La rivoluzione dei contadini siciliani: 3.000 ettari di grani antichi contro le Multinazionali…!

 

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La rivoluzione dei contadini siciliani: 3.000 ettari di grani antichi contro le Multinazionali…!

Di Marco Angelillo per Repubblica.it

Tornano i grani antichi in Sicilia. Tornano a riempire i campi, ricostruiscono paesaggi, arricchiscono la biodiversità di un’agricoltura che da decenni ha ridotto a poche specie super selezionate il frumento dell’isola che fu uno dei granai dell’Impero romano. Ufficialmente sono solo 500 ettari, ma c’è chi parla di 3.000. I contadini che stanno passando al biologico e al recupero delle sementi locali crescono di anno in anno, si associano, mettono in piedi filiere alimentari e fanno cultura, oltre che coltura.

“Ho convertito 100 ettari dell’azienda familiare a grano locale” confessaGiuseppe Li Rosi, uno dei più convinti sostenitori del ritorno all’antico in agricoltura, “e sono il custode di tre varietà locali, Timilia, Maiorca e Strazzavisazz”. I custodi seminano queste rarità botaniche, dedicando almeno 10 ettari a ogni coltura, si impegnano nella ricerca storica e a mantenere la purezza del seme. Li Rosi, contadino da generazioni, è anche il presidente dell’associazione Simenza, cumpagnia siciliana sementi contadine, che mette insieme settanta produttori “ma altri cento sono pronti a entrare”, assicura Giuseppe. La sperimentazione, oltre alla conservazione, è all’ordine del giorno nella Cumpagnia: si coltivano campi anche con miscugli di sementi, un procedimento diametralmente opposto alla tecnica moderna, che ricerca l’uniformità, lo standard in nome della quantità.

Nei campi di Simenza, invece, variabilità e mescolanza innescano una selezione naturale che fortifica le spighe e che non ha bisogno della chimica, si adatta alle condizioni ambientali, alla composizione e all’esposizione del terreno. Serve solo un po’ di pazienza: il secondo e il quarto anno la produzione subisce incrementi significativi. Il risultato biologico è sorprendente: basta attendere solo qualche ciclo semina-raccolto-semina e alla fine ogni azienda avrà un mix diverso di grani che collaborano tra loro, naturalmente. Questa biodiversità è foriera di almeno due vantaggi: una miglior competitività contro le specie infestanti e un naturale adattamento al cambiamento delle condizioni climatiche. È il principio della selezione partecipata, promosso a livello nazionale dall’Aiab, associazione italiana per l’agricoltura biologica.

In Sicilia, il ritorno dei grani antichi sta trasformando anche il paesaggio. Sui Nebrodi, per esempio, il frumento era scomparso da tempo. Quest’anno 50 ettari di grano hanno riportato l’agricoltura in montagna. Un ritorno analogo si sta manifestando sulle Madonie e sui Peloritani. Non è un processo facile. Le leggi sulle sementi favoriscono le multinazionali del settore: un pugno di aziende controllano quasi il 60% dell’industria sementiera e non sembrano preoccuparsi di pochi nostalgici delle coltivazioni tradizionali. Inoltre il Tips, l’accordo commerciale internazionale, proibisce lo scambio di semi tra gli agricoltori, rendendo ardua la possibilità di conservare e tramandare quelli autoctoni. “Ci è concessa solo la modica quantità”, ammette Li Rosi.

Tuttavia, il movimento siciliano per liberare la produzione di cibo dalle leggi delle colture intensive e inquinanti è vasto. Le facoltà di Agraria sono gettonatissime e la ricerca avanza: a Caltagirone esiste una Stazione consorziale sperimentale di granicoltura che dipende dall’assessorato regionale all’agricoltura e che ha redatto un catalogo di oltre 250 varietà di grano e di 50 leguminose siciliane.

Anche la medicina non sta a guardare. Antonio Milici, neurologo e neuropsichiatra, reduce dal recente convegno “Grani antichi siciliani: ambiente e salute”, organizzato da Adas, l’associazione per la difesa dell’ambiente e della salute, punta l’attenzione sul legame tra malattie e alimentazione: “è strettissimo”, afferma. “Dalla celiachia alle intolleranze, dal diabete all’ipertensione, ai problemi cardiovascolari, il sistema immunitario è messo a dura prova dalle sostanze che il nostro corpo assume quotidianamente”. Com’è ormai noto ai più, tutto si lega: stile di vita, alimentazione, attività fisica, gestione delle emozioni. Non si tratta solo del fisico, perché si stanno studiando correlazioni che a prima vista potrebbero sembrare azzardate: “Alcune malattie della psiche possono avere come concausa un’alimentazione basata su cibi non sani o alterati dalla chimica”, afferma Milici.

Siamo quello che mangiamo: il ritorno dei grani antichi, allora, potrebbe influire notevolmente sul nostro benessere psico-fisico. E difendere l’ambiente e la salute come fossero due facce della stessa medaglia, è la risposta più appropriata per recuperare l’armonia perduta.

 

fonte: http://www.repubblica.it/ambiente/2016/04/28/news/la_rivoluzione_dei_contadini_siciliani_3_000_ettari_di_grani_antichi_contro_le_multinazionali-138634847/#gallery-slider=138635431

Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

 

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Per rinfrescarVi la memoria – Ecco come l’UE uccide il Made in Italy detassando l’olio tunisino e aumentandone le importazioni. Il tutto con il vergognoso voto favorevole del Pd…!!

Riportiamo quanto pubblicato un anno fa. Perchè, purtroppo, abbiamo la memoria corta e come ci siamo dimenticati che abbiamo a capo del primo partito Italiano ed alla segreteria del Governo gente che aveva giurato di lasciare la politica, si siamo dimenticati di porcate come questa…

 

Dal Blog di Beppe Grillo

Il Pd vota per l’invasione dell’olio tunisino e uccide il made in Italy

Oggi muore il Made in Italy. Con i voti favorevoli di Alessia Mosca (Pd), Goffredo Bettini (Pd) e dei gruppi Ppe, S&D e Alde la Commissione Commercio Internazionale del Parlamento europeo ha approvato l’importazione senza dazi di una quota annua di 35.000 tonnellate di olio d’oliva dalla Tunisia. Questa ulteriore quota si aggiunge alle 56.700 tonnellate annue già previste dall’accordo di associazione UE-Tunisia e sarà in vigore per due anni.

