L’accusa di Coldiretti: Per la maturazione del grano straniero viene usata una sostanza assolutamente vietata in Italia, ma poi qui l’industria ci fa la pasta Made in Italy che mangiamo tutti i giorni…!

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L’accusa di Coldiretti: Per la maturazione del grano straniero viene usata una sostanza assolutamente vietata in Italia, ma poi qui l’industria ci fa la pasta Made in Italy che mangiamo tutti i giorni…!

Le associazioni dei produttori di pasta non possono che rimanere soddisfatte dal responso del Ministero della Salute sui controlli sul grano importato: ”Il frumento estero è sicuro, basta insinuazioni”.

La Coldiretti, però, aspettando con ansia l’introduzione dell’obbligo in etichetta di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta, esprime però la sua opinione per voce di Rolando Manfredini, responsabile della sicurezza alimentare, a Ilfattoquotidiano.it: “Ci sarebbe stato da preoccuparsi se i controlli avessero dato risultati diversi, ci fa piacere che non sono state rilevate irregolarità, ma questo non toglie che vi siano molte differenze tra il grano italiano e quello canadese”.

Le associazioni Aidepi e Italmopa si sono incaricate di divulgare la notizia sul controllo delle micotossine e il messaggio è decisamente chiaro: non sono state scovate tracce di illegalità o irregolarità nei campioni di grano importato che sono stati analizzati dal dicastero.

In aggiunta, l’associazione Aidepi, tiene presente che queste analisi sono state precedute dai controlli su pesticidi e fitofarmaci, sempre condotti dal Ministero. A conti fatti, quindi, il presidente dei pastai italiani di Aidepi, Riccardo Felicetti, si sente rassicurato dai risultati delle analisi, perché respingono ogni accusa sulla qualità e sanità delle materie prime della pasta.

Nonostante le rassicurazioni da parte del ministero in merito alla questione, le perplessità della Coldiretti non sono infondate. Alberto Ritieni, docente di chimica degli alimenti all’Università Federico II di Napoli, in un’intervista a ilfattoquotidiano.it, dichiara che il deossinivaleno, una particolare micotossina, “se assunto in minime quantità l’effetto del don può non comparire mai”.

Ma se il valore di don consentito è calcolato su base europea, in cui il secondo posto di consumatore è occupato dalla Germania con 7.4 kg all’anno, può essere considerata una minima assunzione se relazionata ai 26 kg dell’italiano medio?

È il porto di Bari a ritrovarsi campo di battaglia della cosiddetta “Guerra del grano”, dove approdano milioni di tonnellate di grano estero – per metà canadesi tra l’altro – che, da una parte ricevono controlli dall’UE, dalle autorità italiane, dai molini e infine dalle aziende pastaie, ma dall’altra non rispettano le regole imposte dall’Unione Europea.

Rolando Manfredini, infatti, sottolinea le differenze tra il grano italiano e quello canadese, di nuovo a ilfattoquotidiano.it: ” Mentre il primo viene raccolto in estate, in piena maturazione, il secondo viene raccolto tra fine settembre e gli inizi di ottobre, in autunno quindi.

viene fatto maturare artificialmente – aggiunge – ossia utilizzando un seccante, il glifosato, nella fase della pre-raccolta, sostanza che da noi è vietata. Questo espone la materia prima a valutazioni negative dal punto di vista della sicurezza alimentare”

Alla fine dei conti, il vero problema sarà affrontare i risvolti dell’applicazione, per ora provvisoria, del Ceta, l’accordo commerciale tra UE e Canada, in quanto, se il progetto dell’etichettatura di origine per il grano duro diventasse realtà, la maggiore chiarezza sulla materia prima potrebbe incidere negativamente sulle vendite per chi esporta il frumento – il Canada per l’appunto – , che potrebbe richiedere un risarcimento.

L’accusa di Coldiretti: Per la maturazione del grano straniero viene usata una sostanza assolutamente vietata in Italia, ma poi qui l’industria ci fa la pasta Made in Italy che mangiamo tutti i giorni…!ultima modifica: 2017-09-29T22:01:51+00:00da eles-1966
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