La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria! …E chi non ce l’ha può anche crepare, vero Lorenzin?

 

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La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria! …E chi non ce l’ha può anche crepare, vero Lorenzin?

 

La salute? Un salasso. Un paziente italiano su 10 spende mille euro al mese di tasca propria

Tra farmaci, badante, fisioterapista e pannoloni, un paziente su 10 spende oltre 1000 euro al mese di tasca propria. E’ quanto costa in media ai cittadini compensare la carenza di servizi territoriali e assistenza a domicilio, secondo il Rapporto di Cittadinanzattiva. A causa di lentezze burocratiche, spesso, secondo quanto riportano le interviste a 1800 pazienti, si provvede di tasca propria a comprare materiale che arriva in ritardo.

Un cittadino su 4, infatti, attende più di 30 giorni per materasso o cuscino antidecubito, così come per traverse e pannoloni; uno su 3 aspetta un mese per ricevere una carrozzina. Più di uno su 10 attende oltre un mese per avere farmaci indispensabili. L’esperienza dei cittadini nei confronti di infermieri e fisioterapisti che si recano a casa è positiva ma chiedono di migliorare il grado di tempestività nell’attivazione del servizio: circa il 14% ha incontrato criticità nell’attivarlo.

Quanto alle forme di aggregazione delle cure primarie, che dovrebbero spostare l’offerta di prestazioni sanitarie dall’ospedale al territorio, un esplicito coordinamento tra i due tipi di struttura previsti, ovvero AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e UCCP (Unità Complesse di Cure Primarie), è presente nel 63% delle regioni. Inoltre balza agli occhi la diversità di nomi per definire le UCCP: in Emilia Romagna Toscana e Piemonte si chiamano Case della Salute, in Veneto Medicine di Gruppo Integrate, in Piemonte Centri di Assistenza Primaria.

tratto da: http://www.leggo.it/sanita/sanita_1000_euro_al_mese-2571364.html

Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

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Ma i grandi Boss della droga dove trovano gli ingredienti per produrre le loro porcherie? Ne sa qualcosa Big Pharma, che quando si tratta di fare soldi…

Il sospetto c’è sempre stato. Chi fornisce ai “Cartelli” gli ingredienti per le loro porcherie? Chi produce questi “ingredienti” no?

Poi i sospetti diventano più forti quando leggi questo…

Big Pharma fornisce ai cartelli tonnellate di ingredienti per la produzione delle droghe

di L.M.P.I

I pubblici ministeri in Belgio hanno recentemente annunciato che i dirigenti delle aziende farmaceutiche, con sede nel paese, sono accusati per aver fornito consapevolmente ai cartelli della droga, i farmaci utilizzati per la fabbricazione di metanfetamine.

Le aziende sono accusate di aver fornito direttamente al boss della droga messicano Ezio Figueroa Vazquezdiverse tonnellate di efedrina, pur sapendo che sarebbe stata utilizzata per la produzione di metanfetamine.

I procuratori hanno riferito che ci sono sette dirigenti accusati, ma non hanno ancora reso di dominio pubblico i nomi e le società che rappresentano. Tuttavia, Reuters ha scoperto che Sterop e Andacon sono due delle tre aziende coinvolte.

Le aziende sostengono in difesa di  non avere idea di chi stava comprando i farmaci, ma i pubblici ministeri hanno le prove che i dirigenti invece avevano piena conoscenza del loro coinvolgimento. Il portavoce Eric Van Der Sypt, ha riferito che il boss Ezio Figueroa Vazquez ha ricevuto grandi spedizioni di efedrina da queste aziende tra il 2006 e il 2011, il cui costo si stima sui 360 milioni di euro.

Il neuroscienziato Carl Hart ha lanciato pesanti dichiarazioni nel 2016 su alcune case farmaceutiche, dimostrando tra l’altro che la struttura chimica del farmaco Adderall è quasi identica alla droga che invade le nostre strade, conosciuta come crystal meth. Non solo questi farmaci sono simili, ma sembra che Big Pharma sia la fonte di approvvigionamento necessaria per i cartelli criminali che la producono. Questa disposizione ha senso perché l’unico posto per ottenere grandi quantità di sostanze come l’efedrina sono le società farmaceutiche, alla maggior parte di queste aziende non interessa chi sono i clienti,  soprattutto se ci sono di mezzo milioni di dollari.

Lo scandalo dell’agricoltura biologica siciliana: “Uccisa nella culla”

 

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Lo scandalo dell’agricoltura biologica siciliana: “Uccisa nella culla”

5300 aziende ancora aspettano i pagamenti del 2015. Gli agricoltori annunciano una diffida nei confronti della Regione e proteste eclatanti. “Se è vero che la colpa è dell’AGEA, l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici, si sarebbe dovuto incatenare davanti ai suoi uffici per pretendere il dovuto. La verità è che ai nostri politici il biologico interessa solo per fare propaganda…”

Sono allo stremo. Finanziariamente e psicologicamente. Finanziariamente perché aspettano dal 2015 le compensazioni previste dal bando del Piano di Sviluppo Rurale (PSR) sull’agricoltura biologica. Che, in quanto tali, dovrebbero arrivare entro l’anno in cui si registrano l’impegno e le perdite per l’abbandono dell’agricoltura convenzionale. Psicologicamente perché si sentono presi per i fondelli da una politica che usa l’agricoltura biologica come propaganda, ma che lascia morire ‘dissanguati’ quegli agricoltori che ci credono.