Un aumento del 40% di importazione di olio distruggerà la produzione olivicola pugliese, siciliana e non solo. È uno schema suicida per l’economia del Sud Europa, così come dimostrato dai precedenti accordi con il Marocco, che hanno contribuito a distruggere la produzione di arance nel Sud Italia e causato indirettamente tensioni sociali, come quelle vissute a Rosarno.

Dietro l’invasione dell’olio tunisino ci sono precisi interessi economici in gioco: l’obiettivo è quello di affossare i piccoli e medi produttori del Sud Italia, mentre ai grandi viene data la possibilità di comprare a prezzo stracciato l’olio extraeuropeo per poi spacciarlo Made in Italy, come in passato già dimostrato dalle inchieste della magistratura.

L’agricoltura italiana, ancora una volta, viene usata come merce di scambio per la politica internazionale. La Mogherini, che ha ideato il piano, conosce le conseguenze economico-sociali di questa politica iper-liberista?

L’Europa sta già facendo molto per il popolo tunisino. Nel 2011 anni ha stanziato nel programma di macro assistenza finanziaria ben 800 milioni di euro. Nel 2015 sono stati erogati 100 milioni di euro, una prima tranche di un prestito complessivo di 300 milioni. Perché adesso questa ulteriore apertura? Alcuni sospetti nascono dagli interessi economici dell’attuale primo ministro tunisino. Habib Essid è, infatti, uno dei maggiori produttori di olio del Paese e dal 2004 al 2010 è stato persino direttore esecutivo del Consiglio oleicolo internazionale. Con questa importazione senza dazi si vuole aiutare il popolo tunisino o gli affari dei suoi governanti?

Il MoVimento 5 Stelle si opporrà e difenderà con tutti i mezzi la produzione e l’eccellenza italiana, già a partire dalla prossima plenaria quando il testo verrà votato per l’approvazione definitiva. Il Pd può dire lo stesso?

Dal Web

L’ UE detassa l’olio tunisino e ne aumenta le importazioni.Così muore l’olio italiano…

La UE autorizza lo sbarco di olio tunisino esentasse in Italia, contribuendo a mettere in difficoltà produzione e commercio italiano del settore.

Questo provvedimento di “razzismo economico” andrà ad aiutare i tunisini e a penalizzare i produttori di olio  italiani abbandonati a se stessi, i quali già faticano a far rispettare il marchio Made in Italy in tutto il mondo. I produttori, giustamente, temono un abbassamento dei prezzi eccessivo, causato dall’arrivo massiccio di altro olio tunisino a basso costo, perchè detassato.

In questo modo non si ferma l’invasione dell’olio tunisino. Anzi, raddoppia. Già le importazioni dal Paese africano sono aumentate del 734% nel 2015, diventando il nostro terzo fornitore dopo la Spagna, dopo la sua detassazione questa invasione a che livello arriverà?

La cosa strana è che nel 2015  l’Italia si è confermata il principale importatore mondiale di olio d’oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale. Qualcosa non torna..

Produciamo uno dei migliori oli del mondo e allo stesso tempo siamo leader nell’importazione di olio farlocco. Ed ora, con la misura presa dal Parlamento Europeo di detassare l’olio tunisino, le importazioni sono destinate ad aumentare, e il VERO olio made in italy, sovrattassato e ivato, a soccombere.

Ma non finisce quì, sembra proprio che questo provvedimento dell’ UE di agevolare l’olio tunisino per aumentarne l’importazione, fosse stato preso proprio per mettere in difficoltà  l’Italia e non gli altri paesi dell’ unione. Infatti come riferisce ILGIORNALE.it :

<<OVVIAMENTE LA DECISIONE DELL’EUROPA AVRÀ LE CONSEGUENZE MAGGIORI PROPRIO IN ITALIA. È NOTO, INFATTI, CHE SIAMO TRA I MAGGIORI PRODUTTORI DI OLIO D’OLIVA DI QUALITÀ. E, SOPRATTUTTO, IL NUOVO OLIO TUNISINO “AGEVOLATO VA AD AGGIUNGERSI ALLE ATTUALI 56.700 TONNELLATE A DAZIO ZERO GIÀ PREVISTE DALL’ACCORDO DI ASSOCIAZIONE UE-TUNISIA, PORTANDO IL TOTALE DEGLI ARRIVI ANNUALE OLTRE QUOTA 90MILA TONNELLATE, PRATICAMENTE TUTTO L’IMPORT IN ITALIA DAL PAESE AFRICANO”. INSOMMA, L’EUROPA IMPORTERÀ 90MILA TONNELLATE DALLA TUNISIA. CHE GUARDA CASO, SONO PROPRIO LE TONNELLATE DI IMPORTAZIONE CHE FA L’ITALIA.>>

E’ abbastanza chiaro quindi che queste 90mila tonnellate di olio tunisino detassato e a basso costo arrivino tutte in Italia, a mettere i bastoni tra le ruote ai nostri produttori.

Una vera e propria strategia per condannare a morte l’olio italiano, che evita anche il boicottaggio di quello farlocco. Infatti,anche se i consumatori volessero, boicottare l’olio tunisino, si imbatterebbero in un’impresa ardua quasi impossibile.
Il problema è che troppo spesso non si capisce quando si sta per acquistare un olio “importato”. Il rischio concreto è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva provenienti dall’estero che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori.

 

Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

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Salviamo le api – La petizione di Greenpeace per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api. Firma anche TU, salvare le api significa salvare il Pianeta, ricordalo…!

 

Salviamo le api

Le api sono in declino, minacciate da pesticidi, perdita di habitat, monocolture, parassiti, malattie e cambiamenti climatici, ma possiamo fare subito qualcosa di concreto per salvarle!
Unisciti a noi per chiedere al Governo Italiano e alla Commissione Europea la messa al bando definitiva dei pesticidi dannosi per le api!

