Metodo Di Bella – Come funziona la “macchina del fango”. Si getta fango pubblicamente, poi scuse e rettifiche passano sotto silenzio. L’ultimo di una lunga serie è il caso Panorama, costretto a rettificare ed ammettere che il Metodo Di Bella è scienza!

Metodo Di Bella

 

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Metodo Di Bella – Come funziona la “macchina del fango”. Si getta fango pubblicamente, poi scuse e rettifiche passano sotto silenzio. L’ultimo di una lunga serie è il caso Panorama, costretto a rettificare ed ammettere che il Metodo Di Bella è scienza!

 

La macchina del fango costretta a rettificare le denigrazioni sul MDB
Il settimanale Panorama e la rettifica sul Professor Di Bella

GIORNALI E DIFFAMAZIONE

Spesso accade che i giornali nei loro articoli accomunino alcune pratiche non comprovate scientificamente con il Metodo Di Bella, la terapia anticancro ideata dall’omonimo Professore Luigi Di Bella più di cinquant’anni fa.Il termine riferito alle sostanze del MDB  di solito è “i Cocktail”, ma naturalmente non manca mai l’accenno alla famigerata sperimentazione del ’98.

Panorama e il Dottor Giuseppe Di Bella

Molte le “rettifiche obbligate”, come quello ad esempio

della Senatrice Cattaneo:

http://cronacadiungirasole.blogspot.it/2014/03/il-sole-24-ore-la-cattaneo-denigra-il.html

INFORMAZIONI SULLA SPERIMENTAZIONE

http://www.metododibella.org/it/la-sperimentazione-truffa-sul-metodo-di-bella.html#.WRl8IdwlHIU

IL VIDEO DI REPORT SULLA SPERIMENTAZIONE

https://www.youtube.com/watch?v=1h3yAZ-errQ

Accade anche però, che la famiglia Di Bella richieda una rettifica, rispondendo con una lettera chiarificatrice in cui si sottolinea che il metodo Di Bella è SCIENZA e a riprova vi sono migliaia di pubblicazioni che confermano le proprietà antitumorali delle sostanze usate nel Metodo.

E così… sempre più spesso i giornali sono costretti a rettificare: l’ultimo caso quello di Panorama costretto a riportare la risposta del Dottor Di Bella riguardante l’articolo del 27 aprile 2017:

“Vannoni & co.: i guaritori al di fuori della scienza”

LA RETTIFICA

Ecco la rettifica del settimanale Panorama, sull’articolo che riguardava i “guaritori al di fuori della scienza”.

PANORAMA:

UPDATE: Abbiamo pubblicato questo articolo il 27 aprile 2017. Tra i casi indicati c’era anche quello del prof. Luigi di Bella. In riferimento alla richiesta di rettifica ai sensi dell’art.8 Legge 47/1948 del Presidente della Fondazione Di Bella Dr Giuseppe Di Bella, pubblichiamo la seguente nota di rettifica:

– Il prof. Luigi Di Bella non “presentò al mondo la sua cura (sic)”, che aveva illustrato in sedi scientifiche prestigiose, in Italia e all’estero, tra le quali diversi congressi mondiali, fin dal 1973;

– La casistica clinica è stata oggetto di ormai numerose pubblicazioni in riviste internazionali accreditate e peer review;

– Il prof. Luigi Di Bella non ha mai usato espressioni che giustificano la sprezzante terminologia di “mirabolanti risultati”, limitandosi a riferire di successi terapeutici in casi trattati che, quando in stadiazione non estrema e quando il paziente non era stato reso non responsivo alle consuete terapie chemioterapiche costituiscono inediti nella letteratura scientifica;

– I cocktail si bevono al bar o si preparano a casa. Gli schemi terapeutici cui si ispirava il prof. Luigi Di Bella hanno il documentato suffragio di una vastissima letteratura, e non rispondono ad una logica “culinaria” (“… comprende un po’ di tutto”), ma a un solido razionale elaborato da uno scienziato con tre lauree, due docenze, oltre 200 pubblicazioni scientifiche;

È totalmente falso e arbitrario, nonché l’esatto opposto della verità che “… le curve di sopravvivenza dei pazienti che hanno partecipato allo studio sono le stesse di chi, affetto dallo stesso tipo di tumore, non aveva ricevuto la cura”. Queste curve non sono mai state elaborate da nessuno, e sono smentite dagli stessi dati ufficiali, i quali rilevano (Rapporti Istian 98/17 e 98/24) come su 347 pazienti dichiarati “valutabili” e con una prognosi ricompresa tra 11 giorni (dicansi 11 giorni) e 90 giorni, e che alla data di conclusione dello studio (31-10-1998) avrebbero dovuti essere tutti deceduti, ne fossero in vita 167, cioè il 48%, mentre al follow up del giugno 1999 ne risultavano in vita 88 (25%). Lo stesso dicasi per lo studio osservazionale, tanto che lo stesso settimanale Panorama (n°26 del 1 luglio ’99 a firma di Elisabetta Burba e Maurizio Tortorella), così titolò una pagina dedicata alle sorprendenti sopravvivenze: “Toh, chi si rivede: 900 ‘condannati’ ancora vivi”]

il link:

http://www.panorama.it/scienza/salute/vannoni-co-i-guaritori-al-di-fuori-della-scienza/

 

fonte: http://cronacadiungirasole.blogspot.it/2017/05/il-settimanale-panorama-e-la-rettifica.html

I benefici e le fantastiche proprietà della Tapioca.

Tapioca

 

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I benefici e le fantastiche proprietà della Tapioca.

La Tapioca è naturalmente priva di glutine e apporta numerosi benefici alla salute specialmente in presenza di intestino infiammato e colon irritabile, colite, sindrome metabolica, prevenendo anche osteoporosi ed Alzheimer. Può essere aggiunta a tutti i nostri piatti dato che ha la capacità di rendere molto più digeribili gli alimenti che accompagna. La Cassava (il tubero intero) è adatta alla dieta Paleo dato che ha un basso indice glicemico, è senza glutine e non contiene anti-nutrienti.

La Tapioca, il cui nome scientifico è Manihot esculenta è conosciuta anche come cassava, manioca o yuca. La Tapioca si ricava dal tubero della pianta di Manihot esculentan (in breve chiamata Cassava) e assomigliano a grandi patate che possono arrivare a pesare diversi chili.