Questa è la storia delle 5300 aziende agricole siciliane che ancora aspettano i pagamenti del bando 2015 sui contributi destinati all’agricoltura biologica. Parliamo del PSR 2014-2020.  Per 1800 di loro è già arrivata qualcosa, ma si tratta di pagamenti parziali che non coprono minimamente le spese sostenute. Tra l’altro, non si capisce neanche quali criteri siano stati utilizzati per selezionare le aziende e gli importi. E se la colpa sia della Regione siciliana o dell’AGEA, l’ente pagatore, che ha sede a Roma. Cosa che accresce la rabbia degli agricoltori che devono assistere al teatrino dello scaricabarile, ma che sono sul piede di guerra. Così si stanno coordinando per inviare una diffida alla Regione e per chiedere i danni.

Sono pronti anche a manifestazioni plateali: “Il governo regionale si fa bello parlando di agricoltura biologica, ma la verità è che la stanno uccidendo in culla”, dice a I Nuovi Vespri uno di questi imprenditori agricoli. E aggiunge: “Se è vero che la colpa è dell’AGEA, l’assessore all’agricoltura, Antonello Cracolici, si sarebbe dovuto incatenare davanti ai suoi uffici per pretendere il dovuto, invece dice che è tutto a posto. Siamo alla frutta e speriamo che i giovani non caschino nel tranello di questi politicanti che li invitano a darsi all’agricoltura, perché andrebbero incontro solo alla rovina. Evidentemente non hanno alcun interesse reale a fare crescere l’agricoltura biologica, né a garantire ai consumatori prodotti a chilometro zero”.

E, in effetti, a giudicare da quello che fanno contro i prodotti contraffatti  o contro le navi che continuano a scaricare in Sicilia grano avvelenato, cioè nulla, le cose sembrano stare davvero così.

Che dire dell’AGEA? Da sempre sosteniamo che anche lì di tutti si fanno gli interessi tranne che degli agricoltori. Qualche mese una dura presa di posizione della presidente del Friuli Venezia Giulia, Debora Serracchiani:

“Il ritardo di AGEA nei pagamenti dei fondi che spettano ai nostri agricoltori regionali fin dal 2015 è inaccettabile”.

“L’attività di AGEA non risponde più ai bisogni dei nostri cittadini e in particolare dei nostri agricoltori”.  E ancora: “I nostri agricoltori stanno abbandonando l’interesse verso le misure di sviluppo rurale nelle quali la Regione ha investito tanto e che servono tremendamente alla nostra economia e alle nostre politiche agricole”.

Dalla Sicilia il solito, scandaloso silenzio dei nostri politicanti mercenari, o ascari chiamateli come volete, la sostanza non cambia. Se ne fregano e non disturbano il potere romano anche se in ballo c’è un settore che per la nostra Isola dovrebbe essere fondamentale. 

Sull’AGEA nel 2014 aveva aperto un fascicolo la Procura di Roma. Che aveva acceso i fari sulla SIN spa partecipata per il 51 per cento da AGEA (società del ministero dell’Agricoltura) e per il 49 per cento da un raggruppamento temporaneo di imprese. Che dal 2007 gestisce il sistema dei pagamenti agli agricoltori per conto del Ministero: il SIAN (Sistema Informativo Agricolo Nazionale).

“Dal 2010 ad oggi sono stati prodotti almeno dieci dossier, tra relazioni di collaudo, audit interni, perizie legali che dimostrano come il SIAN sia un costosissimo colabrodo, un sistema che ha drenato fino ad oggi dalle ‘casse’ dello Stato la bellezza di 780 milioni di euro” scriveva Repubblica in questo articolo.

Altro che sostegno all’agricoltura…

 

 

ndr

La Regione siciliana aveva una propria Agenzia regionale per il pagamento degli interventi in agricoltura. Su input del solito Governo regionale di Rosario Crocetta, grosso modo ad inizio di questa legislatura – complice una strana campagna mediatica – è stato deciso che questa agenzia regionale era ‘inutile’.

Insomma, bisognava eliminare gli ‘sprechi’. E, guarda caso, hanno eliminato l’Agenzia regionale che erogava finanziamenti e contributi agli agricoltori siciliani a valere sui fondi europei.

Così gli agricoltori siciliani, che avevano una linea amministrativa diretta per percepire i fondi del Piano di Sviluppo Rurale, sono finiti in coda alle altre Regioni italiane.

L’eliminazione dell’agenzia regionale siciliana per i pagamenti agli agricoltori ha dato modo al governo nazionale – allora alla presidenza del Consiglio c’era Matteo Renzi – di trattenere per un certo tempo (scopriamo ora per due anni!) i fondi che dovrebbero essere corrisposti agri agricoltori siciliani.

In pratica – questa è l’amara verità – lo Stato lucra due anni di interessi sui fondi europei destinati agli agricoltori siciliani. E questo grazie ai deputati regionali della Sicilia che hanno voluto e votato questo provvedimento ascaro. 

Chi debbono ‘ringraziare’ gli agricoltori siciliani di questo ‘regalo’?

In primo luogo, il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale all’Agricoltura del tempo (non ricordiamo il nome: speriamo lo farà qualche nostro lettore).

