Lo scandalo dell’agricoltura biologica siciliana: “Uccisa nella culla”

 

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Lo scandalo dell’agricoltura biologica siciliana: “Uccisa nella culla”

5300 aziende ancora aspettano i pagamenti del 2015. Gli agricoltori annunciano una diffida nei confronti della Regione e proteste eclatanti. “Se è vero che la colpa è dell’AGEA, l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici, si sarebbe dovuto incatenare davanti ai suoi uffici per pretendere il dovuto. La verità è che ai nostri politici il biologico interessa solo per fare propaganda…”

Sono allo stremo. Finanziariamente e psicologicamente. Finanziariamente perché aspettano dal 2015 le compensazioni previste dal bando del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) sull’agricoltura biologica. Che, in quanto tali, dovrebbero arrivare entro l’anno in cui si registrano l’impegno e le perdite per l’abbandono dell’agricoltura convenzionale. Psicologicamente perché si sentono presi per i fondelli da una politica che usa l’agricoltura biologica come propaganda, ma che lascia morire ‘dissanguati’ quegli agricoltori che ci credono.

Questa è la storia delle 5300 aziende agricole siciliane che ancora aspettano i pagamenti del bando 2015 sui contributi destinati all’agricoltura biologica. Parliamo del PSR 2014-2020.  Per 1800 di loro è già arrivata qualcosa, ma si tratta di pagamenti parziali che non coprono minimamente le spese sostenute. Tra l’altro, non si capisce neanche quali criteri siano stati utilizzati per selezionare le aziende e gli importi. E se la colpa sia della Regione siciliana o dell’AGEA, l’ente pagatore, che ha sede a Roma. Cosa che accresce la rabbia degli agricoltori che devono assistere al teatrino dello scaricabarile, ma che sono sul piede di guerra. Così si stanno coordinando per inviare una diffida alla Regione e per chiedere i danni.

Sono pronti anche a manifestazioni plateali: “Il governo regionale si fa bello parlando di agricoltura biologica, ma la verità è che la stanno uccidendo in culla”, dice a I Nuovi Vespri uno di questi imprenditori agricoli. E aggiunge: “Se è vero che la colpa è dell’AGEA, l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici, si sarebbe dovuto incatenare davanti ai suoi uffici per pretendere il dovuto, invece dice che è tutto a posto. Siamo alla frutta e speriamo che i giovani non caschino nel tranello di questi politicanti che li invitano a darsi all’agricoltura, perché andrebbero incontro solo alla rovina. Evidentemente non hanno alcun interesse reale a fare crescere l’agricoltura biologica, né a garantire ai consumatori prodotti a chilometro zero”.

E, in effetti, a giudicare da quello che fanno contro i prodotti contraffatti  o contro le navi che continuano a scaricare in Sicilia grano avvelenato, cioè nulla, le cose sembrano stare davvero così.

Che dire dell’AGEA? Da sempre sosteniamo che anche lì di tutti si fanno gli interessi tranne che degli agricoltori. Qualche mese una dura presa di posizione della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani:

“Il ritardo di AGEA nei pagamenti dei fondi che spettano ai nostri agricoltori regionali fin dal 2015 è inaccettabile”.

“L’attività di AGEA non risponde più ai bisogni dei nostri cittadini e in particolare dei nostri agricoltori”.  E ancora: “I nostri agricoltori stanno abbandonando l’interesse verso le misure di sviluppo rurale nelle quali la Regione ha investito tanto e che servono tremendamente alla nostra economia e alle nostre politiche agricole”.

Dalla Sicilia il solito, scandaloso silenzio dei nostri politicanti mercenari, o ascari chiamateli come volete, la sostanza non cambia. Se ne fregano e non disturbano il potere romano anche se in ballo c’è un settore che per la nostra Isola dovrebbe essere fondamentale. 

Sull’AGEA nel 2014 aveva aperto un fascicolo la Procura di Roma. Che aveva acceso i fari sulla SIN spa partecipata per il 51 per cento da AGEA (società del ministero dell’Agricoltura) e per il 49 per cento da un raggruppamento temporaneo di imprese. Che dal 2007 gestisce il sistema dei pagamenti agli agricoltori per conto del Ministero: il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale).

“Dal 2010 ad oggi sono stati prodotti almeno dieci dossier, tra relazioni di collaudo, audit interni, perizie legali che dimostrano come il SIAN sia un costosissimo colabrodo, un sistema che ha drenato fino ad oggi dalle ‘casse’ dello Stato la bellezza di 780 milioni di euro” scriveva Repubblica in questo articolo.

Altro che sostegno all’agricoltura…

 

 

ndr

La Regione siciliana aveva una propria Agenzia regionale per il pagamento degli interventi in agricoltura. Su input del solito Governo regionale di Rosario Crocetta, grosso modo ad inizio di questa legislatura – complice una strana campagna mediatica – è stato deciso che questa agenzia regionale era ‘inutile’.

Insomma, bisognava eliminare gli ‘sprechi’. E, guarda caso, hanno eliminato l’Agenzia regionale che erogava finanziamenti e contributi agli agricoltori siciliani a valere sui fondi europei.

Così gli agricoltori siciliani, che avevano una linea amministrativa diretta per percepire i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, sono finiti in coda alle altre Regioni italiane.

L’eliminazione dell’agenzia regionale siciliana per i pagamenti agli agricoltori ha dato modo al governo nazionale – allora alla presidenza del Consiglio c’era Matteo Renzi – di trattenere per un certo tempo (scopriamo ora per due anni!) i fondi che dovrebbero essere corrisposti agri agricoltori siciliani.

In pratica – questa è l’amara verità – lo Stato lucra due anni di interessi sui fondi europei destinati agli agricoltori siciliani. E questo grazie ai deputati regionali della Sicilia che hanno voluto e votato questo provvedimento ascaro. 

Chi debbono ‘ringraziare’ gli agricoltori siciliani di questo ‘regalo’?

In primo luogo, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale all’Agricoltura del tempo (non ricordiamo il nome: speriamo lo farà qualche nostro lettore).

Ma debbono ringraziare anche i deputati dell’Assemblea regionale siciliana che hanno votato in favore della soppressione dell’Agenzia regionale che erogava agli agricoltori siciliani i fondi europei.  

fonte: http://www.inuovivespri.it/2017/08/08/lo-scandalo-dellagricoltura-biologica-siciliana-uccisa-nella-culla/