medicina ma fu costretta ad abbandonare la scuola dal governo, che la obbligò a lavorare come guida turistica e da “simbolo vivente” in tour guidati per i giornalisti stranieri. Anche il primo ministro vietnamita Phạm Văn Đồng si interessò alla sua storia, la conobbe personalmente e permise che andasse a studiare a Cuba. Qui Phúc conobbe un giovane ragazzo vietnamita: si sposarono nel 1992. Dopo il viaggio di nozze a Mosca, decisero di abbandonare i paesi comunisti e scapparono in Canada: oggi vivono ancora lì, in periferia di Toronto, e hanno due figli di 21 e 18 anni.

Come sta Phúc
Kim Phúc non si è mai ripresa del tutto dalle ferite riportate nel bombardamento al napalm dell’8 giugno 1972. I dottori stimarono che circa un terzo del suo corpo aveva subito delle gravissime bruciature. Ai tempi le persone che soffrivano ustioni così gravi morivano se anche solo il 10 per cento del loro corpo ne era stato affetto. Phúc in qualche modo si salvò, ma la sua vita è rimasta condizionata da quel giorno. Il napalm infatti aveva fatto sì che il fuoco bruciasse la sua pelle molto a lungo, distruggendo vari strati di collagene – la principale proteina che si trova nella pelle – e lasciando cicatrici spesse quasi quattro volte un normale strato di pelle. Negli anni ha subito diversi interventi di chirurgia, nessuno dei quali ha eliminato il dolore. Racconta Associated Press:

Negli anni Kim Phúc ha dovuto eseguire dolorosi esercizi per mantenere una certa capacità di movimento: eppure il suo braccio sinistro – quello coperto di cicatrici – non ha la stessa liberà di quello destro, e il suo desiderio di imparare a suonare il pianoforte è stato vanificato da una certa rigidità nella mano sinistra. Movimenti quotidiani come tenere la borsetta sulla spalla sinistra sono semplicemente troppo difficili, per lei. Al contempo le terminazioni nervose della superficie danneggiata le procurano dolori casuali e senza rimedio.

 

29 dicembre 1890 – Il massacro di Wounded Knee, l’ultimo atto della “soluzione finale” degli americani! 100 milioni di indiani annientati dai civili colonizzatori bianchi!

 

indiani

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

29 dicembre 1890 – Il massacro di Wounded Knee, l’ultimo atto della “soluzione finale” degli americani! 100 milioni di indiani annientati dai civili colonizzatori bianchi!

Ricorre oggi l’anniversario dello sterminio di Wounded Knee: l’ultima strage di pellirosse – Quando gli indiani del capo Big Foot sventolando, disarmati, bandiera bianca furono MASSACRATI dal glorioso esercito degli Stati Uniti – E parliamo di uomini, donne, bambini e anziani!

leggi anche:

100 Milioni di Nativi Americani massacrati – Il più grande genocidio della storia del genere umano per durata e perdita di vite umane, del tutto ignorato dai media!

COS’È REALMENTE ACCADUTO AI NATIVI AMERICANI?

Gli studiosi hanno stimato che, prima della ‘scoperta’ delle Americhe da parte degli europei, il numero della popolazione dei Nativi americani poteva essere alto come 100 milioni di persone.

Henry F. Dobyns, antropologo americano e etnostorico noto per la sua ricerca pubblicata su Indiani d’America, ha stimato che più di cento e dodici milioni di persone abitavano nelle Americhe prima dell’arrivo europeo. Si stima che solo dieci milioni abitavano una zona a nord del Rio Grande. Nel 1983, ha rivisto quel numero ed è salito a diciotto milioni.

È anche importante notare che altri studiosi hanno stimato che il numero sia a partire da dieci milioni, e tutto il resto. Ad esempio, William M. Denovan, Professore Emerito di Geografia presso l’Università del Wisconsin-Madison, crede che ci sono stati circa 54 milioni di abitanti.

Il punto importante da prendere in considerazione è che c’erano già molte persone che abitavano le Americhe prima del contatto con gli europei. Persone che erano avanzate, con una vasta conoscenza della medicina, del cosmo, e molto altro ancora.

Che cosa è successo quando il “primo contatto” è emerso? Un massiccio declino della popolazione indigena, ecco cosa. È il maggior calo drammatico di popolazione nella storia conosciuta sul nostro pianeta.

Il numero dei nativi americani si è ridotto rapidamente di circa la metà dopo il contatto europeo. Questa trasformazione allarmante è attribuita alla malattia, la guerra, la schiavitù (commercio di schiavi indiani), e una perturbazione dei sistemi sociali degli indigeni, i quali hanno avuto effetti devastanti sulle popolazioni che abitavano le Americhe.

Pensaci per un momento. Una popolazione che era di cento milioni di persone si è ridotta a poche centinaia di migliaia nel 1900 …

Questo è stato, come molti studiosi ritengono, a dir poco uno sterminio, che possiamo attribuire a cause diverse. David Stannard, storico americano e professore di Studi Americani presso l’Università delle Hawaii, rivela nella sua opera che gli indigeni sono stati catturati tra le piaghe e atrocità barbare, che hanno provocato la distruzione del 95 per cento delle loro popolazioni. Nel suo libro  americano L’Olocausto, si chiede quale tipo di persone poteva fare queste cose orribili ad altre persone, e tutto nel silenzio generale. Lui e molti altri sottolineano che i responsabili dell’Olocausto americano si sono mossi con le stesse ideologie, come gli architetti dell’Olocausto nazista.

Non sembra che le cose siano cambiate molto a tutti. Prima dell’arrivo degli europei, la Chiesa cattolica aveva completamente preso il sopravvento in Europa, brandendo il loro potere di controllare entrambe le persone e le idee. Non c’era separazione tra chiesa e stato, come tutti i cittadini erano tenuti a rispettare le regole e le credenze della chiesa. In caso contrario, essi sono stati considerati fuorilegge e gli eretici furono anche cacciati e uccisi. Questo tipo di attività di “lavaggio del cervello”, per così dire, si può far risalire fino a Roma, e tutta la strada in avanti nella nostra storia recente. La sua influenza può essere vista nel lavaggio del cervello di massa e della manipolazione della nostra mente oggi. Questo punto è anche chiaro da Stannard.