Ma debbono ringraziare anche i deputati dell’Assemblea regionale siciliana che hanno votato in favore della soppressione dell’Agenzia regionale che erogava agli agricoltori siciliani i fondi europei.  

fonte: http://www.inuovivespri.it/2017/08/08/lo-scandalo-dellagricoltura-biologica-siciliana-uccisa-nella-culla/

Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

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Glifosato: l’Ue si rimangia che il pesticida sia cancerogeno e rinnova per altri 10 anni, così come imposto dalla Germania… D’altra parte cosa ci dovevamo spettare dal matrimonio Bayer-Monsanto?

 

Glifosato, la Germania volta le spalle ai consumatori e dice sì

La Germania voterà Sì al rinnovo decennale del glifosato, con un pensierino anzi a chiedere addirittura l’autorizzazione per 15 anni, cioè il massimo consentito.

“Dopo due anni di trattative – commenta l’eurodeputato Marco Affronte, che segue con preoccupazione l’evolversi della vicenda – solo lo schieramento deciso di uno dei pesi massimi dell’Europa poteva cambiare gli equilibri sul rinnovo/non rinnovo del Glifosato (la cui autorizzazione per l’uso in Europa scade il 31 dicembre 2017). Quello schieramento è arrivato, purtroppo – pare certo – dalla parte sbagliata”.

Francia, Italia e Spagna non si sono sbilanciate, ma la posizione tedesca è ovviamente determinante.

Come mai, ci chiediamo, dopo l’astensione dello scorso anno questo cambiamento di fronte? “Pare che siano state le imminenti elezioni in Germania a far prendere alla Cancelliera la decisione di accontentare i tantissimi agricoltori tedeschi che usano il Glifosato, contenuto nel RoundUp della Monsanto che – non è un dettaglio – sta trattando con la tedesca Bayer per la fusione“, ci spiega Affronte.

Eccolo il punto, che appare ben lontano dalla tutela degli interessi dei cittadini europei: l’affare in corso (da finalizzare entro la fine del 2017) tra il gruppo tedesco che vuole acquisire la multinazionale Usa dei pesticidi coinvolge interessi economici troppo grandi da scalfire. E tutto il resto – tutela della salute e dell’ambiente – passa in secondo piano.

D’altra parte l’oncologa Patrizia Gentilini lo aveva previsto: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?

Ecco l’articolo tratta da Il Fatto Quotidiano:

Per rinfrescarVi la memoria – L’oncologa Patrizia Gentilini: Bayer-Monsanto, chi fa profitto con farmaci e pesticidi può avere a cuore la salute?

Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

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Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

 

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Quello che i media non Vi dicono – SPAGHETTI AI PESTICIDI: ecco le marche da evitare !!

 

La notizia è del 2014, ma da quanto ci risulta non è cambiato niente!

SPAGHETTI AI PESTICIDI: LA LISTA DELLE MARCHE IN CUI SONO STATI TROVATI

La radio-televisione svizzera RTS e la rivista Bon à Savoir, hanno realizzato una ricerca per testare la qualità di uno dei prodotti più consumati sulle nostre tavole: gli spaghetti. i risultati delle analisi effettuate su 15 confezioni di spaghetti di marche diverse, sono però al quanto preoccupanti: infatti in sette di esse è stata rilevata la presenza di pesticidi.  La ricerca svizzera ha preso in esame la pasta prodotta sia tradizionalmente sia con grano proveniente da agricoltura biologica, venduta in cinque insegne molto comuni nello stati elvetico: Aldi, Lidl, Coop, Denner e Manor.

1) La pasta Qualité & Prix ha riportato la presenza di un pesticida molto diffuso in agricoltura, lacipermetrina, un acaricida le cui tracce si trovano anche nei chicchi di caffè e nel cotone, oltre che in altri cereali.

2) I marchi Prix Garantie, Combino, Reggano, Barilla e La Pasta di Flavio sono stati giudicati positivi alla presenza di pirimifos metile, un pesticida che viene utilizzato nella conservazione del grano per la pasta nei silos.

3) Gli spaghetti Dennerè analizzati invece contenevano l’insetticida-nematocida terbufos, anch’esso come il precedente utilizzato in molti tipi di coltivazione, dalle patate al mais.

4) Dai risultati apparentemente disastrosi si sono invece salvati gli spaghetti integrali Barilla (ma non quelli tradizionali, come detto), la pasta De Cecco e gli spaghetti Garofalo.

5) Esenti dalla presenza di pesticidi anche gli spaghetti svizzeri M-Classic ed M-Budget, gli italianissimi Agnesi e gli spaghetti svizzeri di Coop e Migros.

Tuttavia i risultati non sarebbero così preoccupanti come sembrano ad una prima occhiata. A parte il fatto che molti di questi marchi non sono disponibili sugli scaffali italiani, resta da considerare che secondo le leggi in vigore la presenza di tracce di pesticidi è tollerata, purchè si mantenga al di sotto della soglia limite di 0,010 mg/kg consentita per legge. Al di là dei limiti di legge per gli insetticidi, fa invece certamente piacere scoprire che tutti i marchi che si dichiarano biologici analizzati nella ricerca sono stati rilevati effettivamente come tali.