La Cassava è il tubero di un arbusto antichissimo, resistente e può raggiungere allo stato selvatico un’altezza di 4-5 metri. E’ una pianta perenne, solitamente coltivata in climi tropicali, di origine sudamericana (nord-est del Brasile) ed oggi viene coltivata anche in vaste zone dell’Africa, dell’Asia e nelle aree meridionali degli Stati Uniti.

Rispetto a molte altre colture, la manioca richiede una bassa quantità di energia per la sua coltivazione e produce una quantità elevata di parte commestibile per pianta, rendendola così una delle coltivazioni più sostenibili e preziose del pianeta.

La Cassava ha una scorza dura ma all’interno racchiude una polpa bianca molto preziosa da cui viene ricavata la farina (fecola) o le perle da usare in cucina per la preparazione di diversi piatti. Viene effettuato un processo di essiccazione e impastamento a più livelli fino ad ottenere una farina grezza composta da granelli di forma irregolare simili a delle piccole perle bianche che è la Tapioca.

Per secoli la tapioca è stata un pilastro dell’alimentazione di milioni di persone e dagli spagnoli e portoghesi è stata esportata in tutto il mondo dove ha riscosso enorme successo sia per i benefici per la salute, che per il gusto che per sostituirsi al grano ed alimenti contenenti glutine che oggi sono così dannosi per la salute.

Proprietà della Tapioca

La tapioca è naturalmente priva di glutine, è un alimento ricco di carboidrati semplici, minerali e vitamine, ed è quindi una preziosa e versatile alternativa ai cereali e alle comuni farine contenenti glutine e zuccheri raffinati.

Specialmente nei casi di intolleranza al glutine, celiachia, sindrome metabolica, colon irritabile, problemi di insulino-resistenza e diabete, la tapioca ci offre una soluzione sana ed economica.

La tapioca è un’ottima fonte di:

1. Vitamine del gruppo B acido folico, tiamina, piridossina (vitamina B6), acido pantotenico (vitamina B5) e riboflavina (vitamina B2). Le vitamine B sono fondamentali per il normale funzionamento del fegato e del sistema nervoso, ma innanzitutto sono importanti per la trasformazione dei carboidrati in glucosio e per il metabolismo dei lipidi e delle proteine.

2. Minerali che svolgono funzioni importanti in tutto il corpo:

  • Ferro aiuta la formazione delle proteine responsabili al trasporto di ossigeno ai tessuti
  • Zinco aiuta il sistema immunitario e contribuisce alla crescita cellulare
  • Calcio aiuta la fortificazione di ossa e denti, previene l’osteoporosi
  • Magnesio ottimizza la funzione mitocondriale e aiuta a regolare la glicemia
  • Potassio sintetizza le proteine e aiuta il metabolismo dei carboidrati
  • Manganese è di vitale importanza per il tessuto connettivo e per gli ormoni sessuali, svolge un ruolo importante per le articolazioni

3. Saponine la tapioca ne contiene una piccola quantità che sono in grado di:

  • Alleviare l’infiammazione
  • Aiutare l’eliminazione dell’acido urico
  • Ripulire dai depositi minerali le articolazioni
  • Contribuire ad equilibrare la flora intestinale

4. Amido-Resistente. La tapioca è famosa per essere una grande fonte di amido resistente che sono un alimento importantissimo per il benessere del nostro intestino e per la delicata e preziosa flora batterica che lo abita. La maggior parte dei carboidrati nella dieta sono amidi. Gli amidi sono lunghe catene di glucosio che si trovano nei cereali, patate e vari alimenti e vengono digeriti nell’intestino tenue. Ma non tutti gli amidi si comportano così. L’amido-resistente della tapioca non viene completamente assorbito e trasformato in glucosio come la maggior parte degli amidi, ma viaggia attraverso il nostro intestino tenue e arriva al colon in forma di fibra. L’amido-resistente è una panacea per l’intestino dato che alimenta i batteri probiotici nel nostro colon da cui viene trasformato in potenti sostanze antinfiammatorie (come il  butirrato) essenziali per curare le pareti intestinali soprattutto in caso di colite, colon irritabile, celiachia e malattie autoimmuni.

Benefici della Tapioca

Questa rare e preziose caratteristiche nutrizionali della Tapioca la rendono un alimento importantissimo, dai molteplici benefici per la nostra salute:

1. Abbassa il livello di glucosio nel sangue. La Cassava (l’intero tubero) ha un basso indice glicemico (IG) e quindi non crea picchi di glicemia e di insulina quando viene consumata. Per questa ragione è un alimento sano che può essere consumato giornalmente in sostituzione delle farine raffinate che avendo un IG alto causano infiammazione, aumento di peso, insulino-resistenza e danni al cuore.

2. Contrasta la sindrome metabolica. L’assunzione di amidi resistenti è associata a diversi cambiamenti nel metabolismo: diminuisce la glicemia postprandiale e le risposte insuliniche, il colesterolo plasmatico è più basso così come le concentrazioni di trigliceridi, in buona sostanza avremo un miglioramento globale del corpo nei confronti della sensibilità all’insulina.

3. Favorisce la perdita di peso. Sono due le ragioni per cui la Tapioca favorisce la perdita di peso: 1) Ha un basso indice glicemico e quindi favorisce il senso di sazietà; 2) Riduce il deposito di lipidi nelle cellule dato che i preziosi amidi della tapioca possono anche aiutare il controllo dei trigliceridi e dei lipidi nel sangue.

4. Energizzante. I carboidrati sono la nostra energia. La Tapioca ha una grande quantità di carboidrati semplici, senza il colesterolo cattivo e i grassi saturi, quindi il livello di energia sarà alto e non vi sentirete affamati (grazie alla fibra) e sarete così in grado di affrontare tutta la giornata senza cali di zuccheri e senza l’affaticamento dovuto ad una digestione impegnativa.

5. Rafforza le ossa. La Tapioca è una ricca fonte di vitamina K, calcio e ferro, i quali svolgono un ruolo importante per la protezione e per lo sviluppo delle ossa. La densità minerale ossea diminuisce con l’età, con conseguenze come l’osteoporosi, l’artrosi, fragilità generale e mancanza di flessibilità. La tapioca, se consumata regolarmente, protegge le nostre ossa e le articolazioni.

