L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

 

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L’allarme degli scienziati: ecco la Super Malaria resistente ai farmaci…!

Super malaria resistente ai farmaci si sta diffondendo nel Sud Est asiatico

L’allarme degli scienziati: «I trattamenti standard più diffusi si sono dimostrati inefficaci nel 60% dei casi in alcune regioni della Cambogia»

Una forma di malaria resistente ai trattamenti standard identificata per la prima volta in Cambogia nel 2007 si sta rapidamente diffondendo anche in Vietnam, dopo aver colpito Thailandia e Laos e un gruppo di ricercatori, con una lettera pubblicata sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases ha lanciato un appello affinché vengano messe in atto azioni concrete prima che la malattia si diffonda in altre aree come India o Africa. Il team della Oxford Tropical Medicine Research Unit di Bangkok ha scritto: «Riteniamo che questo ceppo di malaria rappresenti una grave minaccia. È allarmante che si diffonda così rapidamente , come un incendio e temiamo possa arrivare in Africa».

Il doppio farmaco che non funziona più

Secondo l’Oms Sono circa 112 milioni le persone contagiate dalla malaria nel 2015 e nei paesi in via di sviluppo la malattia rappresenta il big killer per i bambini (429 mila morti solo nell’Africa sub- sahariana). I ricercatori, guidati dal professor Arjen Dondorp, ha spiegato che la super malaria è resistente all’artemisinina, trattamento principale per curare la malattia, utilizzato in combinazione con piperachina Ma poiché l’artemisinina è diventata meno efficace, il parassita si è evoluto per resistere anche alla piperachina «e i tassi di resistenza sono allarmanti» scrivono nella lettera. «Il doppio trattamento non ha funzionato in un terzo dei casi in Vietnam e in alcune regioni della Cambogia il tasso di fallimento si è avvicinato al 60%» ha spiegato il professor Dondorp. La resistenza ai farmaci sarebbe catastrofica in Africa, dove si verificano il 92% dei casi di malaria.

fonte: http://www.corriere.it/salute/malattie_infettive/17_settembre_22/super-malaria-resistente-farmaci-si-sta-diffondendo-sud-est-asiatico-1558cca6-9f91-11e7-b69e-b086f39fca24.shtml

Anonymous lancia l’allarme: la più grande minaccia per l’umanità e la Terra sono le fughe radioattive di Fukushima!

Anonymous

 

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Anonymous lancia l’allarme: la più grande minaccia per l’umanità e la Terra sono le fughe radioattive di Fukushima!

 

In un breve video, informativo,Anonymous ha spiegato perché è importante essere consapevoli di ciò che sta avvenendo presso la centrale nucleare di Fukushima Daiichi.

E questo messaggio non poteva venire in un momento migliore, a causa del fatto che i recenti livelli di radiazione del reattore numero due sono stati riportati come “inimmaginabili “.

Dopo sei anni da quando è avvenuto il disastro nucleare di Fukushima Daiichi, dopo uno tsunami che ha colpito il Giappone, la radiazione continua a inquinare l’ambiente e sta prendendo strada nella catena alimentare.

Non solo, ma secondo diversi rapporti, la radiazione sta aumentando piuttosto che estinguersi.

Secondo Anonymous:

Il pianeta Terra è contaminato da elementi radioattivi velenosi. E, di conseguenza, il DNA degli esseri viventi con il deterioramento, accelerano l’estinzione della specie e del pianeta, compresi noi.  Centinaia di milioni di persone dovranno morire di tumori e malattie causate dall’esposizione alla radiazione “. Inoltre, affermano che ” Milioni di mamme subiranno aborti, a causa delle deformazioni dei loro bambini “.

Continuano a spiegare come i media mainstream siano rimasti quasi silenziosi dall’evento, per quanto riguarda l’incidente . Durante un periodo di tempo molto breve, il video continua a mostrare vari incidenti di fallout fino dal disastro 2011.

Essi mostrano come i media, americani e non , hanno continuato a distrarre la popolazione da ciò che deve seguire a questo disastro.

Si prega di condividere questo video con tutti quelli che sono conosci, è di fondamentale importanza che cominciamo a premere sui poteri istituzionali per fare qualcosa prima che sia troppo tardi.

La radiazione del reattore nucleare di Fukushima è al livello più elevato dalla sua fusione del 2011 
Le straordinarie letture dei livelli radioattivi pongono pressione sull’operatore Tepco nei suoi sforzi per la disattivazione della centrale nucleare, i livelli di radiazione estremamente elevati sono stati registrati all’interno di un reattore danneggiato presso la centralenucleare di FukushimaDaiichi, da quasi sei anni da quando l’impianto ha subito una tripla fusione.

L’operatore dell’impianto, Tokyo Electric Power (Tepco), ha detto che le letture registrate atmosferiche, raggiungono fino a 530 sieverts l’ora, all’interno del recipiente di contenimento del reattore n. 2, uno dei tre reattori che hanno provocato una crisi quando l’impianto è stato paralizzato da un enorme tsunami che ha colpito la costa nordorientale del Giappone nel marzo 2011.

Le straordinarie letture di radiazioni evidenziate dalla scala dei valori che affrontano migliaia di lavoratori , in quanto l’aumento di pressione  basata da Tepco per avviare la decommissioning o disattivazione dell’impianto , è un processo che dovrebbe durare circa quattro decadi.

Anche se viene preso in considerazione un margine di errore del 30 per cento, la lettura recente, descritta da alcuni esperti come “inimmaginabile“, è molto superiore al record precedente di 73 segmenti l’ora rilevati dai sensori nel 2012.

Tepco ha sottolineato, tuttavia, che la fotocamera che aveva esplorato più profondamente all’interno del reattore si era concentrato su un solo punto. I livelli di radiazione in altri punti filmati dalla fotocamera sono stimati  essere molto più bassi, hanno aggiunto.

Una singola dose di uno sievert è sufficiente a causare malattie e nausea da radiazioni ; 5 sieverts ucciderebbe metà degli esposti entro un mese e una singola dose di 10 sieverts sarebbe fatale entro poche settimane.