Resta da capire se la presenza di pesticidi riguardi solo gli spaghetti svizzeri o anche quelli venduti nel nostro paese. Di certo il fatto che quattro delle sette marche giudicate non rispondenti ai limiti siano prodotte in Italia, lascia poche speranze in merito. La ricerca riporta nel dettaglio: pasta Combino di Lidl, Reggano di Aldi, Barilla e La Pasta di Flavio, tutte positive alla presenza di residui di un insetticida.

 

Fonte: La Verita Di Ninco Naco

Sulle tavole il primo salmone Ogm. Ma tranquilli, tanto Voi non potrete riconoscerlo!

 

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Sulle tavole il primo salmone Ogm. Ma tranquilli, tanto Voi non potrete riconoscerlo!

 

Sulle tavole il primo salmone Ogm (ma i consumatori non possono riconoscerlo)

È il primo animale transgenico ad arrivare sulle tavole dei consumatori. “L’onore” spetta al salmone prodotto dalla AquaBounty Technologies, una società di Maynard, Massachusetts, che ha sviluppato il pesce geneticamente modificato e ha annunciato il 4 agosto scorso di averne venduto 4,5 tonnellate ai clienti canadesi.

Il pesce, una varietà di salmone atlantico, è progettato per crescere più velocemente, raggiungendo la dimensione di vendita in circa la metà del tempo – circa 18 mesi. AquaBounty ha venduto il suo primo batch commerciale a prezzo di mercato: 5,30 dollari per libbra (0,45 kg), secondo quanto spiegato dalla società che non ha voluto rivelare, però, chi lo abbia comperato.
Il pesce è stato allevato nelle vasche di un’azienda a Panama e ora la società ha in programma di ampliare la produzione aprendo un sito sull’isola Prince Edward del Canada, dove le autorità locali a giugno hanno dato la luce verde.

AquaBounty ha impiegato 25 anni per portare il suo salmone Ogm sulle tavole e ha sostenuto una lunga battaglia con i sistemi regolatori di diversi paesi. Il risultato è che tanto gli Usa che il Canada non richiedono al salmone-Frankenstein di essere etichettato come Ogm.
Ma a differenza del Canada, le battaglie politiche negli Stati Uniti hanno finora bloccato l’ingresso del salmone sul mercato a stelle e strisce.

 

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/08/07/sulle-tavole-il-primo-salmone-ogm-ma-i-consumatori-non-possono-riconoscerlo/24783/

L’ultima follia di Bruxelles: “tappare il culo” alle mucche

Bruxelles

 

 

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L’ultima follia di Bruxelles: “tappare il culo” alle mucche!

È più forte di loro. Anche nel mezzo della tempesta perfetta che rischia di spazzare via finanziariamente e politicamente le fondamenta stessa del Vecchio Continente, i fenomeni dell’Unione Europea devono trovare il modo non solo di provocare danni collaterali, ma anche di farli ricorrendo a quel peculiarissimo mix di ottusità, iperburocraticismo, correttezza politica e rifiuto totale di scendere a compromessi con il principio di realtà che da sempre il più autentico trademark delle decisioni prese sull’asse Bruxelles-Strasburgo. Anche nel mezzo dell’uragano greco, l’Unione Europea ha ritenuto di imporre ad agricoltori ed allevatori comunitari di mettere un bel tappo nel sedere di mucche e ruminanti in genere.
Succede mercoledì, quando ad Atene si sta per votare il famoso accordo con i creditori e quando l’Unione Europea quasi tutta segue col fiato sospeso gli eventi in diretta dal parlamento ellenico. Quasi tutta, perché c’è un meandro dell’edificio comunitario in cui i guai della Grecia non fanno né caldo nè freddo: la commissione Ambiente dell’Europarlamento. Dove tutti gli occhi sono per la nuova Direttiva comunitaria contro l’inquinamento. C’è l’effetto serra, c’è il riscaldamento globale, c’è l’emergenza ambientale: tutti temi su cui l’Unione non può far sentire la propria voce. All’uopo, il Commissariato per l’Agricoltura guidato dall’irlandese Phil Hogan ha predisposto un ambizioso piano con entrata in vigore nel 2030 consistente in vigorosa riduzione delle emissioni nocive.
Vigorose sì, ma non abbastanza per lo zelo ambientalista della Commissione. Che prende il piano e gli inietta una robusta dose di ricostituente draconiano: tra le altre cose, la data di esordio viene anticipata al 2025, si includono nel novero degli inquinanti da ridurre anche metano e ammoniaco, si includono nella platea dei soggetti chiamati a ridurre le emissioni anche agricoltori ed allevatori. Tanto l’inasprimento che persino l’autrice del rapporto – la conservatrice britannica Julie Girling – si rifiuta di votarlo. Le perplessità della signora vengono fatte proprie da Popolari e resto dei partiti di centrodestra, che cercano di stoppare la manovra. Tutto vano: il pacchetto passa e prende la via dell’aula, dove andrà in votazione al rientro dalla pausa estiva.
Il motivo di tanta perplessità è presto spiegato: l’inclusione di ammoniaca e metano e l’inclusione del settore primario nel piano è una mazzata micidiale: di ammoniaca abbondano infatti i più comuni fertilizzanti e concimi, e riconvertirsi in pochi anni ad altro prodotto ugualmente performante ma più eco-friendly può essere complesso. Se la soluzione del problema dell’ammoniaca è solo complessa, quella del metano però è impossibile. Massima fonte di produzione del metano, infatti, è l’apparato digerente dei ruminanti. E, a meno di ad ora non preventivabili balzi in avanti della bioingegneria, l’ipotesi che da qui al 2030 si riesca ad intervenire sugli intestini di mucche e capre onde farne fuoriuscire altro tipo di gas appare abbastanza remota. Non risultando percorribile neppure la pista – suggestiva, per carità – dell’occlusione artificiale dello sfintere dei poveri quadrupedi, di modi per evitare che le emissioni bovine ed ovine impattino l’atmosfera ne resta solo uno: la rimozione coatta degli animali dall’aria aperta ed il loro ricollocamento in strutture chiuse dotate di appositi strumenti in grado di neutralizzare i pericolosi gas. Una specie di via di mezzo tra la stalla e la saletta fumatori del ristorante, insomma.
Questo il quadro, che gli europarlamentari più sensibili alle ragioni degli agricoltori abbiano tirato su le barricate diventa comprensibile: la transumanza ecologicamente corretta imposta dall’Unione avrebbe costi tremendi per gli allevatori, che si vedrebbero costretti a rivoluzionare dalle fondamenta le proprie aziende e a farlo pure in fretta.
Ideologia, pastoie burocratiche, superfetazione regolamentare, disagio per il cittadino: gli ingredienti per una ennesima puntata del grande romanzo horror che va sotto il titolo di Unione europea ci sono tutti. Per sventare la minaccia, si può solo sperare che l’estate porti consiglio.
Marco Gorra