In Canada, per esempio, “scuole residenziali ” sono state istituite in tutto il paese. Queste erano scuole religiose sponsorizzato dal governo stabilito per assimilare i bambini aborigeni nella cultura euro-canadese, una cultura che è stata obbligata dalla classe dirigente. Questo sistema è nato in Francia non molto tempo dopo l’arrivo degli europei nelle Americhe, ed è stato originariamente concepito da chiesa cristiana e dal governo canadese per educare (lavaggio del cervello) e convertire la gioventù aborigena e di integrarli nella società canadese.

Ma era il vero scopo?

Quando dico governo canadese, voglio dire il Dipartimento delle Miniere e delle risorse naturali. Nel 1930, i presidi delle scuole residenziali sono stati effettuati dai tutori legali di tutti i bambini indigeni, li strappavano via dai loro genitori sotto la supervisione del Dipartimento delle Miniere e Risorse. Tutti i genitori sono stati costretti a cedere la custodia legale dei figli ad un impiegato della chiesa, in caso contrario c’era la reclusione.

I bambini sono stati uccisi, maltrattati, violentati in queste scuole. Sono stati inoltre sottoposti ad esperimenti nutrizionali da parte del governo federale nel 1940 e 1950, e sono stati utilizzati come cavie mediche pure. Molte di queste vittime e i loro corpi sono scomparsi senza lasciare traccia.

A parte il genocidio di massa che ha ucciso milioni di persone, il programma di scuola residenziale per sé è considerato un genocidio. Qui di seguito sono tre affermazioni che gettano luce sulla dura realtà di quello che è successo:

“Avevo solo otto anni, e ci avevano spedito giù dalla scuola residenziale anglicana di Alert Bay all’Ospedale Nanaimo indiano, quello gestito dalla United Church. Ci hanno isolato in una piccola stanza per più di tre anni, come se fossi un topo da laboratorio, mi alimentavano con pillole. Due dei miei cugini hanno fatto una grande confusione, urla e combattendo per tutto il tempo, in modo che le infermiere diedero loro dei colpi, ed entrambi sono morti subito. E’ tato fatto per farli tacere. ”

– Jasper Jospeh, un uomo nativo di 68anni dalla British Columbia, parlando mentre i suoi occhi si riempirono di lacrime.

“Sappiamo che ci sono stati iniziative di ricerca che sono stati condotti per quanto riguarda i farmaci che sono stati utilizzati in ultima analisi, per il trattamento della popolazione canadese. Alcuni di questi farmaci sono stati testati nelle comunità aborigene e nelle scuole residenziali prima di essere utilizzati pubblicamente “.

– Capo Wilton Littlechild della Commissione per la Verità e la Riconciliazione.

“Crediamo che ciò che è già stato esposto rappresenta solo una frazione della storia completa, vera e tragica delle scuole residenziali. Non ci sono senza dubbio più rivelazioni sepolti negli archivi “.

– Assemblea delle Prime Nazioni regionale capo Bill Erasmus

Aborigeni in Canada, nella nostra storia molto recente, sono stati deliberatamente uccisi, e questo è stato confermato da testimonianze oculari, documenti, documenti governativi, e le dichiarazioni di agenti indiani e gli anziani delle tribù. Alcuni stimano il tasso di mortalità nelle scuole residenziali per essere verso l’alto di cinquanta per cento. Stiamo parlando di più di 50.000 bambini indigeni in tutto il Canada, forse di più.

La massiccia campagna genocida che ha iniziato centinaia di anni fa, ha continuato fino ad oggi. E il fatto che questo sistema ha funzionato in condizioni legali e strutturali che hanno incoraggiato, aiutato e spalleggiato l’omicidio è inquietante per non dire altro.

Tenete a mente, questi orrori sono stati perpetrati in Canada; si può solo immaginare quello che è successo negli Stati Uniti e Sud America. Gran parte della nostra storia è nascosta a noi. Gli Stati Uniti da soli classifica più di 500 milioni di pagine di documenti ogni anno. Se uno storico vuole esaminare e preservare la storia della loro nazione, come posso fare questo quando la maggior parte della loro storia viene tenuta nascosta o addirittura deliberatamente alterata?

Perché questa informazione è così rilevante?

La nostra storia recente ci ha mostrato che non vi è stato un grande genocidio in Canada – un omicidio di massa intenzionale delle popolazioni indigene da parte della classe dirigente, al fine di prendere in consegna la loro terra e le sue risorse e stabilire il loro dominio, così come lo stesso gruppo di elite ha fatto e continua a fare in tutto il mondo. Questa è storia molto recente, e la campagna di lavaggio del cervello / assimilazione di tutte le persone (non solo indigene) continua ancora oggi. Il mondo è diventato estremamente “americanizzato”. Attraverso il marketing e le assimilazione tattiche di massa, siamo stati manipolati, le stesse vite e seguendo lo stesso percorso. Questo “piano” di “dominio mondiale” e cambio di gestione globale sembra aver iniziato a centinaia, se non migliaia, di anni fa e si è esteso fino ai giorni nostri.

Quindi cosa possiamo fare ora? Siamo in grado di ascoltare il messaggio del nucleo delle culture indigene che hanno occupato questa terra prima di noi. E’ tempo per noi di tornare alle nostre radici, e smettere di distruggere il pianeta come siamo stati per tanti anni.

E ‘questo tipo di messaggio che dovremmo prendere dalla nostra recente, brutta storia. Messaggi d’amore, il rispetto, l’unicità, la nostra connessione con la Madre Terra e il nostro patrimonio spirituale … tra le altre cose.

