La sedazione palliativa profonda, l’alternativa legale all’eutanasia per i malati terminali che soffrono.

sedazione palliativa profonda

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La sedazione palliativa profonda, l’alternativa legale all’eutanasia per i malati terminali che soffrono.

Il caso di Maria Ripa di Meana, 76 anni, scomparsa di recente sua casa a Roma, dopo aver lottato a lungo contro il cancro ha portato alla ribalta la sedazione palliativa profonda. Maria Ripa di Meana ha trascorso il suo ultimo Natale in famiglia come aveva sempre desiderato (confessando «Sarà il mio ultimo Natale») con la figlia Lucrezia, le nipoti e il marito Carlo Ripa di Meana, quindi si è fatta addormentare per affrontare serenamente e senza ulteriore dolore la fine.

Già oggi sceglie la sedazione palliativa un malato terminale su dieci. Ma purtroppo solo il 30% di chi ha un tumore riesce ad accedere a cure palliative.

Andarsene facendosi addormentare. È la scelta di di sempre più ammalati, stanchi di combattere contro Tumori, Sclerosi ed altre malattie in fase terminale per mettere fine alle proprie sofferenze. «Sedazione palliativa profonda», la chiamano i medici. «Ma sia chiaro che non si addormenta nessuno per farlo morire ma soltanto per non costringerlo a soffrire», precisano i medici. La legge oggi lo consente quando la malattia è inguaribile e in stato vicino alla morte, con sintomi dolorosi, ma anche gravi crisi respiratorie, delirio o stress psicologico, refrattari a qualsiasi trattamento. Durante la sedazione, su richiesta del malato, il medico può smettere di alimentare artificialmente il paziente o interrompere le terapie. La morte sopraggiunge da sé ma nessuno può chiamarla eutanasia, perché non c’è dottore o infermiere che l’abbia direttamente provocata.

  • Staff di Zapping
La sedazione palliativa profonda, l’alternativa legale all’eutanasia per i malati terminali che soffrono.ultima modifica: 2018-01-07T18:24:01+00:00da eles-1966
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