6. Pressione sanguigna. La Tapioca è una importante fonte di potassio, un minerale essenziale per il nostro organismo. Il potassio è un vasodilatatore: riduce la tensione e lo stress dei vasi sanguigni, questo significa una riduzione del rischio di aterosclerosi e una minor possibilità di coaguli di sangue, i principali responsabili di attacchi di cuore e ictus.

7. Migliora la circolazione. Uno dei più preziosi minerali contenuti nella tapioca è il ferro. Il ferro è essenziale per il normale funzionamento del corpo umano, gioca un ruolo fondamentale nella produzione di nuovi globuli rossi, previene l’anemia e le patologie correlate. Con una maggiore produzione di globuli rossi a tutti gli organi e ai nostri apparati viene garantito un afflusso ottimale di sangue e ossigeno per mantenere le cellule sane.

8. Salute Neurologica. La vitamina K di cui è una ricca fonte la tapioca, non si limita a prevenire l’osteoporosi, è anche molto importante per la nostra salute mentale. È stato dimostrato che la vitamina K può ridurre le probabilità di sviluppare l’Alzheimer, stimolando l’attività neuronale nel cervello. L’Alzheimer spesso si verifica a causa di una mancanza di attività neuronale, la vitamina K mantiene le cellule neuronali attive e impegnate, ed inoltre combatte i radicali liberi i quali possono causare un danneggiamento dei tessuti cerebrali.

9. Malattie autoimmuni. L’amido-resistente della Tapioca svolge una funzione di guarigione in caso di stato infiammatorio cronico che è sempre presente nelle malattie autoimmuni.

10. Intestino irritabile e colite. La Tapioca ha un effetto prebiotico stimolando i batteri positivi della flora batterica e contrastando i batteri patogeni e ha un potente effetto antinfiammatorio sulle parenti intestinali.

11. Allergie ed intolleranze. La tapioca è naturalmente priva di glutine e di allergeni

12. E’ l’alimento ideale per i bambini. E’ estremamente digeribile e delicata a livello intestinale, infatti viene impiegata anche per i primi pasti dei bambini. Si possono preparare infatti delle gustose “pappe” molto simili alla crema di riso, sia per il sapore che per la consistenza.

Controindicazioni

Molti usano il termine Tapioca e Cassava in modo intercambiabile. In realtà descrivono due prodotti diversi:

  • La Tapioca è l’amido estratto dal tubero della Cassava
  • La Cassava è l’intero tubero, che nei prodotti confezionati viene seccato e macinato ottenendo così la farina di Cassava che è diversa dalle perle o fecola di Tapioca. La Cassava ha quindi un indice glicemico più basso (IG=46) rispetto alla Tapioca (IG=78).

Esiste molta confusione sull’uso della radice fresca (tubero) di Cassava. Infatti molti siti consigliano di evitate di acquistare la radice cruda che, oltre a non poter essere conservata a lungo, contiene una sostanza tossica (la cianide) che se consumata in grandi dosi può provocare nausea, vomito e sintomi di intossicazione. La verità è che esistono due tipi di Tapioca: dolce e amara. Solo quella amara deve subire un particolare processo fatto di successive cotture ed essiccazioni per renderla totalmente sicura. Mentre la Cassava dolce non ha alcuna cianide e può essere cotta in tutte le modalità che preferiamo al pari di una normale patata. da notare che la Tapioca confezionata che si compra già pronta in fecola o perle è completamente sicura dato che è stato eliminato tale ingrediente durante la produzione.

Molti, sopratutto dove la Cassava è molto diffusa e consumata dalle popolazioni locali, affermano che non hanno mai avuto problemi con il tubero fresco (tapioca dolce) dato che la preparazione è molto semplice. Ecco due preparazioni che ho trovato:

  1. Modo. Bollire la radice, scolarla, e poi bollirla di nuovo in acqua pulita. Nella seconda bollitura aggiungere il sale.
  2. Modo. Sbucciarla, tagliarla in fettine sottile e poi farla essiccare al sole o in un essiccatore. Macina con un mortaio o un frullatore le fettine essiccate per produrre la farina.

Nota. Oggi molti produttori hanno piantato tapioca geneticamente modificata in cui è stata eliminata la cianide quindi molti tuberi in commercio oggi sono geneticamente modificati. Controllare l’etichetta.

Come usare la Tapioca

Perché preferire la farina di Tapioca ad altre farine? Ha una struttura fine e un sapore neutro che si adatta ad ogni preparazione, molte persone descrivono il gusto della tapioca come simile a quello della patata bianca, ha un basso contenuto di grassi rispetto alla farina di mandorle o alla farina di cocco ed è adatta anche a persone con allergie che non possono consumare noci, mandorle, noci di cocco…

Gli usi in cucina sono limitati solamente dalla vostra fantasia, le preparazioni più comuni sono:

  • Budino di Tapioca
  • Pane, focacce e pasta fresca
  • Addensante: la tapioca è eccellente per zuppe o stufati
  • Legante: Aggiunto ad hamburger, ad impasti o ai ripieni può sostituire l’uovo, migliora la consistenza e l’umidità degli alimenti

La Tapioca può essere utilizzata anche come prodotto di bellezza: impastando un pò di farina con acqua ne ricaverete una maschera che leviga, illumina e idrata la pelle.

 

Acqua senza contaminanti né pesticidi: la nuova tecnica del MIT che potrebbe cambiare il mondo!

Acqua

 

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Acqua senza contaminanti né pesticidi: la nuova tecnica del MIT che potrebbe cambiare il mondo!

 

Acqua senza contaminanti nè pesticidi. La tecnica di purificazione proposta dal MIT in collaborazione con l’Università Tecnica di Darmstadt (Germania), pubblicata su Energy and Enviromental Science, promette di eliminare residui chimici, prodotti farmaceutici e pesticidi. Il processo potrebbe essere di grande aiuto in particolare ai Paesi in via di sviluppo, dove l’acqua è spesso ricca di contaminanti.

La tecnologia si basa su un processo elettrochimico. Piccole superfici vengono rivestite con materiali ad hoc in grado di caricarsi positivamente o negativamente a seguito di opportune reazioni chimiche. A questo punto viene indotta una corrente elettrica sulle superfici, che entrano in contatto con l’acqua inquinata. I composti indesiderati reagiscono con la superficie e vengono dunque eliminati.