Noi siamo parte della Creazione, in tal modo, se rompiamo le leggi della creazione distruggiamo noi stessi. Noi, i Custodi originali di Madre Terra, non abbiamo altra scelta che seguire e sostenere le istruzioni originali, che sostiene la continuità della vita. Riconosciamo la nostra connessione ombelicale con la Madre Terra e capire che lei è la fonte della vita, non una risorsa da sfruttare. Noi parliamo a nome di tutta la Creazione di oggi, per comunicare un messaggio urgente che l’uomo è andato troppo lontano, ci pone nella condizione di sopravvivenza. Abbiamo avvertito che un giorno non sarebbe in grado di controllare ciò che avete creato. Quel giorno è qui. Non badare avvertimenti sia la natura e la gente della Terra ci mantiene sulla via di autodistruzione. Questo percorso distruttivo sé ha portato alla crisi nucleare di Fukushima, Golfo fuoriuscita di petrolio, sabbie bituminose devastazione, i fallimenti della conduttura, impatti delle emissioni di anidride carbonica e la distruzione delle acque sotterranee attraverso la fratturazione idraulica, solo per citarne alcuni. Inoltre, queste attività e gli sviluppi continuano a causare il deterioramento e la distruzione di luoghi sacri e sacre acque che sono vitali per la vita.

– Capo Looking Horse

 

fonti:

http://infofree.myblog.it/2017/12/28/29-dicembre-1890-lo-sterminio-di-wounded-knee-lultima-strage-di-pellirosse-quando-gli-indiani-del-capo-big-foot-sventolando-disarmati-bandiera-bianca-furono-massacrati/

http://www.complottisti.info/cose-realmente-accaduto-ai-nativi-americani/

Si al TTIP, Si al CETA… Diventiamo tutti Americani. Tutti più liberi. Per esempio, promuovere l’allattamento al seno è illiberale. È una “barriera al commercio” che intralcia le vendite di latte artificiale e simili surrogati! …Ma stiamo scherzando?

 

 

Americani

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Si al TTIP, Si al CETA… Diventiamo tutti Americani. Tutti più liberi. Per esempio, promuovere l’allattamento al seno è illiberale. È una “barriera al commercio” che intralcia le vendite di latte artificiale e simili surrogati! …Ma stiamo scherzando?

La protesta delle mamme: per gli USA non devono allattare

di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimento 5 Stelle Europa. 

“Questa notizia ha dell’incredibile. In un documento tecnico di 500 pagine, gli Stati Uniti passano in rassegna tutte le barriere al commercio dei loro partner commerciali. In pratica una lista nera di tutte le leggi e i regolamenti di altri Paesi che il governo americano sta cercando di smontare a colpi di trattati internazionali e con le regole dell’organizzazione mondiale del commercio. Sapete cosa sono queste barriere? Sono le leggi che proteggono la salute delle persone!

Gli Stati Uniti non hanno nemmeno la decenza di risparmiare i bambini. Il governo di Hong Kong, ad esempio, sta lavorando a una legge per promuovere l’allattamento al seno e garantire una nutrizione corretta ai neonati, ma ha trovato sulla sua strada la ferrea opposizione degli Stati Uniti. L’amministrazione americana ritiene questa misura una “barriera al commercio” che potrebbe ridurre le vendite di latte artificiale e prodotti surrogati del latte materno. Stesso atteggiamento in Indonesia dove gli americani vogliono bloccare sul nascere un progetto di legge che mira a limitare il marketing di latte artificiale, mentre in Thailandia, dove una legge del genere già esiste, gli Stati Uniti starebbero cercando di rimuoverla. Anche la Malesia è finita nella lista nera degli Americani, per un simile divieto di pubblicizzare prodotti per bambini. E in Salvador, dove il governo ha promulgato una legge in difesa dell’allattamento al seno, gli Stati Uniti si riservano di monitorare la situazione in attesa di un potenziale intervento. Non si tratta di supposizioni, ma di casi reali direttamente riportati da un documento ufficiale del governo americano.

E sempre da questo documento si evince che in Cile e in Perù gli Stati Uniti vogliono demolire una legge anti-obesità che vieta alle multinazionali di pubblicizzare prodotti pieni di calorie a ragazzi sotto i 14 anni e le obbliga a mettere un bollino di pericolo sui prodotti più grassi. Non è assurdo che siano le multinazionali a dettare l’agenda dei governi? Se è vero che gli americani vogliono resuscitare il TTIP, questi sono i pericoli che ci troveremo ad affrontare. In Commissione Commercio Internazionale, gli eurodeputati del gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle difendono la salute dei cittadini”.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/07/la-protesta-delle-ma.html

ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

ATTENZIONE! Il nostro Parlamento sta per ratificare, a nostra insaputa, il CETA, cioè la morte di tutti diritti fondamentali dei cittadini…!!

ATTENZIONE! Il Parlamento italiano sta per ratificare il CETA, cioè la morte dei diritti fondamentali

Arriva in Senato il ddl per la ratifica del Trattato di libero scambio UE-Canada denominato CETA. Non è un caso che, come già accaduto per la ratifica del Trattato di Lisbona e per il Fiscal Compact, tali procedure avvengano tra giugno ed agosto, cioè quando gli italiani sono al mare impegnati nelle solite discussioni di calcio-mercato.

Ma cosa prevede il CETA? Nella sostanza, e in breve, è un accordo di libero scambio tra UE e Canada che consente alle multinazionali delle rispettive aree di esportare e vendere prodotti (EU-Canada, considerando che parecchie multinazionali americane hanno sede legale in Canada) senza trovare intralci né nelle legislazioni nazionali a tutela della salute e del lavoro, né nei diritti fondamentali sanciti dalle Costituzioni degli Stati membri come ad esempio il diritto al lavoro, alla giusta retribuzione, al giorno di riposo settimanale, all’orario di lavoro, alla retribuzione minima e così via. Trattasi dei cosiddetti “irritanti commerciali” che tanto infastidiscono le multinazionali. Con il CETA vengono definitivamente superati!

Ma v’è di più! Il CETA introduce anche un sistema di giustizia privata, il cosiddetto ISDS – Investor-state dispute settlement  cioè una forma di risoluzione privata delle controversie tra investitore e Stato. Attraverso questo sistema le multinazionali potranno non tenere conto dei diritti fondamentali vigenti negli Stati adire organismi di giustizia privata sovranazionali al fine di redimere le controversie con quegli Stati che intendessero rispettare le proprie disposizioni costituzionali a tutela – ad esempio – della salute e del lavoro!

Un vero e proprio cavallo di troia a tutela del capitale internazionale e a scapito dei diritti fondamentali.