http://www.liberoquotidiano.it/news/esteri/11811814/L-ultima-follia-di-Bruxelles-.html

L’agghiacciante esperimento di studenti danesi sull’inquinamento elettromagnetico: piante poste vicino a router wi-fi se tutto va bene non crescono, ma il più delle volte muoiono! …E voi che state leggendo quest’articolo, come vi sentite?

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L’agghiacciante esperimento di studenti danesi sull’inquinamento elettromagnetico: piante poste vicino a router wi-fi se tutto va bene non crescono, ma il più delle volte muoiono! …E voi che state leggendo quest’articolo, come vi sentite?

 

Studio danese sull’ inquinamento elettromagnetico: piante poste vicino a router wi-fi non crescono!

Cellulari, antenne, parabole, router wi-fi: queste ed altre tecnologie stanno riempendo il nostro pianeta di onde elettromagnetiche con le quali ormai conviviamo quotidianamente senza nemmeno farci caso. Ma se ci si pensa, la nostra esposizione a questi tipi di radiazioni è cresciuta esponenzialmente negli ultimi anni e in molti stanno iniziando a porsi una domanda fondamentale: ma queste onde sono nocive alla nostra salute?…

Recentemente in Danimarca, cinque studentesse hanno avviato delle sperimentazioni volte proprio a studiare le conseguenze del cosiddetto “elettrosmog”, ossia quella forma di inquinamento elettromagneticoprodotto dalle radiazioni non ionizzate.

L’idea di intraprendere questo tipo di studio è nato dal fatto che le studentesse avevamo riscontrato un vero e proprio calo del livello di attenzione a scuola, se la sera prima avevano dormito in prossimità del loro cellulare. Non disponendo delle attrezzature necessarie a svolgere esperimenti sull’uomo, le ragazze hanno deciso di analizzare gli effetti delle radiazioni sulle piante, con la speranza di capire se i tessuti biologici in generale, subivano delle conseguenze.

Le ragazze hanno collocato sei vasi di lepidium sativum, un tipo di pianta spesso usata per studi di laboratorio, in una stanza priva di onde elettromagnetiche ed altri sei vasi in una stanza esposta alle radiazioni di due router. Per giorni hanno analizzato, misurato, pesato e fotografato le piante, giungendo a dei risultati che sbalordirebbero anche i più scettici, ossia tutti coloro che da sempre sottovalutano la questione dell’elettrosmog, definendola solo il frutto di un allarmismo ingiustificato.

Le piante poste in prossimità del router non erano cresciute e, in alcuni casi, erano addirittura morte!

Per questo esperimento le ragazze hanno ricevuto il massimo dei voti in un concorso scientifico regionale ma, soprattutto, hanno canalizzato l’attenzione degli scienziati di tutto il mondo sull’elettrosmog, un problema fin troppo sottovalutato. Che sia la volta buona?

Medicina criminale – Qualcuno spieghi l’utilità di iniettare ai neonati, 30 secondi dopo il parto, la pericolosa ed inutile vitamina K1, in una soluzione piena di alluminio e alcool, il tutto all’insaputa dei genitori!

 

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Medicina criminale – Qualcuno spieghi l’utilità di iniettare ai neonati, 30 secondi dopo il parto, la pericolosa ed inutile vitamina K1, in una soluzione piena di alluminio e alcool, il tutto all’insaputa dei genitori!

È allucinante, iniettare a neonati con poche ore di vita un composto con alcool, una quantità spropositata di alluminio e vitamina K1 del tutto inutile se non dannosa… Ed il tutto senza né informare né chiedere il consenso ai genitori. È da criminali!

Ecco solo qualcosa di quello che abbiamo trovato:

Quanto tossiche sono le iniezioni di vitamina K e il vaccino dell’epatite B?