Il processo è particolarmente utile per eliminare selettivamente gli inquinanti organici, potenzialmente dannosi anche in quantità minime. Ma soprattutto funziona in condizioni di temperatura e pressione piuttosto blande, quindi economicamente conveniente.

“I sistemi attuali usati per trattare tali contaminanti in basse concentrazioni funzionano con filtrazione a membrana, costosa e poco efficace con concentrazioni molto basse ha spiegato Xiao Su, che ha collaborato alla ricerca – oppure tramite elettrodialisi e deionizzazione capacitiva, che spesso richiedono elevate tensioni in grado di generare “reazioni collaterali”.

Niente di tutto questo con la tecnica proposta dal Mit, “estremamente significativa, poiché estende le capacità dei sistemi elettrochimici fino alla rimozione altamente selettiva degli inquinanti chiave, come dichiarato da Matthew Suss, professore di ingegneria meccanica dell’Istituto di tecnologia Technion in Israele, non coinvolto in questo lavoro.

Come tutte le tecnologie emergenti, comunque, non si può gridare al miracolo e alla rivoluzione in atto. Saranno necessari altri studi, in particolare in condizioni reali e sulla lunga durata, prima di poter dichiarare la vittoria. Ma soprattutto, sarà necessario verificarne l’effettiva economicità per i Paesi in via di sviluppo, dove il problema acque è particolarmente sentito.

Il prototipo, comunque, ha raggiunto oltre 500 cicli, per gli scienziati un risultato molto promettente.

Roberta De Carolis

guarda QUI il video

 

fonte: https://www.greenme.it/consumare/acqua/23904-acqua-purificazione-mit

Ecco come la luce solare ci aiuta a perdere peso

luce solare

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Ecco come la luce solare ci aiuta a perdere peso

Una ricerca molto importante ha sottolineato come la luce non artificiale delle prime ore del giorno sia in grado di accelerare il metabolismo e bruciare grassi in eccesso.

Svegliarsi presto aiuta a mantenersi in forma.

Proprio così, questa scoperta sarà importante soprattutto per le persone più pigre. Non siamo noi a dirlo, ma una ricerca della Northwestern University Feinberg School of Medecine che ha dimostrato come, svegliandosi presto, si riduca l’Indice di Massa Corporea, ovvero il BMI.

“Quanto prima si verificava l’esposizione alla luce durante il giorno, tanto più l’indice di massa corporea degli individui era basso. Se l’esposizione avveniva anche solo un’ora dopo, gli effetti non erano più così marcati”

Queste le parole della professoressa di neurologia dell’Istituto coinvolto nella ricerca, Kathryn Reid.

La luce e la sua influenza positiva, soprattutto al primo mattino, hanno un forte impatto sul corpo, senza dipendere dall’attività fisica, sesso, età o stagione.

La luce infatti è l’agente più potente per sincronizzare l’orologio biologico interno che regola i ritmi circadiani che a loro volta regolano il bilancio energetico.

Il messaggio quindi che si vuole passare è che ci si dovrebbe esporre di più alla luce, soprattutto tra le 8 del mattino e mezzogiorno. Bastano circa 20, 30 minuti per influenzare positivamente il BMI.

Se una persona non ottiene la luce sufficiente potrebbe rompere la sincronizzazione dell’orologio biologico, alterando il metabolismo e accumulando peso.

Molti ricercatori non hanno ancora capito come sia però possibile che la luce colpisca il grasso corporeo.

Nella ricerca non sono stati inoltre considerati gli stili di vita di alcuni tipi di persone, per esempio coloro che hanno un lavoro notturno, ovviamente più esposti a luci artificiali durante le ore notturne o di chi è estremamente mattiniero e spesso si sveglia ancora prima che il sole sorga.

Saranno necessari ulteriori studi, ma nel frattempo è utile, grazie anche alla bella stagione, svegliarsi un’ora prima e concedersi una passeggiata con la luce diurna.

La luce gioca un ruolo importante nel metabolismo, e riesce a regolare il senso di fame e quello di sazietà.

 

 

fonte: http://salute.robadadonne.it/come-la-luce-del-giorno-ci-aiuta-a-perdere-peso/

“Riprendiamoci l’Iva sulle Bollette” – Ci hanno truffato facendoci pagare l’ IVA sulle tasse nelle bollette di Energia elettrica e Gas. Ecco la petizione per chiedere il rimborso!

Bollette

 

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“Riprendiamoci l’Iva sulle Bollette” – Ci hanno truffato facendoci pagare l’ IVA sulle tasse nelle bollette di Energia elettrica e Gas. Ecco la petizione per chiedere il rimborso!

 

Rimborso Iva sulle bollette, il 14 maggio è stata attivata su Change.org una raccolta firme per ottenere il rimborso della “tassa sulla tassa”. L’obiettivo della petizione è arrivare a 50mila firme e ne mancano soltanto 4.636.

Oltre 45.364 persone hanno aderito “Energia elettrica e Gas: riprendiamoci l’IVA pagata sulle tasse in bolletta” lanciata sulla piattaforma Change.org lo scorso 14 maggio.

L’obiettivo è quello di promuovere la Class Action che mira al recupero della “tassa sulle tasse” addebitate sulle bollette agli utenti.

Il Testo della Petizione

La Corte di Cassazione a Sezioni Unite (la sentenza n°3671/97), stabilì  che “salvo deroga esplicita, un’imposta non costituisce mai base imponibile per un’altra”. Partendo da queste riflessioni e dallo studio del caso,un Giudice di Pace ha emanato così il suo decreto ingiuntivo contro l’Enel.

La nota azienda fornitrice dell’energia elettrica sarà pertanto costretta a rimborsare un cittadino che aveva fatto ricorso della somma di 103.78 euro, aggiungendo però anche gli interessi e le spese legali. Si tratta di otto bollette relative alla fornitura di gas e di dodici bollette per la fornitura dell’elettricità.

Andando ancora più a fondo della questione, bisogna precisare che l’imposta dell’IVA non può essere applicata su tutte le voci che compaiono in bolletta (quindi sull’importo totale), ma solo sui servizi di vendita e sui servizi di rete.

Tutti noi possiamo recuperare quanto ingiustamente addebitatoci nel corso degli anni, richiedendo la restituzione delle somme uniti in class action. Il precedente di uno serva da incoraggiamento per l’azione di tanti “uniti”. Basta proteggere i soliti noti a danno e sulla pelle dei nostri sacrifici. Facciamo in modo che la legge venga rispettata da tutti.

