L’Aifa pubblica il rapporto biennale sulle segnalazioni di “eventi avversi” ai vaccini. Il rapporto era già stato anticipato dal Codacons qualche giorno prima, ma nel frattempo sono misteriosamente “sparite” 4.120 segnalazioni…!!

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Leggi anche:

Il Codacons denuncia il Ministro Lorenzin: non ha tenuto conto dei gravissimi dati sui Vaccini, riportati nel rapporto dell’Agenzia Italiana del Farmaco!

Vaccini: il Codacons rende pubblici i dati dell’Aifa sulle reazioni avverse (22.000 casi in 3 anni!) e denuncia il Ministro Lorenzin per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento alle case farmaceutiche!!

L’Aifa pubblica il rapporto biennale sulle segnalazioni di “eventi avversi” ai vaccini. Il rapporto era già stato anticipato dal Codacons qualche giorno prima, ma nel frattempo sono misteriosamente “sparite” 4.120 segnalazioni…!!

 

 

Aifa pubblica il rapporto biennale già condiviso da Codacons, scomparse le 4.120 segnalazioni di eventi avversi

Sul sito dell’AIFA da oggi potrete trovare il famoso rapporto biennale postmarketing sui vaccini.

SPARITE LE 4.120 SEGNALAZIONI DI EVENTI AVVERSI (NEL RAPPORTO OSMED 2015 ERANO 7.890; NEL RAPPORTO POSTMARKETING APPENA USCITO SONO 3.772, SEMPRE RIFERITE AL 2015)”.

Ovviamente in maniera mesta , gli addetti ai lavori AIFA non hanno esistato a condividerlo senza correggere almeno qualcosa; questo grazie al Codacons ed al suo operato del quale noi tutti rendiamo grazie. Ma siamo solo noi a pensarla in questa maniera? Assolutamente no e di seguito, riportiamo le considerazioni del dr.Fabio Franchi il quale ringraziamo per la sua collaborazione.

“Le cifre sono agghiaccianti nonostante l’Agenzia Giornalistica Italiana, si è affrettata a riportare dichiarazioni rassicuranti che riporto più sotto. Meno male. Eravamo preoccupati. Per fortuna c’è stato un grosso calo di segnalazioni di eventi avversi e questi probabilmente non hanno nessun rapporto causale con le vaccinazioni.

Nel giro di due anni si sono addirittura dimezzate: sono passate da 7.890 a 3.772, sempre nello stesso anno, il 2015. Non avete letto male: sono infatti sparite 4.120 segnalazioni di eventi avversi (nel rapporto OSMED 2015 erano 7.890; nel rapporto postmarketing appena uscito sono 3.772, sempre riferite al 2015)”.

VACCINI: AIFA, IN 2 ANNI SEGNALATI 78 MORTI MA NO CORRELAZIONE (AGI)

– Roma, 1 giu. – Nel biennio 2014-15 sono giunte all’Agenzia del Farmaco oltre 12mila segnalazioni di altrettante sospette reazioni avverse ai vaccini, con 78 decessi. È quanto si legge nel report di sorveglianza dell’Aifa, pubblicato oggi, che indica un trend in calo nei due anni, gli ultimi disponibili: nel 2014 le presunte reazioni avverse erano 8.873 con 69 decessi, nel 2015 sono state 3.772 con 9 morti. Ovviamente, specifica l’Aifa, «le reazioni avverse segnalate» rappresentano «dei sospetti, e non la certezza di una relazione causale tra prodotto medicinale (vaccino) ed evento avverso». Soprattutto nel caso dei decessi, la correlazione è solo temporale (il soggetto è morto poco dopo la somministrazione di un vaccino) ma in tutti i casi c’erano situazioni pregresse sufficienti a spiegare il decesso. Nel 2014 il vaccino con più segnalazioni è stato quello contro il morbillo (5.217 presunti eventi avversi), mentre l’anno dopo prevalgono i vaccini meningococcici (1.135 segnalazioni). Le reazioni considerate più gravi (decessi compresi) sono state in tutto 940 nel 2014 e 535 nel 2015. Quanto ai decessi, 67 dei 69 casi segnalati nel 2014 riguardano anziani, con età media 83 anni, vaccinati contro l’influenza (tranne uno vaccinato con antipmeumococco, a cui si aggiungono due bambini di 2 e tre mesi, entrambi vaccinati con esavalente e antipneumococco 13. In nessuno di questi casi è stato accertato un nesso causale con il vaccino. I due bimbi, in particolare, si sospetta siano stati colpiti dalla Sids, ossia la sindrome della morte in culla. Nel 2015 si sono registrati 6 decessi tra adulti (tutti vaccinati contro l’influenza, e tutti tra i 77 e i 92 anni) e tre tra i bambini (2 mesi, 2 mesi e 13 anni). Anche in questi casi i decessi vengono considerati non correlabili ai vaccini. (AGI) Pgi 011741 GIU 17