Nel 2013 la Commissione Europea ha proibito temporaneamente determinati usi di alcuni pesticidi neonicotinoidi che, secondo una valutazione dell’EFSA (Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare) sono responsabili del declino delle api e di altri insetti impollinatori.

Nel 2017 l’Europa e i Paesi membri decideranno se mantenere, estendere o annullare il bando europeo. E’ IL MOMENTO DI FAR SENTIRE LA NOSTRA VOCE!

Con la tua firma chiedi al Governo Italiano e alla Commissione Europea:

  • Di mettere al bando, per sempre, i pesticidi dannosi per le api
  • Di aumentare i finanziamenti per la ricerca, lo sviluppo e l’applicazione di pratiche agricole ecologiche

Le api sono già in forte declino e a farne le spese sono l’ambiente, il nostro cibo e l’agricoltura. Le api, infatti, non producono solo miele. Dalla loro opera di impollinazione dipende un terzo degli alimenti che consumiamo abitualmente – come mele, fragole, pomodori e mandorle – e la produttività del 75% delle nostre principali colture agricole.

L’attuale sistema di agricoltura industriale basato sulla dipendenza dai pesticidi chimici, come i neonicotinoidi, non è più sostenibile!
Recenti studi hanno confermato che i neonicotinoidi danneggiano non solo le api, ma anche i bombi, le farfalle, gli insetti acquatici e persino gli uccelli, con possibili ripercussioni su tutta la catena alimentare.

Dobbiamo agire subito! Unisciti a noi per fare pressione su Governo italiano e Commissione Europea, firma ora la petizione. LA TUA FIRMA E’ IMPORTANTE: insieme possiamo ottenere la messa al bando di questi pesticidi, per sempre!

vai QUI per firmare

La proposta del Codacons: La vera manovra antispreco? Tagliare gli invincibili 500 enti inutili, sanguisughe da 10 miliardi di euro…!

enti inutili

 

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La proposta del Codacons: La vera manovra antispreco? Tagliare gli invincibili 500 enti inutili, sanguisughe da 10 miliardi di euro…!

Gli invincibili 500 enti inutili sanguisughe da 10 miliardi

È un tema spinoso che era stato inserito tra le priorità del governo, insieme alla riforma della pubblica amministrazione e alla riduzione delle imposte. Invece dopo circa un anno di legislatura il nodo dell’ abolizione degli enti inutili è ancora nel cassetto di Renzi, così come l’ ha lasciato il commissario Cottarelli. E mentre la riforma della pubblica amministrazione marcia a rilento in Parlamento e di tagliare le tasse non se ne parla più, anche questo capitolo importante della spending review sembra sparito dall’ agenda del governo. Resistere, è il mantra di questa miriade di medie e piccole strutture mangiasoldi sopravvissute a tutte le velleità di cambiamento dei diversi governi. Il caso del Cnel è solo la punta di un’ iceberg. Prima del commissario Cottarelli fu l’ allora ministro della Semplificazione Roberto Calderoli a individuare 1.612 enti da eliminare perchè “dannosi”. Non se n’ è fatto nulla. Vivono ancora i Tribunali delle acque, i Bacini imbriferi montani, gli Ato e i 138 enti parco regionali nonché la pletora dei consorzi di bonifica. I carrozzoni sono ricchi di storie paradossali. Una “autodenuncia” è stata raccolta dall’ Adnkronos. “Sogno di andare a casa, di lasciare l’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione, è medievale. Si sbrighino a chiuderlo”, si sfoga il commissario straordinario Donato De Carolis dell’ ente autonomo Fiera dell’ Ascensione di Francavilla Fontana nel brindisino, finito più volte negli elenchi, sempre ufficiosi, degli enti inutili. “Il mio incarico era per sei mesi – racconta De Carolis – è durato sei anni e sono ancora qui. Non ci sono più dipendenti, perché sono andati in pensione, ma il patrimonio resta ed è inutilizzato. Va chiuso, non ha più ragione di vita”. Il Codacons mettendo insieme diversi censimenti ha calcolato che sono oltre 500 questi casi sanguisuga che pesano sulle casse dello Stato per circa 10 miliardi di euro all’ anno. Dall’ Unione italiana Tiro a Segno fino al Centro piemontese di studi africani, passando all’ Istituto di sviluppo ippico per la Sicilia e a quello per la conservazione della gondola e la tutela del gondoliere a Venezia. Resiste l’ Istituto Regionale per le Ville Tuscolane. Qui nessuno teme la soppressione e invitano a leggere la mission strategica sul sito: l’ ente è chiamato a “promuovere, divulgare e incentivare la conoscenza delle Ville”, oltre a curarne la manutenzione, dello stabile, e anche dei giardini. Peccato che alcune aprono solo qualche giorno all’ anno in occasioni speciali, altre si possono vedere solo su appuntamento. Tra gli enti miracolosamente scampati ai diversi tentativi di riordino c’ è anche l’ Unione Nazionale per la Lotta contro l’ Analfabetismo. Un problema, quello dell’ analfabetismo, che resta secondo, gli ultimi dati Istat, ma in modo estremamente ridotto. Se nel 1961 riguardava l’ 8,7% degli italiani nel 2011 circa l’ 1% della popolazione. Continua a esistere Arcus, creata dieci anni fa dall’ ex ministro dei Beni culturali Giuliano Urbani. Il governo Monti l’ aveva chiusa, poi durante la discussione di un decreto del governo di Enrico Letta un emendamento della forzista Elena Centemero l’ ha resuscitata, con l’ assenso bipartisan. Sopravvive pure l’ Istituto per lo sviluppo agroalimentare, anch’ esso decretato inutile da Monti e poi rianimato in Parlamento. Al pari dell’ Istituto per il commercio estero, che poi se l’ è cavata con la trasformazione in Agenzia. Ha corso il rischio di chiusura pure l’ Ente nazionale per il Microcredito fondato da Mario Baccini. Monti aveva chiuso anche questo, ma il solito emendamento lo ha fatto resuscitare. Che dire poi dell’ Enit, più volte finita nella lista degli enti inutili. Il ministro Franceschini gli ha ridato ossigeno annunciando l’ approvazione definitiva dello statuto che chiude la fase di commissariamento e rende operativa la riforma dell’ agenzia.