Tepco ha anche detto che l’analisi delle immagini aveva rivelato un foro in una grata metallica sotto lo stesso recipiente di pressione del reattore. Il foro di un metro è stato probabilmente creato dal combustibile nucleare  fuso e che poi è penetrato nello scafo dopo che lo tsunami ha bloccato il sistema di raffreddamento di sostegno di Fukushima Daiichi.

Può essere stato causato dal combustibile nucleare che si sarebbe fuso e ha generato un buco nel vaso, ma è solo un’ipotesi in questo stadio“, afferma il portavoce della Tepco Tatsuhiro Yamagishi ad AFP.

Crediamo che le immagini catturate forniscano informazioni molto utili, ma abbiamo ancora bisogno di indagare dato che è molto difficile comprendere pienamente la condizione reale all’interno“.

La presenza di radiazioni pericolosamente elevate complicherà gli sforzi per smantellare in sicurezza l’impianto.

Un robot a controllo remoto che la Tepco intende inviare nel contenitore di contenimento del reattore No 2 è stato progettato per resistere all’esposizione a un totale di 1000 sievert , il che significa sopravvivere per meno di due ore prima che inizi a malfunzionare.

La ditta ha dichiarato che le radiazioni non sono fuoriuscite al di fuori del reattore, aggiungendo che il robot sarebbe ancora utile perché si sposta da un punto all’altro e incontra radiazioni di diversi livelli.

Tepco e la sua rete di società partner di Fukushima Daiichi devono ancora identificare la posizione e la condizione del combustibile fuso nei tre reattori più gravi. La rimozione in modo sicuro rappresenta una sfida senza precedenti nella storia del nucleare.

Si ritiene che le quantità di combustibile fuso accumulato nella parte inferiore dei contenitori di contenimento dei reattori danneggiati, ha una radiazione pericolosamente elevata e ha impedito agli ingegneri di misurarne con precisione lo stato dei depositi di carburante.

All’inizio di questa settimana, l’utility ha rilasciato immagini di grumi scuri che si trovano al di sotto del reattore n. 2 che ritiene possa essere carburante di uranio fuso – la prima scoperta del genere dopo il disastro.

Nel mese di dicembre, il governo ha dichiarato che il costo stimato per la disattivazione dell’impianto e la decontaminazione dell’area circostante, nonché il pagamento di compensazioni e la conservazione dei rifiuti radioattivi, era salito a 21,5 tn yen (150 miliardi di euro), quasi il doppio di una stima pubblicata nel 2013.

Scoperto un super-fungo potenzialmente letale e resistente ai farmaci che si contrae soprattutto in ospedale. Si è già diffuso in Europa, gli esperti: “Minaccia globale per la salute”

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Scoperto un super-fungo potenzialmente letale e resistente ai farmaci che si contrae soprattutto in ospedale. Si è già diffuso in Europa, gli esperti: “Minaccia globale per la salute”

Scoperto un super-fungo potenzialmente letale e resistente ai farmaci che si contrae soprattutto in ospedale. Si è già diffuso in Europa, gli esperti: “Minaccia globale per la salute”

Un nuovo super-fungo potenzialmente letale e resistente ai farmaci sta seminando il panico negli ospedali orientali, americani e ora pure europei.

Si tratta della “Candida auris”, un micete lievitiforme che è stato isolato per la prima volta nel 2009 nel canale uditivo di un 70enne giapponese ricoverato all’Ospedale geriatrico di Tokyo. Dal 2013 il fungo è stato riscontrato anche negli ospedali degli Stati Uniti, soprattutto di New York e del New Jersey, poi è “migrato” in Gran Bratagna. la prima epidemia in Europa è stata registrata all’ospedale cardiologico di Londra, dove, tra aprile 2015 e luglio 2016, ci sono stati 50 casi.

Negli ultimi mesi a New York, su 44 casi di infezione diffusi in 15 ospadali e uno studio medico, ci sono state 17 morti. I pazienti deceduti, tuttavia, avevano altre patologie preesistenti, perciò, riorta il Corriere della Sera, non è stato possibile stabilire in modo definitivo la relazione causa-effetto.

I principali sintomi della Candida auris sono bruciore e difficoltà a deglutire, ma nei casi peggiori provoca infezioni sistemiche entrando in circolo. Può infettare le ferite, le orecchie e il sangue e colpisce soprattutto i soggetti deboli, come neonati e anziani. È difficile da identificare nei test di laboratorio, perché può essere facilmente scambiato con la Candida comune.

Il super-fungo agisce come un super-batterio, non risponde ai farmaci anti funghicidi e si diffonde molto facilmente. Inoltre sembre che l’infezione si contragga prevalentemente in ospedale: è stato trovato sulle attrezzature degli ospedali e sulla pelle di alcuni pazienti, anche già trattati con i medicinali. Nella maggior parte dei casi, infatti, il fungo è stato identificato in persone che erano state ricoverate a lungo in ospedale, avevano subito interventi chirurgici recenti, impiegato antibiotici e antimicotici ad ampio spettro o usato cateteri venosi centrali.

Per questo i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie statunitensi hanno definito questo super-fungo potenzialmente letale come “una minaccia globale per la salute”.

fonte: http://www.ilgiornale.it/news/salute/scoperto-fungo-letale-resistente-ai-farmaci-minaccia-globale-1392219.html

 

 

ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

OGM

 

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ATTENZIONE – Stai mangiando OGM senza saperlo – Ecco la lista nera elaborata da Greenpeace degli alimenti di uso comunissimo che contengono OGM !!

 

Greenpeace affonda il colpo sugli OGM e sulle aziende che ne fanno un utilizzo sistematico.

Per organismo geneticamente modificato (OGM) si intende un organismo, diverso da un essere umano, in cui il materiale genetico (DNA) è stato modificato in un modo non naturale.