 

fonte: http://www.vacciniinforma.it/2017/06/02/aifa-pubblica-il-rapporto-biennale-gia-condiviso-da-codacons-i-dati-sono-agghiaccianti/5188

I Pomodori del nostro Sud, “alleati” preziosi nella lotta contro il cancro

 

Pomodori

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I Pomodori del nostro Sud, “alleati” preziosi nella lotta contro il cancro

 

Esperimenti in provetta dimostrano che gli estratti di San Marzano e Corbarino bloccano la crescita delle cellule del tumore dello stomaco

Buoni e salutari. I pomodori tipici del Sud Italia sono dotati di preziose proprietà anti-cancro, che potrebbero essere sfruttate sia per prevenire i tumori, sia per potenziare gli effetti delle terapie tradizionali.

Un team di ricercatori internazionali

A indicarlo è uno studio pubblicato su Journal of Cellular Physiology, nato dalla collaborazione fra l’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli, le Università di Siena e dell’Aquila, l’Istituto Clinico Mediterraneo di Agropoli, il Cnr di Pozzuoli e la Temple University di Philadelphia, negli Stati Uniti.

I test in provetta

I ricercatori hanno sperimentato gli estratti di due qualità di pomodoro tipiche del Sud Italia: il San Marzano e il Corbarino, testandoli in provetta su cellule di tumore dello stomaco, il quarto al mondo per diffusione. Il trattamento ha dimostrato di inibire la crescita delle cellule tumorali, favorendo il loro “suicidio programmato” (apoptosi) e bloccando la loro capacità di migrare e formare metastasi.

Il “re” della dieta mediterranea

Questa non è la prima volta che il “re” della dieta mediterranea finisce sotto la lente dei ricercatori per le sue proprietà antitumorali. Finora, però, gli studi si erano concentrati solo sugli effetti benefici legati a singoli nutrienti, e non sul frutto nella sua interezza.

Non solo licopene

«L’effetto antitumorale non sembra essere associato a componenti specifiche, come il licopene, ma al pomodoro nel suo complesso», spiega Daniela Barone, che lavora presso il Centro Ricerche Oncologiche Mercogliano (Crom) dell’Istituto Nazionale dei Tumori di Napoli. Da qui anche l’ipotesi secondo cui «diverse specie di pomodoro potrebbero esercitare effetti differenti nei vari stadi di certe neoplasie».

Nuove strategie di prevenzione e cura

«I nostri risultati sollecitano ulteriori studi sul potenziale impiego di specifici nutrienti, non solo per la prevenzione del cancro, ma anche come strategia di supporto alle terapie convenzionali», sottolinea Antonio Giordano, che lavora tra l’Università di Siena e la Temple University di Philadelphia. Nell’attesa che vengano messe a punto delle “super pillole” al pomodoro, non ci resta che gustarlo, meglio a crudo, magari in una bella caprese o in insalata.

 

tratto da: http://www.ok-salute.it/alimentazione/i-pomodori-del-sud-italia-hanno-proprieta-anti-cancro/

L’allucinante servizio de Le Iene sulle conseguenze dell’uso del glifosato nell’agricoltura OGM in Argentina… E non è vero che non Ti interessa: quei prodotti che stanno uccidendo la gente dell’Argentina, te la ritrovi tutti i giorni a tavola!!

glifosato

 

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L’allucinante servizio de Le Iene sulle conseguenze dell’uso del glifosato nell’agricoltura OGM in Argentina… E non è vero che non Ti interessa: quei prodotti che stanno uccidendo la gente dell’Argentina, te la ritrovi tutti i giorni a tavola!!

L’inchiesta da ‘Le Iene’ sul glifosato: e meno male che noi scrivevamo bufale ed eravamo dei visionari…

Un servizio di approfondimento trasmesso da Le Iene sul glifosato lascia basiti. Si parla di alcune zone dell’Argentina, dove il glifosato è usato in grandi quantità nella coltivazione di mais, riso, frumento e, soprattutto, soia. A parte le terribili malattie – cancro in primo luogo – che colpiscono le popolazioni di quei luoghi, ci chiediamo e chiediamo: l’Unione Europea e l’Italia importano questi prodotti agricoli dall’Argentina? Domanda non retorica, dal momento che, oltre a contenere questo velenoso diserbante, sono Ogm, Organismi geneticamente modificati

Quando abbiamo scritto il primo articolo sul glifosato (o gliphosate), parlando delle possibili malattie che questo diserbante può provocare all’uomo , non sono mancate le critiche. I più perspicaci hanno postato sulla rete articoli nei quali si diceva che quello che avevamo scritto sul glifosato era una bufala. Quando abbiamo postato gli studi dell’università americana dove si descrivono i pericoli di questo agente chimico per la salute umana, i critici si sono un po’ calmati. Ciò posto ci chiediamo e chiediamo: che cosa avranno detto i ‘difensori’ del glifosato ascoltando il servizio televisivo delle Iene di ieri sera?