Rimborso Bollette: come aderire

Mancano ancora poche firme al raggiungimento dell’obiettivo. Per aderire andare sulla pagina Change.org e firmare la petizione.

Non sbucciate quella banana! L’inchiesta shock sul frutto più consumato al mondo!

Banana

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Ecco i grandi marchi criminali Chiquita, Dole e Del Monte che ci spacciano il loro finto biologico pieno di pesticidi e funghicidi avvelenando le popolazioni locali ed i consumatori

Non sbucciate quella banana! L’inchiesta shock sul frutto più consumato al mondo!

 

L’inchiesta shock sulla banana: dalla coltivazione a quello che arriva sulle nostre tavole. Implicate Non sbucciate quella banana!’ potrebbe essere il titolo di un nuovo film horror-comico ed invece è sembrato quello più adatto per raccontare quanto ha ‘scoperto’ la trasmissione ‘Indovina chi viene a cena’, in onda su Rai 3 tutti i lunedì prima di Report alle ore 21.05. Il taglio è giornalistico e senza peli sulla lingua e la trasmissione si dà il compito di ‘scoprire’ tutte le magagne dell’industria agro-alimentare, anche quando esistono certificazioni o quando si parla di ‘biologico’. L’ultima puntata si è concentrata proprio su quello che viene considerato il frutto più consumato al mondo e il servizio è stato davvero shock.

Cosa si nasconde dietro la produzione della banana? Le certificazioni

La banana è considerato il frutto più consumato al mondo, ma anche quello che viene considerato il più ‘green’, cioè quello che dovrebbe rispettare maggiormente l’ambiente e soprattutto essere sostenibile anche per i produttori. A certificare questi due aspetti, vi sono società come la Rainforest Alliance e la Scs Global: il problema è proprio questo, le aziende produttrici ‘pagano’ i certificatori per ottenere il famoso bollino di sostenibilità. Ma perché è così importante? Studi di mercato hanno rivelato come il consumatore compri con più piacere, sapendo che il prodotto è ‘biologico’ e che non sfrutta il lavoro e la manodopera. Il business è servito.

Cosa succede davvero durante la produzione delle banane?

Di green c’è davvero poco nella produzione della banana. Il servizio shock mostra, infatti, come ettari ed ettari di piantagioni di banane vengano ‘innaffiate’ mediante l’utilizzazione di aerei che volano a bassa quota con pesticidi e funghicidi con doppio risultato negativo: innanzitutto, la popolazione che vive in quelle aree rurali e lavora presso le piantagioni viene ‘innaffiata’ e i pesticidi e funghicidi finiscono anche nelle falde acquifere, nei corsi d’acqua e negli orti delle persone – altro che sostenibilità!; in secondo luogo, le banane che arrivano sulle nostre tavole (l’inchiesta parla dei tre produttori più famosi, Chiquita, Dole e Del Monte) contengono sulla buccia sostanze pericolose.

Quali sono i pericoli per la salute del consumo di banane?

La conclusione è probabilmente un po’ allarmistica, ma è sempre più chiaro che di veleni ne mangiamo in continuazione: la dottoressa Del Poggi spiega chiaramente che sono molti i problemi di salute che potrebbero sopraggiungere con l’assunzione di questa tipologia di pesticidi e funghicidi. Soprattutto il cancro, dice la dottoressa, anche perché non bisogna temere di dire che, dalle nostre parti, le banane arrivano contaminate: l’unico modo per difendersi (parzialmente) è acquisire un’abitudine, quella di lavare bene e a lungo le bucce della banana, prima di consumarla. L’unica azienda certificatrice che sembra salvarsi è la Fairtrade che certifica i frutti Solidal Coop. Insomma, la truffa è doppia: acquistiamo le banane credendo di fare del bene alle popolazioni che le producono e così non è; acquistiamo le banane credendo di fare del bene a noi stessi e invece ci avveleniamo. Benvenuti, ancora una volta, nella bottega degli orrori agro-alimentari.

A questo link potete vedere l’intera puntata.

 

tratto da: https://www.investireoggi.it/economia/non-sbucciate-quella-banana-linchiesta-shock-sul-frutto-piu-consumato-al-mondo/?refresh_ce

Attenzione ai prodotti che usate sulla pelle, soprattutto voi donne – Spesso contengono parabeni che penetrano facilmente nei tessuti. E nel 99% dei tessuti colpiti da tumore nel seno sono stati riscontrati parabeni! – Ecco come evitare i prodotti a rischio!!

pelle

 

 

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Attenzione ai prodotti che usate sulla pelle, soprattutto voi donne – Spesso contengono parabeni che penetrano facilmente nei tessuti. E nel 99% dei tessuti colpiti da tumore nel seno sono stati riscontrati parabeni! – Ecco come evitare i prodotti a rischio!!

 

I parabeni sono sostanze molto diffuse nella cosmetica, dalle creme ai deodoranti, penetrano nella pelle e vengono assorbiti dal corpo. Questo studio mostra un collegamento tra il cancro al seno e questi composti derivati dal petrolio.

Una nuova ricerca ha rilevato la presenza di esteri parabeni nel 99% dei tessuti di cancro al seno testati [1].

Lo studio ha esaminato 40 donne che erano state trattate per cancro al seno al primo stadio. I parabeni sono ingredienti chimici con proprietà simil-estrogene, e l’estrogeno è uno degli ormoni coinvolti nello sviluppo del cancro al seno.

La fonte del parabene non può essere identificata, ma il parabene è stato trovato anche in 7 pazienti su 40 che affermavano di non aver mai usato prodotti sotto le ascelle nella propria vita”. [2]

Fonti e pericoli dei parabeni

Deodoranti e antitraspiranti sono alcune delle fonti principali di parabeni, ma il fatto che anche le donne che dicevano di non averli mai usati avevano parabeni nei tessuti dimostra chiaramente che questi ingredienti chimici, a seconda del prodotto a cui sono aggiunti, possono, e apparentemente lo faranno, accumularsi nei tessuti del seno.

E’ importante capire che qualunque cosa tu metta sulla tua pelle può essere assorbita dal tuo corpo e potenzialmente provocare seri danni, come dimostra questa ricerca.