Un Ogm, ovvero un organismo geneticamente modificato, è un organismo la cui materia genetica è stata alterata mediante tecniche di ingegneria genetica, altrimenti note come tecniche di Dna ricombinante. Con questo metodo si intende la combinazione in vitro di diverse molecole di Dna per creare un nuovo gene, che viene successivamente inserito in un organismo che può essere vivente o meno. Erroneamente si suole indicare tutti gli organismi Ogm come transgenici, in realtà si parla di transgenesi solo quando si inseriscono geni esogeni in un altro organismo, ovvero un ente strutturato riceve dei geni non suoi; mentre si parla di organismi cisgenici quando si ricombinano geni dello stesso organismo. In entrambi i casi si tratta sempre di Ogm.

Per ciò che riguarda il mercato,già nel 2000 Greenpeace Russia affermava: “di trenta prodotti che sono stati scelti per l’analisi il 30% contiene OGM. Diversi sondaggi hanno mostrato che i consumatori russi preferiscono i prodotti alimentari esenti da OGM o loro derivati. Nonostante questo, sono state adottate misure in Russia per informare i clienti circa gli OGM nei prodotti. L’atto normativo russo sulla marcatura (approvato con solo il capo ispettore sanitario) ordina di segnalare solo i prodotti che contengono più del 5% di ingredienti geneticamente modificate, mentre nell’Unione europea a norma di legge i prodotti devono essere contrassegnate se hanno più di 0,9% di OGM”

“In molti paesi dell’UE e degli USA listati di aziende che utilizzano i prodotti transgenici sono pubblicati regolarmente. Nel 2000, nella lista nera americana apparve aziende come Hersey di, Mars, Coca-Cola, Pepsi-Co, Nestle, Knorr, Lipton, Parmalat “

Ecco ad oggi, dopo 13 anni, la situazione si è evoluta e Greenpeace.org pubblica un nuovo studio affermando che le indagini non possono uniformare i mercati, ma che segnalano la tendenza della produzione di catene e aziende. Prima della lista alcune raccomandazioni:

1. Leggere le etichette. Il produttore deve indicare che la produzione di componenti OGM che è stata aggiunta (ma, in verità, non tutti lo fanno).
2. Evitare i fast food. Ci sono alimenti OGM più comunemente utilizzati.
3. Evitare il pane imbustato o a lunga conservazione
4. Quasi tutte le salsicce, la carne in scatola e salumi vengono prodotti con l’aggiunta di componenti geneticamente modificati. Di solito i prodotti senza componenti geneticamente modificate non possono essere così a buon mercato.

Possiamo quindi stilare una lista di operatori del mercato alimentare, che sono soliti utilizzare OGM per la realizzazione dei loro prodotti:

 

Società di produzione Kellog “s

  • Corn Flakes (cereali)
  • Frosted Flakes (cereali)
  • Rice Krispies (cereali)
  • Corn Pops (fiocchi)
  • Schiaffi (fiocchi)
  • Froot Loops (anelli di cereali colorati)
  • Di Apple Jacks (cereali-ring con il gusto di mela)
  • All-Bran Apple Cinnamon / Blueberry (crusca sapore di mela, cannella, mirtillo)
  • Gocce di cioccolato (gocce di cioccolato)
  • Pop Tarts (sfoglia ripiena di tutti i gusti)
  • Nutri-grain (brindisi pieno di tutti i tipi)
  • Crispix (biscotti)
  • Smart Start (fiocchi)
  • All-Bran (Flakes)
  • Just Right Fruit & Nut (fiocchi)
  • Miele Crunch Corn Flakes (cereali)
  • Raisin Bran Crunch (cereali)
  • Cracklin “crusca di avena (fiocchi)

Società Hershey‘s

  • Toblerone (cioccolata, tutti i tipi)
  • Mini Baci (cioccolatini)
  • Kit-Kat (barretta di cioccolato)
  • Baci (cioccolatini)
  • Chips di cottura semi-dolci (biscotti)
  • Chocolate Chips di latte (biscotti)
  • Reese “s Peanut Butter Cups (burro di arachidi)
  • Scuro speciale (cioccolato fondente)
  • Cioccolato al latte (cioccolato al latte)
  • Sciroppo di cioccolato (sciroppo di cioccolato)
  • Dark Chocolate Syrup speciale (sciroppo di cioccolato)
  • Strawberry Syrop (sciroppo di fragola)

Mars

  • M & M “s
  • Snickers
  • Via Lattea
  • Twix
  • Nestle
  • Crunch (fiocchi di riso al cioccolato)
  • Cioccolato al latte Nestle (cioccolato)
  • Nesquik (bevanda al cioccolato)
  • Cadbury (Cadbury / Hershey “s)
  • Fruit & Nut

Heinz

  • Ketchup (regolare e senza sale) (ketchup)
  • Chili Sauce (salsa di peperoncino rosso)
  • Heinz 57 Steak Sauce (con sugo di carne)

Hellman’s

  • Reale Maionese (maionese)
  • Maionese Light (maionese)
  • Maionese Low-Fat (maionese)

Società Coca-Cola

  • Coca-Cola
  • Sprite
  • Cherry Coca
  • Minute Maid Arancione
  • Minute Maid Uva

Società PepsiCo

  • Pepsi
  • Pepsi Cherry
  • Mountain Dew

Società Frito-Lay / PepsiCo (componenti OGM possono essere presenti nel petrolio e altri ingredienti)

  • Potato Chips (tutti)
  • Cheetos (tutti)

Società Cadbury / Schweppes

  • 7-Up
  • Dr. Pepe

Pringles (Procter & Gamble)

  • Pringles (patatine fritte con sapori originali, Magro, Pizza-licious, Sour Cream & Onion, Salt & Vinegar, Cheezeums)

(lista emanata da Greenpeace.org)

Tornando a noi, con l’introduzione di Ogm e avvelenando pasta e pane dal 2004 ad oggi la vita media sana è crollata in Italia di almeno 10 anni (fonte Eurostat ufficiale) proprio, guarda caso, dall’anno in cui entrarono gli OGM negli alimenti.