Questa é la traduzione di questo articolo:

http://www.thevaccinereaction.org/2016/03/how-toxic-are-vitamin-k-and-hepatitis-b-injections/

Chiariamo un paio di cose prima di tutto riguardo all’iniezione di vitamina K. Non è un vaccino. E non è una vitamina innocua. È una forma sintetica di vitamina K e le dosi sono di molto superiori a quanto un neonato riceverebbe naturalmente.

Nel 2003 l’Accademia Americana dei Pediatri (American Academy of Pediatrics (AAP)) pubblicò un documento medico che rifiutava l’associazione tra l’iniezione di Vitamina K che viene data alla nascita e il cancro. Il documento confermava la necessità dell’iniezione come da direttiva dal 1961 dell’AAP, per la prevenzione di emorragie derivanti da un’insufficienza di vitamina B.

L’AAP continua a sostenere che l’iniezione debba essere data a tutti I nascituri nonostante solo una piccolissima percentuale, nasca con la malattia emorragica del neonato, la quale può provocare un’emorragia al cervello.

Ma la cosa più allarmante della vitamina K, fabbricata sinteticamente è che contiene alcol benzilico, 9 milligrammi di alcol benzilico. Quindi, I dottori iniettano neonati che sono nati da pochi minuti con una soluzione contente alcol, il quale si concentra nel fegato, l’organo necessario alla disintossicazione. Ci sono tantissimi neonati che sviluppano l’itterizia dopo un paio di giorni dalla nascita. Uno degli effetti collaterali riconosciuti dell’iniezione di vitamina K, oltre a problemi respiratori e cardiaci, è – si avete indovinato – l’itterizia.

(per quanto riguarda i del vaccino per l’epatite, continuate QUI la lettura)

Da Mednat.Org:

IMPORTANTE SEGNALAZIONE
L’iniezione della Vitamina K1 (s’intende una serie di composti che derivano dal 2-metil-1,4-naftochinone, la K1 e’ chiamata anche fillochinone), ai neonati in  Italia ed in altre nazioni del mondo, viene fatta a tutti bambini appena nascono ma di nascosto o con genitori “consenzienti”, senza pero’ aver fatto leggere loro il bugiardino del farmaco.
Non hanno bisogno del vostro consenso, l’iniezione è inclusa nelle pratiche mediche che effettuano nella  sezione dove voi dichiarate di lasciare in cura il vostro bambino, al reparto nursering, per esser lavato, medicato ecc.
Per le sostanze che contiene questa iniezione (alluminio, vedi foto, sostanze che passano facilmente nel cervello del piccolo e che ecciteranno od altereranno i neuroni fin da subito, e poi nel tempo potrebbero generare problemi ….tipo intossicazione del fegato, infatti questa iniezione puo’ portare, a stress ossidoriduttivo con diminuzione dei livelli di emissione di glutatione, da parte delle cellule, anche epatiche, perche’, nel neonato specialmente, e’ stato intossicato da quelle SOSTANZE con l’iniezione di VitaminaK1, e puo’ produrre anche e non  solo emolisi), queste sostanze iniettate (vitaminaK1…) sono state sempre  e preventivamente irradiate daCobalto 60…., quindi ogni genitore avrebbe, secondo i “diritti umani“, di denunciare il Ministero della Salute Italiano per complicità premeditata in crimine organizzato !!
Segue alle volte, sempre all’insaputa dei genitori e senza scriverlo sulla cartella clinica, anche la vaccinazione per l’epatite A o B, con vaccino irradiato dal Cobalto 60, tutte sostanze in grado di scatenare anche e non solo malattie autoimmunitarie, sordità, cecità, patologie neurologicheAIDSepatite B, epatite CCancroAutismoprecoce, ecc.
due giorni dalla nascita spuntano fuori varie associazioni che vi fanno firmare la vendita del DNA del vostro figlio a Terzi (case farmaceutiche) mediante il prelievo del sangue dal tallone, per la cosiddetta prevenzione delle malattie metaboliche !
Insomma appena nasci ATTENTANO alla tua salute !

La Vitamina K1 negli USA, è stata definitivamente introdotta nei reparti di maternita’ nel 1961 in quanto le emorragie erano tante perché facevano circoncisione prima dell’8″ giorno di vita, cioe’ nel tempo in cui i valori sanguigni del bimbo si stabilizzano. In Italia non so da quando, ma credo poco dopo perché siamo una loro colonia….
La maggior parte dei neonati nella prima settimana di vita sviluppa un certo grado di ittero, che è una colorazione giallastra della pelle. L’ittero è generalmente una condizione benigna. non riesco a trovate statistiche, ma solo dati che affermano che la maggior parte quindi suppongo un 80-90% dei neonati…. siccome il 99,9% dei neonati viene trattato dalla iniezione ed oggi viene fatta in vena….non piu’ in muscolo, del Konakion….e’ facile capire da dove viene l’ittero nei neonati !
praticamente gli fanno fare una epatite = infiammazione del fegato che gli puo’ durare negli anni….
le tossine della Vitamina K1, gliele inoculano alla nascita per far sviluppare malattie…che poi vengono ancora di piu’ alimentate ed aggravate con i vaccini !
Tutto programmato da Big Pharma e filiera fin dentro gli ospedali con infermiere e medici ignoranti od in malafede !