I “vampiri energetici” esistono, stanno intorno a noi e ci fanno malissimo. Come riconoscerli e starne alla larga!

 

vampiri energetici

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I “vampiri energetici” esistono, stanno intorno a noi e ci fanno malissimo. Come riconoscerli e starne alla larga!

 

18 caratteristiche dei vampiri energetici

Identificare le persone tossiche rappresenta un passo molto importante per la nostra crescita emotiva perché ci consente di sapere chi allontanare o avvicinare nella nostra vita. Se si tratta di una persona che conosciamo a malapena, potremo escluderlo; se si tratta di una persona cara, dobbiamo sforzarci di farci valere e di essere decisi quando diciamo “non posso”, “non voglio” o “non sono d’accordo”.

I vampiri energetici sono ovunque

È importante essere sicuri di se stessi, agire con determinazione e usare la nostra facoltà di decisione. Purtroppo i vampiri energetici esistono in tutti i contesti della nostra vita, il che significa che dobbiamo imparare a identificarli e a proteggerci da loro. Parlo spesso al maschile ma mi riferisco anche al gentil sesso…la negatività non fa differenze di sesso, ceto sociale, cultura e razza.

Il vampiro energetico può essere paragonato a un ragno: egli tende la sua tela fitta e resistente con grande pazienza, la sua vittima vi si poggerà sopra e il ragno gli si avvicinerà per divorarlo ancora in vita, mentre viene paralizzato.Quali sono le 10 caratteristiche che aiutano a smascherare le persone tossiche?

Per rendere il concetto più comprensibile dei danni che un vampiro energetico può arrecare possiamo fare l’esempio del fumo: avere a che fare con un vampiro energetico è’ come entrare in una stanza piena di fumo. Uscendo, i nostri abiti, la pelle, il corpo, sono impregnati di quell’odore.

Allo stesso modo, trovandoci in mezzo alla negatività emotiva, possiamo impregnarci di energie che mettono in subbuglio la psiche e le emozioni. Quando inaliamo degli odori forti, il corpo reagisce respingendoli e prevenendo l’accesso al tratto respiratorio. Succede di tossire, di non riuscire a respirare, di secernere lacrime per ripulirci dalle molecole che ci invadono.

In termini energetici, lo stesso accade al contatto con un’energia negativa: provoca una reazione emotiva e fisica che mette a dura prova il nostro essere.

Caratteristiche dei vampiri energetici

1) Chiedono un parere e lo svalutano, qualsiasi cosa rispondiate: quello che dicono gli altri per loro non ha alcun valore

2) Sono estremamente permalosi: si offendono facilmente, odiano l’autoironia

3) Minimizzano le cose positive e ingrandiscono tutte le negative

4) Le cause dei loro mali sono sempre dovute a fattori esterni

5) Si lamentano continuamente, sono poco attente agli altri e non sono delle buone ascoltatrici

6) Qualsiasi cosa diciate, loro riusciranno a vertere il discorso sulla propria vita

7) Sono spesso opportunisti

8) Non sopportano le lamentele altrui

9) Se raggiungono risultati positivi gli danno scarsa importanza svalutandone il valore e pensando che non basti mai (per loro la vita non è mai sufficiente

10) Spesso godono a far le vittime e sono abbastanza teatrali

11) Non si risparmiano di fare commenti negativi o di spettegolare sugli altri

12) Si aspettano il peggio: saltano subito alle conclusioni negative; si aspettano infatti sempre il peggio dalla vita e hanno la distorta consapevolezza che le cose non andranno mai nel verso giusto. E’ sorprendente come molti problemi non esisterebbero se la nostra mente non li inventasse!

13) Negano la verità: accampano scuse quando qualcosa non è andato per il giusto verso; tendono a dare la colpa alle circostanze sfavorevoli, alla sfortuna…..

14) Non amano le responsabilità: non amano assumersi la responsabilità per come stanno le cose nella loro vita. Se commettono errori e cadono, ne fanno un dramma: la solita tiritela “tutte a me” “Che sfortuna”……

15) Amano compiacere in maniera subdola: sono molto attenti alla forza di chi gli sta intorno. Per conquistare una certa fiducia appaiono come persone dai valori alti, persone carine e tranquille. Chiaramente, vi stanno solo studiando. Essi, parleranno con le vostre parole dopo non molto tempo che li conoscete. Diranno esattamente ciò che volete sentirvi dire, pur di avervi.

16) Sono bugiardi: articolano la verità e i fatti a loro piacimento pur di destare in voi la necessaria meraviglia per raggiungere una certa complicità.  Cosa ancora più terribile, per farsi accettare vi diranno, mentendo o giocando con la verità, che l’ambiente in cui vivono è ostico nei loro confronti al punto di rendersi completamente dipendenti da voi sul piano morale, fisico ed economico.

17) Sono adulatori: siete la persona più bella del mondo, la più brava, intelligente, capace e forte. Fanno continui paragoni: “Ecco, questo lei/lui non lo faceva…tu sì. Questo lei/lui non me lo ha mai detto…tu sì…” e via discorrendo. Ma ci vien da chiedere: “Tu, lo hai mai fatto o detto per primo?”…ma soprattutto…è vero? E’ chiaro che vi sta ingraziando per ottenere da voi quello che gli serve.

18) Si costruiscono un personaggio: nella vita reale, sono dei falliti, ma nell’etere (nel web) credono di avere una personalità straordinaria e per un po’ il gioco riesce…finché, ahimé, non vengono smascherati. Allora scopriremo, con tristezza, che parlavamo con un’immagine di quello che a loro sarebbe piaciuto diventare ma che è ben lontana dalla realtà.