(video che potete vedere qui).

Parliamo di un’inchiesta che ha puntato i riflettori su alcune zone dell’Argentina, dove il glifosato è molto utilizzato nelle coltivazioni di mais, riso, soia e altri cereali.

Vi invitiamo ad ascoltare che cosa si racconta in questo video. Dove si vedono intere zone dell’Argentina – immense distese di piantagioni di riso, di mais, di soia e di frumento – dove il glifosato viene scaricato con gli aerei. E dove il suolo, le falde idriche e l’aria sono inquinati da questi diserbante.

Si racconta di un paese – San Salvador – che chiamano “Il popolo del cancro”, perché una persona su due si ammala di cancro.

Potremmo continuare con le descrizioni: con le malattie – tante malattie, non solo il cancro – che colpiscono le popolazioni che vivono in queste zone: per esempio, la Polineuropatia tossica (la testimonianza di un uomo che lavorava nei campi, segnalando agli aerei dove irrorare è tremenda!). Noi invece vorremmo porre qualche domanda.

Qualcuno ha controllato il livello di glifosato presente nella pasta industriale prodotta in Italia? Nel nostro Paese, da anni, si fa un largo uso di grano duro canadese: e in Canada, si sa, i produttori di grano duro che viene esportato non si fanno mancare certo questo diserbante.  

Ci ha colpito, poi, un’affermazione: il glifosato è un diserbante che secca tutto: possono resistere solo le piante geneticamente modificate.

Noi ci auguriamo, anzi siamo certi, che tale affermazione non riguardi il frumento. Come scriviamo spesso, l’Italia è piena, ormai da anni, di grano duro canadese trattato con il glifosato. In Canada il glifosato è utilizzato anche per far maturare il grano in anticipo, in modo artificiale. Sulla base di quello che si dice nel video, si potrebbe pensare che il grano duro canadese sarebbe geneticamente modificato.

Noi, ovviamente, non prendiamo nemmeno in considerazione tale ipotesi, perché ciò significherebbe che il grano duro canadese che arriva con le navi nei porti italiani, oltre a contenere glifosato, oltre a contenere micotossine, sarebbe anche grano duro geneticamente modificato: e questo è impossibile, perché l’Unione Europea, bontà sua, ancora oggi – e meno male – si oppone all’utilizzazione, nell’alimentazione, di organismi geneticamente modificati.

Lo stesso discorso vale per il mais, per il riso e, soprattutto, per la soia: colture che, oltre ad essere coltivate con massicce dosi di glifosato, sono Ogm (Organismi geneticamente modificati). Noi siamo certi che l’Italia e, in generale, l’Unione Europa, non importi dall’Argentina mais, riso e soia, perché se così fosse, come dire?, sarebbe un bel problema…

fonte: http://www.inuovivespri.it/2016/11/02/linchiesta-da-le-iene-sul-glifosato-e-meno-male-che-noi-scrivevamo-bufale-ed-eravamo-dei-visionari/

Attenzione – Tutti stiamo rischiando grosso. Ce lo nascondono, ma la cosa è davvero seria e pericolosa. Il cellulare fa malissimo. Ecco cosa rischiamo e come fare per ridurre il pericolo

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Attenzione – Tutti stiamo rischiando grosso. Ce lo nascondono, ma la cosa è davvero seria e pericolosa. Il cellulare fa malissimo. Ecco cosa rischiamo e come fare per ridurre il pericolo

 

Nel mondo in cui viviamo è sempre più indispensabile l’uso del cellulare, al punto che non lo lasciamo mai. Lo portiamo in qualsiasi posto in cui andiamo e se lo dimentichiamo, ci sentiamo persi. Non lo spegniamo in nessun momento del giorno e dormiamo tenendolo sul comodino. Questa abitudine, però, può essere nociva per la nostra salute. Vi piacerebbe sapere se fa male dormire vicino al cellulare? Scoprite la risposta in questo articolo.

Se siete tra le migliaia di persone che dormono con il telefonino accanto al letto, questo potrebbe causarvi numerosi problemi di salute (al momento impercettibili). Le radiazioni emanate dagli smartphones sono davvero pericolose e per nulla consigliabili. È così in qualsiasi momento del giorno, ma durante le ore di sonno possono provocare incubi, non conciliare il sonno, farci svegliare diverse volte ogni notte, etc. Il motivo? Un’alterazione nel sistema di autoregolazione di alcuni processi, come, ad esempio, quello dell’orologio biologico o dei ritmi circadiani.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità dice che gli apparecchi elettrici in generale (non solo i cellulari) sono nocivi per l’organismo e possono aumentare la possibilità di soffrire di cancro. Anche se alcuni studiosi non ne riconoscono gli effetti tossici, quello che bisogna sapere è che i telefoni si basano su radiazioni ionizzanti e lunghezze d’onda. Una ricerca condotta in Australia ha dimostrato che c’è un’importante relazione tra l’uso degli smartphone e la sterilità degli uomini, così come una riduzione nella qualità dello sperma e un aumento dello stress in entrambi i sessi.