Il CETA, già approvato dal Parlamento europeo pochi mesi fa, dovrà essere ora ratificato da ciascuno Stato membro a seconda delle procedure costituzionali di ognuno. In cambio chissà di quale incarico o beneficio (magari successivo all’attività politica) i nostri parlamentari consentiranno che sulle nostre tavole finiscano prodotti intrisi di antibiotici (rendendo gli stessi inefficaci quando ve ne sarà bisogno), condannando noi e i nostri figli alla schiavitù perenne! E chi si permetterà di alzare la testa o la voce, non troverà nello Stato un amico a difesa dei diritti fondamentali sanciti nelle Costituzioni nazionali!

Nel frattempo l’informazione di regime sonnecchia! La notizia che il Parlamento si accinga a ratificare il CETA è passata totalmente in secondo piano. Il televideo della Rai non ne fornisce neppure menzione!

Con il CETA gli Stati sono definitivamente morti! I criminali di Bruxelles continuano la loro opera distruttiva nei confronti delle Costituzioni nazionali, quindi della libertà, dei diritti fondamentali e della democrazia! E i nostri parlamentari, a libro paga del capitale internazionale, eseguono acriticamente gli ordini provenienti dalla criminale sovrastruttura EUropea!

Un Parlamento eletto con meccanismi elettorali dichiarati incostituzionali, in grave e palese alterazione dei principi di rappresentatività democratica (Corte costituzionale, sentenza n. 1/2014; Corte di Cassazione, sentenza n. 8878/2014), continua indisturbato la sua opera distruttiva della Costituzione! 

 Giuseppe PALMA

 

fonte: http://www.stopeuro.org/attenzione-il-parlamento-italiano-sta-per-ratificare-il-ceta-cioe-la-morte-dei-diritti-fondamentali/

Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

Approfittando del caos dei vaccini e con la complicità del silenzio dei Media, Gentiloni approva il CETA all’insaputa della Gente – Ecco i pericoli a cui questi disgraziati ci espongono!!

Leggete anche:

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!
Le denunce di GranoSalus: il sistema CETA, le navi al veleno e la pasta con glifosato e micotossine “made in Italy”…Ecco quello che dovete sapere sulle porcherie che ci fanno mangiare…!!

 

Da coscienzeinrete.net

Mentre ci sbraniamo per i vaccini, Gentiloni approva il CETA in silenzio stampa…

L’ultimo consiglio dei ministri ha approvato ddl di ratifica del trattato di libero scambio con il Canada, un provvedimento dalle nefaste ripercussioni di cui nessuno dei grandi e piccoli media nazionali ha dato notizia.

E’ arrivato il CETA, ma non ditelo in giro. Il governo ha approvato il disegno di legge per la sua ratifica ed attuazione, ossia per l’accordo economico e commerciale tra l’Unione europea e il Canada. Ma piano – per favore! – non strillatelo.Eh già, perché il temuto trattato, firmato lo scorso 30 ottobre a Bruxelles e ratificato dal parlamento europeo questo febbraio sta per arrivare al parlamento italiano. Chi lo dice? Il consiglio dei ministri che si è riunito mercoledì sera in fretta e furia e senza neanche un minuto di preavviso; quel cdm di cui i rappresentanti solitamente si affrettano a propagandare i risultati e per il quale invece non è stata convocata neanche l’ombra di una conferenza stampa. E come mai, c’è da chiedersi, neanche il più ridicolo e scarso dei media (provare per credere? Fatevi un giro su google) ha dato questa notizia di epocale importanza? Perché è meglio farlo passare in sordina, o perché forse questo “gran valore” economico non lo ha? Per entrambi i motivi.

Scopo dell’Accordo – si legge nel comunicato del governo – “è stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge ancora – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”. Accidenti, che grande occasione, addirittura la sola Italia potrebbe beneficiare in termini di maggiori esportazioni verso il Canada “per circa 7,3 miliardi di dollari canadesi”. Ripetiamolo insieme: sette miliardi. Per avere un’idea, l’IMU che noi italiani abbiamo pagato sui nostri immobili, nel solo 2016, è costata 10 miliardi di euro; circa la stessa cifra è stata spesa dal governo Renzi per pagare i famigerati “80 euro”. Il governo Gentiloni ha recentemente “salvato” il sistema bancario creando con estrema facilità un fondo da 20 miliardi di euro. Di esempi se ne potrebbero fare a bizzeffe, ma il concetto è chiaro: questo accordo economicamente non vale la carta su cui è stampato, e il problema maggiore è che a fronte di un così ridicolo guadagno – nemmeno sicuro, considerato che si tratta di stime – stiamo per svendere completamente la nostra nazione, e non è un esagerazione. Perché ciò che più fa male è che i nostri governanti si affrettino a specificare come l’accordo “garantirà comunque espressamente il diritto dei governi di legiferare nel settore delle politiche pubbliche, salvaguardando i servizi pubblici (approvvigionamento idrico, sanità, servizi sociali, istruzione) e dando la facoltà agli Stati membri di decidere quali servizi desiderano mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Peccato che la cosa, oltre a suonare palesemente come una “escusatio non petita”, è oltremodo falsa.

Spieghiamoci. E’ vero che “espressamente” il testo del Ceta – nelle sue premesse – “riconosce” agli Stati membri il diritto di prendere autonome decisioni in materie di interesse pubblico come appunto la sanità e il resto, ma in maniera altrettanto precisa descrive il funzionamento del “dispute settlement”, ossia di un arbitrato internazionale cui una “parte” (che può essere uno Stato ma anche un’azienda che opera sul suo territorio) può fare ricorso in caso sia in disaccordo con decisioni prese da altre parti. Tradotto, un’altra nazione o peggio una semplice società, spesso multinazionale, può impugnare una decisione di uno Stato anche quando adottata “nel diritto di legiferare nel settore delle politiche pubbliche”, qualora questa vada a “discriminare” il business dell’azienda. Il funzionamento di questo “tribunale privato” fa diretto richiamo al DSS, identico strumento previsto dall’Organizzazione Mondiale del commercio (o “WTO”, accordo simile al Ceta ma su scala globale). Quest’ultimo prevede la selezione di un “panel” di giudici, composto da esperti provenienti solitamente dal mondo della consulenza privata (esatto, delle multinazionali) o da atenei altrettanto privati. Il panel redige un rapporto contenente la propria opinione circa l’esistenza o meno di un’infrazione alle regole del WTO.