Tra l’altro, nel 2012 la Corte di Giustizia ha condannato l’Italia per avere vietato la coltivazione di mais Mon810 alla multinazionale statunitense Pioneer Hi Bred che, nel 2008, aveva fatto causa al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali per non avere permesso alla sua filiale italiana di coltivare il cereale sviluppato da Monsanto. Secondo la Corte, se la coltivazione di una pianta geneticamente modificata è già stata autorizzata dall’Unione, non c’è sovranità nazionale che tenga, e ogni Stato membro si deve adeguare. Cosa che l’Italia, in effetti, non ha mai fatto, preferendo prendere tempo ed evitando di agire. La vittoria dei produttori di Ogm, dunque, può essere vista come una conseguenza delle lacune normative italiane, e dell’assenza di leggi regionali che regolino la coesistenza di varietà tradizionali e geneticamente modificate. E’ una lotta impari per la potenza di queste multinazionali e per la perversità dei loro prodotti sul mercato, unita alla disinformazione dei mass media. Cerchiamo tutti di dare un piccolo contributo per un nuovo consumo etico e consapevole.

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fonte: Curiositi2015

Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

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Leggete e rabbrividite – Ecco la lettera del 2013 della scienziata all’EPA (Ente Protezione Ambientale USA) Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato, causa il Cancro! La scienziata morì poco dopo ed il glifosato ha continuato a mietere vittime!!

 

Lettera all’EPA dell’ex scienziata Maryon Copley: smettete di mentire sui pericoli del glifosato

Traduco questo articolo e lettera da NaturalNews, che – ricordo – in questo presente è stato nella bufera con google, che gli ha reso inaccessibili centinaia e centinaia di pagine. A seguito di molte proteste il sito è stato ristabilito. La motivazione rientra nel calderone delle “fake news” . Mike Adams, il suo proprietario, si è schierato con Trump. Io mi limito solo a tradurre i suoi articoli – da anni- che trovo di utilità, riflessione e conoscenza su temi e verità su cui il mainstream … “si distrae”.

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(Natural News) La lettera che segue, della scienziata dell’EPA (Ente Protezione Ambientale USA, ndt) Marion Copley (ora morta di cancro) è venuta alla luce tra i documenti non sotto sigillo della corte, che originariamente erano stati rivelati da Right to Know e postati per esteso qui: Glyphosate.news document page. Qui il PDF del documento: USRTK website, qui il backup archiviato su Natural News.

In questa lettera la scienziata dell’EPA Marion Copley implora la talpa della Monsanto Jess Rowland di fare il suo lavoro e proteggere il pubblico anzichè gli interessi della Monsanto e dice:
“Per una volta nella tua vita, ascoltami e non fare i tuoi subdoli giochi in cui la scienza è a favore di quelli che hanno messo una firma. Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

La scienziata accusa anche Rowland ed un’ altra scienziata dell’EPA, Anna Lowit (tutt’ora all’EPA) di fare tattiche di intimidazione scientifica, per costringere gli scienziati EPA e i burocrati a cambiare le loro conclusioni in favore della Monsanto.

La Copley avverte poi che gli scienziati dell’EPA è probabile siano corrotti dalla Monsanto, (…) sapendo di essere prossima alla morte ma volendo essere di aiuto per salvare l’umanità dall’olocausto tossico della chimica, spinto dalla Monsanto e da un EPA criminale:

“Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere”.

(…)

Lettera da Marion Copley a Jess Rowland, 4 marzo 2013

Jess,

Da quando ho lasciato l’Ente a causa del cancro, ho studiato ampiamente il processo del tumore ed ho dei commenti sul meccanismo, che potrebbero essere molto valevoli per il CARC [ Cancer Assessment Review Committee – Comitato per l’Esamina e Valutazione del Cancro, ndt] e che si basano sulla mia esperienza decennale della patologia. Prendero’ una sostanza chimica per dimostrare la mia visione.

Il Glifosato fu originariamente progettato come agente chelante ed io credo fermamente che si tratta dell’identico processo implicato nella formazione del suo tumore, ampiamente sostenuto dalla letteratura relativa.

– i chelanti inibiscono l’apoptosi: il processo grazie al quale i nostri corpi uccidono le cellule tumorali

– i chelanti sono degli interferenti endocrini, implicati nella genesi dei tumori

– il Glifosato induce la proliferazione dei linfociti

– il Glifosato induce la formazione dei radicali liberi

– I chelanti inibiscono gli enzimi scavenger (spazzini) dei radicali liberi che per la loro attività richiedono Zn (zinco), Mn (manganese) o Cu (rame)

– i chelanti legano lo Zinco, necessario per la funzione del sistema immunitario

– il Glifosato è genotossico : una chiave per il meccanismo del cancro

– i chelanti inibiscono gli enzimi riparatori del DNA che richiedono co-fattori di metalli

– i chelanti legano Ca (calcio), Zn, Mg (magnesio), etc rendendo il cibo carente di questi nutrimenti essenziali

– I chelanti legano il calcio necessario per la risposta immunitaria mediata dacalcineurina

– I chelanti spesso danneggiano i reni o il pancreas, come fa il glifosato , un meccanismo che induce la formazione del cancro

– un danno a reni /pancreas puo’ portare a cambiamenti clinici nella chimica favorendo la crescita del tumore

– il Glifosato uccide i batteri nell’intestino e il sistema gastrointestinale rappresenta l’80% del sistema immunitario

– i chelanti sopprimono il sistema immunitario rendendo il corpo suscettibile ai tumori

In precedenza il CARC era arrivato alla considerazione che il glifosato fosse ”un possibile cancerogeno umano” . La patologia renale negli studi animali, porterebbe ai tumori con altri meccanismi sopraelencati. Ognuno di questi meccanismi, preso singolarmente, puo’ causare tumori, ma il glifosato li causa tutti simultaneamente.

E’ essenzialmente certo che il glifosato causi cancro. Con tutta l’evidenza sopraindicata, la categoria del CARC dovrebbe essere cambiata in
“probabile cancerogeno umano”

I globuli del sangue sono assai esposti ai chelanti: se un qualsiasi studio mostra proliferazione di linfociti, allora questo è una conferma che il glifosato è cancerogeneo.