Bisogna spegnere il cellulare durante la notte perché anche se non lo utilizziamo, esso emana comunque radio basi o radiofrequenze. Questo vuol dire che i telefoni cellulari trasmettono di continuo onde elettromagnetiche intorno a sé, non solo quando vengono utilizzati. Metterlo vicino la testa quando si dorme significa essere investititi da queste onde che non ci fanno bene.

Come e dove lasciare il cellulare quando si dorme?

Ci sono due opzioni: la prima è spegnerlo e lasciarlo nel posto di sempre (sul comodino). La seconda è lasciarlo acceso, ma in una stanza lontana, come può essere la cucina o il salotto. Tuttavia, questa alternativa è meno raccomandabile. Se non vi sentite sereni spegnendo il cellulare nel dubbio che qualcuno voglia mettersi in contatto con voi in seguito ad un’emergenza, potete almeno staccare i dati o la connessione alla rete WiFi, che è più pericoloso delle radiofrequenze. Gli esperti dicono che il cellulare deve stare almeno ad un metro di distanza dal nostro corpo quando dormiamo. Lo potete lasciare, per esempio, sul divano o su una sedia.

Un altro fattore da tenere in considerazione, e che molti fanno, è che non si può lasciare il cellulare sotto carica durante la notte, mentre lo teniamo sotto il cuscino. Sono molti i casi di persone che si sono bruciate il viso o le mani in seguito ad un sovraccarico di corrente e successivo incendio del dispositivo. I cuscini sono fabbricati con un materiale che entra facilmente in combustione e questo ci mette in pericolo mentre dormiamo, quando non siamo coscienti di quelli che accade intorno a noi.

Un altro dei rischi collegati al lasciare il cellulare sul comodino durante la notte è l’aumento dei nostri livelli di ansia; siamo vigili e in allerta tutto il tempo, ci svegliamo nel bel mezzo della notte per controllare la posta o i social network ogni volta che ci arriva una notifica, etc., Si tratta di un cambiamento nella condotta e nelle abitudini che a lungo andare porta come conseguenza stress, insonnia, mancanza di concentrazione, problemi cognitivi, carenza di produttività. irascibilità, incubi, mal di testa, etc.

Altre abitudini “più salutari” quando si utilizza il cellulare

  • Preferire le chiamate brevi e se si protraggono troppo, cambiare orecchio ogni tot di minuti.
  • Per quanto possibile, realizzare telefonate utilizzando un auricolare per non tenere il cellulare vicino alla testa.
  • Evitare che i bambini utilizzino il cellulare, nemmeno come gioco.
  • Non parlare al cellulare quando c’è poca rete, poiché l’apparecchio dovrà emettere radiofrequenze più potenti.
  • Non tenere il cellulare vicino al corpo (soprattutto per gli uomini che lo mettono nella tasca dei pantaloni), né a contatto con la pelle.
  • Tenerlo lontano, anche se di mezzo metro sulla nostra scrivania o sul tavolo.

Bisogna, quindi, lasciare che il cellulare riposi un po’ e liberarci di esso. Durante la notte, dobbiamo dedicarci a dormire e a riposare, per ricaricare le batterie che abbiamo consumato durante tutto il giorno. Il cellulare, meglio lasciarlo spento fino a quando non ci svegliamo (se non riusciamo a resistere oltre) oppure quando usciamo di casa per andare a lavoro.

In questo modo, eviteremo squilibri sul piano neuronale, per quanto riguarda la qualità del sonno ed i livelli di stress. Ancora non sono del tutto chiari i risultati degli studi al riguardo, anche se i dati che abbiamo già a disposizione ci mettono in allarme. Non dimenticate, inoltre, che anche gli altri apparecchi elettrici presenti in casa possono essere nocivi per la salute. Cercate di non tenere la televisione e il computer nella camera da letto. Se già ce li avete, potete staccarli dalla presa prima di andare a dormire, per esempio. Spegnete il router quando andate a dormire e cercate di non usare il cellulare fino all’ultimo istante prima di chiudere gli occhi.

 

fonte: Curiosity2013

 

Riutilizzate le bottiglie di plastica? Non fatelo mai più, è pericolosissimo per la salute!

bottiglie di plastica

 

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Riutilizzate le bottiglie di plastica? Non fatelo mai più, è pericolosissimo per la salute!

 

Riutilizzare le bottiglie di plastica è rischioso, quasi quanto leccare i giocattoli del cane o la tavoletta del water!!