Esso non ha la forza legale di una vera e propria sentenza eppure la procedura di appello ha una durata massima prevista in novanta giorni, e la sentenza, dopo l’approvazione, è definitiva. Sintetizzando: l’Organizzazione Mondiale del Commercio (cui l’Europa e l’Italia hanno aderito da più di vent’anni, nel 1995) ha fini prettamente economici e finanziari; gli Stati, si dice, sono sovrani, eppure i principi che regolano gli scambi internazionali sono al di sopra delle leggi nazionali, ed internazionali; in caso di controversie, le parti (non gli Stati in realtà, quanto le società multinazionali “discriminate”) possono rivolgersi al WTO e chiedere se sia giusto o meno non applicare il suo regolamento; il WTO, privato e- sicuramente -imparzialissimo, emette la sentenza, che, per carità, non ha forza legale vera e propria (non essendo un vero tribunale), però è ad ogni modo inappellabile e definitiva. Democraticamente. E quel che è previsto per il Wto vale per il CETA. Il tribunale del WTO è stato mai adito per questioni sugli scambi internazionali? Oh sì! Solo gli Stati Uniti sono stati coinvolti in più di 95 casi contro società private, e di questi processi gli USA, in qualità di nazione, ne ha persi 38 e vinti appena 9. Gli altri o sono stati risolti tramite negoziazioni preliminari oppure sono ancora in dibattimento. In circa 20 casi il Panel addirittura non è mai stato formato, e la maggior parte dei processi che hanno perso riguarda livelli di standard ambientale, misure di sicurezza, tasse e agricoltura.

Questo panegirico forse può risultare oscuro pertanto è utile fare una semplificazione: lo Stato italiano, al contrario di quanto dice il governo Gentiloni, non può decidere autonomamente alcunché, prima di tutto perché fa parte dell’Unione europea e ha siglato accordi comunitari come il Patto di stabilità e il fiscal compact, oltre a far parte di un’unione monetaria, quindi di partenza non ha alcun potere decisionale in termini di politiche monetarie, fiscali, economiche e sociali. Secondo poi, pur godesse di una simile sovranità, comunque rischierebbe di trovarsi contro cause miliardarie– private –e di perderle, con tanti saluti al “potere politico”. Quel che allora il misero comunicato stampa del consiglio dei ministri dice in parte è vero, ossia che il governo può “decidere quali servizi mantenere universali e pubblici e se sovvenzionarli o privatizzarli in futuro”. Scopo dell’accordo è infatti di liberalizzare completamente qualsivoglia tipo di merce o servizio, inclusi quelli che teoricamente uno Stato soltanto dovrebbe garantire, e che invece già stanno finendo in mano ai privati (cliniche sanitarie, scuole, ecc ecc), in un mondo che sempre più sarà alla portata di poche persone e tasche. Ed ecco che la nostra carta Costituzionale si trasforma in carta igienica.

Quanto alle “potenzialità” di esportazione la nostra bella Penisola, da sempre caratterizzata da una grande vocazione all’export, già da tempo ha incrementato la vendita dei propri beni all’estero. Siamo più competitivi? Facciamo cose migliori? Ne più ne meno come prima, semplicemente gli italiani non hanno più una lira (i consumi domestici sono drasticamente calati, grazie a politiche iniziate da Mario Monti che in una celebre intervista ammise di “distruggere la domanda interna”) e quindi le imprese (quelle che non hanno chiuso) si sono arrangiante puntando ancor più sui mercati forestieri; solo pochi giorni fa l’Istat ha registrato nei suoi dati la “morte” della classe media italiana. Nel frattempo, visto che le merci di qualità come quelle nostrane non ce le possiamo permettere, nei nostri negozi arrivano tonnellate di merce a basso costo ma di pessima qualità che viene assoggettata a controlli scarsi o addirittura nulli, poiché già siamo in un’unione di libero scambio, l’Unione europea, che stiamo per estendere al Canada. Inutile dire che simili politiche danneggiano direttamente le nostre imprese, dunque il lavoro e in generale il benessere del nostro popolo. Tutto questo per – forse – sette miseri miliardi. Neanche i 30 denari di Giuda.

Fonte: http://www.lintellettualedissidente.it/economia/gentiloni-approva-il-ceta-in-silenzio-stampa/

I PERICOLI DEL CETA

1) Il rischio di ingresso di OGM e pesticidi attualmente vietati

Non solo non si vieta l’ingresso di alimenti contenenti OGM e sostanze chimiche tossiche, ma si da di fatto il via libera a una deregolamentazione ampia e irreversibile. Non si torna indietro.

Ricordiamo inoltre che in Italia c’è ancora il divieto di coltivazione in campo degli Ogm, ma il nostro paese di recente ha detto sì in Europa all’autorizzazione di nuovi. Tuttavia, fa sapere il Parlamento Ue,

“per fugare le preoccupazioni dei cittadini che l’accordo dia troppo potere alle multinazionali e che i governi non possano legiferare per tutelare la salute, la sicurezza o l’ambiente, l’UE e il Canada hanno entrambi confermato esplicitamente, sia nel preambolo dell’accordo sia nella dichiarazione comune allegata, il diritto degli Stati a rifarsi al diritto nazionale”.

2) Importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita

Tra le pagine del CETA, infatti è possibile trovare gravi pericoli per la salute e l’ambiente. Uno di questi riguarda l’importazione di prodotti derivati da animali trattati con ormoni della crescita. Sarebbe bastato questo a fermare il trattato, pensato per arricchire pochi e danneggiare molti.

3) Equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie di Europa e Canada

Basta leggere l’allegato 5-D per rendersi conto, senza tanti sforzi, di quello che sarà. Nel trattato vi sono infatti le linee guida per il riconoscimento di equivalenza delle misure sanitarie e fitosanitarie nei due Paesi. Ciò significa che il CETA permetterà di ottenere il mutuo riconoscimento di un prodotto – e quindi evitare nuovi controlli nel Paese in cui verrà venduto – se si è in grado di dimostrarne l’equivalenza con quelli commercializzati dalla controparte. La sostanziale equivalenza verrà valutata basandosi su una serie di criteri o linee guida che tuttavia non sono definiti.