I parabeni inibiscono la crescita di batteri, lieviti e muffe e sono usati come conservanti

Sull’etichetta puoi trovarli come:

  • Methyl paraben
  • Propyl paraben
  • Isobutyl paraben
  • Ethyl paraben
  • Butyl paraben
  • E216

Questi ingredienti sono comunemente usati in:

  • Deodoranti e antitraspiranti
  • Shampoo e balsamo
  • Bagnoschiuma
  • Dentifrici
  • Creme e protezioni solari
  • Cosmetici
  • Medicinali
  • Additivi alimentari

Studi hanno evidenziato che i parabeni possono influenzare il tuo corpo tanto quanto gli estrogeni, che possono ridurre la massa muscolare, far accumulare più grassi, e portare a ginecomastia maschile (crescita del seno).

Altri studi, oltre a quello che abbiamo citato, hanno collegato i parabeni al cancro al seno. La US Environmental Protection Agency (EPA) ha collegato i metil parabeni, in particolare, a disordini metabolici, dello sviluppo, ormonali e neurologici, così come a vari tumori.

Attenzione: C’è una nuova categoria di “Estrogeni” cancerogeni

Una recente ricerca ha anche confermato l’esistenza di una categoria di materiali cancerogeni prima sconosciuti, che sono stati trovati in migliaia di prodotti di consumo. Alcuni di questi sono anche aggiunti a integratori e cibi come “nutrienti”. Questi composti simil-estrogeni sono metalli.

Proprio così, un largo spettro di metalli ha mostrato di agire come “metalloestrogeni” con il potenziale di aggiungersi agli estrogeni del seno, aumentando così i rischi di cancro.

I seguenti metalli sono stati identificati come capaci di legarsi ai recettori cellulari degli estrogeni e imitare l’azione degli estrogeni fisiologici [3]:

  • Alluminio
  • Antimonio
  • Arsenite
  • Bario
  • Cadmio
  • Cromo
  • Cobalto
  • Rame
  • Piombo
  • Mercurio
  • Nickel
  • Selenite
  • Stagno
  • Vanadate

In accordo con GreenMedInfo: “…L’esposizione al Sodium selenite (e sodium selenate) è difficile da evitare, dato che è la prima fonte di selenio in supplementi presente in vitamine, cibi e bevande… Lo stesso vale per forme inorganiche di cromo, rame, nickel, stagno e vanadio, che puoi trovare sulle etichette di molti multivitaminici sul mercato.

Un’altra fonte di esposizione ai metalloestrogeni per milioni di consumatori sono gli antitraspiranti con alluminio[4].

Il tuo deodorante contiene parabeni e altre pericolose sostanze chimiche?

Evitare i parabeni e gli altri pericolosi ingredienti chimici richiede una buona conoscenza delle etichette e la capacità di leggerle e comprenderle.

Ecco, come esempio, un elenco di alcune delle sostanze chimiche più comuni presenti nei normali deodoranti.

Se il tuo deodorante contiene questi ingredienti, buttalo via.

Alluminio

I normali deodoranti contengono alti livelli di sali di alluminio. Questo da solo già basta per rendere un deodorante poco sano, soprattutto per noi occidentali, che radiamo le ascelle, assorbendone quindi tutte le sostanze nocive. L’alluminio è anche stato associato al morbo di Alzheimer.

Parabeni

I parabeni possono essere indicati sulle etichette come: parabeni di metile, etilparabeni di propile, di butile, parabeni di isobutile o E216. Spesso il nome sull’etichetta è in inglese (es. metil parabens)

Glicole propilenico

E’ stato trovato in migliaia di prodotti cosmetici. È anche un ingrediente utilizzato nel liquido dei freni, quindi non è affatto sorprendente che potrebbe causare anomalie del fegato e danni renali.

Fragrance

Si trova in molti deodoranti. Anche se può sembrare innocuo, dovrebbe essere evitato in quanto può causare allergie e problemi polmonari.

Fai attenzione alle etichette dei prodotti reclamizzati come “Naturali”, perchè anche questi spesso contengono pericolosi additivi chimici, inclusi i parabeni. Leggi l’etichetta in ogni caso e assicurati che almeno non ci siano gli ingredienti che ti ho mostrato.

Fonte 40 Women With Breast Cancer Had Parabens in Their Tissues – Traduzione http://www.energytraining.it

Quindi evitare i parabeni! Lo stesso Wikipedia riporta che “Centinaia di studi[9] hanno indagato sulla loro capacità di interferire con il sistema endocrino ottenendo diverse risposte, e comunque confermando che essi, e i loro principali metaboliti come l’acido p-idrossibenzoico stesso, possiedono attività interferente con il sistema ormonale[10].”

L’articolo del Dr. Mercola continua spiegando anche la correlazione tra Cadmio e cancro al seno. [6] Il Cadmio viene usato nei campi come fertilizzante. Cereali, patate e inquinamento atmosferico sono tra le principali fonti di cadmio. Consiglio quindi un mineralogramma per valutare l’intossicazione di metalli pesanti nel corpo e la scelta di cibi biologici per evitare questi dannosi composti.

BIBLIOGRAFIA

[1] Journal of Applied Toxicology March 2012; 32(3): 219-232

[2] Vedi rif 1

[3] Clean Cures: The Humble Art of Zen-Curing Yourself, Michael DeJong

[4] Journal of Applied Toxicology December 12, 2011 [Epub ahead of print]

[5] Green Med Info March 18, 2012

[6] Los Angeles Times March 15, 2012

del Dr. Mercola

DA DIONIDREAM

Olanda: divieto vendita auto benzina e gasolio dal 2025… Da noi, invece, ancora tutti a leccare il c… alle Lobby del petrolio!!

 

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Olanda: divieto vendita auto benzina e gasolio dal 2025… Da noi, invece, ancora tutti a leccare il c… alle Lobby del petrolio!!