Chissà quante volte vi sarà capitato di usare più di una volta la stessa bottiglietta di plastica, magari per portarla con voi quando andate in palestra o semplicemente per tenerla in auto e averla a portata di mano ma mai vi dovesse venire sete mentre siete alla guida. E’ una cosa che facciamo più o meno tutti, una volta finita magari la riempiamo di nuovo perché in casa abbiamo le bottiglie da un litro e mezzo o due e non sono così pratiche per portarle appresso. Bene, da oggi non fatelo più! Potrebbe essere molto pericoloso per la vostra salute. Quanto a igiene è una delle pratiche più sbagliate che si possano mai fare: per intenderci, non sarebbe molto diverso da leccare il giocattolo del vostro cane.

A aprire il vaso di pandora la nota azienda di fitness TreadmillReviews che ha curato una dettagliata ricerca sull’argomento, evidenziando come accanto e dentro al tappo, si accumuli una quantità impressionante di germi, tali quanti ne sono concentrati sui giocattoli dei nostri amici a quattro zampe, o sulla tavoletta del water.

Analizzate in laboratorio, le bottiglie usate per una settimana da una persona normale presentavano in media 313.000 unità formanti colonie di batteri per centimetro quadrato. Le bottiglie usate da un’atleta ne presentavano ben 900.000.

Se volete riutilizzare le bottiglie di plastica quindi, è fondamentale lavarle accuratamente prima di riempirle nuovamente. L’ideale sarebbe comprare quelle con l’apertura a ‘squeeze’ o optare per le bottiglie in vetro leggero che sono sicuramente meno pericolose per la nostra salute.

fonte: http://curiosity2015.altervista.org/riutilizzare-le-bottiglie-plastica-rischioso-quasi-quanto-leccare-giocattoli-del-cane-la-tavoletta-del-water/

 

Bevi acqua in bottiglie di plastica? Ecco cosa devi assolutamente controllare prima di acquistarla!

acqua

 

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Bevi acqua in bottiglie di plastica? Ecco cosa devi assolutamente controllare prima di acquistarla!

Generalmente è sconsigliabile l’acquisto di acqua in bottiglie di plastica. Questo sconsiglio non deriva soltanto dall’aspetto ecologico, ma anche per il bene della nostra salute.

Ormai anche i sassi sanno che l’uso indiscriminato della plastica ha causato (e causa) non pochi danni all’ambiente. La plastica è una sostanza che il nostro pianeta fà fatica a metabolizzare, più o meno come un alimento che facciamo fatica a digerire.

Nel caso comunque si decida di bere l’acqua nelle bottiglie di plastica sarebbe opportuno controllare prima le etichette.
Perché
Le lettere presenti nel simbolo del riciclo, come PP e HDP, ci dicono tanto sulla plastica stessa. Questo è quello che bisogna sapere:
Se nell’etichetta c’è scritto PET o PETE (Polietilene tereftalato), la plastica delle bottiglie può aver contaminato l’acqua con metalli e sostanze chimiche in grado di influenzare l’equilibrio ormonale nel vostro corpo.
Se nell’etichetta c’è scritto HDP o HDPE (Polietilene ad alta densità), l’acqua presente nella bottiglia molto probabilmente  non è stata contaminata da nessuna sostanza nociva.
Se nell’etichetta c’è scritto 3V o PVC (Cloruro di polivinile), non bisogna assolutamente bere quell’acqua. Questo tipo di plastica rilascia sostanze chimiche tossiche che influenzano il nostro equilibrio ormonale.
Se nell’etichetta c’è scritto LDPE (Polietilene a bassa densità) è molto strano. Perché l’LDPE è usato soltanto per fare i sacchetti di plastica.
Se nell’etichetta c’è scritto PS (Polistirene o Polistirolo), la plastica potrebbe rilasciare sostanze cancerogene. Solitamente questo materiale viene utilizzato per la produzione di tazze da caffè americano (stile Starbucks) e i contenitori per cibo da fast food.
Se nell’etichetta c’è scritto PC (Policarbonato) oppure non c’è nessuna etichetta, molto probabilmente la plastica contiene la BPA (Bisfenolo) un distruttore endocrino. Questo tipo di materiale è usato spesso nella produzione di contenitori per alimenti e borracce per l’acqua (come quelle dei ciclisti).
DA: panecirco.com

 

In Germania hanno analizzato 16 comunissimi vaccini: quello che ci hanno trovato dentro è scioccante, dal mercurio all’arsenico e perfino l’uranio!

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In Germania hanno analizzato 16 comunissimi vaccini: quello che ci hanno trovato dentro è scioccante, dal mercurio all’arsenico e perfino l’uranio!

Vaccini e Germania: fiale analizzate e una verità scioccante
Vaccini e Germania: fiale analizzate e una verità scioccante

Nel 2016, sono stati donati migliaia di euro ad una società no-profit di Herrenberg, nelle vicinanze di Stoccarda, denominata AGBUG e.V. per ricercare gli elementi contenuti nei vaccini attuali.

In origine, si intendeva indagare i vaccini per il loro contenuto di mercurio, ma andando avanti, l’associazione ha poi chiesto di estendere le indagini a tutti gli elementi ricercabili.