LEGGI anche: CETA: ULTIMA OCCASIONE PER FERMARE LO STRAPOTERE DELLE MULTINAZIONALI (PETIZIONE)

4) Glifosato, uno dei timori più fondati

Il glifosato, minaccia più che mai concreta. Non si può di certo dire no a questa sostanza solo perché lo Iarc, massima agenzia mondiale per la ricerca sul cancro, emanazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, lo ritiene probabilmente cancerogeno.

Se in Europa se ne vietasse l’uso, che ne sarebbe del grano canadese importato? Dovrebbe essere prodotto senza usare l’erbicida.

LEGGI anche: GLIFOSATO, L’ERBICIDA CHE AVVELENA TUTTO IL MONDO (VIDEO)

LEGGI anche: GLIFOSATO, COME ADERIRE ALL’ICE PER IL DIVIETO TOTALE (#STOPGLYPHOSATE)

5) Nelle mani del controllore senza controllo

Il Ceta potrà essere implementato dopo la ratifica dall’organismo di cooperazione regolatoria. Si tratta di un gruppo di tecnici il cui operato non è soggetto ad alcun controllo pubblico.

6) Crescita economica irrisoria per l’Europa e perdita di posti di lavoro

Secondo uno studio indipendente, l’entrata in vigore del CETA provecherebbe la perdita di circa 200 mila posti di lavoro nell’Unione europea. Inoltre, secondo quanto stimato dalla stessa Commissione europea, l’adozione di questo trattato vedrebbe nel lungo periodo in Europa una irrisoria crescita economica compresa tra lo 0,02 e lo 0,03%. In Canada invece tale percentuale è compresa tra lo 0,18 e lo 0,36%.

7) L’Investment Court System (ICS), il sistema di tutela degli investimenti delle multinazionali

L’ICS assicura agli investitori stranieri particolari privilegi e minaccia il diritto dei governi di adottare e far rispettare leggi di interesse pubblico, come la protezione dell’ambiente o della salute pubblica. Grazie al CETA, l’Ics permetterebbe alle multinazionali di citare in giudizio i singoli Stati, ma non consentirebbe il contrario. Se l’ICS non dovesse passare l’esame di legittimità della Corte di giustizia europea, si bloccherebbe l’applicazione del CETA. Contro questo punto si è schierato apertamente il Belgio, che sta valutando di chiedere alla Corte di giustizia europea di pronunciarsi sulla legittimità

“Questo accordo commerciale rischia di minare la democrazia e lo stato di diritto in Europa, a vantaggio di una manciata di multinazionali”, ha detto Federica Ferrario di Greenpeace Italia.

“Oggi è stata scritta una pagina oscura per la democrazia in Europa, ma non tutto è compromesso – dichiara Monica Di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP Italia – La battaglia della società civile si sposta adesso a livello nazionale. Monitoreremo gli impatti dell’accordo, dimostrando che avevamo ragione a criticarne l’impianto, e spingeremo il Parlamento italiano a bloccare questo trattato dannoso per i nostri cittadini e lavoratori. I parlamentari europei, in particolare socialdemocratici e popolari, hanno abdicato al loro ruolo di garanti dei diritti e dell’ambiente”.

L’accordo infatti dovrà essere anche ratificato dai Parlamenti nazionali e regionali.

L’accordo CETA potrebbe applicarsi provvisoriamente dal primo giorno del mese successivo alla data cui entrambe le parti si sono reciprocamente notificate il completamento di tutte le procedure necessarie. Per i deputati tale data dovrebbe essere non prima del 1° aprile 2017.

Ancora una volta sono stati fatti gli interessi delle multinazionali.

TRATTO DA: https://www.greenme.it/informarsi/ambiente/22959-ceta-approvazione-parlamento-ue#accept

 

 

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

Il CETA è ancora peggio del TTIP. È una porcata che serve solo a sacrificare la salute della Gente al business delle Multinazionali! …E infatti il nostro Governo lo ha già approvato nel più totale silenzio dei media complici!

 

CETA: il colpo di stato silenzioso procede a tappe. Ok da Governo italiano. Adesso tocca al Parlamento

Il contestato accordo commerciale tra Unione europea e Canada (CETA), firmato il 30 ottobre 2016 e ratificato il 15 febbraio scorso dal Parlamento Ue a Bruxelles, è ora all’attenzione dei vari Governi nazionali che dovranno far ratificare l’accordo ai rispettivi parlamenti. L’ Italia nell’ultimo consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge di ratifica e attuazione del trattato di libero scambio con il Canada. Negative le ripercussioni per il grano duro del mezzogiorno di cui nessun  media nazionale ha dato notizia. E’ questo il mezzogiorno protagonista immaginato dal Governo Gentiloni?

Il cambio di rotta nella politica commerciale europea prosegue negli stati membri. Dopo l’ approvazione del CETA a Bruxelles,  l’ Italia ha dato l’ ok in Consiglio dei Ministri. Nella seduta di mercoledì 24 maggio, il Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale Angelino Alfano, ha approvato un disegno di legge di ratifica ed esecuzione  dell’Accordo economico e commerciale globale tra il Canada, da una parte, e l’Unione europea e i suoi Stati membri, dall’altra, con allegati, fatto a Bruxelles il 30 ottobre 2016, e relativo strumento interpretativo comune.

L’Accordo – si legge nel comunicato del governo – ha lo scopo di “stabilire relazioni economiche avanzate e privilegiate, fondate su valori e interessi comuni, con un partner strategico”. Si creano nuove opportunità per il commercio e gli investimenti tra le due sponde dell’Atlantico – si legge nello stesso comunicato – “grazie a un migliore accesso al mercato per le merci e i servizi e a norme rafforzate in materia di scambi commerciali per gli operatori economici”.

Il CDM è stato fatto in gran silenzio prima di passare la palla al Parlamento che dovrà ratificare questo accordo nefasto per l’ agricoltura del mezzogiorno e per i consumatori.