A parte il discorso alluminio, vedi foto e porcherie varie dentro l’iniezione della VitaminaK1 (Sostanze che contiene questa iniezione), a fronte di una azione “tendenzialmente razionale” nel dare/iniettare e/o somministrare la vitamina K1, per “evitare emorragie cerebrali fatali”, sarebbe più indicato somministrare la vitamina K2 (non aditivata con sostanze tossiche come la K1 e preparate su colture batteriche), se si considera che poi l’integrazione del neonato puo’ continuare anche con vitamina D….perchè la vitamina K2 aiuta a fare si che la vitamina D3 venga assorbita e vada veramente dove deve andare, cioè nelle ossa e non nelle arterie.
Quindi a pensare bene la vitamina K1 viene data per salvare dalle emorragie, a pensar male viene data, sapendo poi dei Vaccini fatti dopo poco tempo (3 mesi), per aumentare ancora di più l’effetto di microischemia cerebrale che un vaccino puo’ causare in un neonato con barriera ematoencefalica ancora immatura (l’ittero neonatale infatti è pericoloso e viene curato proprio perchè la bilirubina potrebbe finire nel cervello e creare danni !)…. Questa e’ solo biochimica spicciola e patologia generale…
Precisazione necessaria:
le reazioni in questo caso all’alluminio (presente in VitaminaK1 e Vaccini) dipendono anche da dove arriva, cioe’ va, la sostanza tossica, se nei tessuti o fin nella cellula ed a seconda del luogo (organo), variano le tipologie di reattivita’ alle sostanze tossiche ed al metalli tossici, senza contare le reattivita’ immunitarie del soggetto che sono SEMPRE individuali e non hanno collegamento solo con la quantita’…ma anche e soprattutto con il riconoscimento della vibrazione, cioe’ con la frequenza di battimento atomico delle molecole della sostanza inoculata, che la mente/cervello detetta, rivela ed individua in realtime, attivando le opportune e necessarie reazioni di eliminazione che possono essere anche abnormi…. e se non ce la fa, ad eliminarle per le vie naturali emuntorie….sono guai…perche esse vengono facilmente trasportate anche dai macrofagi, specie nel cervello per mezzo della via linfatica) e/o incistata dalla melanina in sospensione nei liquidi corporei e depositata nei tessuti grassi (anche il cervello in particolare)…. sostanza che si puo’ rendere di nuovo disponibile in certi stati febbrili…..generando gravi problemi, anche neurologici.
Lo stesso meccanismo vale anche per TUTTI i Vaccini e le loro sostanze nocive !

Ricordo a tutti che il farmaco Vitamina K1 chiamato Konakion e’ commercializzato da Roche spa, in Italia e nei bugiardini, difficili da reperire in Italia, NON si fa cenno all’alluminio….forse perche’ l’alluminio contenuto e’ sotto i limiti di Legge…ma nelle indicazioni dell’ Ag. Farmaco del governo, si legge:
Avvertenze e precauzioni
Si rivolga al medico, al farmacista o all’infermiere prima di prendere/ di somministrare al bambino o prima che le venga somministrato Konakion.
In particolare informi il medico: – se lei/il bambino soffre di una grave malattia del fegato.
Pertanto il medico sottoporrà lei/il bambino ad esami del sangue per monitorarne la fluidità.
Bambini Non somministri Konakion a bambini di età inferiore ad 1 anno.
Tratto da:
https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/aifa/servlet/PdfDownloadServlet?pdfFileName=footer_000108_008776_FI.pdf&retry=0&sys=m0b1l3

…e’ per questo motivo che viene facilmente l’itterizia ai bambini appena nati…. per l’intossicazione del fegato, che questi criminali fanno alla nascita, e quando labarriera ematoencefalica si sta ancora rafforzando … !

