Se il petto di pollo ha questi filamenti bianchi, NON COMPRARLO!

petto di pollo

 

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

 

Se il petto di pollo ha questi filamenti bianchi, NON COMPRARLO!

 

STRIPING BIANCO

Un video recente pubblicato da Compassion in World Farming invita gli amanti della carne a riconoscere ed evitare di acquistare il pollo che presenta il cosiddetto “striping bianco”, un disturbo muscolare che colpisce il pollo. Secondo uno studio 2013 apparso sul Giornale Italiano di Scienze Animali, se il pollo presenta questi filamenti bianchi, il rischio è che contenga  grassi per il 224% e una ridotta quantità di proteine. Una ricerca pubblicata nel Poultry Science dello stesso anno è venuto a una conclusione simile: le strisce bianche significano una enorme quantità di grasso e un abbassamento considerevole dell’apporto proteico.

CHE COS’È?

Forse ci avete già fatto caso. Questi filamenti bianchi si presentano come striature bianche che corrono parallele al muscolo normale. Secondo uno studio 2016 da University of Arkansas e Texas A & M, “le striature bianche sono aumentate negli ultimi anni”, identificandole nel 96% dei 285 uccelli hanno provato. Ancora più importante, questa presenza  impatta negativamente la qualità della carne.

IL MERCATO DELLA CARNE A POCO PREZZO

L’americano medio mangia più di 90 chili di pollo ogni anno, ed il consumo è in crescita. Il mercato della carne economica incoraggia i produttori a produrre animali più grandi nel minor tempo possibile. Secondo il Consiglio Nazionale di pollo, l’uccello media inviato al mercato, nel 1950 era 3,08 sterline e 70 giorni di età. Nel 2015, il peso medio era raddoppiato –  6,24 sterline – ma l’età media immerso a 47 giorni di età.

Tuttavia, un portavoce del Consiglio Nazionale di pollo avrebbe dichiarato che lo striping bianco colpisce solo una “piccola percentuale di carne di pollo,” e “non crea alcun problema di salute o di sicurezza alimentare per le persone.”

La grande truffa dell’etichetta a semaforo per il cibo voluta dalle multinazionali: promossi Coca-Cola e cibi spazzatura. Bocciati Parmigiano e Olio di Oliva…!

 

etichetta a semaforo

.

seguiteci sulla pagina Facebook: Zapping

.

.

 

La grande truffa dell’etichetta a semaforo per il cibo voluta dalle multinazionali: promossi Coca-Cola e cibi spazzatura. Bocciati Parmigiano e Olio di Oliva…!

Le 6 sorelle del cibo dicono sì al semaforo che promuove la Coca-Cola e boccia il Parmigiano.

Non capita tutti di avere una dichiarazione congiunta di sei colossi dell’industria alimentare che si mettono d’accordo per stabilire, in barba alle istituzioni europee e alla concorrenza, quale sistema di etichettatura adottare nel prossimo futuro. Le sei sorelle del Big Food Coca-Cola, Mars, Mondelez, Nestlé, PepsiCo e Unilever hanno annunciato che adotteranno il modello dell’etichetta a semaforo sullo stile inglese, molto criticato in Europa, ma i tre colori, rosso, giallo e verde saranno attribuiti a grassi, zuccheri, sale non riferiti a 100 grammi o ml di prodotto come avviene oggi in tutta Europa nella tabella nutrizionale bensì in base a quelli presenti per porzione.

Levata di scudi dell’Italia e di altri 15 Paesi europei contro la proposta. A Bruxelles, come ha segnalato per primo il sito Greatitalianfoodtrade, è in programma un tavolo tecnico nell’ambito della “Piattaforma Ue per la dieta, l’attività fisica e la salute“, in cui Coca Cola e Pepsi & Co, Mars e Mondelez, Nestlé e Unilever si accingono a dichiarare il loro appoggio al cosiddetto “traffic lights system”.

Il sistema “semaforico” fu introdotto nel 2013 su base volontaria dalla Gdo britannica col sostegno delle associazioni dei consumatori e poi recepito nel 2014 dall’amministrazione sanitaria d’oltremanica allo scopo di contrastare l’obesità. Consiste nell’apporre sulle confezioni dei prodotti alimentari una sintetica informazione sul contenuto di grassi, zuccheri e altri nutrienti, utilizzando i colori verde, giallo e rosso in misura delle quantità contenute e delle loro possibili ripercussioni sull’equilibrio di una sana alimentazione.

Ma l’etichetta a semafori ha suscitato la contestazione sia dell’industria alimentare che dei governi di molti Paesi, Italia in testa, che lo giudicano grossolano e penalizzante dei prodotti tipici di alcune aree, come quella mediterranea. Secondo Coldiretti, infatti, alcune eccellenze del made in Italy esportate in tutto il mondo come il Prosciutto di Parma, il Parmigiano Reggiano e il Grana Padano, ma anche l’olio extravergine di oliva, sarebbero tra le vittime illustri di questo sistema grafico. L’approccio britannico crea infatti paradossi come il bollino rosso all’olio extravergine d’oliva e il verde alla bevanda gassata. “Va respinta l’ipotesi – sostiene l’associazione dei coltivatori – di un’informazione visiva che finisce per escludere dalla dieta alimenti sani come i prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp), per promuovere, al contrario, il cibo spazzatura come le bevande gassate senza zucchero, ingannando i consumatori rispetto al reale valore nutrizionale“.  Un no ribadito anche dall’industria italiana: “L’etichetta a semafori – ha avvertito il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia –  va a ledere gravemente il modello produttivo italiano, basato su standard qualitativi elevati e trasparenza”.

In prima linea nella battaglia contro l’etichetta britannica il ministro delle Politiche Agricole: “Ribadiremo con forza il nostro no a questo sistema”, ha tuonato Maurizio Martina, annunciando una lettera “nelle prossime ore” alla Commissione Ue chiedendole di “impedire la diffusione di un elemento così distorsivo del mercato”.

by Curiosity