Cos’è il CETA?
Il CETA è un documento lunghissimo di 1598 pagine [PDF], che contiene centinaia di articoli. Uno dei suoi effetti principali sarà l’eliminazione della gran parte delle tariffe doganali tra Unione Europea e Canada, ma il trattato contiene anche molte altre disposizioni. Per esempio consente alle imprese europee di partecipare alle gare per gli appalti pubblici in Canada e viceversa. Si stabiliscono il reciproco riconoscimento di titoli professionali e nuove regole per proteggere il diritto d’autore e i brevetti industriali. In base a questo accordo commerciale, le multinazionali potranno andare a fare ‘business’ in Canada nel settore dei servizi. L’accordo prevede anche la tutela del marchio di alcuni prodotti agricoli e alimentari tipici, una clausola fortemente richiesta dagli agricoltori europei. Il trattato taglia fuori il grano che non avendo alcuna protezione né alcun marchio di tutela rischia di essere la cenerentola dell’ accordo. Eppure parliamo del miglior grano duro al mondo: quello del mezzogiorno che mai nessun Governo ha saputo valorizzare e difendere in ambito mondiale.

Il folle accordo commerciale rischia di distruggere la granicoltura del Mezzogiorno d’Italia

Il Canada è il principale competitor nel mercato del grano duro, di cui è il primo paese produttore ed esportatore mondiale. In Canada si producono, grosso modo, due tipi di grano duro: uno buono (quello di 1° grado e 2° grado che i canadesi tengono per loro) e uno pieno di contaminanti (quello di 3°-4°-5° grado). Quello di 3° grado è ufficialmente l’ unico che arriva in Italia, in prevalenza al Porto di Bari e viene quotato al Borsino di Altamura.

Il Canada tiene molto al CETA, perché non sa come “sbarazzarsi” di tutto il grano duro contaminato che produce e che viene fatto maturare artificialmente a colpi di glifosato, il temibile erbicida (seccatutto)  che il Test del Salvagente ha trovato nelle urine delle mamme in gravidanza (come vi abbiamo scritto qui).

Grazie al CETA nessuno sarà più esente da contaminazione da glifosate. Nemmeno Angelino Alfano a cui questo particolare sarà sfuggito perché la Lorenzin non glielo ha fatto notare.

Ci sono numerosi dati sperimentali condotti su cellule placentari ed embrionali umane che dimostrano come il glifosato induca necrosi e favorisca la morte cellulare programmata – ha spiegato Patrizia Gentilini, oncologa e membro del comitato scientifico di Isde, in occasione della conferenza stampa in cui sono stati presentati gli esiti del Test – Quindi si tratta di una sostanza genotossica oltre che cancerogena, come ha stabilito la Iarc, non dimenticando che l’erbicida agisce anche come interferente endocrino”.

Il grano canadese oltre che di glifosate è ricco di DON e Cadmio che noi abbiamo trovato nella pasta italiana con il Test GranoSalus

Gli interessi del Canada si saldano, dunque, con quelli della grande industria italiana della pasta, che fino ad oggi ha utilizzato a piene mani il grano duro canadese, calpestando i divieti dell’ Unione europea sul glifosate. Che al Ministro della Salute sono evidentemente sfuggiti.

E’ bene ricordare che i consumi di pasta nel mondo crescono e le nostre industrie, che hanno la leadership nel mondo della pasta, sono costrette a prendere grano ovunque, che viene miscelato al nostro.

In cambio dei presunti vantaggi che deriverebbero a qualcuno, scrive il blog de I Nuovi Vespri, i canadesi chiedono di potere esportare in Europa i propri prodotti, a cominciare dal grano duro che si produce nelle aree fredde e umide e che in Canada non si consuma: i canadesi, infatti, non sono fessi e sanno benissimo che il loro grano duro fatto maturare con il glifosato fa male alla salute: così lo ‘rifilano’ all’Europa. E pazienza se a pagarne le conseguenze saranno i produttori di grano duro del Sud Italia, insieme ai consumatori!

E’ bene ricordare che il CETA non consentirà deroghe. Insomma: gli interessi delle multinazionali verranno prima degli interessi degli Stati. Se per esempio GranoSalus dovesse permettersi di far causa al Ministro della Salute per far rispettare il divieto sul glifosate, le multinazionali che esportano il grano in Italia si rivarrebbero direttamente sullo Stato italiano.

Un Consiglio dei Ministri silenzioso

Il consiglio dei ministri  si è riunito mercoledì sera in fretta e furia per parlare di questi argomenti senza neanche un minuto di preavviso. Non è stata convocata nessuna conferenza stampa. Una notizia di epocale importanza che è stata sottaciuta dai media? Come mai?

Con l’approvazione in Consiglio dei Ministri del CETA Gentiloni ha scoperto le carte. Insomma, il Partito Democratico non può sottrarsi alle pressioni delle multinazionali che hanno grandi interessi affinché il CETA venga approvato.

Nel frattempo il Ministro per la Coesione territoriale De Vincenti ha annunciato che a Matera il 5 giugno si terrà un convegno su “Mezzogiorno Protagonista: Missione Possibile“. Un mezzogiorno che, dato il flusso delle navi a Bari e dintorni, sta diventando la grande piattaforma logistica del CETA, grazie ad un colpo di stato silenzioso che rischia di pregiudicare il più grande giacimento d’oro dell’Italia.

 

 

L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

Nobel per l’economia

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

L’appello del Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! – E infatti, il Governo Italiano chiede ufficialmente di continuare trattative !!

 

L’appello del premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz al Parlamento Italiano: Non firmate l’accordo TTIP, NON IMMAGINATE NEANCHE COSA STATE PER FIRMARE !! 

Il premio Nobel per l’economia (2001) Joseph Stiglitz, ospite del Parlamento italiano il 24 settembre 2014, parla del TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership).