Il distacco dai vampiri energetici

Per prevenire la contaminazione energetica è fondamentale esercitarsi al distacco. Solo con un rigoroso allenamento individuale, sia fisico che mentale, potremo impedire che si di aggancino a noi. Davanti all’energia negativa dovete essere come una porta divisoria, sbarrandone l’ingresso. Questo implica più impegno di una semplice  comprensione o consapevolezza mentale. Proviamo piuttosto a circondarci di persone positive….il mondo è pieno di donatori di energia positiva.

fonte: http://psicoadvisor.com/18-caratteristiche-dei-vampiri-energetici-2471.html

Per non dimenticare – GranoSalus: i risultati delle analisi su pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro: sono pieni di Don, Glifosate e Cadmio… E a noi queste porcherie ce le fanno mangiare…!!

GranoSalus

 

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Per non dimenticare – soprattutto quando andiamo a fare la spesa – ecco l’articolo del febbraio scorso, sempre attuale:

GranoSalus: i risultati delle analisi su pasta Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro: sono pieni di Don, Glifosate e Cadmio… E a noi queste porcherie ce le fanno mangiare…!!

Ormai lo dicono le analisi, quelle vere che non mettono le stellette, come fa Altroconsumo, ma attribuiscono dei numeri reali ai contaminanti più pericolosi presenti quotidianamente sulle nostre tavole. In tutte le marche sono presenti Don, Glifosate e Cadmio entro i limiti di legge per gli adulti. Almeno due marche di spaghetti superano i limiti di Don per la tutela della salute dei bambini. Confermata attività di miscelazione tra grani esteri e nazionali. Solo il piombo è risultato assente dalle analisi.Dubbi sul marchio di Puglia: garantisce per davvero il 100% dell’ origine del grano?

Se le marche più blasonate e diffuse nel Paese contengono tracce di questi contaminanti, sia pur entro i limiti di legge, vuol dire che ogni italiano ne assume piccole dosi giornaliere attraverso pasta e altri derivati del grano. E non c’è affatto da stare tranquilli specie se si considera l’effetto combinato che queste sostanze potrebbero provocare insieme, anche a bassi dosaggi. Cosa prevede il principio di precauzione? Ci sono prove che l’effetto sinergico di più contaminanti a basse dosi non faccia danni alla salute?

Dal Test GranoSalus, almeno due marche, Divella e La Molisana, superano i limiti che la legge impone per i bambini sul DON. Ma la coopresenza di Don, Glifosate e Cadmio negli spaghetti Barilla, Voiello, De Cecco, Divella, Garofalo, La Molisana, Coop e Granoro 100% Puglia, rivela un’attività di miscelazione tra grani esteri e grani nazionali vietata dai regolamenti comunitari.

I grani duri del Sud non dovrebbero presentare queste sostanze pericolose! Il condizionale è d’obbligo, perché se un marchio come Granoro 100% Puglia presenta tracce di questi contaminanti, beh, c’è qualcosa che non funziona nel disciplinare della Regione Puglia che ha concesso in licenza d’uso il marchio alla ditta Granoro e negli stessi controlli della Regione.

La prassi di miscelare grani contaminati con grani privi di contaminazione al fine di ottenere partite mediamente contaminate (sia pur entro i limiti di legge) è vietata dall’ Europa.

Il Reg. CE 1881/2006 al comma 2 dell’ art 3 prevede che:

I prodotti alimentari conformi ai tenori massimi di cui all’allegato non possono essere miscelati con prodotti alimentari in cui tali tenori massimi siano superati”.

Tale divieto opera anche nei confronti della detossificazione. Il comma 3 dell’ art 3 recita:

I prodotti alimentari da sottoporre a cernita o ad altri trattamenti fisici per abbassare il livello di contaminazione non possono essere miscelati con prodotti alimentari destinati al consumo umano diretto, né con prodotti alimentari destinati a essere impiegati come ingredienti alimentari”.

Ecco la prima tabella delle analisi realizzate da GranoSalus presso primari laboratori europei accreditati, che dimostra quanto sia ancora lontana una politica zero residui da parte dell’ industria italiana. Con la raccolta fondi avviata dalla nostra associazione realizzeremo altre analisi su altri contaminanti. Ecco perché è necessario sostenere GranoSalus

Le analisi sono state effettuate sugli spaghetti.

Barilla & Voiello. La pasta Barilla e la pasta Voiello, che sono due paste dello stesso gruppo, presentano, rispettivamente, per ciò che riguarda la micotossina DON 161 ppb (parti per miliardo) e 180 ppb.

Per ciò che riguarda il Glifosate – sempre con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano, rispettivamente, 0,102 milligrammi per chilogrammo e 0,050 milligrammi per chilogrammo.

Per ciò che riguarda il Cadmio – ancora con riferimento alla Barilla e alla Voiello – presentano 0,032 milligrammi di Cadmio per chilogrammo e 0,036 sempre di questo metallo pesante.

Il piombo, per fortuna, non è presente.

Questo significa che Barilla e Voiello utilizzano grani duri esteri, anche se Voiello dichiara di utilizzare solo grani italiani (varietà Aureo e Svevo).

De Cecco. Gli spaghetti della De Cecco presentano 80 ppb di micotossine DON, 0,052 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,042 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la De Cecco utilizza grano duro straniero.

Divella. Gli spaghetti Divella presentano 381 ppb di micotossine DON, 0,110 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,044 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Divella usa grano duro estero e questi spaghetti sono fuori norma per i bambini.

Garofalo. Gli spaghetti della Garofalo presentano 199 ppb di micotossine DON, 0,062 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,021 milligrammi per chilogrammo di Cadmio. Anche la Garofalo acquista grano duro estero.

La Molisana. Gli spaghetti de La Molisana presentano 253 ppb di DON, 0,033 milligrammi per chilogrammo di glifosate e 0,035 di Cadmio. Anche la Molisana acquista grano duro estero e si presenta fuori norma per l’alimentazione dei bambini.

Spaghetti a marchio Coop. Questi spaghetti presentano 128 ppb di micotossine DON, 0,013 di glifosate e 0,027 di Cadmio. Stessa musica: anche la catena di distribuzione Coop si fa preparare la pasta fatta con grano duro estero.