A questo scopo sono state inviate 16 differenti fiale di vaccini al laboratorio clinico ed ambientale Micro Trace Minerals, con sede in Germania, fondato nel 1975, che opera nel campo dell’analisi dei minerali e dei metalli tossici.

AGBUG ha ora pubblicato i risultati del primo lotto sul suo sito web (vedasi figura 1 )

I 16 vaccini analizzati sono:

  1. Afluria 2015/16 [vaccino antinfluenzale] ,
  2. Bexsero [vaccino antimeningococco sierogruppo B,  soggetto a monitoraggio addizionale] ,
  3. Cervarix [vaccino bivalente antipapillomavirus umano],
  4. Gardasil [vaccino quadrivalene antipapillomavirus umano],
  5. Gardasil 9 [vaccino 9-valente antipapillomavirus umano] ,
  6. Hexyon [nuovo vaccino esavalente,  soggetto a monitoraggio addizionale] ,
  7. Influvac 2016/2017 [vaccino antinfluenzale] ,
  8. Menjugate [vaccino antimeningococco sierogruppo C] ,
  9. Menveo [vaccino antimeningococco coniugato sierogruppo A, C, W135 e Y+
  10. Neis-Vac C [vaccino antimeningococco sierogruppo C],
  11. Prevenar 13 [vaccino antipneumococco 13-valente] ,
  12. Rotarix [vaccino antirotavirus],
  13. Rotateq [vaccino antirotavirus],
  14. Synflorix [vaccino antinfluenzale],
  15. Tetanol Pur [vaccino antitetanico],
  16. Tetanus Impfstoff Mérieux [vaccino antitetanico]

AGBUG e. V. ha pubblicato da qualche giorno i risultati sul suo sito web.

risultati2 test

8 febbraio, 2017: Tutti i risultati dei 16 vaccini investigati sono riassunti in una sola pagina

risultati3 test

Una prima valutazione (8 febbraio 2017) evidenzia quanto segue:

  1. Tutti i 16 vaccini verificati contengono piccole tracce di mercurio.
  2. Otto dei 16 vaccini contengono piccole tracce di nichel.
  3. Sei dei 16 vaccini contengono piccole tracce di arsenico.
  4. 15 di 16 vaccini contengono piccole tracce di uranio.
  5. Tutti i 16 vaccini contengono piccole tracce di alluminio, anche se non dichiarato.
  6. Gardasil, Gardasil 9 e Synflorix, contengono il doppio di alluminio come indicato.
  7. Il contenuto di alluminio nei cosiddetti vaccini inattivati è da 1000 a 6000 volte superiori al limite per l’acqua potabile

Tutti questi vaccini analizzati in Germania dimostrano ancora una volta che siamo in presenza di farmaci inquinati sui quali i controlli di sicurezza sono quanto meno insufficienti.

Le domande sono ora molteplici e la voglia di chiarezza è sempre più grande.

Quali danni causano queste sostanze in persone allergiche? In che modo gli effetti patogeni delle sostanze contenute nei vaccini agiscono ( sappiamo benissimo che agiscono in maniera sinergica tra loro) ?

Perché queste sostanze patogene sono  incluse in tutti i vaccini ?

Non dimentichiamo che diversi medici e scienziati hanno sottolineato la tossicità dell’alluminio sul nostro sistema immunitario eppure, lo iniettiamo nei nostri figli , sottoponendoli a vaccinazione dove il medesimo è presente in tracce. Ovviamente  la controparte continua a sostenere l’assoluta non tossicità di tali elemente grazie alla loro presenza in micro parti.

Questo vale anche per gli individui immunocompromessi?

 

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Per accedere all’originale tedesco articolo clicca QUI

fonte: http://www.vacciniinforma.it/2017/02/15/vaccini-e-germania-fiale-analizzate-e-una-verita-scioccante/5037

Incredibile, ma vero: Glifosato, gli studi dell’Efsa hanno nascosto le prove di cancerogenicità…!

Glifosato

 

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Incredibile, ma vero: Glifosato, gli studi dell’Efsa hanno nascosto le prove di cancerogenicità…!

 

In una lettera indirizzata al presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, il tossicologo di fama mondiale Christopher Portier ha messo in luce le verità nascoste sul glifosato. In particolare, Portier sostiene che gli studi condotti da Efsa e Echa – sulla base dei quali l’esecutivo europeo ha riautorizzato l’erbicida – non hanno tenuto conto di un aumento significativo dei tumori come conseguenza all’esposizione al glifosato. “Sono sorpreso della quantità di dati che sono stati omessi” scrive il tossicologo.

Juncker non ha risposto personalmente alla lettera. “Dal momento che la maggioranza dei problemi sollevati dalla lettera è legata alla valutazione scientifica del glifosato, la Commissione chiederà all’Efsa e all’Echa di rispondere”, ha dichiarato Anca Paduraru, portavoce dell’esecutivo dell’Ue.