 

Una vera e propria rivoluzione ambientale quella decisa dal Governo olandese che ha avviato il cammino legislativo per arrivare a vietare, dal 2025, la vendita di auto a benzina o a gasolio. Ieri, il primo via libera in Parlamento. Il provvedimento è stato approvato grazie al supporto di un ampio fronte politico del partito Laburista PvdA, a cui si sono affiancati anche i deputati dei Liberal Democratic D66, dei verdi GroenLinks e del partito ChristenUnie. La decisione conferma il forte impegno verso il sostegno, la promozione e l’adozione della green economy del governo olandese che già nel 2013 aveva siglato un “accordo sull’energia” con una quarantina di organizzazioni indipendenti, al fine di promuovere iniziative “verdi” nell’ambito dell’energia, dell’isolamento termico degli edifici e della riduzione della CO2.*L’Olanda non è nuova a queste rivoluzioni: il Paese, dove il traffico per strada è creato dall’elevartissimo numero di bici e non dalle auto, nel settembre del 2015 ha annunciato che dal 2018 i suoi treni viaggeranno grazie all’energia eolica; la conversione inizierà già quest’anno.

Ma l’Olanda è anche lo Stato dove c’è un’amministrazione, quella di Rotterdam, sta valutando di mettere al bando l’asfalto sostituendolo con strade di plastica riciclata.

Ecco quello che il Paese ha già fatto. Dopo aver realizzato una pista ciclabile solare a Amsterdam, fatta di calcestruzzo al cui interno sono stati collocati i pannelli, rivestiti da uno strato di vetro temperato, L’Olanda ha installato barriere antirumore in autostrada. I pannelli, coloratissimi, montati sui due lati della carreggiata fanno da isolanti. Niente rumore quindi e tanta energia pulita.

“La notizia – evidenzia Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” – è una di quelle destinate a lasciare il segno nella storia. Al contrario in Italia si fa un passo indietro ed anzichè parlare di economia verde se ne parla poco o niente, il dibattito pubblico è monopolizzato dall’inchiesta sul pozzo petrolifero di Tempa Rossa in Basilicata e dal referendum sulle Trivelle del prossimo 17 aprile”.

Fonte: http://www.today.it

Il Prof. Giuseppe Di Bella: le multinazionali manipolano la sanità e almeno il 50% dei dati medici è corrotto. E’ FINITA LA LIBERTÀ DI CURA E DI RICERCA!

Di Bella

 

 

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Il Prof. Giuseppe Di Bella: le multinazionali manipolano la sanità e almeno il 50% dei dati medici è corrotto. E’ FINITA LA LIBERTÀ DI CURA E DI RICERCA!

 

In questi giorni è emersa in tutta la sua gravità l’estensione della corruzione delle istituzioni sanitarie prevalentemente oncologiche con 22 indagati. In Italia la lottizzazione politica della sanità si estende dal portantino al primario, essendo ogni ASL un centro di potere, una riserva di voti di scambio, clientelari, di consistenti fatturati.

LE MULTINAZIONALI MANIPOLANO LA SANITA’

I rapporti con le multinazionali sono sempre più stretti. Uno degli aspetti globali più gravi è  l’ormai noto e da più parti denunciato meccanismo con cui viene chiaramente manipolato dalle multinazionali l’Impact Factor (criterio di valutazione di una rivista scientifica , paragonabile al rating in finanza). Con queste stesse finalità è stata creata, un’entità dogmatica sovranazionale, la cosiddetta “Comunità scientifica”. E’ sufficiente leggere le dichiarazioni del Nobel per la medicina Scheckman,  su riviste scientifiche ai primissimi posti dall’Impact Factor, come Science,  ecc, egli… dichiara che “la ricerca in campo scientifico non è affatto libera ma in mano ad una cerchia ristretta” la cosiddetta “Comunità scientifica”

ALMENO IL 50% DEI DATI MEDICI E’ CORROTTO

Il riferimento delle istituzionali sanitarie alla tanto celebrata “Comunità scientifica” è continuo, essa pontifica con giudizio infallibile, ma è ormai talmente inquinata, da aver falsificato almeno il 50%  del dato scientifico. Questa realtà, è stata documentata da Richard Horton, caporedattore del Lancet, una delle più prestigiose riviste mondiali di medicina, che ha dichiarato: “Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, può essere dichiarata semplicemente falsa. La scienza ha preso una direzione verso il buio.”.

Anche Marcia Angell, per 20 anni caporedattore  di un’altra delle massime testate scientifiche internazionali, il New England Medical Journal (NEMJ), ha dichiarato: “Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata“.

Una dichiarazione da valutare con la massima attenzione, per la competenza, l’esperienza e la cultura, il livello scientifico della Prof Angel, che come Il Prof Horton, per anni ha revisionato la letteratura scientifica internazionale. Premi Nobel e caporedattori delle massime testate medico scientifiche mondiali non sono complottisti, ma le rare, forse ultime, voci che all’onestà intellettuale associano una grande cultura e rilevanti meriti scientifici.

LE EVIDENZE SCIENTIFICHE CHE NON ARRICCHISCONO NON SONO PUBBLICATE

Una rilevante quantità di evidenze scientifiche, cioè di dati scientifici definitivamente acquisiti, certificati, incontestabili, non sono trasferiti nella clinica, non sono inseriti nei “prontuari”, nelle “linee guida”, nei “protocolli”. Per questo, malgrado una vastissima e autorevole letteratura dimostri quanto  la proliferazione cellulare tumorale sia strettamente dipendente dall’interazione tra PRL (Prolattina) eGH (ormone della crescita), e da fattori di crescita GH dipendenti, né il suo antidoto naturale, la Somatostatina, né gli inibitori  prolattinici, sono inseriti come antitumorali nei prontuari, in quanto produrrebbero se non un crollo, un grave ridimensionamento  dei fatturati oncologici.

Numerosi e documentati studi certificano l’efficacia antitumorale dellasomatostatina, in sinergismo con inibitori prolattinici, e altri componenti del Metodo Di Bella come Melatonina, soluzione di Retinoidi in Vitamina E,evitamina D3, che hanno un ruolo ed un’efficacia determinante e documentata nella terapia e in quella prevenzione dei tumori che non sanno e/o non vogliono attuare.

IL MEDICO E’ OBBLIGATO A SOTTOSTARE AL NUOVO REGOLAMENTO

Il programma di azzeramento della libertà del medico di prescrivere secondo le evidenze scientifiche sta ormai rapidamente concludendosi, come chiaramente evidenziato dal nuovo codice deontologico che blocca definitivamente la libertà di prescrivere secondo scienza e coscienza, penalizza gravemente ogni medico che non si attenga scrupolosamente ai loro dictat terapeutici, indipendentemente dai risultati ottenuti sul paziente, dando ampie coperture medico legali ai medici responsabili di eventi anche gravi, fino alla morte, se questi medici si sono attenuti al prontuario. Essendo ormai evidente questo disegno, stanno manifestandosi le prime reazioni: alcuni ordini dei medici, tra cui quello di Bologna, hanno respinto e contestato questa umiliazione della dignità del medico, e il sovvertimento del millenario codice etico di comportamento del medico. Questo disegno è completato dalla fine programmata della libertà di ricerca scientifica, codificata nel decreto legge N° 158 del 13 sett. 2012 e nella legge N° 189 del 8 nov. 2012.