L’accordo sul TPP che è stato trovato oggi ad Atlanta fa da apripista al TTIP, l’accordo di libero scambio che (se approvato) raderà al suolo le nostre tipicità agroalimentari e aprirà agli OGM, alla carne agli ormoni e all’arbitrato internazionale per la risoluzione delle controversie: il tribunale al quale si rivolgerà qualunque azienda privata che riterrà che i suoi interessi economici siano stati intaccati dalle politiche degli Stati.

fonte: http://zapping2015.altervista.org/lappello-del-premio-nobel-per-leconomia-joseph-stiglitz-al-parlamento-italiano-non-firmate-laccordo-ttip-non-immaginate-neanche-cosa-state-per-firmare/

TTIP, ITALIA CHIEDE UFFICIALMENTE DI CONTINUARE TRATTATIVE

Ttip: Italia e altri 11 Paesi scrivono lettera a Ue per continuare trattative. Incontro Malmstroem-Froman, prossimo round 3 ottobre a New York.

Continuare i negoziati con gli Usa sull’accordo di libero scambio Ttip, e proseguire con la firma di quello con il Canada, il Ceta. E’ la richiesta che 12 Paesi tra cui l’Italia – ma non Francia e Germania – hanno rivolto alla Commissione Ue in una lettera, in vista della riunione informale dei ministri del commercio che si terrà a Bratislava il prossimo venerdì dove dovranno chiarirsi le reali posizioni dei diversi Paesi, tra loro divisi. Intanto la commissaria al commercio Cecilia Malmstroem ha incontrato oggi a Bruxelles il suo omologo americano Michael Froman, con cui è stato deciso di avviare il prossimo round di negoziati il 3 ottobre a New York.

“Siamo fiduciosi”, scrivono alla Malmstroem il ministro allo sviluppo economico Carlo Calenda e i colleghi di Irlanda, Gran Bretagna, Svezia, Danimarca, Finlandia, Repubblica ceca, Estonia, Lettonia, Lituania, Spagna e Portogallo, “che sarà in grado di raggiungere gli obiettivi in linea con il mandato” ricevuto dai 28 nel 2013. Per questo, sottolineano i 12 stati membri, “ribadiamo il nostro impegno e sostegno dato alla Commissione nei negoziati” e “guardiamo alla continuazione dei negoziati del Ttip con gli Usa”. I ministri dei 12 hanno ribadito il loro sostegno anche all’accordo commerciale con il Canada, che deve più solo essere firmato per entrare in vigore in modo provvisorio. “Aspettiamo la firma del Ceta il 27 ottobre e l’applicazione provvisoria dell’accordo” ritenuto “ampio e profondo” e “basato sulla realtà dei modelli commerciali di oggi”.

Nell’incontro odierno tra Malmstroem e Froman, che si rivedranno anche a Bratislava dove si giocherà una partita cruciale sul futuro dei negoziati con gli Usa, sono stati “discussi i prossimi passi per andare avanti” e, hanno assicurato i due, “abbiamo diretto le nostre squadre per fare il maggior numero di progressi possibili al prossimo round programmato per il 3 ottobre a New York”. Uno dei tentativi, secondo fonti europee, è cercare di lasciare comunque una porta aperta per proseguire le discussioni dopo le elezioni americane, ormai imminenti.

Tratto da Ansa.it

Ancora una volta hanno lottato eroicamente. Ancora una volta si sono dovuti arrendere allo strapotere del business – Gli americani avranno il loro oleodotto sulla terra dei Sioux… Ora, però, non chiedetemi perchè gli americani mi stanno sulle palle… Io sto con gli Indiani d’America…!

americani

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

Ancora una volta hanno lottato eroicamente. Ancora una volta si sono dovuti arrendere allo strapotere del business – Gli americani avranno il loro oleodotto sulla terra dei Sioux… Ora, però, non chiedetemi perchè gli americani mi stanno sulle palle… Io sto con gli Indiani d’America…!

E non chiedetemi nemmeno perchè questa brutta storia mi ricorda tanto, ma proprio tanto un’altra porcata delle Lobby ai danni della Gente: il gasdotto della Tap nella terra dei Pugliesi…!

 

Da Il Fatto Quotidiano:

Usa, la resa dei Sioux dopo la decisione di Trump: sgomberato il campo, l’oleodotto si farà

Al via lo sgombero definitivo dell’accampamento allestito da quasi un anno dagli indigeni. Sioux e attivisti non hanno rinunciato a lottare fino all’ultimo: dieci persone sono state fermate. Una ventina di fuochi sono stati appiccati come ‘cerimonia di addio’

Nonostante lo spirito combattivo, alla fine i migliaia di membri della tribù di indiani Sioux di Standing Rock che si opponevano al passaggio di un oleodotto sul territorio della loro riserva, nel North Dakota, hanno perso la loro battaglia. Lo sgombero definitivo dell’accampamento allestito da quasi un anno dagli indigeni, insieme a molti ecologisti, sarà avviato e completato da parte delle autorità statunitensi. Sioux e attivisti non hanno rinunciato a lottare fino all’ultimo: dieci persone sono state fermate, perché stavano cercando di impedire l’accesso degli agenti nell’accampamento. Prima dell’arrivo delle autorità, gli attivisti hanno appiccato una ventina di fuochi come ‘cerimonia di addio’.

Finisce così una battaglia che solo a dicembre sembrava ormai vinta dagli Sioux. A fine 2016 Barack Obama aveva deciso di non concedere all’azienda costruttrice il permesso di realizzare l’opera, per la quale era stato studiato un percorso alternativo. Ma già allora Donald Trump aveva avvertito: “Deciderò io”. Così ha fatto: lo scorso 7 febbraio ha annunciato di essere pronto a consentire la costruzione dell’oleodotto attraverso il fiume Missouri e il lago Oahe nel North Dakota. Il 24 gennaio il presidente ha firmato due ordini esecutivi per rilanciare il Dakota Access e l’altro oleodotto contestato, il Keystone XL, a sua volta bloccato da Obama per timori di danni ambientali.

L’oleodotto dovrebbe correre per quasi 2mila chilometri e attraversare quattro Stati per portare il greggio alle raffinerie dell’Illinois. Indiani e attivisti contestano da mesi il progetto, spiegando che la parte sottomarina del tracciato mette a rischio il bacino idrico delle comunità, senza contare la violazione di terreni e luoghi sacri Sioux. Nonostante le proteste, la tribù nulla ha potuto contro quest’ultima decisione di Trump. E ancora una volta è stata costretta ad abbandonare la propria terra.

 

tratto da: http://www.ilfattoquotidiano.it/