Granoro 100% Puglia. Anche questa pasta presenta 99 ppb di micotossine DON, 0,039 di glifosate e 0,018 di Cadmio. Come sopra: anche questa pasta si sospetta sia fatta con l’aggiunta di grano duro estero.

Ma cosa sono questi contaminanti?

Il DON

E’ un composto tossico prodotto da alcuni funghi appartenenti al genere Fusarium. In particolari condizioni ambientali, quando la temperatura e l’umidità sono favorevoli, questo fungo può produrre micotossine. Avviene nel Canada e in tutte quegli areali umidi al di sopra del 45° parallelo, dove non ci sono le condizioni naturali per la coltivazione del grano duro. Infatti, questa micotossina entra nella filiera alimentare attraverso grano contaminato quasi sempre di provenienza estera. La presenza di DON negli alimenti e nei mangimi può essere nociva per la salute umana e degli animali poiché può causare effetti diversi di vario tipo. Secondo lo IARC, il Don è stato catalogato a livello 2B come probabile sostanza cangerogena.

Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questa micotossina, grazie alle condizioni climatiche seccagne.

Mentre dai dati forniti dalla U.S. Weath Associates oltre il 50% del grano (CWAD Canadese) prodotto nel 2016 ha un livello di DON pari a 4700 ppb e dai dati forniti dal Canadian Grain Commission circa il 73,6% del loro grano (CWAD N° 3) presenta danni da fusarium.

Il Glifosate

E’ uno degli erbicidi disseccanti più diffuso al mondo.

Il glifosato viene ampiamente usato in preraccolta negli USA e Canada nelle coltivazioni di grano duro, per favorirne la maturazione artificiale, con conseguente presenza di residui nel grano raccolto e nelle farine che ne derivano.

La legislazione europea dal mese di agosto 2016 vieta l’uso di glifosato in pre-raccolta per il grano duro, ma dal Test GranoSalus emerge la presenza di Glifosate nella pasta, a dimostrazione che il divieto operante in Italia viene bypassato dai pastifici ricorrendo alla miscelazione con grani contaminati extra-Ue, di cui si celebrano solo gli aspetti reologici (tenori proteici, indice di glutine, indice di giallo,etc).

Di solito la pasta realizzata esclusivamente con i grani del Sud è priva di questo erbicida, grazie alle condizioni climatiche seccagne che fanno maturare naturalmente il nostro grano.

L’Agenzia per la ricerca sul cancro IARC (OMS) di Lione ha classificato il principio attivo come un “probabile cangerogeno per l’uomo”.

Il Cadmio

Il cadmio è un metallo pesante che penetra nell’ambiente sia da fonti naturali, come le emissioni vulcaniche e l’erosione delle rocce, sia dalle attività industriali e agricole. Si trova nell’aria, nel suolo e nell’acqua e, in un secondo tempo, può accumularsi nelle piante e negli animali. Il cadmio è tossico innanzitutto per i reni, ma può causare anche demineralizzazione ossea ed è stato classificato come cancerogeno per gli esseri umani dall’Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro[1]. Gli alimenti rappresentano la principale fonte di esposizione al cadmio per la popolazione di non fumatori. Cereali e prodotti a base di cereali, verdure, noci e legumi, radici amidacee e patate, come pure carne e prodotti a base di carne sono quelli che contribuiscono maggiormente all’esposizione umana. Alti livelli sono stati riscontrati anche in altri alimenti (ad es. alghe, pesci e frutti di mare, integratori alimentari, funghi e cioccolato), ma siccome essi vengono consumati in minor quantità, non vengono considerati fonti importanti di esposizione.

Il gruppo di esperti scientifici sui contaminanti nella catena alimentare dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare ha ridotto la dose settimanale ammissibile (TWI)[2] per il cadmio a 2,5 microgrammi per chilogrammo di peso corporeo (µg/kg pc), basandosi sull’analisi di nuovi dati. Il TWI è la dose alla quale non sono previsti effetti avversi.

Da dove arriva il grano contaminato?

Il Canada, grazie al Canada Grain Act (CGA) e alla Canadian Grain Commission (CGC), che riporta direttamente al Ministero dell’ Agricoltura, ha sviluppato una legislazione e una politica strutturale per coltivare ed esportare grano duro ed altri cereali, gestendo così l’offerta a livello mondiale. Il Canada consapevole delle probabili difficoltà, in termini qualitativi-sanitari, ha investito sia in logistica che in altri servizi aggiuntivi per supportare quello che possiamo definire un vero e proprio sistema commerciale, liberalizzato in parte solo da pochi anni, e teso ad esportare nel mondo cereali con seri problemi per la salute pubblica. La Commissione stabilisce qualità e standard del grano; regola la manipolazione, il trasporto e lo stoccaggio di grano in Canada; fornisce servizi di protezione al produttore e intraprende iniziative di ricerca sul grano e sui prodotti derivati.

Del resto sono gli stessi dati doganali a confermare che da questo Paese arriva sui nostri porti solo grano scadente come vi abbiamo spiegato in questo articolo qui.

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[1] IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro), 1993. Berillio, cadmio, mercurio ed esposizioni nell’industria vetraria. Monografie IARC sulla valutazione del rischio carcinogenico delle sostanze chimiche per l’uomo, vol. 58. Lione, Francia, pag 444.

[2] Il livello tollerabile di assunzione settimanale (TWI) è il quantitativo di una determinata sostanza che può essere consumato ogni settimana per tutto l’arco della vita senza provocare effetti apprezzabili sulla salute dei consumatori. Nel 1988 il comitato congiunto FAO/OMS di esperti sugli additivi alimentari (JECFA) aveva fissato un TWI provvisorio per il cadmio di 7 µg/kg pc.

 

 

 

tratto da: http://www.inuovivespri.it/2017/02/27/granosalus-i-risultati-delle-analisi-sulla-pasta-barilla-voiello-de-cecco-divella-garofalo-la-molisana-coop-e-granoro-100-puglia/

Obama a Milano ci ha parlato di cibo sano. Si, Obama, quello che voleva avvelenarci con le schifezze imposte con il TTIP…!