Jess, noi due abbiamo discusso parecchie volte sul CARC e tu hai spesso discusso di temi di cui non hai conoscenza, cosa che non è etica. Il tuo banale diploma in MS (Master of Scienze) del 1971 in Nebraska è assai datato, quindi la scienza del CARC è 10 anni indietro alla letteratura relativa ai meccanismi.

Per una volta nella tua vita ascoltami e non fare i tuoi conniventi giochini politici con la scienza in favore di chi ci mette una firma… Per una volta fai la cosa giusta e non prendere decisioni basate sul vantaggio di cui potrà risentire il tuo bonus”

Tu e Anna Lowit avete fatto intimidazioni sullo staff per cio’ che concerne il CARC ed avete cambiato le relazioni finali MI ARC e IIASPOC per favorire l’industria.

I chelanti chiaramente sono interferenti nei segnali del calcio, una chiave che segnala la via in tutte le cellule e media la progressione dei tumori.

Greg Ackerman è ritenuto il nostro esperto sui meccanismi, ma non ha mai citato nessuno di questi concetti al CARC e quando ho cercato di discuterlo con lui, mi ha dissuaso.

Anche Greg sta facendo i tuoi giochini politici, è incompetente o ha in qualche modo un conflitto di interesse? Il tuo collega del Nebraska ha preso delle sovvenzioni dall’industria, chiaramente ha un conflitto di interesse. Promettimi di non autorizzare mai Anna al comitatao del CARC, le sue decisioni non hanno alcun senso razionale. Se c’è qualcuno che prende mazzette [nell’OPP, non è chiaro che dipartimento sia, ndt] è lei.

Ho il cancro e non voglio che queste serie tematiche mediche vadano disattese prima che io finisca in tomba. Ho fatto il mio dovere.

Marion Copley March 4, 2013

Fonte: http://www.naturalnews.com/2017-03-15-heartbreaking-letter-from-dying-epa-scientist-begs-monsanto-moles-inside-the-agency-to-stop-lying-about-dangers-of-roundup-glyphosate.html

Traduzione e sintesi Cristina Bassi, per www.thelivingspirits.net

VEDI ANCHE: Controversial weedkiller in Roundup ‘does not cause cancer’, says European expert committee

 

ne ha parlato anche: https://ilsalvagente.it/2017/04/06/scoperta-una-lettera-dellepa-del-2013-il-glifosato-causa-il-cancro/21031/

ATTENZIONE – ECCO I NOVE ALIMENTI DA COMPRARE ASSOLUTAMENTE BIOLOGICI

ALIMENTI

 

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ATTENZIONE – ECCO I NOVE ALIMENTI DA COMPRARE ASSOLUTAMENTE BIOLOGICI

 

Una famiglia media difficilmente potrà arrivare a fare una spesa completamente bio, a meno che non abbia la fortuna di vivere in campagna, essere vicino a contadini fidati,… chi vive in città, può utilizzare i Gas, le vendite a Km0, stando attento comunque alle truffe, perché km0 non vuol dire biologico e senza pesticidi…

Diviene, a questo punto, importante fare delle scelte. Alcuni prodotti alimentari è importantissimo che siano biologici, perché risultano fra gli alimenti più contaminati, ed il cui uso quotidiano potrebbe diventare davvero deleterio, per la nostra salute a lungo termine.

Scelte analoghe andrebbero fatte anche con la cosmesi e tanti altri prodotti quotidiani, ma prendiamo per il momento in esame questi alimenti.

9 cibi che è meglio comprare bio

1. Mele

La produzione di mele e la frutticoltura in generale, sono tra i settori dell’agricoltura europea che più si contraddistinguono per l’utilizzo di sostanze chimiche. Greenpeace ha pubblicato a giugno il rapporto “Il gusto amaro della produzione intensiva di mele.

Due terzi dei campioni di suolo e acqua prelevati nei meleti europei contengono residui di pesticidi e il settanta per cento dei pesticidi identificati hanno livelli di tossicità molto elevati per gli esseri umani e per l’ambiente. In un singolo campione di suolo raccolto in Italia sono state rilevate fino a tredici sostanze chimiche diverse, e dieci in un campione di acqua, un vero e proprio cocktail di pesticidi.Una notizia molto amara, soprattutto se consideriamo che il nostro Paese è uno dei maggiori produttori di mele del mondo!

Questa la realtà delle nostre mele..

Da un’analisi condotta su 126 campioni di mele, di cui 109 prodotte convenzionalmente e le altre da coltivazioni biologiche, è emerso che l’83% delle mele prodotte in modo convenzionale sono risultate contaminate da residui di pesticidi. Nel 60% dei campioni sono state trovate due o più sostanze chimiche. Pesticidi assenti invece sulle mele biologiche.

Da alcuni anni le mele si piazzano tristemente in cima alla classifica dei cibi contaminati maggiormente da pesticidi e con più residui chimici sulla buccia. Ne sono stati rilevati fino a 40 diversi; gli antiparassitari sono stati riscontrati anche nel succo di mela non biologico.

Uno studio svizzero pubblicato negli atti del 25° International Horticultural Congress ha riscontrate nelle mele bio un maggior contenuto di potassio (+31 per cento) e di fenoli (+19 per cento, perlopiù flavonoidi). In tutti i campioni, inoltre, la polpa era più salda e saporita.

Nel 2016 il frutto più contaminato è risultato la fragola, ma seppur la mela si pone al secondo posto, risulta sicuramente di maggior consumo quotidiano.


2. Cereali integrali

Sappiamo già quanto risulta importante mangiare integrale, piuttosto che raffinato, e questo vale per tutto, dalle farine, allo zucchero.. ma va fatta particolare attenzione alla coltivazione.

Sulla parte esterna del chicco si concentrano, infatti, i residui di pesticidi e di sostanze nociveche possono rimanere sui cereali coltivati e conservati con metodologie convenzionali, ovvero con sostanze chimiche. Ecco perché è sempre consigliabile sceglierli da agricoltura biologica.