Vitamina K (Konakion)
NOTA INFORMATIVA IMPORTANTE CONCORDATA CON L’AGENZIA ITALIANA DEL FARMACO (AIFA) – 26 giugno 2014
Modifica via di somministrazione da intramuscolare ad endovenosa – giugno 2014
Oggetto: Konakion 10mg/ml soluzione orale e iniettabile per uso endovenoso
Modifica via di somministrazione parenterale autorizzata da intramuscolare ad endovenosa
Gentile Dottoressa/Egregio Dottore, l’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in accordo con l’Azienda titolare AIC, Roche S.p.A, desidera comunicarLe le seguenti informazioni in materia di sicurezza relative all’uso di Konakion 10 mg/ml soluzione orale e iniettabile per uso endovenoso – fitomenadione (vitamina K1 sintetica).
Sintesi
– Durante il trattamento con Konakion sono stati segnalati casi in cui la somministrazione intramuscolare determinava un effetto di deposito ed un rilascio continuato di vitamina K1 che potevano causare difficoltà in fase di ripristino del trattamento anticoagulante oltre ad un possibile rischio di formazione di ematomi.
– Dopo attenta valutazione dei dati scientifici presenti in letteratura e di quelli di farmacovigilanza, si è ritenuto necessario, a tutela della sicurezza dei pazienti, modificare la via di somministrazione parenterale autorizzata da intramuscolare ad endovena.
– Gli operatori sanitari devono prestare attenzione alla nuova via di somministrazione del Konakion 10 mg/ml soluzione orale e iniettabile a seguito dell’aggiornamento delle informazioni sul prodotto (Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto, Foglio Illustrativo ed etichette), di cui è riportato l’estratto per pronto riferimento in allegato.
Le modalità corrette di somministrazione del farmaco sono esclusivamente la via orale e la via endovenosa.
Altre informazioni di sicurezza
– Si specifica che la somministrazione endovena di Konakion 10mg/ml era già autorizzata prima dell’aggiornamento delle informazioni sul prodotto (utilizzo limitato in caso di pericolose emorragie da anticoagulanti di tipo dicumarolico) e che tale via di somministrazione era già utilizzata nella pratica clinica descritta in letteratura.
– L’eliminazione della via intramuscolare, che tutela il paziente da un possibile effetto deposito e dal rischio di formazione di ematomi nel sito d’iniezione, non comporta alcuna limitazione terapeutica del medicinale in quanto le indicazioni autorizzate vengono coperte anche dalla via orale.
Indicazioni terapeutiche
Konakion 10 mg/ml soluzione orale e iniettabile per uso endovenoso è indicato:
In caso emorragie o pericolo di emorragie da grave “ipoprotrombinemia” (deficit dei fattori della coagulazione II, VII, IX e X) di diversa eziologia, incluso sovradosaggio di anticoagulanti di tipo cumarinico, della loro associazione con fenilbutazone ed altre forme di ipovitaminosi K (ad es. ittero da occlusione, affezioni epatiche ed intestinali, e dopo trattamenti prolungati con antibiotici, sulfamidici o salicilati).
Ulteriori informazioni
Tutte le informazioni relative alla prescrizione e agli eventi avversi di Konakion sono consultabili nelle informazioni sul prodotto attualmente autorizzate disponibili sulla Banca Dati Farmaci di AIFA (https://farmaci.agenziafarmaco.gov.it/bancadatifarmaci/).
Richiamo alla segnalazione
I medici e gli altri operatori sanitari sono tenuti a segnalare qualsiasi sospetta reazione avversa associata al medicinale KONAKION.
I medici e gli altri operatori sanitari devono, a norma di legge, trasmettere le segnalazioni di sospette reazioni avverse, tramite l’apposita scheda cartacea (reperibile sul sito http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/tipo_filecb84.pdf) o compilando online la scheda elettronica (http://www.agenziafarmaco.gov.it/sites/default/files/scheda_aifa_operatore_sanitario16.07.2012.doc) tempestivamente, al Responsabile di Farmacovigilanza della struttura sanitaria di appartenenza o, qualora operanti in strutture sanitarie private, tramite la Direzione sanitaria, al responsabile di farmacovigilanza della ASL competente per territorio.

Ulteriori informazioni
Qualora necessiti di ulteriori informazioni di natura medica sul prodotto, La preghiamo di fare riferimento al servizio di Medical Information di Roche S.p.A. al numero verde 800.31.21.55 o all’indirizzo e-mail: milano.romis@roche.com ….
cioe’ ci si affida al produttore….FOLLIA TOTALE !

 

fonti: varie dal Web

 

“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

vaccini

 

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“Niente vaccini monodose, le aziende non hanno interesse a produrli” …Non lo ha detto un manager di Big Pharma, l’ha detto in aula il nostro Ministro della Sanità… E credete ancora che questo decreto sia per la salute della gente e non per gli incassi delle lobby dei farmaci?

 

Ma questo decreto era per immunità di gregge e la salute dei cittadini o per gli incassi delle aziende farmaceutiche?
A noi il dubbio viene… E a voi?

Anche i Codacons sospetta qualcosa:

VACCINI MONODOSE: CODACONS CRITICA IL MINISTRO LORENZIN

SONO AZIENDE FARMACEUTICHE A NON VOLERLI. DA VACCINI UNIFICATI PROFITTI MILIARDARI PER INDUSTRIA DEI FARMACI

Dure critiche del Codacons al Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, che si è schierata oggi contro la possibilità di vaccini monocomponenti in Italia.
“L’unica verità è che sono le aziende farmaceutiche produttrici a non volere vaccini monocomponenti – spiega il presidente Carlo Rienzi – Questo lo hanno affermato le stesse industrie del farmaco, spiegando in modo inequivocabile come l’accorpamento di più vaccini permetta loro di fare profitti enormi e annullare la concorrenza nel settore. Non a caso l’ex Ministro della Sanità De Lorenzo è stato condannato in via definitiva per aver intascato una tangente da 600 milioni di lire dopo aver unificato due vaccini su richiesta di una casa farmaceutica”.
“Contrastare il vaccino monocomponente equivale a favorire le industrie del farmaco a totale svantaggio delle famiglie, aumentando le sostanze tossiche iniettate nei bambini ed impedendo in modo violento ai genitori di scegliere quali vaccinazioni somministrare ai propri figli” – aggiunge Rienzi.
E che l’accorpamento dei vaccini sia un business miliardario lo afferma in modo chiaro il Direttore della Glaxo SmithKline, Jean Stèphane, nel video pubblicato sul web alla pagina www.youtube.com/watch?v=TJWIINm52v0 dove spiega come la combinazione di più vaccini faccia arricchire le aziende farmaceutiche a danno della concorrenza.

da: https://codacons.it/vaccini-monodose-codacons-critica-ministro-lorenzin/

Ma VOI veramente pensate di votare ancora questa gente?

by Eles