E’ FINITA LA LIBERTA’ DI CURA E DI RICERCA

Sono previste gravissime sanzioni disciplinari e pecuniarie ai ricercatori che, come il Prof. Di Bella, senza il benestare di comitati etici, intraprendano studi clinici e ricerche scientifiche, anche se in autonomia e autofinanziati. In pratica con questi decreti è finita la libertà non solo di cura ma di ricerca. Hanno creato le condizioni per cui solo le multinazionali saranno autorizzare a finanziare studi clinici finalizzati alla registrazione di farmaci con procedure di cui si conoscono e sono stati denunciati gli espedienti e trucchi  statistici per arrivare comunque alla registrazione e relativo fatturato (vedi denunce dei Prof Angell , Horton,e del Nobel Scheckmann ).

I progressi ottenuti dal  Prof. Di Bella nella cura dei tumori conosciuti dal pubblico, avevano portato nel 1997 e  98, ad una mobilitazione della gente. Sotto la pressione dell’opinione pubblica nel 1998, fu approvata  la cosiddetta “legge Di Bella” (articolo 3, comma 2 D.L. n. 17 del 23 febbraio 98, conv. con modificazioni, dalla legge 8 aprile 1998, n. 94), che consentiva al medico di prescrivere al di fuori dei vincoli burocratici ministeriali secondo scienza e coscienza, in base alle evidenze scientifiche. La Legge Finanziaria 2007 (al comma796, lettera Z), ha abrogato questa disposizione di legge in base alla quale per 9 anni i medici hanno potuto prescrivere farmaci di cui esisteva un razionale d’impiego scientificamente testato, ma ignorato dalle commissioni ministeriali, eliminando la libertà e autonomia del medico sia come ricercatore che come clinico, e impedendo così la valorizzazione e il trasferimento nella terapia medica  della ricerca scientifica.

Giuseppe di Bella per Dionidream

 

Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

Monopolio di Stato

 

 

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Il Monopolio di Stato, spalleggiato dalle lobby del tabacco e da quelle carogne dei nostri politici tenta il blitz sulle e-cig. Significa affondarle con dazi, tasse e accise. E chi se ne frega della salute della Gente…!

Monopoli di Stato (e Big Tobacco) provano il blitz sulle e-cig

Nonostante diverse autorità sanitarie a livello internazionale indichino le sigarette elettroniche come una delle strade efficaci di allontanamento dal tabagismo, in Italia la battaglia tra favorevoli e contrari è ancora in pieno corso, anche a livello politico. Tanto che al disegno di legge di conversione del Dl cosiddetto “Manovrina”, del 24 aprile, sono stati presentati emendamenti di carattere opposto in grado di condizionare in un verso o nell’altro lo sviluppo di questo mercato.

Uniecig, l’associazione che riunisce i venditori di sigarette elettroniche si dice molto preoccupata per gli emendamenti proposti da  Alberto Giorgetti (Fi), Gianni Melilla, (Pd), Alberto Pagani (Pd) e Michele Mognato (Mdp) che puntano a stabilire il monopolio di vendita dei liquidi per le e-cig alle sole tabaccherie. “Sarebbe una strage per un mondo composto di migliaia di piccole attività specializzate – dice l’Uniecig – circa 2.000 attività che chiuderebbero da un giorno all’altro, lasciando senza lavoro anche i distributori che con esse lavorano”.

“Dare il monopolio di vendita alle tabaccherie”

Dietro la richiesta di una stretta sulle vendite delle sigarette elettroniche potrebbero esserci gli interessi della lobby del tabacco, che si è accorta della crescita costante di questa fetta di mercato: si stima che almeno il 4% di italiani “svapi” periodicamente. Anche il Monopolio di Stato potrebbe essere interessato ad appoggiare questo tipo di cambiamento. I rapporti con i tabaccai sono più controllabili e consolidati da decenni di regole e meccanismi fiscali. La galassia della distribuzione e dei depositi di materiali per la sigaretta elettronica invece è in rapida e continua espansione, non tutti pagano le tasse, e i controlli sono più difficili. A questo si aggiunga che, rispetto alle sigarette tradizionali, quello delle e-cig è un mercato aperto: gli “svapatori” cercano il risparmio comprando i liquidi anche on line, dall’estero, o se li producono artigianalmente in casa.

Tasse alte e gettito basso

“Una delle ragioni principali è dovuta alla tassazione esagerata – spiega Unicieg – che ha comportato un aumento dei prezzi di vendita al pubblico del 150% e all’ingrosso di oltre il 300% rispetto all’anno precedente, determinando: un completo blocco del mercato, perdita di concorrenza delle aziende italiane (circa il 70% di vendite in meno), sviamento della clientela verso modalità di approvvigionamento alternative in paesi dove non esiste una tassazione così alta”.

Il Decreto Legislativo 188/2014 ha infatti introdotto un’imposta di consumo per i “prodotti da inalazione senza combustione costituiti da sostanze liquide, contenenti o meno nicotina” poi fissata ad euro 0,393 il millilitro. La struttura dell’imposta presuppone un complesso procedimento di calcolo dell’equivalenza di consumo fra sigaretta tradizionale ed elettronica. Secondo la stessa Uniecig, l’alta tassazione e la mancanza di controlli fiscali e sanitari sui prodotti ha comportato un mancato gettito fiscale: 5 milioni di euro nel 2016 rispetto agli 85 previsti. La lobby delle sigarette elettroniche appoggia gli emendamenti di Filippo Busin (Lega), Paolo Tancredi (Ap) e Prodani (gruppo misto), che chiede un’abbassamento della tassazione. La battaglia è aperta, la conversione in decreto dovrà avvenire entro il 26 giugno.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/19/monopoli-di-stato-e-big-tobacco-provano-il-blitz-sulle-e-cig/22585/