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Obama a Milano ci ha parlato di cibo sano. Si, Obama, quello che voleva avvelenarci con le schifezze imposte con il TTIP…!

 

Obama a Milano parla di cibo sano: e le schifezze che voleva imporci col TTIP?

di Tiziana Beghin, Efdd – MoVimernto 5 Stelle Europa.

“Barack Obama è stato l’ospite d’onore di Seeds and Chips, il summit internazionale dedicato all’alimentazione e all’innovazione. Nel suo discorso ha sottolineato l’importanza del mangiare sano. Un ragionamento che non fa una piega, se non fosse che proprio Obama abbia cercato in tutti i modi di abbassare gli standard europei imponendo all’Europa il TTIP!

Carne agli ormoni, colture OGM, polli lavati con il cloro, senza dimenticare l’abuso di antibiotici negli allevamenti intensivi e l’uso di pesticidi non conformi alla normativa europea. Ecco il vero volto del TTIP di Obama. La sinistra benpensante che oggi lo applaude è la stessa che per anni, negoziando il TTIP, ha cercato svendere il mercato europeo a quello americano e alle sue multinazionali. L’apologia di Obama sul mangiar sano è una fiera dell’ipocrisia!

L’obiettivo degli Stati Uniti di Obama era quello di rimuovere tutte le barriere al commercio e azzerare i dazi di ingresso. In Italia e in tutti i Paesi europei sarebbero entrati alimenti e prodotti altamente nocivi o le cui conseguenze sulla salute delle persone sono oggi sconosciute. Negli Stati Uniti vengono considerate barriere i regolamenti europei che vietano l’uso di sostanze potenzialmente nocive nell’agricoltura e nell’allevamento, come per esempio certi di pesticidi o gli OGM. E infatti i prodotti americani che più avrebbero beneficiato del TTIP, secondo uno studio reato dall’amministrazione Obama, sono la carne (+965%), il latte in polvere (+900%), il formaggio (+987%), ma soprattutto il pollo (+33.500%) e il maiale (+4.000%).

Persino l’ONU aveva chiesto la sospensione del TTIP giudicandolo dannoso, non solo per la salute dei consumatori, ma anche per la democrazia e la sopravvivenza delle piccole e medie imprese, vera ossatura dell’economia europea.

Il Movimento 5 Stelle è l’unica forza politica italiana a denunciare le gravi conseguenze del TTIP, la cui fine non è ancora ufficialmente arrivata”.

fonte: http://www.movimento5stelle.it/parlamentoeuropeo/2017/05/obama-a-milano-parla.html

La Grande bufala del “CLINICAMENTE TESTATO” !!

Grande bufala

 

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La Grande bufala del “CLINICAMENTE TESTATO” !!

 

“Clinicamente Testato” o “Dermatologicamente Testato” altro non sono che una presa in giro delle aziende nei confronti del consumatore. …Nessun controllo, nessuna garanzia certificata e nessuna sicurezza reale per la pelle.

 

Se trovate scritte queste interessanti paroline sul prodotto da voi acquistato, altro non significa che semplicemente hanno fatto dei patch test con il prodotto finito, cioè, l’azienda ha preso un cerotto, ci ha messo su un po’ di prodotto e lo ha appiccicato su uno o più volontari.

La legge non impone nessun protocollo valido da seguire e rispettare al fine di effettuare queste sperimentazioni e dare una certezza al consumatore…
Quindi, con tale dicitura non vi è alcuna tutela. NULLA DI NULLA, SOLO UNA PRESA IN GIRO PER CONVINCERVI DI UNA COSA CHE NEPPURE E’ VERA!
Pensate che, qualora il prodotto dovesse provocare problemi sui volontari che hanno effettuato il test, l’azienda può comunque decidere di scrivere sulle confezioni “Prodotto Clinicamente (o Dermatologicamente) Testato”.

I deodoranti/antitraspiranti che usiamo quotidianamente contengono fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati d’alluminio e di idrati di zirconio; l’alluminio è un pericolo per il nostro organismo, risulta addirittura mortale se usato in quantità eccessive.

Alcuni dei problemi comuni affrontati dalle persone quando si utilizza il tipo sbagliato di deodoranti sono le seguenti: prurito della pelle, eruzioni sulla pelle, sensazione di bruciore e arrossamento. Alcuni deodoranti possono causare grave rischio alla salute come ad esempio neurotossicità all’ alluminio, il cancro al seno e disfunzione renale.

A riportare questa dicitura sono una grande varietà di prodotti: detergenti intimi, deodoranti, saponi per il corpo, shampoo e quant’ altro! Ma aprite bene le orecchi: per quanto riguarda i deodoranti, il loro uso continuo può portare anche alla formazione di tumore al seno per donne e uomini. E non è cosa da sottovalutare dato il consumo florido di tali prodotti… Molti ricercatori dichiarano anche che la depilazione ascellare, unita all’ uso dei deodoranti contenenti alluminio, favorisca maggiormente l’insorgere dei tumori al seno perché i Sali d’alluminio penetrerebbero molto più facilmente nel corpo facendo degenerare le cellule in cellule cancerose. Sotto accusa sono soprattutto i deodoranti Spray, il cui contenuto di alluminio tende a penetrare più facilmente nell’ organismo! Ovviamente fare a meno di Deodoranti ascellari è praticamente impossibile, ormai dipendiamo da essi quasi fossero manna dal cielo...

Prima di acquistare prodotti del genere fate molta attenzione, controllate gli ingredienti sull’ etichetta e scegliete il vostro deodorante in maniera ponderata. E’ preferibile quello stick o in crema, meglio ancora se inodore, quindi evitare deodoranti con parabeni e profumi e soprattutto leggete se vi è riportata la presenza di alluminio. In quel caso evitatelo e prendete un’ altro! Non scherzate con la salute: è una cosa molto importante.
fonte: http://lapillolarossa15.altervista.org/la-grande-bufala-del-clinicamente-testato/

Ancora una presa in giro da parte delle “Grandi Marche” – Ecco Buongrano, il biscotto 100% integrale di Barilla, che non è integrale per niente!