“Sul glifosato sarebbe più ragionevole applicare il principio di precauzione” ha detto il parlamentare socialista Marc Tarabella. I rischi associati al glifosato, infatti, non sono limitati alla sua natura potenzialmente cancerogena. Alcuni studi hanno concluso che l’erbicida può avere effetti sul ciclo riproduttivo e dunque è considerato anche un interferente endocrino. Su questi effetti dannosi del glifosato non ha dubbi neanche Patrizia Gentilini, oncologa dell’Isde, che abbiamo intervistato nel numero in edicola del nostro mensile. L’oncologa ci ha spiegato perché è preoccupante la presenza di tracce di glifosato nell’urina di 14 donne incinta: “Il glifosato specie nella sua formulazione commerciale e a diluizioni comparabili a quelle cui attraverso la dieta siamo esposti induce necrosi e favorisce la morte cellulare programmata”.

 

Effettuato per la prima volta un ESAME INDIPENDENTE sui dati prodotti dalle case produttrici del Glifosato… Risultato? Ma tu guarda un po’, È CANCEROGENO! …E sono gli stessi dati sulla scorta dei quali l’UE lo ritiene sicuro!

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Effettuato per la prima volta un ESAME INDIPENDENTE sui dati prodotti dalle case produttrici del Glifosato… Risultato? Ma tu guarda un po’,  È CANCEROGENO! …E sono gli stessi dati sulla scorta dei quali l’UE lo ritiene sicuro!

Trovate prove di cancerogenicità anche nei dati segreti sul Glifosato

Sono quelli in base ai quali l’UE ritiene sicuro il diserbante. Appartengono alle aziende produttrici, ma per la prima volta sono stati sottoposti a un esame indipendente

Il tossicologo di fama mondiale Christopher Portier ha effettuato per la prima volta un esame indipendente dei dati segreti sul diserbante Glifosato che le stesse aziende produttrici hanno fornito alle autorità europee e che hanno avuto un ruolo chiave nel giudizio UE secondo cui il Glifosato sarebbe é sicuro. Portier ha concluso che le agenzie europee EFSA ed ECHA, incaricate della valutazione del Glifosato, non hanno identificato all’interno di questi dati segreti otto casi in cui in seguito all’esposizione al Glifosato si é verificato un aumento significativo dei tumori. Christopher Portier lo ha messo nero su bianco in una lettera indirizzata al presidente della Commissione Europea Jean-Claude Juncker.

Il Glifosato é stato definito “probabilmente cancerogeno” nel marzo 2015 dallo IARC, l’Agenzia mondiale per la ricerca sul cancro legata all’Organizzazione mondiale della sanità. L’EFSA (l’agenzia europea per la sicurezza alimentare) é giunta alcuni mesi dopo alla conclusione opposta e di conseguenza nell’estate 2016 l’UE ha rinnovato l’autorizzazione all’uso del Glifosato fino al 31 dicembre di quest’anno, in attesa di una valutazione aggiuntiva da parte dell’ECHA, l’agenzia europea per le sostanze chimiche.

L’ECHA si é già pronunciata: anch’essa non ritiene cancerogeno il Glifosato. La Commissione Europea sembra orientata a proporre altri 10 anni di autorizzazione per il Glifosato, che é stato brevettato dalla Monsanto negli Anni 70 e che continua ad essere uno dei suoi prodotti di punta, anche se il brevetto é scaduto nel 2001. Di recente, un’inchiesta giornalistica ha trovato le impronte digitali della Monsanto sull’autorizzazione UE al Glifosato. E ora in aggiunta emergono le – diciamo – debolezze nelle valutazioni di EFSA ed ECHA riscontrate dal dottor Christopher Portier.

I dati utilizzati dal dottor Portier sono stati forniti dall’EFSA  in seguito ad una richiesta di accesso dell’associazione CEO Europe che  é stata soddisfatta soltanto in modo parziale per “proteggere gli investimenti economici” delle aziende. Ulteriore limitazione: i dati possono essere ulteriormente condivisi solo in forma privata, e quindi non possono essere pubblicati né messi a disposizione dell’intera comunità scientifica, come nota CEO Europe.

Per impedire il rinnovo UE dell’autorizzazione al Glifosato é stata lanciata un’ECI, che é uno strumento istituzionale a disposizione dei cittadini UE. La campagna é ancora in corso; questo sito internet raccoglie le adesioni: é necessario almeno un milione di firme.

fonte: http://www.dariotamburrano.it/glifosato-studi-segreti-cancro/

Vaccini: il Codacons rende pubblici i dati dell’Aifa sulle reazioni avverse (22.000 casi in 3 anni!) e denuncia il Ministro Lorenzin per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento alle case farmaceutiche!!