Vero anche che, per alcune situazioni di contaminazione, il biologico poco fa, nel senso che se le falde, il terreno sono contaminati da metalli pesanti, la coltura biologica non evita il rischio.

Vedi il caso del riso. In questo caso è opportuno, sempre, lavare bene con acqua corrente e cuocere i grani in abbondante acqua.

La combinazione di queste due avvertenze può aiutarci molto nel mantenere integro il sistema immunitario. La base di un buon sistema immunitario, infatti, è la salute dell’intestino.
Stress e cattiva alimentazione sono le principali cause scatenanti.

3. Uova

Come per il discorso dei latticini, diviene importante la scelta.

Bisognerebbe andare oltre il biologico, in questo caso.
Tutti i derivati come latte, formaggi, uova sono alimentazione sana ed importante da integrare, sempre se mangiata seguendo alcune regole (in particolare il latte) e soprattutto da mucche, animali sani.
Cosa vuol dire sano? Vuol dire non cresciuti in cattività, che seguono il ritmo naturale di produzione, che non sono soggetti ad “incentivazioni” ormonali, ad intensive cure antibiotiche..
In poche parole ciò che troviamo sugli scaffali, sarebbe buono evitarlo. Ma se proprio dobbiamo, facciamo che sia biologico.
Per quanto riguarda le uova ad esempio, possono risultare contaminate dagli antiparassitari usati anche nei mangimi degli allevamenti industriali, come sono risultate tracce dei medicinali (ormoni) somministrati ai polli.

Le galline degli allevamenti bio, almeno, vivono a terra, hanno spazio per muoversi e questo riduce la somministrazione di antibiotici.
I loro mangimi non sono ogm. Il tuorlo dell’uovo biologico non viene colorato artificialmente.


4. Latte e latticini

Oltre alle motivazioni prima indicate per le uova ( Il latte bio non può contenere metaboliti di farmaci, ormoni, contaminanti chimici né tracce di pesticidi)

la scelta bio ha ulteriori motivazioni.

I ricercatori del Washington State University’s Center for Sustaining

Agriculture and Natural Resources hanno analizzato 384 campioni di latte intero bio e convenzionale prodotto nella stessa zona per ben diciotto mesi. Ne è risultato che il primo contiene il 62 per cento in più di acidi grassi omega 3 amici del cuore e il 25 per cento in meno di omega 6. La quantità delle due tipologie di grassi e il rapporto tra loro è vantaggioso per la salute: si attesta infatti su 2,28, valore molto vicino a quello considerato ideale dai nutrizionisti (2,3), mentre quello del latte convenzionale è di 5,77.

Per quanto riguarda l’assunzione del latte bisogna fare particolare attenzione.
Purtroppo abbiamo abitudini errate, come quella di associarlo a carboidrati.
Il latte è un alimento completo e complesso. Può risultare pesante, e non per tutti va bene.

Per avere una conoscenza, a grandi linee, di come assumerlo in salute potete leggere Latte ed ayurveda.

5. Arance e limoni

Molti lo sanno e non lo fanno, molti lo sanno ma pensano “va beh”, per una volta…dobbiamo invece cambiare abitudine..le bucce di molti frutti , in questo specifico degli agrumi , non sono commestibili.. a meno che non esplicitamente scritto non trattati!

Non solo i frutti vengono trattati chimicamente, ma vengono inoltre truccati con tanto di lucidalabbra e cremine una volta che vengono “esposti” in commercio!!Additivi a rilascio lento messi nelle cartine che li avvolgono o impregnando le cassette di frutta..mille espedienti per farci arrivare il frutto che tutti nei nostri sogni pensiamo.
Per questo la scelta biologica diventa essenziale.

Lo studio del CRA (ex INRA) “Arance di produzione biologica e convenzionale: indagine sul contenuto in carotenoidi e folati” ha rilevato che luteina e zeaxantina (che hanno attività antiossidante) presentano valori più alti nella produzione biologica. Le arance bio, inoltre, contengono molta più vitamina C di quelle che non lo sono, fino al 30 per cento in più.
In calce all’articolo trovate la relazione del CRA sulla qualità nutrizionale degli alimenti biologici rispetto a quelli con coltivazione convenzionale.

6. Uva

Come per tutti i frutti quali fragole, mirtilli.. di piccola taglia, succulenti, non sbucciabili il problema diventa maggiore.

Le analisi dicono che su scala mondiale il livello di contaminazione da pesticidi sull’uva si attesti intorno al 70 per cento, con una trentina di prodotti chimici diversi. na ricerca pubblicata dal British Journal of Cancer spiega che il resveratrolo, sostanza anticancro che si trova naturalmente nel vino rosso e negli acini d’uva, viene prodotto dalle viti come autodifesa: è un fungicida naturale. I ricercatori hanno scoperto che il resveratrolo si trova in più alte concentrazioni nelle piante non trattate con fungicidi artificiali e pesticidi. Cioè in quelle provenienti dall’agricoltura organica.

7. Soia e suoi derivati (tofu, farina, tamari, fibra, lecitina, estratto, concentrato, olio, fagioli)

Molto perplessi sull’argomento, il 70% della soia coltivata a livello mondiale è ogm.. quindi ogni suo derivato, dalla lecitina, al tofu, al latte..(se proprio non se ne può fare a meno) vanno assunti rigorosamente bio.

E’ l’ingrediente transgenico che è più facile trovarsi nel piatto. In uno studio pilota statunitense, il pesticida glifosato, il cui utilizzo è abbinato a quello della soia ogm, è stato riscontrato in alte concentrazioni nel latte materno e nelle urine delle persone che mangiano cibi transgenici, dimostrando che l’erbicida si accumula nel corpo umano. Il biologico vieta l’utilizzo di organismi geneticamente modificati in tutta la filiera, dal campo al punto vendita.

8. Caffè

Bere caffè è un abitudine ad impatto ambientale molto elevato? Si.