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Ancora una presa in giro da parte delle “Grandi Marche” – Ecco Buongrano, il biscotto 100% integrale di Barilla, che non è integrale per niente!

Integrale 100% di nome ma non proprio di fatto. La Barilla scivola sui Buongrano del Mulino Bianco – definiti sulla confezione “100% farina integrale” quando invece veniva usata farina ricomposta (farina di frumento e crusca di frumento) – e, a seguito di un’istruttoria avviata dall’Autorità garante per la concorrenza per “pratica commerciale scorretta”, si è impegnata a riformulare la ricetta dei biscotti usando solo “farina integrale di frumento 68,8%” per evitare la multa dell’Antitrust.

“Claim forviante”

Il procedimento è stato aperto il 24 novembre scorso a seguito di segnalazioni di diversi consumatori e nel mirino è finito il claim usato da Mulino Bianco sulle confezioni dei biscotti Buongrano – “100% FARINA INTEGRALE” – definito dall’Antitrust “idoneo a fuorviare i consumatori circa la sua esatta portata”. Scrive nel provvedimento l’Authority: “La rivendicazione di una totale (100%) integralità della farina, in assenza di indicazioni che ne precisassero la portata, poteva essere atecnicamente interpretata dal consumatore medio come derivante dalla macinazione diretta del grano senza separazione delle tre diverse frazioni del cereale (endosperma, crusca e germe) che nel processo industriale vengono separate e poi ricombinate o ricostituite”.

Gli impegni per evitare la multa

Per evitare una sanzione per pratica commerciale scorretta la società Barilla si è assunta nei confronti del Garante una serie di impegni che prevedono la modifica delle comunicazioni sulle confezioni e l’utilizzo di sola farina integrale.

In particolare nel packaging verrà inserito “al fine di integrare la portata del claim “100% FARINA INTEGRALE” viene inserita la “seguente frase esplicativa “Buongrano è preparato solo con farina integrale di frumento senza usare altri tipi di farina””.

Cambiano anche gli ingredienti. Ecco come: “Barilla intende, per il futuro, sostituire il tipo di farina integrale attualmente utilizzata per i biscotti “Buongrano” (ricostituita in stabilimento secondo le modalità esposte nella memoria del 3 gennaio 2017) con una farina integrale prodotta direttamente dall’impianto molitorio, escludendo così la relativa attività di ricostituzione all’interno del proprio impianto”.

60 giorni per adempiere

Barilla, proprietaria del marchio Mulino Bianco, ha ora 60 giorni di tempo per adeguare le confezioni e la modalità di produzione dei Buongrano. Qualora non dovesse il procedimento per pratica commerciale scorretta si riaprirebbe automaticamente e l’azienda rischierebbe una multa tra i 10mila e i 5 milioni di euro.

fonte: https://ilsalvagente.it/2017/05/08/integrale-per-finta-barilla-costretta-a-cambiare-la-ricetta-dei-buongrano/22346/

Chef inglese denuncia McDonald’s: “carne inadatta al consumo umano”

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Dopo questa denuncia la McDonald’s ha sospeso l’impiego della Pink Slime nella fabbricazione dei suoi hamburger per gli Stati Uniti.  

Jamie Oliver, uno chef inglese, ha vinto una battaglia contro una delle più grandi catene di fast food nel mondo. La denuncia dello chef contro la McDonald’s mirava a dimostrare la scarsa qualità dei loro hamburger. Lo chef ha attaccato pesantemente il mondo dei fast food, accusandoli di utilizzare carni di scarsa qualità allungate con materiali di scarto quali ossa, cartilagini, tendini e poi sbiancate con idrossido di ammonio. La denuncia di Oliver non è passata a vie legati ma tramite un programma di grande successo The Food Revolution della BBC, nel quale lui dimostra come viene sbiancata la poltiglia con idrossido di ammonio e come venivano fatte le pepite di pollo con scarti di ossa e cartilagini.

Dopo questo intervento televisivo McDonald’s ha deciso di cambiare la ricetta base, anche se continua a negare che la causa sia Oliver o la paura di nuove denunce. Semplicemente un tentativo di marketing per ripulire l’immagine? Avete notato che i cartelloni della loro pubblicità ora sono cambiati e sono verdi? altra operazione di marketing.

Qualche anno fa la McDonald’s menti sul caso delle patate fritte, omettendo e negando che contenevano tracce di glutine. Ne usci una clamorosa menzogna che costò cara al colosso, in quanto sono state presentate denunce per milioni di dollari a causa delle indisposizioni sofferte dai celiaci, e fu verificato l’effettiva presenza di glutine.

Ma cos’è la Pink Slime?

La più conosciuta melma rosa non è altro che un prodotto bovino finemente triturato, risultato del processo che separa la carne magra dal grasso, i pezzetti di osso, i tendini, le cartilagini e gli altri “scarti” derivanti dai tagli più pregiati e redditizi. Solitamente questa parte verrebbe scartata e invece viene trattata e ridotta in poltiglia e utilizzata largamente nei mangimi per animali e serve però anche ad aumentare il volume di hamburger, wurstel e salsicce spacciati con noncuranza in tutto il mondo. Questa poltiglia viene trattata con quello più comunemente conosciuto come idrossido di ammonio il quale viene utilizzato perchè serve ad aumentare il ph del prodotto riducendo il rischio della creazione di batteri pericolosi per il consumatore. Sicuramente questo procedimento riduce di molto i rischi nel consumo di questo prodotto, ma non è assolutamente sano, considerando anche il fatto che questo trattamento viene effettuato anche in altri prodotti presenti in commercio.

Infatti va ricordato che, malgrado la sua pericolosità potenziale, l’idrossido di ammonio è regolarmente autorizzato dalla Fao, dalla Oms e dalle autorità sanitarie del’Unione Europea.

fonte: https://www.ambientebio.it/societa/chef-inglese-denuncia-mcdonalds-carne-inadatta-al-consumo-umano/