Vaccini

 

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Vaccini: il Codacons rende pubblici i dati dell’Aifa sulle reazioni avverse (22.000 casi in 3 anni!) e denuncia il Ministro Lorenzin per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento alle case farmaceutiche!!

 

Vaccini: ecco i dati sulle reazioni avverse raccolti dal Codacons

Sui vaccini è battaglia legale fra il Codacons e le autorità. Da una parte l’associazione dei consumatori, dall’altra il ministero della Salute e l’Agenzia per il farmaco. La prima ha denunciato l’Aifa e il ministro Beatrice Lorenzin per abuso d’ufficio, omesso controllo e favoreggiamento alle case farmaceutiche interessate alla somministrazione dei vaccini, in relazione alla morte di cinque neonati. In particolare il Codacons accusa la Lorenzin di non aver informato gli altri ministri, al momento dell’approvazione del decreto sui vaccini, dell’esistenza “di un documento dell’Aifa sulle reazioni avverse”. Dal canto suo l’Aifa ha dato mandato ai proprio legali “di difendere contro il Codancons, in ogni forma e in ogni sede, la verità scientifica, la realtà dei dati, la qualità dell’operato del lavoro svolto dall’Agenzia”.

I dati presentati dal Codacons questa mattina dicono che le segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini sono state 21.658 nel triennio 2014-2016. Prima di scendere nel dettaglio il Codacons ha voluto ribadire ancora una volta che l’associazione non è contro i vaccini: “Chiunque a partire dall’Aifa dovesse ancora affermare che il Codacons è contro i vaccini sarà immediatamente querelato per diffamazione e per strumentalizzazione diretta a favorire le case farmaceutiche attraverso affermazioni false”. I consumatori infatti auspicano “vaccini singoli, sicuri, testati ed adeguate indagini pre vaccinali“.

Il Codacons ha riferito che i cinque casi di bambini morti fra il 2014 e il 2016 sono al vaglio della procura di Torino che sta indagando a seguito di una denuncia della stessa associazione di consumatori. Sotto accusa il vaccino esavalente Infanrix: “L’Aifa sostiene che ciò non ha nulla a che fare con il farmaco, ma l’autorità giudiziaria deve indagare”, specifica il Codacons. Precisamente l’Aifa, nel documento citato dal Codacons, ha scritto: “Non esiste alcuna relazione causale tra l’esposizione ai vaccini e la sindrome dei morte improvvisa del lattante (Sids) e l’incidenza di quest’ultima è la stessa sia in presenza che in assenza di vaccinazione. Il fatto che una Sids si possa verificare a breve distanza dalla vaccinazione non implica quindi alcun rapporto di causa-effetto”.

Il Codacons però ribadisce che l’ultima parola sarà della magistratura ed in ogni caso non c’è stata sufficiente comunicazione: “L’organismo ha il dovere di comunicare tutte le informazioni sulle reazioni avverse, sia dal punto di vista dei farmaci, sia dal punto di vista dei vaccini”.

Delle 21.658 segnalazioni di sospette reazioni avverse ai vaccini nel triennio 2014-2016, il Codacons specifica che 3.351 sono relative al solo vaccino esavalente. Nel dettaglio, nel 2014 sono state “8.182 le segnalazioni per vaccini ritenuti sospetti rilevate dall’Osservatorio sull’impiego dei medicinali (Osmed) e 1.857 quelle per il vaccino esavalente comunicate da Aifa, di cui 168 gravi. Nel 2015 sono state 7.892 le segnalazioni da vaccini rilevate dall’Osmed e 992 quelle da esavalente comunicate da Aifa, di cui 144 gravi. Mentre nel 2016 le segnalazioni da esavalente comunicate da Aifa ammontano a 702, di cui 142 gravi”. Tra le patologie principali riscontrate a seguito della somministrazione del vaccino esavalente vi sono “patologie del sistema nervoso, disturbi psichiatrici, patologie della cute e del tessuto sottocutaneo, patologie gastrointestinali e vascolari, disturbi del metabolismo e della nutrizione”.

Il presidente nazionale Codacons, Carlo Rienzi, spiega: “Non si possono rendere obbligatori i vaccini laddove non c’è pericolo di epidemie né un calo percentuale delle vaccinazioni. Poi c’è bisogno di organizzazione, se si volessero fare solo indagini pre-vaccinali si bloccherebbe per due anni il servizio sanitario nazionale”. L’Agenzia del farmaco, ribadendo la volontà di adire le vie legali, ha commentato così: “Le affermazioni del presidente del Codacons Carlo Rienzi diffondono dubbi e incertezze che non trovano fondamento nella scienza, e l’attività di farmacovigilanza, e nello specifico di vaccinovigilanza, svolta dall’Agenzia conferma la verità scientifica attraverso un’attività quotidiana di monitoraggio”.

fonte: http://www.emiliaromagnamamma.it/2017/05/vaccini-dati-sulle-reazioni-avverse-raccolti-dal-codacons/