Secondo uno studio condotto dagli esperti dell’Università del Texas, la coltivazione di caffè sta minacciando l’ambiente perché, a differenza di come si faceva in passato quando il caffè cresceva solo nelle zone ombrose, le moderne aziende agricole coltivano in pieno sole. Dal 1996 ad oggi il numero di aziende che ha scelto di coltivare il caffè all’ombra è sceso del 20 per cento.

L’esposizione delle piante al sole serve a incrementare i raccolti, ma per praticarla gli agricoltori disboscano i terreni, per sfruttare meglio la luce. L’abbattimento degli alberi ha provocato un calo della presenza di pipistrelli e di altri predatori naturali di insetti, il che ha portato all’aumento dell’impiego di pesticidi sulle coltivazioni per debellare gli attacchi dei parassiti. Commercio equo e solidale e biologico generalmente prediligono le coltivazioni in zone ombrose, a minor impatto ambientale.

Commercio equo e solidale e biologico generalmente prediligono le coltivazioni in zone ombrose, a minor impatto ambientale.

9. Pesche

Sono tra i frutti più trattati con i pesticidi e che presentano più residui sulla buccia. Studi condotti dall’Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione hanno messo in evidenza differenze significative tra frutti biologici e convenzionali. Nei primi “è stato riscontrato un contenuto più alto in polifenoli totali, in composti dotati di attività antiossidante, in alcuni carotenoidi ed una più alta attività della polifenolossidasi”.

Lo studio del CRA “Ricerca di indicatori di qualità in pesche e pere” ha rilevato che il contenuto in polifenoli totali e l’attività enzimatica “sono risultati superiori in tutti i campioni dell’agricoltura biologica rispetto ai campioni di controllo convenzionali”. Infine, sempre secondo il CRA, “tutte le pesche coltivate con metodiche biologiche presentano valori di polifenoli totali più elevati rispetto a quelle coltivate con le metodiche convenzionali”.

TRATTO DA: http://www.lifeme.it/2016/12/i-9-alimenti-da-comprare-assolutamente-biologici.html

L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!!

limoni siciliani

 

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L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo” – Non si capisce perché ci fanno acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra !!!

 

L’allarme di Coldiretti: “I limoni siciliani stanno scomparendo”

 

“I limoni siciliani stanno sparendo. Nel 2010 nell’Isola i limoneti si estendevano su una superficie di circa 22.400 ettari nel 2015 gli ettari sono diventati 17.800 e per quest’anno si teme un’altra riduzione”. E’ l’allarme di Coldiretti Sicilia che fotografa una realtà paradossale: “nella terra degli agrumi la grande distribuzione vende limoni d’importazione a 3 euro al chilo”.

“La situazione del comparto – aggiunge Coldiretti Sicilia – è tragica. A livello nazionale negli ultimi 15 anni si è volatilizzato il 50% limoni, il 31 % degli aranci e il 18 % dei mandarini. Quest’anno anche il prezzo dei limoni siciliani all’origine, rispetto al passato, è aumentato e sono cresciuti i furti in campagna, ma davvero non si capisce perché bisogna acquistare a 3 euro il prodotto che arriva dall’altra parte del mondo e non consumare quello della nostra terra. L’acquisto diretto dal produttore – conclude Coldiretti Sicilia – oltre ad offrire una garanzia di salubrità permette di risparmiare e non privarsi di un agrume così importante per la salute”.

 

fonte: http://www.adnkronos.com/soldi/economia/2016/09/06/allarme-coldiretti-limoni-siciliani-stanno-scomparendo_8vBX42NwwlHn0K6gc7XjZP.html?refresh_ce

L’allarme lo hanno dato solo quelli del Movimento 5 Stelle: Il glifosato è anche nell’acqua!

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L’allarme lo hanno dato solo quelli del Movimento 5 Stelle: Il glifosato è anche nell’acqua!

 

di Mirko Busto, portavoce M5S Camera

In Europa persegue a porte chiuse il tentativo di legittimare il glifosato per altri dieci anni. Si tratterebbe di un fatto gravissimo che stiamo già pagando più caro di quel che pensiamo.
Perché? Perché da sempre più studi risulta che questa sostanza, estremamente tossica e pericolosa, è ormai presente ovunque: dalle birre tedesche alle urine della maggior parte dei cittadini, dal latte materno delle donne statunitensi a molti prodotti alimentari che troviamo ogni giorno sulle nostre tavole. Basti pensare che secondo un’analisi del Salvagente, condotta su 100 alimenti a base di cereali, vi sono tracce di glifosato in molti tipi di pasta, fette biscottate, corn flakes e farina.
E secondo quanto riporta l’edizione 2016 del Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque presentata in queste ore dall’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) per le acque la situazione non è migliore, anzi.
Secondo le analisi dell’Istituto, le acque superficiali di fiumi, laghi, torrenti italiani contengono pesticidi nel 64% dei 1.284 punti monitorati (nel 2012 erano il 57%), quelle sotterranee nel 32% dei 2.463 punti studiati (erano il 31% nel 2012). E si tratta di analisi parziali. L’Istituto ha, infatti, precisato che la copertura del territorio è tutt’altro che omogenea e che molti dati relativi al centro-sud non sono mai arrivati. Questi numeri, già allarmanti, con una copertura capillare del territorio non potrebbero che peggiorare.
Sempre dallo studio risulta che fra le sostanze rilevate più spesso c’è proprio il glifosato, insieme al suo prodotto di decadimento, l’Ampa. Per l’Ispra il diserbante della Monsanto risulta “fra i principali responsabili del superamento dei limiti di qualità ambientale”.
Un erbicida classificato come probabile cancerogeno dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. E’ bene ricordare a chi oggi afferma che “i residui di glifosato riscontrati sono inferiori ai limiti di legge!” che il cancro, in genere, non è abituato a confrontarsi con i parametri legislativi.
Malgrado le evidenti correlazioni tra esposizione al glifosato cancerogenicità, danni al Dna, danni celebrali e molte altre patologie, c’è ancora infatti chi lo difende: per esempio l’Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, che ha valutato la sostanza come sicura, senza però pubblicare le ricerche su cui si è basata, né i nomi degli esperti che le avrebbero accolte come valide. Conducendo, oltretutto, questi studi insieme alle imprese interessate da questo business. Quindi in evidente conflitto di interesse.
Nel dubbio, comunque, l’Unione Europea dovrebbe muoversi seguendo il Principio di precauzione secondo cui, in caso di informazioni scientifiche insufficienti o incerte e in caso di possibile rischio per la salute umana, animale e vegetale, un processo o un prodotto devono essere bloccati.
Quindi, delle due l’una: o ci sono prove certe che il glifosato non ha conseguenze sulla salute o, invece, i dubbi ci sono e allora è indispensabile rispettare il principio di precauzione e vietare del tutto l’erbicida, perlomeno fino a quando non sarà conclusa una valutazione scientifica indipendente sulla sostanza.
Ma ovviamente in Europa dei cittadini, della precauzione e della salute se ne fregano e così prima hanno optato per un rinnovo di 7 anni invece dei 15 canonici e ora, secondo quanto riportato dal Guardian, stanno provando ad alzare l’asticella addirittura ai 10 anni (anche se gli unici studi non secretati dicono che ci sono buone probabilità che provochi il cancro).
Una vera ipocrisia fatta, ovviamente, per non scontentare le grandi multinazionali che guadagnano miliardi dalla vendita di questi prodotti. Monsanto in primis.
Più volte abbiamo chiesto alla Commissione Europea e al nostro Governo di tutelare i cittadini prima che le lobby dell’agroindustria. Ma fino a ora niente è servito. Le istituzioni comunitarie sono decise ad andare avanti a scapito di tutti noi. Non lo possiamo permettere.
A giorni in Europa si prenderà questa importante decisione, facciamo girare le informazioni. Uniamoci tutti alla campagna #stopglifosato!

 

 

 

 

L’Allarme di Coldiretti: + 680% import di pomodoro da Cina!! …Rendiamoci conto di quali porcherie ci rifilano come Made in Italy tutti i giorni!!

 

Coldiretti

 

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L’Allarme di Coldiretti: + 680% import di pomodoro da Cina!! …Rendiamoci conto di quali porcherie ci rifilano come Made in Italy tutti i giorni!!

Sono aumentate del 680 % le importazioni di concentrato di pomodoro dalla Cina che hanno raggiunto circa 70 milioni di chili nel 2015, pari a circa il 10 per cento della produzione nazionale in pomodoro fresco equivalente. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti sulla base dei dati Istat relativi ai primi undici mesi del 2015, nel denunciare il rischio concreto che venga spacciato come Made in Italy sui mercati nazionali ed esteri per la mancanza dell’obbligo di indicare in etichetta la provenienza. Dalla Cina – sottolinea la Coldiretti – si sta assistendo ad un crescendo di navi che sbarcano fusti di oltre 200 chili di peso con concentrato di pomodoro da rilavorare e confezionare come italiano poiché nei contenitori al dettaglio è obbligatorio indicare solo il luogo di confezionamento, ma non quello di coltivazione del pomodoro. Un commercio che va reso trasparente – continua la Coldiretti – con l’obbligo ad indicare in etichetta l’origine degli alimenti che attualmente vale in Italia solo per la passata di pomodoro ma non per il concentrato o per i sughi pronti. A rischio – sostiene la Coldiretti – c’è uno dei settori simbolo del Made in Italy nel mondo a causa della concorrenza sleale del prodotto importato.  Al nord come al sud – spiega la Coldiretti – non sono ancora state definite le condizioni contrattuali per il raccolto 2016 perché insieme ad un contenimento delle superfici coltivate viene proposta anche una riduzione anche superiore del 10-15% del prezzo pagato agli agricoltori che non è sostenibile. Aumento record delle importazioni riduzioni dei prezzi pagati agli agricoltori e taglio delle superfici – continua la Coldiretti – prefigurano uno scenario preoccupante per il prodotto simbolo della dieta mediterranea.

Peraltro l’84 per cento degli italiani peraltro ritiene – precisa la Coldiretti – che sia molto importante che l’etichetta riporti la provenienza della materia prima impiegata per la frutta e verdura trasformata come i derivati del pomodoro, secondo la consultazione pubblica on line sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari condotta dal ministero delle Politiche Agricole, che ha coinvolto 26.547 partecipanti sul sito del Mipaaf dal novembre 2014 a marzo 2015. Un risultato che, sulla base del regolamento comunitario n.1169 del 2011, entrato in vigore il 13 dicembre del 2014, consente all’Italia – sostiene la Coldiretti – di introdurre norme nazionali in materia di etichettatura obbligatoria di origine geografica degli alimenti.

 

La Cina – riferisce la Coldiretti – ha iniziato la coltivazione di pomodoro per l’industria nel 1990 e oggi, dopo aver superato l’Unione Europea, rappresenta il secondo bacino di produzione dopo gli Stati Uniti. Ma il gigante asiatico – ricorda la Coldiretti – anche nel 2015 ha conquistato il primato nel numero di notifiche per prodotti alimentari irregolari perché contaminati dalla presenza di micotossine, additivi e coloranti al di fuori dalle norme di legge, da parte dell’Unione Europea, secondo una elaborazione della Coldiretti sulla base della Relazione sul sistema di allerta per gli alimenti. Su un totale di 2967 allarmi per irregolarità segnalate in Europa ben 386 (13%) – precisa la Coldiretti – hanno riguardato la Cina.

 

Il pomodoro è il condimento maggiormente acquistato dagli italiani. Nel settore del pomodoro da industria – conclude la Coldiretti – sono impegnati in Italia oltre 8mila imprenditori agricoli che coltivano su circa 72.000 ettari, 120 industrie di trasformazione in cui trovano lavoro ben 10mila persone, con un valore della produzione superiore ai 3,3 miliardi di euro.
fonte: http://www.coldiretti.it/News/Pagine/176-%E2%80%93-6-Marzo-2016.aspx